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Marzo 9th, 2011 — Note redazionali
Proseguendo con le chiacchere sulle vicende politiche senesi, c’è una certa area politica che merita attenzione a causa delle sue varie articolazioni.
Si tratta di quella parte che ruota intorno ai Riformisti, di ieri e di oggi; quest’area, frazionata in due tronconi, presenta da una parte Siena Futura (nata dalla scissione interna avvenuta un bel pò di tempo fa e che fa riferimento al vice sindaco Mauro Marzucchi) e dall’altra I Riformisti (tra i cui nomi spiccano Andrea Bellandi quale vice segretario cittadino; Silvia Lazzeroni, Riccardo Martinelli, Pasquale Colella – pupillo di Maurizio Boldrini -, Gianluca Targetti e l’attuale consigliere comunale Leonardo Tafani).
Come dopo ogni buona scissione che si rispetti, prima o poi arriva il momento dei conti (o per meglio dire, della conta) e con questi si vedrà chi riuscirà a strappare più voti all’altra parte. Si narra che in alcuni incontri pubblici, organizzati negli ultimi mesi dalla parte che fa riferimento a Marzucchi, la platea dei partecipanti sia stata parecchio scarsina. Marzucchi, almeno stando alle chiacchere trasmesse sulle frequenze di “radio lastra”, ha dato una bella botta ai suoi sostenitori. Questo forse a causa di anni e anni di “ambulatorio” in cui la disponibilità a parole ha superato di gran lunga la realizzazione degli impegni presi. E queste sono cose che al momento del voto si pagano con gli interessi.
Quindi, chi potrebbe andare a recuperare quella parte di elettori in libera uscita dalle file di Marzucchi? Senza dubbio una parte andrà direttamente fuori dal perimetro del centro sinistra (anche perché l’elettore medio di Mauro Marzucchi non ha mai visto di buon occhio né i Diesse né tantomeno lo stesso Franco Ceccuzzi) e l’altra parte?
Sulle prime la risposta potrebbe sembrare fin troppo scontata. Ai Riformisti del Bellandi e della triade Tafani/Colella/Targetti. Ma è qui che viene il bello: a quale delle due componenti? A quella più movimentista e proveniente dall’aggregazione civica Per Siena oppure a quella che da più tempo risulta iscritta ai Riformisti? In proposito avevamo già fatto qualche breve osservazione nei giorni passati e, attenendoci sempre rigorosamente alle voci di “radio lastra” (molte volte più vere di tante altre) sembra non esserci storia.
Andrea Bellandi, in una gara alla sottrazione di voti dallo stesso parterre elettorale(ossia quello che vota Riformisti) supera di gran lunga sia per esperienza, che per capacità politica che per capacità attrattiva di consensi, ragazzi come Pasquale Colella (quanti voti gli garantisce Maurizio Boldrini? Ma di quelli reali, però; lì i giochi di prestigio sono complicatini da fare), il palestrato Leonardo Tafani e l’ex politico Gianluca Targetti (che non dovrebbe essere candidato ma il cui apporto in termini di voti portati potrà, lo stesso, essere valutato). Tutti e tre, con Bellandi in pista, rischieranno di avere un tristissimo risveglio la mattina del 17 maggio, data in cui i risultati delle preferenze saranno definitivi.
Qualunque sia l’esito del voto sul sindaco, come si metterà a quel punto sul piano dell’assegnazione di cariche ed incarichi internamente ai Riformisti? Dubitiamofortemente che Andrea Bellandi si faccia schiacciare lasciandosi applicare sulla propria pelle la teoria che quello che vince (Andrea Bellandi) dovrebbe essere –secondo i compagni Diessini – anche quello che perde.
P.s. sempre su “Radio Lastra” è possibile ascoltare anche un’altra musica. Pare che Ceccuzzi cerchi in tutti i modi di dare una mano a Marzucchi nel tentativo diarginare soprattutto la figura di Andrea Bellandi e i suoi sostenitori. Si narra che, addirittura, stia indicando a Marzucchi dei nomi da mettere nella lista di Siena Futura; sia perché forse Marzucchi sta avendo qualche difficoltà a trovare 32 persone disposte a metterci la faccia, sia perché così facendo Ceccuzzi può superare l’ostacolo del numero massimo di Diessini consentitigli nella lista del PD, sperando così di arginare anche l’altro suo problema, ossia che entrino in Comune troppi uomini dell’area ex Margherita di cui Ceccuzzi, si dice, non si fidi affatto.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 9th, 2011 — Note redazionali
A tutti i lettori di Fratello Illuminato!!! Le difficoltà che avete nella visualizzazione del blog sono dovute a degli aggiornamenti della piattaforma su cui il blog risiede. NON TEMETE!!! Quando vedete apparire la dichiarazione di certificato non verificato è perché ci rifiutiamo di pagare il pizzo alle multinazionali dei certificati e al contempo ci preoccupiamo della VOSTRA incolumità e del VOSTRO anonimato online (oltre che del NOSTRO). Potete tranquillamente dichiarare di essere consapevoli del rischio e procedere con la lettura che sarà INTERESSANTE e VERITIERA come la solito.
La redazione
Marzo 9th, 2011 — Note redazionali

Un nuovo e terribile spettro svolazza nei sogni di Ceccuzzi (e non solo): le temibili “quote rosa”. Quella singolare area protetta per cui, in molti casi, a prescindere dal fatto se una persona è valida o no, bisogna collocarla in posti di “comando” in quanto donna. Ho sempre ritenuto questa modalità la forma più ghettizzante per il genere femminile che possa esistere; se si cominciasse a valutare le persone per ciò che valgono veramente (uomini, donne, gay etc.non importa affatto il genere) non ci sarebbe la necessità di sdebitarsi dai sensi di colpa riservando dei posti (in molti casi di poca importanza) nascondendosi dietro al paravento delle quote rosa.
Avete fatto caso ad una cosa? Quelli che fanno tanto puzzo inneggiando alle quote rosa, poi, in che ruoli vanno a collocare quelle stesse donne? O agli affari sociali, o alle pari opportunità e simili, righettizzandole di nuovo. Perché non mettere – se la scelta fosse stata fatta solo in base al merito e non alla quota – una donna a fare l’assessore al Bilancio? E perché non una all’Urbanistica? Diciamolo una volta per tutte, le quote rosa sono una grande stronzata e solo una trovata pubblicitaria che, invece di aiutarle, penalizza in molti casi le vere professionalità femminili. Nilde Jotti non ha avuto un ruolo di primo piano in quanto quota rosa: era un politico di razza, punto e basta. Leggendo alcuni studi di settore emerge che le donne si sentirebbero molto più rispettate e considerate se ricevessero parità di trattamento reale a livello lavorativo e non solo, piuttosto che qualche sparuto posticino in qua e là riservato a qualche “quota”.
Però, il Ceccuzzi, per non rimanere indietro e continuare ad assencondare lo stile propagandistico che i suoi esperti/e spin doctor gli suggeriscono, si è lanciato questa nuova patata bollente addosso.
La dichiarazione “avrò metà giunta in rosa” immaginiamo abbia tolto il sorriso a molti di quelli a cui era stato promesso un eventuale posto in giunta (sempre che i senesi votino in massa per Ceccuzzi).E siccome gli assessori non potranno essere più di 8, questo significa che molti posti per gli uomini verranno tagliati; a questo punto è probabile che ci sia chi,pur di sedere sull’ambito scranno, per emulare i tagli sarebbe disposto a tagliarsi qualcos’altro. Proprio per questa ragione le prenotazioni per Casablanca potrebbero a breve registrare il sold out (ossia il tutto esaurito; lo abbiamo messo per far contenti e dare una bella parolona nuova agli spin doctor Ceccuzziani).
Di nomi che circolano in giro ce ne sono un bel pò. Da Silvia Lazzeroni per i Riformisti (anche se potrebbe essere una partita tutta da giocare, perché se Andrea Bellandi si candidasse in quella stessa lista e prendesse una fraccata di voti lasciando alle prode non solo la Lazzeroni, ma anche il Colella e ilTafani, dirgli di no sarebbe un pò dura – e qui ritorna il concetto di consiglio comunale/Vietnam per Ceccuzzi). L’altro nome che gira insistentemente è quello della giovane Diessina Carolina Persi (qui, va detto, che Ceccuzzi lo farebbe anche per tenere unita una famiglia, dato che il fidanzato, Massimiliano Perugini dovrebbe ricandidarsi in consiglio comunale. E ilfamilismo si sa, ai Diesse è sempre garbato un monte). Altro nome che circolava era quello di Anna Gioia (moglie di Alberto Monaci), ma forse sarebbe un pò troppo dato che il figlio, Alessandro Pinciani (avevamo detto per caso familismo???) è già vice presidente della Provincia (ora va bene il pane fatto in casa, ma anche tutto il resto della pasticceria no). E quindi da una settimana sta girando il nome di un’altra leggiadra presenza femminile che potrebbe andare al posto di Anna Gioia: Alessandra Navarri. Questo nome, però (scappato dalla riva Diessina e approdato già da qualche anno su quella di Anna Gioia) avrebbe già fatto storcere il naso a più di una delle sue vecchie “compagne” (effettivamente, come dare loro torto: uscire la porta per poi rientrare dalla finestra sarebbe davvero una bella presa in giro per le donne della federazione).
Chissà che alla fine, per sedare i vari appetiti non si cerchi una soluzione che – per mettere tutti d’accordo e non creare gelosie – tagli la testa al toro e sia già pronto qualche biglietto aereo pagato dalla federazione per spedire qualcuno dei più fedeli yes men a Casablanca a tagliare (oltre alla testa al toro) anche qualcos’altro e rientrare, almeno così, nelle quote rosa gradite a Ceccuzzi.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 8th, 2011 — Note redazionali

Fino ad oggi era una prerogativa Laziale, nonché il modo migliore per accompagnare il caffè nei bar di Roma.
Ma finalmente il segreto della famosa ricetta è stato scoperto!! Solo il fiuto di un pasticcere sarebbe stato in grado di capire tutti gli ingredienti.
E ora lo scoop!! Dopo la specialità romana dei Maritozzi alla panna, ecco arrivata la versione senese: i Marignozzi!!
Il pasticcere Nannini ha già avviato le macchine (dopo aver pulito bene con lo spirito tutti gli ingranaggi) e dato il via alla nuova produzione dolciaria appositamente richiesta dal PDL senese.
Cosa aspetti!! Lasciati tentare e mangia anche tu il tuo Marignozzi alla panna!! Puoi mangiarlo anche se sei a dieta, sembra grosso ma alla fine è tutta aria e, soprattutto, non dà effetti collaterali.
Un unico rischio, se ne mangiate troppi; potrebbero nominarvi segretari del Pdl.
Ma tranquilli: non se ne accorgerà nessuno.
Marzo 8th, 2011 — Note redazionali
Volete capirci qualcosa delle prossime elezioni amministrative senesi? Vi siete persi nella giungla dei neologismi e degli inglesismi? Avete bruciori di stomaco per aver mangiato troppo cinghiale in umido? Siete andati ad un evento organizzato dal PD ma dopo 5 minuti non ci stavate capendo più una mazza e pensavate di aver sbagliato ora e luogo?
Niente paura! Ci siamo qui noi pronti a corrervi in aiuto!
Ecco a voi un comodo dizionarietto, da portarvi sempre dietro, che vi aiuterà ad aprire uno spiraglio di luce nell’oscurità intessuta dagli esperti comunicatori del PD(S)!
yeah: eccola! la madre di tutte le parole chiave! La sintesi di tutti i principi ispiratori della campagna di comunicazione del PD! Può essere utilizzata in qualunque contesto e riempie immediatamente di gusto ogni frase e di sapore le vostre giornate. Esempio d’uso in un dialogo tipico:
“Sono un po’ preoccupato dalla situazione economica generale e dall’impatto che sta avendo la crisi anche sulla nostra città, specialmente sulle fasce più deboli della popolazione, che ne pensi?”
“Yeah! Grande! Mitico! Magico! Yeah!”
“Ma che sei scemo, ma hai capito che ho detto?”
“Oh yeah! Mitico! Magico! Yeah!”
yes-man (ma anche yes-woman): questi sono gli eroi del momento, i portatori di luce, coloro che innalzano i vessilli di ragione e razionalità fornendo la loro guida e consiglio al candidato sindaco del PD. Il loro senso critico è così sviluppato che a forza di annuire continuamente ad alcuni si stanno formando delle evidentissime piaghe sul collo, ad altri si sta direttamente svitando la testa e rischia di cadere.
spin-doctor: una specializzazione degli yes-man, esperti di comunicazione, in grado di cogliere perfettamente gli umori del cittadino elettore e di propinargli frasi fatte, stereotipi e banalità direttamente offerte dalla Perugina (che le ha scartate dai bigliettini dei Baci perchè sembravano delle cazzate micidiali anche a loro). In particolare, come il nome suggerisce (da to spin ovvero far girare) il loro obiettivo è quello di confondere talmente le idee al cittadino elettore, facendolo girare appunto come una trottola, da renderlo talmente confuso al momento del voto che, almeno per sbaglio, farà la crocettina sul candidato sostenuto da cotali geni.
workshop (plurale uorscioppi): meravigliose iniziative partorite dalle fervidi menti dei comunicatori del PD, possono abbracciare qualunque argomento, dalla pelota basca all’allevamento del procione delle Bahamas, l’importante è che siano completamente slegate da qualunque tema rilevante per il cittadino elettore e che si possano liberamente riempire di frasi ricchissime di parole prese dal qui presente dizionarietto. Pare tuttavia che il termine stia cadendo rapidamente in disuso poichè qualcuno degli esperti comunicatori, avendo incartato per sbaglio un panino con la porchetta usando una pagina del dizionario inglese-italiano, ha scoperto che il verbo to work significa… lavorare! Orrore! Terrore! Tremore! Disperazione! Dopo attimi di panico allo stato puro un comitato di esperti comunicatori ha deciso di bandire l’uso di un termine tanto sovversivo, casomai a qualcuno venisse la balzana idea di farli andare, appunto, a lavorare!!!
survey: sono i cari vecchi sondaggi, ma vuoi mettere quanto è più fico chiamarli così? Il loro fine ultimo e sommo scopo è quello di nascondere opinioni scomode e di evidenziare ovvietà innocue. I risultati dei survey si prestano bene ad essere presentati in chiusura di un workshop così si può tornare a casa tutti più contenti sentendoci molto più intelligenti.
forum: siccome workshop, per i motivi di cui sopra, suonava un po’ male, ecco che si introducono i forum, che funzionano più o meno alla stessa maniera, ma sono ancora più, cool, più trendy e naturalmente molto yeah! Piccola controindicazione, forum suona un po’ troppo pericolosamente di sinistra, è dunque allo studio un termine alternativo, il più gettonato pare essere “ritrovo del tutto inutile, talvolta provvidenzialmente cancellato dalla neve, in cui chi parla non sa cosa dire e chi ascolta avrebbe molto di meglio da fare“. Breve, semplice, efficace, in perfetto stile esperto comunicatore del PD.
brainstorming: il vero asso nella manica di ogni bravo yes-man, il grimaldello in grado di aprire qualunque porta e risolvere ogni questione. Di fronte ad un problema concreto solo gli sciocchi cercherebbero di risolverlo, ma il vero esperto comunicatore è in grado di fare molto meglio, convocare un workshop da dedicare al brainstorming, così che i main issue della question siano più focused. Più chiaro di così si muore no?
target: sì, avete capito bene, siete proprio voi, i cittadini elettori, che, come dice la parola stessa, fungete da bersaglio per le brillanti campagne di comunicazione del PD, i cui giovani, rampanti, comunicatori sperano di far con voi, appunto, il tiro al piccione.
social: da non confondere con derive sinistrorse ormai demodè, e dunque da usare ben distante dalla parola forum, denota il fulcro portante dell’intera campagna elettorale del PD. Un partito social, del volemose bbene, delle serate trendy, delle notti magiche, dalle idee cool. Insomma più che un partito un posto dove stare in allegria e tracannare un paio di gottini insieme, così da allontanare i cattivi pensieri che fanno male alla testolina del cittadino elettore!
2.0: ma certamente! Oggi è tutto 2.0! Bisogna guardare avanti, puntare all’innovazione, alla condivisione, fare rete, abbrustolire due salsicce già che ci siamo visto che sono finite e… come dite? Che c’entra il 2.0 con le salsicce? Ah… e invece vi pare che c’entri qualcosa con la campagna del PD?
core value: ma sì! Ma sì! I cari vecchi valori di una volta, le massaie che stendono la pasta, una caccia al cinghiale in un’oasi protetta, gli scolaretti che imparano l’alfabeto, i Rettori che mandano a troie l’Ateneo, i Buoni Padri di famiglia che licenziano una madre-single ma moltiplicano i posti nei consigli di amministrazione di una azienda di trasporto pubblico che era nata per ridurli.Insomma i valori che vengono dal cuore, anzi dal core!
iPD: dopo il successo di iPad, iPod, iPhone… sulla scia dei successi della Mela di Cupertino, ecco in arrivo il partito trendy e cool, ovvero l’iPD! L’iPD funziona anche senza pile e permette di ascoltare quasi ogni giorno della settimana un forum o di partecipare ad un workshop di sicuro interesse. L’iPD è dotato di molte funzioni tra cui un comodo registratore per potersi riascoltare all’infinito finchè non si finisce per credere alle minchiate che si dicono, una telecamera per distorcere la visione del pianeta al punto da perdere completamente il contatto con la realtà e, appositamente scaricabile dall’AppStore, iSegnaposto, una utilissima applicazione con cui potrete marcare sedie, poltrone e qualunque altro supporto per il deretano così da garantirvi una salda presa a prova di democrazia dell’alternanza!
di FitzChevalier Lungavista
Marzo 8th, 2011 — Note redazionali
A breve (anche perché a momenti si vota) dovrebbero essere resi pubblici i nominativi dei candidati in consiglio comunale.
Stavolta, però, potrebbe esserci un’inversione di tendenza; invece di fare le corse e dare le gomitate per trovare un proprio spazio all’interno delle liste, potrebbe esserci una marcia indietro a passo di carica cercando tutte le possibili giustificazioni per non venir candidati.
Forse non tutti gli aspiranti candidati hanno fatto i dovuti calcoli e conteggi, il cui freddo e cinico esito renderà dei numeri da far rizzare i capelli a molti.
E’ oramai voce comune e diffusa in giro per Siena (riportata soprattutto da quelli a cui è stato proposto di candidarsi per la prima volta, i quali stanno facendo un paio di conti e diverse telefonate in giro – fatte un pò goffamente e con troppi particolari – per sapere chi potrebbe votarli) che per entrare in comune ai Piddini senesi occorreranno oltre 300 preferenze.
E chi ce l’ha tutti questi numeri con questi chiari di luna. Dunque, quanti ex Diesse potrebbero entrare in consiglio comunale, 8/9? Se restiamo al conteggio delle 300/320 preferenze a candidato, i Diessini dovranno essere in grado di farne girarecirca 2900 per assicurarsi i propri consiglieri. Che non è poca cosa, anche alla luce del numero non esiguo di quelli che dovranno uscire causa secondo mandato già consumato. Proprio su questo argomento, infatti, nei giorni scorsi il Sellato Cannamelaaveva richiamato all’ordine la coalizione dichiarando “Siamo impegnati a garantire il limite invalicabile dei due mandati amministrativi” (a questo punto scatta per forza una domanda: se Cannamela si ricolge a tutta la coalizione vuol dire che la non ricandidabilità, allora, sarà prevista anche per il vice sindaco Mauro Marzucchi. Anche se va detto che, nel caso ciò si verificasse, allo stesso Marzucchi la cosa potrebbe far comodo, così non si troverebbe costretto a misurare la sua attuale consistenza numerica, dato che negli ambienti politici si dice essere parecchio diminuita). La non ricandidabilità di chi ha già fatto due mandati rappresenterà un fattore non trascurabile, perché nelle elezioni amministrative i voti sono legati alla persona e, quindi, non è detto che i voti di uno che non si ricandida siano perfettamente “trasferibili” su un altro. Anzi. Il rischio volatilità è veramente altissimo.
E’ appunto in questo scenario che candidarsi non diventa un boccon da ghiotti ed il rischio di fare una figuraccia (cosa che potrebbe a quel punto andare a mettere in discussione anche eventuali promesse fatte) è dietro l’angolo. Avanti a chi tocca!
p.s. nuove voci danno Ceccuzzi stretto tra un’altra bega. Pare, infatti, che l’Idv, per ricominciare a dialogare con lui abbia posto un altro veto: Marzucchi – in caso i senesi votassero Ceccuzzi, anche se noi preferiamo invitarli a riflettere bene su questa eventuale scelta – non dovrà fare il vice sindaco e forse sarebbe addirittura poco gradito in giunta come semplice assessore.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali

Da anni oramai la Festa della Donna, quindi la mia festa, è vissuta piu’ che altro come una sorta di mera strumentalizzazione politica o come una sorta di “unico giorno per dire che noi ci siamo”.
Forse sarò fuori dal coro delle benpensanti o delle dirigenti di partito che vivono questa giornata come palcoscenico e poi magari negli altri giorni dell’anno (che sono 364) la condizione della donna è relegata in piccolo angoli sui giornali tipo “La posta delle lettrici”. Il mio corpo e il mio cervello di donna sono tali 365 giorni all’anno e non voglio più essere considerata “un giorno di festa”.Certo fa piacere sentirsi dire “buona festa” o ricevere una mimosa o dei fiori, ma IO PRETENDO DIGNITA’ E RISPETTO IN OGNI AMBITO DELLA VITA CHE VIVO, IN CASA O NELLA SOCIETA’ SENZA DOVERMI SENTIRE OGGETTO DI SCONTRO POLITICO E SENZA DOVER VIVERE LA MIA CONDIZIONE FEMMINILE COME UNA GHETTIZZAZIONE O COME UNA “QUOTAZIONE” IN OGNI DOVE.
L’ 8 marzo dobbiamo viverlo come una ricorrenza particolare per ricordarci e ricordare le origini di questa data: perché l’8 marzo sta a significare qualcosa di piu’ elevato rispetto al corteo dei fiorai.
“La data della Festa dell’8 marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L’8 marzo assunse col tempo un’importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità”
Mi piace riviverla così questa data, con la speranza che anche tante donne in politica o con ruoli dirigenziali si ricordino della condizione della donna non solo “per sventolare bandiere per un solo giorno” o per rivendicare cariche o poltrone politiche, ma nei momenti concreti in cui la dignità della donna è messa in discussione.
Ad esempio non ho visto le famose femministe del PD come Fiorenza Anatrini o Alessandra Navarri scendere in piazza per difendere la dignità delle lavoratrici dell’università di Siena colpite nel proprio reddito dalla direttrice di ferro Ines Fabbro. Va bene gridare contro il bunga bunga e su questo concordo. Ma la condizione della donna sui luoghi di lavoro è relegata solo al giudice del lavoro? Io ricordo l’8 marzo da donna non quotata , da madre e da cittadina libera e fiera .
Marianne Franceschi
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali
Ultim’ora – Si avvertono le popolazioni di caprioli, lepri, conigli, galline e polli che possono tornare a zampettare liberamente per il corso; il Coguaro (ossia il
puma dell’est degli Stati Uniti) è stato dichiato
ufficialmente estinto!!!
Finalmente il Bisi – dopo mesi e mesi di dure ricerche – potrà riposarsi, mettersi l’animo in pace esmettere di avvistarlo ovunque in giro per Siena. Per Bisi la notizia cade, in questo periodo, come una manna dal cielo: così potrà spendere tutte le sue energie nel fare campagna elettorale al candidato sostenuto dal suo Amministratore (on. Rocco Girlanda): il pasticcere Nannini!!!
E tutti insieme potranno brindare con qualche gottino per festeggiare la lieta novella!!!
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali
” Avviata indagine interna sulla natura di un’organizzazione denominata In.Fact srl e sulla coerenza delle sue attività con la normativa in materia di spin off universitario”
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali

Mi è capitato di leggere una battuta di Matteo Renzi; pensare a quello che si legge a Siena ogni giorno e dire: Renzi ha proprio ragione. La battuta recitava “Parlare di comunicazione al PD è come parlare di sesso a catechismo, c’entra poco”. Mai frase fu più adeguata, specie quando ci imbattiamo in documenti o slogan partoriti dagli esperti comunicatori senesi che fanno daspin doctor a Ceccuzzi, dato che, tra i comunicati che scrivono loro e il linguaggio che viene parlato nella realtà dalla gente, c’è un divario profondo come quello sotto il ponte di Petriolo. Infatti, se il blog Fratello Illuminato è diventato una sorta di Dagospia in salsa locale, il PD senese sembra ogni giorno di più Zelig, la trasmissione fatta da comici condotta da Claudio Bisio.
Per non perdere l’abitudine, i prodi comunicatori Ceccuzziani hanno dato sfogo alle loro doti ancora una volta. La nuova occasione è quella del Forum della Cultura (che non sappiamo, se nella loro scala di valori burocratica, sia più di importante del workshop con uguale argomento o se lo sia meno rispetto ad un appuntamento tematico, ovviamente, anche in questo caso con argomento uguale. Per chi si fosse perso le puntate precedenti – dato che per l’ingarbugliamento che hanno creato non è affatto difficile – gli esperti comunicatori Diessini hanno organizzato prima un Forum, poi annunciato uno workshop, poi non paghi anche un appuntamento tematico sempre ricicciando gli stessi argomenti. Grande razionalizzazione del lavoro, non c’è che dire).
Sapete chi saranno le nuove protagoniste del Forum della Cultura? Tenetevi forte: le arti “performative”. E che so’? Diranno praticamente tutti. Boh, però le parolone ai comunicatori Ceccuzziani garbano un monte.
Immaginatevi la scena. Il gruppetto di fedelissimi diessini Ceccuzziani, chiusi in una stanza piena di fogli, foglietti, fogliettini e appunti vari scappati fuori un pochini dai Forum, un pochini dagli workshop, un altri pochini dagli appuntamenti tematici; altri ancora dal famoso tavolo del centro sinistra. Ovviamente questo gruppetto di fedeli yes men con la maggior parte di queste cose non ci si raccapezza per niente. Ma niente paura. Nel caso qualcosa dopo tutti questi incontri non li fosse ancora chiara, possono sempre organizzarci sopra un bel road show itinerante. Siamo, comunque, abbastanza certi che, questi esperti comunicatori tutti solennemente riuniti nell’angusta stanzina della federazione o in un’altra di qualche agenzia (più o meno) specializzata in materia, nel vano tentativo di dare un senso a tutta questa roba si saranno posti una domanda “ma tutte ste pagliacciate, che si so’ fatte a fare? Non era parecchio meglio se in tutti questi anni invece di starci a fare le seghe mentali in federazione s’era andati un pochino in giro a vedere come stavano andando le cose, dato che ad amministrare ci s’era noi?”. E invece, niente. Chiusi anni e anni nelle stanze; a confrontarsi solo tra di loro; i Diessini, i detentori del vero Verbo; quelli che si ricordano del confronto e della partecipazione solo quando sono sotto campagna elettorale, momento in cui, improvvisamente, cambiano faccia (per la verità alcuni di loro ci provano, ma con scarsi risultati) e diventano tutto ad un tratto aperti e bisognosi di sentire cosa pensa la gente. Ma che strano, sembra un po’ ad orologeria questo atteggiamento. Qualcuno di voi si ricorda che – campagna elettorale a parte – i Diessini abbiano in tutti questi anni aperto un confronto davvero aperto e libero (senza mettere all’indice chi si fosse espresso in maniera critica o contraria al loro modo di pensare) in mezzo alla gente? Ceccuzzi non ha ancora bene chiara una cosa: è circondato dai c.d. franchi tiratori. Numerose persone che proprio per gliatteggiamenti che i Diesse sono soliti tenere con tutti, non aspettano altro che le cose si assestino – in una maniera o in un’altra – per arrivare poi al redde rationem e tenerlo costantemente sotto scacco. E lui, con la squadra che lo circonda, non sarà in grado di sostenere nessun attacco. Perché, scusatemi la metafora politica un po’ forte, ma se anche dovesse per sbaglio vincere al secondo turno, il consiglio comunale diventerà il suo Vietnam, e sapete perché? Perché non potrà fidarsi praticamente di nessuno di quelli che entreranno come consiglieri, dato che( eccezion fatta per qualcuno dei suoi più stretti e fedeli, ma non capaci di supportarlo politicamente davvero) a parte la facciata, quasi ogni alleato ha una gran voglia di far si che Ceccuzzi sia il più debole possibile.
Ma questo Ceccuzzi ancora non l’ha capito: i suoi spin doctor non gli ci hanno ancora organizzato nessun workshop tematico, le “arti performative” sono passate in primo piano per i solerti comunicatori; la politica, per loro, può sempre aspettare.
http://www.youtube.com/watch?v=KPOEIbkqyIA
Firmato
La Primula Rossa