Entries from Settembre 2012 ↓
Settembre 6th, 2012 — Note redazionali
Ieri è stata perquisita la sede della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate/Malpensa e controllata dal Comune di Milano. “Il procuratore aggiunto, Alfredo Robledo, ha chiesto al Nucleo tributario della Guardia di Finanza di acquisire documenti sulla vendita del 29,75% della Sea al fondo statale F2I, nell’ambito di un’inchiesta nella quale al momento sono indagati per turbativa d’asta Vito Gamberale, amministratore delegato di F2I, e il senior partner del fondo, Mauro Maia”.
Dalle indiscrezioni in merito all’inchiesta SEA che punta tra l’altro a “chiarire tempi e modi coi quali si è proceduto ad affidare una consulenza da centomila euro alla società Appeal Strategy, controllata al 60% da Alessandro Profumo, attuale numero uno di Mps, e al 20% da Lucciola & Partner, in vista della cessione della società aeroportuale.”, ci sarebbe stato “ un incontro considerato sospetto dai magistrati. Una riunione a tre in un albergo. Presenti Profumo, Gamberale e il potente assessore al Bilancio del Comune Bruno Tabacci.
È una traccia scoperta dagli investigatori nei computer degli indagati. Un’email che Gamberale riceve il 21 ottobre del 2011 dal suo braccio destro Mauro Maia (entrambi sono indagati con l’accusa di turbativa d’asta), in cui quest’ultimo ricorda al numero uno di F2i dell’appuntamento fissato per il lunedì successivo con Profumo e Tabacci.”
La domanda che anche i magistrati di Milano si pongono è “perché a pagare non è il Comune ,che vende le sue quote , ma la stessa Sea.”
Settembre 6th, 2012 — Note redazionali

Via Roma 56-53100 Siena arriva alle cronache mondane da quando il nostro cane Paco insieme al segugio Rabanne(la coppia investigativa Paco & Rabanne Bau Investigation) hanno scoperto il covo dei geni della comunicazione e la presenza di scopini pregiati per i cessi (quelli da 67 euro cadauno). Tra le varie scoperte ci rientra l’occupazione abusiva da parte di una società dei locali universitari di Via Roma 56-53100. E infact ecco i link che affrontano il misfatto. Siamo ancora in attesa di capire come mai gli organi dell’università non hanno intrapeso le dovute iniziative a tutela dell’università nei confronti di INFACT e di quei docenti come Boldrini(ancora docente a contratto) e dell’altro docente(è stato autorizzato?) socio di INFACT. Cosi come siamo ancora in attesa di leggere gli esposti alla Corte dei Conti nei confronti di Boldrini(per quella storia dei libri non autorizzati) firmati da Criccaboni e Fabbro. O per tutte queste vicende gli organi universitari fanno finta di niente? Poi ci sarebbe quel bar di cui riparleremo nei prossimi giorni.
Una rinfrescatina sulla vicenda INFACT e sugli scopini e sui libri non autorizzati:
INFACT
http://shamael.noblogs.org/?p=1245
http://shamael.noblogs.org/?p=3493
http://shamael.noblogs.org/?p=3271
http://shamael.noblogs.org/?p=1106
Scopini pregiati per venerabili culi e altre forniture
http://shamael.noblogs.org/?p=3115
Libri non autorizzati
http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2011/02/26/465371-siena_ateneo_crac_sperpera_soldi_paga.shtml
Accanto al 56 c’è il civico 57 sede del Centro gestito dall’autore dell’ode schifosa a Piero Tosi ( http://shamael.noblogs.org/?p=3564 ), quel Maurizio Bettini che degustava la cancelleria allo Squero di Rimini. Non solo; Bettini per i suoi studi sul mondo antico (compresi quelli sui caldarrostai e i vampiri) costa un affitto importante all’università di Siena (lo pagano ancora l’affitto per il Bettini?) E a tal proposito riformuliamo la richiesta anche alla Fondazione MPS: controllate l’utilizzo delle risorse erogate al Centro di Bettini. Verificate per bene!
In questo breve riassunto si palesa il modus operanti degli uomini del PD ceccuzziano all’interno dell’università di Siena, in primis l’iscritto al PD Maurizio Boldrini.
Comunque siamo ritornati in Via Roma 56 per un altro motivo; per prendere un caffè e capire se quel famoso Carlo Bruni si occupa sempre di affidamenti di gare per conto dell’università.
Settembre 6th, 2012 — Note redazionali

Questo nostro intervento con molta probabilità verrà interpretato come un articolo ironico; niente ironia, siamo seri.
Alla convention dei Democratici americani in pieno svolgimento a Charlotte (North Carolina) l’ex presidente Bill Clinton, con un discorso che ha infiammato gli elettori, ha tirato la volata per la rielezione del nostro lettore appassionato Barack Obama. Un discorso quello di Clinton che noi sottoscriviamo: «Io ci credo, dal profondo del cuore, che riporteremo Obama alla Casa Bianca. E se volete che non ci siano più differenze tra ricchi e poveri, tra bianchi e minoranze, se volete un futuro di sicurezza economica e di prosperità, allora dovete votare Barack Obama. Negli ultimi 200 anni – conclude Bill Clinton – siamo sempre usciti più forti da ogni crisi, da ogni momento di difficoltà. Se staremo uniti ci riusciremo anche stavolta».
Alla festa dell’unità di Siena,invece, a tirare la volata per la rielezione di Ceccuzzi è stato l’ex gestore della mangiatoia universitaria (area comunicazione e marketing) Maurizio Boldrini. Con un discorso “interessato” a tu per tu con tutti quelli che incontrava in fortezza il genio di Via Roma 56 si è prodigato per tessere le lodi del peggiore (e più veloce) sindaco della storia senese. Boldrini portatore di quella storia che ha “infiammato”, non gli elettori, ma le risorse della prestigiosa università di Siena (prima dell’avvento dei dissestatori) ha tirato la volata; a nostro avviso non per la rielezione, ma per la catastrofe politica del Ceccuzzi. Ecco come gira il mondo.
Settembre 5th, 2012 — Note redazionali
Nel decreto di perquisizione firmato dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo che oggi ha disposto una perquisizione nella sede della SEA di Linate e negli uffici di Giuseppe Bonomi presidente della societò che gestisce gli scali aeroportuali milanesi c’è scritto che la SEA ha conferito a Appeal strategy & finance l’incarico di ‘advisor in relazione ai rapporti con gli azionisti’ con riferimento all’operazione che, poco dopo, avrebbe portato il Comune di Milano a cedere il 29,75% della Sea a F2i di Vito Gamberale, oggi indagato per presunta turbativa d’asta. Oggetto della verifica è anche una consulenza del valore di 100.000 euro commissionata dalla Sea alla Appeal strategy & finance srl, societa presieduta dall’ex banchiere Alessandro Profumo che ne è l’azionista di riferimento.
Settembre 5th, 2012 — Note redazionali
Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, tira in ballo il nome di Alessandro Profumo; e non durante la festa di un partito ma davanti al procuratore della repubblica di Milano Giuseppe Orsi durante l’interrogatorio sui rapporti tra Mediobanca e la famiglia Ligresti. Una questione delicata che rischia di far saltare la poltrona allo stesso Nagel. Durante l’interrogatorio, Alberto Nagel, parla dei “legami privilegiati” tra Ligresti e gli allora soci forti di Mediobanca, Profumo, Bollorè e Geronzi.Rispetto alle dichiarazioni rese da Nagel ci penseranno i soggetti tirati in ballo a chiarire le posizioni; quello che mi preme evidenziare sono due aspetti non secondari. E’ stata una scelta opportuna nominare Alessandro Profumo presidente di banca MPS alla luce anche dell’inchiesta Brontos con successivo rinvio a giudizio per lo stesso Profumo(ad ottobre inizia il processo)? Come mai in questi anni le autorità di vigilanza e altre autorità competenti non sono intervenute per bloccare operazioni piene di ombre?
Nel potere economico e finanziario italiano è in atto un cambio di stagione e per certi versi un vero e proprio “terremoto”.A completare il quadro non è secondaria l’inchiesta in corso su Finmeccanica e quella sull’acquisto di banca Antonveneta. Il tentativo di minimizzare la portata dell’operazione Antonveneta da parte di Profumo durante(il non opportuno) dibattito alla festa del PD di Siena non rende giustizia alla storia della banca MPS e ai suoi dipendenti. Per cambiare il corso dell’economia e della finanza italiana occorre cambiare anche diversi protagonisti che oltre ad aver fatto il loro tempo hanno anche consumato risorse economiche con scelte e gestioni pessime e in alcuni casi fuori dal quadro normativo. Come mai di fronte alle evidenti gestioni “colpevoli” di scelte dannose non sono ancora state intraprese azioni di responsabilità? I “nuovi” arrivati fanno finta di niente delegando tutto all’autonoma iniziativa della magistratura? Allora in questo caso, proprio per dare un segnale forte a favore dei cittadini e dei consumatori, non ci resta che invocare l’arresto di quache “responsabile; una lezione doverosa per frenare il malcostume nel mondo delle banche e dell’economia. Ci sono poi le aggravanti. Per rimediare ai danni gestionali si utilizzano risorse dello Stato(dei cittadini), alla faccia del libero mercato; e si praticano scelte pesanti sui lavoratori. L’accordo tra Profumo e il PD senese(di Ceccuzzi) consiste in questo: Profumo non calca la mano sulla gestione precedente e il PD non si oppone alle esternalizzazioni. Il vero scontro dentro il PD tra Alberto Monaci e Franco Ceccuzzi non si è consumato sulle nomine in generale ma sulla nomina di uno solo; sul nome di Alessandro Profumo. E Alberto Monaci non aveva torto ad opporsi.
Nel frattempo Profumo sicuramente troverà il tempo per replicare a Nagel; la politica invece intervenga a tutela dei lavoratori di MPS e del futuro rapporto tra banca e territorio e non con lo schema rozzo e inutile del politico fallito Franco Ceccuzzi che pur di avere il controllo sulla banca(con l’arrocamento del 51%) ha preferito distruggere il patrimonio della fondazione e della stessa banca e poi fa finta di non sapere niente e di non aver messo bocca sulle decisioni. I nodi vengono tutti al pettine: dal rapporto Mediobanca-Ligresti, all’acquisto di Antonveneta fino al crac del pastificio Amato.
Albus Silente
Settembre 5th, 2012 — Note redazionali
(Quanto scritto di seguito è tutto supportato dalle fotocopie dei documenti. Non sono spariti caro Criccaboni e non sono passati nemmeno dal tritacarte!)
Dunque, siccome qui c’è qualcuno che è parecchio duro di comprendonio, andiamo avanti con la narrazione. Dal 1997 al settembre del 2006 il nostro Criccaboni è delegato per l’Università di Siena per le questioni del Polo di Arezzo e membro del CdA della società consortile. Tale società è composta da 92 soci (37 società, 9 comuni, 9 enti pubblici, 12 ordini professionali). Intreccia con Alessandro Saviotti e Simona Arezzini un rapporto finalizzato alla gestione del Polo, aiutato da uno stuolo di dottorandi e collaboratori fra cui Carlo Curandai, Dania Bonatti, Chiara Meacci ecc.
Che curriculum ha questa gente? Vediamo vediamo. Simona Arezzini è stata studentessa a Economia e poi dottoranda proprio nel dottorato di Riccaboni sull’economia delle amministrazioni pubbliche.
Alessandro Saviotti è un altro dottorando di Riccaboni “incaricato della gestione dei rapporti con le imprese del Polo universitario aretino”. Ma guarda caso!
Nel 2003 (ma a sentire il Cricca lui è arrivato ora e casca sempre e comunque da pero) Arezzini e Saviotti sono con il nostro Criccaboni in Idroproject. Gruppo di studiosi ed esperti di settore operante presso la Facoltà di Economia R. Goodwin di Siena sede di Arezzo” sita in via Porta Buia 3. Hanno messo a punto un software che si chiama “Simula e controlla” che serve ai gestori di acque e il Cricca e la sua Cricca-girl vanno presentandolo a giro per gli enti. Ricapitoliamo: da un gruppetto di criccaboys e criccagirl è stato creato un gruppo che controlla i rapporti con le imprese e, ci chiediamo e chiediamo alla Procura della Repubblica di Arezzo: gratis? Non crediamo noi e dubitiamo che anche per la magistratura sia credibile l’ipotesi. Quindi come la mettiamo? Qui sono girati dei quattrini e in che tasche sono finiti? E sono girati grazie alla presenza dell’Università di Siena nella quale questi soggetti svolgono dei ruoli. Sono stati autorizzati questi ruoli oppure no? Non ci dimentichiamo che esiste un regolamento per gli incarichi retribuiti …
Questi criccaboys e criccagirls fra l’altro sono contemporanamente: collaboratori per il Polo aretino, docenti nei master e dottorati, coinvolti nelle procedure di valutazione (Nucleo di Valutazione e VAI), consulenti sulla valutazione dei dirigenti dell’Ateneo (all’epoca ben TRE), consulenti per la distribuzione dell’accessorio (e sappiamo bene come è andata a finire: ne hanno distribuito o comunque hanno sopravvalutato il fondo di ben 5 milioni!) e selettori di personale a contratto per il dipartimento, indovinate di chi?, del Criccaboni.
Inoltre fanno tutti parte di Telos Consulting che aveva anche una convenzione col CRESCO proprio negli anni in cui il Cricca ne era presidente prima di lasciare la mano a Busco.
Per chiudere con questi argomenti di riflessione, per noi, per voi cari lettori, e per le Procure di Siena e Arezzo, tutti costoro sono anche docenti a contratto all’Università di Pisa dove insegna, indovinate chi? La professoressa Giovanna Colombini, CARA AMICA di Riccaboni nonché membro della commissione di selezione della maestrina condannata dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna Ines Fabbro. Procedura di selezione talmente regolare che, dopo un esposto, è stata sequestrata dai Carabinieri e, increbili dictu, torna ora a galla nel testo di un comunicato dei capigruppo consiliari del Comune di Siena. Ultimo atto prima del commissariamento.
Domanda: dobbiamo continuare o ci si ferma qui e vi levate da tre passi dalle balle?
P.S. Criccaboni è il rettore abusivo di fiducia di Luigi Berlinguer e Franco Ceccuzzi.
Settembre 5th, 2012 — Note redazionali
A questo link potete trovare un’intervista al Sultano di Stigliano (http://www.unita.it/scuola/strong-luigi-berlinguer-strong-piu-risorse-e-cambiamento-culturale-1.443022) nella quale fa delle dichiarazioni che già griderebbero vendetta al cielo fatte da chiunque, ma fatte da lui, il musicologo di fama internazionale presso il Ministero diretto dalla Gelmini, il garante dei garanti del Partito dei Dissestatori, il devastatore principe della scuola, ma soprattutto dell’università, prima di Siena e poi italiana tout court fanno rabbrividire. Si tenga presente che mentre per aver distrutto bancomat e vetrine (ora finalmente vendicate molto più dei poveri disgraziati della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto) qualcuno s’è beccato quasi quindi anni di galera, a questo – che in concorso con altri – a devastato di fatto la formazione italiana, oltre a tutte le cariche di cui sopra, gli hanno dato anche un posto al parlamento europeo (per non parlare di quanto hanno imburrato il figlio prima professore da dottore di ricerca, poi in vari CdA tra cui quello di Ampugnano, e infine in quello di Antonveneta, così, tanto per esser parte anche lui di un dissesto cataclismico).
Intanto esordisce dicendo che il ministro Profumo ha buone intenzioni. Ecco le metta in pratica e sollevi dall’incarico i dissestatori senesi, TUTTI. Poi passa a lamentarsi della mancata erogazione di fondi: “Con questa povertà un’attività formativa moderna non si può realizzare”. Per cominciare la povertà dipende dal fatto che chi ha preceduto Profumo (incluso il Sultano di Stigliano) ha buttato letteralmente i soldi fuori dalla finestra per motivi clientelari e di consenso: ecoc perché c’è la povertà. E poi l’attività formativa moderna è MEGLIO se non la realizzano, perché a forza di modernizzazione l’Università italiana (e in particolare quella di Siena) è sparita dalla faccia della Terra. Non è più nemmeno nelle prime cinquecento università del mondo, cosa della quale si vantavano invece i dissestatori Criccaboni e Ceccuzzi non più tardi di un anno fa.
Incredibile e vergognoso il contenuto dell’intervista che si dipana tra inattuazione delle norme costituzionali in materia (e la colpa di chi è? Dei ministri si suppone, quindi anche sua, oltre che della Gelmini al ministero della quale il Sultano ha collaborato) arriva finalmente a dire che nel corpo docente ci vogliono sia i vecchi che i giovani (bontà sua, ha scoperta l’acqua calda) e che per immetere persone ci vogliono soldi. Ma pensa un po’ … E come mai non ci sono soldi? Forse perché se li sono mangiati tutti i predecessori dell’atuale ministro? Non Sarà per questo? Non sarà mica per via del delinquenziale 3+2 che ha moltiplicato le cattedre all’infinito? E gli scopini da cesso da 67 euro? E i libri in suo onore? E l’Area comunicazione e marketing con 54 persone dentro + il genio inghirlandato di Via Roma 56? E il suo delfino Tosi e il suo secondo delfino Criccaboni? E il solito posto? E il suo amico Bettini? E il suo amico Schiavone? E lo Squero? E il figlio? Vogliamo parlare di tutto questo?
Ma con quale coraggio inaudito questo devstatore della cultura e della formazione italiana apre ancora bocca?
VERGOGNA!!! DISSESTATORE DEI DISSESTATORI!!!
P.S. Più tardi collegatevi su questo blog che vi si racconta un po’ di cosette su questa banda di dissestatori.
Settembre 4th, 2012 — Note redazionali
Il 5 settembre a San Gusmè nel comune di Castelnuovo B.ga, amministrato dal ceccuzziano Roberto Bozzi, si terrà un convegno dal tema evocativo “Crisi economica & Soluzioni ecologiche”. Come tutti sappiamo uno dei principali responsabili della crisi economica in provincia di Siena è proprio il partito di Roberto Bozzi; per le soluzioni ecologiche forse ci potrebbe pensare Sienambiente guidata dal compagno di partito del Bozzi l’ecologico Fabrizio Vigni. Ovunque ti giri le poltrone sono occupate da quelli del PD e poi hanno il coraggio di fissare la luna per chiedersi come mai c’è crisi in provincia di Siena.
Ma il piatto forte del convegno, udite udite, è la presenza dell’abusivo e dissestatore Angelo Criccaboni; lui sì che di crisi ci capisce e anche di soluzioni ecologiche. All’ateneo senese hanno dissestato anche la carta igenica e le soluzioni ecologiche le hanno trovate utilizzando gli scopini da cesso (di alto design) pagati con i soldi pubblici euro 67,00 cadauno. Ma non solo; il Criccaboni già fedelissimo del Tosi occupava ruoli come il Cresco, delegato di Arezzo e le aziende aretine e non solo, le conosce bene, anche “economicamente”. Ospite di alto profilo quindi: uno dei massimi abusivi dissestatori presenti tra i docenti d’economia. Tra l’altro il comune di Castelnuovo B.ga il Cricca lo conosce bene visto che il solito posto degli incontri di nascosto con Piero Tosi si svolgevano tra località Guistrigona e Casetta. Il Criccaboni ha trovato anche un’altra soluzione ecologica per la crisi: tagliare il salario ai lavoratori. Una soluzione che al partito del Bozzi piace molto e anche al Bozzi, cari lavoratori universitari, ovviamente. La soluzione ecologica del Cricca consiste in questo. Gli levo i soldi dello stipendio così spendono meno al supermercato, quindi mangiano poco e defecano il giusto. Et voilà!!! Niente inquinamento. Ecco una soluzione ecologica: taglio lo stipendio e alleggerisco il carico fognario. Complimenti per l’ospite illustre caro Bozzi!
Settembre 4th, 2012 — Note redazionali
C’è il forte pericolo che Peppino Amato jr, Paolo Del Mese, Simone Labonia e Mario Del Mese, pur ristretti agli arresti domiciliari possano proseguire in illecite attività economiche e finanziarie di cui sono stati già protagonisti per la bancarotta fraudolenta del pastificio “Antonio Amato”. Per questo l’unica misura cautelare che possa arginare il pericolo di recidiva è il carcere. E’ in estrema sintesi la conclusione cui sono giunti i giudici del tribunale del Riesame di Salerno (presidente Massimo Palumbo, Giuliano Rulli e Pietro Indinnimeo) nel motivare l’accoglimento del ricorso proposto dal pm Vincenzo Senatore contro le decisioni assunte dal gip Dolores Zarone che spedì ai domiciliari i quattro indagati. Nelle 22 pagine del provvedimento depositato il 20 luglio scorso, emergono nuovi importanti dettagli a sostegno delle accuse della procura.
Ampio, inoltre, il capitolo dedicato all’ex parlamentare Paolo Del Mese, la cui condotta nell’ambito della bancarotta viene definita «tentacolare» dai giudici, «siccome è emerso che costui è ha cointeressenze sostanziali in società dalle quali riceve denaro, per finalità personali e senza alcuna giustificazione evidentemente spendendo la sua pregressa attività politica – sostengono i magistrati – per essere poi riposto in ben dieci conti correnti». Un «inserimento occulto nel tessuto economico imprenditoriale dell’indagato che non appare in alcun modo contenibile con gli arresti domiciliari». Il suo interrogatorio non ha per i giudici scalfito il quadro della pericolosità sociale (in quell’occasione, si legge, ha ricostruito i fatti «in modo fallace e scaltro»). Era, come è stato definitivo dagli indagati, un «autentico esattore di somme di denaro per il proprio fabbisogno personale e per le proprie attività, anche voluttuarie» e «del tutto indifferente allo stato e alla sorte economica altrui>>.
Ricordiamo che Paolo Del Mese nell’interrogatorio rilasciato ai magistrati ha dichiarato:”Vengo avvicinato dal cavaliere Amato nel 2006 e mi chiese di parlare e organizzai una cena a casa del cavaliere Amato in costiera. C’era tutta la famiglia Amato (anche Antonio che viaggia sulla barca di 20 metri e che sto pensando di querelare), Mussari, Ceccuzzi e il sindaco De Luca”.
Presentai Amato a Mussari, io non ho mai partecipato a una riunione tecnica per il famoso pool, ho sempre parlato con il presidente Mussari che era mio amico.”
Sempre Del Mese:”Poi Amato e Mussari si sono visti altrove, a Roma ma io non ci sono mai andato. Abbiamo fatto la cena perché Amato aveva in programma un progetto edilizio e che voleva aprire un discorso economico con il Monte dei Paschi”
Sempre Del Mese: “Ho presentato personalmente Anastasio ad Amato Jr. Ho inserito, tramite Ceccuzzi, Anastasio nella Consumit.”(Consum.i società del gruppo MPS)
L’esponente del PD Franco Ceccuzzi potrebbe spiegare i motivi della sua presenza lla cena di Salerno insieme all’ex presidente di MPS Giuseppe Mussari e come mai Del Mese afferma “Ho inserito, tramite Ceccuzzi, Anastasio nella Consumit.”
Dalle carte di Salerno emerge,cosi si evince, il ruolo di banca MPS:”A dimostrazione di tutto ciò ci sarebbe, tra l’altro, l’operazione con cui il 1 marzo del 2007 viene stipulato un atto di pegno e quietanza finale tra la Banca Monte dei Paschi di Siena e la Amato Re srl, relativo ad un finanziamento fondiario di 16 milioni di euro accordato, poi, il 29 dicembre 2006. Il Gip che riconosce come questo finanziamento sia stato accordato a condizione onerosissime per l’intera famiglia Amato, e pur dicendosi “non in grado di giudicare la valenza economica del progetto imprenditoriale, né quanto l’azienda fosse in grado di gestire autonomamente il suo business, né ancora quanto il piano finanziario ipotizzato potesse avere una fondata aspettativa di realizzo”, ritiene che sia “alquanto strano” che una banca abbia potuto finanziare per decine di milioni una società neo costituita, dotata di un capitale sociale di appena 10mila euro e con il solo impegno alla sottoscrizione di capitale in aumento da parte dei soci per 5 milioni di euro. In questa operazione avrebbe fatto da mediatore proprio l’ex parlamentare Paolo Del Mese, mettendo in contatto il Cavaliere Giuseppe Amato, capostipite della famiglia e della società, con il presidente dell’istituto di credito costando alla famiglia ingenti somme di denaro.”
La procura della repubblica di Salerno è competente perchè la sede del Pastificio Amato è a Salerno. Le altre procure competenti non hanno materiale per intervenire?
Settembre 4th, 2012 — Note redazionali
I nodi vengono al pettine e il pettine sono le parole dell’amministratore delegato di MPS Fabrizio Viola. <<Per fine 2012 sarà disegnato il perimetro operativo, che realizzeremo nella prima parte del prossimo anno – annuncia l’amministratore delegato -. Puntiamo a concentrare il più possibile, per ridurre duplicazioni e costi: aggregazioni interne, dunque, come previsto dal piano, e la fotografia definitiva delle attività da esternalizzare, che sono oggetto di un confronto con la controparte sindacale partito in modo costruttivo, i cui tempi (50 giorni dall’inizio di agosto, n.d.r.) comunque non potranno allungarsi più di tanto, perchè anche una settimana in più è una settimana persa.>>
Ieri Profumo oggi Viola confermano il piano presentato; un piano obbligato(in assenza di altre proposte) dalla situazione disastrosa in cui è stata lasciata la banca dalla gestione del PD(Mussari-Ceccuzzi). Il PD senese,con affanni e bugie, sta cercando di sfuggire dalle responsabilità e spera nel voto di novembre pensando di vincere. Di cosa hanno paura quelli del PD? Hanno paura del piano presentato da Viola e Profumo. Le teste “pensanti” del PD consapevoli di aver distrutto tutto, oggi,hanno paura della reazione(giustificabile) dei dipendenti di MPS. Hanno paura che tra dicembre e marzo si realizzi il piano industriale di Profumo e Viola.Alcuni capoccia sindacali, erroneamente consigliati dagli uomini del Ceccuzzi, non hanno avanzato proposte alternative perchè speravano di ricominciare con le “relazioni” sindacali come al tempo di Mussari-Vigni-Fabrizio Rossi. Sotto le macerie della brutta gestione dei tre ci sono finite anche quelle relazioni sindacali. E Viola non è Vigni e Profumo risponde a se stesso e ai suoi sponsor dell’alta finanza.Questa volta i numeri sono numeri e la mediazione del partito è inconsistente e non realizzabile. Ai dipendenti e alla città rimane l’opportunità di intraprendere una massiccia azione di responsabilità per il disastro compiuto e chiudere definitivamente le porte in faccia ai politicanti del PD senese.O forse qualcuno preferisce continuare a far quadrare il bilancio del partito invece che quello della propria famiglia?
Albus Silente