Per i duri di comprendonio

Il sedicente giornalista Stefano Bisi, già attenzionato da questi uffici con l’articolo sottostante, per condire la sua “giornata particolare” non ha esitato a dettare l’agenda politica con due righe proprie e dando spazio ad una paginata alquanto discutibile di Giulio Carli che se la prendeva con Ascheri e Piccini. Sorprendentemente Carli, Bisi e Ascheri hanno dei punti in comune. In particolar modo appaiono tutti spiazzati per aver perso il loro nemico preferito. Non si rendono conto, nessuno dei tre, che la situazione è cambiata e che non si può tornare indietro nel tempo. Ascheri, per esempio, nei suoi commenti insiste a definire “bifronte” il ruolo di Piccini tra API e LCS e sostiene che ciò abbia causato un blocco delle LCS. Ma già ieri avevamo chiesto in che cosa, concretamente, si manifestasse questo blocco senza averne, ovviamente, risposta. Ma anche Bisi e il PD sono evidentemente spiazzati da questa concrezione di forze politiche anticeccuzziane-antimussariane-antimarignane e si arrabattano per far tornare l’orologio indietro, in modo da riavere quella che secondo loro era la situazione ideale: Liste Civiche soggiogate a Piccini (modo, come questi uffici hanno sottolineato ieri, molto sgradevole di mettere in un cantuccio tanti soggetti che, pur non essendo primedonne, hanno lavorato e si sono sacrificati per oltre quattro anni come Lucci, Panti, Giordano, Campopiano, Falorni ed altri) e Piccini eletto ad arcinemico interno ed esterno. Ora viene in essere la possibilità di coalizzarsi in modo ampio tra LCS, FLI, UDC e anche API (anche API, non che le LCS devono fare lo sgabello a Rutelli e poi anche qui si fa finta che non esistano Massimo Bandini, Agostino Milani e via così; non sembra un atteggiamento granché simpatico) intorno a una candidatura, come presagito, senese, vicina alle contrade, che non ha ricoperto cariche politiche di rilievo e che, sopratutto, non è il Piccini, ed ecco che Ascheri, Semplici, Ceccuzzi, Bisi e compagnia bella si trovano orfani del bersaglio preferito. E ora con chi ce la prendiamo, si saranno chiesti smarriti i nostri eroi. Finché si tratta di prendersela con uno è facile, ma una formazione politica è un’altra cosa. Meglio far finta di niente e continuare imperterriti a dire che le LCS sono di Piccini e che Piccini, col suo ruolo bifronte, le sta distruggendo come Urano che divora i propri figli. Tutto questo discorso è un bluff naturalmente perché i fatti lo smentiscono o lo smentiranno e ci sarà qualcuno che dovrà piegare il capo e dovrà ammettere di aver avuto una visione miope e ottusa e senza sapere a chi dare la colpa, se non a sé stesso. Complimenti, dei fini politici davvero!

Di questi uffici Cesare Mori

Ancora una riflessione di politica cittadina

In questo blog esponiamo fatti e li commentiamo, così come lasciamo – a patto che non siano offensivi come non lo sono i nostri articoli (checché ne pensino alcuni) – passare i commenti dei lettori. Addirittura ci spingiamo a fare interventi a richiesta, come è successo ultimamente sulla scorta di un commento di Ascheri. Ci sembrava di essere stati molto giudiziosi nel rispondere alle richieste di Ascheri che ci segnalava una sua riflessione che abbiamo commentato, ci pare, in modo equo ed equilibrato. Ascheri però continua ad imperversare accecato dall’odio nei confronti di colui col quale ha fatto opposizione alla banda PD e PD+L per oltre quattro anni. In soli tre giorni oltre che in questo blog ha scritto, utilizzando vari nomi oltre al proprio: qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui (per quanto possiamo seguire noi, ma abbiamo sicuramente meno capacità di leggere noi di quanto ne abbia lui di scrivere). Allora ci viene il dubbio che tutta la fatica che abbiamo fatto per comprendere magari lo stato d’animo di Ascheri  e per dare una risposta alla sua riflessione sia buttata dalla finestra perché il problema suo sia solo ed esclusivamente quello di dare addosso al Piccini, dando contestualmente degli incivili a persone che parlano tranquillamente e che non ce l’hanno con lui.

Armiamoci di santa pazienza e vediamo se riusciamo a proporre una riflessione senza farsi dare dei barbari gratuitamente.

Si avvicinano le elezioni e  alla città non sevono ruzzini politici e fantasiose capriole. I Cittadini pretendono proposte, candidature e coalizioni per governare. La Lega si presenta da sola, il partito di Verdini idem, il Pd ad oggi candida Ceccuzzi. Giustamente si deve formare uno schieramento alternativo tanto al PD quanto al PD+L e l’esperienza delle LCS così come si sono proposte nel 2006 sembra terminata. Inoltre c’è l’esigenza sentita da molte parti di una candidatura con le seguenti caratteristiche: senese, possibilmente legata alle contrade o meglio espressione anche dei contradaioli, intesi in senso generico, non di una data contrada, che non abbia già esercitato cariche politiche, che conosca bene la realtà senese, insomma, in tutte le sue componenti e che sia espressione unica tanto delle LCS (che non hanno nessuna ragione di snaturarsi) quanto delle forze politiche non assoggettate al trinomio Ceccuzzi-Mussari-Marignani. Quali siano queste forze politiche è facile ricavarlo per esclusione: da quanto abbiamo detto prima e in un altro articolo, togliendo quindi PD, PD+L, Lega (che va da sola), RC, SEL (a parte i due circoli dissenzienti che però sono spariti), Siena Futura, Socialisti Riformisti, Birrai, IdV (che ha fatto la farsa poi si è seduta), nell’inesistenza di Grillini (per fortuna) e dei Radicali (non pervenuti) rimangono – come forze anticeccuzziane-antimussariane-antimarignane – LCS (che ci risulta abbiano un direttivo di QUARANTA persone, mica solo Piccini, Ascheri, Semplici e Stelo, no perché anche questi personalismi rischiano di mettere in ombra i vari Lucci, Campopiano, Falorni, Panti, Losi ecc. ecc.), UDC, FLI e API, cioè il terzo polo. Cosa ci sia di male nell’immaginare una candidatura unitaria, senese, non sputtanata, di garanzia ed equilibrata, proveniente da questa allenza non ci è chiaro.

Fermo restando che noi non parteggiamo per nessuno in particolare, ma parteggiamo per chiunque sia CONTRO la nomenclatura berlingueriana, tosiana, mussariana, ceccuzziana che ha ridotto la Città nelle condizioni in cui è.

P.S. Mentre scriviamo questo articoletto arriva il commento di Ascheri che specifica che lui non ce l’ha con Piccini. Sembrava di sì. Vuole fare il freelance. Ne prendiamo atto, anche se non comprendiamo bene che valenza abbia l’espressione “fare il freelance”, che di per sé insinua l’idea che ci si ritiri dalla prima linea, con l’intenzione tuttavia di essere presente nel dibattito, tosto smentita – questa idea – da una sovraesposizione in scritti su tutti i blog possibili ed immaginabili, scritti non tutti benevoli nei confronti di chi – si spera con moderazione ed equilibrio – ha evidentemente posizioni diverse. Inoltre, ultima notazione, alla luce anche di quanto abbiamo scritto sopra, non si capisce concretamente in che modo la posizione nell’API di Piccini danneggi le LCS e perché mai, dovendo scontrarsi con un apparato di tutto rispetto sia del PD che del PD+L, la politica nazionale non possa dare una mano a posizioni locali che evidentemente nell’ultimo mandato, sia pure con onore, si sono mostrate insufficientemente adeguate a fronteggiare lo strapotere pidiino. Ad maiora.

Ancora una richiesta di smentita

A questi uffici risulta che il 10 gennaio il partito di Verdini presenterà il proprio candidato a sindaco dopo aver fatto la farsa della scelta in una rosa fra i cui petali spicca il sostenitore di Riccaboni Claudio Marig[nani]. Ma questi uffici vanno oltre: vengono inoltre a conoscenza del fatto che Romolo Semplici sta lavorando ad una lista di appoggio al partito di Verdini, dal che una domanda sorge spontanea: ma lo sanno questo fatto le LCS di cui ad oggi Semplici fa parte? E l’associazione Pietraserena? No perché ora lo sanno. Quindi questi uffici immaginano che sia opportuno chiedere al Sig. Romolo Semplici una smentita di queste ipotesi. E’ in grado di darla?

Un intervento a richiesta di Cesare Mori

La riflessione proposta da Ascheri sul blog del Santo e che il medesimo ci invita a considerare nel suo commento contiene molti buoni spunti. Altri spunti, non contenuti in quella riflessione, sono parecchio meno buoni. Questi uffici necessitano però di premettere un paio di cosette: 1) dovrebbe essere evidente l’ironia dell’eloquio di “questi uffici” nonché quella legata alla scelta del personaggio da incarnare (il Prefetto di Ferro); 2) la redazione di Fratello Illuminato non ha una posizione politica e non appoggia nessuno. Si propone solamente di portare dei fatti di cui è o viene a conoscenza e di ravvivare il dibattito intorno ad essi. Tutto qua. La redazione di Fratello Illuminato è composta da Cittadini che sanno o vengono a sapere qualcosa di più e di più corretto di quello che viene scritto sui giornali, tanto cartacei che online.

Intanto alla vigilia di Natale Ascheri scriveva:

Certo c’è da chiedersi: i malesseri entro il PD (per il regolamento urbanistico e la ‘non discussa’ candidatura Ceccuzzi), i litigi tra Socialisti e Federazione di sinistra, per ora a palle di neve, e tra SEL ufficiale e i suoi autorevoli dissidenti, infine le riserve tra Siena Futura (Marzucchi) e IdV e il tavolo del centro-sinistra sono solo giochini tattici o possono sfociare in qualcosa di serio? Se con Siena Futura, da tempo sgomitante nella maggioranza, si trovassero tutti gli scontenti dell’egemonia (poco illuminata) ex-PCI-DC e che sentono tutta la debolezza del futuro governo Ceccuzzi (prima ancora che quella personale del candidato: non senese, per di più sentito come ‘vecchio’ e responsabile della situazione attuale)?

Due osservazioni: 1) Siena Futura, IdV, RC hanno storto la bocca all’apparire dei birrai, poi si sono sdraiati alla grande davanti al Ceccuzzi e, salvo ripensamenti difficilmente verificabili, siedono alla grande al tavolo perché tutto lo sgomitamento di cui parla Ascheri serviva solo ad avere l’apparecchiatura della tavola anche per loro. Non si potevano sputtanare essendosi seduto al tavolo un egregio rappresentante di Per Loro (oops Per Siena), alzatosi lui (ma ci si rimetterà, lui e altri, quando non si potrà più tornare indietro), si sono tutti risieduti dopo lo spavento preso. 2) ‘Sta storia della senesità del candidato a Sindaco è ridicola, chiunque la porti avanti. Ceccuzzi è di Montepulciano, Ascheri è di Ventimiglia, Piccini è dell’Amiata, la Battistini è umbra … E allora? Chissenefrega? Questa sarebbe politica? Costoro hanno delle idee oppure no? Se ce l’hanno possono venire anche da Katmandu, se non ce le hanno anche se sono nati in Castelvecchio, non ce le hanno e basta.

… un discorso riformatore di una sinistra aperta, innovativa e attenta alla città più che ai simboli di partito …

Di grazia, a parte i due circoli SEL secessionisti, dove sarebbe la sinistra? Lo diciamo noi:  al tavolo capeggiato da Ceccuzzi eletto con un plebiscito di ben 318 voti dal suo medesimo partito senza che nessuno potesse dire alcunché. Se Ascheri ha una spiegazione alternativa, noi siamo contenti.

Inoltre, visto che è capogruppo di Libera Siena e sta facendo la guerra al Cenni e al suo vicesindaco da quattro anni e mezzo, come gli viene in mente di andare a cercare proprio Siena Futura? Si rende conto Ascheri che, per quanto agisca sicuramente in buona fede e colle migliori intenzioni,  proprio dai Cittadini che lui chiama a raccolta il suo atteggiamento viene visto come ondivago? Non si attenga solo a quello che gli dicono gli amici (o presunti tali), ascolti anche gli umori della gente e dei nemici (o presunti tali).

Fin qui la riflessione della vigilia. Il problema è che Ascheri non ha fatto solo quella riflessione, ne fa in continuazione, dappertutto, a nome proprio e sotto pseudonimo (liberissimo di farlo, sia chiaro, non abbiamo niente contro gli pseudonimi, li usiamo noi, li usino pure gli altri, ci mancherebbe!) e così facendo riempie i blog cittadini di posizioni spesso non lineari che gli sono già valse diverse bacchettature (vedi i commenti a questo blog, Barbicone sul Il Senso della Misura e così via).

Allora il messaggio è chiaro: se Ascheri, come scrive nella riflessione della vigilia di Natale, intende fare il freelance e portare le proprie idee (di solito buone) con pacatezza e distensione, senza voltare le spalle o addirittura osteggiare coloro i quali hanno condiviso con lui questi anni di opposizione vera (che non sono solo Stelo o Piccini per citare uno col quale è in sintonia e uno col quale non lo è evidentemente più), è evidentemente che troverà lo spazio che giustamente compete ad una persona di cultura e di competenza istituzionale come è e ha dimostrato per anni di essere. Se invece continuerà ad intervenire in modo tale da lacerare o danneggiare o dividere proprio quelle formazioni politiche con cui ha fino ad oggi affrontato lo strapotere piddiino e i softy boys del PD+L, nessuno lo flagellerà e sarà liberissimo di farlo, ma questi uffici e la redazione di Fratello Illuminato si sentiranno altrettanto liberi di sottoporre i suoi interventi a critiche e di proporre una lettura dei fatti molto diversa e addirittura opposta alla sua.

Di questi uffici

Cesare Mori

L’eterna confusione giornalistica del Bisi

Forse nei confronti dell’ultimo intervento da politologo di Stefano Bisi del 2010 si potrebbe essere leggermente indulgenti, visto che lo stesso era impegnato affannosamente nella ricerca del puma avvistato alle porte di Siena e quindi questa fibrillazione per il puma ha aumentato la consueta confusione in materia politica che lo stesso Bisi manifesta da sempre sul suo giornale e anche sul suo blog.
Ma noi con il Bisi non siamo indulgenti e lo stesso non dà nessun segno di ravvedimento per guadagnarsi l’onore della nostra indulgenza. Anzi, continua imperterrito, pur sapendo di essere sconfitto dagli eventi e invece di fare il necessario passo indietro, si arrampica sugli specchi con la speranza che tutto ritorni nel dimenticatoio. E qui si sbaglia e sbagliano anche quei pochi che incoraggiano la sua linea di protagonista di un sistema in frantumazione.
Ognuno è padrone del proprio destino e noi nei destini personali non interferiamo, ma nel “destino comune” noi interveniamo con decisione.
Nel suo ultimo intervento di fine anno il Bisi rispolverando o meglio riconfermando il suo livore nei confronti di Pierluigi Piccini (che palle con questa ossessione verso il Piccini!) scrive delle palesi inesattezze e si lancia in un’analisi di alcuni eventi politici che a nostro avviso non corrisponde con la realtà degli stessi.
Il Bisi  scrive del ruolo di Mario Ascheri e cita una notizia apparsa sul blog di Fratello Illuminato; nel parlare di certi blog afferma che prima erano amici e ora nemici di Ascheri. Ma di cosa parli Bisi? Per quanto riguarda il blog di Fratello Illuminato riteniamo utile ribadire due aspetti importanti: 1) il nostro blog non è né amico né nemico di questo o quel personaggio politico e noi non siamo attivisti politici e neanche organici a partiti o liste civiche; 2) il nostro obiettivo è quello di rompere innanzitutto la cappa di disinformazione in questa città e di dare un contributo per chiudere una pagina troppo lunga di un sistema autoreferenziale di cui il Bisi è un protagonista principale.
E poi per rispondere ad Ascheri, che mi sembra in sintonia con Bisi, mettiamo in evidenza al professor Mario che le persone che scrivono sui blog sono persone civili e non accettiamo da quanto affermato nel blog del Bisi dallo stesso Ascheri “se nei blog non sanno essere civili “. Il problema di Bisi e di Ascheri è lo stesso: scrivono e ragionano con vecchi schemi oramai superati e non accettano di aderire al confronto sui contenuti.
Ad esempio: il Bisi nel difendere la scelta di Ascheri e di Stelo per aver lasciato le liste civiche in contrasto con Piccini invece di rappresentare l’evento con ragionamenti plausibili, mette in scena il solito pistolotto per screditare quelle forze politiche che non rispondono alle sue sirene giornalistiche e non.
Noi invece che seguiamo le vicende politiche senesi da osservatori pensiamo un’altra cosa che reputiamo interessante: sicuramente dentro le liste civiche, e forse lo stesso Piccini, stanno pensando ad una terza candidatura (competitiva e credibile) rispetto alle auotocandidature di Ascheri e Stelo, deboli sul piano elettorale. Bastava scrivere questo caro Bisi e non perdere tempo con le tue solite analisi confuse e allarmanti.
NOI TUTTI siamo curiosi di conoscere la maturazione politica delle candidature e degli schieramenti politici e nel contempo siamo oltremodo consapevoli che il Bisi dovrebbe occuparsi di cronaca rosa e non di quella politica o al massimo della ricerca del puma.
Buon 2011!!!

Maestro James Anderson

Auguri di fine anno di Maestro James Anderson e del Prefetto Cesare Mori

BAU BAU NEWS!!! Terrore a Siena: in esclusiva le foto del Puma. La stampa locale si scatena!!!

“Le LCS sollevano un problema: evidentemente il puma ha avuto serie difficoltà a trovare un pollicino per raggiungere il centro, questo ci ricorda dell’annosa questione dei trasporti, sarebbe forse opportuno riaprire un progetto di metropolitana leggera?”
“L’IdV dichiara: se il puma si siede al tavolo del centro-sinistra noi ci togliamo immediatamente”
“I rappresentanti di Per Siena sollevano un importante quesito: ma è un puma o… una puma?”
“L’Ateneo avanza una proposta: mettiamo il puma a Pontignano e facciamo pagare il biglietto così si fa cassa”
“Dichiarazione alla stampa di MPS: se il puma c’ha scritto dietro 1472 è nostro, non c’era riuscito a imbottigliarlo”
“Un portavoce del PD ribadisce: ricordiamo che i puma non sono ammessi alle primarie del centro-sinistra, non ce ne frega un tubo se i felini sono sotto-rappresentati nella coalizione”
Comunque non c’è da preoccuparsi: in una intervista rilasciata al Corriere di Siena il puma ha dichiarato di essere quasi vegetariano … quel che ha omesso di dire è che di tanto in tanto gradisce variare la propria dieta con l’aggiunta di tenera carne di nano
P.S. la foto allegata alla nota è del Puma avvistato.

Quello che sfugge al Bisi è la frantumazione del suo modello di potere / sistema Siena (come da lui definito)

Come un orologio svizzero da manuale del perfetto orologiaio provinciale,anche oggi Stefano Bisi dalle pagine del suo organo di informazione militante,mette a nudo con rinnovata partecipazione personale,il suo interesse diretto nelle vicende della politica senese. Ovvio interesse dettato dalla sua preoccupazione nel sentire l’irreversibile frantumazione del modello di potere/sistema Siena che lui stesso, insieme al Mussari e Ceccuzzi da una parte e Luigi Berlinguer e Vittorio Mazzoni della Stella da altre angolazioni, hanno costruito dal 2000 in poi. Un modello che prevedeva e poi concretizzato, con la regia dello stesso Bisi, una co-gestione dei poteri e delle istituzioni senesi: Mussari alla presidenza della Fondazione Mps e successivamente alla presidenza della Banca e l’università e ospedale ai Berlingueriani. Esattamente la situazione attuale. Ed è per questo che il Bisi si è schierato platealmente con Riccaboni e la vecchia nomenclatura berlingueriana-tosiana, perchè essendo salda per ora la presidenza Mussari non poteva permettersi di perdere  l’altra gamba del suo modello, cioè quella del suo amico Tosi e dei berlingueriani. Questo è il quadro che tutti conoscono e senza entrare in tutti i dettagli penso di averlo descritto con chiarezza. Stante cosi le cose come mai son tutti nervosi, in primis il Bisi? La risposta al nervosismo soprattutto del Bisi la possiamo trovare nella maturazione di tre eventi: 1) l’inchiesta della magistratura sul vergognoso dissesto di oltre 200.000.000 di euro all’Ateneo e sulle elezioni del Rettore; 2) l’inchiesta della magistratura sull’aereoporto di Ampugnano che vede tra gli indagati Mussari e Enzo Viani; 3) la fine della gestione dell’informazione da parte dello stesso Bisi (sono altre le fonti d’informazione a cui si rivolgono i Cittadini).

Naturalmente,oltre a questi eventi,la scomposizione delle solite alleanze di “non ostacolo reciproco” tutte senesi tra il centrosinistra e il partito di Verdini e la maturazione dei processi di chiarimento interno che attraversa diversi forze politiche e civiche, hanno ulteriolmente spiazzato il Bisi e quindi inevitabilmente si trova in piena solitudine ad affrontare in mare aperto e senza alibi l’ultima partita per tentare di salvare il suo modello con annessi e connessi.

Per far questo son mesi che attraverso articoli di varia natura cerca di dire a tutti gli attori del sistema di potere di ritrovarsi stretti accanto come sempre, e da qui si capisce perchè ha rimproverato i rappresentanti delle istituzioni senesi per il mancato brindisi augurale congiunto. E oggi che cosa fa? Semplice e scontato:rimette in pista lo spauracchio di Pierluigi Piccini sperando di ricompattare tutti per garantire al suo (che poi è lo stesso di Luigi Berlinguer, Mazzoni della Stella, Mussari, Ceccuzzi) modello di potere senese lunga vita. Ma il Bisi non si rende conto che sia io come tanti cittadini,non crediamo piu’ a questa favola anzi,osserviamo con interesse il processo di chiarimento interno alle liste civiche:perchè probabilmente l’abbandono di quei pochi personaggi non solo mette a  nudo le ambizioni degli stessi ma permette alle stesse liste civiche di liberarsi di quella componente politica becera e di costruire alleanze e dialoghi per presentarsi ai cittadini con forza e come soggetto politico di governo della città, senza soffermarsi sui nomi ma privilegiando i programmi e le alleanze.

Anche il Bisi ha capito questo ma non può dirlo, altrimenti ammette fin da subito senza attendere qualche mese che il suo modello di potere/sistema Siena si sta frantumando.

Maestro James Anderson

Quelli che non censurano …

… ma che pubblicano solo gli amici, come fa per esempio il Santo. Dice lui: io non censuro nessuno, poi si va a vedere e pubblica solo o roba propria o Ascheri, Vincenzo Pinto, Uno nessuno centomila, insomma l’Ascheri e il Semplici. A questi uffici risulta che l’apologia delle banderuole non è un reato, ma è moralmente deprecabile. E anche l’imbrodarsi di democraticità e trasparenza quando invece si pesca nel torbido. E a questo proposito proponiamo un wikileaks dell’Ateneo che ci risulta fosse stato proposto a diversi organi di informazione e sempre rifiutato o non pubblicato e men che meno dal Santo, uomo di fede e che quindi si fida evidentemente. Il contributo è tratto dal blog di Giovanni Grasso, Il senso della misura:

Come in precedenza comunicato, cominciamo a rendere pubblici – con l’augurio che anche l’amministrazione universitaria senese si adegui alla normativa vigente in tema di pubblicità degli atti amministrativi – documenti la cui conoscenza è indispensabile per un contributo consapevole e fattivo al risanamento e al rilancio dell’Università degli Studi di Siena.

Il Rettore ha comunicato che il Consiglio d’Amministrazione, nella riunione del 21 dicembre 2010, ha approvato il bilancio di previsione per il 2011 con 14 voti favorevoli e 5 contrari. Il Collegio dei Revisori dei Conti (Verbale n. 3 del 18 dicembre 2010), esaminando sia la proposta di “Variazioni al Bilancio di previsione 2010” che il “Bilancio di previsione 2011” ha espresso parere non favorevole con una serie di motivazioni di seguito riportate. Si tratta di considerazioni scontate ma assai importanti per l’autorevolezza dei revisori, già diffusamente trattate su questo blog ed ora organizzate in forma di decalogo. Ci auguriamo siano tenute nella massima considerazione dagli organi di governo dell’Università di Siena nell’esclusivo interesse dell’Istituzione stessa.

1) «Il Collegio non può esprimere parere favorevole alle prospettate variazioni di bilancio per l’esercizio 2010 in considerazione del fatto che permane il disavanzo strutturale derivante prevalentemente dalla gestione corrente, la cui copertura è stata indotta dall’entrata straordinaria di € 108 milioni, con un risultato previsionale di competenza positivo che, in assenza della quale, si tradurrebbe in un disavanzo di € 30.827.511,29.»

2) «Il Collegio rileva che l’ateneo non ha predisposto i documenti “allegati al bilancio preventivo” previsti dall’art. 16 del Regolamento sull’Amministrazione, Finanza e Contabilità per l’impossibilità di produrli sia per la mancanza dei necessari strumenti informatici sia per l’inadeguatezza dell’organizzazione amministrativa. Il Collegio invita la direzione amministrativa ad assumere le necessarie iniziative volte a conseguire l’adeguatezza dell’organizzazione, in conformità alle previsioni statutarie, regolamentari e normative.»

3) Nel capitolo di spesa per i CEL «si rileva, rispetto alle previsioni definitive dell’anno 2010, una diminuzione di € 1.342.705,90 in ragione dell’adeguamento della retribuzione a quella prevista per i ricercatori confermati a tempo definito. In merito alla suddetta variazione si invita la direzione amministrativa ad una attenta valutazione di legittimità sul corretto inquadramento dei CEL e della compatibilità economico-finanziaria con i vincoli di bilancio.»

4) Quanto alle diminuzioni consistenti delle spese per gli studenti, «il Collegio invita la direzione amministrativa a ricercare la copertura finanziaria delle borse di dottorato e degli assegni di ricerca, valorizzando gli scopi istituzionali dell’Ateneo.»

5) Quanto alle spese per l’acquisto di beni e servizi «il Collegio rileva una carenza nella metodologia della formazione della previsione di spesa che non consente di valutare le reali necessità di acquisizione delle risorse. Con riferimento alla necessaria razionalizzazione della spesa, si richiama l’attenzione su quelle relative agli affitti, all’acquisizione dei servizi esterni e alla gestione delle autovetture dando maggiore concretezza, anche sul piano quantitativo, alle linee guida prospettate solo qualitativamente.»

6) Per quanto riguarda gli oneri finanziari e tributari, «l’indicatore di indebitamento è stato determinato in misura del 27,56% e quindi superiore a quella massima del 15% prevista. Il Collegio rileva e fa constatare che in tale situazione debitoria è fatto divieto di contrarre nuovi mutui o altre forme di indebitamento con oneri a carico del bilancio di Ateneo.»

7) «Per quanto concerne l’aspetto contabile e formale, il Collegio invita ad una revisione complessiva del piano dei conti e ad una rivisitazione del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità valutando anche l’opportunità di implementare una contabilità di tipo economico-patrimoniale.»

8 ) «Sotto il profilo sostanziale e della dinamica finanziaria dell’Ateneo, si rileva e si fa constatare che il disavanzo di competenza previsto per l’anno 2011 è pari ad € 38.839.875,47. Tale risultato è fortemente influenzato dal disavanzo di parte corrente che ammonta ad € 25.730.457,07

9) «Il Collegio richiama l’attenzione della direzione amministrativa sulla necessità di monitorare costantemente la previsione dei flussi di cassa e di aggiornare il relativo prospetto con le risultanze del Bilancio preventivo 2011; ciò in quanto si evidenzia una situazione di grave illiquidità a partire dal mese di Luglio 2011.»

10) «La grave situazione finanziaria necessita di interventi strutturali di risanamento con particolare riferimento alla gestione corrente. A tal riguardo, il Collegio raccomanda di non utilizzare la dismissione del patrimonio immobiliare, anche se non strumentale, a copertura del disavanzo strutturale. Ciò rischierebbe di depauperare il patrimonio dell’Ateneo, senza garantire la soluzione delle problematiche gestionali-finanziarie.»

Allegati:

1 – Verbale del Collegio dei Revisori dei Conti

2 – Relazione Tecnico-contabile al Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2011

3 – Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2011 (Entrate)

4 – Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2011 (Spese)

5 – Situazione finanziaria presunta al 31 dicembre 2010

6 – Riduzioni L. 122/2010

7 – Criteri di previsione del personale

8 – Programmazione annuale dei lavori

Storie semplici di confusione politica senese

Ma la nostra città nelle condizioni in cui si trova perché deve perdere tempo con politici improvvisati e santi senza arte né parte?
Noi eravamo sicuri di certi giochini, ma dalle ultime esternazioni di ex esponenti delle liste civiche come Mario Ascheri e il gestore del blog il Santo, son ancor di più chiari. Se poi inseriamo in questo contesto di confusione le smanie di protagonismo di un certo Romolo Semplici che prima dialoga con la Lega Nord, poi con il Pdl, poi cerca sponde con Alessandro Nannini per avventurose liste funzionali solo a frazionare il voto per favorire il PD di Ceccuzzi e dei Berlingueriani, e se non per ultima inseriamo l’associazione PER SIENA vicina agli umori politici del Mussari, il quadro è veramente desolante e scadente per le prospettive della politica senese.
Ma chi sono questi personaggi e perché lavorano per dividere?
Maestro James
Cesare Mori