Il PD sta evaporando, si salvi chi può

Il PD sta evaporando, si salvi chi può. “Niente tavolo senza Ceccuzzi”: perché scriverlo, vuol dire che sta tornando in discussione la sua candidatura?
Alleiamoci con i moderati fin dalle Comunali. Il fenomeno mediatico Vendola si sgonfierà“. Sapete da quale fonte arrivano queste parole? A dirlo è addirittura il vice segretario nazionale del PD Enrico Letta.
Ancora una volta traspare l’amara impressione che il Partito Democratico più che da una una fusione sia nato (e abbia continuato a vivere fino ad ora) nella totale confusione.
Per “moderati” dovrebbero, presumibilmente, intendersi alcune – se non tutte – forze politiche appartenenti al nuovo Terzo Polo composto infatti da Fli-Api, Udc e, sempre presumibilmente, liste civiche almeno a livello di elezioni amministrative.
Guardando al nostro piccolo microcosmo senese, dopo queste affermazioni tornano a balenare nella testa alcune domande e curiosità.
Oramai il PD sta palesemente andando in totale ordine sparso (e, nonostante ciò, guai anche a livello periferico a dirsi sostenitori dei c.d. ‘rottamatori’ Renzi, Civati & C.- anche se forse sarebbe meglio definirli più semplicemente ‘politici’ –  alla cui “rottamazione” pare essersi aggiunto negli ultimi giorni anche il governatore toscano Enrico Rossi) e quindi è logico non esista una linea politica univoca, sia circa la strategia da mettere in campo sia circa le alleanze, che da Roma venga diramata alla periferia e dalla stessa seguita pedissequamente.
E, forse, per il PD senese questa sostanziale anarchia è anche un bene.
Riflettiamoci insieme. Pensate, amici, se le dichiarazioni di Enrico Letta (che nel PD non può certo definirsi una seconda o terza fila, anzi) con cui abbiamo aperto questa chiaccherata dovessero applicarsi alle comunali a Siena: cosa farebbe il PD a quel punto?
Perché, in un partito normale, un vice segretario nazionale che dice “Alleiamoci con i moderati fin dalle comunali…” dovrebbe essere seguito. Ma tutto ciò, ribadiamo, in un partito normale. Cosa che il PD sembra ogni giorno di più non essere affatto.
E qui ritorna l’interrogativo che ci siamo posti ieri: ma il PD quanto tempo potrà resistere in queste condizioni? Senza una linea unitaria, neanche all’orizzonte, senza una identità ben definità, senza un’amalgama, senza un punto in comune e, soprattutto, come logica conseguenza di tutto questo, con un elettorato in emorragia continua? Poco, davvero poco.
Ritorna, allora, il concetto di voto “inutile” altresì detto sprecato, e ancora prima di un tale voto, la poca utilità nello spendersi per il diessino Ceccuzzi a tutt’oggi candidato del solo PD.
Un candidato con un partito quasi fantasma alle spalle che un domani sarebbe costretto necessariamente a rivedere le sue alleanze. Quindi, ciò che votereste oggi non è detto rimanga tale domani.
Verrebbe da dire che il realismo non lascia spazio all’ottimismo per il PD (o meglio ai Ds) senese.
Che qualcosa traballi davvero si potrebbe intravedere anche nel titolo che un quotidiano locale ha dato pubblicando un documento dei Riformisti (quello al quale appartengono Bellandi e Riccardo Martinelli) “Niente tavolo senza Ceccuzzi”.
Grazie al quotidiano per questo titolo che ha permesso ai cittadini di introdurre un nuovo elemento interpretativo: il nome di Ceccuzzi come candidato potrebbe essere messo in discussione, se no un tale titolo non avrebbe avuto senso metterlo.
Voto utile contro voto inutile, amici, rifletteteci bene.
Nei prossimi giorni continuerò a riflettere e ad analizzare con voi, dal mio punto di vista, sul perché…
Firmato
La Primula Rossa

Previsioni per il dopo voto. Comunque vada … il PD (o quel che resta) sarà in minoranza

Le elezioni comunali stanno per arrivare (nonostante ci sia chi fa di tutto per farlo dimenticare parlando solo del fantasma del puma credendo, magari, che quello possa anche essere definito giornalismo d’inchiesta) e, a tutt’oggi, una precisa e granitica definizione degli schieramenti pare non esserci.

Fantapolitichiamo di nuovo e lanciamoci ancora una volta nell’ipotizzare possibili scenari.

Che il Partito Democratico a livello nazionale praticamente non esiste più a notarlo non è certo solo La Primula Rossa, dato che basta limitarsi a sfogliare ogni giorno i quotidiani nazionali per capire quanto la fine sia vicina. Anzi, direi abbondantemente sopra il livello di guardia.

Questo cosa potrebbe voler dire. Innanzitutto una cosa. Laddove fosse il candidato del PD a vincere le elezioni a Siena (al ballottaggio?) di sicuro avrà poca certezza che la compagine di maggioranza rimanga tale per tutto l’arco del mandato.

E’ oramai pacifico che il PD è seduto sopra un polveriera; talmente sul punto di esplodere che ad ogni voce di un possibile ritorno alle urne per le elezioni politiche cerca aiuto in chiunque, vedendo se almeno in quel modo è possibile sopravvivere. Anche se più che il PD, a cercare questo aiuto, sono gli ex Ds.

Il c.d. Terzo Polo potrà accogliere un po’ di tutto e allo stesso tempo non aver grossa difficoltà a farlo digerire ai propri simpatizzanti, cosa ben più difficile per i Ds i quali dovrebbero pensare prima di tutto a come potrebbero prendere questa ipotesi i loro elettori. Siamo sicuri che stanno accettando di buon grado questa ricerca affannata verso un nuovo raggruppamento al cui interno ci sono esponenti della ex Alleanza Nazionale? Anche perché, riflettiamoci insieme; in questi ultimi tempi quando ci sono state, in giro per l’Italia, le primarie per la scelta dei candidati a sindaco e a confrontarsi nella sfida elettorale erano uno del PD e l’altro espressione di Vendola, ha sempre vinto il candidato di quest’ultimo.

Questo può voler dire due cose. O il PD (ma soprattutto i Ds che un tempo erano maestri per mobilitare la gente, ma ripeto, un tempo) non conosce più né il suo elettorato né, cosa ben più grave, i suoi iscritti in modo da poterli orientare, o la base del PD (ma soprattutto gli ex Ds) preferisce e si sente più rappresentata da un Vendola che si dichiara apertamente di sinistra, accezione che ai Ds di ieri confluiti nel PD di oggi comincia ad andare un bel po’ stretta.

Tutto questo preambolo, direte voi, cosa c’entra con Siena? C’entra eccome, cari amici. Perché, nell’ipotesi di vittoria (forse e comunque al ballottaggio) di Ceccuzzi (ad oggi ancora candidato del solo PD) dato il progressivo, inevitabile e rapido sgretolamento del PD nazionale è molto probabile che possa trovarsi paradossalmente in minoranza in Comune.

Pensate, per un attimo, a che peso politico potrebbe avere un sindaco il cui partito a Roma praticamente non esiste più perché cannibalizzato da mille correnti interne in evidente guerra tra di loro.

A pensarci bene mi viene in mente quella frase del linguaggio politico del c.d. “Voto utile” da contrapporsi al “Voto inutile” che si ha quando viene dato (o meglio, in quanto potenzialmente inutile sarebbe meglio dire, sprecato) a qualche persona fisica o a qualche partito politico che per le più svariate ragioni non darà alcuna garanzia futura di portare avanti le nostre aspettative. E non, magari, perché non vorrebbe farlo, ma molto più semplicemente perché l’ambito in cui si trova a muoversi non glielo consente.

Ma ve lo immaginate cosa potrebbe accadere anche agli equilibri politici senesi se, come pare sempre più vicino, il PD a livello nazionale esplodesse o implodesse, poco importa, comunque sia, in una sola frase, non ci fosse più? E gli ex Ds si ritrovassero nuovamente nelle secche della politica, relegati a tornare nello spazio della sinistra da cui tanto, in questi anni, hanno fatto per smarcarsi? Ce li vedete i diessini che oggi vestono cachemire a dover tornare ad allearsi in maniera ben più stretta di adesso con la sinistra vera di Vendola e Rifondazione?

Riflettete sul voto utile, amici, perché i rumors romani danno il PD oramai prossimo all’estinzione. E, a quel punto, cosa ve ne fareste di un candidato a Sindaco PD senza più un partito a Roma alle spalle?

Ma non finisce qui, approfondiremo questa riflessione nei prossimi giorni…

Firmato

La Primula Rossa

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Eleonora Scricciolo

Peccato uscire con un simile pezzo!

Segretario, nonché collega Fiorino Iantorno: perché attacchi i tuoi colleghi, tutte le sigle sindacali firmatarie tranne la Cgil (chiamate da te irrispettosamente fritto misto) e sposti il problema sul titolo di un comunicato anziché sui problemi che attanagliano ormai da tempo l’Università di Siena?

Io non so cosa tu o il tuo Partito abbiate ancora da capire su questa crisi, ma so cosa ho capito io: che per difendere davvero i lavoratori bisogna essere liberi da aspettative personali;

che difficilmente potrà cambiare la situazione gente che pensa d’incantare gli altri facendo un fritto misto, non di sigle (il che sarebbe pure una conquista: l’UgL firma con al RbB ), ma di argomenti che con la crisi ed i ‘recuperi’ sugli stipendi dei lavoratori dell’Ateneo di Siena non hanno niente a che vedere.

Peccato! Te lo ripete ancora senza pseudonimi e senza peli sulla lingua una collega, anzi una “libera” collega!

Eleonora Scricciolo

Il PDL e le elezioni comunali

Il partito di maggioranza relativa al Governo Nazionale, ossia il PDL, ancora non pare avere le idee chiare su quale potrebbe essere il proprio candidato a sindaco.

Ma sono le idee a non essere chiare, oppure è difficile che qualcuno accetti di farlo?

Vediamo perché chiedendo aiuto ai numeri, che si sa in politica hanno un certo peso.

Alle amministrative del 2001 il candidato a sindaco per la Casa delle Libertà Massimo Fabio raccolse il 29,8% di consensi.

Alle elezioni comunali del 2006 l’allora candidato per il centro destra (tirato fuori all’ultimo tuffo) Alessandro Manganelli, portò a casa un magro risultato del 12,77%.

E il dato non poteva certo essere diverso considerato che Forza Italia prese un misero 5,93%Alleanza Nazionale un altrettanto misero 5,18%.

Quindi, numeri alla mano, il centro destra è stato capace di perdere, in cinque anni e con il Governo a Roma, abbondantemente ben oltre la metà dei propri elettori.

Stavolta riusciranno a prendere una percentuale a due cifre?

E’ logico che, in un tale panorama è ben difficile trovare un candidato.

Un politico puro è difficile che possa accettare, quindi andrebbero esclusi sia Lorenzo Rosso che Claudio Marignani perché se non dovessero essere in grado di superare quantomeno l’asticella di un 16-18% (dato che il PDL è la somma di due partiti) andrebbe a macchiarli per un bel pò il personale curriculum politico.

Quindi va cercato altrove. Ma dove? Nella c.d. società civile. Ma anche qui, chi è che si presterebbe a questo gioco?

Un qualsiasi professionista quale interesse potrebbe avere ad immolarsi sull’altare di una sconfitta certa? Magari sentendosi dire alle spalle ‘hanno messo lui perché non ci stava nessun altro? I rumors cittadini sul PDL dicono giri un sondaggio che li darebbe al 9%, un pò pochino per decidere di metterci la faccia.

P.S. qualche ingenuo del centro sinistra (o meglio qualche ex Ds) a questo punto potrebbe dire, se è così allora abbiamo già vinto: domanda, siamo proprio certi che per il PD, se il 9% del PDL fosse verosimile, sarebbe un bene? I latini dicevano “Intelligenti Pauca“.

Firmato

La Primula Rossa

Il PD e la Buona Politica

Volere la buona politica: e chi mai ne vorrebbe una cattiva? Sarebbe come chiedere se qualcuno è favorevole alla fame nel mondo. Lascio alla vostra immaginazione la risposta ad entrambi i quesiti. In tutta sincerità penso – anzi sono quasi sicuro – che l’agire in politica in una maniera sana, sobria e responsabile non debba essere affermato verbalmente di continuo, perché si rischia di ingenerare il sospetto che prima di ribadirlo agli altri debba essere ricordato a noi stessi. Oppure, il nostro agire è già improntato a questi principi e, in questa seconda ipotesi, il ribadirlo di continuo è per denunciare qualche malcostume. Ma allora si faccia uno sforzo di coraggio in più e si facciano anche un pò di esempi concreti e non si lasci sempre tutto alla libera interpretazione dell’interlocutore, con tutti i possibili fraintendimenti e ricostruzioni del caso. Se la politica incarnasse ogni giorno questi valori non sarebbe necessario ricordarlo ai cittadini, perché questi se ne accorgerebbero da soli. Il rischio di eventi come quelli del Forum, è di passare per un qualcosa ai autoreferenziale. Quanto sarebbe stato più utile al PD fare un’iniziativa su qualche argomento concreto e tangibile? Prendiamo la vicenda Università, per esempio. Da quello che si legge sulla stampa locale, non sembra che – almeno come responsabilità morale – sia stato detto nulla nel Forum di ieri sera. Forse, toccando l’argomento della buona politica e dell’etica, una parolina sull’argomento poteva anche essere pronunciata (facendo una considerazione del tutto cinica, anche i dipendenti dell’Ateneo votano e quindi ogni tanto sarebbe bene ricordarsene che sono un pochino incavolati e lo sono a ragione). L’Università poteva essere utilizzata come parametro di confronto tra i principi che dovrebbero ispirare un agire gestionale sano (buona politica) rispetto al saccheggio delle casse dell’Ateneo (cattiva politica), per esempio. Oggi nei vari resoconti si leggono tante belle e scontate parole, ma dubito che la gente abbia davvero necessità di questo. Le solite frasi del tipo, costruiamo un luogo in cui le persone possano dire le proprie opinioni e svolgere un ruolo da protagonista, le leggiamo ovunque e sappiamo bene che, nel concreto, non vogliono dire nulla. O meglio, il creare questi “luoghi” a ridosso delle tornate elettorali rischia di creare solo l’effetto opposto, perché se un partito (e soprattutto chi ne fa parte) svolgesse davvero la sua funzione, i desiderata delle persone, quantomeno di massima, si conoscerebbero eccome per il semplice fatto di stare in mezzo alla gente ogni giorno. Se, però, questo contatto si perde perché si dà per scontato che quella stessa gente possa essere avvicinata solo all’ultimo momento dandole un nome da votare, allora è chiaro che si debbano inventare tutte le forme per cercare di riprenderne la fiducia. Il PD senese ha senza dubbio i suoi consulenti in comunicazione che studiano cosa sia meglio e sono certo che lo fanno con senso di responsabilità. Ma, a mio personalissimo giudizio, mi sembra che l’aspetto comunicazione sia quello che più di ogni altra cosa avrebbe bisogno di essere rivisto perché, in tutta sincerità, non mi sembra del tutto efficace. Si parla di nuovi mezzi di comunicazione, si parla di internet. Ma non basta passare dall’ambiente reale a quello virtuale senza apportare nessuna modifica nelle tecniche della comunicazione stessa. Ciò che un osservatore non esperto come me percepisce, è che ci si limiti solo a traghettare nel web, così com’è, un linguaggio che appare un pò vecchiotto e consunto già al di fuori della sfera virtuale. Ma il linguaggio che avvicina gli internauti deve essere completamente diverso; deve essere rapido, veloce, fatto di immagini efficaci e soprattutto accattivante. Forse, anche su questo versante, una breve riflessione il PD potrebbe farla. Il tempo passa e le lancette dell’orologio verso le elezioni comunali continuano a correre.

Firmato

La Primula Rossa

Semplicemente domenica tra l’editoriale di Eugenio Scalfari,quello di Tommaso Strambi e un puma di troppo

“E la bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella”. Questo è il titolo dell’editoriale di Eugenio Scalfari sulla Repubblica di oggi che condivido e che segnalo alla lettura. E inoltre Scalfari scrive: “Riflettere sulle condizioni dell’Italia dopo 150 anni di  storia unitaria, dei quali 85 di monarchia e 65 di repubblica, si presta anche ad un consuntivo che riguarda al tempo stesso le condizioni economiche e politiche del Paese e i suoi valori culturali e morali”.

La lettura di Eugenio Scalfari mi stimola alcune considerazioni domenicali su questioni rilevanti della città di Siena che taluni politici e settori dell’informazione locale tendono a far dimenticare o sui quali addirittura creano disinformazione ben precisa.

LE INCHIESTE DELLA MAGISTRATURA SENESE SULLE ELEZIONI DEL RETTORE E SUL DISSESTO FINANZIARIO DI OLTRE 200.000.000 MILIONI DI EURO

I tempi son maturi per conoscere l’esito di tali inchieste e tali esiti sono ancor più necessari per due ordini di motivi: L’università di Siena è stata devastata da precise gestioni che devono venir fuori velocemente con le precise responsabilità, in modo da comprendere con quali figure e risorse umane lo stesso Ateneo possa essere rilanciato e gestito per ridargli ruolo e dignità istituzionale; secondo motivo, ma non secondario: tante persone e rispettive famiglie pagano il dissesto personalmente e vivono questa condizione con esasperazione. E siccome la politica che governa non è in grado o non vuole dare delle risposte con atti consequenziali, urge senza altri rinvii la risposta dagli organi preposti all’accertamento delle responsabilità dei dissestatori.

Ed ecco che calza a pennello la citazione di Eugenio Scalfari: “… un consuntivo che riguarda al tempo stesso le condizioni economiche e politiche … e i suoi valori culturali e morali”.

L’EDITORIALE DEL DIRETTORE DELLA NAZIONE DI SIENA TOMMASO STRAMBI DAL TITOLO “LE RETTE E L’EQUITA'”

Condivido l’intervento dello Strambi. Non serve la demagogia per intervenire su queste questioni come l’aumento delle rette al Campansi. Vero. E aggiungo: come mai con tanti soldi della Fondazione, invece di destinarli (e qui possiamo elencarli con i dati delle erogazioni) su soggetti o progetti meno importanti per la Comunità, non si sono investite somme ingenti per garantire livelli di servizi sociali di qualità senza gravare ulteriormente le tasche dei cittadini con redditi bassi? Questa è la questione di fondo. Ed è la dimostrazione del fallimento di un modo di organizzare la gestione del sociale e del governo dei partiti senesi di questi ultimi 10-15 anni. Facciamo tutti una riflessione e non sottovalutiamo questo fallimento di governo della città, senza false chiusure ideologiche e senza chiudersi nel “sono contento perché io personalmente sto bene”.

Concludo augurando a tutti una buona domenica, con la speranza di non dover più leggere paginate di cronaca locale su di un puma che nessuno trova e che nessuno ha immortalato. Finché non lo trovano, parliamo di cose serie per la vita della nostra Comunità.

Ad Maiora

Maestro James

Κρίσις à rebours

______À rebours, controcorrente e a ritroso nel tempo sulla via dell’esatta percezione delle radici immanenti di un étimo mistificato.
Il nichilismo, l’alterazione fattuale, il disorientamento politico, la scarsa lucidità di pensiero, lo scetticismo che quasi rasenta il pirronismo tradisce l’archetipo lessicale che va significando l’espressione verbale di crisi. Nella teoria del linguaggio, condizione primaria ed unica della fedele formulazione comunicativa, i nomi sono segni di segni, con i quali l’uomo tenta di dare un ordine al mondo (U. Eco, Il nome della rosa), con i quali si assolve all’occorrenza dell’estrinsecazione della rappresentazione mentale. Il criterio ordinatore che surroga il Kaos
l’assenza, il vuoto comunicativo degli esseri pensanti è la parola con la sua forza evocatrice e con i suoi esiti limitanti. Richiamare il termine crisi per configurare lo stato in cui versa l’architettura economica e politica di Siena, non connota un intento di ordine pessimista o peggio calamitoso o ancora venato da funesti presagi millenaristici, ma rivela tout simplement lo iato che prelude ad una fra le possibili scelte ad un vaglio critico e severo necessitato da un incontrovertibile stato di fatto. Coloro che tendono a travisare, adulterando il significato terminologico di cui ci si avvale, per un maggior rigore concettuale, si dispongono forse a distogliere surrettiziamente la concentrazione sulla questione fondamentale che, con evidenza cristallina, traspare dalla contingenze che hanno determinato le angustie attuali. La crisi implica una trasfigurazione (Dal lat. transfiguratione (m) ‘trasformazione’) che si opera per mezzo di una valutazione scevra da moventi preconcetti e livellatori. La valenza simbolica degli ideogrammi cinesi che compongono il termine crisi, il primo, wei, che corrisponde all’idea di  problema,  ed il secondo, ji,  che significa opportunità o possibilità delinea senza ambiguità di sorta la logica che anima il pensiero.
stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
Uriel David

Ecco chi detta la linea del centro-sinistra senese: Bellandi, Bisi, Mussari

Questi uffici leggono le dichiarazioni sconvolgenti del vice segretario dei Riformisti di Siena, alleati del Ceccuzzi e di Iantorno di Rifondazione, Andrea Bellandi che puntualmente risponde ai richiami del sedicente giornalista Stefano Bisi in difesa dei loro comuni amici indagati per la vicenda di Ampugnano e del suo presidente Enzo Viani. Non si capisce dove veda il Bellandi, preso dal sacro fuoco dell’indignazione, i “sommari processi di piazza”. Non lo capisce che così facendo mette in dubbio la legittimità delle indagini della Magistratura? E poi: per la vicenda universitaria non si deve cercare responsabilità politiche, ma – come dimostrano i 27 + 7 avvisi di garanzia, responsabilità penali che sono tutta un’altra cosa. Comunque se vuole saperne di più basta che chieda ai suoi amici sempre legati alla nomenclatura berlingueriano-tosiana che abbondano in Banchi di Sotto (Iantorno incluso sebbene amico suo non sia, ma alleato sì).

Un’altra domanda che sorge spontanea a questi uffici: ma il candidato sindaco del PD (ma non ancora di tutta la coalizione) On. Franco Ceccuzzi che ne pensa delle esternazioni scomposte dei propri alleati e del proprio sedicente giornalista di riferimento? Pensa di poter stare zitto senza prendere posizione sino a maggio? I Cittadini non sono così fessacchiotti ed hanno già compreso qual’è il giochino.

Di questi uffici

Cesare Mori

Sondaggi

Giunge a questi uffici la notizia di un sondaggio da effettuarsi da parte del partito di Verdini (PD+L), partito stupefacentemente (ma non tanto) sponsorizzato dal sedicente giornalista Stefano Bisi, su quattro nomi: Riccardo Pagni, Franco Masoni, Vittorio Mazzoni della Stella (che però ha manifestato contrarietà alla cosa e non ha la minima intenzione di farsi sondaggiare) e – Attenzione!!! Attenzione!!! – Vittorio Stelo. Ora questi uffici si dichiarerebbero a dir poco meravigliati che Stelo (e il suo sodale Semplici che – insistiamo – non si riesce a capire su quanti tavoli giochi: Pietraserena, La Città ai Cittadini, le LCS da cui ad oggi non ha dichiarato di uscire), protagonista di rilievo per esempio nel comitato No Ampugnano, vada incontro al partito di Verdini favorevole all’ampliamento di Ampugnano come dichiarato anche oggi dal coordinamento provinciale. Si dichiarerebbero meravigliati se non avessero, questi uffici, disvelato già nei giorni scorsi, l’evidente progetto dei fuoriusciti dalle LCS: affossare le LCS e creare una lista di appoggio al PD+L in modo da non rompere l’asse Ceccuzzi-Mussari-Marignani, col risultato di contorno di continuare a perseguire le proprie ambizioni personali.

Di questi uffici

Cesare Mori

Una risposta

Questi uffici leggono le seguenti affermazioni sul blog del Santo:

Non volevo tornare su questo argomento, ma la domanda mi tormenta da almeno tre giorni. Perchè uno come Piccini, che certamente è capacissimo di rispondere, di difendersi e di spiegare certe scelte si affida a CESARE MORI e a JAMES ANDERSON? O meglio perchè i due si sentono in obbligo di puntualizzare certe cose come se fossero i paladini di PIERLUIGI PICCINI? Se il Piccini si sente attaccato, perchè non scrive direttamente Lui e così la finiamo con questa lungagnata di articoli, che francamente ai cittadini interessano il giusto. Cominciamo a parlare di fatti. Chi presenteranno le LISTE CIVICHE come candidato, il CORRADI? Benissimo, ci vuol far sapere il suo programma? Con chi si alleerà, quale è la sua visione del futuro, questo ci interessa e non tutte le puttanate personali, che purtroppo hanno preso il sopravvento su le questioni importanti. Ecco gli articoli citati. Cari illuminati, non ve la prendete se chiedo queste cose, perchè non sono l’unico che se le chiede….. BUONA LETTURA

dal che evincono che il nostro uomo di fede(rico) legge con scarsa attenzione quello che viene pubblicato su questo blog. La lungagnata di articoli che, a sua detta, non interessano ai cittadini scaturiscono dallo spazio che sul suo blog viene dato alle persone e non alle idee. Negli ultimi dieci giorni abbiamo assistito ad una sfilata di articoli che, fatte salve rarissime eccezioni, sono a firma di Mario Ascheri (e Vincenzo Pinto, Rotari II, Anonimi vari, insomma di una sola persona) e di Federico Muzzi. Le “lungagnate” di questi uffici (che nessuno è obbligato a leggere) sono tutte volte a spersonalizzare la querelle e difatti non vengono fatti nomi (come li fa lui: Piccini, Ascheri, Corradi), ma proposte idee e coalizioni. Questi uffici hanno appuntato l’attenzione su una coalizione LCS-FLI-UDC-API e i programmi dovrà esporli la coalizione e non l’eventuale candidato, che sarà comunque un candidato di coalizione ed espressione della medesima. Gradiremmo, ma non obblighiamo nessuno ché non ne abbiamo la forza né il diritto, che si facessero meno nomi e si elencassero meno presunti leader e si facesse attenzione ai contenuti, tenendo conto di tutte le convergenze che, insistiamo, coinvolgono formazioni politiche e non persone.

Da precisare anche che nelle “lungagnate” abbiamo deprecato il fatto che si siano fatti solo alcuni nomi e non, a questo punto, anche quelli di tutti gli attori. Ribadiamo, citandoci:

Liste Civiche soggiogate a Piccini (modo, come questi uffici hanno sottolineato ieri, molto sgradevole di mettere in un cantuccio tanti soggetti che, pur non essendo primedonne, hanno lavorato e si sono sacrificati per oltre quattro anni come Lucci, Panti, Giordano, Campopiano, Falorni ed altri) e Piccini eletto ad arcinemico interno ed esterno. Ora viene in essere la possibilità di coalizzarsi in modo ampio tra LCS, FLI, UDC e anche API (anche API, non che le LCS devono fare lo sgabello a Rutelli e poi anche qui si fa finta che non esistano Massimo Bandini, Agostino Milani e via così; non sembra un atteggiamento granché simpatico)

Di questi uffici

Cesare Mori