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Nuovo successo nelle librerie scientifiche. Dopo l’aggiornato dizionario Italiano – Inglese, è uscito il fondamentale dizionario PDes(S)ese – Italiano. Già pronta anche la versione tascabile, edizioni Mondonano

Volete capirci qualcosa delle prossime elezioni amministrative senesi? Vi siete persi nella giungla dei neologismi e degli inglesismi? Avete bruciori di stomaco per aver mangiato troppo cinghiale in umidoSiete andati ad un evento organizzato dal PD ma dopo 5 minuti non ci stavate capendo più una mazza e pensavate di aver sbagliato ora e luogo?
Niente paura! Ci siamo qui noi pronti a corrervi in aiuto!
Ecco a voi un comodo dizionarietto, da portarvi sempre dietro, che vi aiuterà ad aprire uno spiraglio di luce nell’oscurità intessuta dagli esperti comunicatori del PD(S)!
yeah: eccola! la madre di tutte le parole chiave! La sintesi di tutti i principi ispiratori della campagna di comunicazione del PD! Può essere utilizzata in qualunque contesto e riempie immediatamente di gusto ogni frase e di sapore le vostre giornate. Esempio d’uso in un dialogo tipico:
“Sono un po’ preoccupato dalla situazione economica generale e dall’impatto che sta avendo la crisi anche sulla nostra città, specialmente sulle fasce più deboli della popolazione, che ne pensi?”
“Yeah! Grande! Mitico! Magico! Yeah!”
“Ma che sei scemo, ma hai capito che ho detto?”
“Oh yeah! Mitico! Magico! Yeah!”
yes-man (ma anche yes-woman): questi sono gli eroi del momento, i portatori di luce, coloro che innalzano i vessilli di ragione e razionalità fornendo la loro guida e consiglio al candidato sindaco del PD. Il loro senso critico è così sviluppato che a forza di annuire continuamente ad alcuni si stanno formando delle evidentissime piaghe sul collo, ad altri si sta direttamente svitando la testa e rischia di cadere.
spin-doctor: una specializzazione degli yes-manesperti di comunicazione, in grado di cogliere perfettamente gli umori del cittadino elettore e di propinargli frasi fatte, stereotipi e banalità direttamente offerte dalla Perugina (che le ha scartate dai bigliettini dei Baci perchè sembravano delle cazzate micidiali anche a loro). In particolare, come il nome suggerisce (da to spin ovvero far girare) il loro obiettivo è quello di confondere talmente le idee al cittadino elettore, facendolo girare appunto come una trottola, da renderlo talmente confuso al momento del voto che, almeno per sbaglio, farà la crocettina sul candidato sostenuto da cotali geni.
workshop (plurale uorscioppi): meravigliose iniziative partorite dalle fervidi menti dei comunicatori del PDpossono abbracciare qualunque argomento, dalla pelota basca all’allevamento del procione delle Bahamasl’importante è che siano completamente slegate da qualunque tema rilevante per il cittadino elettore e che si possano liberamente riempire di frasi ricchissime di parole prese dal qui presente dizionarietto. Pare tuttavia che il termine stia cadendo rapidamente in disuso poichè qualcuno degli esperti comunicatori, avendo incartato per sbaglio un panino con la porchetta usando una pagina del dizionario inglese-italiano, ha scoperto che il verbo to work significa… lavorare! Orrore! Terrore! Tremore! Disperazione! Dopo attimi di panico allo stato puro un comitato di esperti comunicatori ha deciso di bandire l’uso di un termine tanto sovversivo, casomai a qualcuno venisse la balzana idea di farli andare, appunto, a lavorare!!!
survey: sono i cari vecchi sondaggi, ma vuoi mettere quanto è più fico chiamarli così? Il loro fine ultimo e sommo scopo è quello di nascondere opinioni scomode e di evidenziare ovvietà innocue. I risultati dei survey si prestano bene ad essere presentati in chiusura di un workshop così si può tornare a casa tutti più contenti sentendoci molto più intelligenti.
forum: siccome workshop, per i motivi di cui sopra, suonava un po’ male, ecco che si introducono i forum, che funzionano più o meno alla stessa maniera, ma sono ancora più, cool, più trendy e naturalmente molto yeah! Piccola controindicazione, forum suona un po’ troppo pericolosamente di sinistra, è dunque allo studio un termine alternativo, il più gettonato pare essere “ritrovo del tutto inutile, talvolta provvidenzialmente cancellato dalla neve,  in cui chi parla non sa cosa dire e chi ascolta avrebbe molto di meglio da fare“. Breve, semplice, efficace, in perfetto stile esperto comunicatore del PD.
brainstorming: il vero asso nella manica di ogni bravo yes-man, il grimaldello in grado di aprire qualunque porta e risolvere ogni questione. Di fronte ad un problema concreto solo gli sciocchi cercherebbero di risolverlo, ma il vero esperto comunicatore è in grado di fare molto meglio, convocare un workshop da dedicare al brainstorming, così che i main issue della question siano più focused. Più chiaro di così si muore no?

target: sì, avete capito bene, siete proprio voi, i cittadini elettori, che, come dice la parola stessa, fungete da bersaglio per le brillanti campagne di comunicazione del PD, i cui giovani, rampanti, comunicatori sperano di far con voi, appunto, il tiro al piccione.
social: da non confondere con derive sinistrorse ormai demodè, e dunque da usare ben distante dalla parola forum, denota il fulcro portante dell’intera campagna elettorale del PD. Un partito social, del volemose bbene, delle serate trendy, delle notti magiche, dalle idee cool. Insomma più che un partito un posto dove stare in allegria e tracannare un paio di gottini insieme, così da allontanare i cattivi pensieri che fanno male alla testolina del cittadino elettore!
2.0: ma certamente! Oggi è tutto 2.0! Bisogna guardare avanti, puntare all’innovazione, alla condivisione, fare rete, abbrustolire due salsicce già che ci siamo visto che sono finite e… come dite? Che c’entra il 2.0 con le salsicce? Ah… e invece vi pare che c’entri qualcosa con la campagna del PD?
core value: ma sì! Ma sì! I cari vecchi valori di una volta, le massaie che stendono la pasta, una caccia al cinghiale in un’oasi protetta, gli scolaretti che imparano l’alfabeto, i Rettori che mandano a troie l’Ateneo, i Buoni Padri di famiglia che licenziano una madre-single ma moltiplicano i posti nei consigli di amministrazione di una azienda di trasporto pubblico che era nata per ridurli.Insomma i valori che vengono dal cuore, anzi dal core!
iPDdopo il successo di iPad, iPod, iPhone… sulla scia dei successi della Mela di Cupertino, ecco in arrivo il partito trendy e cool, ovvero l’iPD! L’iPD funziona anche senza pile e permette di ascoltare quasi ogni giorno della settimana un forum o di partecipare ad un workshop di sicuro interesse. L’iPD è dotato di molte funzioni tra cui un comodo registratore per potersi riascoltare all’infinito finchè non si finisce per credere alle minchiate che si dicono, una telecamera per distorcere la visione del pianeta al punto da perdere completamente il contatto con la realtà e, appositamente scaricabile dall’AppStore, iSegnaposto, una utilissima applicazione con cui potrete marcare sedie, poltrone e qualunque altro supporto per il deretano così da garantirvi una salda presa a prova di democrazia dell’alternanza!

di FitzChevalier Lungavista

Elezioni e preferenze per entrare in consiglio comunale: e se stavolta ci fosse la corsa a non candidarsi?

A breve (anche perché a momenti si vota) dovrebbero essere resi pubblici i nominativi dei candidati in consiglio comunale.

Stavolta, però, potrebbe esserci un’inversione di tendenza; invece di fare le corse e dare le gomitate per trovare un proprio spazio all’interno delle liste, potrebbe esserci una marcia indietro a passo di carica cercando tutte le possibili giustificazioni per non venir candidati.
Forse non tutti gli aspiranti candidati hanno fatto i dovuti calcoli e conteggi, il cui freddo e cinico esito renderà dei numeri da far rizzare i capelli a molti.
E’ oramai voce comune e diffusa in giro per Siena (riportata soprattutto da quelli a cui è stato proposto di candidarsi per la prima volta, i quali stanno facendo un paio di conti e diverse telefonate in giro – fatte un pò goffamente e con troppi particolari – per sapere chi potrebbe votarli) che per entrare in comune ai Piddini senesi occorreranno oltre 300 preferenze.
E chi ce l’ha tutti questi numeri con questi chiari di luna. Dunque, quanti ex Diesse potrebbero entrare in consiglio comunale, 8/9? Se restiamo al conteggio delle 300/320 preferenze a candidato, i Diessini dovranno essere in grado di farne girarecirca 2900 per assicurarsi i propri consiglieri. Che non è poca cosa, anche alla luce del numero non esiguo di quelli che dovranno uscire causa secondo mandato già consumato. Proprio su questo argomento, infatti, nei giorni scorsi il Sellato Cannamelaaveva richiamato all’ordine la coalizione dichiarando “Siamo impegnati a garantire il limite invalicabile dei due mandati amministrativi” (a questo punto scatta per forza una domanda: se Cannamela si ricolge a tutta la coalizione vuol dire che la non ricandidabilità, allora, sarà prevista anche per il vice sindaco Mauro Marzucchi. Anche se va detto che, nel caso ciò si verificasse, allo stesso Marzucchi la cosa potrebbe far comodo, così non si troverebbe costretto a misurare la sua attuale consistenza numericadato che negli ambienti politici si dice essere parecchio diminuita). La non ricandidabilità di chi ha già fatto due mandati rappresenterà un fattore non trascurabile, perché nelle elezioni amministrative i voti sono legati alla persona e, quindi, non è detto che i voti di uno che non si ricandida siano perfettamente “trasferibili” su un altro. Anzi. Il rischio volatilità è veramente altissimo.
E’ appunto in questo scenario che candidarsi non diventa un boccon da ghiotti ed il rischio di fare una figuraccia (cosa che potrebbe a quel punto andare a mettere in discussione anche eventuali promesse fatte) è dietro l’angolo. Avanti a chi tocca!
p.s. nuove voci danno Ceccuzzi stretto tra un’altra bega. Pare, infatti, che l’Idv, per ricominciare a dialogare con lui abbia posto un altro veto: Marzucchi – in caso i senesi votassero Ceccuzzi, anche se noi preferiamo invitarli a riflettere bene su questa eventuale scelta – non dovrà fare il vice sindaco e forse sarebbe addirittura poco gradito in giunta come semplice assessore.

Firmato
La Primula Rossa

Io Donna pretendo il rispetto e non voglio essere ghettizzata o “quotata”

Da anni oramai la Festa della Donna, quindi la mia festa, è vissuta piu’ che altro come una sorta di mera strumentalizzazione politica o come una sorta di “unico giorno per dire che noi ci siamo”.

Forse sarò fuori dal coro delle benpensanti o delle dirigenti di partito che vivono questa giornata come palcoscenico e poi magari negli altri giorni dell’anno (che sono 364) la condizione della donna è relegata in piccolo angoli sui giornali tipo “La posta delle lettrici”. Il mio corpo e il mio cervello di donna sono tali 365 giorni all’anno e non voglio più essere considerata “un giorno di festa”.Certo fa piacere sentirsi dire “buona festa” o ricevere una mimosa o dei fiori, ma IO PRETENDO DIGNITA’ E RISPETTO IN OGNI AMBITO DELLA VITA CHE VIVO,  IN CASA O NELLA SOCIETA’ SENZA DOVERMI SENTIRE OGGETTO DI SCONTRO POLITICO E SENZA DOVER VIVERE LA MIA CONDIZIONE FEMMINILE COME UNA GHETTIZZAZIONE O COME UNA “QUOTAZIONE” IN OGNI DOVE.

L’ 8 marzo dobbiamo viverlo come una ricorrenza particolare per ricordarci e ricordare le origini di questa data: perché l’8 marzo sta a significare qualcosa di piu’ elevato rispetto al corteo dei fiorai.

La data della Festa dell’8 marzo  risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.

Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.

Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L’8 marzo assunse col tempo un’importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità”

Mi piace riviverla così questa data, con la speranza che anche tante donne in politica o con ruoli dirigenziali si ricordino  della condizione della donna  non solo “per sventolare bandiere per un solo giorno” o per rivendicare cariche o poltrone politiche, ma nei momenti concreti in cui la dignità della donna è messa in discussione.

Ad esempio non ho visto le famose femministe del PD come Fiorenza Anatrini o Alessandra Navarri scendere in piazza per difendere la dignità delle lavoratrici dell’università di Siena colpite nel proprio reddito dalla direttrice di ferro Ines Fabbro. Va bene gridare contro il bunga bunga e su questo concordo. Ma la condizione della donna sui luoghi di lavoro è relegata solo al giudice del lavoro? Io ricordo l’8 marzo  da donna non quotata , da madre e da cittadina libera e fiera .

Marianne Franceschi

 

 

 

Bau Bau News!!! Notizia bomba!!!

Ultim’ora – Si avvertono le popolazioni di caprioli, lepri, conigli, galline e polli che possono tornare a zampettare liberamente per il corso; il Coguaro (ossia il puma dell’est degli Stati Uniti) è stato dichiato ufficialmente estinto!!!
Finalmente il Bisi – dopo mesi e mesi di dure ricerche – potrà riposarsi, mettersi l’animo in pace esmettere di avvistarlo ovunque in giro per Siena. Per Bisi la notizia cade, in questo periodo, come una manna dal cielo: così potrà spendere tutte le sue energie nel fare campagna elettorale al candidato sostenuto dal suo Amministratore (on. Rocco Girlanda): il pasticcere Nannini!!!
E tutti insieme potranno brindare con qualche gottino per festeggiare la lieta novella!!!

Dal Cittadino Online

” Avviata indagine interna sulla natura di un’organizzazione denominata In.Fact srl e sulla coerenza delle sue attività  con la normativa in materia di spin off universitario”

“Basta con la tombola. Sospensione di’ irricreativo. Principia avviare i’curturale. Ecchi i’ tema. Pole la donna permettesi di pareggiare con l’omo? No! E ora si balla!”Al via un nuovo appuntamento del Forum della “Curtura” del PD senese

Mi è capitato di leggere una battuta di Matteo Renzi; pensare a quello che si legge a Siena ogni giorno e dire: Renzi ha proprio ragione. La battuta recitava “Parlare di comunicazione al PD è come parlare di sesso a catechismo, c’entra poco”. Mai frase fu più adeguata, specie quando ci imbattiamo in documenti o slogan partoriti dagli esperti comunicatori senesi che fanno daspin doctor a Ceccuzzi, dato che, tra i comunicati che scrivono loro e il linguaggio che viene parlato nella realtà dalla gente, c’è un divario profondo come quello sotto il ponte di Petriolo. Infatti, se il blog Fratello Illuminato è diventato una sorta di Dagospia in salsa locale, il PD senese sembra ogni giorno di più Zelig, la trasmissione fatta da comici condotta da Claudio Bisio.

Per non perdere l’abitudine, i prodi comunicatori Ceccuzziani hanno dato sfogo alle loro doti ancora una volta. La nuova occasione è quella del Forum della Cultura (che non sappiamo, se nella loro scala di valori burocratica, sia più di importante del workshop con uguale argomento o se lo sia meno rispetto ad un appuntamento tematico, ovviamente, anche in questo caso con argomento uguale. Per chi si fosse perso le puntate precedenti – dato che per l’ingarbugliamento che hanno creato non è affatto difficile – gli esperti comunicatori Diessini hanno organizzato prima un Forum, poi annunciato uno workshop, poi non paghi anche un appuntamento tematico sempre ricicciando gli stessi argomenti. Grande razionalizzazione del lavoro, non c’è che dire).

Sapete chi saranno le nuove protagoniste del Forum della Cultura? Tenetevi forte: le arti “performative”.  E che so’? Diranno praticamente tutti. Boh, però le parolone ai comunicatori Ceccuzziani garbano un monte.

Immaginatevi la scena. Il gruppetto di fedelissimi diessini Ceccuzziani, chiusi in una stanza piena di fogli, foglietti, fogliettini e appunti vari scappati fuori un pochini dai Forum, un pochini dagli workshop, un altri pochini dagli appuntamenti tematici; altri ancora dal famoso tavolo del centro sinistra. Ovviamente questo gruppetto di fedeli yes men con la maggior parte di queste cose non ci si raccapezza per niente. Ma niente paura. Nel caso qualcosa dopo tutti questi incontri non li fosse ancora chiara, possono sempre organizzarci sopra un bel road show itinerante.  Siamo, comunque, abbastanza certi che, questi esperti comunicatori tutti solennemente riuniti nell’angusta stanzina della federazione o in un’altra di qualche agenzia (più o meno) specializzata in materia, nel vano tentativo di dare un senso a tutta questa roba si saranno posti una domanda “ma tutte ste pagliacciate, che si so’ fatte a fare? Non era parecchio meglio se in tutti questi anni invece di starci a fare le seghe mentali in federazione s’era andati un pochino in giro a vedere come stavano andando le cose, dato che ad amministrare ci s’era noi?”. E invece, niente. Chiusi anni e anni nelle stanze; a confrontarsi solo tra di loro; i Diessini, i detentori del vero Verboquelli che si ricordano del confronto e della partecipazione solo quando sono sotto campagna elettorale, momento in cui, improvvisamente, cambiano faccia (per la verità alcuni di loro ci provano, ma con scarsi risultati) e diventano tutto ad un tratto aperti e bisognosi di sentire cosa pensa la gente. Ma che strano, sembra un po’ ad orologeria questo atteggiamentoQualcuno di voi si ricorda che – campagna elettorale a parte – i Diessini abbiano in tutti questi anni aperto un confronto davvero aperto e libero (senza mettere all’indice chi si fosse espresso in maniera critica o contraria al loro modo di pensare) in mezzo alla genteCeccuzzi non ha ancora bene chiara una cosa: è circondato dai c.d. franchi tiratori. Numerose persone che proprio per gliatteggiamenti che i Diesse sono soliti tenere con tutti, non aspettano altro che le cose si assestino – in una maniera o in un’altra – per arrivare poi al redde rationemtenerlo costantemente sotto scaccoE lui, con la squadra che lo circonda, non sarà in grado di sostenere nessun attacco. Perché, scusatemi la metafora politica un po’ forte, ma se anche dovesse per sbaglio vincere al secondo turno, il consiglio comunale diventerà il suo Vietnam, e sapete perché? Perché non potrà fidarsi praticamente di nessuno di quelli che entreranno come consiglieri, dato che( eccezion fatta per qualcuno dei suoi più stretti e fedeli, ma non capaci di supportarlo politicamente davvero) a parte la facciata, quasi ogni alleato ha una gran voglia di far si che Ceccuzzi sia il più debole possibile.

Ma questo Ceccuzzi ancora non l’ha capito: i suoi spin doctor non gli ci hanno ancora organizzato nessun workshop tematico, le “arti performative” sono passate in primo piano per i solerti comunicatori; la politica, per loro, può sempre aspettare.

http://www.youtube.com/watch?v=KPOEIbkqyIA

Firmato

La Primula Rossa

Storie di dissesti, di tessere di partito, di decadenza e dei soliti Geni

Per poter star dietro a tutto e monitorare avanti e indietro la situazione dentro e fuori l’Ateneo senese mi son fatto inviare dal Nord America una Moevia inclemens (un ragno che grazie alla sue quattro paia di occhi puo’ individuare qualsiasi cosa in un campo visivo di 360 gradi).

In particolar modo è difficile seguire i movimenti del passato e del presente di alcuni GENI, come ad esempio l’onnipresente e tuttologo Maurizio Boldrini. Già, il famoso genio individuato tale da un altro esponente di rango della nomenclatura berlingueriana-tosiana che corrisponde la nome di Maurizio Bettini; perché merita ricordarle spesso le maestose parole del Bettini :“Ah, vedere un Genio che si avvicina a Tosi, con le chiome inghirlandate di molli corone! Che scena meravigliosa (per la parte del Genio, avevo pensato a Maurizio Boldrini) Purtroppo però non ho potuto far niente del genere. E non perché Piero non si meritasse un’elegia di Tibullo, o perché Boldrini recalcitrasse all’idea di impersonare la parte del Genio. Figurarsi se recalcitrava! E quando gli ricapita, nella vita, di fare il Genio?

A mio avviso quanto scritto da Bettini è sufficiente per farsi un’idea del concetto che avevano questi signori (geni compresi) del loro ruolo dentro e fuori l’università.E non solo: queste parole sono il segno tangibile della visione padronale e dell’uso privatistico dell’Ateneo, e se analizziamo attentamente il livello confidenziale dei rapporti riusciamo a comprendere anche il clima favorevole in cui è nato il dissesto finanziario. Praticamente era tutta una famiglia:da quella naturale a quella baronale. Regnava l’arbitrio e la mitizzazione del capo. Si sentivano superiori a tutti e a tutto; protetti a Roma e dal potere politico senese.Erano “magnifici” di carica e di fatto.E quando qualcosa non funzionava nel meccanismo di compensazione dei poteri o si creavano dei dissidi con il potere politico locale, entrava in scena il Genio:la sua tessera del partito Ceccuzziano era una garanzia. Insomma, rieccolo il Boldrini,il tuttologo e il grande genio della grande università tosiana. Il Genio è diventato tale, grazie al suo grande idolo Luigi Berlinguer; poi il magnifico Luigi concluso il suo rettorato incorona successore,con l’acclamazione del corpo docente allineato e della CGIL, il magnifico Piero Tosi: nuovo capo indiscusso ma ben coordinato dal Genio. Le origini del dissesto e la decadenza dell’ateneo senese vanno ricercate in questo periodo ed è solo con la bonifica definitiva dei residui di questa storia decadente che l’Ateneo puo’ ripartire con dignità e garanzie per il futuro.Le indagini della magistratura servono per individuare i responsabili diretti del dissesto e quindi sanzionarli con severità,ma nel contempo la comunità universitaria deve auto- bonificarsi,altrimenti nulla cambierà in meglio.

Non dimentichiamoci le responsabilità del  potere politico senese di quegli anni rappresentato da Franco Ceccuzzi. Ora, Ceccuzzi si presenta come un verginello della politica e fa finta di non saper nulla o di non conoscere i protagonisti del dissesto finanziario o della gestione berlingueriana-tosiana.Forse il candidato sindaco del PD tenta il colpo di genio “del sono io il nuovo” per allontanare dalla campagna elettorale i suoi magnifici rapporti con Piero Tosi e Maurizio Boldrini, oppure con Angelaccio e quindi affermare che  chi oggi chiede verità e giustizia crea un clima di faide interne all’ateneo o macellazioni. Devo ammettere che il Ceccuzzi e il Boldrini hanno una tratto particolare in comune: la faccia tosta!!

Grazie agli occhi della Maevia inclemens rinfreschiamo la memoria collettiva: Il tesserato del Pd Boldrini Maurizio il 19 agosto 2010 coordinava un dibattito alla festa del PD :” 19 AGOSTO
ORE 21.00 – SPAZIO DIBATTITI
Libera la cultura! I tagli del governo alle politiche culturali-Coordina Maurizio Boldrini, docente di Scienze della comunicazione – Università di Siena

Il 21 0ttobre del 2002 Maurizio Boldrini coordinava il dibattito con relatore Piero Tosi e alla presenza di Franco Ceccuzzi organizzato dal coordinamento dell’Ulivo al Jolly Hotel ore 17:30 dal titolo “Confronto sulla legge finanziaria”.

Nel febbraio 2006 Boldrini era il moderatore di una tavola rotonda organizzata dai DS (leggete i nomi dei partecipanti e il tema della tavola):” Tavola rotonda, a cui hanno partecipato Gabriella Piccinni, Franco Ceccuzzi, Andrea Ranieri, Angelo Riccaboni, Maurizio Bettini, ha acceso il dibattito – moderato da Maurizio Boldrini, direttore del Centro comunicazione e marketing dell’Università di Siena – nella parte conclusiva della giornata che i Ds senesi hanno dedicato al tema delle università.”

Franco Ceccuzzi dichiarava a suo tempo: “Fummo tra i primi a rimproverare ed a spronare al miglioramento l’allora Rettore Piero Tosi, al quale vogliamo manifestare ancora oggi la nostra stima.” La considerazione a queste affermazioni di Ceccuzzi mi sorge spontanea: se spronava e rimproverava Piero Tosi risulta palese che Ceccuzzi conosceva bene la gestione universitaria dello stesso Tosi, o sbaglio? Certo che non mi sbaglio.

Ma la storia finisce qui? Assolutamente no. Nel giorno della presentazione della candidatura a sindaco di Franco Ceccuzzi organizzata dal PD al Santa Maria della Scala tra i presenti all’evento chi c’era ad acclamare il compagno di sempre? Risposta ovvia: il genio Maurizio Boldrini.

Quel Maurizio Boldrini ex responsabile dell’area comunicazione e marketing dell’Ateneo, il docente a contratto del dipartimento di scienze della comunicazione, il tessitore di lodi della società IN.FACT srl (“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”). Quel Maurizio Boldrini del debito di 26.210,00 contratto nel 2006  con Rubbettino Editore, per l’acquisto di 300 copie del libro in onore di Luigi Berlinguer.

In conclusione di questo intervento converrete con me che occorre una rapida conclusione delle indagini della magistratura ,ma nel contempo anche a seguito della vicenda IN.FACT e del debito dei 26.210,00 euro,proprio per dare a tutta la comunità universitaria un bel segnale di trasparenza e autotutela degli interessi dell’ente, gli organi competenti dell’Ateneo non possono non chiudere qualsiasi tipo di rapporto tra il sig. Boldrini Maurizio e l’ateneo stesso. Al Ceccuzzi credo che ci penseranno gli elettori senesi dentro le urne elettorali di maggio.

In previsione della Festa della Donna

In previsione della Festa della Donna la redazione di Fratello Illuminato (Maestro Uriel, Maestro James, Cesare Mori, Tommy Tatuato, la Primula Rossa, Marianne Franceschi, il cane Paco ecc. ecc.) hanno deciso di dare un riconoscimento al giornalismo di inchiesta al femminile sul territorio senese. Dopo attenta considerazione per la Redazione di Fratello Illuminato il riconoscimento viene assegnato ex aequo a Laura Valdesi, Raffaella Zelia Ruscitto, Susanna Guarino e Milena Gabanelli. Brave signore!!!

(Vi chiederete, cari Lettori, cosa c’entri la Gabanelli con Siena. C’entra c’entra … E ve ne accorgerete presto!)

Cannamela e il concetto di “attraversabile”, come un ponte che unisce due punti che dovrebbero essere sulla carta, agli antipodi. Ma che, “attraversato” il ponte, magicamente si uniscono. Come il PD e il PDL a Siena

Ecco a chi dare la colpa delle lungaggini burocratiche messe in piedi dalla schiera che rotea intorno a Ceccuzzi. Ecco chi sono gli artefici del nuovo fondamentale gioiello comunicativo di questa campagna elettorale, il mitico “Laboratorio delle idee per Siena 2016”, e pensare che per un attimo avevamo creduto che gli autori fossero i soliti comunicatori yes men!

E invece no, cari lettori. In questa campagna elettorale ricca di colpi di scena (e, in certi casi, forse anche di spugna) un nuovo fondamentale scoop. Notiziona. Il Laboratorio delle idee lo ha voluto il Sellato Cannamela. Ecco alcuni stralci degli struggenti e preziosi passaggi che il Sellato ha voluto comunicare al mondo  “Il Comune del futuro dovrà essere limpido e attraversabile”. Interpretare il Cannamela pensiero non è facile. “Attraversabile”? Ma, dico io,avete mai sentito definire il rapporto tra cittadino e istituzioni come “attraversabile”? Forse Cannamela si confonde col ponte alla stazione.

E poi un’altra considerazione, su questa stravagante affermazione “Il Comune del futuro dovrà essere limpido”. Ora, non pensando che Cannamela avesse voluto rivolgersi alla cooperativa che in Comune va a farci le pulizie, pensiamo che abbia voluto fare riferimento al fatto che, secondo lui, a necessitare di limpidità è la gestione amministrativa. Una sola parola: riborda!

Infatti il Sellato Cannamela (che più di una voce vuole nella rosa dei nomi che Ceccuzzi vorrebbe accanto a sé come assessore se i senesi lo votassero. Avete capito bene, senesi? Potreste trovarvi Cannamela assessore, non so se vi è chiaro il concetto – auguri) non è nuovo a tirare fango verso l’amministrazione uscente. Grande strategia davvero. Soprattutto grande lungimiranza politica da parte di chi (forse) gli fa fare da ventriloquo facendoli esprimere giudizi che difficilmente potrebbe esprimere in maniera aperta (e chi sono questi fenomeni della strategia politica, penserete voi? I Diessini, ovviamente, che ancora non hanno capito che è un po’ difficilino per loro pensare di potersi permettere il lusso di prendere le distanze dalla gestione Cenni ). E, ancora una volta, non ci capacitiamo di come Mauro Marzucchi, che di questa amministrazione ribadiamo è stato prima assessore e poi, vice sindaco e quindi non propriamente estraneo da quella stessa amministrazione che Cannamela attacca, si lasci ripetutamente trattare così pubblicamente dal Sellato la senza batter ciglio.

L’articolo si conclude, poi, con una vera chicca. Ossia, la richiesta del Sellato di avere, udite udite, un centro destra più combattivo in queste elezioni. Ed ecco che, maliziosi come al solito, intravediamo nelle dichiarazioni di Cannamela una manina suggeritrice. Abbiate un attimo di pazienza e seguite il ragionamento che sto per farvi. La parola “ballottaggio”, negli ambienti politici e non, sta entrando sempre di più nel vocabolario cittadino. Perché mai un esponente del centro sinistra dovrebbe volere un candidato a lui in opposizione forte? E perché chiamare in causa solo il centro destra? Provo a fare un ipotesi. In caso di ballottaggio è ovvio che si troverebbero a fronteggiarsi Corradi (sostenuto, tra gli altri, da Pierluigi Piccini) e Ceccuzzi (sostenuto, tra gli altri, dal Sellato Cannamela). E questa ipotesi fa venire più di unmal di pancia ai Diesse.

Perché cos’è che fa comodo a lor signori? Semplice, che il candidato del Pdl (il pasticcere Nannini) si metta a fare campagna elettorale sperando che sottragga i voti a Corradi. A questi signori però, sfuggono molti passaggi. Per fare questo giochino bisognava che facessero scegliere al Pdl un altro candidato, perché, con tutto rispetto, il pasticcere Nannini se prende più del 9% va stappata una bottiglia (o forse anche più di una).

Cari Diesse, avete perso l’allenamento per caso? In passato questi magheggi vi riuscivano meglio, stavolta mi sa che vi è andata male. Ceccuzzi cominci a prepararsi al secondo turno e i suoi spin doctor lo preparino bene per i confronti pubblici e diretti tra tutti i candidati. Mica si vorrà sottrarre?

Ecco che mi torna in mente la parola “attraversabile” del Sellato Cannamela, forse intendeva davvero un ponte ma non quello della stazione; forse il ponte usato per congiungere due parti –all’apparenza opposte – a cui si riferiva Cannamela è quello che una volta attraversato, congiunge e unisce direttamente il PD al PDL .

Cari lettori, date retta, il voto utile non è uno slogan. A Siena sta diventando una necessità.

p.s. Ma Ceccuzzi avrà realizzato, fino in fondo, che squadra lo circonda?

Firmato

La Primula Rossa

Ma dove saranno spariti? Forse il gatto?

Questi uffici si chiedono a che gioco giochi il Marignani che, non solo fa delle candidature per il Ceccuzzi (basta vedere il Nannini), ma appoggia la  nomenklatura berlingueriana-tosiana-ceccuzziana e riceve “in sede il Magnifico Rettore” sostenendo che “la serata è stata davvero importante. Importante perchè abbiamo avuto l’opportunità di conoscere in modo dettagliato la difficilissima situazione finanziaria dell’Università”. Come se non la conoscesse l’universo mondo la difficilissima situazione dell’Università, ancor più difficile visto che ai vertici ci sono due incapaci e incompetenti che solo dal Marignani potrebbero trovare ascolto e che hanno previsto un cosiddetto piano di risanamento che non risana assolutamente niente e che prevede tutta una serie di provvedimenti i quali, da una parte richiedono l’intervento del legislatore e dall’altra sono vietati dal medesimo legislatore. Come fa il Marignani a dire che il piano di risanamento ” salvaguarda l’occupazione e prevede una mobilità esterna volontaria” visto che la mobilità esterna volontaria evidentemente non salvaguardia proprio niente. Inoltre affermare, sempre a proposito del piano di risanamento che “pur nella sua “pesantezza e difficoltà realizzativa” (60% di prepensionamenti per chi matura i diritti con incentivo all’esodo, riduzione dei costi operativi e 50 mln di ricavi da ulteriori vendite immobiliari) è una possibilità di evitare il “fallimento” di questa secolare istituzione vanto della città e ridotta in questo stato da una politica clientelare devastante che si è protratta per lustri” equivale a non saper far i conti neanche con l’ausilio di un pallottoliere e per giunta dare credito ad una manovra pressoché irrealizzabile perché i docenti, pur in presenza dell’incentivo, non hanno la minima intenzione di andarsene, come dimostra la valanga di ricorsi presentata dai prepensionati al Rettore pro minor tempo possibile Riccaboni. Il quale, secondo l’esponente del partito del bunga bunga e di Verdini nonché di Rocco Girlanda, dovrebbe avere “la forza di rendere autonoma l’Università” (quando è evidente che dovrebbero levargliela l’autonomia all’Università visto che ha prodotto, Riccaboni consenziente una voragine da oltre 270.000.000 di euro) “ed il coraggio di proseguire il cammino di risanamento già intrapreso dall’amico Silvano Focardi” quello che evidentemente non sta facendo visto che da una parte il piano di risanamento non prevede niente di nuovo, salvo che il disavanzo cresce esponenzialmente rispetto a quello di Focardi-Barretta. Dire poi che “tutta la città, nessuno escluso, deve remare nella direzione del cambiamento” è grottesco: alla faccia del cambiamento! Cambiamento in peggio!

Comunque sia Marignani dimostra le avere idee un po’ confuse quando afferma che Siena deve tornare ad essere “il gioiello che era un tempo, prima che 65 anni di ininterrotto potere di sinistra portassero questo territorio e le sue più prestigiose istituzioni all’attuale decadenza”. Ma Nannini che appoggiava Piccini e Cenni, Berlinguer, Cei Semplici, Tosi, Riccaboni, Fabbro di dove vengono? Non risulta a questi uffici che provengano dalla Repubblica di Salò o qualcosa del genere.