Febbraio 27th, 2011 — Note redazionali
La redazione di Fratello Illuminato si è accorta che presso i locali dell’Università di Siena, quelli in Via Romana 56 meglio nota come facoltà di Scienza delle Comunicazioni, è domiciliata una s.r.l. dal nome In Fact (http://www.interactionfactory.net/). Ora siamo a chiederci come sia possibile prima di tutto che una società privata volta a fare legittimamente profitto, possa aver sede e utilizzare locali e mezzi di un ente pubblico. E poi: visto che i clienti sono per esempio Salvietti e Barabuffi o la Protagon e visto che il sig. Maurizio Boldrini, iscritto al PD, è accreditato come docente poprio nella facoltà di Scienza delle comunicazioni, oltreché svolgere attività per la Protagon, non c’è forse un po’ di conflitti di interesse? E degli utili di questa società l’Università ne beneficia? Ed è stata autorizzata questa attività all’interno dell’Ateneo? E inoltre eventuali partecipazioni di docenti nella società sono state autorizzate? E se sì, da chi? Dall’organo preposto?
In conclusione chiediamo immediate spiegazioni agli uffici competenti dell’Ateneo e contestualmente invitiamo gli organi competenti dello Stato a fare le docute verifiche sempre in base al principio della trasparenza nelle istituzioni pubbliche.
Se può aiutare ecco quanto riportato dalla stampa al proposito.
http://www.interactionfactory.net/wp-content/uploads/2011/01/lanazione_160510.pdf
La curiosità ci è sorta anche per un altro motivo: MPS è cliente di questa società e in occasione della strenna natalizia abbiamo notato la presenza dei seguenti docenti: Maurizio Bettini, Maurizio Boldrini, Omar Calabrese e Gabriella Piccinni come risulta da questo link
http://ilcittadinoonline.it/news/131411/La_nuova_strenna_del_Monte_dei_Paschi_%C3%A8_un__mito_.html.
Febbraio 26th, 2011 — Note redazionali




Questi uffici rilevando che in più giornali vengono messe in rilievo alcune situazioni di gravità inaudita, tipo qui
http://ilcittadinoonline.it/news/134573/Pensierini_di_un_dipendente_dell_Ateneo___Proprio_un__magnifico__cellulare__.html
http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2011/02/26/465371-siena_ateneo_crac_sperpera_soldi_paga.shtml
hanno da porre alcune domande. La prima è: come è possibile che Maestro James e Obama hanno un cellulare da 247 euro e Riccaboni, il cui Ateneo non ha una lira per farne due, ne spende 807,6 per il cellulare di servizio?
La seconda è: ma quando lo chiamano il Boldrini a rispondere delle infinite porcherie che ha commesso con l’appoggio di Tosi e della sua cricca ai danni dell’Ateneo? Perché li devono pagare i contribuenti, salvo il recupero della Corte dei Conti, i 26.000 euro per i volumi in onore dell’altro capo cricca Berlinguer che oltre ad iniziare il dissesto della propria Università (ce lo ricordiamo il 750 anniversario e le spese gonfiate a dismisura?) ha da ministro distrutto completamente l’Università italiano con autonomie insensate e un riordino della didattica che ha portato la laurea a non valere neanche la carta su cui è stampata?
Ci piacerebbe proprio saperlo. Chiamate il dissestatore Boldrini a rispondere e a pagare e il dissestatore Riccaboni, ad oggi vicinissimo al partito di Verdini, a smettere di spendere a capocchia.
Di questi uffici
Cesare Mori

Febbraio 24th, 2011 — Note redazionali
Febbraio 24th, 2011 — Note redazionali




Siamo a conoscenza del fatto (e nessuno può smentire) che mercoledì 2 marzo alle ore 18.00 Riccaboni si recherà ad illustrare il piano di rilancio dell’Università di Siena presso la sede del partito di Marig[nani] e Verdini.
Come mai il Rettore, vista la situazione, invece di convocare la comunità accademica ed illustrare il piano di rilancio, si reca in una sede di partito? Che strategia politica c’è dietro?
Che si ricomincia con il giochino dell’era Tosi e i tavoli riservati?
Febbraio 22nd, 2011 — Note redazionali
Dopo attenti studi, travagliate contrattazioni, sedute spiritiche, accese discussioni e l’uso di varie tecniche divinatorie (inclusa la lettura delle viscere di cinghiale gentilmente fornito dall’Ufficio Caccia della Provincia) finalmente si intravede uno spiraglio di luce sulla questione delle sedi decentrate dell’Ateneo!
Il Buon Rettore aveva annunciato tutto e il contrario di tutto, contribuendo al clima di solidità e certezze che caratterizza da tempo la vita di quanti lavorano nella nostra Università, ipotizzando in un primo momento la chiusura delle strutture decentrate (tra cui ricordiamo oltre ad Arezzo e Grosseto, anche Follonica, Colle Val d’Elsa etc…), facendo poi retro marsh, e finendo poi per optare per un draconiano “piano di futuro, possibile, forse sì, ma anche no, da valutare accentramenti”.
Ma adesso l’incertezza è finita, l’uovo di Colombo è stato trovato, la sagace mente del Buon Rettore ha partorito una soluzione definitva alla questione, in grado di trovare una perfetta quadratura tra le diverse esigenze e di ottenere pregevoli risultati in termini di efficienza ed efficacia.
Eppure la risposta era semplice, davanti agli occhi di tutti, ma non per questo meno geniale, tutte le strutture decentrate verrano spostate in una nuova prestigiosa sede per la nostra Università, localizzata… su Marte!!!
Il Pianeta Rosso, che ha affascinato astronomi e astrofili, che ha ispirato film e libri, un luogo ricco di storia e tradizione, la location perfetta per il rilancio dell’Ateneo!
Pensate che meraviglia, una delle Università più antiche della Terra diventa una delle più prestigiose dell’intero Sistema Solare, aprendo nuovi orizzonti culturali e possibilità di sviluppo.
Anche il merchandising dell’Ateneo verrà appositamente adattato, con la produzione di tute spaziali col logo dell’Università davanti e la scritta “I Love Mars” dietro, un perfetto abbinamento con i portachiavi del piccolo marzianino Jimmy, in pole position per diventare nuovo testimonial dell’istituzione senese nell’Universo.
La figurina di Jimmy servirà anche per attingere all’enorme bacino di utenza di studenti fuori sede che altrimenti sarebbero stati irraggiungibili dai servizi dell’Università, ovvero gli omini verdi!!!
Con una brillante intuizione verrà lanciata un’azione di marketing mirata sui giovani studenti marziani che potranno finalmente iscriversi al nostro Ateneo, entrabndo così a far parte di una tradizione secolare.
Ma non ci si è certo scordati dei terrestri, infatti Tiemme ha già previsto una comodissima linea di autobus da e per Marte che, in soli due anni di viaggio permette di raggiungere il Pianeta Rosso, oltre ad una linea rapida che, senza effettuare fermate sulla Luna arriva a destinazione in soli 18 mesi, appositamente studiata per le esigenze di pendolarismo degli studenti fuori-sede che vogliano fare la settimana corta.
Naturalmente è previsto che, all’insegna della razionalità, alcuni dei docenti nominati per insegnare nella nuova sede verranno ripocollocati sulla sede Terrestre e continuando a tenere i corsi su Marte, riceveranno apposita indennità di trasferta in busta paga, commisurata al chilometraggio percorso (espresso però in anni luce).
Ma le buone notizie non sono finite, a quanto pare gli affitti su Marte costano pochissimo, c’è una quantità impressionante di terreno non lottizzato solo in attesa di essere edificato a prezzi assolutamente concorrenziali.
La perfetta unione tra taglio dei costi e qualità del risultato ottenibile!
Insomma, grazie alla guida del Buon Rettore, che verrà rinominato Buon Rettore Galattico, l’Ateneo si proietta verso l’infinito ed oltre, con sprezzo del pericolo e sopratutto dei Buchi Neri, allargando i propri confini.
Vieni anche tu a studiare su Marte!
di FitzChevalier Lungavista
Febbraio 22nd, 2011 — Note redazionali

Prima il tosiano Riccaboni chiama un direttore amministrativo già condannato dalla Corte dei Conti. Ora il riccaboniano preside di Arezzo Bernardi viene condannato dalla Corte dei Conti. Siamo in un ente pubblico, fate un po’ voi …
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali

Questa mattina come di consueto mi sono fermato al solito bar per il secondo caffe’ intorno alle otto e casulamente ho ascoltato una conversazione, che mi ha lasciato di stucco e nel ripensarci durante la strada verso la mia azienda mi era venuta la voglia pazzesca di presentarmi dal mio socio con due stivali amaranto, jeans attillati,un tanga tigrato e un giubbottino carico di insegne luminose.Ma stamani avevo la barba incolta e quindi ho evitato questo abbigliamento fantasioso.
Che cosa avevo ascoltato al bar? Qualcosa di incredibilmente ridicolo ma al tempo stesso preoccupante, visto che siamo in una società avanzata sul piano dei diritti e dei costumi. Si vocifera che la signora Ines Fabbro direttore amministrativo dell’università si è recata in alcuni uffici per richiamare tutti ad un abbigliamento piu’ consono e chiedendo di togliere le vignette satiriche.
Spero vivamente che la signora smentisca queste voci perchè altrimenti oltre al ridicolo la faccenda rischia di assumere caratteri seri e censurabili. Ci troveremmo in una situazione di censura della satira e di palese lesione della libertà di abbigliarsi delle persone.Quasi una violazione dei diritti individuali e un abuso delle prerogative di un dirigente pubblico.
Quale sarebbe l’abbigliamento consono secondo la Fabbro: le donne vestite da suore paoline e gli uomini con addosso il cilicio?
Ad maiora
Maestro James
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali


SIENA. Era il lontano 12 novembre 2008. Con un secco comunicato stampa l’Università di Siena annunciava le dimissioni del direttore Amministrativo, Loriano Bigi. Era stato lo stesso Bigi a dare notizia delle sue dimissioni dopo che l’allora rettore, Silvano Focardi, gli aveva chiesto di fare un passo indietro per dare un chiaro segnale di discontinuità.
Il pauroso buco dell’ateneo era già venuto fuori e, ogni giorno, si aggiungevano tasselli ad un quadro decisamente scoraggiante. Loriano Bigi, assiema a Silvano Focardi a Piero Tosi e ad altri funzionari dell’ateneo aveva ricevuto un avviso di garanzia per falso in atto pubblico. L’atmosfera era pesante e non era certo facile tenere la posizione di fronte a responsabilità sempre più eclatanti. L’uscita di scena di Bigi, però, non era definitiva.
Di qualche giorno fa la notizia di un Decreto Ingiuntivo datato 3 febbraio 2011 presentato dall’ex direttore amministrativo al Tribunale del Lavoro di Siena. Bigi chiede, in sostanza, 102.131,37 euro quale indennità di mancato preavviso (pari a 9 mensilità) a cui aggiunge 1.400, 00 euro per rivalutazione monetaria e spese di procedura. Tutto questo Iva e Cap escluse. Il procedimento ha la caratteristica di “provvisoria esecutività” e questo ha obbligato l’Ateneo ad agire rapidamente per presentare una opposizione.
Incaricati di difendere l’Università in questa causa sono gli avvocati Ilaria d’Amelio e Alessandra Bassiato. La decisione verrà ratificata nella prossima seduta del Consiglio di Amministrazione.
Cda che sarà chiamato anche ad autorizzare una variazione al Bilancio di previsione.
La spesa fuori bilancio risale al 2006 e riguarda l’acquisto di 300 copie del volume “Tra diritto e stroria. Studi in onore di Luigi Berlinguer”, scaturito da uno studio realizzato in collaborazione tra l’Università di Siena e quella di Sassari. Una spesa “esigua” se si considera il buco dell’ateneo, ma indicativa della gestione “pomposa” che ha portato al dissesto finanziario.
I volumi erano stati ordinati alla casa editrice Rubettino dal professor Maurizio Boldrini, responsabile del centro Comunicazione e Marketing. Un acquisto che, all’epoca, non aveva allegato alcun impegno di spesa da parte dell’Università ma una lettera del professor Boldrini che assicurava il consenso da parte dell’allora rettore Piero Tosi. La consegna dei libri è avvenuta nel 2009 ed ora la casa editrice chiede che gli venga saldata la fattura.
Anche qui avvocati e minacce di causa che, all’Università di Siena, proprio non fanno bene. Al punto che, in questo caso, si è deciso di superare l’impasse e di pagare subito la fattura, chiedendo al cda di approvare una variazione al Bilancio.
Febbraio 18th, 2011 — Note redazionali

Disquisendo all’interno della nostra redazione sull’elezione del rettore, che ricordiamo sono ancora oggetto di indagini (ipotizziamo concluse) da parte della Magistratura, abbiamo confiviso tra tutti importanti riflessioni, anche in merito alla nomina del direttore amministrativo Ines Fabbro (ricordiamo che la stessa è stata condannata dalla Corte dei Conti e che la sua selezione è, ancora una volta, al vaglio della Magistratura). Inoltre ci preme sottolineare che l’università è un’istituzione pubblica e quindi soggetta a tutti gli effetti alle leggi del nostro ordinamento giuridico.
Sulle elezioni del rettore andiamo indietro con la memoria al luglio scorso quando sul Corriere di Siena appariva un’invito da parte di Cotta e Isernia, sponsor di Riccaboni, a Vicino, altro candidato, a farsi da parte. Già questo non può essere considerata una pressione indebita ed un indizio di irregolarità delle elezioni? E siamo sicuri che non ci siano stati altri interventi, magari da parte di consiglieri comunali, rappresentanti quindi della cittadinanza, scritti o orali per fare le medesime pressioni? Sarebbe assai grave, non credete cari Cittadini?
E sulla scelta del direttore amministrativo? Non trovate strano che il Corriere di Siena facesse il nome di Ines Fabbro quasi un mese prima dell’emissione del bando di selezione? E non è altrettanto strano che nel settembre, quando ancora mancavano due mesi alla nomina di Riccaboni, INes Fabbro si fregiasse già su siti istituzionali della carica che non le era stata ancora assegnata e sulla quale gravano ancora oggi fortissimi dubbi di legittimità, visto fra l’altro che in commissione c’era Riccaboni stesso? Ci potrebbero esibire per cortesia questi signori gli atti della selezione? O non possono?
Cesare Mori
Febbraio 16th, 2011 — Note redazionali
Alla lettura della rassegna stampa di oggi questi uffici hanno sobbalzato sulla sedia quando hanno visto ciò che riportava la Nazione:
IL GIUDICE del lavoro impone all’Ateneo di pagare circa 100 mila euro all’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. L’Università non ci sta. E si «oppone», affidando agli atti già depositati in tribunale le proprie ragioni. E’ l’ennesimo colpo di scena di una telenovela che pare senza fine. Si è arricchita di un’altra puntata quando i primi giorni di febbraio è arrivato negli uffici del rettorato il decreto ingiuntivo del giudice, peraltro immediatamente esecutivo. Tradotto: imponeva di pagare subito la cifra in esso contenuta, come detto circa 100mila euro. Il motivo dell’atto? La riscossione dei mesi di mancato preavviso che dovevano precedere, a giudizio dell’ex dirigente, il passo indietro dall’alto incarico amministrativo ricoperto fino a novembre 2008. L’Università – che si dibatte ogni giorno fra mille difficoltà economiche – si è opposta chiedendo al contempo la revoca della provvisoria esecutività. Ossia di non essere costretta ad erogare immediatamente la cifra, preferendo attendere la causa vera e propria che seguirà. La novità giunge in una fase delicatissima per gli equilibri interni all’Ateneo stante l’elevato grado di contenzioso in essere.
Sorvoliamo sulla palese faccia di bronzo dell’individuo in oggetto e passiamo alla domanda che ci sorge spontanea: ma com’è possibile che tutte le istituzioni a partire dall’Amministrazione universitaria, passando per Comune, Provincia, Regione (rappresentate in CdA) per giungere alla Procura della Repubblica con la propria inoperosità e con le lungaggini che sono sotto gli occhi di tutti, siano stati in grado di mettere un inquisito per il dissesto finanziario dell’Ateneo, in altre parole uno dei principali dissestatori, nella condizione di comportarsi in modo così sfacciato? Sarà mica il caso di metterci una pezza?
E sempre a questo proposito: ma il Ceccuzzi e tutto il suo partito più i cagnolini scodinzolanti Iantorno e Cannamela che ne pensano di tutto questo? Visto che hanno in mano il potere cittadino e che ce l’hanno da più di dieci anni a questa parte ed a loro sono ascrivibili abbondanti responsabilità (politiche per carità) nel disastro dell’Ateneo, non possono dire qualcosa? Lasciano macellare allegramente studenti e personale così? Senza muovere un dito? Lasciano che rimangano impuniti ed anzi avanzino pretese personaggi come quello attenzionato?
Una sola parola: vergogna!
Cesare Mori