Gennaio 31st, 2011 — Note redazionali

Sono un elettore delle LCS e leggo con sconcerto quanto riportato dalla stampa locale a proposito dell’iniziativa di sabato scorso alla Sala delle Lupe. Avevo capito dalle dichiarazioni di Ascheri e Stelo che uno voleva ritirarsi dalla vita politica attiva e che l’altro voleva tornare a fare il nonno. E invece che succede? Che li ritrovo tutti e due a fare le primedonne cercando spazi ovunque si possa lasciare qualcosa di scritto e presso associazioni e formazioni politiche che vanno dal qualunquismo più bieco al bunga bunga e al Pisaneschi, uomo marignano quanti altri mai. E allora? Resto veramente stupefatto dalla chiamata all’unità di Ascheri e dalle folli dichiarazioni del medesimo. Ma che significa che non ci sono nell’opposizione divergenze programmatiche? E allora perché se ne
sono andati dalle LCS? L’impressione che se ne ricava è che la loro voglia di primeggiare abbia avuto la meglio sul buon senso e sulla voglia di darsi alla gioia della pensione e dei nipotini. E non sarebbe niente! Ma come??? Stelo, il difensore della legalità a tutti
i costi, si adagia sul partito del Bunga Bunga, di Verdini, di Fusi, di Girlanda e del Pisaneschi? E Ascheri? Lui che tuonava contro il Bisi e la “disinformazia” di regime ora se la fa con i softy boys legati mani e piedi a Mussari?
Che delusione!!! Speriamo di vederli presto davvero impegnati nelle attività come in foto.
Un elettore delle LCS inorridito
Gennaio 31st, 2011 — Note redazionali
Avranno agito di impulso per marcare la propria posizione senza valutare opportunamente le possibili conseguenze a catena o, invece, queste conseguenze sono state ben calcolate?
Questo è uno degli interrogativi che circolano a Siena dopo che in una breve nota l’Unione Comunale del PD senese ha chiesto alla Banca MPS di accertare eventuali incompatibilità su Pisaneschi circa i ruoli dallo stesso ricoperti all’interno del Gruppo Montepaschi.
Innanzitutto una considerazione. Ci pare di ricordare che quando anni fa su tutti i maggiori quotidiani, e non solo, uscì la famosa frase “Allora abbiamo una banca?” pronunciata da alcuni importanti esponenti nazionali dei DS la vicenda non fu proprio delle più felici.
Questo per dire che in alcuni casi, soprattutto per non ingenerare nell’opinione pubblica la convinzione che ci sia una linea eterodiretta dal partito nei confronti della finanza, forse sarebbe il caso di trovare modalità diverse per comunicare la propria attenzione a certe vicende.
Facendo una semplice ed asettica riflessione, sembrerebbe che il PD senese non abbia avuto una bella idea nell’estendere e divulgare quella nota. E ciò per il rischio di aver creato di un delicato precedente locale.
Per la verità un precedente politico c’era già stato con la vicenda delle dimissioni dell’allora sindaco revisore del Monte dei Paschi Leonardo Pizzichi. Dimissioni (che è giusto ricordare vennero consegnate in un momento in cui lo stesso Pizzichi non era ancora coinvolto in nessuna inchiesta, pertanto non era all’epoca destinatario di alcuna informazione di garanzia) che seguirono ad un comunicato del 15.11.2009, sempre del PD senese nel quale si diceva “come sia eticamente inconciliabile che un membro del collegio dei sindaci della Banca Monte dei Paschi possa rimanere alla presidenza di un’azienda la cui proprietà ha commesso atti di violenza squadrista nei confronti dei lavoratori”. Non stiamo qui a entrare nella triste vicenda dei lavoratori di Eutelia, ai quali va sempre tutta la nostra solidarietà.
Ciò su cui vorremmo far riflettere è un’altra cosa.
Ci aiutiamo prendendo a prestito quanto scritto dal giornale economico Finanza e Mercati il quale dice “Il Partito democratico senese vuole che venga fatta pulizia all’interno del cda” chiudendo poi il suo intervento con “…Ma se si guarda all’appartenenza politica, l’accanimento legalitario si spiega subito: il professor Andrea Pisaneschi è consigliere di MPS in quota Pdl (Forza Italia)”. Questa l’interpretazione che ne è stata data.
Il PD(S) senese, quindi, a prescindere dalla forte risonanza che l’inchiesta Grandi Appalti ha conquistato su tutti i media nazionali, non si sofferma a constatare che lo stesso Pisaneschi, quantomeno fino ad oggi, è destinatario solamente di un avviso di garanzia.
La domanda che poniamo, solo per capire e far capire a chi legge è, quale sarebbe, la linea politica del PD senese nei confronti di chi abbia ricevuto un avviso di garanzia?
Quello di chiedere pubblicamente e politicamente la verifica della compatibilità del soggetto destinatario dell’informazione di garanzia rispetto agli incarichi che si trova pro tempore a ricoprire?
Ha idea, il PD senese, che meccanismo ha messo in moto con una richiesta così formulata?
E ha la percezione di cosa sta avvenendo a Siena in questo momento?
Università, Aeroporto, Grandi Appalti, tutte vicende che hanno visto iscrivere nel registro degli indagati, a Siena, decine di persone ricoprenti i più svariati incarichi.
Capisce il PD senese, o gli estensori del documento, che una tale presa di posizione, fatta con quelle forme ed in quei termini,potrebbe espandere le sue ripercussioni ben al di là del semplice Pisaneschi? A questo ha pensato?
Ha pensato che con questa iniziativa scattata sulla base di un avviso di garanzia, teoricamente, dovrebbe chiedere la verifica della compatibilità con gli incarichi ricoperti a decine di persone? Non stiamo qui a puntare l’indice contro nessuno forse perché siamo più garantisti di altri, ma ci limitiamo a rilevare quanto scritto nel documento del PD(S) senese.
Partito che, peraltro, non ci sembra che abbia avuto un ruolo di secondo piano a Siena. Anzi.
Ci è venuto, però, anche un lampo di malizia. Ossia che forse a queste possibili conseguenze qualcuno ci abbia pensato e, tutto sommato, abbia colto la palla al volo magari augurandosi che possa servire a ridimensionare qualcuno.
In questo caso, però, verrebbe da dire, troppo comoda
Pensate al candidato del PD(S) senese: da una parte ha le spalle scoperte dal suo partito a Roma, dall’altra, a livello cittadino, avrebbe la quasi certezza di rimanere schiacciato da qualche personalità più spiccata ed introdotta della sua. Che un po’ di pulizia non gli faccia comodo?
Di sicuro non sarà così, anche perché se lo fosse sarebbe una definitiva affermazione di debolezza.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 28th, 2011 — Note redazionali

Il PD senese con tardivo moralismo e preso per il collo ora chiede una verifica sulla compatibilità con le cariche bancarie del Pisaneschi a valle della vicenda che lo vede coinvolto con gli affari loschi di Verdini e compagnia pessima. Ma qui subentra un problema di individuazione di responsabilità. Il punto non sono le responsabilità penali e civili, che comunque vanno accertate e l’operazione richiede molto tempo. Il punto sono quelle morali e di opportunità. Così come si ritiene che fare il bunga bunga sia perfettamente lecito, ma che non possa essere compatibile con la carica di Presidente del Consiglio, altrettanto si deve dire che il Pisaneschi, a patto che abbia commesso degli illeciti, l’ha fatto privatamente. Resta il fatto che è consigliere di amministrazione del Monte e Presidente di Antonveneta. Si può mantenere cariche di questo genere ad uno che è sospettato di fatturare consulenze false? Quindi che diavolo di controllo di compatibilità deve fare il PD? Nessuno. E’ evidente che Pisaneschi deve al minimo autosospendersi e per far bene dimettersi. E altrettanto sarebbe opportuno che Giuseppe Mussari gli chiedesse di fare questi passi.
Firmato
Azazel e Cesare Mori
Gennaio 28th, 2011 — Note redazionali
Uggiato e infastidito dalle inutili, vacue, sterili ciance quotidiane che tutta la comunità è costretta a subire, trascorsi ormai i pazienti vincoli della temperanza, ed indotto da un obbligo civile che non è soltanto immanente, mi impongo oggi una desolante constatazione della realtà fattuale corrente. Una riflessione in temporalibus dunque che poco mi appartiene e a cui mi costringo per ossequiare, sino al limite delle mia tolleranza, il Sacro Voto.
L’ASSENZA è l’attributo qualificante dell’inaccettabile, indegno e squilibrato coacervo dei deliri o vaneggiamenti politici ed economici (il termine forze è omesso volutamente) che unicamente e sconsolatamente distinguo.
L’ASSENZA delle Istituzioni che hanno tranquillamente ed allegramente (direi) ripudiato la “seccante” ed “imbarazzante” (per loro) questione del dissesto finanziario dell’ateneo, rifiutando testardamente e con poca lungimiranza di soccorrere e sostenere in questo tragico frangente i dipendenti universitari, intenzionalmente trascurando le violazioni dello spirito di uguaglianza cui vincola la Costituzione. Mossa politicamente STUPIDA
Dell’ASSENZA o delle scempiaggini partoriti dai partiti di maggioranza o da UN sindacato universitario non est disputandum per PUDORE. MOSSA politicamente SUICIDA.
Dell’ASSENZA o della fuorviante informazione dei media, di alcuni non di tutti, potremmo non curarci, tanto è il ridicolo che il Corriere di Siena (badate bene è un quotidiano per chi non lo sapesse.. non è Novella 2000 in versione provinciale… tanto per informare visto che si potrebbero facilmente confondere ) si è attratto con le immaginifiche versioni di felini e di timide e virtuose fanciulline ambiziose. Malauguratamente dovremo dedicare al fogliaccio qualche attenzione. Ma non qui e non ora. Illico et Immediate preme solo rammentare al maestro (il minuscolo è intenzionale) che NON SI VIOLA IMPUNEMENTE il Giuramento prestato. CONDOTTA IGNOBILE e GRAVEMENTE DANNOSA.
Il biasimevole ed arbitrario contegno dei vertici dell’ateneo e dei deleteri esiti cui conducono le misure adottate da coloro che intenderebbero occultare ciò che non è più occultabile potrebbe configurare il reato di abuso di potere. Siano esautorati i conniventi, i favoreggiatori, gli incompetenti, i corresponsabili che si ripropongono con veste immacolata.
Maestro Uriel
Gennaio 28th, 2011 — Note redazionali

Una domanda a Fiorino Iantorno: perché ha aspettato solo oggi per dichiarare la sua contrarietà all’aumento delle rette del Campansi?
E’ mai possibile che Iantorno, di Rifondazione Comunista, si ricordi di fare quello di sinistra solo quando c’è un corteo dove potersi mettere in mostra? Perché in consiglio comunale, allora, non ha votato come il coerente Francesco Andreini?
E, soprattutto, perché se improvvisamente si trova così tanto in dissenso con aspetti fondamentali come quello della tutela sociale, non fa una volta tanto quello di sinistra per davvero e si stacca con ha fatto l’Italia dei Valori?
Il popolo di Rifondazione, della Federazione della Sinistra, che è senza dubbio rimasto più fedele ai propri valori di qualche carrieristico dirigente, preferisce poter essere libero di esprimere le proprie idee senza condizionamenti o verrà costretto a seguire la linea voluta da qualcuno?
Gennaio 28th, 2011 — Note redazionali

Le primarie sono state fino ad oggi sbandierate come la massima espressione democratica per la selezione dei candidati. Ma oggi questo velo sembra essersi infranto.
La vicenda della scelta del candidato a sindaco di Napoli ha nuovamente portato alla luce tutta la fragilità del PD, un partito che, evidentemente, non riesce più a gestire neanche gli strumenti che ha lui stesso creato.
Le parole e l’appello lanciato dalle colonne di Repubblica dallo scrittore Roberto Saviano fanno correre i brividi lungo la schiena. Il titolo “Azzerare tutto” riesce perfettamente a sintetizzare lo stato di salute del PD.
Arrivando alla realtà senese, l’Italia dei Valori ha lasciato il tavolo del centro sinistra. Questa è senza dubbio una notizia; simpatie o meno per l’IDV, è un modo di fare politica e, se questo proposito venisse mantenuto, sarebbe una dimostrazione di saper rimanere con la schiena diritta.
Ci eravamo già inoltrati in questa analisi nei giorni passati, ma forse è il caso di continuare di tanto in tanto a ritonarci, sempre nell’ottica di dare il nostro contributo ad un voto non di parte ma, più semplicementeconsapevole.
Il PD nazionale sembra diventato una barca in balia delle onde, incapace di dettare una linea politica; alla continua ricerca di appigli esterni che gli garantiscano la sopravvivenza; costretto a mille equilibrismi dialettici nel vano tentativo di accontentare tutti e tamponare le continue minacce di fuoriuscite di alcuni dirigenti.
Ogni giorno di più viene da chiedersi, ma quanto futuro politico può avere un partito così? L’unica previsione che può essere fatta è di un ancora lungo galleggiamento nelle acque della politica italiana, periodo che avrà quale peculiarità – più che realizzare un programma credibile ed un’azione politica forte che lo caratterizzi e lo contraddistingua una volta per tutte – quello di aprire bene occhi ed orecchie per capire il vento che tira ed essere pronti a saltare in altre realtà.
A Siena nell’orbita del centro sinistra, per adesso, questa condizione di sbandamento e di debolezza irreversibile del PD – che a Siena si trasforma in PD(S) – pare averla capita solo l’Italia dei Valori che, infatti, e molto saggiamente, potrebbe decidere di non farsi trascinare in basso, affrontando a testa alta e da sola la corsa per la poltrona di sindaco.
Atteggiamento che, se fossero davvero coerenti e soprattutto strategicamente reattivi, dovrebbero seguire anche altre forze che gironzolano intorno al famoso tavolo del centro sinistra.
Ci chiediamo come le forze della Federazione di Sinistra (al cui interno si trova Rifondazione Comunista) potrebbero far coesistere programmi che inneggino al cambiamento e contro il c.d. Sistema Siena se appoggiano un candidato d’apparato quale è Franco Ceccuzzi (e ribadiamo, attenzione, il problema un domani potrebbe non essere tanto lui quanto la pletora di yes men che ha intorno).
Un candidato che pur tentando di prendere le distanze anche da recenti disfunzioni di questo “Sistema” (non ultima, la poco edificante vicenda giudiziaria e mediatica che riguarda Andrea Pisaneschi forse in procinto di diventare ex banchiere del Gruppo MPS) è costretto a non esprimersi mai pubblicamente fino in fondo, forse per il consapevole timore che qualcuno alzi il dito e gli domandi che ruolo politico ha ricoperto in tutti questi anni.
P.s. Finanza e Mercati ha scritto che “Il Partito Democratico Siena” (quindi PDS) “chiede al Monte Paschi di fare pulizia all’interno del cda. […] Ma se si guarda all’appartenenza politica, l’accanimento legalitario si spiega subito: il professor Andrea Pisaneschi è consigliere di Mps in quota Pdl (Forza Italia)”. La domanda è:siamo sicuri sia proprio questo il motivo? Andrea Pisaneschi ha vissuto, bancariamente parlando, in tutti questi anni come uno strenuo sostenitore e rappresentante dell’opposizione locale ed è per questo che si approfitta della prima occasione per scaricarlo, o i motivi saranno anche altri?
Lasciamo ai lettori le loro considerazioni.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 27th, 2011 — Note redazionali
Mentre a Firenze sta per uscire il libro “Fuori!” di Matteo Renzi a Siena potrebbe uscire la versione “Dentro!” per come vengono rappresentate sulla stampa nazionale alcune oramai note vicende.
Ovviamente, il nostro stampo garantista non lo augura e si limita a continuare nella lettura dei giornali.
Il libro di Renzi sta già scatenando molta curiosità nella rete, perché tutti si aspettano di trovarvi alcune sue riflessioni che, senza dubbio, daranno ulteriori stimoli al dibattito politico.
Ma questo avverrà a Firenze.
Siena è un’altra storia. Anche Siena, per non essere da meno, farà uscire un libro, ma non sappiamo ipotizzare se conterrà riflessioni politiche di pari portata.
Volete sapere di chi è il libro in uscita (l’autore dovrebbe quasi ringraziare per questa inaspettata pubblicità)?
Stefano Bisi. Stavolta non siamo stati originali perché la notizia con la descrizione dell’opera, giustamente, l’aveva già messa sul suo giornale.
In tutta sincerità quando ho letto che Bisi, come un moderno alchimista, avrebbe trasformato le “fotine” dell’angolo dell’unto (firmato, non ricordo da quale pseudonimo se Vezio Rossetti o Sandro Benetti) in un libro mi sono detto tra me e me, come mai proprio adesso? Sono anni che riempie pagine e pagine di foto (spesso con le solite didascalie) perché ha sentito proprio ora l’impellente esigenza di collazionarle tutte assieme e consegnare tali memorie alla storia?
Dato che siamo in avvicnamento alle elezioni ci siamo chiesti se il suo non fosse un modo per dare un ulteriore contributo alla campagna elettorale in sostegno al candidato che avrebbe deciso di appoggiare: si va bene, ma qual è il suo candidato? Perché ad oggi mica è così chiaro.
Forse tutti risponderanno con sicurezza Franco Ceccuzzi, ma come abbiamo già evidenziato nei giorni passati, tutta questa certezza non ce l’abbiamo più.
In primo luogo forse perché lo stesso Ceccuzzi in questo momento di beghe ha già le sue con un tavolo che se continua così sembra quello a tre zampe, in secondo perché va detto che Bisi, ultimamente, un gran servizio mediatico al PD non glielo sta facendo, non si sa se volontariamente o meno, ma su questo non ci piove.
E allora chi potrebbe essere il candidato di Bisi? Noi un’idea ce la siamo fatta e siamo arrivati a pensare che possa orientare il suo sostegno (che, gli ricordiamo però, poi dovrebbe tradursi in voti sonanti e cantanti, perché va bene fare articoli, ma quelli e basta non sono sufficienti a riempire le urne il giorno del voto) verso il suo amico Marignani, il candidato “Last Minute” del PDL. Molto probabile, data la vicinanza della proprietà del giornale da lui diretto con il partito di Verdini, Rocco Girlanda e Marignani.
Rimane comunque l’interrogativo del perché far uscire un libro di foto proprio ora.
Si sa che i periodi antecedenti le elezioni sono generalmente tra i più prolifici, editorialmente parlando, per i politici o i loro supporters, perché anche questo rappresenta un modo per lanciare messaggi, spiegare programmi, dettare una linea. Tutto più che giusto e lineare.
Ma un libro composto, presumiamo, prevalentemente da foto quali linee politiche potrebbe dettare?
Siamo, comunque, certi che il libro di Bisi non sarà una minestra riscaldata i cui ingredienti saranno solo uno stiracchiato copia/incolla di foto e didascalie già viste e riviste sulle sue pagine. Da un giornalista di lungo corso come lui pensiamo ci si possa aspettare un pò di più, o no?
P.s. chissà se i dirigenti del PD(S) e del PD senese parteciperanno alla presentazione del “Sistema Siena” definito da Bisi con ponderata oculatezza giornalistica “un armonico groviglio di enti pubblici ed associazioni”.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 27th, 2011 — Note redazionali

Nel linguaggio delle agenzie di viaggi l’accezione
“Last Minute” indica quelle occasioni in cui vengono offerti voli o combinazioni di viaggi a condizioni particolarmente favorevoli, di solito perché devono essere coperti i posti rimasti invenduti a pochi minuti dalla data di partenza.
Riportato nella terra di Siena può darsi che anche in questo caso a breve ci sarà un “Last Minute”, solo che non riguarderà né voli, né viaggi.
Ad essere “Last Minute” sta diventando candidato del PDL.
Un partito che oramai ha assunto toni da soap opera con tanto di colpi di scena, tipo quello in cui Marignani annunciava di aver “sospeso il sondaggio”.
Una domanda: ci potrebbe dire Marignani cosa vorrebbe dire?
Cosa ha di sensato lanciare un sondaggio e, senza attenderne gli esiti in modo da tarare la conseguente azione politica, decidere di sospenderlo?
Il motivo quale sarebbe? Forse il mancato inserimento nella fantasiosa rosa di nomi che secondo Marignani (un pò meno, crediamo, per chi è stato “sondaggiato”) avrebbero fatto a cazzotti per fare il candidato del PDL di qualche altro nominativo? Oppure perché in corso di sondaggio qualcuno degli stessi “sondaggiati” gli ha ribadito il proprio “no, grazie”?
Ci viene veramente da chiedersi con quale professionalità il PDL si stia apprestando alle elezioni comunali: chissà come mai, a Siena, perde consenso di continuo. Un vero mistero.
Il fatto che i sondaggi nazionali non registrino grosse oscillazioni circa le intenzioni di voto verso il PDL ha praticamente nulla a che vedere con le elezioni per il candidato a sindaco, soprattutto in una realtà come Siena.
In questi casi più che una scelta ideologica (ammesso poi che di ideologia abbia senso ancora parlare) a contare è la singola persona, il grado di affidabilità che trasmette, la capacità di sapersi rendere disponibile ad un confronto e al dialogo, l’effettiva conoscenza della realtà (e non imparata all’ultimo momento per esigenze di copione) insomma, in un solo concetto, al fatto di essere o meno conosciuti in città, magari perché vi si è sempre abitato e quindi si conoscono bene le peculiarità e le esigenze.
Ci incuriosirebbe sapere quali siano stati i parziali esiti del sondaggio sospeso da Marignani.
Marignani può attendere quanto vuole a comunicare il nome del candidato a sindaco per il PDL, ma dato che tanto alla fine sarà costretto ad immolarsi alla sconfitta in base alla famosa frase “vai avanti tu che a me scappa da ridere” se vuole evitare di fare il candidato “Last Minute” farebbe bene a farsi coraggio e confermare la sua corsa (o meglio, la sua passeggiata).
p.s. una domanda anche a lui, cosa ne pensa del coinvolgimento di Andrea Pisaneschi nelle vicende della Baldassini Tognozzi così come comparse su tutti i maggiori quotidiani? Su questi stessi quotidiani Pisaneschi viene indicato come “in quota a Forza Italia”, ossia un pezzo del partito di cui Marignani fa parte.
Se così fosse, perché non è uscito con due righe di solidarietà all’indagato?
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 26th, 2011 — Note redazionali
Non bastava il problema di non poter seguire la linea politica nazionale in tema di future alleanze con il Terzo Polo.
Non bastava l’aver aperto i maggiori quotidiani nazionali ed aver letto, ancora una volta, il nome di Siena vicino a quello di persone indagate, come accaduto anche ieri con il nome diAndrea Pisaneschi.
No, come si dice, al peggio non c’è mai fine.
Ora il candidato del PD(S) senese deve fare i conti anche con una nuova bega: il fattore “C”.
Di sicuro molti di voi si chiederanno a cosa si riferisca questo fantomatico fattore “C”.
Vi tolgo subito la curiosità. Il fattore “C” altro non è che l’iniziale del cognome del vice presidente della Banca Monte di Paschi, ossia l’Ing. Caltagirone.
E a sventolarne la pericolosità al candidato Ceccuzzi – o meglio, a metterlo come argomento sul piatto di questo ectoplasmatico tavolo del centro sinistra – è addirittura l’Italia dei Valori.
Ora la vicenda si fa davvero ingarbugliata. Ancora una volta, vi chiedo di astrarvi dalle simpatie o antipatie personali e di limitarvi a leggere i fatti per come stanno.
Ma ce lo vedete Ceccuzzi a sostenere la linea dell’IDV e ad innalzare le barricate contro il nome di Caltagirone? Con quali truppe? Con l’esercito degli yes men, forse?
Ipotizziamo che voglia portare avanti la linea dell’IDV e mettiamoci nella loro ottica, quali anticorpi avrebbe costruito in tutti questi anni per contrapporsi ai c.d. poteri forti? Ad occhio e croce penserei nessuno.
Perché il candidato del PD(S) e tutti gli ex Ds insieme a lui, mica penseranno che si possa aspirare a governare una città come Siena senza aver costruito nel corso degli anni una rete di rapporti e di contatti che vadano anche al di là della Val di Chiana?
Una città con la prima Fondazione Bancaria in Europa, con il terzo Gruppo Bancario italiano, con la presidenza dell’Abi e con le macerie ancora fumanti di un’Università sottoposta al più barbaro dei saccheggi (e che che ne dica il responsabile provinciale università del PD, Montibello, la Gelmini con la razzìa economica fatta negli anni passati c’entra ben poco. Un pò di obiettività, su Montibello!) è credibile che possa essere governata essendosi realmente mossi solo all’interno della nostra provincia?
Ma nel centro sinistra, fino ad oggi, dove sono stati?
Anche l’IDV, sembra che un bel giorno si sia alzata e abbia detto “toh, all’interno della compagine societaria del Monte sono arrivati i privati!”; ma va’, grande scoperta davvero.
Chissà se Ceccuzzi questa scoperta l’aveva già fatta oppure dovrà rendere grazie all’IDV per l’improvvisa illuminazione.
Ma, soprattutto, Ceccuzzi, di fronte a questo spauracchio del fattore “C” che l’IDV gli ha messo sul piatto, cosa pensa di fare e come pensa di reagire? Perché non è una domanda di poco conto.
Ad essere maliziosi sembrerebbe quasi che ogni volta (ma anche questo lo avevamo già evidenziato) che il tavolo del centro sinistra prova faticosamente a rimettersi in piedi, scappa fuori un qualche pseudo aspirante alleato, il quale avanza richieste che sa essere perfettamente irricevibili e, sulla base dell’accoglimento o meno di queste, stabilisce se sostenere o meno Ceccuzzi.
E’ un pò come dirgli ogni volta, se mi garantisci che in 30 secondi di cronometro riesci a fare tre volte il giro della terra io ti sostengo come alleato. Reggerebbe pochino, in effetti.
Ma Ceccuzzi, nuovamente, finge di non accorgersene e, così facendo si sta, per l’ennesima volta, facendo mettere ancora di più con le spalle al muro.
Ceccuzzi, ma che stai facendo, sveglia!
p.s. Ceccuzzi comunque può stare tranquillo, il 1° di febbraio gli andrà in soccorso Bisi che con il suo “groviglio” riferito al “Sistema Siena” darà un’altra bella mano di coppale alla sua candidatura.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 25th, 2011 — Note redazionali
Tutto a posto Madama la Marchesa. Questo potrebbe essere il nome della nuova testata del quotidiano diretto da Stefano Bisi.
Anche oggi si è premurato di dare la fondamentale notizia che la presunta “bunga bunghista” Elisa Toti parteciperà a qualche trasmissione televisiva raccontando la sua esperienza di vita, ma ha visto bene di non fare accenno alla, di sicuro ai suoi occhi meno importante, vicenda giudiziaria riguardante Verdini, la Baldassini Tognozzi e, soprattutto, i fratelli Pisaneschi.
Figuriamoci, cosa vuoi che sia una vicenda del genere rispetto al puma o alla villa di “Hardcore” in cui forse anche Elisa Toti chiamava “Papi” il Presidente del Consiglio? Bazzecole, effettivamente. Ma siccome noi siamo gente semplice e non viviamo né per il fashion, né per il glamour, né per il gossip e pensiamo che l’informazione possa, anzi debba, essere altro ci sarebbe piaciuto di più avere qualche notizia sulla vicenda Verdini visto che, gira gira, sembra riguardi molto da vicino anche la realtà senese.
Non credo che Bisi pensi ingenuamente che se una notizia non la dà lui la gente non abbia modo di leggerla da qualche altra parte quindi pensiamo, come in altre circostanze simili, che gli sia semplicemente sfuggita. Eh eh, un pò grave per un giornalista, però.
Facciamo una premessa importante. Non siamo forcaioli a prescindere. Anzi. Riteniamo convintamente che una persona fino a sentenza passata in giudicato e in terzo grado di giudizio viaggi nella presunzione di innocenza.
Solo che ci viene da fare un’affermazione.
Certo che il Monte dei Paschi, allora, è proprio sfigato.
Il 9 luglio scorso arrestarono Leonardo Pizzichi che del Monte era sindaco revisore per l’altra triste vicenda di Eutelia che tanti lavoratori ha visto senza gli stipendi pagati per mesi, mesi e mesi.
Anche in quel caso, errore giudiziario? Chissà, anche qui sarà la Magistratura in quanto organismo competente a stabilirlo, però intanto è successo.
E anche in quel caso Siena si conquistò diverse paginate sulla stampa nazionale (e pensiamo che di quel genere di pubblicità ne avrebbe fatto volentieri a meno) che ricordava la provenienza dell’allora banchiere Pizzichi.
Stavolta ci risiamo e, in uno dei più grossi grovigli degli ultimi tempi, Siena ha riconquistato le prime pagine nazionali cambiando attori: stavolta ci sono i fratelli Pisaneschi e, soprattutto, quell’Andrea che all’interno del Gruppo non avrebbe un ruolo propriamente secondario.
Ci chiediamo se, per il bene del Gruppo MPS e di tutta la comunità senese, non sia il caso che, quantomeno fino a che non si arrivi ad un chiarimento, lo stesso Pisaneschi rassegni le dimissioni sia dal cda della Banca Capogruppo che dalla Presidenza di Antonveneta.
Caro Bisi, la parola “groviglio” associata alla politica e all’amministrazione di una realtà tutto evoca tranne che pensieri positivi e immagini trasparenti.
Bravo, altro bel colpo da Maestro nell’aver definito il “Sistema Siena” un groviglio.
Per esempio, la vicenda Verdini potrebbe essere appellata come groviglio. A meno che Bisi, nell’aver definito il Sistema Siena in questo modo, lo abbia fatto di proposito perché ci nota delle assonanze.
P.s. una domanda ai dirigenti del PD(S) senese che nell’unica tappa del Forum della buona politica hanno parlato di selezione della classe dirigente: ma, quantomeno in alcuni casi, su quali basi è stata selezionata questa c.d classe dirigente fino ad oggi? Loro ne hanno almeno una vaga idea? Pensiamo che i cittadini senesi una risposta la meriterebbero.
Firmato
La Primula Rossa