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Ceccuzzi contro il tavolo del centro sinistra?

Forse il continuo palcoscenico offerto da qualcuno in questi giorni al puma ha scatenato la rincorsa alla ricerca di nuovi felini.

Stavolta, però, tocca al Gattopardo. Per la verità a questo giro il riferimento non è tanto all’animale a quattro zampe, quanto piuttosto al senso del romanzo di Tomasi di Lampedusa.
Qualcuno di voi forse ricorderà la famosa frase caratterizzante l’opera,“tutto cambi, perché nulla cambi”.
E questo potrebbe essere il nuovo slogan del candidato del PD(S) Ceccuzzi.
Nel suo ultimo documento Ceccuzzi saltella di stravaganza in stravaganza. Si parte con un “Basta con tavoli e tavolini” riferendosi al tavolo del centro sinistra, come se alle riunioni e agli incontri del famoso tavolo il suo partito fosse assente.
Ma le dichiarazioni proseguono suscitando un crescendo continuo di stupore nel lettore.
La città non può aspettare per colpa di chi vuol perdere tempo” immaginiamo riferendosi sempre al modo in cui è stao condotto il tavolo e a tutti i suoi traccheggiamenti. Alla buon ora, ma con chi se la va a rifare se il tavolo ha fatto perdere tempo e ha perso tempo?
Si va ben al di là del bizzarro. Ma l’acme delle dichiarazioni non è stato ancora raggiunto.
Il lettore può continuare a stupirsi con “Il tavolo trasmette chiusura“. Ma per caso si sta ancora parlando del solito tavolo del centro sinistra?
Ma Ceccuzzi dov’era fin’ora? Come gli vengono in mente dichiarazioni del genere?
L’altro punto del documento di Ceccuzzi è la richiesta di indire immediatamente le primarie per uscire da questo assurdo stato di stallo in cui lo stesso Ceccuzzi si trova nella sua veste di candidato, a tutt’oggi, del solo PD(S).
A questo punto, però, si apre una ulteriore riflessione. Chi dovrebbe indire, secondo Ceccuzzi, le primarie?
A regola penseremo spetti al famoso tavolo del centro sinistra. Ma dopo le considerazioni che Ceccuzzi ha fatto verso il suo svolgimento pensa ancora che sia legittimato e in grado a farlo?
E’ difficile pensare che Ceccuzzi possa voler dare mandato al tavolo dopo aver scritto che il tavolo stesso “trasmette chiusura e non rende merito allo sforzo di eleborazione compiuto dalle forze politiche”.
Se ha fatto queste affermazioni se ne può trarre una sola riflessione, che il tavolo ha fallito. E quindi, a questo punto cosa intende fare Ceccuzzi con i suoi membri che in tutti questi mesi hanno portato avanti un tavolo che, a detta sempre di Ceccuzzi, ha saputo trasmettere solo chiusure verso l’esterno?
Se le parole hanno un significato, giudicare così l’operato e lo svolgimento del tavolo dovrebbe essere l’anticamera per la fine di eventuali ambizioni, da parte di alcuni componenti del tavolo stesso, di entrare nella rosa dei nomi dei papabili assessori.
Se no per quale motivo esprimersi in quel modo?
P.s. altro aspetto non trascurabile si riscontra quando Ceccuzzi parla di chiudere una fase e aprirne una nuova sia in termini di idee che di persone. Forse è un ennesimo tentativo di prendere le distanze da i dieci anni dell’amministrazione Cenni?
Ci chiediamo cosa ne possa pensare Marzucchi di questa voglia di Ceccuzzi di tagliare e prendere le distanze da tutto ciò che c’è stato fino ad oggi, dato che lo stesso Marzucchi, del sindaco Cenni, è stato prima assessore e poi vice sindaco.
Se sottoscrive le parole pronunciate da Ceccuzzi vuol dire che sconfessa anche l’operato di se stesso?
Ceccuzzi, mica vorrà far credere che i Ds prima e i Ds poi confluiti nel PD nei dieci anni dell’amministrazione Cenni sono sempre e su tutto stati al di fuori di ogni scelta? A tale punto da potersi presentare come il “nuovo”?
Lo capisce Marzucchi in che vicolo cieco si è fatto spingere? Vale forse la pena riflettere un pò meglio sulle scelte da fare in una fase così delicata e nuova?
Firmato
La Primula Rossa

Bau Bau News!!! Rogo in … tribunale, stavolta

Ci sono cose che hanno dell’incredibile.

Ci sono cose che solo i raffinati colpi di un Maestro sono in grado di mettere a segno.
Quello di oggi è quasi un capolavoro.
Il giornale di Stefano Bisi dà la notizia del rogo avvenuto ieri al Tribunale di Siena – peraltro per cause ancora da accertare – e quale parallelismo gli viene in mente di fare?
Quale immagine consegna al lettore?
Quella del rogo doloso in Curia avvenuto nel 2006 preoccupandosi, peraltro, di precisare che proprio in questi giorni è in corso l’udienza penale del processo in cui è coinvolto don Acampa.
Non c’è male. Quindi, ricapitolando.
Nell’articolo da una parte si dice che il fuoco ha mandato in fumo diversi faldoni e dall’altra si ricorda che c’è il processo a don Acampa per il rogo in Curia.
Secondo voi, che ragionamenti avrà scatenato nella fantasia dei senesi il giornale di Bisi?
Chissà quanto saranno contenti gli avvocati difensori di Acampa di questa associazione di idee.
Siccome tra i difensori ci dovrebbe essere anche il suo amico Mussari, figuratevi se gli era nemico cosa faceva.

Trasporti. Quando la matematica è un’opinione. Tiemme: 1+1+1+1 = ……… 5

Recentemente le quattro compagnie di trasporto pubblico locale Train di Siena, Lfi di Arezzo, Rama di Grosseto e Atm di Piombino sono confluite in una nuova azienda chiamataTiemme.

Come spesso accade in questi casi, si sono immediatamente destati timori per una possibileriduzione dei livelli occupazionali, per la necessità di dover far fronte a eventuali esuberi in seguito alla fusione.
Ma niente paura! L’operazione Tiemme ha subito mostrato la sua faccia no-global, schierandosi al fianco degli interessi dei lavoratori e facendosi un baffo di efficientamenti, globalizzazione, raggiungimento di economie di scala, gestione snella e tutto quell’insieme di inutili attrezzi che caratterizzano un management forse moderno ma di sicuro privo di cuore.
Ed ecco allora che Tiemme ha presentato un piano che mette al centro gli interessi di quei buoni padri di famiglia che dovranno pur portare a casa un tozzo di pane, riuscendo perfino a sfidare e gabbare l’algida freddezza delle più fondamentali regole della matematica!
Eh sì, perchè se si fondono insieme quattro aziende, ognuna col proprio Consiglio di Amministrazione, quanti consigli rimangono?
Uno solo?
Giammai! E come li sfamano i propri figlioli i padri di famiglia di cui sopra?
Bene, allora quattro?
Ma nemmeno a pensarci, se no che s’è messa in piedi tutta questa bella operazione a fare?
Eccoci che allora 1+1+1+1 = 5!!!
Esatto cinque bei CdA, uno nuovo di zecca e gli altri quattro come nuovi
… mai usati, nell’imballaggio originale, ancora da scartare!
E che fanno questi CdA? Uno è di Tiemme e gli altri quattro delle società che si sono fuse, ognuno col compito di gestire il patrimonio immobiliare della precedente azienda.
Ma non si erano fuse direte voi? Certo, ma insomma, va bene le regole di buon vicinato, ma le nostre casine ce le vorremo pur gestire ognuna a modo nostro? Al massimo si possono dare le chiavi al nuovo portinaio del condominio (e un posto nel quinto CdA) ma poi rimaniamo col riscaldamento autonomo e la nostra privacy e che cavolo!
Trovata la quadratura del cerchio, la soluzione che salva capra e cavoli e preserva i posti di lavoro dei bravi padri di famiglia; ecco così trasformato un quadrato in un pentagono.
Ah poi ovviamente c’è un 10% di personale in esubero che verrà mandato a casa, eh sì una vera seccatura.
Vediamo se rifunziona il giochino con la matematica, dunque fatto 100, togli 10, rimane 90, moltiplichi per 3,14, fai la radice quadrata…
Eh no rimangono sempre il 10% di esuberi, toccherà mandarli a casa, d’altra parte quella stronza della matematica si fa fregare una volta, ma mica due!
Pazienza, ma l’importante è che quattro CdA diventino cinque… direte voi, ma quel 10% di padri di famiglia che gli porta da mangiare a casa?
Bhe, insomma, mica potrà pensare a tutto Tiemme, se si volevano occupare della fame nel mondo cambiavano nome e diventavano la FAO
.
Intanto comunque 1+1+1+1 = 5 mica poco per una azienda appena nata, sa già far così bene le addizioni!
Ma non chiedetegli del 10%, è ancora troppo piccola le percentuali ancora non le ha studiate.

FitzChevalier Lungavista

Elezioni comunali 2011. Siena Futura e Marzucchi: il peso della sudditanza

Parliamoci chiaramente, la possibilità che si vada ad elezioni politiche anticipate è dietro l’angolo.

Ma anche se così non fosse nell’immediato, il motore della macchina è stato acceso e dubito qualcuno sia in grado di spegnerlo.
Voto o non voto il clima è di quelli torridi da piena campagna elettorale.
E permanendo di sicuro questo clima, quando tra tre mesi andremo a votare per le amministrative è facile si verifichi un effetto trascinamento dettato dalle vicende della politica nazionale, in alcuni casi in basso, come potrebbe accadere al PD a causa delle continue fratture interne, in altri in alto come potrebbe capitare all’Italia dei Valori.
Ed è proprio per questo motivo che se l’IDV decidesse all’ultimo tuffo di sostenere il candidato del PD(S) Ceccuzzi peccherebbe di una notevole miopia politica.
L’elettore dell’IDV per certi aspetti, è come l’elettore di Rifondazione, vuole avere un pensiero libero da vincoli e da continui ed estenuanti equilibrismi.
Cosa che sarebbe pressoché impossibile se decidesse di schierarsi all’interno del vecchio centro sinistra senese.
Sarebbe, invece, di sicuro cosa ben diversa se desse vita ad un nuovo centro sinistra; un centro sinistra capace di accogliere e coagulare anche altre forze che vogliano dare un taglio al “Sistema Siena”, un sistema che continua ad essere incarnato nel candidato Ceccuzzi, uomo da sempre di apparato.
Un nuovo centro sinstra capace di riportare in quel bacino elettorale, oramai stanco e sfiduciato, la voglia di credere che il centro sinistra quantomeno a Siena può essere anche altro rispetto al teatrino attuale; unnuovo raggruppamento di centro sinistra che sia libero di portare avanti un programma di forte rinnovamento, quello stesso rinnovamento che a causa del c.d. groviglio del Sistema Siena (come definito da Bisi) è impedito a tutte quelle forze che si trovassero a gravitare intorno a Ceccuzzi.
Peraltro la compagine degli eventuali alleati non aiuta di certo il vecchio centro sinistra ad essere appetibile.
L’oramai famoso tavolo del vecchio centro sinistra balla, anzi, traballa.
Il capofila della formazione politica Siena Futura, nonché vice sindaco, Mauro Marzucchi continua a non avere ben chiara la linea che intende seguire.
Va in cerca di possibili alleanze a destra e a manca ma da politico navigato – quale avrebbe dovuto essere – è davvero strano che invece di mettere in atto una strategia tesa ad aumentare il proprio potere si stia piano piano auto annullando.
E pensare che la sua base elettorale non ha mai visto di buon occhio i Diessini, e non certo da ora.
Pensate, quindi, quanto piacere possono aver provato gli stessi nell’aver letto le dichiarazioni sprezzanti del diessino Mugnaioli (segretario comunale del PD(S), carica ricoperta da Ceccuzzi fino a circa un anno faanche se adesso va in giro a prendere le distanze dall’amministrazione Cenni e da altro come se lui fosse stato chissà dove in tutti questi anni) che, parlando di primarie, si è rivolto agli aspiranti alleati quasi con insofferenza?
Certo, quello di Mugnaioli non è stato di sicuro il modo di dialogare di un politico (anche se quel modo di fare padronale – come azzeccatamente rilevato dall’Idv – è nel dna dei DS), ma lo stesso ha potuto esprimersi in quel modo perchè sa che il prolungato tentennamento del fedele Marzucchi lo ha indebolito elettoralmente a tal punto da fargli rischiare di non avere più capacità non solo di alzare la voce, ma forse neppure di esprimersi.
Bel risultato davvero.
Ma è possibile che Marzucchi sono anni che si lamenta dell’atteggiamento dei DS e poi non trova mai il coraggio di seguire con fermezza un’altra strada?
Capiamo le logiche della realpolitik, ma continuando così tra un pò non farà più comodo a nessuno. Nemmeno a sé stesso.
Non gli è mai passato per la testa che così facendo perde di credibilità?
Marzucchi deve augurarsi solo una cosa, che le tanto annunciate primarie non vengano fatte, perché a quel punto verrebbe sancita la sua uscita di scena dalla politica senese.
Firmato
La Primula Rossa

Richiesta una verifica

A questi uffici capita nelle mani un comunicato dell’ottimo Costa (RdB) nel quale si allude alla possibilità che lo stipendio della Tatcher de noantri effigiata sopra sia commisurato in eccesso. Ecco quindi che questi uffici pongono la richiesta di una verifica di questa incresciosa vicenda, considerato che:

1) la differenza sarebbe di oltre 30.000 euro

2) la “signora” avrebbe firmato un contratto che la riguarda senza verificarne la compatibilità e visto che è proclive a farsi condannare dalla Corte dei Conti non si sa mai

3) se così fosse dovrebbe la faccenda essere rimessa ai Revisori dei Conti e al Consiglio di Amministrazione (che comunque non avrebbero eseguito i controlli necessari)

4) se così fosse dovrebbe restituire parte di quello che ha già percepito

Chiudono questi uffici con la considerazione che all’Università di Siena dovrebbero finirla di buttare i quattrini dalla finestra, soprattutto non avendoceli.

Questo contratto sovradimensionato farebbe parte del piano di risanamento?

Firmato

Cesare Mori

PD incapace di rimuovere gli inadatti alla politica. Fotogrammi di un suicidio assistito

Nelle nostre digressioni politiche, è da giorni che abbiamo lanciato l’allarme sul progressivo ed inesorabile fine vita del PD. Un allarme che non è né di parte né populista: solo realista.

Dopo la fallimentare gestione delle primarie (strumento messo in piedi dallo stesso PD e di cui ne è rimasto colpevolmente vittima); dopo la creazione di mille correnti interne contraddistinte da altrettanti distinguo, adesso la gente non perde più tempo neanche a sbattere la porta, scappa direttamente.

L’ultimo pezzo che si è staccato è stato il senatore ed economista Nicola Rossi, non certo un nome ed un profilo di secondo piano nell’establishment diessino. Eppure ha preferito togliersi di torno. Non sarà una cosa elegante da dire, ma quando da posizioni del genere si preferisce venir via, oltre all’impossibilità di portare avanti le proprie idee e contribuire a creare qualcosa di concreto, come affermato dallo stesso Rossi, forse vi è anche la consapevolezza che quel partito oramai, nel panorama politico, non conta pressoché più nulla.E come non pensare una tale cosa del PD.  Non esiste una linea politica univoca che riesca a rimanere tale per più di due minuti consecutivi; a livello periferico poi, a parte qualche sporadica eccezione, il PD dimostra di continuo di non avere più il polso neanche dei propri iscrittipassando con nonchalance di sconfitta in sconfitta nelle sue stesse primarie.E nonostante tutto ciò, pur di non fare autocritica e pensare che forse va rivista e, in taluni casirimossa, una certa classe dirigente (nazionale o locale, più o meno vecchia anagraficamente poco importa perché oramai più che la rottamazione dei vecchi di età va fatta quella degli inadatti alla politica) si è disposti a mettere in discussione direttamente lo strumento delle primarie.Perché secondo il democratico metodo diessino la competizione è tale quando di partecipanti ce n’è uno solo. Il suo. Bel metodo democratico, non c’è che dire.

Tornando a Siena, già nei giorni passati lanciammo la campagna di sensibilizzazione verso un voto consapevole in modo da condividere con i lettori che anche la singola volontà di ciascuno può incidere sul risultato di un’elezione a sindaco e non merita di tradursi in un voto inutile.

Ogni giorno il Partito Democratico somiglia sempre di più a quei matrimoni in cui non ti sopporti piùma le ristrettezze economiche impediscono di andare ognuno a casa per conto proprio, e questo non fa altro che esasperare gli animi. Pensate che una tale condizione dia garanzie di governabilità?In una città come Siena, in un momento in cui chi andrà a governare dovrà fare i conti anche con unadrastica riduzione delle risorse provenienti dalla Fondazione MPS è assolutamente necessario che il sindaco abbia una maggioranza consiliare forte e un partito solido alle spalle. E nessuna delle due cose è visibile né ora né in futuro intorno a Ceccuzzi. Il suo partito, il PD, gli si sta sgretolandoe in termini di persone che andranno in consiglio, i suoi candidati si vedranno sottrarre preferenze dagli alleati della coalizione.E’ inutile lanciare proclami e mandare in giro il gruppetto dei fedeli yes man a dire che è tutto sotto controllo; il PD(S) senese è in totale crisi di ossigeno, rincorre le proposte (peraltro commettendo gaffe enormi come nell’ultimo intervento sull’Università in cui è bene ricordare ha detto che i dipendenti hanno “accettato” i tagli agli stipendi) senza avere un programma con contenuti che non siano la fotocopia di parole già dette negli anni.Il PD è oramai in vicolo ciecole percentuali di voto a livello nazionale, da tutti i sondaggi che si leggono ogni giorno, sono in caduta libera nonostante il Ruby-gate.Ma chi ve lo fa fare di buttare al vento il vostro unico voto?


Bau Bau News!!! Ma quale puma, era un gatto. Sveglia!!!!

Il fantasma del puma se n’è finalmente andato. E The Kazzenger ha confermato di mantenere saldo lo scettro e il primato dell’informazione inattendibile. Sta diventando un vero record, e non è da tutti. Complimenti!!!!

Il famoso puma altro non era che una particolare razza di gatto di grosse dimensioni, per la precisione la razza sembrerebbe essere quella denominata “gatto turco”.
Allora gli avvistamenti che la nostra troupe aveva fatto nel Tressa erano veri!!!
Ci sono testimoni che dicono di aver visto un Caicco Turco proveniente dal porto di Bodrum in Turchia, che ci sia stato sopra anche il puma di Kazzenger?
Di faine sembrerebbe ce ne siano poche in giro, mentre qualche tordo, invece, pare ci sia.

Ora parte il nuovo toto avvistamento: quale potrebbe essere il prossimo animale che di sicuro qualcuno a breve crederà di aver visto?
Diamo un aiuto per facilitare la scelta, il Tyrannosaurus Rex si è estinto da un bel pò, quello magari potrebbe essere escluso dai prossimi avvistamenti.

PD e dissesto universitario, nessuna condanna morale PD senese verso gli autori del buco. Montibello, il personale ha “accettato” i tagli

Ancora una volta ci troviamo a dover parlare di Università.

E, purtroppo, ancora una volta per ricordare che i disastri fatti da alcuni si stanno abbattendo su chi non c’entra niente.
Traiamo lo spunto per questa nuova rilfessione dalle parole del responsabile provinciale del PD senese, Donato Montibello il quale nell’intervenire sui saccheggi perpetrati per anni da alcuni sostiene che L´opera di risanamento strutturale dell´Università per ripianare il debito storico e ridurre il disavanzo di gestione,necessita di uno sforzo da parte di tutte le componenti dell´Ateneo.
Continuiamo a stranirci del fatto che il PD(S) senese non abbia il coraggio di uscire con un atto di forte denuncia, ma continui a scrivere, o farsi scrivere, comunicati nei quali tira un calcio al cerchio ed uno alla botte. In cui non può che prendere atto dell’esistenza di un danno economico alle casse universitarie, senza, però, puntare l’indice verso nessuno e soprattutto senza sollevare la questione delle responsabilità quantomeno morali di un tale dissesto.
Il responsabile provinciale università del PD arriva addirittura a dire “Negli ultimi mesi, la grande maggioranza del personale tecnico amministrativo ha accettato, con gran senso di responsabilità, la mancata progressione economica orizzontale e i tagli al salario accessorio, consapevole della necessità di un impegno corale per il risanamento dell´Università“.
Caro Montibello, è bene precisare che il personale tecnico amministrativo i tagli ai propri stipendi NON li ha accettati: è stato costretto a SUBIRLI.
Che è cosa ben diversa.
Ma possibile che un esponente di un partito che, almeno sulla carta, dovrebbe dichiararsi di centro sinistranon gridi allo scandalo per una cosa del genere?
Il personale universitario deve SUBIRE una decurtazione sulla propria busta paga perché un gruppo di persone (che sarà compito della Magistratura identificare, ma che è compito della politica sollevare moralmente) ha dilapidato le casse ed il futuro ad un Ateneo prestigioso come quello senese e il PD(S) dice che hanno ACCETTATO?
Nuovamente ci troviamo a non comprendere se siano state ponderate le conseguenze delle parole pronunciate. Se chi ha redatto il documento del PD senese – e anche chi si è prestato a dargli un volto – abbia capito che la diminuzione dello stipendio che il personale tecnico amministrativo ha trovato a fine mese non è stato un atto di accettazione volontaria, ma è stato un sopruso subito.
Affermazioni di tale portata non fanno altro che portare ancora di più in evidenza il baratro che separa la vita reale dalle conversazioni fatte in federazione.
Segna l’incapacità di una certa politica di avere il polso dello scontento e del malessere che serpeggia nella comunità.
Basta con i buonismi e le diplomazie di maniera. Qui mancano circa 250 milioni di euro (ossia, 500 miliardi delle vecchie lire, non so se il PD(S) capisce la portata del disastro) e tali ammanchi stanno ricadendo su stipendi, in alcuni casi, di circa 1.200 euro al mese.
Montibello sarebbe bene che si rendesse conto di una cosa. Che se per colpa di alcuni predatori del passato i dipendenti di oggi vedranno il loro potere di acquisto diminuire (causa, Montibello, meno soldini in tasca) questo, in parte, avrà ricadute su tutta la comunità, perché se guadagni di meno spendi di meno, risparmi di meno e così via.
Quindi Montibello sarebbe bene, da “politico”, pensasse a quale danno taluni hanno arrecato a Siena.
Non pensa, quindi, Montibello che sarebbe l’ora che il PD senese cominciasse ad individuare i responsabili morali di un tale disastro, essendo ipotizzabile che un’idea dei nomi e cognomi a questo punto se la sia fatta?
p.s. anche se va detta una cosa, una tale presa di posizione sarebbe compito del candidato Ceccuzzi perché è a lui che spetta far sentire la propria voce in maniera chiara sul dissesto universitario tracciando una linea netta che divida i modelli di gestione virtuosa da quella disastrosa. Il clima di malessere tra i dipendenti è molto più caldo di quanto si possa percepire dalle stanze della federazione del PD(S).
Firmato
La Primula Rossa

Il partito di Verdini e il partito di Ceccuzzi a fianco del loro caro Angelo

Arlecchino si confessò burlando e il Pd si confessa oggi con Montibello.

Tutto chiaro, senza ombre e senza indugi: in largo anticipo al fianco di Riccaboni e Ines Fabbro si erano schierati il partito di Verdini e i rifondaroli Benocci e Iantorno; nelle ultime ore arriva il soccorso del partito di Ceccuzzi. Una variegata compagine politica tutta distesa e protesa nel preparare il cordone sanitario al loro caro Angelo.

Inequivocabili e alquanto fastidiose le parole espresse dal responsabile università del Pd Donato Montibello, che con palese avventatezza si permette di affermare  che  il personale amministrativo dell’università ha “accettato” i tagli al loro stipendio. Frasi da brivido, quasi una confessione improvvisa di un partito che di fatto abbandona  i lavoratori e sposa le politiche antisociali del duo Riccaboni-Fabbro. Ognuno puo’ pensarla come gli pare ma le parole pronunciate e l’italiano sono chiari a tutti.

Ma cosa avrebbero accettato i dipendenti dell’università? Ma che film hanno trasmesso nelle sale della federazione del PD? Ma dove erano in questi mesi i dirigenti della sinistra senese?

I dipendenti dell’università non hanno accettato un bel niente. Hanno e continuano a subire provvedimenti non dovuti, unilaterali e palesemente illegittimi. I dipendenti pagano sulla loro pelle le responsabilità di altri: ovvero le responsabilità di quei barbari dissestatori che hanno dissestato l’ateneo per oltre 250.000.000 di euro. Costoro devono pagare e non altri.

E di certo non saranno ne il partito di Ceccuzzi e nemmeno quello di Verdini, i protagonisti della rinascita che tutti attendono dell’ateneo senese e soprattutto questi due partiti non sono i soggetti titolati che determineranno le sorti dell’attuale governante dell’ateneo e il loro silenzio sulle inchieste in corso non significa l’annullamento delle stesse. Anzi, la Giustizia lavora per i cittadini e non per i dissestatori.

Maestro James

Si ravvede l’opportunità di smettere

Secondo questi uffici Donato Montibello deve dimettersi dall’incarico che ha nel partito, cioè quello di responsabile provinciale per l’Università e il PD sarebbe il caso che smettesse di fare politica. Affermazioni come quelle che sono apparse su Sienanews sono assolutamente campate per aria e non hanno la minima aderenza con la realtà. Suscitano sdegno presso questa redazione che invita con forza Montibello a dimettersi e al PD senese di cercare di capire un po’ meglio la situazione. Questa affermazione è vergognosa:

Negli ultimi mesi, la grande maggioranza del personale tecnico amministrativo ha accettato, con gran senso di responsabilità, la mancata progressione economica orizzontale e i tagli al salario accessorio, consapevole della necessità di un impegno corale per il risanamento dell´Università

HA ACCETTATO??? Ha subito!!! Nonostante le manifestazioni, gli incontri davanti al Prefetto, i presidi del CdA Riccaboni e Fabbro hanno unilateralmente e illegittimamente decurtato gli stipendi dei dipendenti e provveduto a pagare gli aumenti stipendiali ai docenti. Di cosa parla Montibello? Ma ci faccia il piacere!!!