Febbraio 11th, 2011 — Note redazionali

Nuovo appuntamento con i forum tematici, questa volta tocca alla Cultura, che ci sta sempre bene, fa la sua porca figura e ci fa sembrare molto intellettuali radical-chic.
Però è giunta l’ora di dare una svolta anche a questo argomento, basta con le noiose interminabili discussioni, finiamola con le lunghe conferenze, i discorsi pieni di paroloni difficili che poi ci tocca andare a rispolverare il dizionario Zanichelli ancora incellofanato e messo sullo scaffale alto della libreria a reggere gli annali rilegati del Corriere dei Piccoli!
E poi finiamola con questa storia della scuola, dell’università, dell’istruzione… ma che c’entra tutta questa roba con la cultura? Quella proprio con la C maiuscola?
Chi se ne importa se l’Università va in malora, tanto c’eravamo entrati una volta sola in vita nostra e, si tiene a precisare, in maniera del tutto accidentale, alla disperata ricerca di un tabaccaio aperto, insomma può capitare a tutti di confondere due portoni no?
E allora? Ecco l’idea geniale… dal Forum della Cultura al Forum della Coltura!!!
Sì, cominciamo a parlare di cose serie: dei frutti della terra, dei piaceri dell’orto, dell’arte di far crescere le piante e di dissodare il campo.
Ed ecco allora che rilanciamo, una nuova proposta: Siena Capitale della Coltura Interplanetaria per il 2020 (che 2019 è un numero troppo complicato, meglio fare cifra tonda).
La nostra città potrà diventare il centro di ritrovo e confronto proficuo per gli appartenenti a tutte le nazioni, culture, pianeti, galassie e costellazioni, uniti dall’amore per la terra, che da sempre buoni frutti e… naturalmente con la presenza in qualità di special guest di Sua Maestà Imperiale l’Uomo del Monte.
Oh non fraintendiamo: quello che “ha detto sì”, quello delle banane e degli ananas… da non confondere con altri fieri abitanti di colline e catene montuose, più interessati alle scalate che all’orto.
Insomma non distraiamoci, che siamo gente di coltura noi, torniamo al tema del forum… qual’era? Ah sì la Coltura, ebbene sì perchè così saremo anche in grado di risolvere tutti i problemi di occupazione, nonchè di erosione del suolo, di abbandono della campagne, di maltrattamento degli animali, di sovrappeso e forse anche di herpes… ah no l’herpes mi dicono dalla regia che non c’entra nulla e sarà oggetto di un prossimo forum specifico.
Ma pensate che bello! Invece di infilare giovani sani e forti nel tritacarne dell’istruzione e farli uscire disoccupati, biancucci e mezzi gobbi (sì insomma la sapete anche voi quella brutta storia del Leopardi no?), possiamo dare in mano a tutti una bella zappa e una vanga e via felici cantando a dissodar le zolle, così si crea lavoro, ci si abbronza e mantiene in forma.
Evviva!
Che dite? L’Università? Ma ancora… e basta suvvià… anzi un attimo… c’ha mica una Facoltà di Agraria? No? Bene allora possiamo dire con convinzione che non ce ne frega proprio nulla, che c’azzecca l’Università con la Coltura?
di FitzChevalier Lungavista
Febbraio 10th, 2011 — Note redazionali

Il tavolo traballa sempre di più; neanche le zeppe che vengono messe sotto le gambe pare abbiano lo spessore sufficiente per tenerlo in equilibrio.
Tra un pò non resterà che prendere atto del fallimento e aprire la caccia al capro espiatorio.
Ma a chi potrebbe toccare la colpa?
Per la verità a questa strategia sembra aver già pensato chi ha sapientemente studiato la comunicazione del candidato del PD(S) Ceccuzzi nel momento in cui gli ha fatto dire che “il tavolo ha trasmesso chiusura” e che non è stato in grado di trasferire all’esterno il lavoro fatto. Ora, è vero che il tavolo è fatto di legno, ma chi ci si è seduto intorno è fatto di ciccia, quindi…. chi sono i nomi che non hanno saputo far decollare il tavolo? Sarebbe importante saperlo e vi spiego perché.
Ricapitoliamo. Ceccuzzi fa queste affermazioni da cui si evince che, secondo lui, chi ha condotto i lavori del tavolo ha fatto flop.
Alla luce di ciò, Ceccuzzi mica vorrà proporre una rosa di nomi per la sua fantomatica giunta al cui interno siano presenti persone che hanno partecipato ai fallimentari lavori del tavolo?
Perché ai senesi che andranno a votare, specie dopo dichiarazioni del genere, non basta sapere chi è il candidato a sindaco. In base al vecchio detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” vorrebbero sapere anche chi sono quelli che Ceccuzzi pensa siano in grado di saper governare Siena in questo delicato momento.
I membri del tavolo, per esempio, ci sono o no nelle idee di Ceccuzzi?
Perché non è che si può lanciare un missile come ha fatto lui delegittimando i lavori che questi hanno fatto;farli passare come non in grado di gestire le cose e poi pensare di proporli come assessori, o mi sbaglio?
Solo che non capiamo chi sia il killer del tavolo, se chi lo ha gestito fin’ora, come traspare da quanto detto da Ceccuzzi, o le parole forti da lui espresse al loro indirizzo.
Perché se la colpa fosse da ascriversi ai componenti del tavolo, allora a tutti loro andrebbe impedito di essere proposti come assessori, ma se la colpa, invece, fossero le parole di Ceccuzzi, per par condicio, dovrebbe forse essergli impedito di candidarsi?
Dobbiamo rilevare che, a prescindere dalle simpatie o antipatie, pensavamo che Ceccuzzi, dato che nella vita aveva sempre e solo fatto politica, quantomeno quella la sapesse fare. Invece scopriamo che anche in questo campo pare abbia diverse lacune.
Sta mettendo in piazza tutta la sua debolezza politica e
tutti i metodi classici dei Diessini; e dopo aver cercato di stringere alle corde gli alleati con il blitz sulle primarie, alle corde potrebbe ritovarcisi proprio lui. Perché
se gli alleati avessero veramente voglia, una volta per tutte,
di contare qualcosa e di far vedere ai propri elettori che non solo sono supini (peraltro in questa situazione di debolezza di Ceccuzzi
l’appiattimento è del tutto gratuito ed ingiustificabile) in questo momento ci sarebbero tutti i presupposti per metterlo in difficoltà.
Questi alleati, lo capiscono o no che se lo lasciano da solo con le sue prove di forza e con i suoi fedeli scudieri (gli yes man interni al PD(S), il Sellato Cannamela più qualche sparuto pezzetto dei Riformisti,perché dubito che proprio tutti i Riformisti siano così vogliosi di fare da tappetini) è matematico che Ceccuzzi verrebbe mandato al ballottaggio?
E questo importante risultato sarebbe opera loro? Ragionino da politici e non da maggiordomi, hanno idea che potere politico (con tutte le ovvie conseguenze, intelligenti pauca) avrebbero?
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 9th, 2011 — Note redazionali

Ci sono i professionisti dell’imbrocco, quei vitelloni che passano il loro tempo nel portare avanti con molta tenacia un certo tipo di pubbliche relazioni e quando ti spiegano in cosa consiste questa frenetica attività ti rispondono “io la chiedo a tutte, secondo la legge statistica prima o poi qualcuna me la dà“.
Ovviamente, questi vitelloni si riferiscono senza dubbio all’amicizia (e magari quella virtuale su Facebook).
Questa metafora sui difficili rapporti interpersonali mi è saltata in mente quando, con autentica sorpresa, nel guardare le fotine sull’angolo dell’unto a firma dello pseudonimo Vezio Rossetti, il Bisi ieri ha dato alle stampe uno scoop di non poco conto “Rinuncia. Franco Masoni avrebbe detto no al Pdl che gli aveva proposto la candidatura a sindaco“.
Rivelazioni così meriterebbero quasi lo stesso palcoscenico che ha ricevuto Julian Assange con i suoi cable lanciati su Wikileaks.
Bisi ha fatto tutto da sé. Prima lancia una possibile lista dal nome “SOS Siena” capitanata da Franco Masoni, poi dà la notizia che Masoni ha rinunciato.
Ma torniamo alla metafora iniziale. Il PDL sono mesi che sta andando in giro a chiedere a chiunque se sia disposto a candidarsi a sindaco ma, chissà come mai non ce n’è uno che gli dica di si (davvero inspiegabile con un partito così incisivo a livello locale, mah, mistero), evidentememente c’è sempre l’eccezione che conferma la regola e, in questo caso la legge statistica sta dando qualche problema.
Sulla candidatura del PDL a Bisi lo scoop glielo avevamo già fornito noi un pò di tempo fa.
Il candidato del PDL sarà Claudio Marignani. Come abbiamo già detto, l’altro politico che potrebbe essere in corsa è Lorenzo Rosso, ma sarà così sprovveduto da cimentarsi in una sconfitta certa e sonora? Non crediamo proprio. Ma passiamo a qualcuno esterno alla vita politica. Magari un professionista. Stesso discorso (anzi peggio, perché il politico a volte a tenuto a candidarsi per dovere di servizio anche in contesti terribili, ma il professionista, no), ma chi glielo farebbe fare? Chi sarebbe così ingenuo da credere non dico di poter vincere ma almeno di mettere la faccia in una sconfitta quantomeno decorosa? A logica nessuna persona dotata di un minimo di buon senso.
Certo, Marignani potrebbe anche avere un “asso nelle manica”, o meglio, “una donna di cuori”.
Dopo Nicole Minetti in Lombardia, forse Elisa Toti a Siena? In fin dei conti la soubrette senese sembrerebbe avere ottimi rapporti con Berlusconi, stando a quanto dichiarato dala stessa al giornale del Bisi.
A questo non ci avevamo pensato. Effettivamente il giornale del Bisi le ha dedicato pagine e pagine addiritturaappellandola come l’anti Ruby (in che senso, scusate?), che si sia trattato di una raffinatissima e sottile strategia comunicativa per lanciarla a candidata sindaco del PDL?
Quello sì che sarebbe un vero scoop. Chissà cosa ne penserebbero gli elettori del PDL.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 8th, 2011 — Note redazionali
Senza dubbio SEL di Cannamela si sta dimostrando l’alleato più fedele del candidato del PD(S) Ceccuzzi, anzi, per certi aspetti si potrebbe quasi dire svolga il ruolo di ventriloquo prestandosi a dire cose che Ceccuzzi dice magari di nascosto, ma non sa come fare e con quale coraggio esternarle direttamente.
Ma guardiamo per esempio cosa dice Cannamela della Giunta Cenni “Gli ultimi due o tre anni di questa amministrazione sembrano essere stati caratterizzati da un certo immobilismo e rilassamento. […] Il Comune si è dimostrato poco presente su tanti temi“.
Ottimo Cannamela. Ma, domanda, se la pensa così a tal punto da dichiararlo, in questi due o tre anni di poca presenza dell’Amministrazione Cenni, quando mai è sceso in piazza a gridare il suo disappunto?
E poi, un’altra cosa. Allora a questo punto vanno messi in discussione anche tutti i consiglieri comunali di maggioranza, secondo Cannamela, perché anche in questo caso nessuno di loro è mai uscito a denunciare lo stato di stallo dell’Amministrazione comunale né ha preso negli ultimi due o tre anni le distanze da Cenni, questo sempre seguendo le parole di Cannamela o di chi ha pensato che fosse una buona strategia le dicesse.
Ma non è finita qui. Lo sa Cannamela che una delle forze politiche presenti al “tavolo che trasmette chiusura” come detto da Ceccuzzi è Siena Futura, il cui punto di riferimento è il vice sindaco MauroMarzucchi? Cosa intende fare, Cannamela, allearsi con chi, secondo quanto da lui detto, ha mal governato negli ultimi due o tre anni?
E ora la chicca finale. Forse sfugge a Cannamela – o a chi ha studiato questa raffinata strategia comunicativa – che il candidato Ceccuzzi era il segretario comunale del Pd senese negli anni in cui lo stesso Cannamela rileva questa inefficienza dell’Amministrazione Cenni. Perché, intanto, non chiede lumi a lui? O pensa che il PD(S) senese non abbia potuto avere voce in capitolo nelle vicende politiche cittadine in tutti questi anni?
Cari alleati del centro sinistra costantemente schiaffeggiati da uscite che nulla hanno a che vedere con la realtà, fate uno scatto di orgoglio e soprattutto fate politica, mandate al…. primo turno… i “puristi”, quelli pronti a rinnegare tutto ciò a cui hanno politicamente partecipato da sempre, una bella alleanza tra il Diessino Ceccuzzi e il Sellato Cannamela ci starebbe proprio bene.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 8th, 2011 — Note redazionali

Finalmente qualcosa di serio si muove nell’area della sinistra-centro.
Qualcosa che ha capito che non è sufficiente lamentarsi e dire che il “groviglio del Sistema Siena” (Bisi copyright) andrebbe soppiantato perché oramai ha stufato e ha creato una cappa sotto la quale si fa fatica a respirare, se si vuole che le cose cambino davvero.
E chi più di tutti è in grado di dare la spallata e far vedere che un nuovo sinistra-centro anche a Siena è possibile se non la formazione che ha fatto capolino in questi giorni e che si firma “Città Domani – Sinistra per Siena”?
Siamo onesti, il malumore all’interno del PD senese è sempre più palpabile.
E anche all’interno del vecchio centro sinistra il clima non è dei migliori.
Troppo autoritarismo da parte della componente Diessina; troppe scelte già fatte e poco (per usare un eufemismo) condivise, come l’ultima uscita improvvisa di Ceccuzzi con cui lancia un sasso tra le gambe degli alleati chiedendo le primarie e indicando già la data entro cui farle; data che, almeno stando alle dichiarazioni di Siena Futura, capitanata dal vice sindaco Marzucchi, non pare sia stata affatto concordata con le altre forze della coalizione.
Anche le parole di Cannamela, SEL, lasciano trasparire qualche perrplessità quando riferendosi alla primarie dice “..dietro a queste non ci deve essere una rendicontazione” che noi preferiamo esplicitare inresa dei conti. Perché il vero nodo è proprio questo.
Ceccuzzi vuole esercitare il suo ruolo di Golia con gli alleati e sapendo che i numeri per le primarie sono dalla sua parte si permette di fare la voce grossa, volendo prendere in contropiede gli alleati in modo che escano con le ossa rotte dalla competizione interna e, una volta avvenuto ciò, magari poter loro dire “ora che avete dimostrato che rispetto a noi (DS) i numeri non li avete non rompete più e fate quello che decido io”.
Se per i dirigenti dei partiti alleati la misura, nonostante tutto ciò, ancora non è del tutto colma e ci vogliono chissà quanti altri schiaffi in pieno viso dati davanti a tutti per far uscire fuori quantomeno un minimo di amor proprio, lo stesso forse può non valere per i potenziali elettori di quei partiti. Perché l’elettorato del centro sinistra di non stretta osservanza Diessina degli atti di forza ne ha piene le scatole e non capisce come i dirigenti di certe forze politiche possano ancora accettarli. Tutto dipenderà da quanta miopia certe forze continueranno ad avere.
E questi stessi alleati, a questo punto cosa faranno? Si lasceranno umiliare ancora oppure potrebbero opportunamente valutare la possibilità di tirare fuori la voce e ribellarsi a tali sistemi contribuendo a dare la spallata, riacquistando quella dignità e quel peso politico che in queste condizioni hanno completamente perso agli occhi della città?
Perché Ceccuzzi non apre la partecipazione alle primarie a tutta la città invece che ai soli tesserati? Non erano proprio i Diessini che dall’unico incontro del Forum sulla buona politica (a proposito, ma dopo tutti gli entusiasmi del coordinatore Daniele Magrini, che fine ha fatto questo forum?) dicevano di voler aprire la partecipazione ai cittadini?
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 6th, 2011 — Note redazionali

La storia senza fine delle primarie del centro sinistra sta diventando sempre più avvincente.
Ha quasi il sapore di un romanzo giallo in cui nessuno si fida più dell’altro, tutti si guardano con sospetto, studiano le mosse dell’avversario (rigorosamente interno alla coalizione), cercano di buttarsi fumo negli occhi per confondere le acque e, come in ogni giallo che si rispetti, alla fine ci scappa di sicuro il morto (ovviamente in senso metaforico e, soprattutto, in accezione politica).
Ora alla già ingarbugliata matassa (ma una cosa che è stata definita con molta ponderatezza da Bisi “groviglio del Sistema Siena” non poteva essere altrimenti) e alla incasinata gestione del tavolo e dei rapporti interni al centro sinistra potrebbe entrare in scena un altro fattore a complicare ancora un po’ di più le cose.
Ricordiamo che il candidato del PD(S) Ceccuzzi ha indetto con un colpo improvviso le primarie del centro sinistra raccogliendo non propriamente entusiasmi da parte degli alleati.
Effettivamente i metodi adoperati dai Diessini sono sempre un po’ “padronali” comeopportunamente indicato dall’Italia dei Valori e, soprattutto, poco rispettosi delle sensibilità altrui, dato che le primarie sono un argomento patrimonio di tutta la coalizione e, quindi, sarebbe stato più corretto prima di lanciare slogan ad effetto (quale effetto, poi è tutto da vedere) aver concordato i dettagli anche con le altre forze politiche. Ma, evidentemente dopo una fuga in avanti di tal fatta, i Diessini preferiscono prima decidere e poi pretendere che si prenda atto delle decisioni già prese. Singolare come metodo democratico.
Ora l’interrogativo è: ma queste primarie del centro sinistra, chi le convoca?A regola pensiamo spetti al tavolo del centro sinistra. Ma dalle parole che Ceccuzzi ha affidato al suo documento emergeva chiaro un suo pensiero non proprio positivo sul tavolo stesso.
Se il tavolo ha di fatto perso tempo, il che tradotto vuol dire che ha fallito, forse non sarà, stando al Ceccuzzi pensiero, l’organismo deputato a farlo, e allora chi?
Altro quesito che viene in mente legato alle primarie è l’aspetto riguardante i votanti.
Chi sarà legittimato a votare? Solo gli iscritti ai partiti? E, in questo eventuale caso, chi gestirà gli elenchi degli iscritti?Sarà la federazione dei DS che pretenderà di farsi inviare gli elenchi dagli altri partiti gestendolimanu militari, oppure gli elenchi verranno affidati al tavolo che ha “trasmesso chiusura” e il cui lavoro, le cui continue riunioni ed incontri condotte dai partecipanti al tavolo non hanno reso “merito allo sforzo di elaborazione compiuto dalle forze politiche” come valutato da Ceccuzzi?Perché la gestione del database dei nominativi degli iscritti ad un partito non è cosa di poco conto.
Chissà che non ci sia già pronta la giustificazione (o meglio scusa) nel caso dovesse andare così, magari prendendo a pretesto la vicenda delle primarie di Napoli in cui si sono mobilitati al voto non solo gli iscritti al PD, con file e file di cinesi ripresi mentre aspettavano fuori dai seggi tanto da far dire a Veltroni o ci sono tanti cinesi democratici o c’è qualcosa che non va.
Chissà, forse molto democraticamente a Siena potrebbero ricorrere proprio a questo escamotage.
Ossia far votare solo gli iscritti ai partiti, confermando, ancora una volta il tasso di democrazia sostanziale e la coerenza con il voler far partecipi tutti i cittadini (a prescindere della tessera che hanno in tasca) nelle scelte.
Così in questo modo la partita e la gara per Ceccuzzi sarebbe blindata in quanto, di fatto, a partecipante unico, perché è pacifico e non è certo uno scoop, che gli iscritti del PD sono senza dubbio altamente superiori rispetto a quelli di Sel, di Rifondazione Comunista e, a maggior ragione, di una Siena Futura capitanata dal vice sindaco Marzucchi che peraltro è una formazione politica solamente locale.
Ma gli alleati sono disposti a farsi trattare così andando incontro ad una sonora e certa sconfitta interna, alle cui definizione delle regole del gioco, loro, praticamente non hanno partecipato?
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 5th, 2011 — Note redazionali
Forse il continuo palcoscenico offerto da qualcuno in questi giorni al puma ha scatenato la rincorsa alla ricerca di nuovi felini.
Stavolta, però, tocca al Gattopardo. Per la verità a questo giro il riferimento non è tanto all’animale a quattro zampe, quanto piuttosto al senso del romanzo di Tomasi di Lampedusa.
Qualcuno di voi forse ricorderà la famosa frase caratterizzante l’opera,“tutto cambi, perché nulla cambi”.
E questo potrebbe essere il nuovo slogan del candidato del PD(S) Ceccuzzi.
Nel suo ultimo documento Ceccuzzi saltella di stravaganza in stravaganza. Si parte con un “Basta con tavoli e tavolini” riferendosi al tavolo del centro sinistra, come se alle riunioni e agli incontri del famoso tavolo il suo partito fosse assente.
Ma le dichiarazioni proseguono suscitando un crescendo continuo di stupore nel lettore.
“La città non può aspettare per colpa di chi vuol perdere tempo” immaginiamo riferendosi sempre al modo in cui è stao condotto il tavolo e a tutti i suoi traccheggiamenti. Alla buon ora, ma con chi se la va a rifare se il tavolo ha fatto perdere tempo e ha perso tempo?
Si va ben al di là del bizzarro. Ma l’acme delle dichiarazioni non è stato ancora raggiunto.
Il lettore può continuare a stupirsi con “Il tavolo trasmette chiusura“. Ma per caso si sta ancora parlando del solito tavolo del centro sinistra?
Ma Ceccuzzi dov’era fin’ora? Come gli vengono in mente dichiarazioni del genere?
L’altro punto del documento di Ceccuzzi è la richiesta di indire immediatamente le primarie per uscire da questo assurdo stato di stallo in cui lo stesso Ceccuzzi si trova nella sua veste di candidato, a tutt’oggi, del solo PD(S).
A questo punto, però, si apre una ulteriore riflessione. Chi dovrebbe indire, secondo Ceccuzzi, le primarie?
A regola penseremo spetti al famoso tavolo del centro sinistra. Ma dopo le considerazioni che Ceccuzzi ha fatto verso il suo svolgimento pensa ancora che sia legittimato e in grado a farlo?
E’ difficile pensare che Ceccuzzi possa voler dare mandato al tavolo dopo aver scritto che il tavolo stesso “trasmette chiusura e non rende merito allo sforzo di eleborazione compiuto dalle forze politiche”.
Se ha fatto queste affermazioni se ne può trarre una sola riflessione, che il tavolo ha fallito. E quindi, a questo punto cosa intende fare Ceccuzzi con i suoi membri che in tutti questi mesi hanno portato avanti un tavolo che, a detta sempre di Ceccuzzi, ha saputo trasmettere solo chiusure verso l’esterno?
Se le parole hanno un significato, giudicare così l’operato e lo svolgimento del tavolo dovrebbe essere l’anticamera per la fine di eventuali ambizioni, da parte di alcuni componenti del tavolo stesso, di entrare nella rosa dei nomi dei papabili assessori.
Se no per quale motivo esprimersi in quel modo?
P.s. altro aspetto non trascurabile si riscontra quando Ceccuzzi parla di chiudere una fase e aprirne una nuova sia in termini di idee che di persone. Forse è un ennesimo tentativo di prendere le distanze da i dieci anni dell’amministrazione Cenni?
Ci chiediamo cosa ne possa pensare Marzucchi di questa voglia di Ceccuzzi di tagliare e prendere le distanze da tutto ciò che c’è stato fino ad oggi, dato che lo stesso Marzucchi, del sindaco Cenni, è stato prima assessore e poi vice sindaco.
Se sottoscrive le parole pronunciate da Ceccuzzi vuol dire che sconfessa anche l’operato di se stesso?
Ceccuzzi, mica vorrà far credere che i Ds prima e i Ds poi confluiti nel PD nei dieci anni dell’amministrazione Cenni sono sempre e su tutto stati al di fuori di ogni scelta? A tale punto da potersi presentare come il “nuovo”?
Lo capisce Marzucchi in che vicolo cieco si è fatto spingere? Vale forse la pena riflettere un pò meglio sulle scelte da fare in una fase così delicata e nuova?
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 4th, 2011 — Note redazionali
Parliamoci chiaramente, la possibilità che si vada ad elezioni politiche anticipate è dietro l’angolo.
Ma anche se così non fosse nell’immediato, il motore della macchina è stato acceso e dubito qualcuno sia in grado di spegnerlo.
Voto o non voto il clima è di quelli torridi da piena campagna elettorale.
E permanendo di sicuro questo clima, quando tra tre mesi andremo a votare per le amministrative è facile si verifichi un effetto trascinamento dettato dalle vicende della politica nazionale, in alcuni casi in basso, come potrebbe accadere al PD a causa delle continue fratture interne, in altri in alto come potrebbe capitare all’Italia dei Valori.
Ed è proprio per questo motivo che se l’IDV decidesse all’ultimo tuffo di sostenere il candidato del PD(S) Ceccuzzi peccherebbe di una notevole miopia politica.
L’elettore dell’IDV per certi aspetti, è come l’elettore di Rifondazione, vuole avere un pensiero libero da vincoli e da continui ed estenuanti equilibrismi.
Cosa che sarebbe pressoché impossibile se decidesse di schierarsi all’interno del vecchio centro sinistra senese.
Sarebbe, invece, di sicuro cosa ben diversa se desse vita ad un nuovo centro sinistra; un centro sinistra capace di accogliere e coagulare anche altre forze che vogliano dare un taglio al “Sistema Siena”, un sistema che continua ad essere incarnato nel candidato Ceccuzzi, uomo da sempre di apparato.
Un nuovo centro sinstra capace di riportare in quel bacino elettorale, oramai stanco e sfiduciato, la voglia di credere che il centro sinistra quantomeno a Siena può essere anche altro rispetto al teatrino attuale; unnuovo raggruppamento di centro sinistra che sia libero di portare avanti un programma di forte rinnovamento, quello stesso rinnovamento che a causa del c.d. groviglio del Sistema Siena (come definito da Bisi) è impedito a tutte quelle forze che si trovassero a gravitare intorno a Ceccuzzi.
Peraltro la compagine degli eventuali alleati non aiuta di certo il vecchio centro sinistra ad essere appetibile.
L’oramai famoso tavolo del vecchio centro sinistra balla, anzi, traballa.
Il capofila della formazione politica Siena Futura, nonché vice sindaco, Mauro Marzucchi continua a non avere ben chiara la linea che intende seguire.
Va in cerca di possibili alleanze a destra e a manca ma da politico navigato – quale avrebbe dovuto essere – è davvero strano che invece di mettere in atto una strategia tesa ad aumentare il proprio potere si stia piano piano auto annullando.
E pensare che la sua base elettorale non ha mai visto di buon occhio i Diessini, e non certo da ora.
Pensate, quindi, quanto piacere possono aver provato gli stessi nell’aver letto le dichiarazioni sprezzanti del diessino Mugnaioli (segretario comunale del PD(S), carica ricoperta da Ceccuzzi fino a circa un anno faanche se adesso va in giro a prendere le distanze dall’amministrazione Cenni e da altro come se lui fosse stato chissà dove in tutti questi anni) che, parlando di primarie, si è rivolto agli aspiranti alleati quasi con insofferenza?
Certo, quello di Mugnaioli non è stato di sicuro il modo di dialogare di un politico (anche se quel modo di fare padronale – come azzeccatamente rilevato dall’Idv – è nel dna dei DS), ma lo stesso ha potuto esprimersi in quel modo perchè sa che il prolungato tentennamento del fedele Marzucchi lo ha indebolito elettoralmente a tal punto da fargli rischiare di non avere più capacità non solo di alzare la voce, ma forse neppure di esprimersi.
Bel risultato davvero.
Ma è possibile che Marzucchi sono anni che si lamenta dell’atteggiamento dei DS e poi non trova mai il coraggio di seguire con fermezza un’altra strada?
Capiamo le logiche della realpolitik, ma continuando così tra un pò non farà più comodo a nessuno. Nemmeno a sé stesso.
Non gli è mai passato per la testa che così facendo perde di credibilità?
Marzucchi deve augurarsi solo una cosa, che le tanto annunciate primarie non vengano fatte, perché a quel punto verrebbe sancita la sua uscita di scena dalla politica senese.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 3rd, 2011 — Note redazionali

Nelle nostre digressioni politiche, è da giorni che abbiamo lanciato l’allarme sul progressivo ed inesorabile fine vita del PD. Un allarme che non è né di parte né populista: solo realista.
Dopo la fallimentare gestione delle primarie (strumento messo in piedi dallo stesso PD e di cui ne è rimasto colpevolmente vittima); dopo la creazione di mille correnti interne contraddistinte da altrettanti distinguo, adesso la gente non perde più tempo neanche a sbattere la porta, scappa direttamente.
L’ultimo pezzo che si è staccato è stato il senatore ed economista Nicola Rossi, non certo un nome ed un profilo di secondo piano nell’establishment diessino. Eppure ha preferito togliersi di torno. Non sarà una cosa elegante da dire, ma quando da posizioni del genere si preferisce venir via, oltre all’impossibilità di portare avanti le proprie idee e contribuire a creare qualcosa di concreto, come affermato dallo stesso Rossi, forse vi è anche la consapevolezza che quel partito oramai, nel panorama politico, non conta pressoché più nulla.E come non pensare una tale cosa del PD. Non esiste una linea politica univoca che riesca a rimanere tale per più di due minuti consecutivi; a livello periferico poi, a parte qualche sporadica eccezione, il PD dimostra di continuo di non avere più il polso neanche dei propri iscrittipassando con nonchalance di sconfitta in sconfitta nelle sue stesse primarie.E nonostante tutto ciò, pur di non fare autocritica e pensare che forse va rivista e, in taluni casirimossa, una certa classe dirigente (nazionale o locale, più o meno vecchia anagraficamente poco importa perché oramai più che la rottamazione dei vecchi di età va fatta quella degli inadatti alla politica) si è disposti a mettere in discussione direttamente lo strumento delle primarie.Perché secondo il democratico metodo diessino la competizione è tale quando di partecipanti ce n’è uno solo. Il suo. Bel metodo democratico, non c’è che dire.
Tornando a Siena, già nei giorni passati lanciammo la campagna di sensibilizzazione verso un voto consapevole in modo da condividere con i lettori che anche la singola volontà di ciascuno può incidere sul risultato di un’elezione a sindaco e non merita di tradursi in un voto inutile.
Ogni giorno il Partito Democratico somiglia sempre di più a quei matrimoni in cui non ti sopporti più, ma le ristrettezze economiche impediscono di andare ognuno a casa per conto proprio, e questo non fa altro che esasperare gli animi. Pensate che una tale condizione dia garanzie di governabilità?In una città come Siena, in un momento in cui chi andrà a governare dovrà fare i conti anche con unadrastica riduzione delle risorse provenienti dalla Fondazione MPS è assolutamente necessario che il sindaco abbia una maggioranza consiliare forte e un partito solido alle spalle. E nessuna delle due cose è visibile né ora né in futuro intorno a Ceccuzzi. Il suo partito, il PD, gli si sta sgretolandoe in termini di persone che andranno in consiglio, i suoi candidati si vedranno sottrarre preferenze dagli alleati della coalizione.E’ inutile lanciare proclami e mandare in giro il gruppetto dei fedeli yes man a dire che è tutto sotto controllo; il PD(S) senese è in totale crisi di ossigeno, rincorre le proposte (peraltro commettendo gaffe enormi come nell’ultimo intervento sull’Università in cui è bene ricordare ha detto che i dipendenti hanno “accettato” i tagli agli stipendi) senza avere un programma con contenuti che non siano la fotocopia di parole già dette negli anni.Il PD è oramai in vicolo cieco, le percentuali di voto a livello nazionale, da tutti i sondaggi che si leggono ogni giorno, sono in caduta libera nonostante il Ruby-gate.Ma chi ve lo fa fare di buttare al vento il vostro unico voto?
Febbraio 1st, 2011 — Note redazionali
Non ricordiamo più a quale puntata sia arrivata la soap opera “Il tavolo del centro sinistra“, ma una cosa è certa, o viene tirato fuori qualche colpo di scena o la trama, più passano i giorni e più diventa debolina.Un protagonista, Ceccuzzi, che non si vede in giro se non rigorosamente in ambiente protetto, ossia in mezzo ai suoi iscritti (sempre meno per la verità, dato che i rumors danno una campagna tesseramenti che non sta avendo quell’esploit di cui avrebbe bisogno) e soprattutto al ristretto gruppetto dei suoi fedelissimi (che nulla hanno a che vedere con il nucleo storico della tifoseria della Robur, perché forse loro, Ceccuzzi, non sanno chi sia). Ma oltre al capitolo del protagonista assente, esiste anche il problema dei comprimari, quelle figure che la trama stessa impone come minori e che, poi, fanno di tutto per esserlo ancora di più. Parliamo ad esempio del raggruppamento politico locale Siena Futura, capitanato dal vice sindaco Mauro Marzucchi, che sta avendo come unico tratto comune con il candidato del PD(S) Ceccuzzi una scarsa rete di rapporti politici ad alto ed importante livello.Sfugge quale sia la sottile strategia che sta portando avanti Marzucchi. Questa immediata ed improvvisa disponibilità verso il PD(S) non sappiamo quanto sia condivisa dall’elettorato vicino allo stesso. Quale nostra opinione, sconsigliamo di testare la propria forza politica cimentandosi nelle primarie (per inciso, può darsi che non verranno fatte, ma non come scrive Bisi perché alla fine si accorderanno, ma più semplicemente perché c’è una notevole disorganizzazione sia circa i tempi che circa le forze da mettere all’opera per farle) perché un pò la naturale consistenza numerica, un pò i franchi tiratori sempre in agguato, rischierebbero solo di acclamare una debolezza politica per Marzucchi all’interno dell’alleanza ancora prima di andare al voto, con tutto ciò che questo potrebbe voler significare. Ma passiamo ad altro ed analizziamo insieme sia l’attendibilità di certe notizie che la capacità organizzativa del PDL.Da quanto abbiamo letto e commentato nei giorni scorsi, nel sondaggio commissionato e “sospeso” (cosa, poi, vorrà dire non si sa) dallo stesso PDL attraverso il quale veniva “sondaggiato” il gradimento di alcuni nomi per fare il candidato a sindaco, ci pare di ricordare che il cognome Stelo non fosse presente. Oggi, Bisi, scrive che potrebbe essere lui un possibile candidato del PDL.Dunque, o Bisi ha informazioni non propriamente attinenti alla realtà, il che per un giornalista non sarebbe il massimo, oppure il PDL è andato totalmente in cortocircuito. Provate a seguire il ragionamento anche se un pò contorto.Ma scusate, prima indicono un sondaggio su alcuni nominativi; poi lo sospendono e, benché sospeso, saremo portati a pensare che tra i risultati, ancorché incompiuti, la preferenza sul nome di Stelo non sia potuta uscire fuori (dato che, da quanto letto, non era tra le papabili scelte) e ora, pur non avendo ritenuto opportuno farlo testare attraverso il sondaggio, stando a quanto scritto da Bisi, lo tirerebbero fuori come candidato? Cioè, sempre seguendo l’ipotesi di Bisi, il PDL sceglierebbe l’unica persona non inserita nella lista dei nomi da fa sondaggiare? Guardate che è una vera e propria stravaganza.In questo modo, la politica più che essere fatta attraverso alte strategie e mediazioni, sembra fatta lanciando i dadi. Pensate che possa essere un metodo che dà rassicurazioni e garanzie di saper governare? A voi la riflessione.P.s tralasciamo lo “scoop” del Bisi il quale annuncia che si voterà a maggio. Sono tre mesi che circola quel periodo per andare alle urne per le elezioni amministrative.
Firmato
La Primula Rossa