Entries from Settembre 2012 ↓
Settembre 8th, 2012 — Note redazionali
Giuseppe Guzzetti classe 1934 è un anziano democristiano che dal 2000 è inamovibile dalla presidenza dell’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio; uno dei potenti del risiko bancario italiano. In coppia con il suo amico Giovanni Bazoli, classe 1932, presidente del Consiglio di sorveglianza della banca Intesa Sanpaolo determinano molti equilibri nel sistema delle banche e della finanza italiana. Entrambi cattolici praticanti e molto attenti alle opere di Dio. Entrambi hanno avuto e continuano ad avere un ruolo non secondario nelle vicende della fondazione e della banca MPS; un ruolo rispettoso delle opere di Dio. Guzzetti è il mentore e il suggeritore del ragioniere Gabriello Mancini; Mancini non risponde ad Alberto Monaci, ma a Giuseppe Guzzetti. Fu il mentore Guzzetti che si precipitò ad elogiare e sostenere Mussari negli anni alla fondazione e alla banca MPS e sempre Guzzetti è stato decisivo per convincere Bazoli a dare il via libera alla riconferma di Mussari alla presidenza dell’ABI. E non dimentichiamoci gli elogi per l’acquisto di banca Antonveneta. Una banca che probabilmente rientrava tra le opere di Dio.
A tutt’oggi Guzzetti è decisivo per il ruolo del ragioniere Mancini. Un ex banchiere di Torino è convinto che Guzzetti ha convinto Mancini ha schierarsi senza sfumature con il piano industriale di Profumo (facendo calare il velo sul voto di astensione espresso dallo stesso Mancini il giorno della lista per le nomine in banca) e sempre grazie al nuovo rapporto di collaborazione con Profumo, lo stesso ragioniere Mancini, grazie ai buoni uffici dello stesso Profumo, ha ritrovato una nuova sintonia con Ceccuzzi e il suo gruppo. E di pochi giorni indietro lo sfogo di Mancini contro Alberto Monaci e il resto dei dissidenti. E anche lo stesso Ceccuzzi che un giorno sì e un giorno pure tenta di smarcarsi (furbescamente) dalle gestioni precedenti della banca, continua con le cene amichevoli (niente di male) con il suo amico Mussari al Garden. Ceccuzzi, Mussari e Mancini di nuovo tutti insieme appassionatamente con la benedizione del cattolico praticante Giuseppe Guzzetti, classe 1934. Il quadro è chiaro; Mancini ha dato il via libera a Profumo su tutto, il PD ha smesso di chiedere le dimissioni di Mancini, la banca e il PD non tirano in ballo Mussari con le sue responsabilità e Ceccuzzi continua a vendere fumo negli occhi ai senesi gridando al complotto. Sì, nel mondo delle favole. Ceccuzzi, Mussari e Mancini di nuovo insieme appassionatamente.
La domanda che si poneva l’ex banchiere di Torino la riportiamo fedelmente: “E’ mai possibile che i soliti Guzzetti e Bazoli debbano continuare a condizionare il mondo bancario italiano e che la politica locale, come accade a Siena, è condizionata da questi registi che di certo non fanno gli interessi dei senesi (vedi Antonveneta e la nomina di Profumo su tutto)?
Albus Silente
Settembre 8th, 2012 — Note redazionali
Non facciamo altri commenti sui barbari distruttori di università. Vi proponiamo la lettura del programma di un convegno quando imperava il faraone dissestatore Piero Tosi e il capo della mangiatoia Boldrini.
Correva l’anno 2005 (l’apoteosi del dissesto)
“Mercoledì 7 settembre alle ore 10.15 sarà presentato alla stampa il volume “Un’idea di Università. Comunicazione universitaria e logica dei media.
Il volume, che fa il punto sull’evoluzione delle strutture e delle logiche della comunicazione universitaria con il contributo dei principali esperti e giornalisti del settore, è introdotto da Piero Tosi, Presidente della CRUI. Esso si avvale degli studi realizzati dall’AICUN (Associazione dei Comunicatori Universitari), dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza”, dal Centro Comunicazione e Marketing dell’Università di Siena e dall’Istituto di Comunicazione e Marketing dello IULM di Milano.
La Presentazione alla stampa si terrà presso la sede CRUI – Piazza Rondinini, 48, e si svilupperà come segue:
10 .15 Saluto: Piero Tosi, Presidente della CRUI
10. 30 Introduzione dei curatori: Maurizio Boldrini, Mario Morcellini
10. 45 Presentazione delle ricerche
11. 45 Dibattito
12. 00 Conclusioni: Alessandro Bianchi, Segretario Generale CRUI
Settembre 8th, 2012 — Note redazionali

Perchè sospendere il tempo del fare inseguendo un miraggio? L’interrogativo è serio e Siena necessita di un impegno concreto per la valorizzazione e la messa in campo di progetti concreti per la Cultura. La crisi economica senese, nella sua dimensione drammatica, evidenzia la perdita di tempo con relative dispersioni di risorse economiche e l’inattività istituzionale in ambito culturale. Hanno voluto inseguire idee megalomani, impegnare risorse importani di natura e economica, consegnando gli ambiti della cultura senese agli amici degli amici e a personaggi impegnati esclusivamente a valorizzare il proprio ego e il proprio tornaconto economico. Meritava e merita questo Siena? Assolutamente no e chi ci osserva dall’esterno oltre ad evidenziare i problemi deve far emergere che a Siena ci sono anche gli “altri”. Donne e uomini professionalmente preparati che hanno un solo difetto: non si sono piegati al mercimonio politico degli apparati del partito. Qui hanno preferito “ammazzare” la città pur di garantire un posto al sole (che non è andato oltre Badesse) alla solita “minestra riscaldata” e al solito gruppo che guarda caso appartiene alla cricca e alla nomenclatura che ha distrutto l’ateneo senese dal punto di vista economico culturale. Perchè la crisi economica, morale e cultura che ha messo in ginocchio l’università, ha infettato tutta la città. Per far ripartire la città è urgente fare quello che non si è voluto fare nei mesi scorsi: fermare gli incapaci che guidano l’ateneo e rilanciarlo; con il rilancio dell’ateneo riparte anche la città. Si continua a far finta di niente. E si continua con l’errore idelogico dell’occupazione “militare” dei centri del sapere e della cultura. Dove si pensa di andare con personaggi come Gabriella Piccinni, Maurizio Boldrini, Alessandro Orlandini, Lucia Cresti, Anna Carli et alii? Perchè continuare ad affidare a questi la cultura istituzionale della città? Si sono rivelati incapaci di proporre novità concrete e sono sempre legati al vecchio schema che ha morificato il sapere e la cutura dell’università senese. Dobbiamo continuare in eterno con le filippiche stantie del Barzanti? Tutto questo ha contribuito e non poco alla crisi della città. E la realtà è qui, con le sue drammatiche manifestazioni.
Prendiamo la vicenda della nomina di quel Pierluigi Sacco come direttore per il “miraggio” della capitale europea 2019. Sacco docente dello IULM, guarda caso l’università dove si è laureata la titolare dell’agenzia Robespierre e coincidenza strana, il genio Boldrini quando era gestore della mangiatoia (ex area comunicazione) aveva avviato diverse collaborazioni con alcuni docenti dello IULM. Che cosa ha prodotto Sacco in questi mesi per Siena? Niente!
Ma c’è di piu’. Se andate a farvi un giro a Venezia scoprirete che Pierluigi Sacco ha partecipato al gruppo di studio per “NORDEST 2019” e al meeting “Il Nordest Capitale Europea della Cultura ” Pierluigi Sacco ha illustrato “I perché di una candidatura del Nordest Pierluigi Sacco, IUAV Venezia”. Ci sarebbe un bel conflittino “culturale”.
Queste cose quando l’attuale cittadino semplice Ceccuzzi era sindaco e ha nominato Sacco le sapeva? Se le sapeva o non le sapeva il dato non si modifica: è stata una scelta fuori luogo. A tal proposito sarebbe il caso di sollevare Sacco dall’incarico e invece di inseguire un “miraggio”, impegniamoci per far ripartire la cultura senza attendere il 2019. Si puo’ essere “capitale” di cultura senza inseguire titoli. Sempre che non si voglia prendere per buona l’affermazione dell’ex vice sindaco Anna Carli che teorizza “ si vincerà il titolo di capitale della cultura perchè non abbiamo niente in questo momento”. Piu’ che altro cara Carli avete messo in ginocchio la città e comunque complimenti per la teoria assura e alquanto irrispettosa della città e della sua storia.
Le Istituzioni culturali e la cultura non possono continuare ad essere considerate come il “sottoscala” del partito.
Leggetevi questo (estratto del convegno NORDEST Capitale europea 2019):
“La candidatura del Nordest a capitale europea della cultura sembra passare innanzitutto attraverso una questione di metodo. Progettare in grande, buttare il cuore oltre l’ostacolo per appropriarsi di una visione che abbracci il Vecchio Continente, o individuare obiettivi più facilmente accessibili e per questo sicuramente raggiungibili cercando il consenso più esteso possibile. Sono essenzialmente due le anime del gruppo che si è riunito nel pomeriggio attorno al professor Pierluigi Sacco”.
Settembre 7th, 2012 — Note redazionali
La notizia appare assurda, ma è vera. Durante un convegno tenutosi in Canada un gruppo di studiose e libere pensatrici hanno dibattuto sul futuro delle università e sul ruolo dei docenti nella formazione di mentalità aperte ai piaceri della vita. Ospite d’eccezione Morgane Merteuil, segretario generale di Strass, il sindacato francese “del lavoro del sesso” che conta 500 aderenti. Al convegno la Merteuil ha illustrato il manifesto, battezzato dal sito Dagospia, del “puttanesimo liberato.” E lancia un messaggio deciso «Siamo pro sex ,pro porno e pro puttane. Siamo per la libertà di portare il velo ma anche no, per la presa di coscienza che solo quando saremo libere nelle nostre scelte, il femminismo di lotta potrà essere considerato degno, indipendentemente dal tipo di decisioni prese». Che dire, un messaggio forte sul piano culturale; sul quale non esprimiamo giudizi. A seguito dell’intervento della Merteuil, una delle studiose del convegno, la professoressa Antirnaul, ha lanciato una proposta di rottura con il vecchio schema universitario:” propongo la costituzione dell’università del piacere!”
La professoressa Antirnaul, illustrando la proposta, si è soffermata su due punti: la necessità di un’area comunicazione e marketing (siete sicure??) e la figura di un rettore dal profilo internazionale.
Potevamo esimerci dal suggerire alle libere pensatrici le nostre idee? No! Per l’area comunicazione potrebbero ispirarsi alla famosa mangiatoia gestita dal genio Boldrini (quanti soldi sputtanati!!) e per il nome del rettore, chi meglio del Criccaboni che si vanta di avere un profilo internazionale? Al convegno era presente la vostra Ester Cicala (che gentilmente si è fatta nostra portavoce) che non appena ha illustrato le nostre idee è stata sommersa di fischi e insulti. “Noi non vogliamo spendere soldi per libri in onore di sultani, per scopini o linee di abbigliamento”; “noi non lo vogliamo il Cricca (è famoso anche in Canada! Avrà detto loro qualcosa il supremo comandante del CdA del Monte dei Paschi Tania Groppi?) perchè è abusivo e noi siamo per la legalità”. A quel punto Ester ha mollato la presa e nel salutare le libere pensatrici si è lasciata andare con una frase liberatoria (applauditissima): “fanculo al design degli scopini da cesso!”
Il convegno si concluso con l’approvazione dello statuto della costituenda “Libera Università del piacere”; l’assemblea ha eletto con voto palese (per evitare truffe elettorali) la Rettora e nominato con selezione trasparente (le candidate alla selezione erano nude, per garantire trasparenza) la direttrice amministrativa (nella foto La Rettora e la Direttrice amministrativa).
Tra il “puttanesimo liberato universitario” e lo “sputtanamento di soldi universitari esagerato”, effettivamente è meglio aderire al puttanesimo liberato.
F.to
Studiose e ricercatrici del Centro Antropologico del Piacere Antico
Settembre 7th, 2012 — Note redazionali
Il titolo del nostro articolo è lo stesso dell’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, segnalando a chi ci legge che oltre ai casi evidenziati dai giornalisti del Fatto noi aggiungiamo il caso unico su tutta la penisola: il caso Agenzia Robespierre.
In più riprese sul nostro blog abbiamo segnalato questa situazione vergognosa e offensiva per il contribuente. Perchè con i soldi pubblici paghiamo un’agenzia che si occupa a tempo pieno della campagna politica di un partito (il PD senese), anzi di un solo gruppo: quello del Ceccuzzi. Perchè? E’ arrivato il momento,vista anche la situazione di crisi senese, di femare questo giochino che si trascina da troppo tempo.
Con “Determinazione dirigenziale-Raccolta n. 340 del 19/03/2012″ il dirigente dell’amministrazione provinciale di Siena Luca Rossi nel corpo delle determinazione scrive:
“Premesso
– che con Determinazione dirigenziale di questo Settore n.1393 dell’08/09/2010 è stata aggiudicata definitivamente, alla Robespierre SAS di Siena, la gara per il servizio di informazione,
comunicazione e di promozione delle azioni promosse dalla Provincia di Siena l’aggiornamento del sito internet e della rete intranet della Provincia di Siena, nonché il Coordinamento di tutte le
attività di comunicazione e informazione e pubblicizzazione, per il biennio 2011/2012;..”
Prime considerazioni e domande:
Se ricordiamo bene la gara affidata alla Robespierre Sas dalla Provincia si aggira intorno ai 260mila euro e come tutti sanno la medesima Robespierre si occupa dei comunicati stampa del PD (partito anche dello stesso Bezzini) e come tutti sanno la Robespierre oltre alla gara in Provincia,oltre al ruolo di comunicazione politica per il PD, ha incarichi con soldi pubblici in diversi comuni della provincia di Siena.
Ricordiamo che la titolare della Robespierre, Lisa Cresti, ricopre il ruolo di portavoce di Simone Bezzini.
Ricordiamo anche le parole pronunciate dall’allora (9-10 settembre 2006) segretario di partito Franco Ceccuzzi:
“Le nostre idee, le nostre emozioni, le nostre battaglie politiche che la creatività, la passione e la professionalità dei nostri comunicatori hanno tradotto con le arti visive e del messaggio scritto. Nel 1999 non avevamo ancora il sito web, né un’agenzia che curasse la nostra comunicazione in via continuativa, né un ufficio stampa. Dal nostro ufficio stampa che è si avviato nel 2002, è nata due anni dopo l’Agenzia Robespierre che oggi occupa sei giovani e che si è fatta strada in un settore difficile”
Facendo seguito a quanto detto sotto dell’agenzia Robespierre, di cui è titolare Lisa Cresti l’attuale portavoce del presidente della provincia Bezzini, siamo ad osservare come quasi tutti i comuni della provincia medesima abbiano affidato alla Robespierre l’ufficio stampa. Ora vi sembra possibile che quando si parla dei conflitti di interesse di certi personaggi siamo tutti d’accordo e quando succedono queste vicende, in cui un fiume di denaro pubblico viene riversato nella casse private di un’agenzia di stampa che è evidentemente legata al PD, tanto da prendere tutte queste assegnazioni, nessuno dice niente. Anzi! Bezzini se ne esce con quei discorsi a viaggio d’acqua sui baracconi politicizzati. Perché questo non è un baraccone politicizzato in cui i soldi dei contribuenti vengono sputtanati a favore di aziende private care al partito? In evidente conflitto di interesse, visto che la provincia e i comuni sono enti autonomi e fare da portavoce al Bezzini e poi da ufficio stampa ai comuni della medesima provincia di cui Bezzini è presidente denota un’irregolarità, se non addirittura un’illegittimità?
Come mai il contribuente deve spendere soldi per pagare un’agenzia che 24 ore su 24 si occupa della campagna elettorale e della gestione e invio agli organi d’informazione dei comunicati (contro altre forze politiche) di un partito o di una componente di un partito? Farebbero bene tutte le forze politiche e i consiglieri provinciali a sollevare nelle sedi opportune questa situazione e denunciarla pubblicamente ai cittadini; soprattutto a quei cittadini che pagano i risultati nefasti della gestione del PD ceccuzziano.
Settembre 7th, 2012 — Note redazionali

Sul Washington Post, in un articolo assai pesante sul Monte dei Paschi appare anche un paragrafetto che riporta le dichiarazioni dell’abusivo Criccaboni:
“It was really an orthodox and cautious bank,” said Angelo [C]Riccaboni, rector of the University of Siena, which last year lost funding that would have come from bank profits. In Siena, he said, “people are either employees of the bank, or former employees of the bank, or would like to be employees of the bank. The city and the bank are so intertwined.”
Al di là della stupefacente affermazione che la Banca sia stata “ortodossa e cauta”, stupefacente perché l’attuale presidente rinviato a giudizio Alexandre Perfume ha detto l’esatto contrario non più tardi del 27 agosto, invitiamo tutti a scoprire la differenza tra quanto dichiarato da uno che dovrebbe – se non fosse abusivo – rappresentare un’istituzione che ha otto secoli tondi carichi di storia e gloria, carica sicuramente pesantissima, e un cittadino qualsiasi qualsiasi intervistato a Piazza Pulita alla partita della Mensana:
http://www.youtube.com/watch?v=mBdowGSiSFQ
al secondo 0.30.
Bella figura sì!
Settembre 7th, 2012 — Note redazionali
A Siena prencipia il dibattito o continuano i monologhi? Finita la Festa prencipia il dibattito. Sembra proprio così a Siena dove, appena si è chiusa la Festa provinciale del Partito Democratico in Fortezza, si è aperto il dibattito politico.
Ha aperto le danze il sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini che sul suo profilo Facebook chiede una “nuova guida che rappresenti efficacemente e democraticamente il capoluogo” e invita la politica a “compiere una severa autocritica, con un forte ricambio di persone”. Il messaggio pare chiaro.
Si è aggiunto poi il vicepresidente della Provinicia, Alessandro Pinciani, che chiede primarie per la scelta del futuro candidato a sindaco di Siena e contesta apertamente la richiesta che il Pd ha fatto nel corso della Festa di accorpare le elezioni comunali della città con quelle della Regione Sicilia il prossimo 28 ottobre. “Andare al voto in autunno – dice – a Siena impedisce di fatto la possibilità eli tenere le primarie per la scelta del candidato a sindaco, non vorremmo che la richiesta di anticipo delle elezioni derivi proprio da questa volontà”. Intanto, dentro la Festa era andato in scena il vero senso di “viva la nostra Siena”, il titolo della kermesse che ha fatto storcere più di un naso ai democratici della provincia.
È durante quelle serate in Fortezza che è stata annunciata – a sorpresa di tutti (compresi gli organi politici del Partito?) – la richiesta di anticipare le elezioni in autunno; è in quel contesto che sono nate le investiture sul Ceccuzzi bis di Enrico Rossi e di Matteo Renzi (cui forse il palco senese era stato dato solo se faceva quelle dichiarazioni viene da pensare). È, infine, nel serata conclusiva della Festa che l’ex sindaco Franco Ceccuzzi ha avuto la sua serata da one man show. Il palco tutto per lui.
Il palco tutto per lui come è stato tutto per lui il partito dal Duemila ad oggi (Ds prima e Pd poi), con una personalizzazione politica che a molti ricorda più i partiti carismatici che forze che si richiamano alla sinistra.
Negli anni ’80 fu Bettino Craxi a personalizzare il Psi (e la cosa non piaceva certo ai comunisti e anche a qualche socialista), poi arrivò Silvio Berlusconi con il suo Forza Italia (e la cosa non piaceva ai Democratici di Sinistra). Da dieci anni a questa parte la deriva ha coinvolto più o meno tutte le forze politiche dove a contare non sono più le sigle ma le personalità da Antonio Di Pietro, a Pierferdinando Casini, da Gianfranco Fini a Nichi Vendola.
Una deriva che, a parole, a sinistra viene contestata perché, si dice, il sale della Democrazia sta nella partecipazione collettiva pur nelle diversità di opinione. Ricordo che alla fine degli anni ’80 nell’allora Pci senese dove Ceccuzzi muoveva i primi passi c’erano figure di grande spessore come Sergio Bindi, Riccardo Margheriti, Aurelio Ciacci, Emo Bonifázi. Da ognuno di loro ha appreso l’arte difficile della politica. Oggi, sembra deciso a proseguire per monologhi. Non tutti però sembrano condividere e cominciano a farsi sentire. Il dibattito. forse, prencipia solo adesso. Ali, s’io fosse fuoco.
Michele Taddei
Settembre 7th, 2012 — Note redazionali

L’anomalia Alessandro Profumo è l’emblema della confusione e della crisi d’indentità che attraversa il PD capitanato da Rosy Bindi e da Franco Ceccuzzi. Il boomerang soprattutto sul ruolo di Rosy Bindi, amica personale di Alessandro Profumo; soprattutto della moglie. Un partito che contestava a Berlusconi la vicenda “dei processi giudiziari”, con la faccia tosta di chi pensa solo alle poltrone, ha dirottato alla presidenza della banca MPS un personaggio rinviato a giudizio (non per parcheggio abusivo ma per presunta frode fiscale) e che viene tirato in ballo in altre vicende, da Mediobanca-Ligresti alla SEA. Il PD sponsor di un banchiere rinviato a giudizio. Questa sarebbe la svolta per il paese voluta da Rosy Bindi e su Siena da Franco Ceccuzzi? Siamo alle comiche (tragiche) finali. Ma l’anomalia è rappresentata anche da un sistema bancario che sopporta e vive con serenità la presenza di un rinviato a giudizio alla guida di una banca.Del resto Profumo è un grande elettore di Mussari all’ABI.E la giustizia, la trasparenza e la tutela del buon nome degli istituti economici che fine hanno fatto?
La banca MPS dopo la devastante gestione precedente meritava alla presidenza un personaggio come Profumo? No, assolutamente no!
Il PD si tenga stretto stretto il rinviato a giudizio; così i cittadini alle prossime elezioni saranno in grado di distinguere tra chi tutela il mondo del lavoro, gli interessi della comunità e chi tutela la carriera dei banchieri amici.
Settembre 6th, 2012 — Note redazionali
Chi conosce bene la politica e gli atti simbolici dei poteri ha la piena consapevolezza che da ieri è iniziata la lunga (per alcuni breve) marcia per le scelte dei nomi per la 4 poltrone delle istituzioni economiche e politiche della città. Dal futuro presidente della banca a quello della fondazione, dal rettore dell’università al sindaco.
Salvo rovesciamenti climatici impossibili, ilsindaco di Siena verrà eletto nella primavera del 2013; prima del rinnovo del presidente della fondazione e forse dopo la nomina di un nuovo presidente di banca MPS.C’è chi prevede un nuovo presidente al posto di Profumo tra novembre e dicembre, altri verso febbraio e altri ancora subito dopo il rinnovo della fondazione MPS nel 2013.
Il rinnovo del rettore si è prolungato per troppo tempo; ora è il momento di decidere, o si salva l’università oppure si lascia verso il declino. Per il bene della stessa università e della città conviene accellerare i tempi.
Chi saranno i candidati a sindaco? Al momento non ci sono candidati,anche se Ceccuzzi ha confidato ai suoi che lui non si ritira dalla corsa, “preferisco spaccare il partito e la colazione”. Gia, la coalizione. Alla città non ci pensa!Come si collocheranno le varie forze politiche. Da ieri tutti hanno messo un freno e tutti stanno valutando i possibili scenari. Ci sono troppe variabili non controllabili dai partiti e i politici piu’ lungimiranti hanno capito che la fretta e l’ambizione non giovano alla città e al risultato elettorale.La marcia verso i rinnovi è partita.
Settembre 6th, 2012 — Note redazionali
Il Comune di Milano a seguito della perquisizione eseguita ieri negli uffici della SEA e a seguito delle notizie stampa ribadisce la correttezza sulle procedure eseguite ma, colpo di scena, comunica che lo stesso Comune non era a conoscenza di una consulenza affidata dalla SEA alla società Appeal Strategy, controllata da Alessandro Profumo. Quindi chi ha deciso e perchè la consulenza?
A nostro avviso la vicenda si ingarbuglia sempre piu’.Parecchio anche.