Maggio 4th, 2011 — Note redazionali



Leggete un po’ i risultati disastrosi della gestione dell’Ateneo da parte del partito di Ceccuzzi e di Alberto Monaci (dal Cittadino On Line)
SIENA. Nubi minacciose incombono sull’Università di Siena. Sebbene la situazione non sia affatto florida ormai da tempo, visti i debiti a bilancio che hanno costretto a tagli nelle borse di studio e negli assegni di ricerca, alla cessione del lavoro interinale, al blocco del turnover, c’è stato chi, nel piano di risanamento Unisi2015, aveva sperato di scorgere una qualche “luce fuori dal tunnel”.
Mentre si attende di conoscere dalla Magistratura i nomi dei 27 (pare) rinviati a giudizio per il dissesto (i documenti sarebbero già stati firmati dal Gip) ecco una nuova “tegola” sulla dirigenza dell’Ateneo.
Fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze riferiscono di una lettera giunta, per conoscenza, appena prima di Pasqua all’Università di Siena e rientrante in un carteggio tra dicasteri (quello delle Finanze, appunto, che scrive a quello dell’Istruzione) in cui si riferisce della situazione economica dell’Ateneo senese.
I conti presi in esame sono quelli relativi al Conto consuntivo 2009 ed il Verbale considerato è quello del Collegio dei Revisori del maggio 2010 nel quale si esprimeva parere “non favorevole” all’approvazione del documento contabile in quanto si osservava “la permamente e consolidata situazione di disequilibrio strutturale risalente nel tempo e in relazione alla quale non risultato adottate concrete misure strutturali per il ripristino dell’equilibrio economico finanziario della gestione”.
Le cause dello squilibrio finanziario, secondo quanto riferito dal Presidente del Collegio dei Revisori ai Ministeri competenti, era da attribuire al costo eccessivo del personale. Un disavanzo che “si tenta di fronteggiare” con “alienazioni patrimoniali mentre non si affronta vigorosamente lo squilibrio strutturale del bilancio reiteratamente segnalato dal Collegio”.
Nel Bilancio di previsione 2010 approvato – nonostante il parere sfavorevole del Collegio dei Revisori – si rimarcava che la spesa per il personale era stimata in 157milioni 718mila e 36euro, aumentata rispetto all’anno precedente e decisamente più di quanto “coperto” dal Fondo di finanziamento ordinario, previsto in 109 milioni di euro.
Ed ecco “la tegola”. Il Ministero delle Finanze invita a non proseguire nella politica di alienazione dei beni immobili per risanare i debiti. L’osservazione nasce dal fatto che queste alienazioni consentono delle entrate “considerate dalla Commissione Europea entrate “una tantum” e quindi non migliorative del deficit strutturale” mentre questo genere di entrate “dovrebbero essere utiizzate solo per finanziare spese aventi la medesima natura “una tantum””.
L’invito, dunque, è ad attivare iniziative strutturali di riduzione del disavanzo senza le quali si prevede una “crisi finanziaria non risolvibile attraverso gli ordinari strumenti legislativi, atteso, in particolare, che la quota del fondo di finanziamento ordinario assegnata all’Università senese, per il 2010, risente dell’anticipazione di 35 milioni di euro concessa alla fine dell’anno 2009”.
Da queste osservazioni è deducibile che il Ministero dell’Istruzione non consentirà alla dirigenza dell’Ateneo senese l’alienazione di altri “gioielli di famiglia”. Verrebbe dunque bloccata la vendita dalla Certosa di Pontignano, che è ancora in cerca di un compratore e la cui unica asta è andata deserta facendo temere in una operazione di “svalutazione” del bene.
Al freno posto su questa soluzione, contemplata nel piano Unisi2015, se ne pone anche un altro. Quello dei prestiti. “All’Ateneo – riferisce il Ministero delle Finanze – è preclusa la possiblità di ricorrere alla contrazione di prestiti e altre tipologie di indebitamento, tenuto conto che dette operazioni sono possibili solo per il finanziamento di interventi in conto capitale, così come definiti dall’art.3, comma 18 della legge n. 350/2003”.
Il piano di risanamento dell’Università, dunque, analizzato dal Ministero delle Finanze non appare risolutivo della situazione disastrosa dell’ateneo senese al punto da desumere che “l’Ateneo non riesce a garantire, autonomamente, il riequilibrio della gestione”. Una frase che pare aprire un varco alla possibilità di un commissariamento che, garantendo una “analisi esterna”, possa trovare soluzioni idonee ad una drastica riduzione dei costi strutturali dell’Università senese.
Infine il Ministero delle Finanze avvisa che “la relazione ispettiva è stata trasmessa alla competente Procura regionale della Corte dei Conti” per valutarne i responsi.
Aprile 26th, 2011 — Note redazionali





Era l’ottobre 2010 quando il segretario provinciale del PD Elisa Meloni e quello comunale Mugnaioli addebitavano le responsabilità della crisi dell’ateneo senese alla gestione Berlinguer-Tosi; era il novembre del 2011 quando Franco Ceccuzzi in merito al dissesto dell’università dichiarava “una delle cause principali che hanno portato al dissesto è certamente l’irresponsabilità nei confronti del patrimonio pubblico, alimentata da un vorace egoismo corporativo”. Era l’ottobre … era il novembre … e quelle frasi erano soltanto propaganda e fumo negli occhi: il valzer dell’ipocrisia e il balbettio di un gruppo dirigente carico di responsabilità politiche. E sapete perché? Ceccuzzi è da sempre alleato con la nomenclatura universitaria berlingueriana-tosiana ed oggi con l’ufficializzazione del comitato elettorale a sostegno dello stesso Ceccuzzi, abbiamo la prova provata di quel legame storico e di quella condivisione gestionale della cosa pubblica. Ecco le truppe berlingueriane-tosiane dell’università schierate dentro il comitato elettorale di Ceccuzzi: Aldo Berlinguer (figlio di quel Luigi ex rettore), Omar Calabrese, Mauro Cresti, Romano Dallai, Marco Galeazzi, Alessandro Rossi, Marcello Flores d’Arcais, Stefano Maggi, Fabio Semplici (figlio di Jolanda Cei Semplici), Roberto Venuti e infine il berlingueriano storico in rappresentanza della sua corrente dentro il PD (oggi però è quasi solo) Alessandro Starnini. Praticamente Ceccuzzi è il candidato sindaco di fiducia di Piero Tosi e di Luigi Berlinguer e il garante di questo accordo è lo stesso presidente del comitato elettorale l’ex rettore Mauro Barni che alcuni continuano a descrivere come “un esempio” o “un uomo sopra le parti”, mentre da sempre è schierato con la nomenclatura berlingueriana-tosiana e con il “sistema Siena” tanto caro a Stefano Bisi. Le truppe non sono finite: per marcare la coalizione i berlingueriani si sono impadroniti dell’IDV e dopo il teatrino”siamo fuori siamo dentro la coalizione”, grazie alla vecchia amicizia tra Luigi Berlinguer e il dipietrista Evangelisti, anche l’IDV sostiene Ceccuzzi. Infatti basta leggersi i nomi dei candidati e il gioco è ancor più chiaro: dal berlingueriano di sempre Luciano Peccianti a Bernardo Giorgi alla Di Simplicio. Naturalmente non manca il sostegno di Maurizio Boldrini (sempre presente alle iniziative di Ceccuzzi) che oltre ad avere “tanti allievi comunicatori” fedeli a Ceccuzzi, è ben rappresentato nella coalizione da Fiorino Iantorno e da Cannamela. Questo sarebbe il nuovo tanto sbandierato da Ceccuzzi e dai suoi comunicatori? Ma quale nuovo e quale discontinuità: siamo in presenza della peggiore restaurazione di intrecci e metodi gestionali corporativi e dannosi per le istituzioni; e il dissesto dell’università racconta più di tante parole i risultati gestionali della nomenclatura berlingueriana-tosiana che oggi sponsorizza il chianino Ceccuzzi verso la carica di sindaco. All’interno di questi equilibri si scompongono e si ricompongono altri equilibri che vedono tra i protagonisti il giornalista Stefano Bisi che ricopre anche la carica di Presidente del collegio dei Maestri Venerabili della Toscana del Goi. Tutti ricorderete che fino a un anno fa il Bisi era un diretto sostenitore di Ceccuzzi e del PD, poi all’improvviso qualcosa è cambiato e quel rapporto è mutato, quasi sparito. Dal rapporto idilliaco tra il Pd senese e il Bisi siamo arrivati ad un rapporto di chiusura (almeno sulla “carta”). Un raffreddamento tale da indurre Ceccuzzi nel settembre 2010 ad affermare che “ ritengo moralmente ed eticamente incompatibile l’affiliazione alla massoneria con l’iscrizione ad un partito, anche quando lo Statuto lasciasse spazio a diverse interpretazioni.” Non contenti quelli del PD si sono inventati la famosa quanto inutile “carta dei valori” che di fatto si scaglia contro la massoneria. E qui apro una mia personale parentesi: la massoneria è un’associazione legale ed è meglio essere massoni che dei dissestatori di università (chiusa parentesi personale). Che fa il Bisi di fronte a tutto questo? Niente, anzi continua con le sue solite furbate giornalistiche. Rimane taciturno per un un paio di mesi e all’improvviso colto da “nostalgie socialiste” intraprende una personale polemica con Martelli e qui mette in campo l’ennesima furbata. Per riaccreditarsi come il difensore del “sistema Siena” scarica tutto il suo livore contro la coalizione che sostiene Corradi, pubblica un fantasioso sondaggio, e per dimostrare al resto del mondo (Perugia-Firenze-Roma) che ancora conta qualcosa a Siena, chiama a sostegno delle sue tesi un altro furbetto della politica Mauro Marzucchi e sulle pagine del Corriere di Siena oltre a pubblicare gli attacchi di Marzucchi a Martelli pubblica allo stesso una dichiarazione contro la “carta dei valori” sottoscritta anche dallo stesso Marzucchi. Niente di più ridicolo caro Bisi. Come minimo per coerenza rispetto alla carica di Presidente del Collegio dovresti prendere una posizione altrettanto coerente e non continuare a sostenere e fare da megafono a coloro che additano la tua associazione come “moralmente ed eticamente incompatibile”. Ma su questo son convinto che altri da un grado più alto affronteranno nelle sedi associative la tua incoerenza anche rispetto al giuramento dato.
Ma le virate del Bisi non sono finite. In questa solitaria battaglia contro tutti e nel vano tentativo di riprendersi un ruolo, il giornalista Bisi abbandona anche il suo vecchio amico Mussari e infatti pubblica integralmente sul suo giornale il famoso attacco contro i vertici della Banca Mps scritto da Fiorino Iantorno in rappresentanza di tutta la coalizione del Ceccuzzi, senza alcun commento critico o di difesa dei vertici della banca (un tempo Bisi era sempre pronto a difendere i vertici della banca). Tutte queste virate perché? Perché anche Bisi si sta inserendo nel tentativo di restaurazione berlingueriana-tosiana e forse spera che dopo gli attacchi del PD senese a Caltagirone socio privato della banca MPS le voci messe in giro dai ceccuzziani che “annunciano la fine di Mussari” diventino realtà e quindi Bisi “scende da un carro e monta sull’altro”. In sintesi, l’accordo tra i berlingueriani e Ceccuzzi prevede questo schema: Ceccuzzi sindaco, Alessandro Piazzi (uomo di sintesi tra le due componenti) alla presidenza della banca MPS e l’università sempre in mano alla solita nomenclatura.
Vi sembra uno scenario sostenibile per Siena? Io credo proprio di no. Votare Ceccuzzi significherebbe consegnare la città alla nomenclatura berlingueriana-tosiana e la banca MPS a Berlusconi. Oggi il PD senese attacca Caltagirone socio privato di MPS perché lo stesso imprenditore fa parte della cordata finanziaria opposta a Berlusconi e siccome Ceccuzzi è in sintonia con Denis Verdini (braccio destro di Berlusconi) risulta evidente chi verrebbe favorito dall’esclusione di Caltagirone dall’assetto societario della banca.
Nessun dorma …
Maestro James
Aprile 15th, 2011 — Note redazionali



O bravo Iantorno! Essere precari stanca? Certo che stanca. Lo sanno benissimo i precari e lo sanno benissimo anche quei lavoratori che subiscono le angherie di certi poteri baronali che tu sostieni da una vita. Lo sai cos’è che stanca? Stanca la tua propaganda fatta di parole vuote tese solo a cavalcare buttando fumo negli occhi un ipotetico consenso che per fortuna stavolta il tuo partito a Siena non otterrà. Hai una bella faccia tosta a presentarti come rinnovamento e discontinuità in questa città. Prima hai scorrazzato politicamente dietro la guida del tuo mentore Boldrini con cui hai condiviso il sostegno della nomenclatura tosiana, avendo anche fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Università. Poi, sempre insieme al tuo mentore Boldrini, avete sostenuto Riccaboni e politicamente hai accettato tutti gli attacchi sindacali contro i lavoratori portati da Riccaboni e Fabbro. Poi ti sei sdraiato a sostegno del vero responsabile del disastro di Siena Franco Ceccuzzi con la speranza di fare l’assessore e per mantenere alta questa speranza ti sei fatto sostenere dal PD ceccuzziano e in perfetto stile bulgaro avete utilizzato i vostri dirigenti nazionali per modificare il voto contro Ceccuzzi espresso dal partito senese. Ma pensi che gli elettori di sinistra non abbiano capito il tuo comportamento? Fanno e faranno bene a sostenere la candidatura di Laura Vigni che rappresenta gente veramente si sinistra e autonoma dai diktat delle correnti ceccuzziane.
Infine al sig. Fiorino vogliamo spiegare una cosa: prima fa la morale contro Pierluigi Piccini, poi contro Silvano Focardi, poi contro l’Associazione Per Siena, poi contro i vertici del MPS, poi contro Laura Vigni e la sua lista. Ma insomma caro Fiorino perché non ti fermi un attimo a riflettere sul fatto di essere al tramonto politico e che questa città non ha bisogno di cercatori di poltrone e di propoagandisti ad orologeria?
Buonanotte.
Aprile 15th, 2011 — Note redazionali




Vi ricordate di Maurizio Boldrini? Maurizio Boldrini, braccio destro di Tosi, ex responsabile Area Comunicazione e Marketing dell’Università di Siena, sponsor ufficiale della società InFact e del rettore Riccaboni è iscritto al PD senese e sostenitore attivo di Franco Ceccuzzi. Infatti ecco cosa ha dichiarato alla stampa il genio Maurizio Boldrini:
“Sono iscritto al PD e alle prossime elezioni amministrative di Siena farò la campagna elettorale per il partito al quale sono iscritto e per il cadidato … che sarà scelto”.
Vi ricordate di Piero Tosi? Piero Tosi è la massima espressione della nomenklatura dissestatrice dell’Ateneo da sempre vicino al partito di Ceccuzzi e infatti lo stesso Ceccuzzi esprimeva la propria stima al Tosi.
Vi ricordate di Loriano Bigi? Forse qualcuno se ne sta ricordando in questi giorni.
Vi ricordate Mauro Barni? Mauro Barni in questi anni veniva descritto come il vecchio saggio della politica senese, con un nuovo super partes. Oggi, nel segno della discontinuità, è il primo sostenitore di Franco Ceccuzzi, oltre ad essere un sostenitore della gestione Riccaboni-Fabbro dell’Università. Infatti il Barni in un’iniziativa dell’Associazione Siena Futura del neoceccuzziano Mauro Marzucchi ha tessuto le lodi di Ines Fabbro. O bravo Barni! Perché non ci dà un giudizio sul dissesto universitario e sui responsabili e non ci spiega come mai si è schierato col partito che ha sostenuto i dissestatori?
Vi ricordate il CdA dell’Università? Cannamela nel segno del suo sostegno a spada tratta di Riccaboni ha visto bene di candidare nella propria lista (e qui si pone un problema etico non da poco sui ruoli) il consigliere di amministrazione attuale Cosimo Francini. Ora capiamo perché il Francini è sdraiato davanti a Riccaboni e Fabbro e sostiene la loro politica contro i dipendenti e gli studenti che lui dovrebbe rappresentare. Bella figura! Complimenti!
Vi ricordate che il 15 e 16 maggio si vota per le elezioni comunali? Ecco ricordiamoci chi sono i dissestatori dell’Ateneo, i loro sostenitori seminati nelle liste che appoggiano Ceccuzzi. L’Ateneo, come tutta la Città, necessita di una svolta per risanare non solo l’Ateneo, ma tutte le istituzioni cittadine e non solo finanziariamente, ma anche sotto il profilo etico.
Basta con i dissestatori e basta con i loro supporter politici!
E questo basta ripetiamolo almeno 27 volte!
Aprile 15th, 2011 — Note redazionali
Qualcuno di voi ha visto il film di Checco Zalone “Che bella giornata?“. Nel film si racconta la storia di ‘Checco’, un giovane totalmente assente di capacità che, nonostante ciò, riesce a forza di spinte giuste ad arrivare a collocazioni lavorative di tutto rispetto. Ma Checco è stato talmente tanto abituato a ragionare così da un ambiente circostante che gli ha “insegnato” che studiare e formarsi è una cazzata cosmica, che il fatto che per ricoprire un dato ruolo servirebbero precisi requisiti gli è del tutto oscuro. Ebbene sì, cari amici, il Checco del film è del tutto inconsapevole di come gira il mondo perché nel magico mondo di Checco basta una telefonata del politico giusto – o anche semplicemente dell’amico del solito politico giusto – e puoi fare tutto quello che vuoi. Tutto ciò alla faccia dei disastri che vengono fatti a seguito di quell’incapacità e che necessariamente ricadranno nelle tasche della collettività. Ed ecco allora che Checco viene messo a lavorare in un posto, combina disastri a raffica e, nella migliore delle tradizioni ed in ottemperenza al famoso brocardo latino “*promoveatur ut amoveatur*” sale i gradini della classe sociale, continuando a seminare danni su danni. Fino a che, però, l’inettitudine diventa a tal punto pericolosa che anche gli storici “padrini” non ce la fanno più a parargliele e lo scaricano. In tutto ciò, Checco non se ne capacita, perché chi lo ha sempre raccomandato e gli ha sempre lasciato fare quello che voleva senza uno straccio di competenza, questo ‘lieve’ fattore non glielo ha mai fatto notare. Purtroppo questo film potrebbe tranquillamente essere stato ambientato a Siena. Anche gli unti dal Signore in terra senese sono stati abituati a vivere così; a vent’anni il primo contrattino di collaborazione col partito a fare fotocopie, e poco più, in federazione. Poi da lì la brillante carriera. Prima consiglieri comunali, poi assessori, poi consiglieri in qualche munifico cda. Tutto ciò, senza mai aver fatto un giorno di lavoro.
Questa mentalità, frutto dello scollamento culturale tra questa gente e la vita reale, sta tutta nella proposta di legge sul raddoppio del finanziamento pubblico ai partiti presentata alla Camera dall’ex tesoriere DS Ugo Sposetti che vede tra i firmatari anche Franco Ceccuzzi. Non c’è niente da fare, gente che da sempre è stata chiusa dentro la sezione del partito senza aver mai lavorato non ha idea di come si svolga la vita delle persone normali e quali siano i veri bisogni. Ceccuzzi, sottoscrivendo quella richiesta di raddoppiare il finanziamento pubblico ai partiti non ha capito che la gente chiede altro e che proposte del genere in questo momento non fanno altro che allontanare le persone dalla politica, vedendola solo come una macchina mangiasoldi. Bravo Ceccuzzi, bella sensibilità e grande senso di responsabilità.
Ceccuzzi vuole più soldi pubblici per il suo partito, per farci cosa, per organizzare forum inutili e per far pagare alla federazione qualche contratto in più a qualche giovane zelante che lo circonda e che gli fa da portaborse? Perché Stefano Bisi, dato che proprio Ceccuzzi nella “campagna di moralità” portata avanti dai puristi diessini in cui ha dato l’immagine della massoneria come fosse il più grande male mondiale, non chiede a Ceccuzzi in che rapporto sta il suo personale concetto di etica con la sua richiesta di raddoppiare i soldi pubblici ai partiti e, soprattutto, come Ceccuzzi intenderebbe spendere questi soldi?
I senesi hanno voglia di pagare con le proprie tasse la propaganda politica di Ceccuzzi?
Come direbbe Checco Zalone “Ma che bella giornata”…
Firmato
La Primula Rossa
Aprile 12th, 2011 — Note redazionali
Come avevamo già notato, Veltroni come alfiere dello slogan
ceccuzziano “discontinuità con il passato” non è proprio una scelta felice.
Ma, in fin dei conti gli esperti comunicatori ceccuzziani sono stati
coerenti: dato che stanno provando a far credere che Ceccuzzi rappresenti il “nuovo”, perché non provarci anche con Veltroni? Nella loro strampalata logica non fa una piega; nella logica dei normali senesi invece sta sotto la voce ‘cazzata galattica‘*. Ma forse quest’ultima potrebbe avere un nesso. Infatti a proposito di galassie, ad un certo punto del suo intervento, Veltroni ha detto che in questo momento vede tutto nero, e sapete perché? Mica perché c’è la crisi economica e famiglie ed imprese hanno difficoltà a causa di una ripresa che stenta a decollare. Macché, tutte cazzate. Veltroni ha pensato bene di parlare per dieci minuti degli ufo. Si avete capito bene, degli ufo e delle difficili indagini che l’FBI sta portando avanti per verificare se dentro alle navicelle degli ufo ci sono i marziani, tanto da far venire il serio sospetto se chi stava parlando fosse davvero Veltroni o Corrado Guzzanti che gli faceva la parodia. Dopo di che, *manco una parola sull’Università che denunciasse lo scempio economico che ne è stato fatto con ben 27 persone già rinviate a giudizio su 82 indagati; così come non ha detto nessuna parola su Banca e Fondazione. Per la verità, per non far torto a tutto questo, non ha parlato manco dell’esclusione del Palio dalla lista del Patrimonio Unesco. Quindi, penserete voi, dato che è venuto a Siena di cosa ha parlato? Di una mazza.
Un concentrato di banalità con i soliti ed abusati “Siena è una città ricca d’arte”, (ma va’? Per fortuna è venuto a dircelo Veltroni, chissà come abbiamo fatto in tutti questi secoli) la cui utilità si leggeva visibilmente sul volto di un Ceccuzzi tra il teso e il depresso. Un ex big che, evidentemente, ha pensato di potersi permettere il lusso di arrivare a Siena, dimostrare palesemente di non sapere una cippa delle esigenze della città che lo stava ospitando e, nonostante ciò, magari pensare che per il solo fatto di aver scomodato la sua persona facendola scendere in mezzo alla plebe, il popolo bue debba far fioccare voti al PD come neve a Natale. Veltroni come del resto lo stesso Ceccuzzi devono prendere atto che di certi metodi altezzosi ed arroganti la gente ne ha piene le scatole e chi pensa di poter continuare a trattare così le persone è già consegnato alla storia e non per le gesta e per i segni che ha lasciato, ma più semplicemente perché dalla gente è già stato abbondantemente archiviato.
http://www.youtube.com/watch?v=eV9OyGlksQM
Firmato
La Primula Rossa
Aprile 11th, 2011 — Note redazionali
Oggi verranno presentati i candidati del PD e, ovviamente, chi mai poteva essere il testimonial più adatto a trasmettere lo slogan ceccuzziano, “discontinuità col passato”?
Chi meglio poteva incarnare il “nuovo”? Veltroni. Mi pare si cominci malino. Ma vediamo chi è il resto della truppa precettata a dare l’avvio alla campagna elettorale “nuovista” del PD senese. Alessandro Mugnaioli, segretario comunale del PD, lo stesso che aveva partecipato all’oramai famoso “tavolo del centro sinistra”, quello che dopo mesi e mesi di traccheggiamenti, venne definito da Ceccuzzi come un qualcosa che “trasmetteva chiusura verso i cittadini” e che in sostanza aveva avuto un esito fallimentare. O bravi. Mi pare giusto, dopo un tale giudizio aver mantenuto in quel ruolo Mugnaioli Ma andiamo avanti. L’altro esponente locale chiamato a dare il via ai candidati Piddini è la segretaria provinciale del PD, la torritese Elisa Meloni. E qui la cosa si fa ancora più interessante. Dovete sapere, cari amici che all’interno del PD Elisa Meloni viene già data con le valige in mano e non per regalarsi vacanze estive anticipate. Tutt’altro. Nei piani dell’asse Ceccuzzi-Fratelli Monaci la partenza si riferirebbe al suo ruolo di segretaria provinciale del PD.
La ripartizione derivante da tale asse prevederebbe – se i senesi dovessero fare le corse per votare il chianino Ceccuzzi a fare il sindaco – ad Alfredo Monaci un ruolo ancora più in alto all’interno del Monte (vi ricordate che la volta scorsa per farlo rientrare nel cda del Monte venne allargato il cda
stesso?) e ad Alberto Monaci o a qualcuno di sua stretta osservanza, la gestione del partito provinciale. *Anche in questo caso, tutto nel puro spirito di quel ricambio tanto sbandierato da Ceccuzzi e dai suoi. Bravi di nuovo. Pensate quindi, in questo possibilissimo scenario con quale allegria Elisa Meloni presenterà i candidati che andranno a sostenere colui che contribuirà a farla fuori dal suo ruolo. Ma che bel quadretto di famiglia, proprio un bel clima di fiducia reciproca.
Ma proseguiamo nello spirito nuovista ceccuzziano e veniamo all’ospite d’onore, Walter Veltroni. A parte il fatto che Veltroni, nella scena politica è giovane come lo sono gli ospiti del Campansi (e non ce ne vogliano per il paragone, che ammettiamo essere poco edificante. A proposito, ma poi la storia dell’aumento delle rette com’è andata a finire? Le istituzioni sono intervenute per bloccare gli sconsiderati aumenti di circa 1.400 euro l’anno a famiglia?), ma sarebbe la meno, tanto per il PD senese la coerenza ed il rispetto dei principi autocreati è un optional; i diktat perentori valgono solo per gli altri. E vai con la democrazia del PD.
Ma sentite cosa ha dichiarato Veltroni, così come riportato dal Sole 24 ore una manciata di giorni fa durante un incontro con Renzi e Chiamparino”. Se Berlusconi ha ancora consenso, se resta in sella dopo tutto quello che è accaduto una ragione c’è: non c’è ancora in campo un’alternativa credibile“. Complimenti. Ecco da chi ha imparato Ceccuzzi. Ceccuzzi chiede discontinuità da Cenni (come se negli anni in cui Cenni ha fatto il sindaco lui avesse fatto il fioraio a Roccacannuccia) e Veltroni questa stessa discontinuità la chiede da Bersani (che fosse a Roccacannuccia con Ceccuzzi allora? Chissà…). Ma una bella dichiarazione, dato che sia Veltroni che Ceccuzzi, hanno fatto parte ininterrottamente della classe dirigente degli ultimi dieci anni con i DS prima e con il PD poi, con cui, con un po’
di doverosa autocritica, avessero detto che Bersani e Cenni non sono gli unici ad aver fallito ma che “anche io (Ceccuzzi) e anche io (Veltroni) abbiamo fallito con loro dato che abbiamo condiviso un decennio di scelte insieme” non sarebbe stato più onesto intellettualmente? Cari senesi, ve la sentireste di affermare che Veltroni e l’asse Ceccuzzi/Fratelli Monaci rappresentano il nuovo per Siena? Lascio a voi la valutazione.
Firmato
La Primula Rossa
Aprile 10th, 2011 — Note redazionali

Questi uffici leggono inorriditi le dichiarazioni di Ceccuzzi alla “convenscion” (parlate per bene che non si capisce nulla!!! Siamo in Italia!!!), soprattutto quelle inerenti alla crisi dell’Ateneo. Si chiedono perciò quando pensa di smetterla Ceccuzzi di menare per il naso i cittadini presupponendo che siano venuti tutti giù con la piena.
Ceccuzzi parte affermando che il progetto del PD è fatto da senesi per i senesi e già questa, visto che lui è chianino, è una menzogna bella e buona. Poi parla di partecipazione di studenti, docenti e dipendenti. Sui docenti non discutiamo, visto che proprio quelli teleguidati da lui hanno ridotto l’Ateneo in queste condizioni, ma sugli studenti e sui dipendenti abbiamo parecchi dubbi.
Dopodiché comincia a blaterare di patti e protocolli facendo finta di non sapere che sono quasi tre anni che le cosiddette istituzioni, da lui dirette sia pure mediatamente, se ne strafregano dell’Ateneo, dei dipendenti e degli studenti e in particolar modo dei precari.
Proprio lui parla, il sostenitore di Berlinguer e Tosi e di Riccaboni (questo ultimo d’accordo con il suo amico Verdini). Ha difeso in tutti i modi questi dissestatori e ora parla di precariato. Il precariato lo ha creato lui e la macelleria sociale che è seguita al dissesto è tutta colpa sua e dei suoi uomini. Uomini, si fa per dire, tipo Boldrini – iscritto al PD di Ceccuzzi e suo grande sponsor insieme ai nemici dei lavoratori Iantorno, Benocci e Cannamela.
E a proposito di rappresentanti delle istituzioni che “all’interno del consiglio di amministrazione sapranno rappresentare al meglio queste preoccupazioni così diffuse in città sulle condizioni imposte al personale tecnico amministrativo” e che ci immaginiamo dovrebbero essere i ceccuzziani Cucini e Morrocchi, come si fa a sperare che – dopo aver visto come si sono comportati sinora, votando sdraiati davanti ai dissestatori Riccaboni e Fabbro – d’un tratto si ravvedano e comincino a controllare seriamente?
E del ceccuzziano Montibello che quando hanno tagliato gli stipendi ai dipendenti ha asserito che i dipendenti avevano accettato di buon grado?
Ma Ceccuzzi parliamoci chiaro: ma quando la finisci di prendere in giro i Cittadini?
E voi Cittadini: MA COME SI FA A VOTARE CECCUZZI!!! Chiunque, ma non lui o il pasticcere verdiniano. Ci sono candidati seri, che hanno già preso posizioni ben più precise e coerenti di quelle di questo amico dei dissestatori!!!
Firmato
Cesare Mori
Aprile 9th, 2011 — Note redazionali


Questi uffici leggono la seguente dichiarazione di Rosy Bindi:
“Le elezioni di Siena non mi preoccupano nella maniera più assoluta: il PD si riconfermerà. Terzo polo e PdL a Siena non sono avversari temibili e vinceremo senza problemi”. Bindi ha poi accennato alla questione-affitti per gli studenti a Siena: “Dobbiamo recuperare le risorse nascoste – ha detto – e ripristinare le borse di studio improvvisamente “scomparse”, questi sono fondi perduti. E’, poi, necessario fare maggiori controlli sugli affitti e si dovrebbe pensare ad un’edilizia fatta di proposito per gli studenti. Solo così possiamo aiutare i fuori sede”.
Ora ci chiediamo: quando parla di risorse nascoste intende dire le risorse che la cricca(boni) berlingurian-tosiana di cui lei fa parte a pieno titolo, ora di nuovo ai vertici dell’Ateneo in dissesto, si è fatta fuori in pochi anni gettando nel baratro una delle Università più antiche d’Europa? Lo sa la ricercatrice di diritto amministrativo presso l’Ateneo senese in dissesto Rosy Bindi che le borse di studio non sono “scomparse”, ma semplicemente se le sono mangiate insieme a molto altro i suoi colleghi? E a proposito: sono ancora suoi colleghi? Si è dimessa lei o è in aspettativa a questo punto da non si quanti anni? E se così fosse perché non se ne va in pensione (definitivamente, non come Berlinguer che lasciò e poi tornò in servizio) e lascia il posto a qualche giovane che al momento, grazie alla cricca perfettamente continuata ora da Riccaboni e Fabbro, è stato buttato fuori a calci in culo? Vista anche la sua prodigiosa produzione scientifica (pari a zero fratto zero) non è che l’Ateneo perderebbe molto …
E a proposito di (C)Riccaboni e Fabbro cosa aspettano ad andarsene a casa? Stanno tirando il colpo alla tempia all’Università, col benestare di Ceccuzzi, Marzucchi, Birrai vari, Marignani. Basta no? Levatevi di torno!!! Ha ragione Laura Vigni: non stanno facendo niente, neanche costituirsi parte civile. Probabilmente perché muoiono dalla paura di scontentare i loro padroni facendosi fregare prima delle elezioni. Ma abbiamo capito tutto e i cittadini non sono venuti giù con la piena.
A casa! A casa!
Firmato
Cesare Mori
Aprile 8th, 2011 — Note redazionali

Quella che sto per farvi è senza dubbio una metafora un pò forzata. Ma questa digressione può essere di aiuto alla riflessione che vi propongo oggi. Forse qualcuno di voi avrà letto la notizia delle dimissioni dal consiglio di Generalidell’ex nume tutelare della finanza, Cesare Geronzi. Il tutto, peraltro, preceduto da pubblici appellativi (“arzillo vecchietto”) che già segnavano la cifra che il potere di Geronzi stava scricchiolando. Chi mai avrebbe detto, un paio di anni fa, che il banchiere di Marino (come da sempre era stato battezzato per i suoi natali) un giorno sarebbe stato, in buona sostanza, fatto fuori? Forse nessuno. Anzi, il timore reverenziale che incuteva al suo passaggio non avrebbe mai fatto presagire un tale scenario. E invece è successo. Geronzi è stato fatto fuori da Generali e, forse, dal salotto buono della finanza italiana. I tempi cambiano, gli equilibri idem, le stagioni politiche si avvicendano e quelli che per decenni erano sempre sembrati personaggi intoccabili all’improvviso vengono rimossi senza tanti complimenti. Direte voi, ora questo dove vuole andare a parare e cosa c’entra Geronzi con Siena e con le sue imminenti elelzioni? C’entra eccome. Non sempre tutto è destinato a rimanere inalterato nel tempo. Tutto ha un ciclo e la politica non ne è tagliata fuori. Parliamoci chiaramente in questo momento in Italia, soprattutto a livello politico, ci sono degli scombussolamenti che nessuno immagina. Come, altrettanto, nessuno di noi immagina cosa succederà ad un Partito Democratico in agonia una volta passate le elezioni di maggio, date le continue fuoriuscite di iscritti e dirigenti verso il Nuovo Terzo Polo. E anche Siena sta risentendo di questa fiacca, causata da un sempre più ristretto nucleo di potere che sta lì piazzato ininterrotamente da anni, ma il cui smalto e la cui capacità di attrarre consenso e fiducia diminuiscono di anno in anno. Prendiamo, ad esempio, Alberto Monaci. Nessuno mette in discussione che in passato, nel bene o nel male, sia stato uno dei pochi politici senesi, ma oggi a oltre settant’anni di età non può esprimere più niente di nuovo. Ed ecco allora l’involuzione. Prima faceva politica con una prospettiva, oggi la fa con un altra. Prima aveva una visione ad ampio respiro, oggi la stessa si ferma sull’uscio di casa. L’impressione che si ha nel vedere il piazzamento ossessivo di tutti i suoi familiari in organismi politici e in consessi elettivi, è che abbia preso atto che appartiene ad una stagione passata, e che l’unica vera mira sia quella di sistemare al meglio figli e figliastri prima che la vecchiaia sopraggiunga per bene. Circostanza che capiamo da padri di famiglia, ma che nulla ha a che vedere con l’interesse collettivo.
Questo è un ulteriore aspetto che dimostra un modo di ragionare che si è fermato a dieci anni fa. All’epoca, forse, ancora si poteva ragionare sull’impostare la propria vita “lavorativa” solo sulla politica. Ma oggi non è più così. Perché oggi il mercato del lavoro – quello che produce e che paga gli stipendi – non ha bisogno di burocrati di partito, ma ha bisogno di professionalità vere nei cui curricula ci siano esperienze lavorative diverse dall’aver fatto solo l’assessore o il consigliere comunale.
Ecco che ritorna la metafora iniziale su Geronzi e su quei poteri che furono tali un tempo, ma che il passo del tempo, ad un certo punto, non sono più stati in grado di tenerlo.
E l’unica cosa che dovrebbero fare è prenderne atto.
Firmato
La Primula Rossa