Marzo 6th, 2011 — Note redazionali

Ecco a chi dare la colpa delle lungaggini burocratiche messe in piedi dalla schiera che rotea intorno a Ceccuzzi. Ecco chi sono gli artefici del nuovo fondamentale gioiello comunicativo di questa campagna elettorale, il mitico “Laboratorio delle idee per Siena 2016”, e pensare che per un attimo avevamo creduto che gli autori fossero i soliti comunicatori yes men!
E invece no, cari lettori. In questa campagna elettorale ricca di colpi di scena (e, in certi casi, forse anche di spugna) un nuovo fondamentale scoop. Notiziona. Il Laboratorio delle idee lo ha voluto il Sellato Cannamela. Ecco alcuni stralci degli struggenti e preziosi passaggi che il Sellato ha voluto comunicare al mondo “Il Comune del futuro dovrà essere limpido e attraversabile”. Interpretare il Cannamela pensiero non è facile. “Attraversabile”? Ma, dico io,avete mai sentito definire il rapporto tra cittadino e istituzioni come “attraversabile”? Forse Cannamela si confonde col ponte alla stazione.
E poi un’altra considerazione, su questa stravagante affermazione “Il Comune del futuro dovrà essere limpido”. Ora, non pensando che Cannamela avesse voluto rivolgersi alla cooperativa che in Comune va a farci le pulizie, pensiamo che abbia voluto fare riferimento al fatto che, secondo lui, a necessitare di limpidità è la gestione amministrativa. Una sola parola: riborda!
Infatti il Sellato Cannamela (che più di una voce vuole nella rosa dei nomi che Ceccuzzi vorrebbe accanto a sé come assessore se i senesi lo votassero. Avete capito bene, senesi? Potreste trovarvi Cannamela assessore, non so se vi è chiaro il concetto – auguri) non è nuovo a tirare fango verso l’amministrazione uscente. Grande strategia davvero. Soprattutto grande lungimiranza politica da parte di chi (forse) gli fa fare da ventriloquo facendoli esprimere giudizi che difficilmente potrebbe esprimere in maniera aperta (e chi sono questi fenomeni della strategia politica, penserete voi? I Diessini, ovviamente, che ancora non hanno capito che è un po’ difficilino per loro pensare di potersi permettere il lusso di prendere le distanze dalla gestione Cenni ). E, ancora una volta, non ci capacitiamo di come Mauro Marzucchi, che di questa amministrazione ribadiamo è stato prima assessore e poi, vice sindaco e quindi non propriamente estraneo da quella stessa amministrazione che Cannamela attacca, si lasci ripetutamente trattare così pubblicamente dal Sellato la senza batter ciglio.
L’articolo si conclude, poi, con una vera chicca. Ossia, la richiesta del Sellato di avere, udite udite, un centro destra più combattivo in queste elezioni. Ed ecco che, maliziosi come al solito, intravediamo nelle dichiarazioni di Cannamela una manina suggeritrice. Abbiate un attimo di pazienza e seguite il ragionamento che sto per farvi. La parola “ballottaggio”, negli ambienti politici e non, sta entrando sempre di più nel vocabolario cittadino. Perché mai un esponente del centro sinistra dovrebbe volere un candidato a lui in opposizione forte? E perché chiamare in causa solo il centro destra? Provo a fare un ipotesi. In caso di ballottaggio è ovvio che si troverebbero a fronteggiarsi Corradi (sostenuto, tra gli altri, da Pierluigi Piccini) e Ceccuzzi (sostenuto, tra gli altri, dal Sellato Cannamela). E questa ipotesi fa venire più di unmal di pancia ai Diesse.
Perché cos’è che fa comodo a lor signori? Semplice, che il candidato del Pdl (il pasticcere Nannini) si metta a fare campagna elettorale sperando che sottragga i voti a Corradi. A questi signori però, sfuggono molti passaggi. Per fare questo giochino bisognava che facessero scegliere al Pdl un altro candidato, perché, con tutto rispetto, il pasticcere Nannini se prende più del 9% va stappata una bottiglia (o forse anche più di una).
Cari Diesse, avete perso l’allenamento per caso? In passato questi magheggi vi riuscivano meglio, stavolta mi sa che vi è andata male. Ceccuzzi cominci a prepararsi al secondo turno e i suoi spin doctor lo preparino bene per i confronti pubblici e diretti tra tutti i candidati. Mica si vorrà sottrarre?
Ecco che mi torna in mente la parola “attraversabile” del Sellato Cannamela, forse intendeva davvero un ponte ma non quello della stazione; forse il ponte usato per congiungere due parti –all’apparenza opposte – a cui si riferiva Cannamela è quello che una volta attraversato, congiunge e unisce direttamente il PD al PDL .
Cari lettori, date retta, il voto utile non è uno slogan. A Siena sta diventando una necessità.
p.s. Ma Ceccuzzi avrà realizzato, fino in fondo, che squadra lo circonda?
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 5th, 2011 — Note redazionali


Questi uffici si chiedono a che gioco giochi il Marignani che, non solo fa delle candidature per il Ceccuzzi (basta vedere il Nannini), ma appoggia la nomenklatura berlingueriana-tosiana-ceccuzziana e riceve “in sede il Magnifico Rettore” sostenendo che “la serata è stata davvero importante. Importante perchè abbiamo avuto l’opportunità di conoscere in modo dettagliato la difficilissima situazione finanziaria dell’Università”. Come se non la conoscesse l’universo mondo la difficilissima situazione dell’Università, ancor più difficile visto che ai vertici ci sono due incapaci e incompetenti che solo dal Marignani potrebbero trovare ascolto e che hanno previsto un cosiddetto piano di risanamento che non risana assolutamente niente e che prevede tutta una serie di provvedimenti i quali, da una parte richiedono l’intervento del legislatore e dall’altra sono vietati dal medesimo legislatore. Come fa il Marignani a dire che il piano di risanamento ” salvaguarda l’occupazione e prevede una mobilità esterna volontaria” visto che la mobilità esterna volontaria evidentemente non salvaguardia proprio niente. Inoltre affermare, sempre a proposito del piano di risanamento che “pur nella sua “pesantezza e difficoltà realizzativa” (60% di prepensionamenti per chi matura i diritti con incentivo all’esodo, riduzione dei costi operativi e 50 mln di ricavi da ulteriori vendite immobiliari) è una possibilità di evitare il “fallimento” di questa secolare istituzione vanto della città e ridotta in questo stato da una politica clientelare devastante che si è protratta per lustri” equivale a non saper far i conti neanche con l’ausilio di un pallottoliere e per giunta dare credito ad una manovra pressoché irrealizzabile perché i docenti, pur in presenza dell’incentivo, non hanno la minima intenzione di andarsene, come dimostra la valanga di ricorsi presentata dai prepensionati al Rettore pro minor tempo possibile Riccaboni. Il quale, secondo l’esponente del partito del bunga bunga e di Verdini nonché di Rocco Girlanda, dovrebbe avere “la forza di rendere autonoma l’Università” (quando è evidente che dovrebbero levargliela l’autonomia all’Università visto che ha prodotto, Riccaboni consenziente una voragine da oltre 270.000.000 di euro) “ed il coraggio di proseguire il cammino di risanamento già intrapreso dall’amico Silvano Focardi” quello che evidentemente non sta facendo visto che da una parte il piano di risanamento non prevede niente di nuovo, salvo che il disavanzo cresce esponenzialmente rispetto a quello di Focardi-Barretta. Dire poi che “tutta la città, nessuno escluso, deve remare nella direzione del cambiamento” è grottesco: alla faccia del cambiamento! Cambiamento in peggio!
Comunque sia Marignani dimostra le avere idee un po’ confuse quando afferma che Siena deve tornare ad essere “il gioiello che era un tempo, prima che 65 anni di ininterrotto potere di sinistra portassero questo territorio e le sue più prestigiose istituzioni all’attuale decadenza”. Ma Nannini che appoggiava Piccini e Cenni, Berlinguer, Cei Semplici, Tosi, Riccaboni, Fabbro di dove vengono? Non risulta a questi uffici che provengano dalla Repubblica di Salò o qualcosa del genere.
Marzo 3rd, 2011 — Note redazionali
E’ da un pò che non ci lanciamo in qualche riflessione sulla fantapolitica senese. Dati gli ultimi scoop sarà il caso cimentarsi ancora una volta in questo gioco.
Allora, come abbiamo visto anche il Pdl finalmente ha il suo uomo, il candidato pasticcere Alessandro Nannini che tra un ricciarello e una copata dovrà trovare anche il tempo di dedicarsi a quella routinaria cerimonia da campagna elettorale che sono gli aperitivi con i simpatizzanti.
Ma mettendo per un attimo da parte gli champagnini per raccattare un pò di voti, il dato politico(quello vero) è un altro.
E qui apriamo il primo capitolo conversando sul ruolo che potrebbe svolgere una persona a caso. Per la verità non proprio una new entry delle nostre riflessioni a voce alta (o a penna bassa, vedete voi). Stefano Bisi.
Il caporedattore del Corriere di Siena, infatti (o In.Fact, anche qui vedete voi) con la candidatura del pasticcere Nannini – pur preferendo squadra e compasso – potrebbe trovarsi tra l’incudine e il martello (la falce c’è chi l’ha abbandonata da tempo) o, anzi, è più corretto dire tra ricciarello e copata.
Perché, cari lettori (presto anche elettori) sarà difficile per il Bisi fare una campagna pro Ceccuzzidal momento che il suo Amministratore, l’on. Rocco Girlanda del Pdl di Denis Verdini, è stato il padrino della candidatura del candidato pasticcere. E a questo punto, ecco che tornerebbe il ragionamento più volte fatto, ossia che il Bisi è da tempo che non sostiene più, con il suo giornale,il candidato del PD(S) Ceccuzzi (anche se, forse, i comunicatori yes men di Ceccuzzi capiranno questa solfa verso settembre, cioè ad elezioni avvenute).
E qui si spoggetta nel secondo capitolo. L’Associazione Per Siena porterà come candidato aconsigliere comunale nelle liste dei Riformisti di Riccardo Martinelli (almeno stando a radio lastra)Andrea Bellandi (e qui sono proprio curioso di vedere cosa dirà il purista Fiorno Iantorno), candidatura che, ipotizziamo, senza dubbio avrà fatto fare salti di gioia al consigliere uscente Leonardo Tafani e all’aspirante outsider Pasquale Colella (e non ce ne vogliano gli ultimi due, ma a ricerca delle preferenze tra loro e il Bellandi non c’è corsa, li doppia). Arrivati a questo punto loscenario che potrebbe venire a delinearsi potrebbe essere il seguente (o meglio, questo sarebbe lo scenario che senza dubbio sarebbe più utile politicamente a quelli di Per Siena, dato che alcuni di loro, a differenza degli yes men che gravitano intorno a Ceccuzzi, di politica ne masticano e, diciamocelo fino in fondo, l’elettorato e i dirigenti di Per Siena coi Diesse c’incastrano poco; è un pò come mischiare le pere con le mele o la sambuca col glen grant, viene fuori un troiaio).
Un gruppo consistente di Persenesi potrebbe mettere scientificamente in campo il convitato di pietra: il temibile voto disgiunto.
Ossia quella modalità di voto che permette di esprimere la preferenza per un candidato consigliere e sulla stessa scheda mettere la X sul candidato sindaco di un altro schieramento, tutto ciò autorizzato dalla legge.
Anche perché, in elezioni in cui a contare più che le coalizioni (a volte raffazzonate e tenute insieme con lo sputo) è la singola persona, può darsi che si voglia votare Tizio in consiglio comunale ma non ci si trovi d’accordo con il candidato sindaco a quello collegato. Et voilà, les jeux son fait. Ceccuzzi, in questo modo, sarebbe ancora più debole e Per Siena ancora più forte. E, in questo scenario, essere più forte non sarebbe nemmeno così difficile, gli zuccheri non gli mancano di certo, dato che potrebbe contare sulla spalla del candidato pasticcere.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 3rd, 2011 — Note redazionali
Ci stavamo quasi abituando all’idea di sentir urlare anzitempo “E’ partita fiancata!! La mossa è valida!!” e invece ci dovremo accontentare di guardare cosa succede ai pitstop.
Ebbene sì, cari amici, ci cospargiamo il capo di cenere. Avevamo ipotizzato che il candidato del Pdl avrebbe potuto essere Claudio Marignani ma, evidentemente, al grido di “vai avanti tu che a me scappa da ridere” il buon Marignani ce l’ha fatta a non farsi candidare. Quando negli ultimi giorni questa notizia stava girando, per un attimo abbiamo anche immaginato di vedere Franco Masoniguidare una strenua e battagliera campagna elettorale; una campagna elettorale tutta in attacco al “Sistema Siena”; poi forse, anche lui deve aver pensato che era meglio dedicarsi a preparare “96 ore di palio” e non integamarsi più di tanto.
Ma ieri, in nottata, la svolta. Il Pdl ha il suo candidato. E chi può essere in grado di cimentarsi in una tale corsa se non un ex pilota?
Le attese di questi mesi, che hanno tenuto sulla corda migliaia e migliaia di cittadini non sono state vane e la soddisfazione del risultato ha ripagato il tempo perso ad aspettare. Da quello che si legge sulla stampa locale, sarà il pasticcere Alessandro Nannini a guidare i la truppa dei prodi piddiellini senesi.
In giro per Siena è già tutto un fermento. I brindisini augurali si sprecano. Champagne a fiumi per festeggiare la lieta novella e in tutto questo scoppiettar di tappi che saltano c’è anche chi,trascinato nel vortice di un’euforia incontrollabile, si scola anche una bottiglia di Johnny Walker tanta è la gioia irrefrenabile per la notizia.
Ma le sorprese non finiscono qui. Quasi mi emoziona a dirlo. Perché la benedizione al candidato pasticcere è arrivata addirittura dal Bunga Bunga Palace. Con un’investitura così, la vittoria può dirsi nel sacco, o nel sacchetto (purché non sia quello della spazzatura, però, che poi tocca uscire prima delle sette a lasciarlo fuori dal portone).
Ora, però, cari amici lo scoop degli scoop. Ci eravamo chiesti, con apprensione, nei giorni passatiquale candidato stava sostenendo Stefano Bisi.
Perché, da ciò che quotidianamente e attentamente leggiamo sul suo giornale, non scrivendo, a volte, cose che possono fare un gran piacere al candidato del PD(S) Ceccuzzi, abbiamo pensato che non sia lui il suo politico di riferimento, nonostante tutti a Siena continuino a pensarlo. E allora chi sarà il prescelto (ci siamo più volte chiesti colti da cotanta curiosa trepidazione)?
Svelato anche questo mistero. Avete letto chi è che ha accompagnato il pasticcere Nannini alla benedizione berlusconiana? Insieme a Denis Verdini (l’amico di Fusi della Baldassini e Tognozzi, quello che chiaccherava al telefono con Pisaneschi, per capirsi) c’era addirittura (mettetevi seduti, perché notizie così non sempre si riesce a reggerle), l’on. Rocco Girlanda! Quello stesso Rocco Girlanda amministratore del Gruppo Editoriale che edita anche il giornale di Stefano Bisi.Ecco, allora chi sarà il candidato del Bisi! Il pasticcere Nannini! Ed ecco allora perché proprio lo stesso Bisi, qualche giorno prima che la notizia venisse confermata, aveva già fatto trapelare qualcosa; è probabile che glielo avesse annunciato il suo amministratore, dato che da ciò che è scritto ovunque, ribadiamo, a fare da padrino (avendolo tenuto a battesimo politico) è stato proprio il suo amministratore Rocco Girlanda.
A questo punto a Bisi, non resta che partire con la sua campagna elettorale mediatica (magari con la stessa verve ed insistenza che adoperò con Riccaboni) e bere anche lui un bel gottino per brindare alla lieta novella.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 3rd, 2011 — Note redazionali

Vai, ci risiamo. Dopo il titolo “Bella, meravigliosa 2.0” eccone un altro fresco fresco,
partorito dagli esperti di marketing politico cittadino. La nuova fatica avrà per titolo “
Laboratorio delle idee per Siena 2016“. E sapete di cosa si tratterà? Di un
altro bel “percorso” che si snoderà in
6 appuntamenti tematici (ci viene un dubbio: ma prima di fare tutti questi percorsi, la mappa di dove vogliono andare l’avranno guardata?
Perché qui, percorri percorri, pare tanto girino a vuoto).
San Pancrazio, ora son proprio confuso! E ora questi 6 nuovi appuntamenti da dove scappano fuori? Eppure ci eravamo così appassionati alla
soap opera del centro sinistra che l’avevamo seguita tutta con parecchia attenzione. Ma forse, nonostante questo, ci siamo persi qualche puntata.
Ricapitolando. A catechismo vi hanno insegnato che all’inizio fu il Verbo?
No, qui all’inizio fu il tavolo, una telenovela più avvincente di Beautiful (e quasi lunga allo stesso modo) in cui ogni giorno aprivi i giornali e trovavi nuovi colpi di scena manco si fosse trattato di un giallo di Agatha Christie. Poi, un bel giorno, hannoemesso il loro vagito i Forum, altresì detti “un colpo e via” (tranne, per obiettività, quello coordinato da Orlandini) nel senso che grande rullo di tamburi, grande spottone con cui si chiedeva una partecipazione aperta a chiunque, poi, più niente. A qualcuno risulta che Daniele Magrini abbia fatto qualche altra iniziativa pubblica sulla buona politica, magari rilanciando di nuovo l’immediata creazione dell’anagrafe di eletti e nominati (a proposito, ma questa proposta dell’anagrafe, poi, che fine ha fatto)? Ora un nuovo coupe de theatre: gli appuntamenti tematici. ‘Azz (per inciso, quasi ci stavamo dimenticando; la SEL del Sellato Cannamela, in un impeto di giovanilistico entusiasmo, si era lasciata prendere la mano e, tanto per incasinare ancora un pò di più il tutto, aveva proposto anche una bella serie diworkshop, purché tematici, però). Poi, più niente? Ma, come si dice, lavorare, no?
Ma a chi è che viene in mente tutta questa serie di iniziative una uguale a quell’altra?Perché a questi va senza dubbio il premio per l’originalità e la scafatezza politica.
E poi, suvvia, ancora a scrivere che l’argomento Università (ossia il parlarne) viene utilizzato perché la si vuole macellare? A Ceccuzzi e ai suoi fedeli comunicatori yes men sfugge forse un piccolo ma non trascurabile particolare; la macellazione di un qualcosa presuppone, innanzitutto, che questo qualcosa esista, mentre qui invece, e scusate cari lettori il raffinato francesismo, non c’è rimasto più una sega.
Affermazioni di questo genere, ancora una volta, danno la rappresentazione dell’empatia che intercorre tra chi all’Ateneo ci lavora e un certo potere politico (candidato Ceccuzzi compreso) che pur essendo stato saldamente in sella (nonostante all’epoca non avesse il Sellato Cannamela, però) negli anni in cui è presumibile le casse universitarie abbiano cominciato a svuotarsi (con tutti i danni diretti e indiretti che questo ha prodotto e continuerà a produrre) se ne è stato nel silenzio o, peggio ancora, non gli è mai venuto in mente di dare una sbirciatina per vedere se da quelle parti la gestione era oculata. E perché mai; in fin dei conti c’erano i soliti compagni anche lì dentro e tra compagni non ci si morde.
Caro Ceccuzzi, per dimostrare che si è veramente slegati da un certo passato non si deve attaccare chi non la pensa come te e cerca, invece, di tenere viva l’attenzione sul disastro economico che è stato fatto là dentro. Se proprio Ceccuzzi vuole attaccare qualcuno, vada ad attaccare chi il disastro lo ha fatto.
Se uno si fregia di non venire dal passato, che problema ha a farlo?
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 2nd, 2011 — Note redazionali

Dopo aver consultato innumerevoli fonti giornalistiche nazionali apprendiamo che l’On. del PDL Rocco Girlanda, amministratore del gruppo Corriere che edita il giornale diretto da Stefano Bisi ha accompagnato da Silvio Berlusconi Alessandro Nannini. La riunione si è conclusione con la decisione di candidare Alessandro Nannini alla carica di sindaco di Siena per il PDL.
Marzo 2nd, 2011 — Note redazionali
Il mite Mugnaioli, segretario comunale del PD(S) senese, ha sferrato un suo fendente, panico a Siena.
E, ovviamente, non si è fatto sfuggire l’occasione per prendersela da una parte con mezzo mondo e, dall’altra, per continuare a sognare sulle note di “Bella, meravigliosa 2.0” (i cui iscritti diessini, soprattutto la componente maggioritaria che presumiamo essere composta da over 58/60 anni, ancora oggi si domandano se a quel 2.0 non manchino altri due numeri, “11” ad ad indicare l’anno in cui si vota – alla valenza mediatica del web, nell’elettorato diessino e non solo, non c’ha pensato quasi nessuno, facciano un sondaggio così lo verificano di persona).
E siccome Mugnaioli parla di una forte unità interna, quando abbiamo letto questa aulica affermazione c’è venuto in mente quello che all’interno di quello stesso PD così tanto unito e coeso, sta avvenendo a Chiusi.
E che c’entra Chiusi con Siena, direte voi. C’entra e come. Perché il gruppo dirigente, i factotum politici che presidiano il partito, circodandolo con i cavalli di frisia perché nessuno possa varcare certe linee ed insidiare le posizioni che hanno conquistato in anni e anni di fedeltà diessina, sono sempre gli stessi. E non vengano a dire che a Siena il segretario si chiama Alessandro Mugnaioli e quello Provinciale Elisa Meloni e che, quindi, il primo – non avendo la bega di Chiusi – è in grado di tenere le redini del gioco e la seconda no, perché la fonte battesimale è sempre la stessa.
Già, di Chiusi perché non parla il PD? Sempre prolifico sulla stampa a lanciare moniti e a commentare l’agire altrui; sempre solerte nell’irradiare uno scenario interno che sembra l’ambientazione di ‘Alice nel paese delle meraviglie’; sempre pronto a magnificare l’unità e la coesione interna; cosa sta accadendo al PD di Chiusi? Dalle notizie riportate sulla stampa locale (unica fonte da cui traiamo la nostre riflessioni) ci pare di aver letto che tra i “dissidenti” c’è anche il capogruppo in provincia Nasorri. Se questa notizia fosse confermata vorrebbe dire che il perimetro del malessere si estende ben al di là della sola Chiusi. Ma – sempre stando a quanto riportato dalla stampa e tralasciamo di menzionare ciò che viene detto in giro – avete fatto caso a quali siano le parole usate da chi vuole caratterizzare questo gruppo dirigente diessino? Arroganza e imposizioni. “[…]Per questo i firmatari del documento non accetteranno mai imposizioni di candidature stabilite a tavolino o calate dall’alto senza il coinvolgimento della comunità chiusina“, queste sono ledichiarazioni fatte dai 95 firmatari iscritti al PD di Chiusi all’indirizzo della segreteria provinciale dello stesso PD, se vi pare poco. Volete invece sentire come li ha catalogati ilsegretario dell’IDV on. Evangelisti? Ecco qua “Il Pd ha assunto un atteggiamento di supponenza e arroganza […] che c’è un’area del centrosinistra che equivale alla metà dei consensi del Pd e che non si riconosce più e non è disposta ad accettare le logiche di governo lontane dagli interessi dei cittadini“. Ma ci chiediamo, possibile che siano sempre gli altri a sbagliare? Possibile che la dirigenza (quella vera e ristretta) del PD di Siena e provincia non pensi mai per un attimo a mettersi in discussione e verificare con obiettività che i metodi praticati adottati fino ad ora non sono visti di buon grado (per usare un eufemismo) né dai cittadini né tantomeno e soprattutto da una consistente parte dei loro iscritti e dirigenti?
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 2nd, 2011 — Note redazionali
Che sia la volta buona e l’Italia dei Valori decida di giocare la sua partita con la schiena diritta ma, soprattutto, con un pò di sano realismo politico e con un pò di astuzia? Il luogo scelto per fare la conferenza stampa era senza dubbio di quelli che non passavano inosservati, forse per marcare simbolicamente anche un’altra differenza con i comunicatori Ceccuzziani: questi ultimi chiusi nelle stanze e gli altri fuori in mezzo alla gente. Sia come sia, rimane il fatto che l’Italia dei Valori ha scelto Piazza Salimbeni (altresì detta Piazza del Monte dai senesi, precisazione che pensiamo possa essere di aiuto dato che, dalle chiacchere sulle lastre, sembrerebbe che i più stretti yes men di ceccuzzi non conoscano gran che bene il tessuto cittadino) per ribadire i punti su cui non vuole (almeno fino ad ora) transigere.
In città, le dimissioni dell’ex segretario Raggiaschi e l’arrivo di Evangelisti – il quale ha preso ad interim il coordinamento senese – erano state lette da tutti come una sorta di commissariamento mascherato. I più maligni dicevano che sarebbe arrivato portando in dote al partito senese un bottiglione di “ammorbidente” in modo che le fratture tra il partito dell’Italia dei Valori senese ed il candidato Ceccuzzi potessero, appunto, essere ammorbidite.
Va detto, però, che le dichiarazioni rese in conferenza stampa continuerebbero a dare un quadro non proprio sedato. “Il Pd ha assunto un atteggiamento di supponenza e arroganza […] che c’è un’area del centrosinistra che equivale alla metà dei consensi del Pd e che non si riconosce più e non è disposta ad accettare le logiche di governo lontane dagli interessi dei cittadini“. Questo l’Evangelisti pensiero letto sulla stampa locale, che se rimanesse tale anche nella pratica vorrebbe dire un Ceccuzzi al ballottaggio e, una volta arrivati a quel punto, la possibilità anche per l’IDV di esercitare un peso politico che ad oggi non avrebbe. Vediamo se Evangelisti ha voglia di fare politica e far ballare sul serio un pò più a lungo il PD, o se urla e basta.
A margine di ciò, la cosa davvero ilare sono le spruzzate di ottimismo che gli apostoli diessini del terzo millennio tentano di diffondere in giro. Da facce meste e stanche, da e voci da cui tutto traspare tranne che sicurezza e tranquillità, escono fuori parole che nulla hanno a che vedere con la fisiognomica. L’ordine di scuderia diessino è “infondere fiducia” e loro, i fedeli yes men, vanno in giro a riportare il Verbo, dicendo che va tutto bene, che il candidato è forte e gasato e, soparttutto, che è tutto sotto controllo, alleati o aspiranti tali compresi.
Se secondo loro in questa condizione è tutto sotto controllo, figuriamoci se non lo era cosa sarebbe successo.
Ma se è tutto sotto controllo; se i fedeli yes men tengono saldamente in mano le redini delle trattative e delle diplomazie, allora, tutto quello che si legge quotidianamente sulla stampa locale cos’è? Una delle tante sottilissime strategie per destabilizzare gli avversari?
Cavolo, che certi spin doctor della comunicazione fossero bravi se n’era accorta tutta la città da un bel pezzo, però che tutto ciò sia frutto di una tattica preordinata, sinceramente, ci sembra poco credibile. Sembra più che anche certi partiti piano piano si stiano rendendo conto che il PD senese è parecchio indebolito e, quindi, è il momento giusto per approfittare di questa ghiotta occasione e fargli capire che non può più pretendere e permettersi di comandare a suo piacimento.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 1st, 2011 — Note redazionali
Forse cominciamo ad esserci. Forse, anche nella realtà senese comincia a scappar fuori quella consapevolezza che le imposizioni continue e le prese in giro non sono più accettabili. E fino a che a dire queste cose è il cittadino comune che non crede più alle promesse di un candidato “on demand” e non trova più sopportabile che ci sia un partito (o una determinata parte di alcuni suoi componenti) che pretende di comandare su tutto e tutti è una cosa. Ma quando tale sentimento di insofferenza ce lo hanno anche autorevoli dirigenti ed eletti interni allo stesso PD, beh, la musica comincia ad essere totalmente un’altra.
La vicenda politica del PD di Chiusi (ed è bene precisare che è vero che la querelle riguarda Chiusi – dove peraltro si vota a maggio – e non Siena, ma il filone del gruppo dirigente del PD chiamato in causa è lo stesso che gestisce anche il PD senese) apparsa sulla stampa locale, non fa altro che far urlare ancora una volta “Il re è nudo!“.
A leggere, infatti, ciò che viene eccepito da una parte assai consistente del partito a Chiusi non ci stupiamo affatto.
Lo scontro che ha dato fuoco ad una miccia accesa da tempo riguarda la condivisione dei punti programmatici in vista delle elezioni ma, soprattutto e al solito, le modalità ed i metodi con cui vengono condotte le trattative e le scelte. Ossia, come avviene anche da altre parti Siena compresa, ci sarà senza dubbio il solito e ristretto gruppetto di soloni che, non rendendosi conto che l’aria è cambiata, prendono, si riuniscono in tre o quattro in una stanza della federazione e decidono per tutti al grido di “Se vi fa è così, se no ciccia”. Solo che a forza di comportarsi così va a finire che “se no ciccia” saranno gli altri a dirlo a loro. Ma questa ristretta cerchia del vecchioestablishment diessino è sicura di essere nelle condizioni di tirare così tanto la corda fino al punto di farla spezzare? Hanno pensato, lor signori, che dopo tutti gli anni che ci hanno messo per affrancarsi da quella parola che li caratterizzava (comunisti) e che tanto oggi li repelle, sono ad un passo dall’esserci ricacciati a passo di carica? Solo che quando torneranno in quell’angolo troverannocompagni che in tutti questi anni non si sono vergognati delle loro origini, anzi, hanno portato avanti con fierezza idee e programmi propri della sinistra.
Quelle stesse idee e programmi che i diessini sono anni che hanno ripudiato.
Ogni volta che sentiamo o leggiamo di tali atteggiamenti prepotenti, ci chiediamo se questi Diessini non leggano ogni tanto anche i quotidiani nazionali. Si sono resi conto o no che all’interno del PD è un fuggi fuggi continuo? Si sono resi conto o no che la maggior parte della componente cattolica/moderata proveniente dagli ex Popolari poi ex Margherita è sempre di più ad un passo dal togliersi di torno? E che fino questa componente non si è mossa solo perché sembravano imminenti le elezioni anticipate? E che, sfumata quella prospettiva, è già ripartita di gran carriera la corsa a vedere quali potrebbero essere i possibili approdi per andare via da un partito che somiglia sempre più al vecchio PDS con la Quercia nel simbolo?
Facciamo un pronostico. Elezioni amministrative. I Diessini, permanendo questo scenario (e in due mesi è difficile che cambi) comunque andranno le elezioni saranno in minoranza perché è altamente probabile che molti degli eletti nelle liste del PD di area moderata, nel corso del mandato, passeranno con altri partiti, chi nell’UDC, chi nell’Api ma di certo non resteranno a farsi comandare a bacchetta da metodi che possono essere accettati solo da chi viene da cultura PidDieSsina doc.
Questo, giusto per ricordare e far riflettere sul peso politico che ha e, soprattutto, avrà, il candidato Ceccuzzi.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 26th, 2011 — Note redazionali

Esiste una modalità di ditribuzione di programmi televisivi denominata
“on demand”.
Si tratta di quella modalità in cui l’utente può guardare i programmi “a richiesta”.
Che esistessero, per l’appunto, programmi “on demand” a richiesta ne eravamo a conoscenza.
Che esistessero anche candidati “on demand” a Siena, però, un pò meno. Ma nella vita non si smette mai di imparare.
E che c’azzecca, direbbe qualcuno. State un pò a sentire. “…dovrà essere elaborato un nuovo piano del traffico. […] Le decurtazioni hanno già avuto un impatto pesante sia sugli utenti che sulle aziende di trasporto, il cui personale sta sopportando una situazione limite sia in termini di turni che di salario“. Dopo aver letto queste dichiarazioni penserete senza dubbio che le abbia fatte un candidato delle opposizioni cittadine. E invece, no! Sorpresa, sono le dichiarazioni del candidato di maggioranza in opposizione a se stessa Franco Ceccuzzi, il primo candidato che pur essendo stato negli ultimi dieci anni ai vertici politici di questa città passa un giorno si e l’altro pure a dire che a Siena, sostanzialmente, ci sono un bel pò di cose che non vanno.
Grande Ceccuzzi e grande campagna mediatica, vivi complimenti a chi ha elaborato la strategia.
Dopo il berlusconiano slogan “vi darò mille posti di lavoro” detto qualche giorno fa, oggi Ceccuzzi si accorge che le condizioni dei lavoratori dei trasporti non sono propriamente rosee, per usare un eufemismo. E lancia la sua priorità: un piano del traffico per ridurre i tempi di percorrenza. Più ridotti di così, con le linee delle corse tagliate la percorrenza si riduce del tutto, non si fa più e festa finita.
E con chi concorderebbe, Ceccuzzi, questo piano del traffico al quale, evidentemente, fino ad ora non aveva pensato?
Con un bel circolo trasporti del PD (ovviamente) e, tanto per dare ancora spazio alla burocrazia, pensa anche alla costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alla mobilità.
Ci mancava proprio, così mettendoci insieme anche il Forum per la viabilità s’è fatto filotto. A questo punto ci manca solo unoworkshop tematico e poi la frittata è fatta.
Scusate una domanda, ma se hanno già il Forum della viabilità che avrebbe dovuto pensare a questo, a cosa serve creare tutti questi altri doppioni? E, soprattutto, se nonostante il Forum sentono la necessità di creare altre location (così facciamo contenti i fautori della svolta yeah!!! dei comunicatori del PD) in cui capire cosa sta succedendo alla mobilità senese, vuol dire che il Forum, allora, ha fallito, perché se no le risposte le avrebbero già dovute trovare.
Ma come mai Ceccuzzi si lascia sempre incartare in queste cose? Qui non sembra esserci nessun programma, Ceccuzzi è, appunto, un candidato “on demand”; sente dire che la gente è piena come un uovo perché i trasporti locali non funzionano? E lui è pronto a dire che i trasporti sono una priorità. Legge che l’occupazione anche a Siena è diventata un serio problema? E lui fa il berluschino di provincia e dice vi troverò 1000 posti di lavoro. Sembra diventato uno sketch di Benigni. Vi ricordate quell’esilarante passaggio di un pò di anni fa in cui Roberto Benigni, parodiando su Berlusconi e sulle promesse che faceva in campagna elettorale diceva “Italiani, vi prometto che se mi votate v’abbasso le tasse, vi do un milione di posti di lavoro, vi trombo la nonna, vi porto fuori il cane…” e così via?
Ceccuzzi, Ceccuzzi. Ma se ti sei accorto (alla buon ora) che c’è “qualcosina” nella mobilità che non funziona chiedilo al tuo presidente di Circolo PD di Colonna San Marco Roncucci, invece di fare altri dieci gruppi di lavoro, no? E’ presidente del Train; è presidente della Tiemme (la società che ha incorporato altre quattro società di trasporti e, secondo il vecchio principio della moltiplicazione dei pani e dei pesci, è diventata il quinto consiglio di amministrazione), invece di fare lo slogan sui dipendenti che stanno sopportando una situazione limite dillo direttamente al loro datore di lavoro, immaginiamo che qualche volta in federazione vi vedrete.
Firmato
La Primula Rossa