Entries from Settembre 2011 ↓

Caro Bezzini, l’hai risolto il problema del portavoce in provincia?

Caro Bezzini il soggetto in foto accanto a te è uno dei massimi detentori di conflitti di interesse che abbiamo nel Paese, se non il massimo in assoluto. Voi del PD da anni urlate contro i vari conflitti di interesse tra enti pubblici ed attività private. E non solo: di recente ti sei presentato come paladino contro l’abolizione delle province affermando che corriamo il rischio che sorgano “enti intermedi come carrozzoni soggetti a spartizione partitica”. Bene. In merito alla tua portavoce, Lisa Cresti titolare della Robespierre sas, ti vogliamo ricordare le parole pronunciate dall’allora (9-10 settembre 2006) segretario di partito Franco Ceccuzzi:

“Le nostre idee, le nostre emozioni, le nostre battaglie politiche che la creatività, la passione e la professionalità dei nostri comunicatori hanno tradotto con le arti visive e del messaggio scritto. Nel 1999 non avevamo ancora il sito web, né un’agenzia che curasse la nostra comunicazione in via continuativa, né un ufficio stampa. Dal nostro ufficio stampa che è si avviato nel 2002, è nata due anni dopo l’Agenzia Robespierre che oggi occupa sei giovani e che si è fatta strada in un settore difficile”

Visto che gli avete fare una bella strada alla Robespierre, e infatti ha praticamente il monopolio degli uffici stampa dei Comuni in un raggio di 40 chilometri da Siena, oltre che della stessa amministrazione provinciale (per una cifra fra l’altro quantificabile in oltre 250.000 euro come da avviso pubblico), non ti sembra che la spartizione partitica (spartizione una minchia) sia già abbondamente in corso?

Cosa aspetti a risolvere l’incarico di portavoce alla titolare della Robespierre? E già che ci sei, domani, quando vai a protestare a Roma per i tagli, visto che lì sono specialisti di questi conflitti, chiedi un po’ al Ministero se ti aiutano?

E ancora: utilizzando il web 2.0 ci siamo accorti che un certo Mauro Cresti, professore universitario tosiano, fra i firmatari del mitico documento “Non siamo la banda del buco”, era sindaco di un comune facente parte della Comunità Montana della Val di Merse. Potresti verificare se esistono rapporti di parentela fra Mauro CRESTI e Lisa CRESTI e verificare se nel 2007 l’agenzia Robespierre gestiva l’ufficio associato di informazione della medesima Comunità Montana.

Prima di partire per Roma fai queste verifiche e prima di protestare per i tagli del governo comincia a farli te i tagli.

Cordialmente

Maestro James e Cesare Mori

Ma siamo sicuri che è corretto?

Facendo seguito a quanto detto sotto dell’agenzia Robespierre, di cui è titolare Lisa Cresti l’attuale portavoce del presidente della provincia Bezzini, siamo ad osservare come quasi tutti i comuni della provincia medesima abbiano affidato alla Robespierre l’ufficio stampa. Basta guardare per esempio qui, qui, qui e qui. Ora vi sembra possibile che quando si parla dei conflitti di interesse di certi personaggi loschi siamo tutti d’accordo e quando succedono queste vicende, in cui un fiume di denaro pubblico viene riversato nella casse private di un’agenzia di stampa che è evidentemente legata al PD, tanto da prendere tutte queste assegnazioni, nessuno dice niente. Anzi! Bezzini se ne esce con quei discorsi a viaggio d’acqua sui baracconi politicizzati. Perché questo non è un baraccone politicizzato in qui i soldi dei contribuenti vengono sputtanati a favore di aziende private care al partito? In evidente conflitto di interesse, visto che la provincia e i comuni sono enti autonomi e fare da portavoce al Bezzini e poi da ufficio stampa ai comuni della medesima provincia di cui Bezzini è presidente denota un’irregolarità, se non addirittura un’illegittimità? Se Bezzini è di stozzo domani stesso dà il benservito al proprio portavoce, se ha a cuore il bene comune e la regolarità degli incarichi retribuiti con denaro pubblico. Ma siamo pronti a scommettere che non lo farà e quindi dimostrerà, se ce ne fosse bisogno, che le province sono baracconi politicizzati e partitici esattamente come gli enti intermedi, che secondo il nostro modesto parere NON dovrebbero sostituire proprio niente.

A questi uffici tutto questo appare come l’ennesimo turlupinamento ai danni del contribuente e favore degli amici degli amici e l’ennesima occasione perduta per stare zitti. E della pessima gestione degli enti pubblici, da qualsiasi forza politica siano governati, nel caso di specie, dal PD.

Firmato

Cesare Mori

Errata corrige

Il comitato di redazione di Fratello Illuminato, ricevuta una segnalazione sul premio “Scopino d’oro” nella categoria “Doppi e più incarichi”, intende scusarsi da un lato coi lettori, dall’altro con Alessandro Piazzi che non detiene 3 incarichi, ma 4! Ci eravamo fatti passare sotto il naso il suo incarico di consigliere di amministrazione presso la Sansedoni. Quindi invitiamo il PD e accoliti a trovargli il quinto incarico, in modo che il prossimo anno possa meritarsi il doppio “Scopino d’oro”.

I costi della politica: Agenzia Robespierre e la comunicazione negli enti locali in provincia di Siena. Quasi un monopolio!!!

Alcuni esempi:

1) Incarico da parte dell’Unione dei Comuni della Val di Merse (provincia di Siena) alla società Robespierre Sas di Cresti Lisa (portavoce del presidente della provincia Simone Bezzini).

Ecco parte della determinazione n. 185 del 29 giugno 2011 con la quale L’Unione dei Comuni della Val di Merse proroga l’incarico fino al 31 dicembre 2011(documento pubblico e online) alla Robespierre Sas:

“DI procedere a tale proposito alla stipula di apposito accordo negoziale con la Robespierre S.a.s., mediante sottoscrizione in ogni sua pagina del presente provvedimento di determinazione, dando atto che a tenore delle disposizioni di cui all’art. 3 della Legge 136/2010,e successive modifiche ed integrazioni, il conto corrente sul quale i pagamenti a beneficio della stessa Robespierre S.a.s. verranno effettuati – previa liquidazione dei corrispondenti giustificativi di spesa –, dedicato espressamente dalla società in discorso alla regolazione dei
rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, è il conto corrente bancario n. 90148, acceso presso Bancasciano – filiale di Siena (Codice IBAN: IT73P 0835114201 000000090148), sul quale risulta autorizzato ad operare la D.ssa Lisa Cresti, legale rappresentante dell’impresa in discorso;

DI dare atto che la spesa complessiva di Euro 10.800,00, I.V.A. 20% inclusa, trova adeguata copertura finanziaria sul Capitolo 163002 del Piano Esecutivo di Gestione 2011”

2) Incarico presso il Comune di Gaiole in Chianti alla società Robespierre Sas (di cui è titolare la portavoce del presidente della provincia Simone Bezzini) come da stralcio della determinazione n. 209 del 12/08/2011 dello stesso Comune di Gaiole in Chianti(SI):

“RICHIAMATA la deliberazione n. 209 del 7 Dicembre 2010, esecutiva a termini di legge, con cui la Giunta Comunale:
· approvava la gestione del servizio Ufficio stampa e comunicazione del Comune di Gaiole in Chianti in forma autonoma con inizio dall’anno 2011, continuando il rapporto di collaborazione con l’Agenzia Robespierre s.a.s. di Siena;
· dava atto che l’Agenzia Robespierre s.a.s. ha richiesto, per lo svolgimento del servizio in parola, comprendente le attività esplicitate in narrativa, un importo mensile di €. 500,00;

3) Incarico ufficio stampa del Comune di Colle Val D’Elsa alla società Robespierre Sas (di cui è titolare la portavoce del presidente della provincia Simone Bezzini) come da documento con carta stampata del Comune di Colle Val D’Elsa del  30 maggio 2011 e riportiamo fedelmente:

“UFFICIO STAMPA COMUNE COLLE DI VAL D’ELSA
Robespierre S.a.s. – Via del Cavallerizzo, 1 – 53100 Siena
tel. 0577 42984 – fax. 0577 247576 – E-mail: ufficiostampacomunecolle@robespierreonline.it”

Insomma quando Lisa Cresti, la portavoce del presidente della provincia Simone Bezzini, deve comunicare con gli uffici stampa di alcuni comuni della provincia di Siena parla direttamente con la Robespierre Sas (praticamente con la società di cui è titolare).

Caro Bezzini riteniamo urgente sollevare dall’incarico di portavoce del presidente della provincia la dott. Lisa Cresti, non crede????

http://shamael.noblogs.org/?p=3161

I costi della politica: Le Province. La prima domanda a Simone Bezzini: La portavoce e i costi della comunicazione

Con tutta sincerità, il dibattito scaturito e animato dal quel fenomeno del ministro Calderoli sull’abolizione o meno delle province, non ci appassiona. Anche se merita ricordare che la richiesta di abolizione delle province è sponsorizzata da larga fetta del PD e da alcuni partiti del centrosinistra: soprattutto dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. A tutt’oggi il problema non si pone e salvo improvvise modifiche costituzionali le province rimangono attive. Quindi invece di parlare del sesso degli angeli e spostare la diatriba sul cavillo costituzionale, sarebbe il caso di parlare con trasparenza degli attuali costi di enti come le province stesse.
Siamo rimasti colpiti da una dichiarazione del presidente Bezzini che irritato dall’idea di essere abolito come figura istituzionale si è lasciato andare a frasi di questo genere: “al posto delle province…sorgeranno carrozzoni soggetti a spartizione partitica”. Ma pensa un po’ che sciagura si prefigura. Invece fino ad oggi caro Bezzini le nomine e gli enti partecipati anche dalla provincia sono stati gestiti con il metodo scientifico e non dai partiti. Non sappiamo se riderci sopra o prendere per buona questa affermazione. forse un atto di mea culpa? Di questo ne riparleremo nei prossimi giorni con la seconda domanda.
Occupandoci di vicende legate al mondo della comunicazione, soprattutto quella tanto cara al genio Boldrini, siamo rimasti dubbiosi quando abbiamo appreso che Lisa Cresti, la portavoce del presidente Bezzini (http://www.provincia.siena.it/pages/Default2.asp?cod=780&sedieresponsabili=display) è contemporaneamente titolare di una società privata che si occupa di comunicazione e agenzia stampa, la Robespierre Sas di Lisa Cresti & C. (http://www.aziende.it/siena/agenzie-stampa/robespierre-sas-dicresti-lisa-e-c/).
Innanzitutto sarebbe opportuno conoscere, visto che i soldi che ricevono i portavoci sono dei cittadini, l’importo dell’incarico di portavoce, il tipo di selezione praticata per affidare il medesimo incarico e nel contempo sapere se la società Robespierre ha avuto o continua ad avere incarichi o appalti da parte dell’amministrazione provinciale o se altri dipendenti o soci della Robespierre Sas hanno incarichi presso l’ente.
Inoltre sarebbe utile sapere, visto che la Robespierre ha seguito  e forse segue ancora la comunicazione del PD (partito di Bezzini e di quasi tutti i sindaci della provincia) se la medesima società Robespierre svolge incarichi direttamente o con soci o dipendenti, presso altri comuni della provincia o enti partecipati dai comuni.
Infine riteniamo utile sapere se esistono incompatibilità tra il ruolo di portavoce  della dott.ssa Lisa Cresti e la figura giuridica di titolare della società Robespierre Sas della stessa.
In attesa di conoscere, e invitiamo consiglieri di maggioranza e opposizione ad informarsi e renderli pubblici, le risposte alle nostre domande, senza entrare nella vicenda dell’incompatibilità(spetta ad altri soggetti valutarlo) riteniamo in base al buon senso e alla distinzione tra ruoli pubblici e attività private che il Bezzini interrompa l’incarico di portavoce alla titolare della Robespierre Sas.

P.S. Visto che quando un organo d’informazione o altri soggetti pongono dei problemi pubblici, qualcuno o qualcuna ha il vizio di minacciare di querele, vi chiediamo cortesemente di evitare simile cerimonia contro di noi, considerato che abbiamo posto domande piu’ che serie e trasparenti. Vi siete presi la bicicletta della politica: bene, pedalate e rispettate le regole del gioco  e dell’informazione.

I vincitori del premio “Lo scopino d’oro”

La redazione di Fratello Illuminato il giorno 8 settembre 2011 sulla pagina facebook aveva bandito il premio “Lo scopino d’oro” da assegnare per queste categorie:

1) Miglior portavoce che porta le voci dentro e fuori gli enti pubblici;

2) Miglior dissestatore di atenei;

3) Miglior poeta classico del Novecento;

4) Miglior detentore di doppi e più incarichi.

Ci sono giunte 387 segnalazioni,sempre sul profilo facebook, e dopo il vaglio ottemperato dalla commissione di garanzia del premio presieduta da Cesari Mori sono risultati vincitori:

1) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior portavoce che porta le voci dentro e fuori gli enti pubblici” vince la dott.ssa Lisa Cresti titolare della Robespierre Sas e attuale portavoce di Simone Bezzini presidente dell’amministrazione provinciale di Siena. Per poter ritirare il premio la vincitrice deve far divulgare il seguente comunicato stampa al presidente Bezzini: “Caro Boldrini, in qualità di presidente di uno degli enti che eprimono un membro del cda dell’università ti invito velocemente a riportare i soldi per i libri in onore di Luigi Berlinguer, visto che non è regolare farli pagare ai contribuenti”. Appena esce questo comunicato, una delegazione del cdr di Fratello Illuminato consegnerà direttamente alla vincitrice il premio. Per smistare certe dichiarazioni uno scopino d’oro è utilissimo.

2) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior dissestatore di atenei” vince quel fenomeno che ha ordinato gli scopini da 60,00 euro cadauno. Il premio può ritirarlo direttamente in uno dei cessi di Via Roma 56.

3) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior poeta classico del novecento” vince Maurizio Bettini autore di quella indigesta e vergognosa Ode a Piero Tosi. Anche lui per ritirare il premio può passare da uno dei cessi di Via Roma 56 (gli basta attraversare la strada e così potrà dotare i cessi della villetta del Glicine di uno scopino di pregio) oppure citofonare Boldrini.

4) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior detentore di doppi e più incarichi” vince Alessandro Piazzi, esponente del PD senese, che ricopre contemporaneamente il ruolo di: membro della Fondazione MPS, amministratore delegato di Intesa Spa e amministratore delegato di Estra Spa. Tre incarichi son pochi: urge il quarto incarico e con lo scopino d’oro riuscirà a smistare gli impegni tra un incarico e l’altro. Per ritirare il premio rivolgersi al compagno di partito Maurizio Boldrini, genio inghirlandato di Via Roma 56.

Atelier Unisi: protestano anche i turisti giapponesi!!!

Con stupore abbiamo appreso che tra i nostri 2.200 lettori quotidiani, nella mattinata di oggi, ci sono finiti anche alcuni turisti giapponesi. Un turista giapponese di nome Akito (昭人)ha lasciato un commento a nome di un gruppo di turisti del Sol Levante sotto questo nostro articolo http://shamael.noblogs.org/?p=3147 .

Evitiamo di raccontarvi la fatica per rintracciare una traduttrice giapponese: i nostri potenti mezzi alla fine ci sono riusciti e quindi abbiamo appreso il pensiero dei turisti giapponesi.

Ecco il commento in lingua giapponese(realmente lasciato sul nostro blog):” 編集者各位、我々は日本人観光客のグループであり、私たちは、彼らが我々がユニスのためにスタジオを訪問するシエナに来て、常に閉じていることを三年間であることを不平を言うことをここにある。我々は失望と悲しみに包まれている。”

La traduzione: “Gentile redazione, siamo un gruppo di turisti giapponesi e siamo qui a lamentarci del fatto che sono tre anni che veniamo a Siena, anche per visitare l’atelier unisi e lo troviamo sempre chiuso. Siamo dispiaciuti e rattristati”.

Ma insomma oltre a dissestare avete illuso i turisti giapponesi: cercavano un atelier di moda geniale e si son dovuti sorbire una “piccola storia” di un improbabile storico che non risulta nemmeno esserlo.

Di chi è stata l’idea della linea abbigliamento Unisi? Quanto è costata ai contribuenti questa genialata dissestante? Dove si trova l’inventario in entrata della merce, le fatture e l’inventario di giacenza? Dove sono i documenti contabili e gli atti deliberativi di questa struttura di abbigliamento all’interno di Unisi? Che fine ha fatto il pos per i pagamenti: è stato disattivato? Che fine ha fatto la merce?

Il rettore Riccaboni, i membri del cda e l’attuale direttore amministrativo non hanno niente da chiedersi in merito a questo atelier? O pensano di continuare a tergiversare come con i libri in onore dell’ex rettore Luigi Berlinguer voluti dal genio Boldrini e Piero Tosi?

Secondo suggerimento antiscalata per Ceccuzzi

Alla prima lettura delle dichiarazioni del nostro amatissimo sindaco Ceccuzzi con le quali annunciava che il Comune si era trasformato in un baluardo contro la scalabilità del Monte dei Paschi, la nostra redazione aveva suggerito come prima azione concreta l’abolizione delle scale e il trasferimento della sede del Monte in un capannone alle Badesse. Niente scale niente scalate. Ragionandoci sopra, ci siamo resi conto che la sola abolizione delle scale non basta: si rendono necessarie misure imponenti e coordinate. Gli uffici di Cesare Mori hanno elaborato un piano integrato di misure antiscalata. Eccolo in anteprima.

 

Piano antiscalata

1)      Abolizione delle scale.
2)      Collocare a Stigliano, per proteggerci dagli scalatori che arrivano dal versante grossetano, una batteria di lancia scopini.
3)      Collocare a Uopini, per proteggerci dagli scalatori del versante fiorentino, i carri armati Infact di fabbricazione genius.
4)      Collocare a San Galgano l’osservatorio contro le invasione delle tribu’ degli scalatori barbarici. Affidare il compito al semiologo Omar Calabrese perché conosce bene i barbari che si son portati via il tetto dell’Abbazia di San Galgano.
5)      Inviare una lettera di messa in mora a tutti gli scalatori italiani ed europei e di conseguenza chiedere il ritiro dai negozi di tutta l’attrezzatura per effettuare le scalate.
6)      Inviare con mandato pieno il responsabile delle relazioni esterne del Comune al consiglio di sicurezza dell’Onu e chiedere un bombardamento preventivo dei possibili scalatori e l’invio di una portaerei americana da ormeggiare nel fiume Brenna.
7)      Imporre il coprifuoco dall’apertura fino alla chiusura delle borse.
8)      Chiedere in prestito al presidente Obama l’Air Force One per farlo decollare con a bordo Il presidente Mussari, i membri del cda, il presidente Mancini e i membri della deputazione, ad esclusione di Alessandro Piazzi perché dovrà ricoprire il ruolo di comandante delle forze di protezione dalle scalate
9)      Nel caso le azioni di difesa non dovessero scongiurare le scalate, provvedere con la misura d’emergenza: privatizzare le quaglie ed utilizzare le risorse della privatizzazione per il prossimo aumento di capitale.

Manuale del dissestatore di ateneo. Capitolo 6: l’atelier della collezione “Stigliano 99”, “Pescia 01”, “Piancastagnaio 02”

Abbiamo visto che certi gabinetti sono espressione di alto design, così come abbiamo visto che quando una banda di dissestatori si è ribellata sui giornali ha affermato, fra le altre cose, di collaborare addirittura con un premio Nobel, Stiglitz. Tutto questo, nelle menti dissestatrici, deve aver provocato la seguente riflessione: ma per andare a defecare in cotanti cessi o per interfacciarsi con cotante menti sarà opportuno andarci vestiti un po’ trasandati? La risposta è stata negativa e quindi è stata architettato il seguente escamotage: compriamo diverse teche ed espositori (preferibilmente costosissime), svuotiamo alcuni locali da quei pulciosi fricchettoni che ci fanno ricerca, didattica e amministrazione ed esponiamoci capi di vestiario griffati Unisi. Poi assumiamo un po’ di gente presso l’area comunicazione e marketing (stipendiandole ovviamente con soldi pubblici), quindi rivolgiamoci a qualche designer esterno e a qualche ditta esterne e creiamo un bel po’ di collezioni di borse, cravatte, polo, felpe, penne, cartelline, portafogli ecc. ecc. Qui http://www.unisi.it/lineaUS/ potete ammirare la collezione “Stigliano 99”, “Pescia 01” e “Piancastagnaio 02”. Purtroppo questi genii sono stati surclassati da questo http://www.youtube.com/watch?v=eUgM6gYAp3o&feature=related

Intanto però sorgono spontanee delle domande: 1) Quanto è costato mettere su tutto questo baraccone? Sicuramente tanto in un primo momento e poi moltissimo in un secondo, visto che ancora una volta si sono messi sul groppone del bilancio ulteriori stipendi (e con quelli sì che si dissesta! Ricordate: con la gente e gli stipendi che percepisce si dissesta al massimo grado!); 2) In quanto è quantificabile l’introito? 3) Dove sono i verbali del CdA che approvano queste belle imprese? 4) Chi c’era all’epoca in CdA? 5) Quanto ha influenzato il Faraone di Pescia e il suo fido genio inghirlandato l’aver collaborato al principio di dissesto operato dal Sultano di Stigliano con il 750 anniversario (data peraltro falsa come una banconota da 28 euro)?

Accanto alle teche e alla sede dell’Unisishop poi doveva sorgere il Caffé dell’Artista, tanto che vennero svuotati ulteriori locali (sempre adibiti a cretinate del tipo archivi amministrativi e così via), per fargli posto. Come si sarebbe dissestato bene se si fosse dato vita a questo geniale (è il caso di dirlo), progetto!

Comunque il dissesto è venuto discretamente anche così.

Siamo in attesa di risposta alle domande sopra.

Un nostro suggerimento a Ceccuzzi

Di recente  il sindaco Ceccuzzi ha dichiarato che il Comune farà da baluardo contro la scalabilità di BMPS. Un primo suggerimento la redazione di Fratello Illuminato ce l’ha: abolire le scale. Quindi la miglior cosa è dare via la Rocca e trasferire la sede della Banca in un bel capannone industriale alle Badesse, tutto al piano. Così niente scale, niente scalate. Geniale no?