Marzo 11th, 2011 — Note redazionali

L’avete atteso per mesi, ve l’hanno fatto desiderare, ha popolato i vostri sogni, l’avete cercato ovunque, ma
finalmente, ecco che l’oggetto del desiderio, il gadget che non poteva mancarvi, l’oggetto di culto più cool e trendy del momento, è finalmente disponibile…
ecco a voi il meraviglioso, unico, inimitabile: iPD!!!
Direttamente dalle geniali menti degli esperti comunicatori del Partito, che nulla hanno da invidiare ai designer di Cupertino autori di successi come iPod, iPhone e iPad, un concentrato impareggiabile di tecnologia e innovazione racchiuso in un guscio di cristallo e alluminio!
iPD è l’accessorio che non può mancare nelle tasche dell’uomo e della donna moderna!
iPD è dotato di una miriade di utilissime funzionalità, grazie alle moltissime applicazioni scaricabili dall’apposito AppStore, è impossibile elencarle tutte, ma cercheremo di descrivere almeno le principali, così che il cittadino elettore, ehm volevamo dire l’acquirente, possa valutare bene la propria decisione.
In testa alla classifica di vendita troviamo iWildBoar il software che aprirà per voi le meraviglie del parco di divertimenti Cinghialand! Una miniera di informazioni per ogni aspirante cacciatore di frodo in un’oasi protetta, con tanto di schede descrittive di ogni territorio di caccia, percorsi consigliati a cura della Provincia di Siena e un comodo servizio di prenotazione jeep da safari gentilmente fornito dall’Ufficio Caccia dell’Amministrazione Provinciale.
Ma cosa dire invece di iGenius? L’applicativo sviluppato da In.Fact srl che vi permette di far scomparire interi edifici! Incredibile, potrete stupire i vostri amici con sparizioni portentose, non crederanno ai vostri occhi mentre effettuerete davanti a loro veri miracoli, contro le leggi della fisica, quelle dello Stato Italiano e i regolamenti dell’Ateneo! Testato per adesso solo su Via Roma 56 – 53100 sembra che funzioni abbastanza bene anche in Via Uopini 46!
Preoccupati dalla terribile avanzata delle quote rosa? Impauriti all’idea di non ricevere un nuovo incarico per farvi mantenere a spese della collettività? Terrorizzati all’idea di dover andare a lavorare, che non ci siete mai stati prima e non siete nemmeno sicuri se ci vuole il pollicino per arrivare in questo strano posto esotico? Nessun problema… ecco a voi iZac per iPD, l’applicazione per “darci un taglio” e risolvere ogni vostro cruccio… cambiando sesso! Con iZac la vostra vita non sarà più la stessa (quello vi ci potete giocare le palle… letteralmente) farete giocare a vostro favore le quote rosa!
Che cosa dire poi di iBus, vero fiore all’occhiello di iPD, il mitico iBus vi permetterà di fondere tra loro un quantitativo a piacere di società per il trasporto pubblico,moltiplicando, come fossero pani e pesci, i Consigli di Amministrazione a vostro piacimento! iBus, l’app che non può mancare ad ogni Buon Padre di Famiglia. Si ricorda che iBus richiede ad ogni utilizzo l’immolazione su apposito altare sacrificale (venduto separatamente) di dieci vergini, venti neonati e trenta madri single.
Siete in viaggio su treno, autobus, piroscafo, sottomarino, battello a vapore e non sapete come ammazzare il tempo, ma vi è presa una voglia irrefrenabile di confezionare una felpa, una polo o una t-shirt? Su iPD c’è un’applicazione per tutto, anche per questo, ecco a voi la mitica i1472!!!
Dopo aver installato i1472 potrete scegliere da un comodo menù a tendina tra diverse opzioni di capi di abbigliamento, in combinazioni di colore e taglie per tutti i gusti e le esigenze, e, dopo aver effettuato la vostra scelta, con un semplice tocco delle dita i1472 farà uscire dal vostro iPD l’abito desiderato! Potrete sbizzarrirvi con le numerose combinazioni, divertendovi anche voi a produrre vesti di sicuro successo, come la ricercatissima tenuta da conduttore di cani da slitta in vera pelle di Gnu, la felpina del cercatore di tartufi della Val di Farma e la giacca Galaxy! La tenuta anti-vento ufficiale del controllore di volo di Ampugnano che vuole essere cool e trendy!
Attenzione: precedenti versioni di i1472 potevano far sgorgare vino dal vostro iPD, questa opzione sembra sia stata disabilitata nell’ultima release dell’applicazione per risparmi e per combattere… lo stress primaverile.
Inoltre diversi utenti hanno lamentato il fatto che sullo stesso iPD non possono coesistere installate contemporaneamente l’app i1472 insieme a iGenius, pare che la cosa dia luogo a conflitti… di sistema.
Troppo stress? Vi sentite stanchi? Eccesso di informazioni e cattive notizie intorno a voi? iPD ha una applicazione anche per questo, se volete tenervi rigorosamente disinformati, del tutto all’oscuro di ogni fatto rilevante, cercate di riempire con le tenebre più fitte la vostra mente per evitare a ogni spiraglio di luce di farvi breccia, non esitate a scaricare iKazzenger! Questa applicazione vi inonderà dalla mattina alla sera di notizie futili e irrilevanti, che potranno sopprimere sul nascere ogni vostro pensiero intelligente, disponibile anche in versione Pro, direttamente con la voce narrante di Kazzenger in persona!
E infine, rullo di tamburi, il vero grande successo di questa stagione, l’applicazione che da sola vale l’acquisto di un iPD e ne è garanzia di assoluta qualità, solo per voi, in serie limitata: iUniSi!!!
iUniSi è l’app per il dissestatore d’Atenei professionista, che vi aiuterà nel difficilissimo compito di mandare a troie una antica e prestigiosa istituzione universitaria. Sì, certo, non è un lavoro facile, ma grazie ad iUniSi ognuno di voi ce la potrà fare! iUniSi vi mostrerà ogni mattina sul display del vostro iPD una nuova idea per mettere in serio pericolo la sopravvivenza del vostro Ateneo! E’ possibile selezionare, con l’apposito slider, il livello di difficoltà del gioco, partendo da “cazzatina” per il neofita fino ad arrivare a “puttanata galattica” dedicato ai soli esperti (e geni).
In omaggio con iUniSi la suoneria con la voce di Maurizio Bettini che recita l’ode in onore di Piero Tosi, con accompagnamento di Maurizio Boldrini alle nacchere.
Ricordiamo che iPD funziona anche senza pile, ma non senza preferenze, e che fino a esaurimento della promozione richiesta è possibile far incidere col laser la scritta “Oh Yeah! Per un Partito 2.0!”
di FitzChevalier Lungavista
Marzo 10th, 2011 — Note redazionali
(anche se che le voci in giro trasmesse su “Radio Lastra” danno l’ipotesi ballottaggio tra Corradi e Ceccuzzi sempre più vicina, proviamo lo stesso a fare due conti in casa al centro sinistra).
E’ ricomparsa sulla scena l’IDV e, da quello che si è letto sulla stampa locale, pare aver finalmente sviscerato tutte le sue perplessità che l’hanno tenuta distante fino ad oggi da Ceccuzzi. E sapete come si sarebbero fugati tutti i dubbi? Pare chiedendo un posto in giunta, ma non uno qualsiasi: direttamente il vice sindaco. Non c’è che dire, i “valori”prima di tutto.
Ma il problema politico è soprattutto un altro ed è molto semplice: mancano i posti.
Ricapitoliamo. Abbiamo detto che i posti in giunta (ossia gli assessori) saranno solamente 8. Se ci atteniamo alla più stretta ripartizione, al PD (laddove i senesi decidessero di far fare al chianino Ceccucci il sindaco) è presumibile gli spettino 4 posti; a questo punto ne rimangono solo 4 a disposizione per accontentare gli appetiti di tutti gli altri alleati.
E tenendo presente che già ci sono I Riformisti, Siena Futura, Federazione della Sinistra e SEL se entrasse in campo anche l’Italia dei Valori la quadratura del cerchio sarebbe più che difficile, quasi impossibile. A quel punto chi verrebbesacrificato? Dunque, se l’iniziale prezzo che Ceccuzzi è tenuto a pagare per avere l’IDVcosta un assessore, pare fin troppo ovvio che se vuole averli nella coalizione questo posto glielo deve sganciare. Mal di pancia o meno; alle brutte prenderà una cucchiata di maalox. Quindi i posti per gli alleati scenderebbero a tre (piccola parentesi, che tristezza quando la politica si riduce solo ad un togli e metti di personaggiselezionati solo in base agli equilibri e raramente in base alle reali professionalità;e quando il confronto sul programma è solo un’operazione di maquillage perché, di fatto, a chi tratta gliene importa davvero poco e molto spesso i “distinguo” su qualche punto del programma servono per alzare il prezzo; sarà populistico dirlo, ma quando si arriva a queste cose al di là del mercanteggio di una manciata di posti personali non si va. E poi ci si stupisce se la gente è sempre più distante dalla politica).
In tutto questo aggrovigliato quadretto non va tralascia anche un’altra cosa che contribuirà a complicare non di poco lo scenario e gli equilibri politici: le temibili “quote rosa”.
Proviamo a fare un pò di conti. L’IDV proporrà senz’altro un uomo; per la Federazione della Sinistra (ossia Rifondazione Comunista) è lo stesso Fiorino Iantorno che sta scaldando i motori praticamente da quanto è entrato in consiglio comunale; anche l’aggregazione civica Siena Futura di Mauro Marzucchi (perché di certo non la si può definire partito politico e qui mi si accenderebbe un’altra lampadina: come mai si sono scagliati tanto contro all’associazione civica Per Siena – proprio in quanto aggregazione civica e non partito politico – e su Siena Futura non hanno sollevato alcuna eccezione?) sicuramente proprorrà un uomo. Per ora l’unica donna che mi viene in mente è Silvia Lazzeroni per I Riformisti, sempre che, però, Andrea Bellandi candidato in quella stessa lista non stracci tutti gli altri perché, in quel caso, potrebbe rivendicare a buon diritto il posto per sé (siamo sicuri che Bellandi, tanto odiato e temuto dai Diessini, sia disponibile a farsi schiacciare la testa dalle imposizioni degli stessi Diesse?). Poi c’è SEL del Sellato Cannamela, anche in questo caso il Sellato è da quel di’ che si sta preparando (anche se le ultime voci lo dannoperdente rispetto al compagno di partito Michele Menchiari) e, quindi, figuriamoci se vorrebbe farsi sfuggire questa occasione. Stando a questi calcoli, potrebbe avvenire una cosa insolita, ossia che la parte delle quote rosa – per rispettare alla lettera quanto promesso da Ceccuzzi – ricada tutta sulle spalle del PD. Complimentoni.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 10th, 2011 — Note redazionali
Intervistatore: “Lei ha promosso sul web una petizione per chiedere le dimissioni del senatore Pd Tedesco. Perché?” Intervistato “Lo confermo: Tedesco coinvolto nell’inchiesta sulla Sanità in Puglia, deve lasciare. In Consiglio regionale (Lombardia) il gruppo del Pd ha chiesto le dimissioni della Minetti, per le note vicende. Ora al Senato ci si trova in una situazione delicata. Ma se si usasse la stessa misura si dovrebbe chiedere anche al senatore democratico un passo indietro altrimenti in molti non capirebbero“.
Questa la risposta (sacrosanta) che il consigliere del Partito Democratico della Regione Lombardia, il “rottamatore” (che noi preferiamo definire semplicemente obiettivo) Pippo Civati, ha dato in una sua intervista al quotidiano Il Mattino il giorno 7 marzo u.s.
Le parole di Civati potrebbero essere riprese pari pari e replicate anche su Siena. Sappiamo che stiamo per fare una considerazione già fatta, ma dato che ad oggi Simone Bezzini, Presidente della Provincia, e con lui il suo partito, il PD(S), non si è ancora pronunciato sull’argomento, ci torniamo nuovamente sopra.
Vi ricordate con quale tempismo il PD(S) senese a fine gennaio si affrettò a dichiarare “Chiediamo che la Banca Mps tuteli, come ha sempre fatto, la propria immagine e la propria redditività, accertando eventuali profili di incompatibilità nei confronti di Andrea Pisanechi, membro del Cda, e recentemente coinvolto, secondo notizie di stampa, in un filone dell’inchiesta relativa ai grandi appalti, portata avanti dalla Magistratura fiorentina“? A tutt’oggi, nonostante che anche in questo caso il nome sia ugualmente apparso sulla stampa, non abbiamo letto che la stessa censura e verifica sia stata avanzata dal PD(S) nei confronti dell’assessore provinciale Anna Betti. La domanda è fin troppo scontata: come mai? Forse perché il doppiopesismo è ancora il solo ed unico faro che illumina la moralità Diessina? Per chi vale la “Carta dei Valori” annunciata dai valenti comunicatori yes men che fanno (o meglio tenterebbero di fare) da cordone sanitario intorno a Ceccuzzi, contribuendo in maniera significativa a peggiorarne l’immagine? Possibile che a Siena (oppure altrove) non ci siano altri giornalisti comunicatori che sappiano come si sta sul mercato della comunicazione, quella vera? E, soprattutto, possibile che all’interno degli organismi dirigenti del PDSenese non se ne sia accorto nessuno?
Sarà possibile, prima o poi, ai senesi leggere una dichiarazione da parte di Simone Bezzini e del PDSenese sui rinvii a giudizio (come riportato dal corriere di siena a firma di Andrea Bianchi) che vedono coinvolti, tra gli altri, anche un assessore, il cui stipendio viene fatto con i soldi dei contribuenti? Come mai quando ad essere coinvolti nelle inchieste sono altri estranei alla stretta osservanza Diessina sono pronti ad ergersi come i detentori della giustizia assoluta e quando le inchieste coinvolgono qualcuno di loro, nessuno ne deve parlare?
Cari senesi, non sarà l’ora di farla finita con questa doppia morale, che ne dite?
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 9th, 2011 — Note redazionali
Proseguendo con le chiacchere sulle vicende politiche senesi, c’è una certa area politica che merita attenzione a causa delle sue varie articolazioni.
Si tratta di quella parte che ruota intorno ai Riformisti, di ieri e di oggi; quest’area, frazionata in due tronconi, presenta da una parte Siena Futura (nata dalla scissione interna avvenuta un bel pò di tempo fa e che fa riferimento al vice sindaco Mauro Marzucchi) e dall’altra I Riformisti (tra i cui nomi spiccano Andrea Bellandi quale vice segretario cittadino; Silvia Lazzeroni, Riccardo Martinelli, Pasquale Colella – pupillo di Maurizio Boldrini -, Gianluca Targetti e l’attuale consigliere comunale Leonardo Tafani).
Come dopo ogni buona scissione che si rispetti, prima o poi arriva il momento dei conti (o per meglio dire, della conta) e con questi si vedrà chi riuscirà a strappare più voti all’altra parte. Si narra che in alcuni incontri pubblici, organizzati negli ultimi mesi dalla parte che fa riferimento a Marzucchi, la platea dei partecipanti sia stata parecchio scarsina. Marzucchi, almeno stando alle chiacchere trasmesse sulle frequenze di “radio lastra”, ha dato una bella botta ai suoi sostenitori. Questo forse a causa di anni e anni di “ambulatorio” in cui la disponibilità a parole ha superato di gran lunga la realizzazione degli impegni presi. E queste sono cose che al momento del voto si pagano con gli interessi.
Quindi, chi potrebbe andare a recuperare quella parte di elettori in libera uscita dalle file di Marzucchi? Senza dubbio una parte andrà direttamente fuori dal perimetro del centro sinistra (anche perché l’elettore medio di Mauro Marzucchi non ha mai visto di buon occhio né i Diesse né tantomeno lo stesso Franco Ceccuzzi) e l’altra parte?
Sulle prime la risposta potrebbe sembrare fin troppo scontata. Ai Riformisti del Bellandi e della triade Tafani/Colella/Targetti. Ma è qui che viene il bello: a quale delle due componenti? A quella più movimentista e proveniente dall’aggregazione civica Per Siena oppure a quella che da più tempo risulta iscritta ai Riformisti? In proposito avevamo già fatto qualche breve osservazione nei giorni passati e, attenendoci sempre rigorosamente alle voci di “radio lastra” (molte volte più vere di tante altre) sembra non esserci storia.
Andrea Bellandi, in una gara alla sottrazione di voti dallo stesso parterre elettorale(ossia quello che vota Riformisti) supera di gran lunga sia per esperienza, che per capacità politica che per capacità attrattiva di consensi, ragazzi come Pasquale Colella (quanti voti gli garantisce Maurizio Boldrini? Ma di quelli reali, però; lì i giochi di prestigio sono complicatini da fare), il palestrato Leonardo Tafani e l’ex politico Gianluca Targetti (che non dovrebbe essere candidato ma il cui apporto in termini di voti portati potrà, lo stesso, essere valutato). Tutti e tre, con Bellandi in pista, rischieranno di avere un tristissimo risveglio la mattina del 17 maggio, data in cui i risultati delle preferenze saranno definitivi.
Qualunque sia l’esito del voto sul sindaco, come si metterà a quel punto sul piano dell’assegnazione di cariche ed incarichi internamente ai Riformisti? Dubitiamofortemente che Andrea Bellandi si faccia schiacciare lasciandosi applicare sulla propria pelle la teoria che quello che vince (Andrea Bellandi) dovrebbe essere –secondo i compagni Diessini – anche quello che perde.
P.s. sempre su “Radio Lastra” è possibile ascoltare anche un’altra musica. Pare che Ceccuzzi cerchi in tutti i modi di dare una mano a Marzucchi nel tentativo diarginare soprattutto la figura di Andrea Bellandi e i suoi sostenitori. Si narra che, addirittura, stia indicando a Marzucchi dei nomi da mettere nella lista di Siena Futura; sia perché forse Marzucchi sta avendo qualche difficoltà a trovare 32 persone disposte a metterci la faccia, sia perché così facendo Ceccuzzi può superare l’ostacolo del numero massimo di Diessini consentitigli nella lista del PD, sperando così di arginare anche l’altro suo problema, ossia che entrino in Comune troppi uomini dell’area ex Margherita di cui Ceccuzzi, si dice, non si fidi affatto.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 9th, 2011 — Note redazionali

Un nuovo e terribile spettro svolazza nei sogni di Ceccuzzi (e non solo): le temibili “quote rosa”. Quella singolare area protetta per cui, in molti casi, a prescindere dal fatto se una persona è valida o no, bisogna collocarla in posti di “comando” in quanto donna. Ho sempre ritenuto questa modalità la forma più ghettizzante per il genere femminile che possa esistere; se si cominciasse a valutare le persone per ciò che valgono veramente (uomini, donne, gay etc.non importa affatto il genere) non ci sarebbe la necessità di sdebitarsi dai sensi di colpa riservando dei posti (in molti casi di poca importanza) nascondendosi dietro al paravento delle quote rosa.
Avete fatto caso ad una cosa? Quelli che fanno tanto puzzo inneggiando alle quote rosa, poi, in che ruoli vanno a collocare quelle stesse donne? O agli affari sociali, o alle pari opportunità e simili, righettizzandole di nuovo. Perché non mettere – se la scelta fosse stata fatta solo in base al merito e non alla quota – una donna a fare l’assessore al Bilancio? E perché non una all’Urbanistica? Diciamolo una volta per tutte, le quote rosa sono una grande stronzata e solo una trovata pubblicitaria che, invece di aiutarle, penalizza in molti casi le vere professionalità femminili. Nilde Jotti non ha avuto un ruolo di primo piano in quanto quota rosa: era un politico di razza, punto e basta. Leggendo alcuni studi di settore emerge che le donne si sentirebbero molto più rispettate e considerate se ricevessero parità di trattamento reale a livello lavorativo e non solo, piuttosto che qualche sparuto posticino in qua e là riservato a qualche “quota”.
Però, il Ceccuzzi, per non rimanere indietro e continuare ad assencondare lo stile propagandistico che i suoi esperti/e spin doctor gli suggeriscono, si è lanciato questa nuova patata bollente addosso.
La dichiarazione “avrò metà giunta in rosa” immaginiamo abbia tolto il sorriso a molti di quelli a cui era stato promesso un eventuale posto in giunta (sempre che i senesi votino in massa per Ceccuzzi).E siccome gli assessori non potranno essere più di 8, questo significa che molti posti per gli uomini verranno tagliati; a questo punto è probabile che ci sia chi,pur di sedere sull’ambito scranno, per emulare i tagli sarebbe disposto a tagliarsi qualcos’altro. Proprio per questa ragione le prenotazioni per Casablanca potrebbero a breve registrare il sold out (ossia il tutto esaurito; lo abbiamo messo per far contenti e dare una bella parolona nuova agli spin doctor Ceccuzziani).
Di nomi che circolano in giro ce ne sono un bel pò. Da Silvia Lazzeroni per i Riformisti (anche se potrebbe essere una partita tutta da giocare, perché se Andrea Bellandi si candidasse in quella stessa lista e prendesse una fraccata di voti lasciando alle prode non solo la Lazzeroni, ma anche il Colella e ilTafani, dirgli di no sarebbe un pò dura – e qui ritorna il concetto di consiglio comunale/Vietnam per Ceccuzzi). L’altro nome che gira insistentemente è quello della giovane Diessina Carolina Persi (qui, va detto, che Ceccuzzi lo farebbe anche per tenere unita una famiglia, dato che il fidanzato, Massimiliano Perugini dovrebbe ricandidarsi in consiglio comunale. E ilfamilismo si sa, ai Diesse è sempre garbato un monte). Altro nome che circolava era quello di Anna Gioia (moglie di Alberto Monaci), ma forse sarebbe un pò troppo dato che il figlio, Alessandro Pinciani (avevamo detto per caso familismo???) è già vice presidente della Provincia (ora va bene il pane fatto in casa, ma anche tutto il resto della pasticceria no). E quindi da una settimana sta girando il nome di un’altra leggiadra presenza femminile che potrebbe andare al posto di Anna Gioia: Alessandra Navarri. Questo nome, però (scappato dalla riva Diessina e approdato già da qualche anno su quella di Anna Gioia) avrebbe già fatto storcere il naso a più di una delle sue vecchie “compagne” (effettivamente, come dare loro torto: uscire la porta per poi rientrare dalla finestra sarebbe davvero una bella presa in giro per le donne della federazione).
Chissà che alla fine, per sedare i vari appetiti non si cerchi una soluzione che – per mettere tutti d’accordo e non creare gelosie – tagli la testa al toro e sia già pronto qualche biglietto aereo pagato dalla federazione per spedire qualcuno dei più fedeli yes men a Casablanca a tagliare (oltre alla testa al toro) anche qualcos’altro e rientrare, almeno così, nelle quote rosa gradite a Ceccuzzi.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 8th, 2011 — Note redazionali

Fino ad oggi era una prerogativa Laziale, nonché il modo migliore per accompagnare il caffè nei bar di Roma.
Ma finalmente il segreto della famosa ricetta è stato scoperto!! Solo il fiuto di un pasticcere sarebbe stato in grado di capire tutti gli ingredienti.
E ora lo scoop!! Dopo la specialità romana dei Maritozzi alla panna, ecco arrivata la versione senese: i Marignozzi!!
Il pasticcere Nannini ha già avviato le macchine (dopo aver pulito bene con lo spirito tutti gli ingranaggi) e dato il via alla nuova produzione dolciaria appositamente richiesta dal PDL senese.
Cosa aspetti!! Lasciati tentare e mangia anche tu il tuo Marignozzi alla panna!! Puoi mangiarlo anche se sei a dieta, sembra grosso ma alla fine è tutta aria e, soprattutto, non dà effetti collaterali.
Un unico rischio, se ne mangiate troppi; potrebbero nominarvi segretari del Pdl.
Ma tranquilli: non se ne accorgerà nessuno.
Marzo 8th, 2011 — Note redazionali
Volete capirci qualcosa delle prossime elezioni amministrative senesi? Vi siete persi nella giungla dei neologismi e degli inglesismi? Avete bruciori di stomaco per aver mangiato troppo cinghiale in umido? Siete andati ad un evento organizzato dal PD ma dopo 5 minuti non ci stavate capendo più una mazza e pensavate di aver sbagliato ora e luogo?
Niente paura! Ci siamo qui noi pronti a corrervi in aiuto!
Ecco a voi un comodo dizionarietto, da portarvi sempre dietro, che vi aiuterà ad aprire uno spiraglio di luce nell’oscurità intessuta dagli esperti comunicatori del PD(S)!
yeah: eccola! la madre di tutte le parole chiave! La sintesi di tutti i principi ispiratori della campagna di comunicazione del PD! Può essere utilizzata in qualunque contesto e riempie immediatamente di gusto ogni frase e di sapore le vostre giornate. Esempio d’uso in un dialogo tipico:
“Sono un po’ preoccupato dalla situazione economica generale e dall’impatto che sta avendo la crisi anche sulla nostra città, specialmente sulle fasce più deboli della popolazione, che ne pensi?”
“Yeah! Grande! Mitico! Magico! Yeah!”
“Ma che sei scemo, ma hai capito che ho detto?”
“Oh yeah! Mitico! Magico! Yeah!”
yes-man (ma anche yes-woman): questi sono gli eroi del momento, i portatori di luce, coloro che innalzano i vessilli di ragione e razionalità fornendo la loro guida e consiglio al candidato sindaco del PD. Il loro senso critico è così sviluppato che a forza di annuire continuamente ad alcuni si stanno formando delle evidentissime piaghe sul collo, ad altri si sta direttamente svitando la testa e rischia di cadere.
spin-doctor: una specializzazione degli yes-man, esperti di comunicazione, in grado di cogliere perfettamente gli umori del cittadino elettore e di propinargli frasi fatte, stereotipi e banalità direttamente offerte dalla Perugina (che le ha scartate dai bigliettini dei Baci perchè sembravano delle cazzate micidiali anche a loro). In particolare, come il nome suggerisce (da to spin ovvero far girare) il loro obiettivo è quello di confondere talmente le idee al cittadino elettore, facendolo girare appunto come una trottola, da renderlo talmente confuso al momento del voto che, almeno per sbaglio, farà la crocettina sul candidato sostenuto da cotali geni.
workshop (plurale uorscioppi): meravigliose iniziative partorite dalle fervidi menti dei comunicatori del PD, possono abbracciare qualunque argomento, dalla pelota basca all’allevamento del procione delle Bahamas, l’importante è che siano completamente slegate da qualunque tema rilevante per il cittadino elettore e che si possano liberamente riempire di frasi ricchissime di parole prese dal qui presente dizionarietto. Pare tuttavia che il termine stia cadendo rapidamente in disuso poichè qualcuno degli esperti comunicatori, avendo incartato per sbaglio un panino con la porchetta usando una pagina del dizionario inglese-italiano, ha scoperto che il verbo to work significa… lavorare! Orrore! Terrore! Tremore! Disperazione! Dopo attimi di panico allo stato puro un comitato di esperti comunicatori ha deciso di bandire l’uso di un termine tanto sovversivo, casomai a qualcuno venisse la balzana idea di farli andare, appunto, a lavorare!!!
survey: sono i cari vecchi sondaggi, ma vuoi mettere quanto è più fico chiamarli così? Il loro fine ultimo e sommo scopo è quello di nascondere opinioni scomode e di evidenziare ovvietà innocue. I risultati dei survey si prestano bene ad essere presentati in chiusura di un workshop così si può tornare a casa tutti più contenti sentendoci molto più intelligenti.
forum: siccome workshop, per i motivi di cui sopra, suonava un po’ male, ecco che si introducono i forum, che funzionano più o meno alla stessa maniera, ma sono ancora più, cool, più trendy e naturalmente molto yeah! Piccola controindicazione, forum suona un po’ troppo pericolosamente di sinistra, è dunque allo studio un termine alternativo, il più gettonato pare essere “ritrovo del tutto inutile, talvolta provvidenzialmente cancellato dalla neve, in cui chi parla non sa cosa dire e chi ascolta avrebbe molto di meglio da fare“. Breve, semplice, efficace, in perfetto stile esperto comunicatore del PD.
brainstorming: il vero asso nella manica di ogni bravo yes-man, il grimaldello in grado di aprire qualunque porta e risolvere ogni questione. Di fronte ad un problema concreto solo gli sciocchi cercherebbero di risolverlo, ma il vero esperto comunicatore è in grado di fare molto meglio, convocare un workshop da dedicare al brainstorming, così che i main issue della question siano più focused. Più chiaro di così si muore no?
target: sì, avete capito bene, siete proprio voi, i cittadini elettori, che, come dice la parola stessa, fungete da bersaglio per le brillanti campagne di comunicazione del PD, i cui giovani, rampanti, comunicatori sperano di far con voi, appunto, il tiro al piccione.
social: da non confondere con derive sinistrorse ormai demodè, e dunque da usare ben distante dalla parola forum, denota il fulcro portante dell’intera campagna elettorale del PD. Un partito social, del volemose bbene, delle serate trendy, delle notti magiche, dalle idee cool. Insomma più che un partito un posto dove stare in allegria e tracannare un paio di gottini insieme, così da allontanare i cattivi pensieri che fanno male alla testolina del cittadino elettore!
2.0: ma certamente! Oggi è tutto 2.0! Bisogna guardare avanti, puntare all’innovazione, alla condivisione, fare rete, abbrustolire due salsicce già che ci siamo visto che sono finite e… come dite? Che c’entra il 2.0 con le salsicce? Ah… e invece vi pare che c’entri qualcosa con la campagna del PD?
core value: ma sì! Ma sì! I cari vecchi valori di una volta, le massaie che stendono la pasta, una caccia al cinghiale in un’oasi protetta, gli scolaretti che imparano l’alfabeto, i Rettori che mandano a troie l’Ateneo, i Buoni Padri di famiglia che licenziano una madre-single ma moltiplicano i posti nei consigli di amministrazione di una azienda di trasporto pubblico che era nata per ridurli.Insomma i valori che vengono dal cuore, anzi dal core!
iPD: dopo il successo di iPad, iPod, iPhone… sulla scia dei successi della Mela di Cupertino, ecco in arrivo il partito trendy e cool, ovvero l’iPD! L’iPD funziona anche senza pile e permette di ascoltare quasi ogni giorno della settimana un forum o di partecipare ad un workshop di sicuro interesse. L’iPD è dotato di molte funzioni tra cui un comodo registratore per potersi riascoltare all’infinito finchè non si finisce per credere alle minchiate che si dicono, una telecamera per distorcere la visione del pianeta al punto da perdere completamente il contatto con la realtà e, appositamente scaricabile dall’AppStore, iSegnaposto, una utilissima applicazione con cui potrete marcare sedie, poltrone e qualunque altro supporto per il deretano così da garantirvi una salda presa a prova di democrazia dell’alternanza!
di FitzChevalier Lungavista
Marzo 8th, 2011 — Note redazionali
A breve (anche perché a momenti si vota) dovrebbero essere resi pubblici i nominativi dei candidati in consiglio comunale.
Stavolta, però, potrebbe esserci un’inversione di tendenza; invece di fare le corse e dare le gomitate per trovare un proprio spazio all’interno delle liste, potrebbe esserci una marcia indietro a passo di carica cercando tutte le possibili giustificazioni per non venir candidati.
Forse non tutti gli aspiranti candidati hanno fatto i dovuti calcoli e conteggi, il cui freddo e cinico esito renderà dei numeri da far rizzare i capelli a molti.
E’ oramai voce comune e diffusa in giro per Siena (riportata soprattutto da quelli a cui è stato proposto di candidarsi per la prima volta, i quali stanno facendo un paio di conti e diverse telefonate in giro – fatte un pò goffamente e con troppi particolari – per sapere chi potrebbe votarli) che per entrare in comune ai Piddini senesi occorreranno oltre 300 preferenze.
E chi ce l’ha tutti questi numeri con questi chiari di luna. Dunque, quanti ex Diesse potrebbero entrare in consiglio comunale, 8/9? Se restiamo al conteggio delle 300/320 preferenze a candidato, i Diessini dovranno essere in grado di farne girarecirca 2900 per assicurarsi i propri consiglieri. Che non è poca cosa, anche alla luce del numero non esiguo di quelli che dovranno uscire causa secondo mandato già consumato. Proprio su questo argomento, infatti, nei giorni scorsi il Sellato Cannamelaaveva richiamato all’ordine la coalizione dichiarando “Siamo impegnati a garantire il limite invalicabile dei due mandati amministrativi” (a questo punto scatta per forza una domanda: se Cannamela si ricolge a tutta la coalizione vuol dire che la non ricandidabilità, allora, sarà prevista anche per il vice sindaco Mauro Marzucchi. Anche se va detto che, nel caso ciò si verificasse, allo stesso Marzucchi la cosa potrebbe far comodo, così non si troverebbe costretto a misurare la sua attuale consistenza numerica, dato che negli ambienti politici si dice essere parecchio diminuita). La non ricandidabilità di chi ha già fatto due mandati rappresenterà un fattore non trascurabile, perché nelle elezioni amministrative i voti sono legati alla persona e, quindi, non è detto che i voti di uno che non si ricandida siano perfettamente “trasferibili” su un altro. Anzi. Il rischio volatilità è veramente altissimo.
E’ appunto in questo scenario che candidarsi non diventa un boccon da ghiotti ed il rischio di fare una figuraccia (cosa che potrebbe a quel punto andare a mettere in discussione anche eventuali promesse fatte) è dietro l’angolo. Avanti a chi tocca!
p.s. nuove voci danno Ceccuzzi stretto tra un’altra bega. Pare, infatti, che l’Idv, per ricominciare a dialogare con lui abbia posto un altro veto: Marzucchi – in caso i senesi votassero Ceccuzzi, anche se noi preferiamo invitarli a riflettere bene su questa eventuale scelta – non dovrà fare il vice sindaco e forse sarebbe addirittura poco gradito in giunta come semplice assessore.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali

Mi è capitato di leggere una battuta di Matteo Renzi; pensare a quello che si legge a Siena ogni giorno e dire: Renzi ha proprio ragione. La battuta recitava “Parlare di comunicazione al PD è come parlare di sesso a catechismo, c’entra poco”. Mai frase fu più adeguata, specie quando ci imbattiamo in documenti o slogan partoriti dagli esperti comunicatori senesi che fanno daspin doctor a Ceccuzzi, dato che, tra i comunicati che scrivono loro e il linguaggio che viene parlato nella realtà dalla gente, c’è un divario profondo come quello sotto il ponte di Petriolo. Infatti, se il blog Fratello Illuminato è diventato una sorta di Dagospia in salsa locale, il PD senese sembra ogni giorno di più Zelig, la trasmissione fatta da comici condotta da Claudio Bisio.
Per non perdere l’abitudine, i prodi comunicatori Ceccuzziani hanno dato sfogo alle loro doti ancora una volta. La nuova occasione è quella del Forum della Cultura (che non sappiamo, se nella loro scala di valori burocratica, sia più di importante del workshop con uguale argomento o se lo sia meno rispetto ad un appuntamento tematico, ovviamente, anche in questo caso con argomento uguale. Per chi si fosse perso le puntate precedenti – dato che per l’ingarbugliamento che hanno creato non è affatto difficile – gli esperti comunicatori Diessini hanno organizzato prima un Forum, poi annunciato uno workshop, poi non paghi anche un appuntamento tematico sempre ricicciando gli stessi argomenti. Grande razionalizzazione del lavoro, non c’è che dire).
Sapete chi saranno le nuove protagoniste del Forum della Cultura? Tenetevi forte: le arti “performative”. E che so’? Diranno praticamente tutti. Boh, però le parolone ai comunicatori Ceccuzziani garbano un monte.
Immaginatevi la scena. Il gruppetto di fedelissimi diessini Ceccuzziani, chiusi in una stanza piena di fogli, foglietti, fogliettini e appunti vari scappati fuori un pochini dai Forum, un pochini dagli workshop, un altri pochini dagli appuntamenti tematici; altri ancora dal famoso tavolo del centro sinistra. Ovviamente questo gruppetto di fedeli yes men con la maggior parte di queste cose non ci si raccapezza per niente. Ma niente paura. Nel caso qualcosa dopo tutti questi incontri non li fosse ancora chiara, possono sempre organizzarci sopra un bel road show itinerante. Siamo, comunque, abbastanza certi che, questi esperti comunicatori tutti solennemente riuniti nell’angusta stanzina della federazione o in un’altra di qualche agenzia (più o meno) specializzata in materia, nel vano tentativo di dare un senso a tutta questa roba si saranno posti una domanda “ma tutte ste pagliacciate, che si so’ fatte a fare? Non era parecchio meglio se in tutti questi anni invece di starci a fare le seghe mentali in federazione s’era andati un pochino in giro a vedere come stavano andando le cose, dato che ad amministrare ci s’era noi?”. E invece, niente. Chiusi anni e anni nelle stanze; a confrontarsi solo tra di loro; i Diessini, i detentori del vero Verbo; quelli che si ricordano del confronto e della partecipazione solo quando sono sotto campagna elettorale, momento in cui, improvvisamente, cambiano faccia (per la verità alcuni di loro ci provano, ma con scarsi risultati) e diventano tutto ad un tratto aperti e bisognosi di sentire cosa pensa la gente. Ma che strano, sembra un po’ ad orologeria questo atteggiamento. Qualcuno di voi si ricorda che – campagna elettorale a parte – i Diessini abbiano in tutti questi anni aperto un confronto davvero aperto e libero (senza mettere all’indice chi si fosse espresso in maniera critica o contraria al loro modo di pensare) in mezzo alla gente? Ceccuzzi non ha ancora bene chiara una cosa: è circondato dai c.d. franchi tiratori. Numerose persone che proprio per gliatteggiamenti che i Diesse sono soliti tenere con tutti, non aspettano altro che le cose si assestino – in una maniera o in un’altra – per arrivare poi al redde rationem e tenerlo costantemente sotto scacco. E lui, con la squadra che lo circonda, non sarà in grado di sostenere nessun attacco. Perché, scusatemi la metafora politica un po’ forte, ma se anche dovesse per sbaglio vincere al secondo turno, il consiglio comunale diventerà il suo Vietnam, e sapete perché? Perché non potrà fidarsi praticamente di nessuno di quelli che entreranno come consiglieri, dato che( eccezion fatta per qualcuno dei suoi più stretti e fedeli, ma non capaci di supportarlo politicamente davvero) a parte la facciata, quasi ogni alleato ha una gran voglia di far si che Ceccuzzi sia il più debole possibile.
Ma questo Ceccuzzi ancora non l’ha capito: i suoi spin doctor non gli ci hanno ancora organizzato nessun workshop tematico, le “arti performative” sono passate in primo piano per i solerti comunicatori; la politica, per loro, può sempre aspettare.
http://www.youtube.com/watch?v=KPOEIbkqyIA
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali

Per poter star dietro a tutto e monitorare avanti e indietro la situazione dentro e fuori l’Ateneo senese mi son fatto inviare dal Nord America una Moevia inclemens (un ragno che grazie alla sue quattro paia di occhi puo’ individuare qualsiasi cosa in un campo visivo di 360 gradi).
In particolar modo è difficile seguire i movimenti del passato e del presente di alcuni GENI, come ad esempio l’onnipresente e tuttologo Maurizio Boldrini. Già, il famoso genio individuato tale da un altro esponente di rango della nomenclatura berlingueriana-tosiana che corrisponde la nome di Maurizio Bettini; perché merita ricordarle spesso le maestose parole del Bettini :“Ah, vedere un Genio che si avvicina a Tosi, con le chiome inghirlandate di molli corone! Che scena meravigliosa (per la parte del Genio, avevo pensato a Maurizio Boldrini) Purtroppo però non ho potuto far niente del genere. E non perché Piero non si meritasse un’elegia di Tibullo, o perché Boldrini recalcitrasse all’idea di impersonare la parte del Genio. Figurarsi se recalcitrava! E quando gli ricapita, nella vita, di fare il Genio?”
A mio avviso quanto scritto da Bettini è sufficiente per farsi un’idea del concetto che avevano questi signori (geni compresi) del loro ruolo dentro e fuori l’università.E non solo: queste parole sono il segno tangibile della visione padronale e dell’uso privatistico dell’Ateneo, e se analizziamo attentamente il livello confidenziale dei rapporti riusciamo a comprendere anche il clima favorevole in cui è nato il dissesto finanziario. Praticamente era tutta una famiglia:da quella naturale a quella baronale. Regnava l’arbitrio e la mitizzazione del capo. Si sentivano superiori a tutti e a tutto; protetti a Roma e dal potere politico senese.Erano “magnifici” di carica e di fatto.E quando qualcosa non funzionava nel meccanismo di compensazione dei poteri o si creavano dei dissidi con il potere politico locale, entrava in scena il Genio:la sua tessera del partito Ceccuzziano era una garanzia. Insomma, rieccolo il Boldrini,il tuttologo e il grande genio della grande università tosiana. Il Genio è diventato tale, grazie al suo grande idolo Luigi Berlinguer; poi il magnifico Luigi concluso il suo rettorato incorona successore,con l’acclamazione del corpo docente allineato e della CGIL, il magnifico Piero Tosi: nuovo capo indiscusso ma ben coordinato dal Genio. Le origini del dissesto e la decadenza dell’ateneo senese vanno ricercate in questo periodo ed è solo con la bonifica definitiva dei residui di questa storia decadente che l’Ateneo puo’ ripartire con dignità e garanzie per il futuro.Le indagini della magistratura servono per individuare i responsabili diretti del dissesto e quindi sanzionarli con severità,ma nel contempo la comunità universitaria deve auto- bonificarsi,altrimenti nulla cambierà in meglio.
Non dimentichiamoci le responsabilità del potere politico senese di quegli anni rappresentato da Franco Ceccuzzi. Ora, Ceccuzzi si presenta come un verginello della politica e fa finta di non saper nulla o di non conoscere i protagonisti del dissesto finanziario o della gestione berlingueriana-tosiana.Forse il candidato sindaco del PD tenta il colpo di genio “del sono io il nuovo” per allontanare dalla campagna elettorale i suoi magnifici rapporti con Piero Tosi e Maurizio Boldrini, oppure con Angelaccio e quindi affermare che chi oggi chiede verità e giustizia crea un clima di faide interne all’ateneo o macellazioni. Devo ammettere che il Ceccuzzi e il Boldrini hanno una tratto particolare in comune: la faccia tosta!!
Grazie agli occhi della Maevia inclemens rinfreschiamo la memoria collettiva: Il tesserato del Pd Boldrini Maurizio il 19 agosto 2010 coordinava un dibattito alla festa del PD :” 19 AGOSTO
ORE 21.00 – SPAZIO DIBATTITI
Libera la cultura! I tagli del governo alle politiche culturali-Coordina Maurizio Boldrini, docente di Scienze della comunicazione – Università di Siena”
Il 21 0ttobre del 2002 Maurizio Boldrini coordinava il dibattito con relatore Piero Tosi e alla presenza di Franco Ceccuzzi organizzato dal coordinamento dell’Ulivo al Jolly Hotel ore 17:30 dal titolo “Confronto sulla legge finanziaria”.
Nel febbraio 2006 Boldrini era il moderatore di una tavola rotonda organizzata dai DS (leggete i nomi dei partecipanti e il tema della tavola):” Tavola rotonda, a cui hanno partecipato Gabriella Piccinni, Franco Ceccuzzi, Andrea Ranieri, Angelo Riccaboni, Maurizio Bettini, ha acceso il dibattito – moderato da Maurizio Boldrini, direttore del Centro comunicazione e marketing dell’Università di Siena – nella parte conclusiva della giornata che i Ds senesi hanno dedicato al tema delle università.”
Franco Ceccuzzi dichiarava a suo tempo: “Fummo tra i primi a rimproverare ed a spronare al miglioramento l’allora Rettore Piero Tosi, al quale vogliamo manifestare ancora oggi la nostra stima.” La considerazione a queste affermazioni di Ceccuzzi mi sorge spontanea: se spronava e rimproverava Piero Tosi risulta palese che Ceccuzzi conosceva bene la gestione universitaria dello stesso Tosi, o sbaglio? Certo che non mi sbaglio.
Ma la storia finisce qui? Assolutamente no. Nel giorno della presentazione della candidatura a sindaco di Franco Ceccuzzi organizzata dal PD al Santa Maria della Scala tra i presenti all’evento chi c’era ad acclamare il compagno di sempre? Risposta ovvia: il genio Maurizio Boldrini.
Quel Maurizio Boldrini ex responsabile dell’area comunicazione e marketing dell’Ateneo, il docente a contratto del dipartimento di scienze della comunicazione, il tessitore di lodi della società IN.FACT srl (“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”). Quel Maurizio Boldrini del debito di 26.210,00 contratto nel 2006 con Rubbettino Editore, per l’acquisto di 300 copie del libro in onore di Luigi Berlinguer.
In conclusione di questo intervento converrete con me che occorre una rapida conclusione delle indagini della magistratura ,ma nel contempo anche a seguito della vicenda IN.FACT e del debito dei 26.210,00 euro,proprio per dare a tutta la comunità universitaria un bel segnale di trasparenza e autotutela degli interessi dell’ente, gli organi competenti dell’Ateneo non possono non chiudere qualsiasi tipo di rapporto tra il sig. Boldrini Maurizio e l’ateneo stesso. Al Ceccuzzi credo che ci penseranno gli elettori senesi dentro le urne elettorali di maggio.