Attendiamo smentite

Ci risulta che ci sia stata una cena tra il D.A. Fabbro e l’ex D.A. Joalanda Cei Semplici (nulla di strano, è una cena e poi sono amiche). Ci risulta altresì che durante questa cena la Semplici avrebbe suggerito alla Fabbro di richiamare la nullità dei contratti di stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo per incompatibilità finanziaria. La cosa, se vera e messa in atto, getterebbe sul lastrico oltre 250 famiglie.

Questi uffici e la redazione di Fratello Illuminato si aspettano una smentita secca e pubblica da parte dell’interessata. E veloce, anche.

Di questi uffici

Cesare Mori

Riceviamo e pubblichiamo (e condividiamo)

A SIENA LA SINISTRA CHE SI DICHIARA COMUNISTA STA CON I BARONI UNIVERSITARI E DERIDE I LAVORATORI DELL’UNIVERSITA’ DI SIENA.

Qualsiasi cittadino di destra o di sinistra,  non si sarebbe mai aspettato da due partiti come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani una posizione politica a favore della nomenclatura universitaria e un atteggiamento sprezzante verso donne e uomini dipendenti dell’ateneo che, pagano sulla propria pelle le colpe di chi ha dissestato lo stesso ateneo. Un ateneo quello di Siena che ha subito un dissesto finanziario di ben oltre 200.000.000 di Euro (una cifra assurda e inimmaginabile) e non per colpa dei governi nazionali ma, per responsabilità tutte imputabili a personaggi legati al centrosinistra senese. E dopo tutto questo dissesto vergognoso che parole usano Rifondazione comunista e Comunisti Italiani nei confronti di quelle lavoratrici e lavoratori che giustamente rivendicano i loro diritti e urlano a gran voce che non vogliono pagare le colpe di altri? Ecco cosa scrivono i famosi comunisti senesi: “Le dichiarazioni di ieri da parte di un fritto misto di sigle sindacali del comparto Università …”.

Non male come espressione, utilizzata da chi si erge a testimone di simboli e nomi ereditati da anni e anni di lotta del movimento operaio. Veramente un bel linguaggio da dirigenti di sinistra!!!

Tutti oramai in questa città conoscono le vicende del dissesto universitario e tutti sappiamo benissimo la legittimità delle rivendicazioni dei dipendenti e molti sono anche testimoni che i dirigenti di Rifondazione Comunista come Fiorino Iantorno sono sempre stati sostenitori della nomenclatura universitaria Tosiana. Infatti Iantorno definisce Tosi “un grande rettore” e inoltre lo stesso è un fedelissimo elettore e sostenitore del rettore Riccaboni e del direttore amministrativo Fabbro. Rifondazione Comunista non ha mai detto una sola parola contro i dissestatori dell’ateneo;non ha mai scritto comunicati o proclami a difesa dei dipendenti. Oggi interviene per polemizzare con i lavoratori  e per lanciare l’ennesimo messaggio al potere di cui vogliono far parte: sebben che siamo comunisti noi siamo con voi e non ci mettiamo contro Riccaboni e la linea giornalistica di Stefano Bisi. Tradotto in soldoni e visto che da mesi anche il Bisi è su posizioni contro i dipendenti dell’ateneo. Poi con la solita propaganda i comunisti (si fa per dire) senesi tentano di spostare la discussione sul governo Berlusconi per evitare di parlare del dissesto dell’ateneo senese,senza alcun risultato perché anche i muri conoscono la verità. E ancor più paradossale è che i due partiti maggior sostenitori di Riccaboni sono Rifondazione Comunista e il partito di Verdini. Anche questa è una storia tutta senese.

Sapete cosa penso io?  In questi anni a forza di parlar sempre male di Berlusconi e a forza di fare solo propaganda e poi magari prendere qualche poltrona,  Rifondazione Comunista non trova più consenso tra i cittadini e tra i lavoratori, ed è sufficiente controllare la percentuale di voti che raccattono.  La stessa cosa che avverrà alle prossime elezioni amministrative di Siena.  Con l’aggravante che Rifondazione Comunista pur di sostenere la linea di Fiorino Iantorno,  tosiano e riccaboniano di ferro, con il comunicato di oggi si posiziona contro centinaia di dipendenti con rispettive famiglie che si vedono danneggiati nel proprio reddito e stipendio. Un capolavoro politico questi comunisti senesi.

Un cittadino-elettore deluso di Rifondazione Comunista

And justice for all

Chi non ha colpe non deve pagare.

Chi ha dissestato non può continuare a dettare le regole.

Il segnale di Giustizia e Verità non può più tardare.

Campansi, Ateneo? No! Il vero problema rimane il puma

Qualcuno di voi si ricorda il film Johnny Stecchino, il cui personaggio era interpretato dal toscano e bravissimo attore Roberto Benigni? E vi ricordate quale era il problema principale nella Palermo in cui lo stesso veniva ambientato? Il traffico.

Ovviamente il genere in cui viene catalogato il film è “comico”. Qua, invece, da ridere c’è poco. Oggi il quotidiano di Bisi ricorda un pò la scena di quel divertente film.

A Siena, in questi giorni, è in corso una non stop sull’approvazione del Regolamento Urbanistico con tutto ciò che questo comporta in termini anche di equilibri politici in vista di elezioni comunali che si stanno avvicinando sempre di più.

A Siena, in questi giorni, ci sono famiglie e famiglie che hanno i propri cari presso la struttura del Campansi (e non li hanno lì per la villeggiatura) e che contestano i rincari delle rette che sono loro piovuti, come si dice, tra capo e collo.

A Siena, in questi giorni, i dipendenti dell’Università hanno ricevuto la “bella” notizia che, per colpa della scelleratezza di saccheggiatori di casse pubbliche, i loro stipendi subiranno delle penalizzazioni economiche.

A Siena, in questi giorni, sta succedendo tutto questo.

E, a fronte, di ciò, cosa fa Bisi (che, intendiamoci bene, è pienamente legittimato a farlo, il giornale lo dirige lui) pensa bene di dedicare due intere pagine con tanto di richiamo in prima a che cosa? Al puma.

Tralascio di seguire le orme (parola quanto mai opportuna dato l’argomento, benché inesistenti) della facile ironia. Solo alcune riflessioni.

Campansi. Non pensa, Bisi, che sarebbe logico che un caporedattore facesse un intervento su un tema così rilevante? Oppure ritiene che l’aumento di ben 124,50 euro al mese – soprattutto di questi tempi – non sia cosa degna di grande interesse per una famiglia? Ha idea cosa significhi per un bilancio familiare composto da uno stipendio medio e quanto un tale aumento possa incidere? Perché non dice cosa ne pensa degli aumenti delle rette proposti dal presidente Corsi?

Università. Le rappresentanze sindacali dell’Ateneo – eccezion fatta della CGIL universitaria – hanno lanciato l’ennesimo grido per tenere alta l’attenzione su questa vergognosa vicenda.

Si sta parlando di toccare gli stipendi, non so se è chiaro. E tutto ciò sta avvenendo a Siena. Il motivo? Le casse universitarie sono nel più profondo rosso. A rifarcela sono i dipendenti (e non sono parole populistiche, è realtà).

Esiste un vecchio motto che dice “chi sbaglia, paga“: mica penseremo sia colpa loro? E anche su questo oggi nulla: dobbiamo credere che l’argomento puma sia più rilevante di una cosa del genere? Qui c’è la qualità della vita di migliaia di dipendenti in ballo, non so se è chiaro anche questo.

Se la questione informazione non fosse una cosa più che seria, diremo che la vicenda sta diventando una macchietta.

Suggeriamo a Bisi, fra i tanti appelli che ogni tanto lancia, perché non ne fa uno al Rettore Riccaboni affinché dica parole di sdegno per il dissesto dell’Ateneo e affinché si muova, fattivamente, insieme al Direttore Amministrativo per rintracciare, andando a ritroso negli anni, le persone che hanno generato il c.d. buco?

Riccaboni, è facilmente immaginabile, se la sarà fatta un’idea di chi possa esere stato a generare il dissesto. Ribadisco, a prescindere dalle responsabilità amministrative e penali (perché in carico a qualcuno prima o poi dovranno di sicuro essere ricondotte, dato che sarebbe strano che centinaia e centiania di miliardi delle vecchie lire siano spariti per magia) Bisi pensa che esistano responsabilità morali in questa vergognosa vicenda?

O davvero pensa che il puma meriti un palcoscenico assai più ampio di questi argomenti?

Firmato

La Primula Rossa

Il silenzio dei Partiti senesi e delle Istituzioni, complici di Riccaboni e Fabbro

PD, PDL, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SEL, PDL, SIENA FUTURA E ITALIA DEI VALORI in vergognoso silenzio mentre il duo Riccaboni-Fabbro attaccano i lavoratori dell’università, ingenerando una non più sopportabile situazione di smarrimento, rabbia e preoccupazione sul versante economico tra tutti i dipendenti.
Questi due pretenderebbero di far pagare a coloro che colpe non hanno la situazione di dissesto che vive l’Ateneo mentre le responsabilità sono da ricercare in quella gestione e in quella nomenclatura di cui Riccaboni faceva e fa parte.
La situazione non è più accettabile e non comprendo questo vergognoso silenzio. Troppo comoda partire per Roma con bandiere e slogan riempiendo le piazze e quando poi la realtà del lavoro vi chiede sostegno voi dirigenti di partito sparite, anzi vi schierate con “i padroni”. Vergogna,non posso dirvi altro: solo vergogna e ancora vergogna.
In questo vuoto di politica ed etica e rispetto delle persone, non rimane altro che sollecitare la magistratura per avere risposte giuste e non più rinviabili nel tempo.
Io e il mio gruppo siamo al fianco dei lavoratori e nel contempo rinnoviamo la richiesta di dimissioni al rettore Riccaboni.
Maestro James

De-Cresco

Nel leggere alcuni documenti pubblici dell’università siamo venuti a conoscenza di una struttura denominata CRESCO il cui responsabile era l’attuale rettore pro tempore Angelo Riccaboni.Essendo esterni alla struttura universitaria, ma attenti alle vicende della stessa,crediamo che sarebbe opportuno approfondire nell’interesse generale la questione del CRESCO.

Parlando di padri, figli, carriere ed ospedali

DA REPUBBLICA
Scrivi un libro con papà e la carriera diventa più facile
Quando il cognome apre le porte delle riviste più prestigiose
di Franca Selvatici

«L´attività scientifica è documentata da 36 lavori in extenso e da numerose comunicazioni a Congressi internazionali, alcune delle quali pubblicate negli Atti. La qualità dei lavori è assai buona e alcuni di essi sono pubblicati su riviste con elevato impact factor». E´ il giudizio pronunciato da uno dei commissari di concorso sull´attività scientifica di Antonio Taddei, figlio del professore ordinario Gian Luigi Taddei, direttore del dipartimento di patologia umana e oncologia della facoltà di medicina di Firenze, policlinico di Careggi. Il 26 giugno 2007 Antonio Taddei, pur non avendo ancora completato la scuola di specializzazione, ha vinto un concorso di ricercatore di chirurgia generale nella facoltà di medicina di Firenze, policlinico di Careggi.

Il suo caso, come molti altri del resto, dimostra il vantaggio competitivo di cui godono i figli dei professori universitari che intendono intraprendere la stessa carriera dei genitori. Una discreta quantità delle pubblicazioni di Antonio Taddei, così apprezzate dai commissari di concorso, ha infatti fra i coautori suo padre Gian Luigi, e riguarda argomenti più attinenti alla anatomia patologica (la materia del padre) che non propriamente alla chirurgia. Come nota timidamente uno dei commissari di concorso, che del candidato Taddei scrive: «Presenta un lungo elenco di pubblicazioni (36) su riviste nazionali ed internazionali con impact factor con elementi di assiduità e di continuità nel tempo, anche se è presente in alcuni casi una originalità di ordine anatomo-patologico».

Una allusione abbastanza chiara, ma niente di più. In nessuna delle numerose relazioni di concorso che abbiamo avuto il modo di esaminare vi è mai il minimo cenno al fatto che molte apprezzate ricerche dei candidati immancabilmente destinati alla vittoria sono firmate anche dai loro illustri genitori.

Le pubblicazioni con babbo (e qualche volta mamma) non sono una esclusiva dei figli dei professori fiorentini. Anche l´università di Siena vanta una consolidata tradizione in materia. A partire dalla vicenda del concorso per ricercatore in malattie dell´apparato visivo vinto il 10 marzo 2003 da Gian Marco Tosi, figlio dell´allora rettore dell´Ateneo senese Piero Tosi, ordinario di anatomia e istologia patologica. All´epoca del concorso Gian Marco Tosi era un giovane medico brillante: «Autore – scrissero i commissari – di 24 fra pubblicazioni e abstracts, la gran parte delle quali su riviste di oftalmologia internazionali con elevato fattore di impatto».

I commissari non lo rilevarono, ma le pubblicazioni di maggiore rilevanza scientifica erano quelle in cui il nome di Gian Marco Tosi appariva, insieme con altri, accanto a quello di suo padre Piero Tosi e del professor Antonio Giordano, professore ordinario di patologia alla Thomas Jefferson University di Philadelphia, chiamato nel successivo 2004 dal rettore Tosi a dirigere un dipartimento di oncologia nell´ateneo senese. Concorso del figlio e chiamata del professor Giordano sono poi costati molto cari al professor Tosi, finito sotto inchiesta, sospeso dalle funzioni, costretto a dimettersi e ora in attesa di difendersi in aula da una serie di accuse, fra cui quella di tentata concussione dello studioso che, a suo rischio e pericolo, osò sfidare Gian Marco nel concorso di oculistica.

Il 2 maggio 2006, a neppure 28 anni, il dottor Francesco Setacci è divenuto ricercatore di chirurgia vascolare presso la facoltà di medicina dell´università di Siena, dove suo padre Carlo è ordinario di chirurgia vascolare. Oltremodo lusinghieri i giudizi dei commissari: «Il candidato mostra un curriculum ben articolato e progressivamente sviluppatosi, sin dalla tesi di laurea, tutto nell´ambito della chirurgia vascolare… L´attività di ricerca è manifestata da una produzione scientifica di assoluto livello qualitativo su argomenti di grande interesse e attualità, mostrando così un definito e coerente orientamento verso i temi oggetto delle innovazioni tecnologiche e quindi terapeutiche. Numerosi sono i lavori scientifici di rilevante interesse soprattutto nell´ambito delle terapie endovascolari dei tronchi sovraortici e dell´aorta. La produzione scientifica appare originale, ben sviluppata anche nell´analisi dei risultati».
Buona parte delle pubblicazioni vivamente apprezzate dai commissari di concorso risultano firmate da Francesco Setacci insieme con il padre Carlo, oltre che con altri autori. La stretta collaborazione li ha indotti a lavorare fianco a fianco nel reparto di chirurgia vascolare del policlinico Le Scotte, dove Francesco Setacci risulta tuttora operativo nonostante le direttive dell´assessore regionale alla salute Enrico Rossi dirette a interrompere la tradizione di padri e figli o mariti e mogli che lavorano nello stesso reparto e si trasmettono gli uni con gli altri i posti in ospedale o all´università.

Riflessioni sulle dichiarazioni del vice segretario comunale dei Riformisti Andrea Bellandi

Fossimo in sede di processo penale verrebbe classificato in uno dei seguenti modi: colposo, doloso o preterintenzionale?
Questa la nuova riflessione che mi gironzola per la testa da quando ho sfogliato anche questa mattina i quotidiani locali. E sapete in relazione a cosa? Al Bisi.
Il suo modo di riportare alle cronache – e con tutta questa forza – la questione Aeroporto di Ampugnano ha fatto rinfrescare la memoria ai cittadini di Siena su tutto ciò che ha a che fare con quella vicenda, sia in relazione ad un possibile sviluppo economico sia, però, in relazione all’indagine aperta con i relativi indagati.
Perché andrebbe spiegato, forse, che non sempre la notorietà è gradita ed opportuna.
Nel dibattito è intervenuto anche Andrea Bellandi dalla sua legittima carica, in quanto eletto in un congresso politico come vice segretario comunale PSI-Riformisti (lo stesso in cui militano anche Silvia Lazzeroni e Riccardo Martinelli).
Lo stesso Bellandi (che ho letto con attenzione) nella parte finale del suo intervento pone un quesito interessante che riporto “se qualcuno pensa che è bene parlare di Ampugnano così si evita di cercare le responsabilità politiche sull’Università […] a mio avviso commette un grave errore”.
A chi dovesse capitare di leggere queste mie rapide riflessioni chiedo solo un iniziale filtro di interpretazione. Per un attimo abbandonate le eventuali simpatie e/o antipatie verso chi ha rilasciato questa dichiarazione, ma leggetela solo così com’è.
Attenzione perché potrebbe rischiare di essere preoccupantemente vera.
Perché è vero che sulla vicenda di Ampugnano, come ha fatto a tutti ricordare Bisi, c’è un fascicolo aperto in Procura, ma rispetto a quelli aperti sull’Università, a confronto, è un gioco da ragazzi.
Non è che qualcuno, come ipotizzato da Bellandi, preferisce guardare il bruscolo e non la trave?
Perché Bisi non si è detto parimenti indignato e non ha tacciato come barbarie i dissesti economici sfacciatamente portati avanti negli anni passati all’Ateneo? Una bella domanda davvero, perché?
E’ vero, anche in questo caso le responsabilità penali verranno accertate dall’organo preposto a farle, ossia la Magistratura, ma quelle politiche? Non sarà arrivata l’ora non solo di farle emergere, ma anche di metterle in piazza? Ma con chi si confronta Bisi tutti i giorni? Con chi scambia informazioni (perché sarebbe normale che un giornalista lo facesse)? Ma pensa davvero che per le “lastre” delle responsabilità politiche e morali dell’Ateneo non se ne parli?
Dato che le casse dell’Ateneo sono state letteralmente saccheggiate (e, per amore di precisione, non è che i soldi saccheggiati fossero di un privato e la loro sparizione non andasse a ripercuotersi su nessuno; qui ci sono migliaia di dipendenti diretti sulle cui teste è stato cinicamente giocato, oltre a tutto l’indotto che ruota attorno all’Università e, all’interno del quale, è facile ipotizzare ci lavori tanta altra gente) non trova Bisi che la stessa accezione di “barbarie” vada anche ad altri? Perché non lo abbiamo mai letto?
Ripeto la domanda iniziale, ritirare fuori dal cassetto la vicenda di Ampugnano, è stato doloso, colposo o preterintenzionale (nel senso che è sfuggita di mano)?
P.S. Caro Bisi, fossi in Ceccuzzi sarei un capellino stufo di farmi un mazzo tanto, metterci la faccia, cercare di trovare i giusti e normali equilibri che nella sua posizione sono fondamentali e poi vedere ogni mattina che, come con la tela di Penelope, il lavoro portato faticosamente avanti di giorno, qualcuno lo disfa di notte.
Firmato
La Primula Rossa

Non conferite il titolo di professore emerito a Piero Tosi

Con molta probabilità, la notizia della proposta di conferire il titolo di professore emerito a Piero Tosi avanzata dal consiglio di facoltà di Medicina dell’università di Siena,è attendibile e al tempo stesso sconcertante.

E’ sconcertante per due ordini di motivi. Piero Tosi è indagato nell’ambito dell’inchiesta relativa al dissesto finanziario di oltre 200.000.000 di Euro riscontrato dagli inquirenti presso l’università di Siena; il periodo durante il quale il grosso del dissesto è maturato è proprio quello del rettorato Tosi.

A mio avviso questi due motivi sono più che sufficienti non solo per rifiutare al Tosi il titolo di professore emerito ma addirittura per non pensarla nemmeno questa assurdità.

Conferire il titolo di professore emerito equivale come gesto di comunanza con la gestione Tosi dell’ateneo e quindi di vicinanza all’indagato Tosi disconoscendo di fatto la richiesta di cambio di rotta dalla gestione dissestata richiesta da gran parte del personale tecnico-amministrativo e da componenti importanti del corpo accademico,oltre che da tutta la comunità senese.

Nel registrare con profondo fastidio questa notizia poco edificante per l’immagine dell’ateneo e poco incoraggiante verso l’indagine della magistratura,credo da cittadino che sarebbe importante e necessario che la stessa magistratura renda piu’ celeri le indagini sul dissesto.

L’università ha bisogno di una svolta seria e non di un titolo di professore emerito a Piero Tosi.

Maestro James Anderson

Chi dissesta, paga!

Il dissesto finanziario … il dissesto finanziario … a sentire l’Amministrazione sembra sia la causa (o il pretesto ?) principale dei problemi attuali del personale dell’Università (le mancate PEO, la decurtazione del  fondo per l’accessorio 2011 etc. etc. etc.) … in ciò sembrano d’accordo i Revisori dei Conti e gli organi di vertice dell’Amministrazione. Io mi rifiuto: i diritti sono diritti ed i contratti sono contratti, sia l’Università in dissesto o in stato di florida agiatezza (proviamo a non pagare un contratto di affitto e vediamo quel che succede?). E poi, quale è la procedura per dichiarare il dissesto? Per i Comuni e gli enti locali la conosco, per le Università (ancora) no !

Ma tant’è, fate buon viso a cattivo gioco, amici miei, che vi ho più cari delle mie pupille.

E ricordate che, se il dissesto è la causa dei vostri guai, chi ha causato il dissesto dovrà pagare ogni stilla del vostro dolore, della vostra rabbia e della vostra fatica. Perciò vi esorto a trovarvi un buon avvocato che studi la causa fin da ora e, non appena iniziati i processi penali, vi guidi nel costituirvi in massa e senza esitazione quali parte civile … è questa, a mio avviso, la strada del riscatto …

Otto der Kommissar und seine Freunde