Entries from Marzo 2011 ↓

Storie di dissesti, di tessere di partito, di decadenza e dei soliti Geni

Per poter star dietro a tutto e monitorare avanti e indietro la situazione dentro e fuori l’Ateneo senese mi son fatto inviare dal Nord America una Moevia inclemens (un ragno che grazie alla sue quattro paia di occhi puo’ individuare qualsiasi cosa in un campo visivo di 360 gradi).

In particolar modo è difficile seguire i movimenti del passato e del presente di alcuni GENI, come ad esempio l’onnipresente e tuttologo Maurizio Boldrini. Già, il famoso genio individuato tale da un altro esponente di rango della nomenclatura berlingueriana-tosiana che corrisponde la nome di Maurizio Bettini; perché merita ricordarle spesso le maestose parole del Bettini :“Ah, vedere un Genio che si avvicina a Tosi, con le chiome inghirlandate di molli corone! Che scena meravigliosa (per la parte del Genio, avevo pensato a Maurizio Boldrini) Purtroppo però non ho potuto far niente del genere. E non perché Piero non si meritasse un’elegia di Tibullo, o perché Boldrini recalcitrasse all’idea di impersonare la parte del Genio. Figurarsi se recalcitrava! E quando gli ricapita, nella vita, di fare il Genio?

A mio avviso quanto scritto da Bettini è sufficiente per farsi un’idea del concetto che avevano questi signori (geni compresi) del loro ruolo dentro e fuori l’università.E non solo: queste parole sono il segno tangibile della visione padronale e dell’uso privatistico dell’Ateneo, e se analizziamo attentamente il livello confidenziale dei rapporti riusciamo a comprendere anche il clima favorevole in cui è nato il dissesto finanziario. Praticamente era tutta una famiglia:da quella naturale a quella baronale. Regnava l’arbitrio e la mitizzazione del capo. Si sentivano superiori a tutti e a tutto; protetti a Roma e dal potere politico senese.Erano “magnifici” di carica e di fatto.E quando qualcosa non funzionava nel meccanismo di compensazione dei poteri o si creavano dei dissidi con il potere politico locale, entrava in scena il Genio:la sua tessera del partito Ceccuzziano era una garanzia. Insomma, rieccolo il Boldrini,il tuttologo e il grande genio della grande università tosiana. Il Genio è diventato tale, grazie al suo grande idolo Luigi Berlinguer; poi il magnifico Luigi concluso il suo rettorato incorona successore,con l’acclamazione del corpo docente allineato e della CGIL, il magnifico Piero Tosi: nuovo capo indiscusso ma ben coordinato dal Genio. Le origini del dissesto e la decadenza dell’ateneo senese vanno ricercate in questo periodo ed è solo con la bonifica definitiva dei residui di questa storia decadente che l’Ateneo puo’ ripartire con dignità e garanzie per il futuro.Le indagini della magistratura servono per individuare i responsabili diretti del dissesto e quindi sanzionarli con severità,ma nel contempo la comunità universitaria deve auto- bonificarsi,altrimenti nulla cambierà in meglio.

Non dimentichiamoci le responsabilità del  potere politico senese di quegli anni rappresentato da Franco Ceccuzzi. Ora, Ceccuzzi si presenta come un verginello della politica e fa finta di non saper nulla o di non conoscere i protagonisti del dissesto finanziario o della gestione berlingueriana-tosiana.Forse il candidato sindaco del PD tenta il colpo di genio “del sono io il nuovo” per allontanare dalla campagna elettorale i suoi magnifici rapporti con Piero Tosi e Maurizio Boldrini, oppure con Angelaccio e quindi affermare che  chi oggi chiede verità e giustizia crea un clima di faide interne all’ateneo o macellazioni. Devo ammettere che il Ceccuzzi e il Boldrini hanno una tratto particolare in comune: la faccia tosta!!

Grazie agli occhi della Maevia inclemens rinfreschiamo la memoria collettiva: Il tesserato del Pd Boldrini Maurizio il 19 agosto 2010 coordinava un dibattito alla festa del PD :” 19 AGOSTO
ORE 21.00 – SPAZIO DIBATTITI
Libera la cultura! I tagli del governo alle politiche culturali-Coordina Maurizio Boldrini, docente di Scienze della comunicazione – Università di Siena

Il 21 0ttobre del 2002 Maurizio Boldrini coordinava il dibattito con relatore Piero Tosi e alla presenza di Franco Ceccuzzi organizzato dal coordinamento dell’Ulivo al Jolly Hotel ore 17:30 dal titolo “Confronto sulla legge finanziaria”.

Nel febbraio 2006 Boldrini era il moderatore di una tavola rotonda organizzata dai DS (leggete i nomi dei partecipanti e il tema della tavola):” Tavola rotonda, a cui hanno partecipato Gabriella Piccinni, Franco Ceccuzzi, Andrea Ranieri, Angelo Riccaboni, Maurizio Bettini, ha acceso il dibattito – moderato da Maurizio Boldrini, direttore del Centro comunicazione e marketing dell’Università di Siena – nella parte conclusiva della giornata che i Ds senesi hanno dedicato al tema delle università.”

Franco Ceccuzzi dichiarava a suo tempo: “Fummo tra i primi a rimproverare ed a spronare al miglioramento l’allora Rettore Piero Tosi, al quale vogliamo manifestare ancora oggi la nostra stima.” La considerazione a queste affermazioni di Ceccuzzi mi sorge spontanea: se spronava e rimproverava Piero Tosi risulta palese che Ceccuzzi conosceva bene la gestione universitaria dello stesso Tosi, o sbaglio? Certo che non mi sbaglio.

Ma la storia finisce qui? Assolutamente no. Nel giorno della presentazione della candidatura a sindaco di Franco Ceccuzzi organizzata dal PD al Santa Maria della Scala tra i presenti all’evento chi c’era ad acclamare il compagno di sempre? Risposta ovvia: il genio Maurizio Boldrini.

Quel Maurizio Boldrini ex responsabile dell’area comunicazione e marketing dell’Ateneo, il docente a contratto del dipartimento di scienze della comunicazione, il tessitore di lodi della società IN.FACT srl (“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”). Quel Maurizio Boldrini del debito di 26.210,00 contratto nel 2006  con Rubbettino Editore, per l’acquisto di 300 copie del libro in onore di Luigi Berlinguer.

In conclusione di questo intervento converrete con me che occorre una rapida conclusione delle indagini della magistratura ,ma nel contempo anche a seguito della vicenda IN.FACT e del debito dei 26.210,00 euro,proprio per dare a tutta la comunità universitaria un bel segnale di trasparenza e autotutela degli interessi dell’ente, gli organi competenti dell’Ateneo non possono non chiudere qualsiasi tipo di rapporto tra il sig. Boldrini Maurizio e l’ateneo stesso. Al Ceccuzzi credo che ci penseranno gli elettori senesi dentro le urne elettorali di maggio.

In previsione della Festa della Donna

In previsione della Festa della Donna la redazione di Fratello Illuminato (Maestro Uriel, Maestro James, Cesare Mori, Tommy Tatuato, la Primula Rossa, Marianne Franceschi, il cane Paco ecc. ecc.) hanno deciso di dare un riconoscimento al giornalismo di inchiesta al femminile sul territorio senese. Dopo attenta considerazione per la Redazione di Fratello Illuminato il riconoscimento viene assegnato ex aequo a Laura Valdesi, Raffaella Zelia Ruscitto, Susanna Guarino e Milena Gabanelli. Brave signore!!!

(Vi chiederete, cari Lettori, cosa c’entri la Gabanelli con Siena. C’entra c’entra … E ve ne accorgerete presto!)

Cannamela e il concetto di “attraversabile”, come un ponte che unisce due punti che dovrebbero essere sulla carta, agli antipodi. Ma che, “attraversato” il ponte, magicamente si uniscono. Come il PD e il PDL a Siena

Ecco a chi dare la colpa delle lungaggini burocratiche messe in piedi dalla schiera che rotea intorno a Ceccuzzi. Ecco chi sono gli artefici del nuovo fondamentale gioiello comunicativo di questa campagna elettorale, il mitico “Laboratorio delle idee per Siena 2016”, e pensare che per un attimo avevamo creduto che gli autori fossero i soliti comunicatori yes men!

E invece no, cari lettori. In questa campagna elettorale ricca di colpi di scena (e, in certi casi, forse anche di spugna) un nuovo fondamentale scoop. Notiziona. Il Laboratorio delle idee lo ha voluto il Sellato Cannamela. Ecco alcuni stralci degli struggenti e preziosi passaggi che il Sellato ha voluto comunicare al mondo  “Il Comune del futuro dovrà essere limpido e attraversabile”. Interpretare il Cannamela pensiero non è facile. “Attraversabile”? Ma, dico io,avete mai sentito definire il rapporto tra cittadino e istituzioni come “attraversabile”? Forse Cannamela si confonde col ponte alla stazione.

E poi un’altra considerazione, su questa stravagante affermazione “Il Comune del futuro dovrà essere limpido”. Ora, non pensando che Cannamela avesse voluto rivolgersi alla cooperativa che in Comune va a farci le pulizie, pensiamo che abbia voluto fare riferimento al fatto che, secondo lui, a necessitare di limpidità è la gestione amministrativa. Una sola parola: riborda!

Infatti il Sellato Cannamela (che più di una voce vuole nella rosa dei nomi che Ceccuzzi vorrebbe accanto a sé come assessore se i senesi lo votassero. Avete capito bene, senesi? Potreste trovarvi Cannamela assessore, non so se vi è chiaro il concetto – auguri) non è nuovo a tirare fango verso l’amministrazione uscente. Grande strategia davvero. Soprattutto grande lungimiranza politica da parte di chi (forse) gli fa fare da ventriloquo facendoli esprimere giudizi che difficilmente potrebbe esprimere in maniera aperta (e chi sono questi fenomeni della strategia politica, penserete voi? I Diessini, ovviamente, che ancora non hanno capito che è un po’ difficilino per loro pensare di potersi permettere il lusso di prendere le distanze dalla gestione Cenni ). E, ancora una volta, non ci capacitiamo di come Mauro Marzucchi, che di questa amministrazione ribadiamo è stato prima assessore e poi, vice sindaco e quindi non propriamente estraneo da quella stessa amministrazione che Cannamela attacca, si lasci ripetutamente trattare così pubblicamente dal Sellato la senza batter ciglio.

L’articolo si conclude, poi, con una vera chicca. Ossia, la richiesta del Sellato di avere, udite udite, un centro destra più combattivo in queste elezioni. Ed ecco che, maliziosi come al solito, intravediamo nelle dichiarazioni di Cannamela una manina suggeritrice. Abbiate un attimo di pazienza e seguite il ragionamento che sto per farvi. La parola “ballottaggio”, negli ambienti politici e non, sta entrando sempre di più nel vocabolario cittadino. Perché mai un esponente del centro sinistra dovrebbe volere un candidato a lui in opposizione forte? E perché chiamare in causa solo il centro destra? Provo a fare un ipotesi. In caso di ballottaggio è ovvio che si troverebbero a fronteggiarsi Corradi (sostenuto, tra gli altri, da Pierluigi Piccini) e Ceccuzzi (sostenuto, tra gli altri, dal Sellato Cannamela). E questa ipotesi fa venire più di unmal di pancia ai Diesse.

Perché cos’è che fa comodo a lor signori? Semplice, che il candidato del Pdl (il pasticcere Nannini) si metta a fare campagna elettorale sperando che sottragga i voti a Corradi. A questi signori però, sfuggono molti passaggi. Per fare questo giochino bisognava che facessero scegliere al Pdl un altro candidato, perché, con tutto rispetto, il pasticcere Nannini se prende più del 9% va stappata una bottiglia (o forse anche più di una).

Cari Diesse, avete perso l’allenamento per caso? In passato questi magheggi vi riuscivano meglio, stavolta mi sa che vi è andata male. Ceccuzzi cominci a prepararsi al secondo turno e i suoi spin doctor lo preparino bene per i confronti pubblici e diretti tra tutti i candidati. Mica si vorrà sottrarre?

Ecco che mi torna in mente la parola “attraversabile” del Sellato Cannamela, forse intendeva davvero un ponte ma non quello della stazione; forse il ponte usato per congiungere due parti –all’apparenza opposte – a cui si riferiva Cannamela è quello che una volta attraversato, congiunge e unisce direttamente il PD al PDL .

Cari lettori, date retta, il voto utile non è uno slogan. A Siena sta diventando una necessità.

p.s. Ma Ceccuzzi avrà realizzato, fino in fondo, che squadra lo circonda?

Firmato

La Primula Rossa

Ma dove saranno spariti? Forse il gatto?

Questi uffici si chiedono a che gioco giochi il Marignani che, non solo fa delle candidature per il Ceccuzzi (basta vedere il Nannini), ma appoggia la  nomenklatura berlingueriana-tosiana-ceccuzziana e riceve “in sede il Magnifico Rettore” sostenendo che “la serata è stata davvero importante. Importante perchè abbiamo avuto l’opportunità di conoscere in modo dettagliato la difficilissima situazione finanziaria dell’Università”. Come se non la conoscesse l’universo mondo la difficilissima situazione dell’Università, ancor più difficile visto che ai vertici ci sono due incapaci e incompetenti che solo dal Marignani potrebbero trovare ascolto e che hanno previsto un cosiddetto piano di risanamento che non risana assolutamente niente e che prevede tutta una serie di provvedimenti i quali, da una parte richiedono l’intervento del legislatore e dall’altra sono vietati dal medesimo legislatore. Come fa il Marignani a dire che il piano di risanamento ” salvaguarda l’occupazione e prevede una mobilità esterna volontaria” visto che la mobilità esterna volontaria evidentemente non salvaguardia proprio niente. Inoltre affermare, sempre a proposito del piano di risanamento che “pur nella sua “pesantezza e difficoltà realizzativa” (60% di prepensionamenti per chi matura i diritti con incentivo all’esodo, riduzione dei costi operativi e 50 mln di ricavi da ulteriori vendite immobiliari) è una possibilità di evitare il “fallimento” di questa secolare istituzione vanto della città e ridotta in questo stato da una politica clientelare devastante che si è protratta per lustri” equivale a non saper far i conti neanche con l’ausilio di un pallottoliere e per giunta dare credito ad una manovra pressoché irrealizzabile perché i docenti, pur in presenza dell’incentivo, non hanno la minima intenzione di andarsene, come dimostra la valanga di ricorsi presentata dai prepensionati al Rettore pro minor tempo possibile Riccaboni. Il quale, secondo l’esponente del partito del bunga bunga e di Verdini nonché di Rocco Girlanda, dovrebbe avere “la forza di rendere autonoma l’Università” (quando è evidente che dovrebbero levargliela l’autonomia all’Università visto che ha prodotto, Riccaboni consenziente una voragine da oltre 270.000.000 di euro) “ed il coraggio di proseguire il cammino di risanamento già intrapreso dall’amico Silvano Focardi” quello che evidentemente non sta facendo visto che da una parte il piano di risanamento non prevede niente di nuovo, salvo che il disavanzo cresce esponenzialmente rispetto a quello di Focardi-Barretta. Dire poi che “tutta la città, nessuno escluso, deve remare nella direzione del cambiamento” è grottesco: alla faccia del cambiamento! Cambiamento in peggio!

Comunque sia Marignani dimostra le avere idee un po’ confuse quando afferma che Siena deve tornare ad essere “il gioiello che era un tempo, prima che 65 anni di ininterrotto potere di sinistra portassero questo territorio e le sue più prestigiose istituzioni all’attuale decadenza”. Ma Nannini che appoggiava Piccini e Cenni, Berlinguer, Cei Semplici, Tosi, Riccaboni, Fabbro di dove vengono? Non risulta a questi uffici che provengano dalla Repubblica di Salò o qualcosa del genere.

Gita sociale

Martedì 15 marzo gita sociale al Politecnico di Torino. Ritrovo alle ore 12.30 in via Fabbro dove troverete la vostra guida turistica Francesca.

 

Il triangolare

Maurizio Boldrini, ex responsabile dell’Area Comunicazione e Marketing dell’Ateneo e membro a pieno diritto della nomenklatura berlingueriana-tosiana e dissestatore storico  sostiene con forza la candidatura di Franco Ceccuzzi a sindaco di Siena.

Bau Bau News!!! Il personaggio della settimana, Pancrazio Anfuso

Udite udite, forse quasi nessuno se ne era accorto, ma abbiamo il personaggio della settimana! Si tratta nientepopodimenoche di tal Pancrazio Anfuso!!
E chi è? Bho…ma se lo scrive il Gazzettino ci si può fidare, quantomeno vorrà dire che loro conoscono. E forse anche bene. Parecchio.
Una cosa va detta, di sicuro, anche se fino ad oggi non sapevamo chi fosse, il Gazzettino con gran tempismo ha avuto ragione, perché in questa settimana abbiamo imparato a conoscerlo.
Infatti (anzi, In.Fact) questo novello golden boy senese (si vocifera dalle parti di Sallustio Bandini che abbia, peraltro, aquisito parentele ben conosciute in Ateneo e soprattutto in via Roma 56 53100) abbiamo il piacere di leggerlo sia come amministratore di tal ex azienda oggi neo cooperativa (Cooprint) che, soprattutto, come amministratore della magica In.Fact srl (nel cui sito web era in bella evidenza la sua sede operativa in via Roma 56 53100 ossia all’interno dei locali dell’Università; poi magicamente, questo indirizzo è stato fatto sparire dal loro sito grazie alle geniali magie di Harry Potter).http://shamael.noblogs.org/post/2011/03/01/via-roma-56-ora-basta-intervengano/
Vedete che il maghetto Harry Potter, allora, a Siena esiste?
Dopo la sparizione degli indirizzi il geniale maghetto è riuscito a fare un altro gioco di prestigio: la moltiplicazione delle cariche (tutte piuttosto collegate o collegabili tra loro, peraltro).
Attenzione, però: i giochi di prestigio li fa l’illusionista e molto spesso esiste anche un pubblico un pò più attento che scopre il trucco.

Quer pasticciaccio brutto di Via Roma 56

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, scritto quando correva l’anno 1957, è un giallo ambientato a Roma e il protagonista è il commissario Francesco Ingravallo. Qui invece, mentre corre l’anno 2011, prende forma un altro gialloQuer pasticciaccio brutto di Via Roma 56e il protagonista è il cane Paco (laureato a Oxford). Entrambi, Ingravallo e il cane Paco, indagano e svelano misteri, interrogandosi sulle cose degli umani, tra un salto filosofico e un salto della sbarra che conduce verso il numero civico 56 non di “Roma” ma di “Via Roma 56.”

Ma quale “giallo” alberga in Via Roma 56? Alchimisti e improvvisati maghi radio-televisivi, svilupperebbero tesi suggestive sulle apparizioni e sparizioni di numeri civici e addirittura di un intero edificio o di un’intera via. Nel nostro giallo non ci sono alchimisti o maghi: basta e avanza il fiuto canino di Paco (il laureato Oxfordiano).

Rendicontiamo ai lettori gli sviluppi del “giallo” di Via Roma 56 subito dopo un breve riassunto dei capitoli precedenti.

CAPITOLO I – PACO LEGGE LA RASSEGNA STAMPA

Il tenerello Paco impegnato nella ricerca di articoli di giornali della primavera 2010 si imbatte in due ritagli della Nazione di Siena e scopre l’esistenza di una società, la IN.FACT srl. La lettura di questi ritagli disorienta Paco e lo stesso si pone questa domanda: come mai una società srl a tutti gli effetti ha come sede operativa uffici di un’ente pubblico (in questo caso i locali dell’università di Siena)? E da una lettura più approfondita dei ritagli scorge nelle dichiarazioni di due personaggi tal docente Antonio Rizzo e l’onnipresente Maurizio Boldrini l’asse portante del “giallo”. Ecco le dichiarazioni dei due in merito alla societa’ IN.FACT.

Antonio Rizzo dichiarava:” I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docenti li ho sempre sostenuti …”

L’onnipresente Boldrini dichiarava: “Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.

CAPITOLO II-IL SITO INTERNET DELLA SOCIETA’ IN.FACT

Il giorno stesso in cui Paco mette in evidenza il “giallo” della presenza di una società srl dentro la sede universitaria e dopo aver verificato sul sito della stessa università che tal società non rientra nell’elenco degli spin off, come per magia dal sito internet della società IN.FACT scompare  dalla sezione contact la dicitura “Via Roma 56”. E da questo punto in poi il giallo si infittisce.Anche se nella mente di Paco la soluzione è ben definita.Considerando che in altri luoghi del web la dicitura “Via Roma 56” risalta adeguatamente nelle schede pubblicitarie di IN.FACT srl.

CAPITOLO III-LA SPUTTANATA GENERALE

La pubblicazione dei primi capitoli del libro genera agitazione,indignazione e pone non pochi interrogativi sull’uso privatistico dell’università da parte di taluni personaggi. Nel totale disprezzo delle regole piu’ elementari e alla faccia degli ignari cittadini. Quale mente geniale si è spinta fino a queste assurde e sfacciate iniziative? Come mai gli organi dell’ateneo, il direttore del dipartimento di scienze della comunicazione e altri soggetti interessati non si sono mai interrogati sulla presenza della società IN.FACT srl nei locali dell’ateneo e come mai non sono mai intervenuti per denunciare simile situazione? Chi ha autorizzato l’uso dei locali e delle attrezzature del dipartimento di scienze della comunicazione da parte di una società privata? Dei ricavi dei lavori eseguiti dalla società IN.FACT l’università ne ha tratto utili in termini economici? Chi ha autorizzato Rizzo e Boldrini ha rilasciare quelle dichiarazioni e soprattutto come mai gli organi dell’ateneo non si sono interrogati dopo averle lette sulle pagine dei giornali? Come mai i cittadini comuni per costituire una srl spendono soldi non solo per la costituzione, ma anche per trovarsi una sede e comprarsi attrezzature  e qui invece “i protetti del genio Boldrini” guadagnano lavorando negli uffici dell’università? Via Roma 56 è una “Via” dello Stato Italiano o per caso è un “via” del fantastico mondo della comunicazione boldriniana?

Ora tutti sono a conoscenza degli episodi di questo giallo e quindi sono richieste veloci inizitiative (senza abbuiamenti o magheggi) per verificare la situazione e sanzionare duramente chi eventualmente ha commesso reati o abusi: in barba ai santi e alla decenza civile.

Il tenerello Paco attende fiducioso per completare il capitolo e chiudere in via definitiva questo “brutto pasticciaccio di Via Roma 56”.

 

 

Gotti e bicchierai al canape, la campagna elettorale è cominciata. Qualcuno offra un amaro a Ceccuzzi per fargli digerire il dolce

E’ da un pò che non ci lanciamo in qualche riflessione sulla fantapolitica senese. Dati gli ultimi scoop sarà il caso cimentarsi ancora una volta in questo gioco.

Allora, come abbiamo visto anche il Pdl finalmente ha il suo uomo, il candidato pasticcere Alessandro Nannini che tra un ricciarello e una copata dovrà trovare anche il tempo di dedicarsi a quella routinaria cerimonia da campagna elettorale che sono gli aperitivi con i simpatizzanti.
Ma mettendo per un attimo da parte gli champagnini per raccattare un pò di voti, il dato politico(quello vero) è un altro.
E qui apriamo il primo capitolo conversando sul ruolo che potrebbe svolgere una persona a caso. Per la verità non proprio una new entry delle nostre riflessioni a voce alta (o a penna bassa, vedete voi). Stefano Bisi.
Il caporedattore del Corriere di Siena, infatti (o In.Fact, anche qui vedete voi) con la candidatura del pasticcere Nannini – pur preferendo squadra e compasso – potrebbe trovarsi tra l’incudine e il martello (la falce c’è chi l’ha abbandonata da tempo) o, anzi, è più corretto dire tra ricciarello e copata.
Perché, cari lettori (presto anche elettori) sarà difficile per il Bisi fare una campagna pro Ceccuzzidal momento che il suo Amministratore, l’on. Rocco Girlanda del Pdl di Denis Verdini, è stato il padrino della candidatura del candidato pasticcere. E a questo punto, ecco che tornerebbe il ragionamento più volte fatto, ossia che il Bisi è da tempo che non sostiene più, con il suo giornale,il candidato del PD(S) Ceccuzzi (anche se, forse, i comunicatori yes men di Ceccuzzi capiranno questa solfa verso settembre, cioè ad elezioni avvenute).
E qui si spoggetta nel secondo capitolo. L’Associazione Per Siena porterà come candidato aconsigliere comunale nelle liste dei Riformisti di Riccardo Martinelli (almeno stando a radio lastra)Andrea Bellandi (e qui sono proprio curioso di vedere cosa dirà il purista Fiorno Iantorno), candidatura che, ipotizziamo, senza dubbio avrà fatto fare salti di gioia al consigliere uscente Leonardo Tafani e all’aspirante outsider Pasquale Colella (e non ce ne vogliano gli ultimi due, ma a ricerca delle preferenze tra loro e il Bellandi non c’è corsa, li doppia). Arrivati a questo punto loscenario che potrebbe venire a delinearsi potrebbe essere il seguente (o meglio, questo sarebbe lo scenario che senza dubbio sarebbe più utile politicamente a quelli di Per Siena, dato che alcuni di loro, a differenza degli yes men che gravitano intorno a Ceccuzzi, di politica ne masticano e, diciamocelo fino in fondo, l’elettorato e i dirigenti di Per Siena coi Diesse c’incastrano poco; è un pò come mischiare le pere con le mele o la sambuca col glen grant, viene fuori un troiaio).
Un gruppo consistente di Persenesi potrebbe mettere scientificamente in campo il convitato di pietrail temibile voto disgiunto.
Ossia quella modalità di voto che permette di esprimere la preferenza per un candidato consigliere e sulla stessa scheda mettere la X sul candidato sindaco di un altro schieramento, tutto ciò autorizzato dalla legge.
Anche perché, in elezioni in cui a contare più che le coalizioni (a volte raffazzonate e tenute insieme con lo sputo) è la singola persona, può darsi che si voglia votare Tizio in consiglio comunale ma non ci si trovi d’accordo con il candidato sindaco a quello collegato. Et voilà, les jeux son fait. Ceccuzzi, in questo modo, sarebbe ancora più debole e Per Siena ancora più forte. E, in questo scenario, essere più forte non sarebbe nemmeno così difficile, gli zuccheri non gli mancano di certo, dato che potrebbe contare sulla spalla del candidato pasticcere.
Firmato
La Primula Rossa

Per la verità, per la giustizia, per il bene comune

VENERDI 4 MARZO ORE 14:30: UN GIORNO PER LA GIUSTIZIA E IL BENE COMUNE

Questi uffici ritengono che tutti i Cittadini che hanno a cuore il bene comune domani debbano essere presenti alla manifestazione organizzata dai dipendenti dell’Ateneo. Tutti a chiedere la VERITA’ per la quale anche questi uffici lottano tutti i giorni!

 

 

 

Delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università di Siena hanno organizzato per Venerdi 4 marzo alle ore 14:30 UN’INIZIATIVA GIUSTA PER CHIEDERE GIUSTIZIA E RISPOSTE NON SOLO PER IL PROPRIO FUTURO MA ANCHE PER RIDARE UN FUTURO ALLA STESSA UNIVERSITA’.

Si ritrovano davanti l’ingresso del rettorato per poi proseguire per le vie cittadini diretti come destinazione finale davanti al TRIBUNALE DI SIENA.

Da cittadini al di la dell’appartenenza politica di ognuno di noi, dobbiamo raccogliere l’APPELLO di queste persone semplici e desiderose di trovare una via d’uscita alla disastrosa situazione in cui si trova l’Ateneo.

Il prestigioso Ateneo senese, dissestato per oltre 250.000.000 euro,necessità di un rinnovata gestione e per questo  occorre piena luce sui responsabili di questo dissesto pauroso e incivile.

Non è piu’ rinviabile il cambio di passo rispetto alla gestione dei dissestatori e non sono piu’ giustificabili i ritardi nel  far emergere LE RESPONSABILITA’.

 

BASTA NASCONDERSI PER PIGRIZIA O FINTE PAURE  E DA CITTADINI ADERIAMO ALLA RICHIESTA DI PRETENDERE  RISPETTO E GIUSTIZIA.