Entries Tagged 'Note redazionali' ↓
Gennaio 19th, 2011 — Note redazionali
Resurrezione è termine che annuncia il ritorno dalla morte alla vita, l’eterno ciclo del tempo e dello spazio che senza soluzione di continuità si rinnova costantemente e a nuova vita rinasce.
Gli antichi riti misterici celebravano la ricorrenza armonica del metamero vita-morte-rinascita delle correnti naturali. Nei Vangeli i lemmi greci che consacrano la risurrezione dai morti sono anastaseos nekron, (rialzarsi da coloro che sono morti) il cui significato definisce, sacralizzandolo il λόγος, la parola incarnata: Rialzarsi.
Rialzarsi nella forma riflessiva designa il recupero delle forze e dell’energia vitale, il ritorno al chiarore solare nel perpetuo moto degli avvicendamenti.
Il momento non è che il germe e al contempo la derivazione di un processo storico, sociale e culturale che non conosce principio costituente se non nell’istante della scaturigine suprema. L’evoluzione costante degli astri determina l’alternanza fra l’oscurità e la Luce generatrice della sostanza immanente e, specularmente, scandisce l’armonia trascendente. La proiezione mentale e spirituale collettiva si modula secondo i ritmi imposti dall’essenza del Creato. Ogni metamorfosi (μεταμόρφωσις) presuppone una morte simbolica, uno iato che rende sacro il ritorno della Luce dalle dimore dell’ombra.
Il simbolismo solare rammenta altresì la trasfigurazione la cui sostanza si rende concreta tramite la sua derivazione etimologica trans-” (trans-) e dal verbo “figurare” (dare forma) e la stessa resurrezione la cui allegoria è ipostatizzata nel sorgere del sole. Resurrezione e Luce, e dalla Luce procede anche la concretizzazione dell’idea astratta di Giustizia:”La mia giustizia sorgerà come un sole e i suoi raggi porteranno la guarigione … il giorno in cui io manifesterò la mia potenza, voi schiaccerete i malvagi …»
(Libro di Malachia, 3, 20-21)
La squilla avverte che è giunta l’ora:
Il suo eterno sole splenderà e il suo fuoco sarà fulgido in tutti i confini della terra; sulla tenebra splenderà. Allora la tenebra sparirà dalla terra, l’oscurità dalla terraferma. »
(Apocrifo di Levi (4Q541), frammento 9, colonna 1, righe 2-6
Sol Invictus, Lux lucet in tenebris
Uriel David

Gennaio 19th, 2011 — Note redazionali
Continuiamo a riflettere sui possibili scenari politici senesi partendo da un dato.
Ipotizziamo che stia terminando – o sia già terminato – un ciclo e che tra Stefano Bisi, l’amico fraterno di Enzo Viani ex presidente dell’aeroporto di Ampugnano (quello delle dichiarazioni sui 4 milioni di passeggeri, tanto per capirsi) e il PD, soprattutto gli ex Ds, il legame sia alle battute finali.
Questo, in effetti, sembrerebbe non essere molto distante dalla realtà. Ciò che, però, ancora non risulterebbe del tutto chiaro è: perché?
Perché dopo anni di informazione addomesticata o, comunque, più sensibile a certi aspetti politici piuttosto che ad altri (e Bisi non ce ne voglia, perché sa che questo corrisponde al vero e sa, altrettanto, quante volte ha dovuto mettere la faccia alla finestra per il quieto vivere) improvvisamente gli scenari sembrano essere cambiati?
A livello temporale l’empatia sembra essersi cominciata ad incrinare dopo le oramai infauste e famose dichiarazioni di Enzo Viani sull’aeroporto, da quel momento terreno minato per chiunque ci si avvicini.
La gaffe fu talmente tanto grave e creò a tal punto scompiglio (avendo peraltro dato un pazzesco assistrinvigorente al Comitato contro l’ampliamento dell’Aeroporto) che cominciarono un pò di mal di pancia all’interno del PD senese.
Da lì in poi è stata una escalation di, chiamiamole, incomprensioni tra Bisi ed il PD (soprattutto, al solito, ex Ds).
Ora, non vogliamo tediare troppo il lettore, ma ricordiamo solo brevemente che il Gruppo Editoriale che ricomprende anche il Corriere di Siena di Bisi è il Gruppo dei Cementieri Umbri Barbetti il cui Amministratore Delegato è l’on. Rocco Girlanda (PDL) legatissimo ad uno dei tre coordinatori nazionali, l’on. Denis Verdini.
Dato che la linea politica che Bisi sta ultimamente tenendo non pare essere sempre benevola al PD/Ds, ci chiediamo, politicamente parlando, dove questo interrotto o, quantomeno, parzialmente sospeso feeling possa portare lo stesso Bisi.
Forse per lui sarebbe meglio spostarsi verso il PDL? Ma a Siena, pensa sia una scelta vincente?
Abbiamo nei giorni scorsi ricordato, con numeri alla mano, che il PDL alle ultime elezioni comunali racimolò circa un misero 12% e che, stando ad un pò di rumors locali, le prospettive per le prossime elezioni dovrebbero essere ancora peggio.
E se, per puro caso, dovessero riprendere un pò di spazio sulle cronache le vicende giudiziarie di Verdini (dato che il PDL senese è legato a lui) è molto probabile che le percentuali potrebbero arrivare ancora più in basso.
Senza spirito di parte, ma del tutto asetticamente, in un vuoto del genere che sarà difficile per il PDL colmare in questa manciata di settimane che ci separano dal voto, è abbastanza probabile che la gente cerchi un approdo sicuro e non coinvolto in tante beghe, scandali e belletti vari.
Un contenitore che sia in grado di raccogliere ed ospitare al suo interno un pò di tutto; una scatola in grado di contenere, superando i vecchi e oramai logori schemi tradizionali, non tanto e non solo elettori legati a precisi partiti politici, quanto, piuttosto, semplici cittadini che si siano letteralmente stufati di questa non politica senese del PD (Ds) da una parte e dell’ectoplasmatico PDL dall’altra.
E questa non è propaganda per un probabile Terzo Polo più o meno allargato, è una semplice lettura dei fatti.
p.s. Sul versante candidature, avevamo pronosticato nei giorni passati che per il PDL sarebbe stato davvero un’impresa complicata trovare qualcuno disposto a metterci la faccia.
E al tempo in cui lo scrivemmo ancora non era in corso la nuova valanga “bunga-bunghista”. Figuriamoci adesso.
Chi accetterà in queste condizioni di candidarsi, o meglio, di immolarsi alle comunali di Siena per il PDL?
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 18th, 2011 — Note redazionali
Amor di verità mi costringe a riferire quanto avvenuto durante l’assemblea di ieri (indetta dalla CGIL ma rivolta a tutto il personale – forse vaghi ricordi di un passato glorioso) alla presenza dell’Avvocato del Sindacato e moderata dal Sig. Iacoboni. Tutti i presenti con cui ho avuto occasione di parlare riferiscono di “strani” sguardi, di attimi di silenzio imbarazzato, di risposte non congruenti ogni qual volta veniva associata la parola “dissesto” alla parola “personale docente”.
Due momenti sono stati emblematici. Alla domanda se il personale danneggiato dal dissesto potesse rivalersi su chi il dissesto ha causato, è seguito un balbettio incomprensibile dell’Avvocato … è venuto in soccorso il Sig. Iacoboni che, con tempismo da trapezista, ha precisato che la questione potrebbe risultare attuali nel momento dei processi contro i Dirigenti dell’ Università … i dirigenti dell’Università, Iacoboni ? I Rettori e gli altri docenti li abbiamo già assolti prima ancora di iniziare i processi ?
Una volta può essere caso; due però iniziano ad essere una prova … alla domanda se il dissesto può produrre la nullità degli atti amministrativi con cui sono stati assunti docenti, è seguito un attimo di imbarazzato abbassare gli sguardi, per poi passare con scatto repentino, quasi di biscia, ad altro argomento …
Concludendo: non è mia intenzione sparare sulla Croce Rossa, ma la questione è seria, investe la rappresentanza del personale dell’Università. Le questioni possono essere due: o in nostri compagni hanno un atavico tabù referenziale nei confronti del personale docente, oppure ci giocano interessi ed aspettative che non ho voglia neppure di immaginare … in ogni caso invito i nostri amici a farsi da parte e lasciare campo libero a chi il personale lo difende davvero.
Otto der Kommissar und seine Freunde
Gennaio 18th, 2011 — Note redazionali
Cari amici di Siena,
anche se sono lontano fisicamente, vi sono vicino con il cuore e con l’impegno di ogni giorno. Devo confessarvi che le notizie apparse su questo blog in merito alla pretesa nullità dei contratti degli stabilizzandi in un primo tempo mi ha veramente preoccupato … ma poi, una telefonata qua, una telefonata là, una notte pressoché insonne a studiare le norme, gli atti amministrativi ed i dati di fatto rilevanti, mi hanno rasserenato … con cuore pacificato posso quindi rassicurare voi.
Procedere agli annullamenti d’ufficio sarebbe non solo illegittimo e gravemente lesivo degli interessi di chi lavora, ma finanche dannoso alla cura degli interessi dell’Amministrazione … solo alcuni dati di fatto relativi all’ ipotesi (che non fatico a connotare come assurda e illegale) che l’Ateneo intenda perseguire la strada degli annullamenti d’ufficio:
- si ricordi che ad oggi nessuno è competente a dichiarare lo stato di dissesto di una Università che, pertanto, non è mai stato dichiarato con atto formale;
- nell’ipotesi si potrebbe ragionevolmente prevedere un cospicuo numero di ricorsi … e cosa pensi il Giudice del Lavoro di Siena in merito alle nullità fatte valere d’ufficio lo abbiamo visto nella sentenza in merito ai C.E.L. (per la declaratoria di nullità occorre una pronuncia dell’autorità giudiziaria, come da specifici principi validi nel campo del diritto del lavoro) … quindi, in primo luogo, giudice iper garantista (a tutta ragione) dei diritti dei lavoratori … e scusate se è poco … l’occasione per una ulteriore riprova di ciò sarà l’esito dei ricorsi degli stabilizzandi contro l’Amministrazione per ottenere l’assunzione: ho avuto occasione di vedere un ricorso e direi che le possibilità di esito positivo sono buone … pertanto: non solo chi è entrato non esce, ma anche chi è rimasto fuori ha buone possibilità di entrare …
- si ricordino poi gli stabilizzati che in Ateneo non sono soli: ci sono le organizzazioni sindacali, le Rappresentanze Sindacali Unitarie, i rappresentanti del personale nel C.D.A. che, stufi di continuare a vedere il personale T.A., esso solo, sopportare il peso del risanamento, inscenerebbero una vertenza come non si è mai vista all’Università … la misura è già colma adesso …
- ci troveremmo costretti (con iniziativa che onestamente mi ripugna ma, onestamente, quando ci vuole ci vuole) a chiedere con forza la declaratoria di illegittimità per tutte le spese disposte nel passato senza adeguata copertura finanziaria (tra cui, in primo luogo, i ricercatori assunti a tempo indeterminato sulla base di finanziamenti esterni per cinque anni, ovvero le assunzioni o “promozioni” di docenti avvenute in anni per cui, successivamente, è stato “acclarato” lo stato di dissesto) … sia ben chiaro, non con il fine di recar danno a chicchessia, ma semplicemente per riportare la questione nei suoi termini naturali e “bilanciati” …
- ciò comporterebbe, dulcis in fundo, la totale e definitiva perdita dei presupposti per ogni tipo di collaborazione proficua tra Amministrazione e personale.
Non conosciamo nessuna Amministrazione disposta a rischiare tutto questo. Resta in ogni caso fermo il giudizio di fondo sull’indirizzo ormai intrapreso dall’Ateneo, impegnato ad agire in modo approssimativo, sul bordo o oltre il bordo della legittimità e in modo assolutamente iniquo ed unilaterale, soprattutto quando si tratta di diritti di chi lavora.
Otto der Kommissar und seine Freunde
Gennaio 18th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici sono a rilevare come i dissestatori (e i dissestaTosi) non si limitano a dissestare Atenei, ma – grazie al partito di Verdini e del bunga bunga – anche le banche e vari altri enti. Si vede che la scuola è buona. Vi propongono perciò la lettura di questo articolo
Grandi appalti, perquisiti avvocati per le consulenze a Verdini
con speciale attenzione al passo sotto riportato
Tra le figure che compaiono nelle indagini c’è il professor Andrea Pisaneschi, uno dei due più illustri collaboratori dello studio Olivetti Rason (l’altro è il professor onorevole Pdl Gaetano Pecorella, uno dei numerosi avvocati del premier Silvio Berlusconi). Pisaneschi è titolare della cattedra di diritto costituzionale alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Siena. All’epoca del contratto di mutuo era consigliere di Mps di nomina Forza Italia. Due mesi più tardi, il 22 dicembre 2008, è stato designato presidente di Banca Antonveneta, dopo la acquisizione dell’istituto da parte di Mps. Anche il fratello Niccolò è docente a Siena.
Gennaio 18th, 2011 — Note redazionali

Chi è Ines Fabbro? Le prime notizie della signora Fabbro che ero riuscito a reperire sul motore di ricerca Google mi conducevano verso una sentenza a carico della stessa da parte della Corte dei Conti. E questa sentenza è e rimane tale anche se, dal giornale del Bisi la signora Ines arrampicandosi sugli specchi di un tecnicismo fuori luogo, tentava di banalizzarla. Ma questa è un’altra storia appunto e la sentenza non si cancella.
Ma la tatcheriana Fabbro non è solo una notizia su Google. Oggi ricopre, su base fiduciaria del rettore Riccaboni, l’incarico di Direttore amministrativo dell’ateneo senese e dagli intenti manifestati e dalle decisioni assunte, si presenta oltre che per la sua manifesta avversione nei confronti del personale tecnico-amministrativo (con la sola esclusione di quei pochi legati al gruppo della CGIL) come la testa di ariete della restaurazione , sotto la guida spirituale di Jolanda Cei Semplici, della nomenclatura tosiana. E questo si comprende sia per il modus operandi sia per i sostenitori fedelissimi che la Fabbro rappresenta. Cosi come dimostrato dalla famosa cena con la Jolanda Cei Semplici alla quale ha partecipato un altro personaggio noto dentro e fuori l’università come Marcello Rustici;cena che nessuno smentisce e le probabilità che possano giungere smentite si sono ridotte al 5%.Percentuale non casuale in questa vicenda.
Ma quali sono gli obbiettivi della Fabbro? Non è dato saperli fino in fondo ma si possono decifrare dal suo modus operandi e da alcuni suoi pronunciamenti. Innanzitutto la Fabbro non prende minimamente in considerazione il piano di risanamento dell’ex direttore Barretta, non intende aprire tavoli di concertazione reale con i sindacati, ma solo rapporti diretti con singoli esponenti di quella CGIL universitaria da sempre tosiana e direttamente attiva nella gestione dell’ateneo.
Di fatto la Fabbro sembra muoversi piu’ che per dare prospettive di rilancio all’ateneo, solo ed esclusivamente per creare due condizioni: la copertura della nomenclatura tosiana e aprirsi strade oltre Siena. Dimostrando con il suo operare di essere un dirigente pubblico in linea con la tendenza berlusconiana dell’idea di gestione degli enti pubblici.
A questo punto il problema per l’ateneo non è la Fabbro perché questi sogni di gloria svaniranno al sesto rintocco del “campanello” , ma il vero problema dell’ateneo sono i silenzi della politica locale e delle istituzioni e l’assenza (salvo alcuni settori del personale amministrativo) di una presa di coscienza del declino dell’istituzione da parte di tutto il corpo docente e di tutto il personale tecnico-amministrativo.
Attendere i risultati delle indagini della magistratura è necessario e anche giusto ma se non cambia la mentalità all’interno dell’ateneo, nemmeno lo sbarco dei marines spazzerà via la sottocultura baronale e familistica.
Maestro James
Gennaio 18th, 2011 — Note redazionali

Chissà se la nuova ondata “bungatica” sarà in grado o meno di accelerare il ritorno alle urne per
elezioni politiche anticipate.
Di certo dalle elezioni amministrative non si scappa e il conto alla rovescia con la “conta” è già partito.
Che i quotidiani nazionali si scatenino con dettagli fuoriusciti dalle intercettazioni di ragazze, per così dire, generose è abbastanza logico, non dico del tutto condivisibile ma in parte comprensibile.
Che, però, il giochino di parlare di altro piuttosto che concentrasi sui problemi reali avvenga in una piccola realtà come è Siena, questo di comprensibile ha davvero poco.
Un quotidiano a tiratura nazionale è ovvio che dia spazio ad argomenti che vanno a toccare le grandi masse e non può certo soffermarsi ogni giorno su tutti i problemi di ogni singola realtà della nostra penisola.
Questo, infatti, è compito della cronaca locale, la quale dovrebbe tenere aggiornati i cittadini sui fatti e gli avvenimenti del territorio.
Continua a sembrarmi davvero singolare che le uniche tematiche cittadine che Bisi fa emergere dalle pagine del suo quotidiano riguardino prevalentemente questo puma (mi chiedo, ma nessuno gli ha detto che la vicenda “puma” è diventata una barzelletta in città, quantomeno per come è stata trattata?) fino ad arrivare ad oggi con due intere paginate dedicate alla ragazza che, forse in un ulteriore tentativo di ricerca di notorietà (anche se su questi argomenti chissà quanto la pubblicità sia un bene, a prescindere dal reale coinvolgimento o meno) spiattella ai quattro venti la sua versione del legame con Berlusconi.
Per carità, la notizia (poi che notizia sia, non ho ben capito) è ovvio che Bisi la dovesse dare. Ma ce ne sarebbero state anche altre ben più importanti e attinenti alla nostra realtà. Perché – ammesso poi che ciò sia avvenuto – quello che uno fa o meno sotto le lenzuola, a regola, dovrebbe coinvolgere due persone; le oramai insopportabili condizioni di lavoro, soprattutto psicologiche, che ci sono all’interno dell’Ateneo, di persone invece, ne coinvolgono qualche migliaio. Se a Bisi pare poco.
Aveva bisogno di un argomento per riempire le pagine? Glielo suggeriamo noi.
L’Università, per esempio; i tagli agli stipendi dei dipendenti, sempre per esempio. Un commento su questo a firma di Stefano Bisi ci poteva anche stare.
Ieri sera al tg di Mentana su LA7 sono stati lanciati gli esiti di un sondaggio in caso di elezioni anticipate.
Sapete, nonostante tutti i problemi che il Governo sta oramai attraversando da mesi e mesi, a quanto veniva dato il PD? Al 24%.
Ossia meno di quanto prendevano i DS da soli ai tempi d’oro e meno dello stesso PD nel 2008 quando viaggiava sul 33,2%.
Nell’immaginario collettivo senese, a torto o a ragione, Bisi ed il suo giornale sono sempre stati visti come “vicini al potere”, “giornale dei ds prima e del PD ora”.
Di domande ne verrebbero in mente molte, la prima è, ma è ancora così?
Perché un giornalismo che sottace cose delicate ed importanti, che meriterebbero quantomeno lo stesso spazio dedicato al puma e alla signorina, non sarebbe un bel biglietto da visita a cui essere associati.
Caro PD, ma un giornalismo che lancia appelli su tutto tranne che sul tirare fuori i nomi, andando a ritroso negli anni, di chi ha prosciugato i soldi dell’Ateneo, quanto può contribuire a far aumentare quel misero 24% lanciato da Mentana?
p.s. a proposito, suggeriamo a Bisi un altro possibile argomento su cui potrebbe scrivere un bell’articolo a sua firma. Cosa ne pensa Bisi del libello “In lode a Piero Tosi” per il suo sessantesimo compleanno (per inciso con l’Ateneo che forse qualche problemino finanziario già cominciava ad avvertirlo) che il prof. Bettini pensò bene di consegnare alla storia e all’interno del quale, tra le figure di primo piano dell’era tosiana, viene menzionato anche Maurizio Boldrini? Cosa ne possono pensare i dipendenti dell’Ateneo che si vedranno gli stipendi diminuiti a causa del saccheggio delle casse se ne può avere una vaga idea, ma anche un suo punto di vista sarebbe interessante.
ma non finisce qui….
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici aprono stasera una lunga serie di interventi a commento di una rarità reperita, come in romanzo d’antan, in mezzo alle cianfrusaglie di un tempo che si credeva passato e che invece putroppo ritorna prepotente all’Ateneo di Siena. Le parole a commento questi uffici non le trovano e quindi passano a proporre le prime tre pagine di un libercolo che proporremo integralmente dove si parla di nani, di zarine, di buchi, di scavi. Il tutto compilato da un dissestatore anch’egli. Questi uffici consigliano la lettura ad un pubblico adulto. Tutta la redazione di Fratello illuminato è coinvolta nel reperimento e nella propalazione del piccolo tomo.



Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
La cena delle beffe … ovvero una possibile tragedia!
Sulla ormai nota “cena delle beffe” svoltasi a casa della mamma del futuro responsabile dell’Ufficio Stipendi dell’UNISI (il caro Semplici) si moltiplicano le fantasie ed il romanzo: – c’è chi dice che era una semplice cena dell’associazione pensionati (visti i presenti) che dovevano decidere dove andare alla tradizionale gita annuale e se, visto che è previsto l’uso dell’aereo, partire da Ampugnano o da Peretola;
– altri affermano che era una cena di “vecchie glorie” che si divertono a disquisire dell’Università degli Studi di Siena e di come è ridotta dopo il loro passaggio!
Altro argomento molto dibattuto è sulla formazione dei commensali: i bene informati affermano che special-guest della serata era nientemeno che il caro Rustici. L’unica cosa certa è l’argomento all’OdG … come sgombrare due o trecento persone incolpevoli dell’attuale situazione economico-finanziaria dell’Ateneo senese. Le vecchie volpi propendevano per far passare la linea che porta alla “nullità” dell’accordo sulle stabilizzazioni … visto che non c’era l’adeguata copertura finanziaria. Anche se una delle volpi temeva per le sorti del futuro capoufficio stipendi visto che è arrivato con la “piena del fiume” da Roma 2 .. e ben dopo le tanto vituperate stabilizzazioni (forse la copertura finanziaria non c’era nemmeno per accaparrarsi questo chicchero!). E se così fosse, la domanda sorge spontanea: ma per tutti i docenti clonati dal 2000 al 2005 c’erano i soldini?
La sintesi della serata è stata: ma cosa cavolo vogliono questi Tecnici Amministrativi … loro hanno anche i “Buoni Pasto”! Sono degli ingordi che vogliono mangiare tutti i giorni!
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici sono del parere che, considerate le dichiarazioni di oggi da parte di Iacoboni sulla mobilità di 350 dipendenti, si debba cominciare ad inidividuare qualche nome. Marco Iacoboni, per esempio, che nel 2001 partecipò ad un concorso ad Arezzo nell’area biblioteche, nella commissione del quale c’era la rappresentante CGIL Di Benedetto per 29 posti, arrivò per l’appunto ventinovesimo. Vennero prese due persone da quel concorso: la prima e la ventinovesima. Quali criteri sono stati adottati? Epoca Tosi, naturalmente.
Carlo Bruni, per fare un altro esempio, vicinissimo a Ines Fabbro (si scrive Fabbro, si legge Jolanda Cei Semplici) e in odore di “vicariato”. Vogliamo andare a controllare un po’ tutti i contratti che ha fatto?No perché l’Ateneo risparmierebbe parecchio a “mobilizzare” lui.
E un ultimo esempio, a proposito di Semplici, il pargolo della Joalanda Cei Semplici, di categoria EP che è salito nel 2007 sul carrozzone UNISI aggravando le spese di personale di quei 60.000 euro? Lui non lo mobilitiamo, invece di concedergli graziosamente una divisione di quelle bandite illegittimamente e senza passare dal Consiglio di Amministrazione?
Per il momento può bastare. Questi uffici torneranno sull’argomento presto.
Di questi uffici
Cesare Mori