Febbraio 5th, 2011 — Note redazionali

Ringraziamo innanzi tutto il Consigliere provinciale di maggioranza di Siena Antonio Giudilli per le belle parole che ha scritto sul suo blog nei nostri confronti a seguito degli incoerenti e ingiustificati attacchi di Lorenzo Micheli della FLC CGIL (leggi qui il blog di Giudilli). E sono palesemente ingiustificati questi attacchi, come del resto ci appare ingiustificato l’esposto annunciato dalla Di Benedetto, visto che Micheli afferma
… perché è stata ingiustamente accusata da Fratello Illuminato di aver, quale rappresentante della CGIL, aiutato a far passare un concorso pubblico ad un altro esponente del nostro sindacato
Informiamo Micheli e la Di Benedetto che noi questa cosa non l’abbiamo mai scritta e quindi riportiamo il passaggio relativo alla Di Benedetto:
Marco Iacoboni, per esempio, che nel 2001 partecipò ad un concorso ad Arezzo nell’area biblioteche, nella commissione del quale c’era la rappresentante CGIL Di Benedetto per 29 posti, arrivò per l’appunto ventinovesimo. Vennero prese due persone da quel concorso: la prima e la ventinovesima. Quali criteri sono stati adottati? Epoca Tosi, naturalmente.
Dove sarebbe scritto che la Di Benedetto ha aiutato lo Iacoboni? Semmai le frasi del Micheli sono diffamatorie nei nostri confronti e contemporaneamente siamo a porre ancora una volta la domanda: come mai sono stati presi il primo e il ventinovesimo (non dalla Di Benedetto)?
Quindi non si capisce su quali basi un sindacato, invece di difendere i lavoratori e invece di accanirsi nei confronti dei dissestatori, strumentalmente alza un polverone coll’aiuto mediatico del suo giornalista di riferimento Stefano Bisi contro di noi.
Perché Micheli non pone questa domanda ai Magistrati? Come mai il giornale di Stefano Bisi conosceva il nome di Ines Fabbro come nuovo direttore prima che addirittura fosse bandita la selezione? E come mai tali atti di selezione sono stati sequestrati dalla Magistratura?
Vada a fare tutte queste domande ai Magistrati e non a noi. Gli basta attraversare la strada.
Maestro James e Cesare Mori
Febbraio 5th, 2011 — Note redazionali
La redazione di Fratello Illuminato vuole mettere in chiaro alcune riflessioni basandosi sul seguente commento:
La verifica che le OOSS chiedono si fa in pochi minuti. Dei 5 criteri previsti sono soddisfatti 3, ovvero, presenza della Facoltà di Medicina, numero di dipendenti (superiore a 2000) e numero corsi di studio (superiore a 40). Pertanto il contratto del DA è, fino ad ora, di IV fascia. Visto che si fa di tutta l’erba un fascio , come mai di si ferma agli ultimi tre DA? E Bigi? E Caronna? Santi subito? Qualcuno si ricorda che c’è un DA che ha rinunciato al premio di 20.000 euro che gli spettava?
1) Partiamo dal fondo: qualcuno si ricorda di un DA che ha rinunciato al premio, si chiama Antonio Davide Barretta che, a parere della redazione, è stato il miglior DA degli ultimi 30 anni. Non solo: la redazione è convinta che se fosse rimasto a capo dell’Amministrazione a quest’ora il cammino di risanamento sarebbe stato a un ottimo punto e comunque l’Ateneo non sarebbe sull’orlo del baratro dove lo sta conducendo la condotta dissennata del duo Riccaboni-Fabbro.

2) Anche non fosse così, ad ogni buon conto la statura morale e la competenza di Barretta sono incomparabili con i sottocitati individui che hanno condotto nel passato e continuano a condurre nel presente l’Ateneo alla situazione di dissesto: Jolanda Cei Semplici, Antonio Caronna, Loriano Bigi e Ines Fabbro. Altri sono stati ininfluenti o solo parzialmente efficaci.
3) Il fatto che in termini di legge Siena si ponga in quarta fascia è solo la dimostrazione che i criteri sono folli o facilmente aggirabili. Ci piacerebbe sapere come è possibile che Siena sia equiparata a Bologna, Roma La Sapienza, Bari, Torino, Palermo. E’ semplicemente folle.
4) Proprio sulla base di quanto asserito sulle qualità morali di Barretta, bisogna mettere in evidenza le qualità immorali di chi, Ines Fabbro condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale, di fronte ad un gesto come quello di Barretta, non prende il coraggio a quattro mani e si riduce sponte sua lo stipendio e di chi, Angelo Riccaboni, cui è stato richiesto da più parti di ridursi l’indennità di 30.000 euro, tace e non fa niente di questo genere, approvando per esempio in Senato il taglio delle borse di dottorato.
5) Indipendentemente dall’esito della verifica, la redazione di Fratello Illuminato sostiene che non ci siano i presupposti perché Ines Fabbro debba rimanere al suo posto, considerate mille circostanze, non ultime le condizioni della sua selezione, lo ricordiamo, in mano alla Magistratura, il suo tatcherismo, la sua incompetenza provata dagli errori marchiani in tutti i provvedimenti che ha preso ad oggi.
Chiudiamo con una domanda: ma al dott. Loriano Bigi non gli fanno mai nulla? Possibile che vengano sospesi Angelaccio e Gioffré e che Bigi continui a percepire il lauto stipendio di dirigente presso il Ministero del Lavoro?
La redazione
Febbraio 5th, 2011 — Note redazionali
Oggi il giornale del Bisi, da sempre schierato con il gruppo dirigente della CGIL universitaria, comunica che Lorenzo Micheli della FLC-CGIL presenti esposti e segnalazioni alla polizia postale contro il nostro blog. Prima di questa presa di posizione contro di noi c’erano state le dichiarazioni di un altro esponente della FLC-CGIL, Marco Iacoboni, che definiva il blog e i social network come “mafiosi”. Ovviamente questa affermazione è diffamatoria, mentre non lo sono quelle contenute nel blog e quindi entriamo nel merito delle questioni. Innanzitutto rispondiamo al sig. Micheli che questo blog sono mesi che propone soluzioni per risanare l’Ateneo senese e ricordiamo che il medesimo si trova nelle condizioni in cui è per colpa di un dissesto da oltre 250.000.000 che vede tra gli indagati un esponente della FLC-CGIL Diodato Angelaccio, già sottoposto a provvedimento interdittivo da parte della Magistratura. Come mai il sig. Micheli e la FLC-CGIL in questi anni non si sono mai rivolti all’Autorità giudiziaria per denunciare i responsabili del dissesto finanziario? Come mai utilizzano giornali compiacenti per dare dei mafiosi alla gente? Oggi strumentalmente e addirittura a mezzo conferenza stampa si accaniscono verso i bloggers ed in particolare il nostro blog per il solo fatto che diamo informazione e forniamo fatti e dati, pronti sempre a rettificare quando questi risultino effettivamente non reali. Poniamo domande, diamo suggerimenti costruttivi e non insultiamo nessuno. Siamo pronti a qualsiasi verifica.
Perché Micheli e la FLC-CGIL non invocano l’Autorità giudiziaria per i chiarimenti sulle elezioni del Rettore e sul dissesto finanziario, visto che sono passati oltre sei mesi dall’indagine sul Rettore ed oltre 2 anni da quella sul dissesto?
Maestro James e Cesare Mori
Febbraio 3rd, 2011 — Note redazionali

A questi uffici capita nelle mani un comunicato dell’ottimo Costa (RdB) nel quale si allude alla possibilità che lo stipendio della Tatcher de noantri effigiata sopra sia commisurato in eccesso. Ecco quindi che questi uffici pongono la richiesta di una verifica di questa incresciosa vicenda, considerato che:
1) la differenza sarebbe di oltre 30.000 euro
2) la “signora” avrebbe firmato un contratto che la riguarda senza verificarne la compatibilità e visto che è proclive a farsi condannare dalla Corte dei Conti non si sa mai
3) se così fosse dovrebbe la faccenda essere rimessa ai Revisori dei Conti e al Consiglio di Amministrazione (che comunque non avrebbero eseguito i controlli necessari)
4) se così fosse dovrebbe restituire parte di quello che ha già percepito
Chiudono questi uffici con la considerazione che all’Università di Siena dovrebbero finirla di buttare i quattrini dalla finestra, soprattutto non avendoceli.
Questo contratto sovradimensionato farebbe parte del piano di risanamento?
Firmato
Cesare Mori
Febbraio 2nd, 2011 — Note redazionali
Ancora una volta ci troviamo a dover parlare di Università.
E, purtroppo, ancora una volta per ricordare che i disastri fatti da alcuni si stanno abbattendo su chi non c’entra niente.
Traiamo lo spunto per questa nuova rilfessione dalle parole del responsabile provinciale del PD senese, Donato Montibello il quale nell’intervenire sui saccheggi perpetrati per anni da alcuni sostiene che “L´opera di risanamento strutturale dell´Università per ripianare il debito storico e ridurre il disavanzo di gestione,necessita di uno sforzo da parte di tutte le componenti dell´Ateneo“.
Continuiamo a stranirci del fatto che il PD(S) senese non abbia il coraggio di uscire con un atto di forte denuncia, ma continui a scrivere, o farsi scrivere, comunicati nei quali tira un calcio al cerchio ed uno alla botte. In cui non può che prendere atto dell’esistenza di un danno economico alle casse universitarie, senza, però, puntare l’indice verso nessuno e soprattutto senza sollevare la questione delle responsabilità quantomeno morali di un tale dissesto.
Il responsabile provinciale università del PD arriva addirittura a dire “Negli ultimi mesi, la grande maggioranza del personale tecnico amministrativo ha accettato, con gran senso di responsabilità, la mancata progressione economica orizzontale e i tagli al salario accessorio, consapevole della necessità di un impegno corale per il risanamento dell´Università“.
Caro Montibello, è bene precisare che il personale tecnico amministrativo i tagli ai propri stipendi NON li ha accettati: è stato costretto a SUBIRLI.
Che è cosa ben diversa.
Ma possibile che un esponente di un partito che, almeno sulla carta, dovrebbe dichiararsi di centro sinistranon gridi allo scandalo per una cosa del genere?
Il personale universitario deve SUBIRE una decurtazione sulla propria busta paga perché un gruppo di persone (che sarà compito della Magistratura identificare, ma che è compito della politica sollevare moralmente) ha dilapidato le casse ed il futuro ad un Ateneo prestigioso come quello senese e il PD(S) dice che hanno ACCETTATO?
Nuovamente ci troviamo a non comprendere se siano state ponderate le conseguenze delle parole pronunciate. Se chi ha redatto il documento del PD senese – e anche chi si è prestato a dargli un volto – abbia capito che la diminuzione dello stipendio che il personale tecnico amministrativo ha trovato a fine mese non è stato un atto di accettazione volontaria, ma è stato un sopruso subito.
Affermazioni di tale portata non fanno altro che portare ancora di più in evidenza il baratro che separa la vita reale dalle conversazioni fatte in federazione.
Segna l’incapacità di una certa politica di avere il polso dello scontento e del malessere che serpeggia nella comunità.
Basta con i buonismi e le diplomazie di maniera. Qui mancano circa 250 milioni di euro (ossia, 500 miliardi delle vecchie lire, non so se il PD(S) capisce la portata del disastro) e tali ammanchi stanno ricadendo su stipendi, in alcuni casi, di circa 1.200 euro al mese.
Montibello sarebbe bene che si rendesse conto di una cosa. Che se per colpa di alcuni predatori del passato i dipendenti di oggi vedranno il loro potere di acquisto diminuire (causa, Montibello, meno soldini in tasca) questo, in parte, avrà ricadute su tutta la comunità, perché se guadagni di meno spendi di meno, risparmi di meno e così via.
Quindi Montibello sarebbe bene, da “politico”, pensasse a quale danno taluni hanno arrecato a Siena.
Non pensa, quindi, Montibello che sarebbe l’ora che il PD senese cominciasse ad individuare i responsabili morali di un tale disastro, essendo ipotizzabile che un’idea dei nomi e cognomi a questo punto se la sia fatta?
p.s. anche se va detta una cosa, una tale presa di posizione sarebbe compito del candidato Ceccuzzi perché è a lui che spetta far sentire la propria voce in maniera chiara sul dissesto universitario tracciando una linea netta che divida i modelli di gestione virtuosa da quella disastrosa. Il clima di malessere tra i dipendenti è molto più caldo di quanto si possa percepire dalle stanze della federazione del PD(S).
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 1st, 2011 — Note redazionali



Arlecchino si confessò burlando e il Pd si confessa oggi con Montibello.
Tutto chiaro, senza ombre e senza indugi: in largo anticipo al fianco di Riccaboni e Ines Fabbro si erano schierati il partito di Verdini e i rifondaroli Benocci e Iantorno; nelle ultime ore arriva il soccorso del partito di Ceccuzzi. Una variegata compagine politica tutta distesa e protesa nel preparare il cordone sanitario al loro caro Angelo.
Inequivocabili e alquanto fastidiose le parole espresse dal responsabile università del Pd Donato Montibello, che con palese avventatezza si permette di affermare che il personale amministrativo dell’università ha “accettato” i tagli al loro stipendio. Frasi da brivido, quasi una confessione improvvisa di un partito che di fatto abbandona i lavoratori e sposa le politiche antisociali del duo Riccaboni-Fabbro. Ognuno puo’ pensarla come gli pare ma le parole pronunciate e l’italiano sono chiari a tutti.
Ma cosa avrebbero accettato i dipendenti dell’università? Ma che film hanno trasmesso nelle sale della federazione del PD? Ma dove erano in questi mesi i dirigenti della sinistra senese?
I dipendenti dell’università non hanno accettato un bel niente. Hanno e continuano a subire provvedimenti non dovuti, unilaterali e palesemente illegittimi. I dipendenti pagano sulla loro pelle le responsabilità di altri: ovvero le responsabilità di quei barbari dissestatori che hanno dissestato l’ateneo per oltre 250.000.000 di euro. Costoro devono pagare e non altri.
E di certo non saranno ne il partito di Ceccuzzi e nemmeno quello di Verdini, i protagonisti della rinascita che tutti attendono dell’ateneo senese e soprattutto questi due partiti non sono i soggetti titolati che determineranno le sorti dell’attuale governante dell’ateneo e il loro silenzio sulle inchieste in corso non significa l’annullamento delle stesse. Anzi, la Giustizia lavora per i cittadini e non per i dissestatori.
Maestro James
Febbraio 1st, 2011 — Note redazionali
Secondo questi uffici Donato Montibello deve dimettersi dall’incarico che ha nel partito, cioè quello di responsabile provinciale per l’Università e il PD sarebbe il caso che smettesse di fare politica. Affermazioni come quelle che sono apparse su Sienanews sono assolutamente campate per aria e non hanno la minima aderenza con la realtà. Suscitano sdegno presso questa redazione che invita con forza Montibello a dimettersi e al PD senese di cercare di capire un po’ meglio la situazione. Questa affermazione è vergognosa:
Negli ultimi mesi, la grande maggioranza del personale tecnico amministrativo ha accettato, con gran senso di responsabilità, la mancata progressione economica orizzontale e i tagli al salario accessorio, consapevole della necessità di un impegno corale per il risanamento dell´Università
HA ACCETTATO??? Ha subito!!! Nonostante le manifestazioni, gli incontri davanti al Prefetto, i presidi del CdA Riccaboni e Fabbro hanno unilateralmente e illegittimamente decurtato gli stipendi dei dipendenti e provveduto a pagare gli aumenti stipendiali ai docenti. Di cosa parla Montibello? Ma ci faccia il piacere!!!
Gennaio 31st, 2011 — Note redazionali


Questi uffici vengono a sapere che oggi c’è stato un incontro tra questi due signori ed osservano che si intensificano i rapporti tra Riccaboni e la tatcheriana Fabbro e il partito di Verdini. Ora questi uffici si sentono di chiedere ai cittadini e alla politica senese se è il caso di lasciare il dissestato Ateneo nelle mani del partito di Verdini con l’appoggio di Rifondazione di Iantorno e Benocci, di SEL di Cannamela e della CGIL di Iacoboni, Angelaccio e Semplici. Diteci voi se è il caso. Secondo questi uffici assolutamente no!
Firmato: Cesare Mori
Gennaio 31st, 2011 — Note redazionali

Questi uffici avevano già segnalato la presenza al 2008 di una serie di spese fatte negli anni precedenti fuori bilancio per un totale di 11 milioni e passa. Fra questi debiti contratti fuori bilancio c’erano anche 26.000 euro impegnati per gli Studi in onore di Luigi Berlinguer.
Una domanda che ci sorge spontanea è: considerato che prima o poi questi 26.000 euro andranno pagati a chi ha eseguito il lavoro, chi li paga? I contribuenti o chi ha firmato contratti di edizione senza passare dai controlli contabili e dagli organi preposti?
La domanda è ovviamente rivolta al duo di testa dell’Ateneo, cioè al Rettore pro tempore Angelo Riccaboni e al direttore amministrativo pro tempore Ines Fabbro.
Altra domanda consequenziale: ma il CdA ne sa niente? E se sì, che ne pensa?
Di questi uffici
Cesare Mori
Gennaio 27th, 2011 — Note redazionali
I vertici della CGIL universitaria di Siena dopo aver sostenuto per anni i responsabili del dissesto universitario (vedi anche il ruolo di Angelaccio, collega di ufficio di Iacoboni anche lui della CGIL) ricominciano con la solita strategia del sostegno alla nuova nomenclatura, che è poi è sempre la stessa.
Infatti oggi questo Marco Iacoboni della CGIL dalle pagine di un giornale afferma che Riccaboni e la Fabbro stanno cercando di uscire dall’emergenza e afferma sempre questo Iacoboni che ambienti dell’ateneo, trincerandosi dietro pseudonimi e blog tentano di destabilizzare l’ateneo.
Ma di cosa parla caro Iacoboni … di cosa parla!!! Non si vergogna un pochino, così tanto per far capire ai suoi colleghi di essere almeno un sindacalista che recita le parti in commedia, anche di quello che si vergogna.
Noi non facciamo parte della comunità universitaria e non destabilizziamo niente. Semmai Lei è un po’ confuso e alquanto ridicolo con queste affermazioni. Voi del gruppettino ristretto della CGIL siete nervosi perchè finalmente qualcuno informa con atti e fatti documentati e documentabili e questo per voi “amici” dei rettori da sempre è diventato un problema, perchè non potete più raccontare favole e proclami sotto dettatura ai vostri colleghi.
Si rilassi caro Iacoboni e se non è in grado di fare il sindacalista e difendere i diritti dei lavoratori, cambi attività e si rilegga la storia di Di Vittorio (sperando che lei si ricordi chi era questo signore e grande sindacalista).
Non perdo altro tempo con Lei e con le sue uscite fantasiose. E si ricordi che siamo in uno Stato di diritto e in una democrazia e la Cgil universitaria così come i vertici dell’ateneo non sono privilegiati o immuni dalle leggi e dalle regole.
Maestro James