Gennaio 25th, 2011 — Note redazionali

Ancora una volta la lettura dei quotidiani nazionali ci offre un’ulteriore conferma alla geografia politica del PD.
Una geografia che sempre di più appare a macchia di leopardo e una delle “macchie” sembra proprio essere rappresentata da Siena.
La Stampa di ieri, autorevole quotidiano torinese, ha espresso un titolo che lasciava poco spazio alla fantasia, “Il PD scarica i comunisti. I vendoliani: scelta unilaterale. Rifondazione: sosteniamo il leader Fiom“.
Già qui non ci sarebbero dubbi, ma se proprio vogliamo entrare più a fondo, leggendolo troviamo “Il partito democratico non farà alleanze con la Federazione della Sinistra. […] La decisione è stata presa ieri sera dalla segreteria provinciale del partito praticamente all’unanimità […]”.
E’ vero che Torino si trova a parecchi km da Siena. Ma le linee politiche non hanno confini.
Ed è altrettanto vero che le strumentalizzazioni possono non contribuire ad una sana riflessione. Ma i fatti si, però.
E quelli che stiamo da giorni analizzando non si collocano nella speculazione politica, ma piuttosto nella presa d’atto di fatti fin troppo evidenti.
Il PD sta oggettivamente galleggiando nel limbo; sta attraversando una fase che somiglia a quella di un serpente che si appresta a cambiare pelle.
Il che non deve essere necessariamente visto come una cosa negativa,anzi potrebbe rappresentare un’occasione di rinnovamento.
Rinnovamento che passa dai programmi, dagli obiettivi che si vogliono dare, dalle persone che saranno chiamate a caricarsi il peso dei cambiamenti e, soprattutto, dalle teste che questi cambiamenti dovranno elaborarli.
Ed eccoci arrivati al punto critico del PD(S) senese. Le teste, per l’appunto.
Di sicuro ai dirigenti PD e PD(S) senesi il dubbio che qualcosa sta cambiando è senz’altro venuto, il problema è come gestire il cambiamento in arrivo.
Ma soprattutto, il problema più grande, è su chi sarà in grado di avere le capacità politiche e la flessibilità mentale di gestire il cambiamento e le varie vicissitudini che questo comporterà.
Il candidato del PD(S) Ceccuzzi dovrebbe rendersi conto che in momenti assai delicati come questo,preludio di sicuri nuovi scenari, c’è bisogno di teste pensanti, di menti lucide e aperte e non di scudieri fedeli che, forse per eccessiva e naturale semplicità, dimostrano ogni giorno di non avere gli strumenti per cavalcare gli eventi. Siamo certi, peraltro, che di questo Ceccuzzi ne sia pienamente consapevole, ma allo stesso tempo pensiamo che questa selezione al meglio non la voglia fare, o forse, non la possa fare. Eppure, il rendersene conto e porvi rimedio potrebbe essere per lui un nuovo punto di forza.
La gestione dei nuovi equilibri politici che si stanno formando a livello “romano” e che (volenti o nolenti) prima o poi arriveranno anche a Siena – con la fisiologica modifica delle alleanze – non può essere condotta da yes men e yes girls fidati ma non all’altezza del momento.
E, ancora una volta, siamo certi che Ceccuzzi anche questo lo sappia.
Prendiamo solo un esempio. L’Università, tanto per cambiare.
Possibile che Ceccuzzi non si sia reso conto che lasciare la rappresentanza di una situazione così delicata e compromessa alla relazione di Donato Montibello (che peraltro alla fine di ottobre aveva lanciato un forum sull’Università dei cui lavori non se n’è più saputo nulla – come degli altri forum, del resto) nella quale ascriveva al Decreto Gelmini tutti i mali del mondo universitario, compresi i disastri dell’Ateneo senese, poteva essere percepita come una risposta debole ed inefficace? Vada a rileggersela e giudichi se elettoralmente gli è stata di effettivo aiuto.
Per cercare di ottenere consenso e credibilità in una Siena che Ceccuzzi non lo conosce un gran che, invece di andare in giro a tentare di prendere le distanze dal decennio Cenni (scelta strategicamente sbagliata e facilmente attaccabile con un semplice “ma lui dov’era fin’ora, non sono forse dello stesso partito?“) farebbe bene a fermarsi un attimo, guardare chi ha intorno e ragionare, seriamente e obiettivamente, se gli apostoli che manda in giro (sulla cui fedeltà nessuno pone dubbi, è sulle capacità che alcune perplessità vengono fuori) invece di essergli di aiuto contribuiscano a fargli perdere consenso.
Affinché, anche a Siena, la politica continui a viaggiare sul treno del dialogo e del confronto, bisogna prima verificare che gli aspiranti co-guidatori abbiano la patente.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 24th, 2011 — Note redazionali

Chissà se qualche dirigente del PD(S) senese è andato al Lingotto di Torino all’iniziativa “Fuori dal ‘900” organizzata dalla corrente interna al PD cui fa riferimento Walter Veltroni.
E chissà, nel caso qualcuno vi fosse andato, cosa avrà rimuginato sulla strada di ritorno per Siena.
Soprattutto pensando a quelle frasi, così come riportate da Repubblica, in cui Veltroni ha affermato “Penso ad un nuovo governo che comprenda tutte le forze parlamentari” all’interno del quale si può facilmente ipotizzare che il Terzo Polo vi rientri.
E qui arriviamo nuovamente a Siena e alle sue prossime elezioni comunali.
In tutta sincerità, ogniqualvolta leggiamo sui quotidiani nazionali le varie dichiarazioni dei big del PD, viene da chiedersi se il PD(S) senese si interessi almeno un po’ alla politica nazionale oppure pensi che vicende e linee politiche sostenute a Roma, dal suo stesso partito, possano essere del tutto ininfluenti e avversabili a livello periferico.
Perché se fosse vera quest’ultima ipotesi allora le conclusioni potrebbero essere solo due: o non esiste un partito a Roma (perché un partito i cui referenti locali fanno ciò che vogliono non può definirsi tale) oppure a non esistere è il PD(S) senese, il quale oramai viaggia in ordine sparso senza una strada ben precisa.
Sono giorni che La Primula Rossa sta sostenendo questa tesi e non per fare propaganda politica, ma semplicemente per invitare i lettori a riflettere e a pensare che non sempre tutto rimane uguale a se stesso per sempre.
E’ palese che un’era politica sta volgendo al termine. L’epoca del berlusconismo, che nel bene o nel male ha caratterizzato fortemente questi ultimi venti anni, sta finendo non tanto per la varie vicende Ruby (non a caso nel sondaggio uscito sul Corriere della Sera il PDL nazionale mantiene invariate le sue percentuali mentre il PD continua paradossalmente a perdere consenso), ma più semplicemente perché sono per l’appunto trascorsi 20 anni ed è chiaro che esista un decorso naturale a tutto.
Ovvio che in questo fisiologico e naturale decorso è normale che partiti e leader più giovani si stiano preparando per il dopo. E, in questo panorama, è altrettanto ovvio che un PD nazionale vada a colloquiare, auspicandone una collaborazione, con il Terzo Polo e gradisca sempre di meno le ali più estreme identificate nell’IDV e in Vendola.
A Siena, invece, la strada è opposta. O meglio, per il PD(S) senese la strada è completamente a caso.
Il candidato del PD(S) Ceccuzzi, ormai messo alle corde da chiunque dei papabili alleati, dimostra di non essere politico e di condurre un’azione poco lungimirante. Quella poca lungimiranza che lo fa diventare un voto inutile, come già detto, un uomo senza partito alle spalle oggi e senza un’eventuale coalizione domani. Pensate a quanto peso politico e decisionale avrebbe chi dovesse trovarsi in queste condizioni.
Il PD nazionale la sua strada di dialogo e di collaborazione politica con il Terzo Polo la sta già tracciando.
A Siena il PD(S), invece, sembra una di quelle nobili famiglie decadute che, mentre ricordano i fasti della loro potenza e ricchezza passata, contemporaneamente sono costrette a vendere l’argenteria di famiglia per tirare a campare.
P.s. Il PD(S) senese è oggettivamente e, per la prima volta, in seria difficoltà. E gli altri partiti gravitanti nel centro sinistra lo hanno capito benissimo. Motivo per cui, strategicamente parlando, potrebbero avere tutto l’interesse a mandare Ceccuzzi da solo al primo turno. Poi si vedrà.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 22nd, 2011 — Note redazionali

Nei giorni scorsi fu
Enrico Letta (vice segretario nazionale del PD), oggi è
Sergio Chiamparino a dire che il matrimonio (o quantomeno un rapporto stabile) con il Terzo Polo s’ha da fare.
Dalle colonne de La Stampa di ieri, l’autorevole quotidiano torinese, Sergio Chiamparino nella sua veste di dirigente del PD butta il sasso ancora più in là e arriva addirittura a proporre un “Governo di scopo tra PD-Lega e Terzo Polo“.
E’ ovvio che in un momento di liquidità politica come questo non può esserci spazio per una gretta ottusità che tenda a lasciare tutto così com’è senza sforzarsi di proiettare il proprio sguardo nel futuro prossimo.
E nel futuro prossimo mi pare abbastanza chiaro che gli schieramenti, le coalizioni, lo scenario politico in generale, saranno destinati a modificarsi forse anche abbastanza radicalmente.
In questo senso, senza strumentalizzazione alcuna, riecheggiano come importanti e sagge le parole pronunciate ieri dal Capo dello Stato Giorgio Napolitanoquando di fronte al busto di Dubcek, lo statista cecoslovacco che si oppose all’invasione russa del suo paese nel ’68, ha detto “L’Italia si riconosca in un insieme di valori comuni” atteggiamento che faciliterebbe il superamento delle “antiche contrapposizioni ideologiche”. Non potevano essere espresse parole più lucide e più adatte al particolare momento storico che il nostro paese sta vivendo.
Nei momenti di difficoltà se veramente si vuole bene ad un paese o anche ad una singola realtà, bisogna dimostrare che si è politici non solo a parole mettendo da parte gli egoismi inopportuni che impediscono di agire per il bene comune.
Superare i recinti dei personalismi delle piccole o grandi cerchie da mantenere e avere il coraggio di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, imponendosi di essere maturi e responsabili.
Calandoci in terra senese, ancora una volta tutte queste affermazioni danno spunto per fare delle riflessioni in vista delle elezioni comunali.
Chiamparino ed il Terzo Polo. Oramai non passa giorno che autorevolissimi dirigenti nazionali del PD studino nuove possibilità e nuovi spazi in cui poter rilanciare l’azione del partito. Rilancio che passa dai programmi (ancora pochi, per la verità) ma che passa, necessariamente, anche dalle alleanze. Ed è chiaro che per allargare lo spettro delle possibilità servirebbe un accordo con l’area moderata rappresentata dal contenitore del Terzo Polo.
Ribadiamo, a livello centrale è un’ipotesi su cui il PD lavora costantemente, ma il PD(S) senese non l’ha ancora capito. O meglio. Può darsi che qualche sospetto lo possa anche avere avuto, ma non sa come fare.
Abbiamo già fatto, nei giorni passati, il nostro pronostico sui possibili scenari futuri.
E in quegli scenari abbiamo sostenuto che comunque vadano le elezioni amministrative il PD(S) si troverà isolato e costretto a rivedere la sua cerchia di alleanze, con la componente ex DS alle corde perché scavalcata a sinistra dagli altri partiti che all’accezione “sinistra” (a differenza loro) non hanno mai rinunciato e a destra impossibilitata a dialogare con il Terzo Polo perché comprendente l’API, il cui segretario Regionale è Pierluigi Piccini.
Bravi, grande strategia.
I DS sono arrivati al paradosso che il loro spauracchio Piccini ha una linea politica coincidente con i vertici nazionali del PD e il PD senese, invece, è contro. Avevamo scritto che Ceccuzzi sarebbe potuto diventare un candidato senza un partito alle spalle. Questa ipotesi sembra sempre più veritiera.
Chiudo questa chiaccherata con voi citando le dichiarazioni che il segretario nazionale del PD, Pier Luigi Bersani, ha fatto ieri in un’intervista su Republica “Mi rivolgo a tutti quelli che vogliono evitare la deriva plebiscitaria. Chiunque ragioni per me è un interlocutore. Quindi parlo anche al Terzo Polo“.
E’ un ragionamento politico che non fa una piega.
Ci chiediamo cosa ne pensi il candidato del PD(S) Ceccuzzi delle affermazioni del suo segretario nazionale.
Parlammo giorni fa del “voto inutile” ossia quel voto che potrebbe venir sprecato laddove andasse a chi non sarà nelle condizioni di garantire il mantenimento della medesima compagine di alleati per tutto il mandato.
Dopo la lettura dei quotidiani nazionali, non resta che confermare quanto detto.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 21st, 2011 — Note redazionali

Da “Pensavo fosse amore invece era un calesse” a “pensavano fosse un puma invece forse è una lince.”
Anche oggi la mega inchiesta animalogica sulla ricerca delle tracce del puma condotta con dovizia di particolari dal Corrierino dei Piccoli conduce l’attenzione verso altre zone come Ginestreto.
C’è o non c’è il puma?
Forse si forse no … qualcuno afferma che si disseti nel torrente Sorra altri l’hanno visto fare una siesta in città al mitico Grattacielo. Insomma un mistero che consuma torrenti d’inchiostro nella famosa redazione del Corrierino.
Ma oggi la ricerca porta alla luce un interrogativo che potrebbe cambiare le sorti delle prossime elezioni amministrative. Qualcuno sostiene che forse non si tratta di un puma, ma di una lince. Fermi tutti, qui non si scherza … avviamo le primarie. Chi scegli tra i due: Il Puma o la Lince?
Gennaio 21st, 2011 — Note redazionali
Lettera di una donna di sinistra con famiglia e reddito basso
Sono demoralizzata e al tempo stesso consapevole che oltre ai partiti di massa sono finiti anche quegli spazi di rappresentanza politica come Rifondazione Comunista e SEL. Ma vi sembra accettabile che qui a Siena il partito di Rifondazione Comunista guidato da Alberto Benocci e Fiorino Iantorno sia il primo sostenitore della nomenclatura baronale universitaria e che gli stessi due esponenti politici sostengano il taglio degli stipendi ai lavoratori??? Non è accettabile ed è anche chiaro che il partito di Rifondazione Comunista di Siena garantisce i baroni e abbandona i lavoratori.
Gennaio 21st, 2011 — Note redazionali
L’appello lanciato dal PD (S) senese alla costruenda coalizione del centro sinistra è laplateale manifestazione della forte debolezza che da tempo lo stesso sta attraversando.
La domanda che sorge spontanea è: per quale motivo il PD (S) ha sentito l’esigenza di dare alle stampe il segno della propria difficoltà e non gestirlo all’interno delle sedi deputate alle trattative politiche?
Pensa forse, chi ha scritto il documento del PD(S), che dire pubblicamente alle altre forze politiche di sbrigarsi a scegliere il candidato di questa ectoplasmatica coalizione di centro sinistra possa costringerle a fare immediata retromarcia sulle proprie posizioni? O, piuttosto, può produrre l’effetto contrario e rafforzarle?
Credono, davvero, che politicamente sia stata una mossa azzeccata? O più semplicemente hanno messo in piazza il detto “il re è nudo”?
Sempre di più, anche a livello cittadino, sembra un partito messo all’angolo, costretto più che a trattare a doversi umiliare di fronte ad alleati che, avendone fiutato la debolezza, tatticamente lo stanno tenendo sulle corde da mesi.
Il partito di maggioranza relativa a Siena si è messo da solo nella condizione di subire, mediaticamente parlando, schiaffi e prese di distanza e di distinguo praticamente ogni giorno da aspiranti alleati (ma poi siamo sicuri che lo siano davvero, almeno alcuni?) che hanno fatto e continuano a fare di tutto per fargli abbassare la testa, in modo, giustamente, da aumentare il proprio peso politico.
Parliamoci chiaramente, se il PD(S) fosse stato, come si dice a Siena, “nei suoi cenci” e non negli stracci in cui è oggi anche le altre forze politiche orbitanti nel centro sinistra già da tempo non solo si sarebbero sedute al tavolo con uno spirito ed un approccio differente, ma, senza dubbio, a distanza di soli tre mesi dalle comunali il PD(S) sarebbe già stato immerso in una forte campagna elettorale.
Questa volta, invece, non è così. Oggi sono arrivati agli appelli, domani, se vanno avanti di questo passo, rischieranno di scendere direttamente alle suppliche.
Anche questa storia delle primarie di coalizione sta diventando un po’ come la novella dello stento, oggi le chiede uno e non le vuole un altro; domani si decide che non si fanno più; poi si rilanciano in pista di nuovo il giorno dopo.
Ma possibile che all’interno dei DS non esista qualcuno che si fermi un attimo a ragionare con lucidità su che punto sono arrivati e, soprattutto, dove stanno andando? Capiamo perfettamente che nessuno vorrebbe mai avere intorno persone non di stretta fiducia, ma anche circondarsi quasi esclusivamente di yes man, di collaboratori che (forse del tutto incoscientemente) non hanno alcun polso reale della città, specie in un momento politicamente “ballerino” come questo rischia di tracimare in una vera e propria disfatta.
E, sempre in uno spirito non di critica ma di analisi, forse questi stessi yes man non hanno neppure valutato fino in fondo se la candidatura di Ceccuzzi fosse stata quella più adeguata. Perché la cosa che a molti di loro forse spesso sfugge è che non è detto che se tra di loro, e all’interno delle stanze della Federazione, uno è più conosciuto e stimato di altri questa stessa percezione la si ritrovi identica anche oltrepassata quella soglia.
La classe dirigente non è necessariamente detto che debba essere selezionata solo in base alla più cieca fedeltà ed appartenenza.
A volte anche un po’ di professionalità potrebbe non essere del tutto inutile.
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 20th, 2011 — Note redazionali
Sapete come andrà a finire molto probabilmente nel PDL?
Che l’agnello sacrificale costretto ad immolarsi sull’altare della sconfitta certa dovrà essere Claudio Marignani.
Ma guardiamo insieme un pò i nomi (pensiamo quasi tutti destituiti di reale fondamento) che Bisi ha più volte fatto uscire.
Escludiamo subito, intanto, Fabio Caselli dalla corsa alla disfatta. E anche il PDL dovrebbe saperlo. Ora non resta che lo metabolizzi anche Bisi. Come escludiamo subito anche l’ex sindaco socialista Vittorio Mazzoni della Stella, troppo smaliziato per rimanere con questo cerino acceso in mano.
Riccardo Pagni è un avvocato senese, conosciuto in città anche per la sua vicinanza al mondo della goliardia universitaria. Ma è anche imprenditore nel settore alberghiero quindi, ci chiediamo chi glielo farebbe fare: dover sacrificare del tempo al poco che presumibilmente dovrebbe avere – dati i numerosi ed importanti impegni professionali – per buttarlo in una corsa che rimarrà ferma alla mossa.
Franco Masoni, storica voce dell’emittente locale Canale3.
Anche in questo caso, siamo certi, non se ne farà di niente, questo a prescindere dal fatto che a Masoni forse candidarsi per il PDL non sarebbe dispiaciuto e chissà, forse proprio con la lista SOS Siena sempre lanciata da Bisi sul suo giornale.
Qui, però, arriva il quesito: l’SOS Siena che avrebbe voluto lanciare Masoni, ma su cosa aveva intenzione di lanciarlo? Siamo sinceri, Masoni a Siena non crediamo che ci abbia vissuto e ci viva poi così tanto male, a tal punto da manifestare la sua contrarietà al c.d. Sistema Siena candidandosi con una lista che vada contro al candidato del PD/Ds.
Ed ecco che arriviamo ai possibili, e soprattutto, reali nomi che potrebbero scendere in piazza.
Lorenzo Rosso. Politico, anche in questo caso ci viene da dire un bel ‘ma chi glielo farebbe fare’? Per una persona come lui, che ha sempre e solo fatto politica in tutta la sua vita, avere nel proprio curriculum la partecipazione ad una sicura disfatta non sarebbe un gra che. Meglio coordinare un comitato elettorale per l’eventuale candidato, ma senza metterci la faccia in prima persona.
Claudio Marignani. Arrivati a questo punto è molto probabile che debba trovare una frase ad effetto tipo “Siena è troppo importante, questa potrebbe essere la volta giusta e mi voglio impegnare in prima persona” e bla bla simili ed essere costretto ad auto lanciare la propria candidatura.
Ma vi pare possibile che arrivati a febbraio per adesso il PDL senese abbia ricevuto solo dei continui “No, grazie”?
Questo, amici, la dice lunga su quanto la gente in città scommetta sulla vittoria del PDL senese.
Rilanciamo la domanda, ma quale professionista o, comunque, persona con un minimo di lucidità e di realismo politico e, soprattutto, di amor proprio potrebbe accettare di candidarsi a perdere?
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 19th, 2011 — Note redazionali
Anni fa qualcuno cantava “compagni dai campi e dalle officine”. Oggi i campi son quasi abbandonati, le officine sempre tali e i compagni dispersi o politicamente modificati.
Ci sono due ex compagni ora democratici del PD che corrispondono ai nomi di Morrocchi e Cucini, fedeli sostenitori del candidato a sindaco di Siena del PD Franco Ceccuzzi , che siedono nel consiglio di amministrazione dell’università di Siena. Ad oggi risultano tra coloro che sono schierati con il duo Riccaboni-Fabbro e quindi ne condividono le scelte e la linea di restaurazione della vecchia gestione tosiana.
Questo è bene saperlo perchè a questo punto possiamo affermare che sia Morrocchi e Cucini esponenti del PD e fedelissimi di Ceccuzzi condividono il taglio degli stipendi ai dipendenti.Quindi tutti devono sapere che gli esponenti del PD vicino a Ceccuzzi sono contro i dipendenti. Ed è cosi, salvo smentite o prese di posizione chiare e scritte.
Alle assemblee dei circoli il Ceccuzzi propaganda il suo sostegno ai dipendenti ma nei fatti gli esponenti del suo partito appoggiano scelte e modo di operare contrari agli interessi dei lavoratori.
Mi sembra che sia tutto chiaro!!!
Maestro James
Gennaio 18th, 2011 — Note redazionali

Chissà se la nuova ondata “bungatica” sarà in grado o meno di accelerare il ritorno alle urne per
elezioni politiche anticipate.
Di certo dalle elezioni amministrative non si scappa e il conto alla rovescia con la “conta” è già partito.
Che i quotidiani nazionali si scatenino con dettagli fuoriusciti dalle intercettazioni di ragazze, per così dire, generose è abbastanza logico, non dico del tutto condivisibile ma in parte comprensibile.
Che, però, il giochino di parlare di altro piuttosto che concentrasi sui problemi reali avvenga in una piccola realtà come è Siena, questo di comprensibile ha davvero poco.
Un quotidiano a tiratura nazionale è ovvio che dia spazio ad argomenti che vanno a toccare le grandi masse e non può certo soffermarsi ogni giorno su tutti i problemi di ogni singola realtà della nostra penisola.
Questo, infatti, è compito della cronaca locale, la quale dovrebbe tenere aggiornati i cittadini sui fatti e gli avvenimenti del territorio.
Continua a sembrarmi davvero singolare che le uniche tematiche cittadine che Bisi fa emergere dalle pagine del suo quotidiano riguardino prevalentemente questo puma (mi chiedo, ma nessuno gli ha detto che la vicenda “puma” è diventata una barzelletta in città, quantomeno per come è stata trattata?) fino ad arrivare ad oggi con due intere paginate dedicate alla ragazza che, forse in un ulteriore tentativo di ricerca di notorietà (anche se su questi argomenti chissà quanto la pubblicità sia un bene, a prescindere dal reale coinvolgimento o meno) spiattella ai quattro venti la sua versione del legame con Berlusconi.
Per carità, la notizia (poi che notizia sia, non ho ben capito) è ovvio che Bisi la dovesse dare. Ma ce ne sarebbero state anche altre ben più importanti e attinenti alla nostra realtà. Perché – ammesso poi che ciò sia avvenuto – quello che uno fa o meno sotto le lenzuola, a regola, dovrebbe coinvolgere due persone; le oramai insopportabili condizioni di lavoro, soprattutto psicologiche, che ci sono all’interno dell’Ateneo, di persone invece, ne coinvolgono qualche migliaio. Se a Bisi pare poco.
Aveva bisogno di un argomento per riempire le pagine? Glielo suggeriamo noi.
L’Università, per esempio; i tagli agli stipendi dei dipendenti, sempre per esempio. Un commento su questo a firma di Stefano Bisi ci poteva anche stare.
Ieri sera al tg di Mentana su LA7 sono stati lanciati gli esiti di un sondaggio in caso di elezioni anticipate.
Sapete, nonostante tutti i problemi che il Governo sta oramai attraversando da mesi e mesi, a quanto veniva dato il PD? Al 24%.
Ossia meno di quanto prendevano i DS da soli ai tempi d’oro e meno dello stesso PD nel 2008 quando viaggiava sul 33,2%.
Nell’immaginario collettivo senese, a torto o a ragione, Bisi ed il suo giornale sono sempre stati visti come “vicini al potere”, “giornale dei ds prima e del PD ora”.
Di domande ne verrebbero in mente molte, la prima è, ma è ancora così?
Perché un giornalismo che sottace cose delicate ed importanti, che meriterebbero quantomeno lo stesso spazio dedicato al puma e alla signorina, non sarebbe un bel biglietto da visita a cui essere associati.
Caro PD, ma un giornalismo che lancia appelli su tutto tranne che sul tirare fuori i nomi, andando a ritroso negli anni, di chi ha prosciugato i soldi dell’Ateneo, quanto può contribuire a far aumentare quel misero 24% lanciato da Mentana?
p.s. a proposito, suggeriamo a Bisi un altro possibile argomento su cui potrebbe scrivere un bell’articolo a sua firma. Cosa ne pensa Bisi del libello “In lode a Piero Tosi” per il suo sessantesimo compleanno (per inciso con l’Ateneo che forse qualche problemino finanziario già cominciava ad avvertirlo) che il prof. Bettini pensò bene di consegnare alla storia e all’interno del quale, tra le figure di primo piano dell’era tosiana, viene menzionato anche Maurizio Boldrini? Cosa ne possono pensare i dipendenti dell’Ateneo che si vedranno gli stipendi diminuiti a causa del saccheggio delle casse se ne può avere una vaga idea, ma anche un suo punto di vista sarebbe interessante.
ma non finisce qui….
Firmato
La Primula Rossa
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Daniele Magrini nella sua veste di coordinatore del Forum della Buona Politica del PD ha lanciato la questione dell’anagrafe patrimoniale; forse in un moto di eccessivo entusiasmo, ha dichiarato di non volerla lasciare relegata ai soli eletti, ma bensì – e da come viene evidenziato nello stesso intervento di Magrini verrebbe da ipotizzare un bel “soprattutto” – anche ai nominati.
Non è stata però chiarita la forma; verrebbe da rilanciare con un “e perché no, nell’ottica di una piena trasparenza, anche a tutti i candidati sia PD che di tutte le liste che sosterranno Ceccuzzi”?
Tutti d’accordo con questa proposta all’interno soprattutto dei DS?
Oramai l’anagrafe patrimoniale il PD per voce di Magrini l’ha lanciata (e ci auguriamo per loro che abbiano attentamente valutato le ripercussioni) ora dovrebbe anche dare un segnale per far capire che la fa, quando e, soprattutto, come.
A proposito, ma gli altri Forum che il PD-Ds aveva sbandierato ai quattro venti, che fine hanno fatto?
Quando hanno intenzione di farli partire? Tra tre mesi e mezzo circa si voterebbe.