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Luglio 15th, 2011 — Note redazionali
1) Caro Francini, Lei è uno studente impegnato in prima fila per rivendicare i diritti degli stessi studenti.Come valuta la condizione degli studenti all’interno del contesto universitario italiano e in particolar modo di quello senese?
Se per “condizione degli studenti” si intende il welfare studentesco Siena non fa eccezione in un panorama nazionale estremamente arretrato in questo ambito. Per migliorare le cose in questo ambito è fondamentale che la politica e le istituzioni inizino a cambiare prospettiva nel guardare al composito mondo studentesco: soprattutto si deve smettere di considerare lo studente universitario come un “ritardatario della produttività” ma al contrario come un investimento fondamentale per il futuro della società. Si deve fare molto in questo campo: dal riconoscimento del reddito di formazione, alla cittadinanza delle comunità fuori-sede nelle città universitarie fino all’abbattimento di qualsiasi barriera per un libero e critico accesso al sapere.
2) Lei è il rappresentante degli studenti in seno al CDA dell’ateneo senese.Come giudica questa sua esperienza e come valuta il lavoro del Rettore Riccaboni?
Spero di essere stato utile. In questi anni, assieme ad altri, ho rilevato storture e zone d’ombra dell’attività amministrativa, mi sono espresso per la trasparenza e la democraticità dell’organo di governo. Purtroppo i ben noti problemi finanziari hanno frenato la parte “propositiva” dell’azione di rappresentanza bloccando le giuste rivendicazioni mie e del corpo studentesco per problemi di tenuta di bilancio. Riccaboni lo abbiamo votato, e sono fiero di dirlo, REDS è stato l’unico soggetto organizzato di elettori che ha palesato in maniera onesta e trasparente la sua posizione, anche quando non significava salire sul carro del probabile vincitore. L’attuale Rettore affronta il suo mandato in un momento difficilissimo in cui ai problemi pregressi e strutturali dell’ateneo di Siena si uniscono i continui attacchi al sistema della formazione portati avanti dai governi di centrodestra. Per quanto riguarda il risanamento, guardando i dati, i risultati sono positivi, ma ancora insufficienti per poter mettere la parola FINE sul problema. Speriamo che d’ora in avanti le scelte fondamentali e necessarie per il futuro di questa università vengano fatte con la collaborazione e la condivisione di tutti con processi partecipativi che possano unire la nostra comunità accademica, ad oggi estremamente disgregata. E’ necessario però che il risanamento venga portato avanti con equità e questo spero che Rettore e DA lo capiscano presto: vi sembra normale che in un momento del genere in cui i servizi vengono tagliati inesorabilmente si chieda una sovratassa di 100 Euro agli iscritti ai corsi di laurea necessitanti di laboratori attrezzati? Vi sembra normale che nonostante gli incentivi ci siano professori ordinari che non vogliono andare in prepensionamento, sbattendosene del futuro dell’ente?
3) Che idea si è fatta circa il futuro dell’ateneo senese?
Una idea brutta, così come purtroppo non sono fiducioso sul futuro dell’università italiana. Perché Siena è un campanello di allarme per tutto il sistema; la cattiva gestione dell’autonomia e la formazione del deficit strutturale sono elementi aggravanti di una crisi che però colpisce e colpirà in futuro ancora più pesantemente tutto il sistema dell’istruzione pubblica italiana. Una voragine che pian piano interesserà tutto il paese e che di fatto costringerà atenei prestigiosi a squalificarsi o rettori ambiziosi a sperimentare forme di intervento dei privati all’interno delle università. In ogni caso un danno enorme per gli studenti ma soprattutto per l’intera collettività.
4) Che giudizio ci da sull’inchiesta relativa al concorso universitario che vede tra i rinviati a giudizio il prof. Bruno Frediani?
Non ero in Consiglio di Amministrazione all’epoca ed ignoravo i fatti prima dell’inchiesta de La Repubblica. Posso dire solamente che credo che il CDA dell’epoca abbia commesso un errore a deliberare sulla regolarità del concorso senza accertarsi di quanto stava emergendo dall’inchiesta. Tuttavia per questo fatto così come sull’inchiesta riguardante le responsabilità sul buco dell’UniSI non dobbiamo come comunità accademica sostuirci alla procura della repubblica né stare ad invocare i cappi: la giustizia farà il suo corso. Sta a noi però mettere in piedi le strutture ed i meccanismi che permettano che fatti del genere non abbiamo a ripetersi.
Luglio 15th, 2011 — Note redazionali
1) Oggi con la Dottoressa Carla Fineschi, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, affrontiamo alcune tematiche inerenti la società attuale e le relative problematiche del disagio, soprattutto giovanile, che caratterizzano la modernità. Dottoressa, prima di affrontare le altre domande, ci può brevemente illustrare la sua attività professionale?
Lavoro come psicoterapeuta dal 1985, sono una libera professionista che, negli anni , ha colloborato con numerosi enti pubblici: università, ministero di giustizia, usl7. Le persone che vedo manifestano varie forme di disagio, ma con tutti è possibile fare un percorso finalizzato al miglioramento del nostro stile di vita. Sottolineo che esiste una tendenza del genere umano a procurarsi la sofferenza o sopratutto una difficoltà ad uscirne. Questo atteggiamento è dovuto a fattori culturali di cui era impregnata la società cattolica e che tuttora permangono.La società attuale è edonista e narcisista ma questo vuol dire che si ferma all’amore per la forma, per l’immagine e ci si allontana dalla ricerca di valori costruttivi, che sono la base per una vita serena.
2) Che giudizio esprime, anche in base alla sua esperienza professionale, della società attuale, non solo italiana?
Quello che ho appena affermato già ha espresso il mio parere per la società attuale: un periodo di grande decadenza. Nessuno crede più di poter agire concretamente per raggiungere i propri obiettivi e chi lo fa è sempre legato ad un interesse individualistico e particolaristico.Nella società della globalizzazione nessuno vede al di là del proprio orto.Perseguire il proprio bene è giusto e non credo che l’annullamento di se stessi sia proficuo, ma i nostri interessi personali coincidono con quelli sociali.Se c’è corruzione e malaffare anche il corrotto ha una perdita, poichè rinforza un sistema in cui non c’è alcuna certezza e a lungo o breve termine ne diventirà vittima.
3) Molti fatti di cronaca ci rappresentano drammi familiari, aumento dei suicidi, e purtroppo anche i casi di violenza sulle donne aumentano: come si spiega tutto questo imbarbarimento e questa perdita di fiducia nel “vivere”?
I reati intrafamiliari sono aumentati ma dobbiamo premettere che molti di questi comportamenti prima non venivano denunciati. Le donne sono ,per fortuna, più consapevoli dei propri diritti e pertanto tendono a non voler più subire .Questa crescita delle donne, anche se ultimamente assistiamo ad un pò di regresso, provoca reazioni aggressive negli uomini, che vedono ridotto il proprio ruolo e non sanno elaborarlo se non con la rabbia.I casi degli uomini con sindrome di Medea, che uccidono i propri figli per punire la compagna che li ha abbandonati è indicativo di questo atteggiamento.
I suicidi spesso sono espressione della possibilità di riprendere un controllo della propria vita.Se si entra nel senso di impotenza estrema poter decidere dove, quando, come morire è paradossalmente una presa d’atto del proprio “potere”, del poter decidere almeno qualcosa sulla propria vita.
4) Lei ritiene che dal punto di vista legislativo e con le strutture sanitarie tanti fenomeni del disagio posso essere contrastati e non crede che la risposta attraverso la “cura” è insufficiente e quindi serve un risveglio culturale adeguato?
Rispetto all’enorme disagio, palpabile, di questo periodo di cui i giovani sono le prime vittime, non sono sufficienti leggi e cure, anche se indirizzano ed aiutano. La miglior terapia sarebbe comunque quella di formare le persone ad essere e non ad avere.Cito banalmente Erich Fromm, che già negli anni ’50 intravedeva un pericolo che si è poi concretizzato. Siamo tutti portare a darci un valore se possediamo e ci attiviamo per questo…solo per questo. Credo che il benessere sia importante, come il potere se è però ben finalizzato.Posso ritenere di essere competente e per questo mi faccio ben pagare , questo è positivo perchè ci diamo un valore e lo condividiamo con altri ,facendoci pagare. Se invece cerco di ottenere denaro e potere non formandomi ma cercando vie brevi ,è dannoso alla società ed agli altri ed a se stessi. Il cambiamento culturale è indispensabile per acquisire benessere e serenità ma il cambiamento deve prima avvenire dentro di noi e questo aiuterà il risveglio della coscienza collettiva
5) Come mai i giovani spesso si sentono soli e si allontanano dalla vita sociale e quindi si creano una sorta di “isolamento da tutto”?
I giovani si trovano a progettarsi dentro “modelli vincenti” che si basano sull’immagine. Ci sono quelli che decidono di percorrere la strada della forma e del commercio di tutto, anche del proprio corpo e questo può anche dar loro momenti di gloria, fugace. Per tutto il resto della vita staranno a rimpiangere il momento ormai trascorso e non andranno avanti.
Altri scelgono e percorrono strade diverse, di impegno, di ricerca dei propri valori.La strada è sicuramente impervia e piena di frustrazioni. Spesso non riusciranno e si vedranno superati da chi ha percorso l’altra strada. Queste continue delusioni portano anche ad un ritiro sociale, a rifugiarsi in un mondo virtuale in cui tutte le esperienze sono attenuate dal punto di vista emotivo. I genitori vengono colpevolizzati per gli atteggiamenti dei figli, ma alcune volte è veramente difficile formare i figli al rispetto di se stessi e dell’altro perchè i messaggi sociali contraddicono tali norme educative.
6) Ci sono delle speranze per ritrovare una vera dimensione umana e quindi eliminare tanto disagio e la troppa violenza tra gli individui?
Nonostante il quadro un pò drammatico io sono un’ottimista, credo nell’individuo ed attraverso l’esperienza di vita e professionale ho visto che le persone possono ritrovare se stessi, anche nei momenti peggiori ed attivare le risorse emotive e cognitive enormi che il genere umano ha. Quindi il mio messaggio ai giovani ma anche a tutti noi è credere in se stessi, sempre, non cadere nel senso d’impotenza e disperazione, ma attivarsi per riconoscersi il nostro valore, che va però sempre ben coltivato.
1)Oggi con la Dottoressa Carla Fineschi, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, affrontiamo alcune tematiche inerenti la società attuale e le relative problematiche del disagio, soprattutto giovanile, che caratterizzano la modernità. Dottoressa, prima di affrontare le altre domande, ci puo’ brevemente illustrare la sua attività professionale?
Lavoro come psicoterapeuta dal 1985, sono una libera professionista che, negli anni , ha colloborato con numerosi enti pubblici:università, ministero di giustizia ,usl7. Le persone che vedo manifestano varie forme di disagio, ma con tutti è possibile fare un percorso finalizzato al miglioramento del nostro stile di vita. Sottolineo che esiste una tendenza del genere umano a procurarsi la sofferenza o sopratutto una difficoltà ad uscirne. Questo atteggiamento è dovuto a fattori culturali di cui era impregnata la società cattolica e che tuttora permangono.La società attuale è edonista e narcisista ma questo vuol dire che si ferma all’amore per la forma, per l’immagine e ci si allontana dalla ricerca di valori costruttivi , che sono la base per una vita serena.
2) Che giudizio esprime, anche in base alla sua esperienza professionale, della società attuale, non solo italiana?
Quello che ho appena affermato già ha espresso il mio parere per la società attuale: un periodo di grande decadenza. Nessuno crede più di poter agire concretamente per raggiungere i propri obiettivi e chi lo fa è sempre legato ad un interesse individualistico e particolaristico.Nella società della globalizzazione nessuno vede al di là del proprio orto.Perseguire il proprio bene è giusto e non credo che l’annullamento di se stessi sia proficuo, ma i nostri interessi personali coincidono con quelli sociali.Se c’è corruzione e malaffare anche il corrotto ha una perdita, poichè rinforza un sistema in cui non c’è alcuna certezza e a lungo o breve termine ne diventirà vittima.
3) Molti fatti di cronaca ci rappresentano drammi familiari, aumento dei suicidi, e purtroppo anche i casi di violenza sulle donne aumentano: come si spiega tutto questo imbarbarimento e questa perdita di fiducia nel “vivere”?
I reati intrafamiliari sono aumentati ma dobbiamo premettere che molti di questi comportamenti prima non venivano denunciati. Le donne sono ,per fortuna, più consapevoli dei propri diritti e pertanto tendono a non voler più subire .Questa crescita delle donne, anche se ultimamente assistiamo ad un pò di regresso, provoca reazioni aggressive negli uomini, che vedono ridotto il proprio ruolo e non sanno elaborarlo se non con la rabbia.I casi degli uomini con sindrome di Medea, che uccidono i propri figli per punire la compagna che li ha abbandonati è indicativo di questo atteggiamento.
I suicidi spesso sono espressione della possibilità di riprendere un controllo della propria vita.Se si entra nel senso di impotenza estrema poter decidere dove, quando, come morire è paradossalmente una presa d’atto del proprio “potere”, del poter decidere almeno qualcosa sulla propria vita.
4) Lei ritiene che dal punto di vista legislativo e con le strutture sanitarie tanti fenomeni del disagio posso essere contrastati e non crede che la risposta attraverso la “cura” è insufficiente e quindi serve un risveglio culturale adeguato?
Rispetto all’enorme disagio, palpabile, di questo periodo di cui i giovani sono le prime vittime, non sono sufficienti leggi e cure, anche se indirizzano ed aiutano. La miglior terapia sarebbe comunque quella di formare le persone ad essere e non ad avere.Cito banalmente Erich Fromm, che già negli anni ’50 intravedeva un pericolo che si è poi concretizzato. Siamo tutti portare a darci un valore se possediamo e ci attiviamo per questo…solo per questo.Credo che il benessere sia importante, come il potere se è però ben finalizzato.Posso ritenere di essere competente e per questo mi faccio ben pagare , questo è positivo perchè ci diamo un valore e lo condividiamo con altri ,facendoci pagare. Se invece cerco di ottenere denaro e potere non formandomi ma cercando vie brevi ,è dannoso alla società ed agli altri ed a se stessi. Il cambiamento culturale è indispensabile per acquisire benessere e serenità ma il cambiamento deve prima avvenire dentro di noi e questo aiuterà il risveglio della coscienza collettiva
5) Come mai i giovani spesso si sentono soli e si allontanano dalla vita sociale e quindi si creano una sorta di “isolamento da tutto”?
I giovani si trovano a progettarsi dentro “modelli vincenti” che si basano sull’immagine. Ci sono quelli che decidono di percorrere la strada della forma e del commercio di tutto, anche del proprio corpo e questo può anche dar loro momenti di gloria, fugace. Per tutto il resto della vita staranno a rimpiangere il momento ormai trascorso e non andranno avanti.
Altri scelgono e percorrono strade diverse, di impegno, di ricerca dei propri valori.La strada è sicuramente impervia e piena di frustrazioni. Spesso non riusciranno e si vedranno superati da chi ha percorso l’altra strada. Queste continue delusioni portano anche ad un ritiro sociale, a rifugiarsi in un mondo virtuale in cui tutte le esperienze sono attenuate dal punto di vista emotivo. I genitori vengono colpevolizzati per gli atteggiamenti dei figli, ma alcune volte è veramente difficile formare i figli al rispetto di se stessi e dell’altro perchè i messaggi sociali contraddicono tali norme educative.
6) Ci sono delle speranze per ritrovare una vera dimensione umana e quindi eliminare tanto disagio e la troppa violenza tra gli individui?
Nonostante il quadro un pò drammatico io sono un’ottimista,credo nell’individuo ed attraverso l’esperienza di vita e professionale ho visto che le persone possono ritrovare se stessi, anche nei momenti peggiori ed attivare le risorse emotive e cognitive enormi che il genere umano ha. Quindi il mio messaggio ai giovani ma anche a tutti noi è credere in se stessi , sempre, non cadere nel senso d’impotenza e disperazione, ma attivarsi per riconoscersi il nostro valore, che va però sempre ben coltivato.
Luglio 15th, 2011 — Note redazionali

Caro Bisi, dopo aver letto il tuo stravagante articolo di oggi, permettimi di dirti che hai perso una sana occasione per passare il pomeriggio di ieri al mare. Come mai pretendi di fare il moralizzatore d’ufficio per tutti e nei confronti di tutti? Ma anonimi in che senso? Il nostro blog si chiama Fratello Illuminato come del resto il tuo blog si chiama Stefano Bisi. Ci spieghi la differenza?
Quando sul tuo giornale pubblichi le interviste firmate da “Sandro Benetti” (storico pseudonimo) oppure pubblichi delle lettere contro la fondazione Mps affermando che sono firmate da gente viva e vegeta? O quando il tuo blog è pieno di commenti di anonimi visitatori? Vogliamo parlare delle tue brillanti lettere “sul tasso che mangia la talpa grassottella”?
Tutto ha un limite e tu caro Bisi lo stai superando alla grande. Ti sei permesso di scrivere che noi “insultiamo giornalisti, banchieri e politici” e affermi che sono state presentate delle querele nei nostri confronti. Querele per cosa? Chi abbiamo insultato? E non eri tu quello che ce l’aveva con chi fa troppi esposti? Forse coloro che hanno dissestato l’università? Non ci risulta di aver mai offeso giornalisti, politici e nemmeno banchieri: forse ti riferivi alla tua persona? Ma se pensavi alle critiche (non insulti, critiche) che ti rivolgiamo come minimo devi darci atto che siamo fin troppo teneri. Ti sei dimenticato dei tuoi articolo pesanti contro questo o quello e delle tue fotine con commenti sprezzanti verso chi non la pensa come te?
Ma l’aspetto assurdo del tuo intervento è quando pretendi di impedire alle persone di rilasciare interviste sul nostro blog. Ma chi pensi d’essere? Sei solo il caporedattore di un giornale e credo che nessuno ti abbia conferito il titolo di “padrone della città e dei politici”.
Oggi hai lanciato un messaggio di guerra nei nostri confronti, invocando l’intervento della magistratura e chiedendo alle forze politiche di reagire contro di noi. Ma ti rendi conto che non sei nelle condizioni di fare il moralizzatore e nemmeno di invocare niente. Perchè non scrivi del processo contro Bruno Frediani? Perché non chiedi alla magistratura di completare l’inchiesta nei confronti dell’ex presidente dell’aereoporto di Ampugnano Enzo Viani? Perché non chiedi alla magistratura di completare le indagini sulle vicende universitarie? Rispondi a queste domande invece di consumare la tastiera contro il nostro blog. Per quanto riguarda il sig. Vivarelli direttore della MPS Tenimenti, invece di mettere dei commenti sul nostro blog per invitarci a cena, perché non ci risponde alla domanda sulla sua assunzione a direttore della stessa MPS Tenimenti?
Sperando di essere stato chiaro concludo con questa domanda: ma cosa c’entra la carta etica del centrosinistra con il nostro blog? Fai una cosa caro Bisi, prova a rileggertela e pensa al processo Frediani e all’inchiesta che ha colpito Enzo Viani.
Maestro James
Luglio 15th, 2011 — Note redazionali
1) Gentilissima Lia, per noi è un grande piacere intervistarti, perché la tua giovane età unita al tuo impegno come rappresentante degli studenti universitari del DAS è una forma di protagonismo giovanile e di responsabilità apprezzabile. Che valutazione dai del protagonismo degli studenti non solo all’interno dell’università ma nella vita sociale e culturale in generale?
Si sono realizzati, nel corso di questo difficile anno, dei momenti significativi, di riflessione e di mobilitazione. Questo sia in merito alla questione universitaria, che ha portato in piazza milioni di studenti, sia per dinamiche legate al mondo del lavoro e alle problematiche dell’immigrazione. Il disagio sociale, a mio avviso, c’è e viene percepito fortemente soprattutto dai giovani, che sembra stiano sempre di più sviluppando coscienza sociale, la quale si è tradotta spesso, come abbiamo visto, in azione politica, sociale e culturale. Azione e disagio che purtroppo non sono state colte dai partiti della sinistra italiana nel modo in cui le realtà associative autorganizzate speravano. Il movimento studentesco ha dimostrato una sua dinamicità ed una capacità mobilitativa notevole anche grazie alle principali associazioni nazionali. Tuttavia credo che la naturale prosecuzione di una così grande mobilitazione dovesse essere una completa rielaborazione di un nuovo modello sociale, che non è stata realizzata. Quelle realtà che si sono proposte tale finalità non sono riuscite ad inserirsi in dinamiche organizzative tanto articolate, per cui si sono ritrovate spesso isolate. Ed è questo il progetto che maggiormente spaventa un sistema che, oggi più che mai, ci vuole separati ognuno nei suoi problemi, nelle sue lotte, nelle sue rivendicazioni. Per questo motivo sono state tali realtà ad essere maggiormente colpite dall’ondata di repressione.
2) Qual è il vostro giudizio sull’operato del rettore pro tempore Riccaboni ?
Il Rettore Riccaboni si sta dimostrando completamente incapace di gestire le difficoltà dell’Ateneo e con lui la direttrice amministrativa. Emblematici sono, secondo me, tre casi:
il piano di risanamento perché dal nostro punto di vista non è con la svendita di locali dell’Università che si può risanare un buco di milioni di euro; le alienazioni possono sì dare un lieve e momentaneo respiro, ma se si punta ad un reale progetto di risanamento occorre principalmente un concreto investimento, unito ad una forte spinta di rilancio.
In secondo luogo le scelte dell’amministrazione in merito alla questione dei lavoratori ( basti ricordare come l’amministrazione si è posta nei confronti dei lettori di lingua straniera) che tracciano una concezione dei rapporti di lavoro assolutamente iniqua. Quello che è stato fatto nel corso di quest’anno è chiedere sacrifici a lavoratori e studenti ( i quali hanno visto i servizi notevolmente diminuire) e preservare, però, i privilegi dei baroni e di tutti coloro che hanno ingrassato le loro tasche utilizzando la nostra Università come strumento di ascesa sociale e carrieristica.
Infine, si fa per dire, ricordiamo la Commissione Statuto, che in questi mesi ha svolto i suoi lavori senza far trapelare le reali intenzioni “riorganizzative”, spesso, forse, celate anche agli stessi membri della commissione, membri rappresentanti di quelle realtà che non siano quelle baronali.
3) Come vi prefigurate il futuro dell’università non solo qui a Siena ma nella sua dimensione nazionale?
Anche il mondo della cultura subisce le regole del mercato, è un processo in atto ormai da anni che ridurrà inevitabilmente il mondo della formazione ad una sorta di serbatoio dal quale attingere all’occorrenza, seguendo criteri essenzialmente remunerativi. Si tratta di mercificazione del sapere ed aziendalizzazione del mondo della formazione, che si compiranno grazie all’ausilio della presenza privata all’interno degli organi di gestione e di governance che detteranno le scelte didattiche e disciplinari in base alle loro necessità economiche. Questo è il progetto a medio termine, l’azione a lungo termine è quella di una progressiva mortificazione, fino alla loro chiusura, degli Atenei più piccoli, questo in favore di Università di “ eccellenza” essenzialmente private. Testimonianza di questa volontà è la riproposizione, ogni anno, dell’abolizione del valore legale del titolo di laurea. Tutto questo comprometterà la possibilità di accedere liberamente alla formazione, a causa del costo che verrà ad assumere la stessa, minando alla base il diritto all’istruzione, strumento essenziale di emancipazione sociale ( così come sancito dalla nostra Costituzione). Siena, purtroppo, si pone perfettamente all’interno di queste dinamiche, come dimostra anche l’eliminazione, dal prossimo anno, di dottorati che non siano finanziati da enti esterni all’Università.
4) Una tua proposta da fare al Sindaco di Siena per rendere accessibile agli studenti gli spazi e le strutture culturali e associative della città.
Ciò che noi sentiamo come esigenza (e quindi ci sentiamo di proporla come progetto al primo cittadino) è la possibilità di avere degli spazi di confronto, discussione ed elaborazione. Dei luoghi aggregativi, associativi ed autorganizzati che diano respiro a tutte le sensibilità che compongono il tessuto sociale e soprattutto che sentono come di vitale importanza il dibattito e un’innovativa formulazione culturale e politica.
Ci colpisce la volontà della nuova giunta di voler continuare a portare avanti la candidatura di Siena a capitale della cultura per il 2019, in una situazione in cui l’Ateneo è completamente allo sbando – e per il quale la nuova amministrazione comunale non sta facendo nulla di concreto – e in cui non esistono dei reali luoghi di elaborazione culturale ( ad esclusione del Santa Maria della Scala, che è sicuramente un museo bellissimo, ma non è sufficiente per fare di Siena la capitale della cultura). In realtà vi sarebbero degli spazi che potrebbero essere sfruttati in questo senso, ma la cattiva organizzazione impedisce di attuare consimili progetti.
5) Che giudizio dai sul movimento delle donne “Se non ora quando”?
E’ triste che siano state le serate del premier a far risvegliare la questione di genere, ma è sempre positiva un presa di coscienza della propria condizione.
6) Proponi un’idea che possa unificare le varie posizioni presenti tra gli studenti universitari.
Il mondo associativo universitario è estremamente variegato. Tale diversità, tuttavia, non ci impedisce di unirci in particolari momenti come è avvenuto nella mobilitazione di quest’autunno o in occasione del riordino didattico.
Ci sono diverse proposte che crediamo possano unificare tutte le voci, a partire dai servizi primari agli studenti, che sicuramente andrebbero migliorati non poco, passando per gli spazi di aggregazione e confronto ad essi dedicati, fino ad arrivare ad un ben maggiore coinvolgimento degli studenti nelle dinamiche decisionali dell’Ateneo. Ad esempio una proposta che già avevamo presentato e su cui continuiamo a lavorare è una riforma della rappresentanza in cui le decisioni più importanti per l’Ateneo vengano discusse a partire da assemblee aperte a tutti gli studenti per poi passare agli organi minori (organi più a contatto con le problematiche quotidiane degli studenti e quindi più rappresentativi), prima di arrivare agli organi maggiori.
Luglio 14th, 2011 — Note redazionali
Lo dobbiamo ammettere: ieri ascoltando la trasmissione radiofonica Lo zoo di radio 105 un brivido lungo la schiena ci invitava a reagire contro gli attacchi scomposti del conduttore dello zoo nei confronti del giornale diretto da Stefano Bisi. E’ stato ingiusto e poco educato inveire contro il corriere di Siena utilizzando questo francesismo : “ corriere di Siena……suca”.
http://www.youtube.com/watch?v=Zb_3jQkr87o&feature=share
Siamo allibiti e molto preoccupati. Bisogna agire con rapidità ed impedire un conflitto di simili proporzioni nel mondo dell’informazione. Con senso di responsabilità interveniamo come “mediatori di pace”, una sorta di caschi blu del web, per riportare serenità tra lo zoo e il notiziario cartaceo del Bisi. Naturalmente per addivenire alla pace, serve un testo da sottoporre ad entrambe le parti sperando che sia condivisibile e sottoscrivibile. Gli uffici di Cesare Mori nella nottata hanno redatto un testo che sottoponiamo alle parti.
Bozza di documento per la pace tra lo zoo di 105 e il giornale del Bisi:
1) Lo zoo di 105 si scusa per la parola “suca” e rimedia utilizzando la parola “sorseggia una bevanda”;
2) Lo zoo di 105 intervisterà per circa 5 minuti il giornalista Bisi senza censure;
3) Il giornalista Bisi per evitare nuove rappresaglie da parte dello zoo non scriverà piu’ di puma, tassi. talpe, linci e altra fauna varia;
4) Il giornalista Bisi pubblicherà sul suo giornale un’intervista al conduttore dello zoo in un giorno festivo compreso tra il 19 luglio e il 19 agosto 2011.
5) Le parti si impegnano a rispettare il presente accordo e affidano al gabinetto degli uffici di Cesare Mori il compito di vigilare.
In attesa di conoscere i risultati delle indagini da parte della procura canina circa l’ipotesi del delitto denunciato da un fenicottero secondo il quale “un tasso si è mangiato di nascosto una talpa grassottella”, auguriamo a tutti una buona pace.
Luglio 14th, 2011 — Note redazionali
Allerta meteo: per combattere il caldo estivo viene consigliato di bere molti liquidi. Sarebbe preferibile l’acqua, ma non tutti i gusti sono uguali. C’è chi ad un rinfrescante bicchiere che scende da qualche fontanello, preferisce un bel boccale di birra.
E siccome la temperatura sta toccando i picchi massimi, si sa, la sete aumenta.
Ma se la birra in questa torrrida estate va di moda come bevanda, anche i Birrai non se la passano male.
Le nomine si avvicinano e gira forte la voce di una galoppata a rinnovi e nuove cariche per alcuni esponenti di Per Siena.
Pare che venga riconfermato in Antonveneta il banchiere Mauro Rosati e che l’altro banchiere Antonio Degortes possa addirittura diventare vice presidente alla Monte dei Paschi Leasing e Factor.
Ma le sorprese potrebbero non finire qui; circola voce che altri e altre esponenti dell’associazione Per Siena del Bellandi & C. stiano per spiccare il volo verso la carriera da banchiere.
Non rimane che dire…… A TUTTA BIRRA!!!!
Luglio 13th, 2011 — Note redazionali
1) Antonio Falcone è un esponente della prima ora del Partito della Rifondazione Comunista della provincia di Siena oltre che un amministratore pubblico. Com’è lo stato di salute del suo partito in provincia di Siena anche alla luce del risultato deludente delle ultime elezioni amministrative di Siena?
Non è molto buono, purtroppo le varie scissioni, ultima quella di SeL, ma soprattutto la solita diatriba rispetto ai rapporti con il PD spesso è causa di problemi interni che non aiutano l’ottimo lavori che magari in diversi comuni ed anche a livello provinciale viene portato avanti. A Siena siamo in una fase di ricostruzione del partito ed il lavoro sta pesando su pochi compagni e quindi spesso non è visibile all’esterno sufficientemente.
2) Lei è il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale: che giudizio esprime sulla giunta Bezzini? E quali dovrebbero essere le priorità dell’amministrazione provinciale anche alla luce della grave crisi economica attuale?
Il Giudizio è positivo, perché sia il Presidente che i suoi Assessori lavorano intensamente. Rimangono le distanze politiche soprattutto per il fatto che il Consiglio spesso è messo in un angolo e questo è sicuramente poco rispettoso nei confronti degli elettori. Pensi che i Gruppi non hanno nemmeno un PC, un telefono ed un luogo dove incontrare i cittadini e questo rispetto ad altri consigli vicini (vedi Arezzo) non è proprio una bella cosa.
Le priorità dovrebbero essere la protezione sociale e lo sviluppo sostenibile. Si dovrebbe fare di più per chi è senza lavoro e senza nessun tipo di indennità!
3) Quali sono le vostre valutazioni sulla situazione della Fondazione e banca MPS?E cosa ne pensate dell’ipotesi di un terzo mandato per l’avvocato Mussari alla presidenza di MPS?
La situazione della Banca e della Fondazione, purtroppo la leggiamo sui giornali, personalmente da tempo chiedo un confronto per capire cosa sta succedeno. Certo che se analizziamo le scelte fatte fino ad oggi, il fatto che vengono estromessi i Consigli dalle decisioni non ha portato sicuramente buoni frutti. Considerata la situazione generale, siamo veramente preoccupati. Il 15 avremo, finalmente un confronto con la Fondazione in Commissione Affari Generali, speriamo di poter comprendere che c’è la faremo ad uscire dal tunnell ma sono preoccupato. Rispetto a Mussari non lo conosco e non sono in grado di giudicarlo. Penso però che il problema non sono le persone ma quanto riesce ad influire la Città e la Provincia nelle scelte della Fondazione. Quando parlo di città e provincia mi riferisco a tutti e non a due o tre persone.
4) Un giudizio sulla gestione del trasporto locale.
Sono completamente in disaccordo con la gara unica regionale, secondo me occorre ritornare alle aziende pubbliche e fermare la gara, come del resto hanno chiesto 27 milioni di italiani con il referendum del 12 e 13 giugno. Inoltre con i tagli del governo per reperire le risorse si sta facendo la cosa più semplice, tagliare le corse ed il personale. Noi lavoreremo per modernizzare il servizio e tutelare le fasce deboli. Ma se il servizio avrà come obiettivo il profitto difficilmente potrà rispondere all’interesse generale!
5) Come valuta la gestione dell’università di Riccaboni e Fabbro che di fatto hanno attuato solo politiche contro i lavoratori e autoreferenziali?
Come al solito: i baroni sbagliano ed i lavoratori pagano, troppo facile. La questione dell’Università è molto seria. Finalmente abbiamo attivato un confronto con il rappresentante della Provincia nel CdA, anche se poi abbiamo saputo della sua nomina dai giornali. Tuttavia se il Comune e la Provincia staranno vicini all’università avranno modo di far valere le ragioni degli studenti e dei lavoratori ma anche degli interessi storici, culturali ed economici che riveste la nostra Università. Se pensiamo ai buchi ed ai silenzi responsabili dovremmo solo incazzarci, in ogni caso vigileremo e cercheremo di rapportarci con i veri protagonisti dell’ateneo: lavoratori e studenti!
6) Che cosa ne pensa della proposta di abolizione delle province?
E’ una bufala, basti pensare che Di Pietro ha votato l’aumento di 1230 euro mensili alla già vergognosa indennità dei parlamentari (circa 20000 euro mensili tra indennità ed accessori). Inoltre l’unica cosa che può abolire sono i rappresentanti eletti dal popolo, perchè qualcuno le strade le dovrà pur fare e tutte le altre funzioni che svolgono le provincie che fine faranno? Cambierebbe il nome e basta. Sono solo buffonate.
Abolirle costerebbe il doppio che tenerle. A me sembra che Di Pietro voglia fare solo propaganda a meno che non vuole dare tutte le funzioni al Prefetto o al Questore e togliere al popolo la possibilità di eleggere i propri rappresentanti.
E’ una visione politica ma non è certo vicina alla mia!
E poi non penso che si risolverebbero i problemi del debito pubblico risparmiando i 60 euro lordi di un consigliere.
7) Quali sono le prospettive futuro del suo partito e i possibili rapporti futuri con il centrosinistra senese?
L’obiettivo del mio partito dovrà essere quello di riannodare i rapporti con il proprio elettorato, con i lavoratori, con gli studenti, con i disoccupati, con chi ha grosse difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Non ci interessano poltrone o potere. Ci interessa che le cose migliorano per i senesi. In ogni caso spero che i rapporti con il centro-sinistra migliorino, questo non vuol dire che dobbiamo entrare in maggioranza ma poter dare il nostro contributo rimanendo ognuno al suo posto. La vedo dura perché l’atteggiamento del Centro-Sinistra è spesso simile a quello di Berlusconi con il governo nazionale e cioè pensa tutto lui!
Luglio 13th, 2011 — Note redazionali

Gli Uffici di Cesare Mori e Il Maestro James , dopo aver consultato la redazione tutta e gli orienti vicini e lontani, esprimono piena soddisfazione per i pronunciamenti congiunti del sindaco e del presidente della provincia di Siena in merito alla situazione dell’università. ( che riportiamo con il link http://www.sienafree.it/universita/203-universita/24128-bezzini-e-ceccuzzi-rafforzare-il-legame-tra-citta-provincia-ed-ateneo )
Siamo qui a rappresentare volontà diffuse nella società civile e in gran parte del mondo universitario: Il rettore di fiducia di Stefano Bisi, Angelo Riccaboni e la signora Ines Fabbro per il bene dell’Università di Siena e di tutta la comunità sono invitati a dimettersi dai loro incarichi e quindi smetterla di suicidare l’ateneo. Non è più sostenibile una situazione del genere. Hanno fallito in tutto: hanno macellato i lavoratori, hanno annientato la sinergia istituzionale, hanno indebolito l’intera struttura universitaria. Non hanno piu’ la fiducia della comunità senese e di conseguenza devono allontanarsi e quindi permettere (per evitare il commissariamento) nuove elezioni.
E’ fallito un sistema autoreferenziale e baronale sostenuto dal solo Stefano Bisi e da qualche soggetto residuale dell’impero tosiano. Vi sembra possibile tenere inchiodato al muro del pianto un intero ateneo solo per mantenere i privilegi di baroni e degli amici dei dissestatori? Chiudiamo questa brutta pagina e nel contempo invitiamo lo stesso Bisi a prendere atto del fallimento del suo groviglio. Il buon senso gli indicherebbe la strada di mollare la presa. Comunque, siamo ancora in attesa di un suo articolo in merito al processo sul concorso universitario che vede tra gli imputati Marcolongo e Bruno Frediani.
Questi Uffici e Il Maestro James nel dire Ciao Angelo, Ciao Ines e salutando Stefano Bisi, propongono alle istituzioni tutte di stimolare, dopo le dimissioni o defenestrazione di Riccaboni e Fabbro, un sano dibattito interno all’università dal quale possa scaturire una o più candidature di rottura netta con questa brutta pagina .
Per risanare e rilanciare l’università servono scelte partecipate e nel pieno regime della certezza della legalità.
Cesare Mori
Maestro James
Luglio 12th, 2011 — Note redazionali

Ci mancava solo l’indecente proposta del rettore pro tempore Riccaboni (ricordiamo che la sua elezione è al vaglio dei magistrati) tesa a creare una sorta di università dittatoriale e degli amici degli amici. Non contenti di aver distrutto un’importante università, di averla dissestata con azioni banditesche, che cosa si inventano i successori del faraone Tosi? Prima le dichiarazioni del Riccaboni affermando che lui va avanti anche contro il parere negativo dei revisori dei conti; oggi invece lo stesso Riccaboni in accordo con la Fabbro e con il sostegno giornalistico del Bisi (vedi il silenzio assoluto) pretenderebbe di escludere dalla composizione del cda gli enti locali e quindi ricamarsi un sistema di gestione chiuso, autoreferenziale sul modello del partito di Verdini del tipo “si fa come cazzo ci pare”.
In un paese in cui certi uffici funzionano adeguatamente non sarebbero passati nemmeno due giorni: il Riccaboni si sarebbe trovato fuori dalla porta. Ma di questo ne parleremo il 21 luglio 2011.
Che cosa aspettano i partiti, le forze sindacali, tutte le istituzioni senesi a prendere le dovute posizioni pubbliche contro il neoberlusconiano Riccaboni? Ora si spiega il perché la Gelmini non è mai intervenuta contro il dissesto dell’università: il Riccaboni e la Fabbro sono sostenuti dai berlusconiani Verdini e Rocco Girlanda e di conseguenza anche dal gruppo editoriale di Girlanda rappresentato a Siena dal giornalista d’inchiesta Stefano Bisi. A proposito Bisi, come mai non scrivi nulla sul processo del concorso universitario che vede tra gli imputati Marcolongo e Bruno Frediani? Perché non fai un salto in Via Franci? Ci risulta che oggi il processo è partito anche se gli avvocati dei due imputati avevano tentato di farlo rinviare. Perché Riccaboni e Bisi non intervengono sul concorso universitario oggetto di procedimento penale in corso?
Il quadro, intorno e dentro l’ateneo, dal dissesto, alle elezioni del rettore, ai concorsi truccati, alle ipotesi di cartolarizzazioni e non ultima la proposta di escludere la società civile e istituzionale di Siena dal cda dello stesso ateneo, è meritevole di un maxi processo e di indagini serrate. Nel frattempo spero non tardino le prese di posizione delle istituzioni e delle forze politiche. Se gli ultimi due giapponesi del groviglio bisiano, Riccaboni e Bisi vogliono continuare a ruzzare perché non si ritirano su qualche atollo sperduto e quindi la smettono di destabilizzare il sistema e di far pesare sulle spalle della collettività i loro ruzzini?
p.s. Dobbiamo dare atto alla Nazione di Siena di aver prodotto in questi giorni articoli chiari e professionali su tante vicende che il sistema dell’informazione legato al Bisi pretenderebbe di occultare o al massimo di strumentalizzare.
Luglio 11th, 2011 — Note redazionali
1) Antonio Giudilli, come ha accolto la nomina a nuovo commissario dell’idv senese? quali saranno i primi passi per rilanciare il partito nella realtà della nostra provincia e della città?
La mia nomina è stata il frutto di una scelta condivisa all’interno del gruppo dirigente, il quale ha ritenuto che fossi la persona più adatta, forte anche del ruolo che ricopro in consiglio provinciale, a “traghettare” il partito verso il congresso straordinario previsto per il prossimo autunno. in quest’ottica ritengo che nei prossimi mesi Idv Siena debba continuare nel processo di radicamento su tutto il territorio provinciale, attraverso il coinvolgimento degli iscritti e di quanti vorranno avvicinarsi al nostro partito. Allo stesso tempo, Idv dovrà essere sempre più soggetto politico attivo e propositivo per quanto riguarda le problematiche senesi e provinciali e dovrà effettuare la propria azione politica mettendo al primo posto la salvaguardia degli interessi dei cittadini.
Il nostro partito sul piano nazionale ha da sempre combattuto le distorsioni derivanti dalla presenza dei cosiddetti poteri forti – che a Siena sono ancora più forti – e noi dovremo fare lo stesso sul piano locale. La mancata elezione di un nostro consigliere non deve precludere o inficiare minimamente la nostra azione politica su Siena, che anzi deve essere assidua e incisiva specie sulle tematiche che hanno caratterizzato l’accordo con Franco Ceccuzzi (Fondazione MPS, Cultura e Urbanistica).
2)oltre a questo ruolo politico, lei è anche consigliere provinciale di maggioranza: come giudica il lavoro della giunta provinciale e quali sono secondo lei le questioni da affrontare con urgenza?
Credo che la Giunta abbia fatto un ottimo lavoro in questi primi due anni, che, lo ricordo, sono stati interessati da una forte crisi economica caratterizzata per di più da pesanti tagli dello Stato. A differenza del Governo, l’amministrazione provinciale si è fatta carico sin dall’inizio delle problematiche conseguenti, dando risposte mirate nei limiti delle risorse e delle specifiche competenze. Rispetto alle cose da fare io sono dell’idea che se ben pianificate, le urgenze debbano tendere allo zero e debbano essere dettate soltanto da eventi imponderabili. Credo comunque che alcune priorità ci siano e che vadano individuate nelle misure tese a creare nuova occupazione e in nuovi settori: il recente atto di indirizzo approvato durante l’ultimo Consiglio Provinciale va sicuramente in questa direzione.
3) Che valutazione ci offre sulla situazione della Fondazione e Banca MPS?
La Fondazione e la Banca sono un patrimonio da difendere e da valorizzare. Purtroppo stanno attraversando entrambe un periodo di sofferenza dovute da una parte alla situazione contingente dei mercati e dall’altra ad alcune scelte ambiziose della Banca avvenute in passato e forse nel momento sbagliato. La situazione in cui versa la Fondazione (e Siena tutta) è conseguenza di quelle scelte. Ora però è il momento di fare quadrato: credo che la Città (tutta) e le sue Istituzioni in questo momento debbano sostenere la Banca e la Fondazione con tutti i mezzi a disposizione. Credo anche che il nuovo Provveditore Claudio Pieri, cui vanno i miei auguri di buon lavoro, abbia le competenze e le capacità giuste per affrontare e superare nel migliore dei modi questo difficile momento.
4) come sono i rapporti tra l’IDV e i partiti della coalizione qui a Siena?
IDV Siena non faceva parte della maggioranza uscente, di conseguenza i primi contatti con le altre forze politiche si sono avuti al tavolo del centro sinistra per la definizione del programma di mandato. Un dialogo iniziato allora e che continua tutt’ora attraverso la partecipazione ai gruppi di maggioranza: uno dei luoghi deputati alla presentazione del nostro contributo di idee utili all’attuazione del programma o alla soluzione dei problemi che si presenteranno nel corso dei prossimi cinque anni.
5)un giudizio sulla situazione nazionale.
Molto preoccupante: lo stato in cui versa il sistema economico finanziario, quello infrastrutturale e politico fa avvicinare sempre più il nostro Paese a quelli del Terzo Mondo. Altro che Grecia. L’Italia deve liberarsi dell’attuale sistema di potere al più presto. I segnali per un’inversione di tendenza ci sono: basti pensare al risultato referendario e alle ultime amministrative. Non bisogna cullarsi sugli allori ma occorre dare vigore a queste indicazioni. La politica deve tornare ad essere il luogo delle idee, della visione e del coraggio delle scelte; deve scrollarsi di dosso le influenze dei poteri forti e occulti e deve come bussola i valori sanciti dalla nostra Costituzione. Ma sono tuttavia ottimista: confido molto nel ruolo che le donne avranno in futuro nel dare le risposte che l’Italia si aspetta dalla politica e la nascita del Movimento delle Donne ne è la conferma.
6) come valuta la nuova giunta comunale di Siena?
Una squadra capace, in grado di esprimere quelle azioni incisive e necessarie che da troppo tempo la Città attende ma che dovrà fare i conti con una difficile congiuntura economica.