Dissestatori

Questi uffici, spigolando sul il Senso della Misura vengono a scoprire che fra i vari affitti che ancora sono in essere presso l’Ateneo senese e che contribuiscono ad aumentare il debito strutturale (affitti passivi) c’è il seguente

Il Glicine via Roma,57 | Centro Inter. St. Antropologici e della Cultura Antica | € 46.500,00 | 30/11/2014

Il direttore del Centro è Maurizio Bettini, berlingueriano di ferro e già in odore di rettorato alla fine dell’epoca Berlinguer. Alcune osservazioni: 1) il Senato accademico nell’ultima seduta ha tagliato in toto il XXVIII ciclo di dottorato. Basterebbe lasciare quell’affitto e si potrebbero attivare due borse di dottorato. 2) sempre a proposito di dottorati e di altre irregolarità commesse o autorizzate dagli organi di governo a favore di Maurizio Bettini e di Omar Calabrese è bene guardare ancora uno volta a quanto hanno da dire sul Senso della Misura

1) Nel biennio 2004/2005 alcuni docenti sono stati esonerati dall’insegnamento nei corsi ufficiali presso l’università d’appartenenza per creare corsi di dottorato per il Consorzio interuniversitario ISIT (poi divenuto SUM). Tale esonero era espressamente limitato al biennio 2004/2005. Par di capire che i Proff. Omar Calabrese e Maurizio Bettini abbiano usufruito di tale esonero.
2) Con D.M. (ministro Letizia Moratti) del 18/11/2005 fu istituita l’università SUM di Firenze.
3) La legge 311/58 (art. 11) vieta il comando dei professori di ruolo da una ad altra istituzione universitaria.
4) Negli A.A. 2006/2007 e 2007/2008, nonostante il divieto, due docenti dell’ateneo senese sono stati comandati presso l’università SUM di Firenze: Omar Calabrese (a tempo pieno) e Maurizio Bettini (a tempo parziale).
5) In sostanza, Calabrese e Bettini sono stati retribuiti dall’ateneo senese per svolgere attività didattica a Firenze, contravvenendo al disposto sull’obbligo di svolgere prioritariamente i propri impegni didattici e scientifici presso la sede dove risultano in organico. Gli studenti senesi sarebbero stati privati delle lezioni del prof. Calabrese, semiologo di fama internazionale.

Intanto questi uffici ritengono che sia sufficiente riflettere su questo. Poi provederanno ad altre informazioni sul caro Bettini …

Di questi uffici: Cesare Mori

Attendiamo sempre smentite …

… che presumibilmente non arriveranno perché spigolando nel sito del Senato della Repubblica, tanto per fare un esempio, questi uffici – che da sempre individuano in Jolanda Cei Semplici uno dei tasselli fondamentali del dissesto universitario insieme a Ceccuzzi-Mussari-Berlinguer-Tosi–Riccaboni-Iantorno-Vigni-Boldrini-Cardini ed altri – si sono accorti di questa interrogazione che dimostra chiaramente che la Semplici aveva dato un ordine di servizio che, alla fine dei salmi, avrebbe buttato fuori dall’Ospedale dei malati di tumore che necessitavano di un’operazione. Pensate che non sia nelle corde di questa dissestatrice dare suggerimenti come quello dato alla cena con Ines Fabbro  che questi uffici hanno rivelato proprio ieri? Leggete il passo:

SENATO DELLA REPUBBLICA – XIV LEGISLATURA – 842a SEDUTA PUBBLICA – RESOCONTO – SOMMARIO E STENOGRAFICO – MERCOLEDÌ 13 LUGLIO 2005 – (Pomeridiana)
DEMASI, ULIVI, COZZOLINO – Ai Ministri della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che:
notizie di stampa riportano oggi che in data 21 giugno 2005 la Direttrice Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena, Jolanda Semplici, ha riunito tutti i Responsabili delle Chirurgie chiedendo loro di “tagliare”, dal 1° luglio al 4 settembre 2005, la metà dei posti-letto disponibili;
il Prof. Enrico Pinto, Primario di Chirurgia Oncologica nella suddetta Azienda Ospedaliera, opponendo la peculiarità del proprio reparto, avrebbe respinto tale ordine di servizio, non ritenendo di poter rifiutare il ricovero a pazienti colpiti da patologie tanto gravi quali sono i tumori;
in data di ieri, 12 luglio 2005, la Direzione Sanitaria faceva pervenire al Prof. Pinto una missiva in cui si dispone che nel reparto di Chirurgia Oncologica da lui diretto i turni di accettazione chirurgica siano sospesi ed affidati temporaneamente ad altre due Unità dirette da altri Primari, sospendendo de facto il Prof. Pinto dalle sue mansioni cliniche, cosa che gli impedirebbe anche di espletare le sue funzioni di docente,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto premesso e, in caso affermativo, se intendano intervenire qualora fosse provata l’illiceità del provvedimento, che comunque penalizza, primi tra tutti, i pazienti affetti da tumore che necessitano delle cure del reparto del Prof. Pinto.

Guardate in che mani! E pensate, cari universitari maltrattati e brutalizzati, se queste persone si farebbero dei problemi a buttare per la strada un trecento impiegati. Questi uffici invitano tutti i dipendenti universitari a ribellarsi contro questi soprusi, contro queste angherie. Fate valere i propri diritti. La redazione di Fratello Illuminato è con Voi!

Di questi uffici: Cesare Mori

Il novello Superciuk

Questi uffici leggono con orrore le dichiarazioni del sedicente direttore del Corrierino dei Piccoli già commentate degnamente dal Maestro Uriel. Fanno venire in mente il personaggio di Alan Ford Superciuk che si faceva vanto di rubare ai poveri per dare ai ricchi. A parte che il Bisi oltretutto non ci ha capito assolutamente niente (perché non gliene frega niente) di questa faccenda delle PEO e dell’Accessorio, ma sostenere quello che ha sostenuto sul sacrificio dei lavoratori grida vendetta al cielo. Come mai Bisi, nell’interesse dell’istituzione cui sembra tenere tanto, non devolve almeno parte dei quattrini che gli dà il suo amico Mussari? E perché non chiede che ne pensano i suoi amichetti Riccaboni e Fabbro della proposta che hanno fatto i lavoratori davanti al Consiglio di Amministrazione di tagliare parte dei propri emolumenti e delle proprie indennità per farci delle borse di studio per gli studenti? Visto che i succitati amichetti suoi (e non la Gelmini) hanno anche tagliato il XVIII ciclo di dottorato per la somma gioa degli studenti che le tasse le pagano di già e salate anche.

La verità è una sola Bisi: tu sei un esponente di quell’asse Ceccuzzi-Mussari-Berlinguer-Tosi-Marignani-Riccaboni-Iantorno-Vigni-Boldrini-Cardini e molti altri che prima ha partecipato al banchetto alla tavola universitaria e non solo e ora dai una mano a questa gente a cercare di coprire tutte le malefatte perpetrate e a tentare di rimediare qualcosa sulla buccia delle classi più deboli. Considerata anche la tua appartenenza a quella gloriosa Fratellanza che dovrebbe ispirarsi al pensiero del Grande Architetto dell’Universo direi che si possa dichiarare il tuo completo fallimento.

Ad majora

Di questi uffici

Cesare Mori

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Eleonora Scricciolo

Peccato uscire con un simile pezzo!

Segretario, nonché collega Fiorino Iantorno: perché attacchi i tuoi colleghi, tutte le sigle sindacali firmatarie tranne la Cgil (chiamate da te irrispettosamente fritto misto) e sposti il problema sul titolo di un comunicato anziché sui problemi che attanagliano ormai da tempo l’Università di Siena?

Io non so cosa tu o il tuo Partito abbiate ancora da capire su questa crisi, ma so cosa ho capito io: che per difendere davvero i lavoratori bisogna essere liberi da aspettative personali;

che difficilmente potrà cambiare la situazione gente che pensa d’incantare gli altri facendo un fritto misto, non di sigle (il che sarebbe pure una conquista: l’UgL firma con al RbB ), ma di argomenti che con la crisi ed i ‘recuperi’ sugli stipendi dei lavoratori dell’Ateneo di Siena non hanno niente a che vedere.

Peccato! Te lo ripete ancora senza pseudonimi e senza peli sulla lingua una collega, anzi una “libera” collega!

Eleonora Scricciolo

Attendiamo smentite

Ci risulta che ci sia stata una cena tra il D.A. Fabbro e l’ex D.A. Joalanda Cei Semplici (nulla di strano, è una cena e poi sono amiche). Ci risulta altresì che durante questa cena la Semplici avrebbe suggerito alla Fabbro di richiamare la nullità dei contratti di stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo per incompatibilità finanziaria. La cosa, se vera e messa in atto, getterebbe sul lastrico oltre 250 famiglie.

Questi uffici e la redazione di Fratello Illuminato si aspettano una smentita secca e pubblica da parte dell’interessata. E veloce, anche.

Di questi uffici

Cesare Mori

Riceviamo e pubblichiamo (e condividiamo)

A SIENA LA SINISTRA CHE SI DICHIARA COMUNISTA STA CON I BARONI UNIVERSITARI E DERIDE I LAVORATORI DELL’UNIVERSITA’ DI SIENA.

Qualsiasi cittadino di destra o di sinistra,  non si sarebbe mai aspettato da due partiti come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani una posizione politica a favore della nomenclatura universitaria e un atteggiamento sprezzante verso donne e uomini dipendenti dell’ateneo che, pagano sulla propria pelle le colpe di chi ha dissestato lo stesso ateneo. Un ateneo quello di Siena che ha subito un dissesto finanziario di ben oltre 200.000.000 di Euro (una cifra assurda e inimmaginabile) e non per colpa dei governi nazionali ma, per responsabilità tutte imputabili a personaggi legati al centrosinistra senese. E dopo tutto questo dissesto vergognoso che parole usano Rifondazione comunista e Comunisti Italiani nei confronti di quelle lavoratrici e lavoratori che giustamente rivendicano i loro diritti e urlano a gran voce che non vogliono pagare le colpe di altri? Ecco cosa scrivono i famosi comunisti senesi: “Le dichiarazioni di ieri da parte di un fritto misto di sigle sindacali del comparto Università …”.

Non male come espressione, utilizzata da chi si erge a testimone di simboli e nomi ereditati da anni e anni di lotta del movimento operaio. Veramente un bel linguaggio da dirigenti di sinistra!!!

Tutti oramai in questa città conoscono le vicende del dissesto universitario e tutti sappiamo benissimo la legittimità delle rivendicazioni dei dipendenti e molti sono anche testimoni che i dirigenti di Rifondazione Comunista come Fiorino Iantorno sono sempre stati sostenitori della nomenclatura universitaria Tosiana. Infatti Iantorno definisce Tosi “un grande rettore” e inoltre lo stesso è un fedelissimo elettore e sostenitore del rettore Riccaboni e del direttore amministrativo Fabbro. Rifondazione Comunista non ha mai detto una sola parola contro i dissestatori dell’ateneo;non ha mai scritto comunicati o proclami a difesa dei dipendenti. Oggi interviene per polemizzare con i lavoratori  e per lanciare l’ennesimo messaggio al potere di cui vogliono far parte: sebben che siamo comunisti noi siamo con voi e non ci mettiamo contro Riccaboni e la linea giornalistica di Stefano Bisi. Tradotto in soldoni e visto che da mesi anche il Bisi è su posizioni contro i dipendenti dell’ateneo. Poi con la solita propaganda i comunisti (si fa per dire) senesi tentano di spostare la discussione sul governo Berlusconi per evitare di parlare del dissesto dell’ateneo senese,senza alcun risultato perché anche i muri conoscono la verità. E ancor più paradossale è che i due partiti maggior sostenitori di Riccaboni sono Rifondazione Comunista e il partito di Verdini. Anche questa è una storia tutta senese.

Sapete cosa penso io?  In questi anni a forza di parlar sempre male di Berlusconi e a forza di fare solo propaganda e poi magari prendere qualche poltrona,  Rifondazione Comunista non trova più consenso tra i cittadini e tra i lavoratori, ed è sufficiente controllare la percentuale di voti che raccattono.  La stessa cosa che avverrà alle prossime elezioni amministrative di Siena.  Con l’aggravante che Rifondazione Comunista pur di sostenere la linea di Fiorino Iantorno,  tosiano e riccaboniano di ferro, con il comunicato di oggi si posiziona contro centinaia di dipendenti con rispettive famiglie che si vedono danneggiati nel proprio reddito e stipendio. Un capolavoro politico questi comunisti senesi.

Un cittadino-elettore deluso di Rifondazione Comunista

And justice for all

Chi non ha colpe non deve pagare.

Chi ha dissestato non può continuare a dettare le regole.

Il segnale di Giustizia e Verità non può più tardare.

Il silenzio dei Partiti senesi e delle Istituzioni, complici di Riccaboni e Fabbro

PD, PDL, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SEL, PDL, SIENA FUTURA E ITALIA DEI VALORI in vergognoso silenzio mentre il duo Riccaboni-Fabbro attaccano i lavoratori dell’università, ingenerando una non più sopportabile situazione di smarrimento, rabbia e preoccupazione sul versante economico tra tutti i dipendenti.
Questi due pretenderebbero di far pagare a coloro che colpe non hanno la situazione di dissesto che vive l’Ateneo mentre le responsabilità sono da ricercare in quella gestione e in quella nomenclatura di cui Riccaboni faceva e fa parte.
La situazione non è più accettabile e non comprendo questo vergognoso silenzio. Troppo comoda partire per Roma con bandiere e slogan riempiendo le piazze e quando poi la realtà del lavoro vi chiede sostegno voi dirigenti di partito sparite, anzi vi schierate con “i padroni”. Vergogna,non posso dirvi altro: solo vergogna e ancora vergogna.
In questo vuoto di politica ed etica e rispetto delle persone, non rimane altro che sollecitare la magistratura per avere risposte giuste e non più rinviabili nel tempo.
Io e il mio gruppo siamo al fianco dei lavoratori e nel contempo rinnoviamo la richiesta di dimissioni al rettore Riccaboni.
Maestro James

De-Cresco

Nel leggere alcuni documenti pubblici dell’università siamo venuti a conoscenza di una struttura denominata CRESCO il cui responsabile era l’attuale rettore pro tempore Angelo Riccaboni.Essendo esterni alla struttura universitaria, ma attenti alle vicende della stessa,crediamo che sarebbe opportuno approfondire nell’interesse generale la questione del CRESCO.

Parlando di padri, figli, carriere ed ospedali

DA REPUBBLICA
Scrivi un libro con papà e la carriera diventa più facile
Quando il cognome apre le porte delle riviste più prestigiose
di Franca Selvatici

«L´attività scientifica è documentata da 36 lavori in extenso e da numerose comunicazioni a Congressi internazionali, alcune delle quali pubblicate negli Atti. La qualità dei lavori è assai buona e alcuni di essi sono pubblicati su riviste con elevato impact factor». E´ il giudizio pronunciato da uno dei commissari di concorso sull´attività scientifica di Antonio Taddei, figlio del professore ordinario Gian Luigi Taddei, direttore del dipartimento di patologia umana e oncologia della facoltà di medicina di Firenze, policlinico di Careggi. Il 26 giugno 2007 Antonio Taddei, pur non avendo ancora completato la scuola di specializzazione, ha vinto un concorso di ricercatore di chirurgia generale nella facoltà di medicina di Firenze, policlinico di Careggi.

Il suo caso, come molti altri del resto, dimostra il vantaggio competitivo di cui godono i figli dei professori universitari che intendono intraprendere la stessa carriera dei genitori. Una discreta quantità delle pubblicazioni di Antonio Taddei, così apprezzate dai commissari di concorso, ha infatti fra i coautori suo padre Gian Luigi, e riguarda argomenti più attinenti alla anatomia patologica (la materia del padre) che non propriamente alla chirurgia. Come nota timidamente uno dei commissari di concorso, che del candidato Taddei scrive: «Presenta un lungo elenco di pubblicazioni (36) su riviste nazionali ed internazionali con impact factor con elementi di assiduità e di continuità nel tempo, anche se è presente in alcuni casi una originalità di ordine anatomo-patologico».

Una allusione abbastanza chiara, ma niente di più. In nessuna delle numerose relazioni di concorso che abbiamo avuto il modo di esaminare vi è mai il minimo cenno al fatto che molte apprezzate ricerche dei candidati immancabilmente destinati alla vittoria sono firmate anche dai loro illustri genitori.

Le pubblicazioni con babbo (e qualche volta mamma) non sono una esclusiva dei figli dei professori fiorentini. Anche l´università di Siena vanta una consolidata tradizione in materia. A partire dalla vicenda del concorso per ricercatore in malattie dell´apparato visivo vinto il 10 marzo 2003 da Gian Marco Tosi, figlio dell´allora rettore dell´Ateneo senese Piero Tosi, ordinario di anatomia e istologia patologica. All´epoca del concorso Gian Marco Tosi era un giovane medico brillante: «Autore – scrissero i commissari – di 24 fra pubblicazioni e abstracts, la gran parte delle quali su riviste di oftalmologia internazionali con elevato fattore di impatto».

I commissari non lo rilevarono, ma le pubblicazioni di maggiore rilevanza scientifica erano quelle in cui il nome di Gian Marco Tosi appariva, insieme con altri, accanto a quello di suo padre Piero Tosi e del professor Antonio Giordano, professore ordinario di patologia alla Thomas Jefferson University di Philadelphia, chiamato nel successivo 2004 dal rettore Tosi a dirigere un dipartimento di oncologia nell´ateneo senese. Concorso del figlio e chiamata del professor Giordano sono poi costati molto cari al professor Tosi, finito sotto inchiesta, sospeso dalle funzioni, costretto a dimettersi e ora in attesa di difendersi in aula da una serie di accuse, fra cui quella di tentata concussione dello studioso che, a suo rischio e pericolo, osò sfidare Gian Marco nel concorso di oculistica.

Il 2 maggio 2006, a neppure 28 anni, il dottor Francesco Setacci è divenuto ricercatore di chirurgia vascolare presso la facoltà di medicina dell´università di Siena, dove suo padre Carlo è ordinario di chirurgia vascolare. Oltremodo lusinghieri i giudizi dei commissari: «Il candidato mostra un curriculum ben articolato e progressivamente sviluppatosi, sin dalla tesi di laurea, tutto nell´ambito della chirurgia vascolare… L´attività di ricerca è manifestata da una produzione scientifica di assoluto livello qualitativo su argomenti di grande interesse e attualità, mostrando così un definito e coerente orientamento verso i temi oggetto delle innovazioni tecnologiche e quindi terapeutiche. Numerosi sono i lavori scientifici di rilevante interesse soprattutto nell´ambito delle terapie endovascolari dei tronchi sovraortici e dell´aorta. La produzione scientifica appare originale, ben sviluppata anche nell´analisi dei risultati».
Buona parte delle pubblicazioni vivamente apprezzate dai commissari di concorso risultano firmate da Francesco Setacci insieme con il padre Carlo, oltre che con altri autori. La stretta collaborazione li ha indotti a lavorare fianco a fianco nel reparto di chirurgia vascolare del policlinico Le Scotte, dove Francesco Setacci risulta tuttora operativo nonostante le direttive dell´assessore regionale alla salute Enrico Rossi dirette a interrompere la tradizione di padri e figli o mariti e mogli che lavorano nello stesso reparto e si trasmettono gli uni con gli altri i posti in ospedale o all´università.