Avanti! Avanti!

Come anticipato da Fratello Illuminato la Magistratura va avanti. Lo racconta la Nazione QN di oggi, sostenendo che per i nomi che qui erano stati già citati (sollevando immaginiamo querele che ora vorremo vedere che seguito avranno) il GIP ha negato gli arresti domiciliari, motivando che ormai è passato troppo tempo e non c’è più bisogno della custodia cautelare. Ora arriva il 415bis … Avanti! Avanti!

P.S. Se i 27 indagati fossero persone serie e degne si autosospenderebbero e, trattandosi di mala gestione di un ente pubblico, renderebbero loro stessi pubblici i propri nomi. Non ci aspettiamo tanto, ovviamente … Rimarranno, a parte qualcuno, attaccati alle proprie sedie finché non verranno a prenderli i Carabinieri per portarli alle udienze. Legittimo impedimento?

Che si fa? Si procede o ci deve pensare qualcun altro?

Insomma sono mesi, se non anni che ci sono questi volumi in onore del Sultano di Stigliano la cui pubblicazione è costata 32000 euro fuori bilancio, spesi quindi senza seguire le corrette procedure dal soggetto in foto. Sarà il decimo CdA dell’Università che affronta la questione e alla fine sembra che l’Ateneo debba pagarli e poi denunciare immediatamente la cosa alla Corte dei Conti. Bene. Vogliamo procedere o si pensa che per proteggere il soggetto in foto ancora si debba aspettare molto? Ci deve pensare qualcun altro ad avvertire la Corte dei Conti?

Così per saperlo …

 

 

Il ceccuzziano candidato David Chiti e quel pasticciaccio del bar di via Roma 56 (Dissesto parte II)

Ci sono tanti motivi per cui non votare Ceccuzzi e il candidato Davide Chiti, ma oggi vi vogliamo raccontare una storia vera che, a nostro avviso, è determinante per consolidare la convizione di non votare i due suddetti.

Ci risulta che tra i 27 nomi dei rinviati a giudizio firmati dal Procuratore Francesca Firrao compaiano i nomi di Viviani Paola e Viviani Stefania, titolari dell’appalto del bar sito all’interno della struttura universitaria di Via Roma 56. E le medesime sono rispettivamente moglie e cognata di David Chiti, fedelissimo di Franco Ceccuzzi, nonché candidato alla carica di consigliere comunale per il PD.

La storia: sembrerebbe che il responsabile dell’ufficio forniture e contratti d’appalto dell’Ateneo, il ceccuzziano Carlo Bruni, esponente della CGIL di Claudio Vigni e Angelaccio, avesse concesso in appalto senza gara e passaggio al Consiglio di Amministrazione il bar delle Facoltà di Ingegneria e Lettere alle due sunnominate parenti del Chiti. In seguito risulterebbe che fosse stata finalmente fatta una gara d’appalto che, bada caso, è stata vinta dalle parenti del ceccuzziano Chiti, che peraltro erano già lì.

Sembra che tutto questo, viste le richieste del Procuratore, sia più un fatto che un “sembrerebbe”.

Avete capito di cosa si tratta? Stiamo parlando della Cosa Pubblica, perché l’Università di Siena non è, come sembrerebbe finora, del PD, ma un ente pubblico e le leggi della Repubblica Italiana vanno rispettate perché altrimenti si incorre nell’infrazione PENALE.

Invece di pensare di applicare le Carte etiche agli altri, pensassero ad applicarle a sé stessi quelli del PD. E smettessero le coccole di farsele per sé invece che alla città. E non votate Ceccuzzi e chiedete al Chiti di ritirarsi dalla competizione!

Ufficio Legale di Fratello Illuminato

A proposito del dissesto universitario …

… secondo noi per ottenerlo così deflagrante ci vuole il concorso più persone che mettano in atto più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso.

 

 

 

Ma quando pensa di smetterla Ceccuzzi di prendere in giro i cittadini?

Questi uffici leggono inorriditi le dichiarazioni di Ceccuzzi alla “convenscion” (parlate per bene che non si capisce nulla!!! Siamo in Italia!!!), soprattutto quelle inerenti alla crisi dell’Ateneo. Si chiedono perciò quando pensa di smetterla Ceccuzzi di menare per il naso i cittadini presupponendo che siano venuti tutti giù con la piena.

Ceccuzzi parte affermando che il progetto del PD è fatto da senesi per i senesi e già questa, visto che lui è chianino, è una menzogna bella e buona. Poi parla di partecipazione di studenti, docenti e dipendenti. Sui docenti non discutiamo, visto che proprio quelli teleguidati da lui hanno ridotto l’Ateneo in queste condizioni, ma sugli studenti e sui dipendenti abbiamo parecchi dubbi.

Dopodiché comincia a blaterare di patti e protocolli facendo finta di non sapere che sono quasi tre anni che le cosiddette istituzioni, da lui dirette sia pure mediatamente, se ne strafregano dell’Ateneo, dei dipendenti e degli studenti e in particolar modo dei precari.

Proprio lui parla, il sostenitore di Berlinguer e Tosi e di Riccaboni (questo ultimo d’accordo con il suo amico Verdini). Ha difeso in tutti i modi questi dissestatori e ora parla di precariato. Il precariato lo ha creato lui e la macelleria sociale che è seguita al dissesto è tutta colpa sua e dei suoi uomini. Uomini, si fa per dire, tipo Boldrini – iscritto al PD di Ceccuzzi e suo grande sponsor insieme ai nemici dei lavoratori Iantorno, Benocci e Cannamela.

E a proposito di rappresentanti delle istituzioni che “all’interno del consiglio di amministrazione sapranno rappresentare al meglio queste preoccupazioni così diffuse in città sulle condizioni imposte al personale tecnico amministrativo” e che ci immaginiamo dovrebbero essere i ceccuzziani Cucini e Morrocchi, come si fa a sperare che – dopo aver visto come si sono comportati sinora, votando sdraiati davanti ai dissestatori Riccaboni e Fabbro – d’un tratto si ravvedano e comincino a controllare seriamente?

E del ceccuzziano Montibello che quando hanno tagliato gli stipendi ai dipendenti ha asserito che i dipendenti avevano accettato di buon grado?

Ma Ceccuzzi parliamoci chiaro: ma quando la finisci di prendere in giro i Cittadini?

E voi Cittadini: MA COME SI FA A VOTARE CECCUZZI!!! Chiunque, ma non lui o il pasticcere verdiniano. Ci sono candidati seri, che hanno già preso posizioni ben più precise e coerenti di quelle di questo amico dei dissestatori!!!

Firmato

Cesare Mori

Torniamo a bomba

Riportiamo ancora una volta, visto che non c’è stata risposta, l’art. 35 (comma 3, let. e) del D.L. 165/2001) che così recita: «composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.»?

Secondo questi uffici il concorso per EP del ceccuzziano Benocci è viziato dall’inosservanza del suesposto articolo di legge, visto che in commissione il presidente era il ceccuzziano Franco Belli, dirigente sindacale della FLC-CGIL esattamente come il candidato poi risultato vincitore. Questi uffici invitano il rettore Riccaboni, il direttore Fabbro (soprattutto lei visto che Benocci è designato a capo della divisione del Personale Tecnico Amministrativo) e l’ufficio legale dell’Ateneo ad accertare questa palese violazione di legge.

La legge è uguale per tutti o no?

Ecco a voi le varie responsabilità

Prima di entrare nel merito delle varie responsabilità per la distruzione vera e propria dell’Ateneo senese, ricordiamo fin da subito quali sono stati gli effetti nefasti consequenziali alla distruzione stessa:
1) Un dissesto finanziario di oltre 250.000.000 di euro e 30.000.000 l’anno di sbilancio strutturale;
2) La vendita del San Niccolò e delle Scotte;
3) L’asta per la vendita della Certosa di Pontignano;
4) Una macelleria sociali nei confronti di tutti i precari e in seguito del personale contrattualizzato;
5) Perdita di credibilità dell’Ateneo anche presso gli studenti oltre che di fronte alla coumnità;
Sul dissesto e sulle nefaste risultanze vi sono tre tipi di responsabilità:
1) Politiche
2) Gestionali
3) Giudiziarie
Sulla seconda e sulla terza ci pensa la Magistratura penale, civile, amministrativa e contabile (e ci sono 27 ragioni stamani per ritenere che si stiano chiarendo le cose).
Passiamo a quelle politiche. Vogliamo ricordare a tutti e soprattutto a noi cittadini e soprattutto ai dipendenti dell’Ateneo che la nomenclatura universitaria capitanata dal Faraone Piero Tosi e dal genio Maurizio Boldrini è sempre stata sostenuta politicamente da Franco Ceccuzzi, Alberto Monaci, Fiorino Iantorno e dalla componente della CGIL legata a Claudio Vigni. In merito al ruolo del Ceccuzzi ricordiamo che lo stesso non solo partecipava ai convegni insieme a Piero Tosi, ma nelle relazioni politiche lo elogiava e gli esprimeva “stima”. Ricordiamo anche che molti dei convegni di cui parliamo erano moderati dal Genio Boldrini (tuttora iscritto al partito di Ceccuzzi e suo sostenitore). Un altro esponente della CGIL universitaria legato alla gestione tosiana, Diodato Angelaccio (già colpito da provvedimento interdittivo) fino al 2010 partecipava alle riunioni in federazione con Ceccuzzi e Monaci. Non a caso l’allora segretario della CGIL Vigni era un grande sostenitore della nomenclatura universitaria tosiana.
E qui apriamo una parentesi: siccome non siamo venuti giù con la piena sappiamo benissimo che non è tutta la CGIL responsabile di quello che è accaduto. Auspichiamo perciò che la stessa organizzazione provveda a far chiarezza la proprio interno isolando chi ha tenuto comportamenti non solo antisindacali, ma addirittura illegali.
Un altro fenomeno della politica che oggi si presenta come il nuovo e il purista, Fiorino Iantorno, ha sempre sostenuto, sostiene ed elogia, la nomenclatura tosiana di cui Riccaboni è l’attuale punta di diamante.
Vogliamo ricordare che il signor Iantorno era in CdA nell’epoca Tosi insieme all’attuale presidente del Consiglio Comunale e di quello Provinciale (Piccini e Burresi)? Ecco alcune sue dichiarazioni rese in CdA:
8 giugno 2001 (…) d.- Verbale adunanza 24 aprile 2001
Relativamente alla verbalizzazione del punto 17 “Varie ed eventuali”, punto c.- dell’adunanza consiliare del 24 aprile scorso: “Sullo stato delle Università Italiane. La carta dei doveri e dei diritti”, il Consigliere Iantorno ha fatto presente che il proprio intervento risulta ivi riferito non del tutto esaurientemente, nel senso che:
– le congratulazioni per la rielezione del Rettore sono state da egli espresse anche a nome dell’As-sociazione che egli rappresenta in Consiglio, la Unione degli Studenti universitari;
– l’apprezzamento riportato  come espresso per “il sistematico successo che l’Università di Siena coglie primeggiando frequentemente, su molti fronti” era stato da lui più propriamente espresso in specifica relazione all’impegno dell’Ateneo sul tema della riforma degli ordinamenti didattici.
Infine vogliamo ricordare le responsabilità politiche odierne di Ceccuzzi, Iantorno, di Cannamela e Mauro Marzucchi che hanno permesso, senza dire una parola (e poi si dichiarano democratici, comunisti, socialisti e discontinui), comportamenti da parte di Riccaboni e della Fabbro gravemente lesivi di una gran parte dei cittadini, colpiti nel reddito e nella dignità. E l’evangelico Evangelista si permette anche di parlare agli altri di etica e di valori!
Ma vergognatevi per almeno vent’anni!!! Le responsabilità politiche sono chiare. Perciò non vi nascondete dietro ad un dito: ci sono i fatti, i documenti e l’evidenza.
Chi ha sostenuto la nomenclatura universitaria NON PUO’ GOVERNARE LA CITTA’!!!

 

 

 

 

La conversione dell’IDV sulla strada di Ceccuzzi

Le poltrone in politica fanno sempre gola e quando la gola è da saziare si rinuncia anche ai valori e ai principi.
L’IDV senese non è da meno e ieri ne ha dato piena dimostrazione.Nei giorni scorsi i dipietristi senesi tuonavano contro il sistema di potere senese e attacavano Ceccuzzi:Oggi non è piu’ cosi: per l’IDV il ceccuzziano Ceccuzzi rappresenta il nuovo.Una bella giravolta questa dei dipietristi.Erano partiti incendiari e si ritrovano portatori di acqua alla causa del responsabile del sistema di potere degli ultimi 11 anni, ovvero il ceccuzziano Ceccuzzi.
Non avendo il coraggio di intervenire, i dirigenti locali dell’IDV, hanno chiesto allo stesso Di PIetro di venire a Siena per fare lo spottone politico a sostegno del Ceccuzzi.
Che bravi questi dipietristi!!!!Si sono rilvelati peggio della partitocrazia che loro stessi contestano.
Visto che sono cosi bravi perchè non ci rispondono a queste due domande:

1) Di Pietro e company che ci dicono del dissesto finanziario dell’ateneo senese e del ruolo politico di Ceccuzzi a sostegno di Piero Tosi, Maurizio Boldrini e Diodato Angelaccio?

2) Come mai i dipietristi non dicono una mezza parola sui 29 indagati nell’inchiesta che coinvolge l’amministrazione provinciale di Siena? Forse stanno zitti perchè l’IDV è nella giunta Bezzini con un proprio assessore?

Bel partito di valori questo IDV senese. Complimenti per tutto e soprattutto complimentoni per come prendono i giro i cittadini!!!

Basta con le prese di giro!

Questi uffici sono stufi di veder consumarsi una fallimento politico come quello di Franco Ceccuzzi senza che l’interessato si vergogni di nulla. Per questa faccenda del dissesto finanziario ecco l’atteggiamento di Ceccuzzi:

1) Appoggia ed osanna il Tosi senza alcun senso critico e Tosi, insieme alla sua cricca, disastra l’Ateneo senza nessun controllo politico.

2) Fa finta, alla caduta del Tosi, di non conoscerlo insieme al suo amico (almeno all’epoca amico) Alberto Monaci

3) Poi appoggia Focardi in maniera ondivaga fino ad arrivare a dire, a Focardi battuto, che il piano di risanamento Focardi Barretta era il migliore.

4) Insieme a Verdini e a Marignani appoggia ora (C)Riccaboni, dopo aver tollerato che ai lavoratori venissero tolti dei soldi senza muovere ciglio (insieme a Iantorno, Benocci e Cannamela, bei compagni sì, vergognatevi!)

5) Poi manda Montibello a sparare delle dichiarazioni che abbiamo già commentato a sufficienza e sulle quali oggi, disgustati, ci asteniamo (ma lui non dovrebbe)

6) Ora manda avanti Cannamela a sparare minchiate sul piano di risanamento (che non risana proprio nulla) e intanto, oggi come quindici anni fa, protegge il genio di Via Roma 56 al secolo Maurizio Boldrini che, non scordiamocelo, è ceccuzziano fino al midollo insieme a Calabrese, Bettini, Detti, Flores e compagni pessima

Basta!!! Ceccuzzi sei un politicante! Ritirati ad Acquaviva e lascia perdere le ambizioni di amministrare alcunché perché politicamente non sei in grado di gestire NULLA!!! NULLA!!! Questo esempio dell’Ateneo può essere riprodotto all’infinito nel sistema Siena che è tutto ascrivibile a te! Vi siete mangiati l’Ateneo e la Città!!! Ora basta! E trattate i cittadini come se avessero l’anello al naso, insultando la loro intelligenza.

A casa i dissestatori!!!

 

 

Infactti avvisate la Magistratura

Anche se non siamo dei semiologi come il tosiano Omar Calabrese,grande amico del genio Boldrini, riusciamo ugualmente ad interpretare i “segni” e i “segnali”; cosi come non occorre essere dei fini giuristi come i componenti dell’ufficio legale dell’università per ravvisare ipotesi di reato nei comportamenti e nelle dichiarazioni pubbliche riscontrati nella vicenda della società IN.FACT srl (meglio classificata Via Roma 56).E a tal proposito ci stiamo ponendo questa domanda: ma l’ufficio legale dell’università quali atti di competenza ha compiuto per tutelare l’ente pubblico? Anche su questo attendiamo.
Del resto la vicenda IN.FACT volenti o nolenti è ascrivibile in una delle pagine piu’ vergognose della decadenza dell’ateneo senese. E casulamente, o forse no, il personaggio chiave di questa triste storia è sempre il solito Boldrini Maurizio: di lui troverete impronte nella gestione berlingueriana-tosiana dell’università come oggi in quella riccaboniana.Una sorta di genio per tutte le stagioni.
Boldrini Maurizio ( ll genio dei geni) è uno dei massimi sostenitori di Riccaboni e quindi ( nella logica della famiglia allargata universitara) è impensabile pretendere dal Magnifico Angelo atti che vadano a ledere “l’intoccabilità sancita con il sigillo di stigliano” del comunicatore di Via Roma 56.
Il magnifico Angelo, stavolta potrebbe commettere un errore, anche perchè non è in grado ne di “abbuiare” o “omettere di denunciare l’evidente abuso da parte di due docenti e di una società estranea all’università”. E gli spieghiamo i motivi, non solo a lui, ma anche ai membri del cda dell’università che di seguito citiamo

  • Prof. Angelo Riccaboni
    Rettore
  • Dott.ssa Ines Fabbro
    Direttore Amministrativo
  • Rappresentanti dei Professori Ordinari

    Prof. Mariano Bianca
    Prof.ssa Marcella Cintorino
    Prof.ssa Floriana Rosati

  • Rappresentanti dei Professori Associati

    Prof. Alessandro Donati
    Prof. Fabio Mugnaini
    Prof.ssa Mirella Strambi

  • Rappresentanti dei Ricercatori

    Prof. Aggr. Enrica Bianchi
    Dott.ssa Maria Frosini
    Prof. Aggr. Roberto Tofanini

  • Rappresentanti del personale tecnico e amministrativo

    Dott.ssa Moira Centini
    Dott. Franco Galardi

  • Rappresentanti degli Studenti

    Sig. Andrea Azzaro
    Sig. Cosimo Francini
    Sig. Gabriele Fuso
    Sig.ra Francesca Giuli
    Sig. Ignazio Martellucci
    Sig.ra Rossella Matarrese
    Sig. Rodolfo Pagliaro

  • Dott. Vareno Cucini
    Rappresentante Comune di Siena
  • Dott. Roberto Morrocchi
    Rappresentante Amministrazione Provinciale di Siena
  • Dott. Pasqualino Cappelli
    Rappresentante Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Siena
  • Dott. David Cantagalli
    Rappresentante Governo
  • Avv. Pasqualino Paulesu
    Rappresentante Banca Monte dei Paschi di Siena

SCHEMA N.1 (Vie e depistaggi)

1) Dopo varie segnalazioni il rettore Angelo ha avviato un’indagine interna sulla vicenda IN.FACT comunicandolo al cda dell’università(quindi tutti sono informati).E su questo avanziamo il nostro rilievo: il rettore invece di avviare un’improbabile indagine interna doveva recarsi dalle autorità competenti e presentare formale denuncia.

2) Il rettore Angelo(pensando di fare una ganzata) per tutelare il suo amico Boldrini, probabilmente ritornerà nel cda e informerà tutti che la vicenda IN.FACT è regolare.E se tale ipotesi dovesse concretizzarsi possiamo affermare che lo stesso rettore assumerà una posizione di favoreggiamento nei confronti dei protagonisti della vicenda IN.FACT.A tal proposito è opportuno conoscere le posizioni ufficiali di due membri del cda dell’università Morrocchi e Cucini entrambi compagni di partito di Maurizio Boldrini.

3) Ma tutto regolare cosa? Forse per il fatto che nella visura camerale della società IN.FACT non c’è scritto che la sede operativa è in Via Roma 56? Vi sbagliate di grosso.Non è mai stato questo il problema.

NOI INVITIAMO IL RETTORE E I MEMBRI DEL CDA AD AVVISARE LA MAGISTRATURA. E quindi vedremo chi si assumerà la responsabilità di “abbuiare”.Seguite lo schema n.2.

SCHEMA N. 2 (USI E ABUSI)

1) DICHIARAZIONI SULLA SOCIETA’ IN.FACT DEL DOCENTE ANTONIO RIZZO: “I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docente li ho sempre sostenuti …”.
DICHIARAZIONI DEL DOCENTE MAURIZIO BOLDRINI :”Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.
Queste due dichiarazioni dimostrano l’uso e il concetto privatistico che hanno dell’università.
2) DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CDA DI IN.FACT SIMONE TIBERI: “Gentile dott. Tesi,
mi chiamo Simone Tiberi, responsabile commerciale di In.Fact srl, l’azienda che si è occupata di realizzare per conto di MPS l’ebook e l’applicazione del libro “MIti di Città”. Ho letto con piacere l’articolo sul suo blog e mi piacerebbe invitarla a vedere personalmente il lavoro effettuato e a conoscere la nostra realtà. Siamo un’azienda di 6 ragazzi neolaureati di scienze della comunicazione ed ingegneria dell’Università di Siena. Abbiamo come sede operativa il dipartimento di scienze della comunicazione di Siena e come referenti scientifici il prof. Antonio Rizzo ed il prof. Maurizio Boldrini.
Nel ringraziarla in anticipo per la risposta le porgo cordiali saluti e le faccio tanti auguri di Buon Natale e felice anno nuovo.”

3) Nel sito linkedin la società IN.FACT dichiara di avere la sede operativa in Via Roma 56-53100 Siena

4 ) Nel sito di IN.FACT c’era scritto Via Roma 56 (che i fenomeni hanno cancellato)



5) Alleghiamo articolo del quotidiano la Nazione di Siena (questo)

6) Il prof. Antonio Rizzo è stato autorizzato dal cda per poter far parte di una srl? Non si trova in conflitto d’interessi in questa vicenda?