Febbraio 25th, 2011 — Note redazionali

La drammatica e sanguinosa crisi che il Medioriente sta respirando da giorni paradossalmente segnerà la certezza che la prospettiva delle elezioni politiche anticipate è, almeno per adesso, del tutto scongiurata.
Questo perché sarebbe impensabile poter gestire una tornata elettorale in un momento in cui la nostra politica interna è così confusa e, alla quale, si è venuta a sommare anche quella ben più delicata che si trova ad un passo dalle nostre coste siciliane.
Capiamo che questo nuovo motivo di stabilità della maggioranza di governo è dettato da circostanze tragiche, ma la politica impone realismo e in queste condizioni al voto dubito ci si possa andare.
In questo panorama politico è molto probabile che aumenti in maniera esponenziale la frammentazione di un Partito Democratico già ridotto al lumicino, perché è fin troppo evidente che l’unico collante che negli ultimi tempi ha tenuto insieme le sue mille anime interne (composte da altrettanti mille distinguo in molti casi inconciliabili ed incompatibili tra di loro) è stato lo spauracchio di elezioni anticipate imminenti e che, per forza di cose, ha imposto di tapparsi il naso e continuare una convivenza ogni giorno più insostenibile.
Ma se la malta che teneva insieme questo partito si sgretola perché al voto non ci si va più e, con molta probabilità, questa maggioranza di governo – depotenziata quanto si vuole, piena di cerotti ma pur sempre al governo – male o bene potrebbe anche portare a scadenza naturale la legislatura (cioè nel 2013), al PD cosa potrebbe accadere?
Niente di buono, ad occhio e croce, anzi, a questo punto potrebbe cominciare ad esplodere in tutta la sua forza una vera e propria balcanizzazione interna con relativa corsa alla ricerca/creazione di nuovi aggregati politici.
Uno scenario che laddove si verificasse, come è molto probabile che sia – dati i continui fuggi fuggi di deputati e senatori verso nuovi approdi, prevalentemente verso l’Api di Rutelli – non farebbe altro che confermare ciò che stiamo dicendo da tempo su un candidato del centro sinistra, Ceccuzzi, senza un partito alle spalle e senza solidi ed importanti contatti a Roma.
Uno scenario che, di fatto, svuoterebbe di qualsiasi significato il ruolo di sindaco nel caso i senesi lo eleggessero. Ed è inutile girarci intorno; oggi più che mai è impensabile che un sindaco non abbia forti legami a Roma, perché in questo caso non sarebbe di aiuto alcuno alla città e, forse neppure a se stesso.
Siccome sembra abbastanza impossibile che improvvisamente il PD rinasca dalle sue ceneri (perché oramai sta rimanendo solo quello) Ceccuzzi su chi si appoggerà? Quale sarà il suo riferimento politico nazionale? Ma come può pensare di voler aspirare a fare il sindaco di Siena senza due fattori determinanti: classe dirigente degna di questa nome sul territorio e forti collegamenti romani? Perché, a tutt’oggi, i senesi non vedono intorno a Ceccuzzi né i primi né i secondi. Possibile che gli alleati queste riflessioni non le abbiano fatte?
Una cosa non si può solo volerla, si deve avere anche i mezzi adeguati per averla.
E questi, intorno a Ceccuzzi, Siena non li vede.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 24th, 2011 — Note redazionali
Forse ci era sfuggito qualche passaggio. Eppure la propaganda disessina aveva disperatamente tentato di fare vedere che nel centro sinistra regnava finalmente la pax (che, precisiamo, non si tratta di uno di quei termini inglesi che tanto stanno piacendo ad una parte del centro sinistra locale con la sua nuova svolta yeah!!!).
E invece, nuovo colpo di scena. Perché, cari lettori, le vicende del tavolino da pic nic del centro sinistra senese sembrano ogni giorno di più copiate dalle sceneggiature delle serie TV; avete presente quelle interminabili fiction televisive, che durano mille puntate, tengono incollato lo spettatore per un tempo infinito e poi, pur essendo arrivati alla millesima puntata, siamo ancora al punto di partenza e non è successo assolutamente nulla?
Ecco, sembra tanto che chi sta portando avanti la sottile strategia del ceccuzziano centro sinistra si sia immedesimato un pò troppo in queste serie tv.
Ci eravamo insospettiti che qualche cosa non andasse già il giorno della conferenza stampa in cui la coalizione (quale? fatta da chi?) del centro sinistra lanciava Ceccuzzi come proprio candidato, dati i volti mesti e depressi che sono stati pubblicati dai quotidiani locali.
Oggi la conferma. La nuova notizia, (e non di poca importanza) che scappa fuori dall’interno della Federazione della Sinistra è che non tutti sembrerebbero essere d’accordo a fare i fedeli scudieri di Ceccuzzi.
Ma che strano, a seguire le dure battaglie condotte dal consigliere Fiorino Iantorno, non l’avremo mai detto. Pensate a come possa averla presa costui che forse, nei suoi sogni notturni, già si vedeva seduto sull’ambitissimo scranno di assessore nel caso i senesi decidessero di votare Ceccuzzi a sindaco di Siena.
E, invece, nuovo scoop. Una parte della sinistra (ad occhio e croce penseremo a quella con la schiena diritta) ancora non ci sta. Chissà perché, anche in questo caso qualche sospetto ci era venuto. Ma forse non solo a noi più maliziosi.
L’unica anima candida che sembra non essersi accorta che qualche scricchiolio interno ce lo aveva, sembra essere proprio lo stesso Fiorino Iantorno.
Vi ricordate quando giusto qualche giorno fa, durante la mesta presentazione di Ceccuzzi – se non ricordiamo male – Iantorno si era auto eletto a novello pontiere verso quella parte della sinistra che non si era voluta allineare? Ma se prima di eleggersi a mediatore verso forze politiche terze si fosse preoccupato di guardare come stavano le cose in casa sua? Perché se non si ha il polso e la capacità di tenere sotto controllo ciò che accade all’interno, figuriamoci qual è il peso politico che ci viene riconosciuto dall’esterno.
Siccome sembrerebbe che a tutt’oggi all’interno del partito di Fiorino Iantorno le palle non siano ferme (e forse per emulare quelle dei dipendenti dell’Università, o dei familiari degli ospiti del Campansi oppure degli utenti della Tiemme ai quali girano parecchio) ci viene da chiederci, se fosse vera la voce che darebbe Iantorno nella rosa di assessori che Ceccuzzi vorrebbe in caso di sua elezione, con chi questa possibilità sarebbe stata concordata. All’interno del suo partito non sembrerebbe proprio.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 23rd, 2011 — Note redazionali


Riportiamo l’articolo a firma di Augusto Mattioli
La situazione interna di Rifondazione comunista può condizionare i tempi dell’accordo definitivo nel centro sinistra per il comune di Siena. Le due anime del partito, quella che fa capo alla direzione provinciale e quella della dirigenza comunale non sembrano avere lo stesso giudizio sul documento programmatico uscito dal tavolo del centro sinistra dopo mesi di incontri. La prima non sembra propensa ad una accettazione del documento a meno che non ci siano cambiamenti su alcuni punti.
Lunedì sera (21 febbraio) c’è stato un incontro delle due anime del partito per discutere della situazione che non sembra di facile soluzione. Bisognerà vedere se i punti sui quali i provinciali del partito non sono d’accordo – l’acqua bene pubblico, urbanistica, il futuro dell’aeroporto di Ampugnano, lotta alle esternalizzazioni e alla precarietà, sostegno ai disoccupati ed ai giovani, meritocrazia e coinvolgimento del consiglio comunale nella scelta dei membri della deputazione del Monte dei Paschi – potranno essere accettati prima dagli alleati della Federazione della Sinistra con i quali ci saranno incontri e poi dai partiti della coalizione, a partire dal Partito Democratico. Se non avverrà i contrari all’accordo potrebbero andare alle elezioni per conto proprio “guardandosi anche intorno” sottolinea un esponente di questo gruppo.
La redazione in merito a questa diatriba non può che schierarsi a favore della direzione provinciale composta da persone trasparenti ed equilibrate e soprattutto non prone alle sirene delle poltrone come invece appare essere il gruppo residuo e autoreferenziale di Fiorino Iantorno e Alberto Benocci.
La redazione
Febbraio 23rd, 2011 — Note redazionali








Ecco i volti dei nomi che circolano e che Ceccuzzi potrebbe aver inserito nella rosa di assessori a lui graditi se i senesi lo votassero per fare il sindaco:
1) Anna Gioia (PD) sanità
2) Alessandro Piccini (PD) urbanistica
3) Alessandro Mugnaioli o Andrea Milani alla cultura (PD)
4) Carolina Persi o Caterina Barbetti, cooperativa Gioco le Nuvole (PD) pari opportunità
5) Fiorino Iantorno (Federazione della Sinistra)
6) SIlvia Lazzeroni (Riformisti)
7) Mauro Marzucchi (Siena Futura) bilancio
8) Alessandro Cannamela (SEL) politiche giovanili
Per il ruolo di portavoce dell’eventuale sindaco circola il nome del giornalista Daniele Magrini.
In alcuni commenti sul cittadinoonline.it si fa anche il nome di Giacomo Zanibelli, ma sempre negli stessi commenti, poiché questo giovane viene definito in gamba e slegato a certi nuovi gruppetti giovanili, si dà quasi per scontato che starà fuori e non riuscirà a mettere piede in comune.

Febbraio 22nd, 2011 — Note redazionali

Il nuovo centro sinistra senese respinge al mittente l’invito. Il mittente è Fiorino Iantorno, il consigliere comunale della Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista per il lettore medio che non riesce a stare dietro alle mille e continue scissioni, fusioni, etc.) in predicato, dopo tutto il suo attivismo per restare vicino al candidato Ceccuzzi, di essere nella rosa di nomi dei papabili assessori che lo stesso Ceccuzzi vorrebbese i senesi lo votassero.
Iantorno (ma con lui anche tutta la coalizione del vecchio centro sinistra) non si è forse reso conto che era ilsoggetto meno adatto a fare una tale proposta che prevedesse il ritorno tra le braccia del vecchio centro sinistra di quella sinistra che da quella parte ha preso le distanze, perché negli ambienti più a sinistra ciò che davvero non è piaciuto è stato questa dichiarazione di fedeltà assoluta (intervallata solo da qualche distinguo solo momentaneo e di maniera) praticamente fin da subito verso Ceccuzzi e la sua parte più fedele di diessini.
Il nuovo Circolo Città Domani – Sinistra per Siena, nel suo comunicato, dichiara di essere “aperto ad altre componenti e disposto ad allearsi con formazioni politiche della sinistra che non accettano il degrado che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni della vita politica cittadina, con il potere concentrato nelle mani di pochi, con decisioni fondamentali sottratte alla partecipazione popolare, con l’affermarsi di figure politiche mediocri, subalterne e senza personalità“.
Perché qui non si tratta di tradire gli ideali, questo nuovo centro sinistra non dice di voler abbandonare certi principi cari al popolo della sinistra.
Tutt’altro. Ciò che chiede è di dire basta, non votandoli, a coloro che usano la parola “sinistra” solo come una facciata, che adoperano ogni tanto qualche parola di quel lessico tanto per ricordare, forse prima a se stessi che agli altri, dove si trovano collocati politicamente. Questo vecchio centro sinistra è riuscito ad avvelenare i pozzi anche delle nuove leve, quelle leve così inscindibilmente legate alle modalità e alla mentalità diessina; cresciute con il facile miraggio che nella vita si possa vivere solo di politica; che imetodi di “assistenzialismo” creati in città (e non ci riferiamo allo stato sociale, ma a tutti quei carrozzoni più o meno grandi verso i quali tutti si chiedono a cosa servono) dovranno di sicuro continuare ad esserci per sempre, perché, se no, loro poi, di che campano? Andare a lavorare come tutti i comuni mortali non è cosa per loro. Quei metodi che invece di instradare i propri giovani “prescelti” verso posti di lavoro veri e propri facendoli, così, vedere com’è davvero il mondo, li mandano avanti di contratto in contratto in federazione fintanto che non arriverà un assessorato o un posto nel cda di una partecipata che li farà prendere qualche soldo in più.
E così, per queste nuove leve, si innesca un circuito perverso in cui già a 25/26 anni (e in certi casi addirittura prima) ragioni su cosa ti possa toccare quando un “ruzzino” sarà finito; dove potranno essere nominati, cooptati e così via perché il loro modo di ragionare va nella direzione che il loro datore di lavoro è la comunità tutta.
Quella che con le tasse che paga, contribuisce forzatamente a far NON lavorare i “prescelti”.
Chiedetevi un pò, ma se molti di questi un domani non venissero più collocati da certa politica da nessuna parte, a quale lavoro tornerebbero? Rimane solo da dire che la rottamazione di certi politici non deve guardare il dato anagrafico; qui l’età non c’entra.
Anche a Siena c’è già una nuova e giovanissima generazione che si è abbeverata alla fonte del “io vivo di politica” e che sarebbe già da rottamare.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali

La Sel di Cannamela lancia gli “work shop” tematici, contribuendo, così, ad accrescere il vocabolario yeah!! del centro sinistra senese.
Dopo i nickname di Ceccuzzi, ora arrivano gli workshop di Cannamela: a chi faranno dire road show?
Chi svolgerà le funzioni di peace keeping tra gli alleati?
Chi starà svolgendo la funzione di kingmaker della campagna elettorale?
E quando qualche alleato prova timidamente ad alzare la voce, del problem solving chi è che se ne occupa?
Basta così. Già le varie vicende senesi sono abbastanza ingarbugliate, anzi, “aggrovigliate” (ma da un Sistema Siena che è stato definito un “groviglio” cos’altro ci si poteva aspettare?) non mettiamo tra i piedi anche troppi inglesismi, che altro non fanno che far capire ancora meno le persone.
Gli workshop li lasciamo al Sellato Cannamela.
Una domanda, però, a pensarci bene a Cannamela gliela facciamo. Leggiamo sulla stampa che Sel dice di aver letto il documento degli Ecologisti Democratici (senza dubbio la notizia meritava) e “Anche gli altri puntuali approfondimenti, che nel contributo destinatoci emergevano sono estremamente interessanti. Il tema dell’acqua pubblica, l’aeroporto […] sono temi che staranno al centro del laboratorio programmatico“.
E’ proprio sicuro, Cannamela e Sel, che il tema dell’aeroporto Ceccuzzi, soprattutto dopo l’articolo de Il Fatto http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/20/i-pm-%E2%80%9Cecco-la-prova-della-truffa-a-siena%E2%80%9D/93034/ , lo voglia mettere al centro del dibattito del suo programma?
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali

E’ un Ceccuzzi tutto in salsa berlusconiana quello che è scappato fuori sulla stampa locale dopo il Forum dell’economia.
Quello stesso Berlusconi tanto criticato con i suoi slogan, viene ricopiato pari pari dal candidato del mesto centro sinistra senese.
Quando i fatti non ci sono a quel punto bisogna andare di fantasia. Ed ecco che Ceccuzzi ci prova lanciando una nuova frase ad effetto. Siena avrà 1000 nuovi posti di lavoro! Certo, rispetto allo slogan originale di Berlusconi i numeri sono un pò differenti (Berlusconi, se vi ricordate, di posti ne garantiva un milione) ma il tentativo mediatico è lo stesso.
Ma la cosa più interessante sarebbe non tanto sapere il numero dei posti (di lavoro, per carità),quanto come e dove Ceccuzzi intende crearli questi posti di lavoro. Perché numeri per numeri allora, già che c’era, invece di 1000 poteva lanciarne 2000.
In tutti questi faticosissimi ed estenuanti lavori del Forum, sono stati per caso fatti degli studi di settore in cui si evidenziano gli ambiti in cui sarebbe possibile questa esplosione di nuova capacità occupazionale a Siena?
Sempre da ciò che si legge, il coordinatore del Forum Michele Lambardi, parla di “analisi della situazione economica senese“, e dice di una realtà “fatta di luci ed ombre“; ma non era sempre stato detto che a Siena andava tutto bene?
Solo ora il partito di governo in città, il PD(S), si accorge che ci sono delle “ombre”?
E in quali specifici ambiti lavorativi sarebbero queste “ombre”?
Perché limitarsi a dire questo significa solo parlare per slogan e di questi tempi, gli slogan, servono a poco.
Almeno per una volta, si pensa sia possibile lasciare il politichese a casa e parlare una lingua che tutti possano comprendere?
Perché il continuo utilizzo del politichese, alla lunga, sembra tanto servire solo per non far capire le cose, per dire e non dire e, soprattutto, per essere usato come paravento quando le idee o non ci sono o sono poco chiare.
Allora, questi nuovi 1000 posti di lavoro, dove potrebbero essere realizzati? Basta giri di parole e dicano a Siena dove sono.
All’Università, per caso? Dove è già grassa se vengono garantiti tutti quelli esistenti?
Oppure nella Banca, dove si legge di piani di prepensionamento. Oppure nella pubblica amministrazione (provincia, comune) in cui forse il numero dei dipendenti è già alla sua capienza massima. Oppure dove? Se lo hanno detto sapranno anche dire, dove, oppure no?
E poi, capiamo che è stato già detto, ma la domanda ancora una volta sorge veramente spontanea.
Ma dove erano questi signori fino ad oggi?
Possibile che questi “studi” sulla situazione occupazionale a Siena li tirino fuori solo adesso, a due mesi e mezzo dal voto?
E possibile che solo adesso, sempre a due mesi e mezzo dal voto, dicano che vanno creati nuovi posto di lavoro a Siena?
Proprio ora, una questione così importante salta in mente?
Ma fino ad oggi, quale partito è stato ad amministrare Siena?
Perché gli interventi che vengono scritti a Ceccuzzi sembrano quelli predisposti per un candidato di opposizione.
Capiamo che gli spin doctor e i ghost writer stanno cercando di ricreare una verginità politica a Ceccuzzi per farlo passare come “il nuovo”.
Ma far credere ai senesi che Ceccuzzi rappresenti una novità nella politica senese, dopo cheper anni e anni è stato il capo e plenipotenziario dei DS a Siena, forse è un pò troppo.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 20th, 2011 — Note redazionali

Dopo Iacoboni (a proposito, non abbiamo letto più suoi interventi sulla stampa, che fine ha fatto?) che attaccava certi blog, ora è la volta di Franco Ceccuzzi che se la prende con i nickname (ci chiediamo quanti degli elettori storici, vecchi piddiessini, abbiano capito a cosa alludesse Ceccuzzi e non perché queste persone non siano in grado, ma solamente perché la vecchia base elettorale diessina – che numericamente rappresenta la maggior parte degli elettori di Ceccuzzi – viene da una generazione che non ha confidenza con questo linguaggio. E, ancora una volta, ciò la dice lunga sulle capacità di taluni consulenti di comunicazione).
Ceccuzzi si rifugia in queste scuse, dicendo che non risponde alle domande poste da questinickname, dimenticando però, che un politico che voglia fregiarsi di tale titolo più che preoccuparsi di chi è che pone le domande dovrebbe preoccuparsi di rispondere alle stesse.
Nel suo intervento in cui autolancia la sua candidatura se la prende con chi specula sull’Università. Forse Ceccuzzi dimentica un fattore non proprio secondario. Se non ci fosse stato qualcuno(forse anche qualche due o tre) che ha saccheggiato le casse e prodotto un buco da centinaia e centinaia di miliardi delle vecchie lire, forse non sarebbe esistita la necessità di “speculare” come dice Ceccuzzi.
L’unico dettaglio però, caro Ceccuzzi, è che qui non si tratta di “speculare”; qui si tratta di trovare tutte le forme possibili per far sapere a tutta la città (e non solo) che l’Ateneo senese è stato letteralmente depredato, dato che il buco ha raggiunto quelle enormi cifre.
E se l’opinione pubblica, in tutto questo tempo, aspettava che questo gigantesco casino accaduto all’interno dell’Università lo tirasse fuori Ceccuzzi aspettava un bel pezzo. Pensa forse, Ceccuzzi, che un tale disastro non interessi affatto ai senesi?
Ora, capiamo che Ceccuzzi – e molti dei suoi più fedeli e stretti collaboratori – Siena non è che la conoscano poi così tanto.
Vada in giro, e non negli ambienti protetti in cui sono presenti solo gli yes men, e senta il senese medio cosa ne pensa di questa situazione.
Usciamo per un attimo dal diretto coinvolgimento dei dipendenti dell’Ateneo e dai tagli agli stipendi dagli stessi subiti (e non accettati, come ha scritto Donato Montibello, responsabile provinciale Università del PD) e andiamo in giro a sentire cosa ne pensa Siena del disastro alle casse dell’Università.
Facciamo un esempio pratico. Molti senesi, o hanno ereditato le case dei nonni oppure alcuni di essi a suo tempo, quando di soldini in giro ce n’erano un pò di più, hanno preso il loro bel mutuo trentennale al Monte e questo stesso mutuo lo pagavano affittando le case a chi veniva a studiare a Siena (e per favore, si eviti il discorso degli affitti in nero e delle case topaia perché quelli che si sono comportati così è giusto che vengano perseguiti nei modi di legge; tanto Ceccuzzi ha capito senza dubbio cosa intendiamo dire).
E non stiamo parlando caro Ceccuzzi, di palazzinari. No. Qui stiamo parlando della famiglia media con due figli, con tutti e due i genitori che (per fortuna) lavorano e con gli stessi figli di 24-25 anni che ancora o studiano o hanno piccoli lavoretti a tempo determinato e, quindi, non per loro colpa ma gravano ancora economicamente sulle spalle dei genitori.
E le spalle economiche, Ceccuzzi, anche a Siena sono sempre più deboli e con l’affitto del piccolo appartamento di 35 mq. in centro, ereditato dal nonno che è venuto a mancare, non ci si fa la bella vita, ci si pagano le bollette o magari si allungano 30 euro in più ai figlioli per andare a mangiarci una pizza. Perché la vita a Siena, caro Ceccuzzi, non è fatta solo di amici e compagni con barche e ville grazie a numerosi e lauti gettoni provenienti dai consigli di amministrazione. La vita a Siena è soprattutto altro.
Oggi quelle stesse persone, quel famoso ceto medio senese a cui Ceccuzzi dimostra di non sapersi rivolgere (forse perché non lo conosce) si chiede cosa potrebbe accadere all’Ateneo di Siena e, soprattutto, si chiede chi siano stati quegli irresponsabili ed egoisti che lo hanno ridotto così. Perché la cattiva immagine che a livello nazionale è uscita fuori per colpa di questa gente rischia di produrre ripercussioni nelle tasche di tutti, dipendenti e non.
Ancora una volta Ceccuzzi e i suoi esperti di comunicazione hanno dimostrato di avere il polso non di Siena, ma solo il loro. Un po’ poco per chi ambirebbe ad amministrarla.
Il tempo degli slogan e del “contrordine compagni” è finito da un pezzo.
p.s. a proposito, ci pare di non aver ancora letto nessuna dichiarazione da parte di Ceccuzzi sui 29 indagati in Provincia, tra cui anche la sua compagna di partito, l’assessore Anna Betti: semplice dimenticanza o siamo di fronte alla solita doppia morale?
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 20th, 2011 — Note redazionali



Da “Il Cittadino Online”
Spiace disturbare il clima di apparente unità della mogia coalizione che si è stretta attorno al carro del vincitore, ma non corrisponde al vero che il centro sinistra appoggi compatto la candidatura di Franco Ceccuzzi.
Per quanto riguarda il nostro circolo, che non è stato ritenuto degno di sedere al tavolo per portare il proprio contributo di idee e di proposte, confermiamo la decisione di presentare una lista autonoma, aperta ad altre componenti e disposto ad allearsi con formazioni politiche della sinistra che non accettano il degrado che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni della vita politica cittadina, con il potere concentrato nelle mani di pochi, con decisioni fondamentali sottratte alla partecipazione popolare, con l’affermarsi di figure politiche mediocri, subalterne e senza personalità.
Sappiamo di dover combattere una battaglia dura e impari, soprattutto per la cortina di silenzio che viene stesa attorno alle nostre posizioni. Ma sappiamo anche che i cittadini senesi vogliono cambiare la politica urbanistica, vogliono una politica del lavoro che stronchi esternalizzazioni e precariato, vogliono servizi sociali e sanitari efficienti ed a costi accessibili, vogliono un’università risanata, vogliono una politica culturale a cui sia assegnato un ruolo centrale.
Nei prossimi giorni la lista Sinistra per Siena presenterà le proprie candidature e varerà il proprio programma elettorale. Vogliamo rappresentare un’alternativa per il centro sinistra: rinnovato, etico, popolare. Cercate notizie di noi. Scoprirete un’infinità di argomenti su cui scoprirete di essere largamente in sintonia con le nostre posizioni.
Per il Circolo Città Domani – Sinistra per Siena
Alessandro Vigni
* Nelle foto: Alessandro Vigni, Antonella Buscalferri, Ezio Rotondo
Febbraio 19th, 2011 — Note redazionali

In molti si ricorderanno quando Franco Ceccuzzi passeggiava per le vie di Siena insieme al parlamentare mastelliano Paolo Del Mese (ricordando che Mastella fece cadere il governo Prodi). A tal proposito siamo curiosi di conoscere da entrambi un giudizio sull’inchiesta che coinvolge l’amministrazione provinciale di Siena con ben 25 indagati tra cui il direttore generale. E già che ci siamo, siamo incuriositi anche dal pensiero del ceccuzziano Bezzini su una faccenda che in modo evidente lo coinvolge anche se non giudiziariamente.