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Gennaio 13th, 2011 — Note redazionali
Qualcuno di voi si ricorda il film Johnny Stecchino, il cui personaggio era interpretato dal toscano e bravissimo attore Roberto Benigni? E vi ricordate quale era il problema principale nella Palermo in cui lo stesso veniva ambientato? Il traffico.
Ovviamente il genere in cui viene catalogato il film è “comico”. Qua, invece, da ridere c’è poco. Oggi il quotidiano di Bisi ricorda un pò la scena di quel divertente film.
A Siena, in questi giorni, è in corso una non stop sull’approvazione del Regolamento Urbanistico con tutto ciò che questo comporta in termini anche di equilibri politici in vista di elezioni comunali che si stanno avvicinando sempre di più.
A Siena, in questi giorni, ci sono famiglie e famiglie che hanno i propri cari presso la struttura del Campansi (e non li hanno lì per la villeggiatura) e che contestano i rincari delle rette che sono loro piovuti, come si dice, tra capo e collo.
A Siena, in questi giorni, i dipendenti dell’Università hanno ricevuto la “bella” notizia che, per colpa della scelleratezza di saccheggiatori di casse pubbliche, i loro stipendi subiranno delle penalizzazioni economiche.
A Siena, in questi giorni, sta succedendo tutto questo.
E, a fronte, di ciò, cosa fa Bisi (che, intendiamoci bene, è pienamente legittimato a farlo, il giornale lo dirige lui) pensa bene di dedicare due intere pagine con tanto di richiamo in prima a che cosa? Al puma.
Tralascio di seguire le orme (parola quanto mai opportuna dato l’argomento, benché inesistenti) della facile ironia. Solo alcune riflessioni.
Campansi. Non pensa, Bisi, che sarebbe logico che un caporedattore facesse un intervento su un tema così rilevante? Oppure ritiene che l’aumento di ben 124,50 euro al mese – soprattutto di questi tempi – non sia cosa degna di grande interesse per una famiglia? Ha idea cosa significhi per un bilancio familiare composto da uno stipendio medio e quanto un tale aumento possa incidere? Perché non dice cosa ne pensa degli aumenti delle rette proposti dal presidente Corsi?
Università. Le rappresentanze sindacali dell’Ateneo – eccezion fatta della CGIL universitaria – hanno lanciato l’ennesimo grido per tenere alta l’attenzione su questa vergognosa vicenda.
Si sta parlando di toccare gli stipendi, non so se è chiaro. E tutto ciò sta avvenendo a Siena. Il motivo? Le casse universitarie sono nel più profondo rosso. A rifarcela sono i dipendenti (e non sono parole populistiche, è realtà).
Esiste un vecchio motto che dice “chi sbaglia, paga“: mica penseremo sia colpa loro? E anche su questo oggi nulla: dobbiamo credere che l’argomento puma sia più rilevante di una cosa del genere? Qui c’è la qualità della vita di migliaia di dipendenti in ballo, non so se è chiaro anche questo.
Se la questione informazione non fosse una cosa più che seria, diremo che la vicenda sta diventando una macchietta.
Suggeriamo a Bisi, fra i tanti appelli che ogni tanto lancia, perché non ne fa uno al Rettore Riccaboni affinché dica parole di sdegno per il dissesto dell’Ateneo e affinché si muova, fattivamente, insieme al Direttore Amministrativo per rintracciare, andando a ritroso negli anni, le persone che hanno generato il c.d. buco?
Riccaboni, è facilmente immaginabile, se la sarà fatta un’idea di chi possa esere stato a generare il dissesto. Ribadisco, a prescindere dalle responsabilità amministrative e penali (perché in carico a qualcuno prima o poi dovranno di sicuro essere ricondotte, dato che sarebbe strano che centinaia e centiania di miliardi delle vecchie lire siano spariti per magia) Bisi pensa che esistano responsabilità morali in questa vergognosa vicenda?
O davvero pensa che il puma meriti un palcoscenico assai più ampio di questi argomenti?
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 12th, 2011 — Note redazionali
PD, PDL, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SEL, PDL, SIENA FUTURA E ITALIA DEI VALORI in vergognoso silenzio mentre il duo Riccaboni-Fabbro attaccano i lavoratori dell’università, ingenerando una non più sopportabile situazione di smarrimento, rabbia e preoccupazione sul versante economico tra tutti i dipendenti.
Questi due pretenderebbero di far pagare a coloro che colpe non hanno la situazione di dissesto che vive l’Ateneo mentre le responsabilità sono da ricercare in quella gestione e in quella nomenclatura di cui Riccaboni faceva e fa parte.
La situazione non è più accettabile e non comprendo questo vergognoso silenzio. Troppo comoda partire per Roma con bandiere e slogan riempiendo le piazze e quando poi la realtà del lavoro vi chiede sostegno voi dirigenti di partito sparite, anzi vi schierate con “i padroni”. Vergogna,non posso dirvi altro: solo vergogna e ancora vergogna.
In questo vuoto di politica ed etica e rispetto delle persone, non rimane altro che sollecitare la magistratura per avere risposte giuste e non più rinviabili nel tempo.
Io e il mio gruppo siamo al fianco dei lavoratori e nel contempo rinnoviamo la richiesta di dimissioni al rettore Riccaboni.
Maestro James
Gennaio 12th, 2011 — Note redazionali
Vi invio questa mia breve lettera, anche se non vi conosco, ma questo per me non ha importanza. Tramite facebook ho letto che voi seguite con molta attenzione e date spazio alle problematiche dell’università di Siena, luogo in cui lavoro da diversi anni e quindi ho deciso dopo giorni di riflessioni di scrivere e scrivere perché non sopporto piu’ la situazione che vivo e che viviamo come lavoratori.
Il rettore (che io ho votato) e il direttore amministrativo intendono,come annunciato dalla stessa con una lettera,far pesare (togliendo soldi al nostro stipendio)sul personale la crisi dell’ateneo dovuto al dissesto finanziario di quasi 250.000.000 milioni di euro.MA CHE COLPA ABBIAMO NOI?
Devo ammettere che rimpiango il rettore Focardi e comprendo solo ora di aver sbagliato nel seguire le indicazioni della CGIL e di Iantorno votando per Riccaboni.
Ma ciò che mi arreca tristezza e delusione è il silenzio di Rifondazione Comunista che non ha mai detto niente di niente a difesa dei lavoratori dell’ateneo, anzi Iantorno difende Riccaboni e la Fabbro.
A questo punto io e la mia famiglia non voteremo più il partito di Iantorno e per tutelare i miei diritti di lavoratore non posso fare altro che rivolgermi a un avvocato. Poi si vedrà e vediamo cari dirigenti comunisti (si fa per dire) quanti voti troverete nelle urne alle prossime elezioni.
Un dipendente deluso e triste
Gennaio 12th, 2011 — Note redazionali

Nel leggere alcuni documenti pubblici dell’università siamo venuti a conoscenza di una struttura denominata CRESCO il cui responsabile era l’attuale rettore pro tempore Angelo Riccaboni.Essendo esterni alla struttura universitaria, ma attenti alle vicende della stessa,crediamo che sarebbe opportuno approfondire nell’interesse generale la questione del CRESCO.
Gennaio 12th, 2011 — Note redazionali
Il partito di maggioranza relativa al Governo Nazionale, ossia il PDL, ancora non pare avere le idee chiare su quale potrebbe essere il proprio candidato a sindaco.
Ma sono le idee a non essere chiare, oppure è difficile che qualcuno accetti di farlo?
Vediamo perché chiedendo aiuto ai numeri, che si sa in politica hanno un certo peso.
Alle amministrative del 2001 il candidato a sindaco per la Casa delle Libertà Massimo Fabio raccolse il 29,8% di consensi.
Alle elezioni comunali del 2006 l’allora candidato per il centro destra (tirato fuori all’ultimo tuffo) Alessandro Manganelli, portò a casa un magro risultato del 12,77%.
E il dato non poteva certo essere diverso considerato che Forza Italia prese un misero 5,93% e Alleanza Nazionale un altrettanto misero 5,18%.
Quindi, numeri alla mano, il centro destra è stato capace di perdere, in cinque anni e con il Governo a Roma, abbondantemente ben oltre la metà dei propri elettori.
Stavolta riusciranno a prendere una percentuale a due cifre?
E’ logico che, in un tale panorama è ben difficile trovare un candidato.
Un politico puro è difficile che possa accettare, quindi andrebbero esclusi sia Lorenzo Rosso che Claudio Marignani perché se non dovessero essere in grado di superare quantomeno l’asticella di un 16-18% (dato che il PDL è la somma di due partiti) andrebbe a macchiarli per un bel pò il personale curriculum politico.
Quindi va cercato altrove. Ma dove? Nella c.d. società civile. Ma anche qui, chi è che si presterebbe a questo gioco?
Un qualsiasi professionista quale interesse potrebbe avere ad immolarsi sull’altare di una sconfitta certa? Magari sentendosi dire alle spalle ‘hanno messo lui perché non ci stava nessun altro? I rumors cittadini sul PDL dicono giri un sondaggio che li darebbe al 9%, un pò pochino per decidere di metterci la faccia.
P.S. qualche ingenuo del centro sinistra (o meglio qualche ex Ds) a questo punto potrebbe dire, se è così allora abbiamo già vinto: domanda, siamo proprio certi che per il PD, se il 9% del PDL fosse verosimile, sarebbe un bene? I latini dicevano “Intelligenti Pauca“.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 11th, 2011 — Note redazionali
Raoxsnà, la brillante, lentamente, per chi veglia con gli occhi fissati all’emisfero celeste, è giunta sopra il capo samt al-ra’s dell’antico guardiano. L’oscurità adesso conosce la speranza della luce, la fragile fede che ciandrà-mas alimenta sin dal crepuscolo per confortare i dispersi nelle tenebre. A che punto è l’oscurità delle coscienze … il tormento dei custodi non conosce requie. V’è un limite invalicabile che segna il luogo esatto dell’anima oltre il quale non è lecito procedere.
Viene detto il non-ritorno.
Quali sono le coordinate dell’anima che naviga a vista, quanto tempo ancora resta al principio immateriale רוח adduggiato e gravato prima che le costellazioni sanciscano il termine dell’era che sin ora ha contemplato lo sguardo … non è dato sapere l’ora, è concesso avvertire gli indefiniti presagi che nulla hanno della divinazione, ma che dalla mente discendono, che l’intelletto percepisce come vaghi segnali di un disagio diffuso. Cavete signa. Vi sono istanti che scandiscono la fine di un tempo storico. La circolarità e la natura ciclica del cosmo sostanziata nell’ουροβóρος esige un momento di rottura, uno iato che consenta il rinnovamento e l’eterno ritorno. La frattura non necessariamente è colta come un doloroso e traumatico sconvolgimento, talvolta i passaggi sono graduali e si dispiegano nel corso di secoli che predispongono un nuovo avvento. Si va radicando nella percezione di coloro che sono prossimi al risveglio, la consapevolezza dei transfughi, dei superstiti di un universo spirituale che va dissolvendosi. I più inseguono ignari l’ectoplasma di un mondo che è già trascorso.
La trasfigurazione si ipostatizza sul tramite della realtà fenomenica ed eventuale percorrendo i sentieri del disorientamento, dell’assenza di verità che si confidavano assolute, nella corruzione delle intime certezze, nella dissoluzione della σοφία ed il λόγος ritorna ignoto.
Prossimi sono i tempi Vegliate dunque.
“Voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». (Marco 13,33 – 37)
Uriel David

Gennaio 11th, 2011 — Note redazionali
D) Buonasera Vulvia,scusi la mia telefonata improvvisa ma un grosso problema investe le nostre testate giornalistiche locali:Il puma è visibile ad occhio nudo o come si vocifera in ambienti paranormali è un animale misterioso?
R) Buonasera sono dentro la redazione di nanoducational channel ma pochi minuti posso dedicarli a questo vostro annoso problema.Puma su nanoducational channel…misteri della vita … era un puma o una suggestione felina di passanti innamorati? doamnda a cui la scienza moderna non trova risposte … ma solo su nanoducational channel avrai le tue risposte.Si,il puma è un animale … su questo siamo sicuri … misterioso ad occhio nudo!!!
D) Quindi non ci sono speranze di scovare questo puma che viene avvistato un giorno si e un giorno pure nelle vicinanze di Siena?
R) Non è escluso di sì … basta accendere la televisione su nanoducational channel…qui trovi tutto.Da mbuti al puma innamorato girellone in cerca di tane su tane…su nanoducational channel
D) Grazie per la breve conversazione e nel salutarla un ultima domanda:secondo lei per quanti giorni ancora le nostre testate parleranno di questo puma?
R) Misteri del puma misterioso … su nanoducational channel …
Gennaio 11th, 2011 — Note redazionali
DA REPUBBLICA
Scrivi un libro con papà e la carriera diventa più facile
Quando il cognome apre le porte delle riviste più prestigiose
di Franca Selvatici
«L´attività scientifica è documentata da 36 lavori in extenso e da numerose comunicazioni a Congressi internazionali, alcune delle quali pubblicate negli Atti. La qualità dei lavori è assai buona e alcuni di essi sono pubblicati su riviste con elevato impact factor». E´ il giudizio pronunciato da uno dei commissari di concorso sull´attività scientifica di Antonio Taddei, figlio del professore ordinario Gian Luigi Taddei, direttore del dipartimento di patologia umana e oncologia della facoltà di medicina di Firenze, policlinico di Careggi. Il 26 giugno 2007 Antonio Taddei, pur non avendo ancora completato la scuola di specializzazione, ha vinto un concorso di ricercatore di chirurgia generale nella facoltà di medicina di Firenze, policlinico di Careggi.
Il suo caso, come molti altri del resto, dimostra il vantaggio competitivo di cui godono i figli dei professori universitari che intendono intraprendere la stessa carriera dei genitori. Una discreta quantità delle pubblicazioni di Antonio Taddei, così apprezzate dai commissari di concorso, ha infatti fra i coautori suo padre Gian Luigi, e riguarda argomenti più attinenti alla anatomia patologica (la materia del padre) che non propriamente alla chirurgia. Come nota timidamente uno dei commissari di concorso, che del candidato Taddei scrive: «Presenta un lungo elenco di pubblicazioni (36) su riviste nazionali ed internazionali con impact factor con elementi di assiduità e di continuità nel tempo, anche se è presente in alcuni casi una originalità di ordine anatomo-patologico».
Una allusione abbastanza chiara, ma niente di più. In nessuna delle numerose relazioni di concorso che abbiamo avuto il modo di esaminare vi è mai il minimo cenno al fatto che molte apprezzate ricerche dei candidati immancabilmente destinati alla vittoria sono firmate anche dai loro illustri genitori.
Le pubblicazioni con babbo (e qualche volta mamma) non sono una esclusiva dei figli dei professori fiorentini. Anche l´università di Siena vanta una consolidata tradizione in materia. A partire dalla vicenda del concorso per ricercatore in malattie dell´apparato visivo vinto il 10 marzo 2003 da Gian Marco Tosi, figlio dell´allora rettore dell´Ateneo senese Piero Tosi, ordinario di anatomia e istologia patologica. All´epoca del concorso Gian Marco Tosi era un giovane medico brillante: «Autore – scrissero i commissari – di 24 fra pubblicazioni e abstracts, la gran parte delle quali su riviste di oftalmologia internazionali con elevato fattore di impatto».
I commissari non lo rilevarono, ma le pubblicazioni di maggiore rilevanza scientifica erano quelle in cui il nome di Gian Marco Tosi appariva, insieme con altri, accanto a quello di suo padre Piero Tosi e del professor Antonio Giordano, professore ordinario di patologia alla Thomas Jefferson University di Philadelphia, chiamato nel successivo 2004 dal rettore Tosi a dirigere un dipartimento di oncologia nell´ateneo senese. Concorso del figlio e chiamata del professor Giordano sono poi costati molto cari al professor Tosi, finito sotto inchiesta, sospeso dalle funzioni, costretto a dimettersi e ora in attesa di difendersi in aula da una serie di accuse, fra cui quella di tentata concussione dello studioso che, a suo rischio e pericolo, osò sfidare Gian Marco nel concorso di oculistica.
Il 2 maggio 2006, a neppure 28 anni, il dottor Francesco Setacci è divenuto ricercatore di chirurgia vascolare presso la facoltà di medicina dell´università di Siena, dove suo padre Carlo è ordinario di chirurgia vascolare. Oltremodo lusinghieri i giudizi dei commissari: «Il candidato mostra un curriculum ben articolato e progressivamente sviluppatosi, sin dalla tesi di laurea, tutto nell´ambito della chirurgia vascolare… L´attività di ricerca è manifestata da una produzione scientifica di assoluto livello qualitativo su argomenti di grande interesse e attualità, mostrando così un definito e coerente orientamento verso i temi oggetto delle innovazioni tecnologiche e quindi terapeutiche. Numerosi sono i lavori scientifici di rilevante interesse soprattutto nell´ambito delle terapie endovascolari dei tronchi sovraortici e dell´aorta. La produzione scientifica appare originale, ben sviluppata anche nell´analisi dei risultati».
Buona parte delle pubblicazioni vivamente apprezzate dai commissari di concorso risultano firmate da Francesco Setacci insieme con il padre Carlo, oltre che con altri autori. La stretta collaborazione li ha indotti a lavorare fianco a fianco nel reparto di chirurgia vascolare del policlinico Le Scotte, dove Francesco Setacci risulta tuttora operativo nonostante le direttive dell´assessore regionale alla salute Enrico Rossi dirette a interrompere la tradizione di padri e figli o mariti e mogli che lavorano nello stesso reparto e si trasmettono gli uni con gli altri i posti in ospedale o all´università.
Gennaio 11th, 2011 — Note redazionali
Riceviamo e pubblichiamo
Nel mese di settembre, poco prima di andare via, il D.A. Barretta aveva emesso degli avvisi di mobilità interna (come prevedono la normale procedura e gli accordi sindacali). Sicuramente ciò era il frutto di un accertato bisogno di personale da parte di determinate strutture. Dalla fine di settembre, cioè da quando la procedura relativa a quei bandi era stata conclusa, i trasferimenti sono rimasti sospesi. Pensavamo che il D.A. reggente non se la sentisse di firmare i decreti ed aspettasse l’insediamento del nuovo D.A., ma nemmeno questa li ha firmati. Contestualmente però è stata adottata una nuova procedura (almeno credo) per i trasferimenti: la chiamata “ad personam”. Il nuovo staff della segreteria del Rettore è stato trasferito senza il minimo bando, nessuno sapeva, ma forse qualcuno poteva essere interessato. Stessa cosa per il Centro Servizi della Facoltà di Economia, nessun bando ma un trasferimento firmato direttamente dal D.A.
Morale della favola i bandi di Barretta sono stati messi in un cassetto e gli uffici (come il mio) che risultavano sotto organico si arrangiano (tanto gli straordinari non li pagano!!!). Ma la trasparenza amministrativa che fine ha fatto????
Non dovevamo dare almeno la sensazione che stiamo facendo le cose in maniera chiara e trasparente? E’ vero, l’Università ha molti problemi, troppi, ci sono priorità maggiori … questa storia va avanti da due anni, ora basta!!!!
Gennaio 11th, 2011 — Note redazionali

Volere la buona politica: e chi mai ne vorrebbe una cattiva? Sarebbe come chiedere se qualcuno è favorevole alla fame nel mondo. Lascio alla vostra immaginazione la risposta ad entrambi i quesiti. In tutta sincerità penso – anzi sono quasi sicuro – che l’agire in politica in una maniera sana, sobria e responsabile non debba essere affermato verbalmente di continuo, perché si rischia di ingenerare il sospetto che prima di ribadirlo agli altri debba essere ricordato a noi stessi. Oppure, il nostro agire è già improntato a questi principi e, in questa seconda ipotesi, il ribadirlo di continuo è per denunciare qualche malcostume. Ma allora si faccia uno sforzo di coraggio in più e si facciano anche un pò di esempi concreti e non si lasci sempre tutto alla libera interpretazione dell’interlocutore, con tutti i possibili fraintendimenti e ricostruzioni del caso. Se la politica incarnasse ogni giorno questi valori non sarebbe necessario ricordarlo ai cittadini, perché questi se ne accorgerebbero da soli. Il rischio di eventi come quelli del Forum, è di passare per un qualcosa ai autoreferenziale. Quanto sarebbe stato più utile al PD fare un’iniziativa su qualche argomento concreto e tangibile? Prendiamo la vicenda Università, per esempio. Da quello che si legge sulla stampa locale, non sembra che – almeno come responsabilità morale – sia stato detto nulla nel Forum di ieri sera. Forse, toccando l’argomento della buona politica e dell’etica, una parolina sull’argomento poteva anche essere pronunciata (facendo una considerazione del tutto cinica, anche i dipendenti dell’Ateneo votano e quindi ogni tanto sarebbe bene ricordarsene che sono un pochino incavolati e lo sono a ragione). L’Università poteva essere utilizzata come parametro di confronto tra i principi che dovrebbero ispirare un agire gestionale sano (buona politica) rispetto al saccheggio delle casse dell’Ateneo (cattiva politica), per esempio. Oggi nei vari resoconti si leggono tante belle e scontate parole, ma dubito che la gente abbia davvero necessità di questo. Le solite frasi del tipo, costruiamo un luogo in cui le persone possano dire le proprie opinioni e svolgere un ruolo da protagonista, le leggiamo ovunque e sappiamo bene che, nel concreto, non vogliono dire nulla. O meglio, il creare questi “luoghi” a ridosso delle tornate elettorali rischia di creare solo l’effetto opposto, perché se un partito (e soprattutto chi ne fa parte) svolgesse davvero la sua funzione, i desiderata delle persone, quantomeno di massima, si conoscerebbero eccome per il semplice fatto di stare in mezzo alla gente ogni giorno. Se, però, questo contatto si perde perché si dà per scontato che quella stessa gente possa essere avvicinata solo all’ultimo momento dandole un nome da votare, allora è chiaro che si debbano inventare tutte le forme per cercare di riprenderne la fiducia. Il PD senese ha senza dubbio i suoi consulenti in comunicazione che studiano cosa sia meglio e sono certo che lo fanno con senso di responsabilità. Ma, a mio personalissimo giudizio, mi sembra che l’aspetto comunicazione sia quello che più di ogni altra cosa avrebbe bisogno di essere rivisto perché, in tutta sincerità, non mi sembra del tutto efficace. Si parla di nuovi mezzi di comunicazione, si parla di internet. Ma non basta passare dall’ambiente reale a quello virtuale senza apportare nessuna modifica nelle tecniche della comunicazione stessa. Ciò che un osservatore non esperto come me percepisce, è che ci si limiti solo a traghettare nel web, così com’è, un linguaggio che appare un pò vecchiotto e consunto già al di fuori della sfera virtuale. Ma il linguaggio che avvicina gli internauti deve essere completamente diverso; deve essere rapido, veloce, fatto di immagini efficaci e soprattutto accattivante. Forse, anche su questo versante, una breve riflessione il PD potrebbe farla. Il tempo passa e le lancette dell’orologio verso le elezioni comunali continuano a correre.
Firmato
La Primula Rossa