Le affermazioni fatte da Bisi sul tema dei contratti integrativi del personale amministrativo dell’Università di Siena lasciano letteralmente esterrefatti.
Bisi dice che è vero che i dipendenti non guadagnano molto, ma “viste le condizioni drammatiche in cui versa l’ateneo il sacrificio può essere fatto per il bene dell’istituzione”.
Ma, dico, stiamo scherzando davvero? Ma queste benedette “condizioni drammatiche” Bisi se l’è fatta un’idea a chi debbao essere ricondotte? A pagare e a rimetterci dovrebbero essere i dipendenti con stipendi di 1.200,00 euro al mese? Dovrebbero essere loro secondo Bisi a dover fare sacrifici?
Ma di cosa parla? Perché non chiede ad altri di fare sacrifici e restituire quanto sperperato? Perché invece di nascondere le notizie vere ed importanti con la solita tiritera mattutina sul puma non fa un bell’articolo dal titolo “Fuori i nomi di chi ha rubato all’Università”?
Secondo Bisi è possibile che ci sia un buco di circa 500 miliardi delle vecchie lire (ma si ha idea di quanti soldi sono o no?) e i soldi non li abbia presi nessuno?
I soldi non ci sono più, questo è l’unico dato certo, ce lo dice Bisi come si chiamano coloro che, in un modo o in un altro, fanno sparire i soldi per di più pubblici?
Il buco lo hanno fatto altri e i sacrifici economici li dovrebbero fare i dipendenti? Ma qui siamo arrivati alla pazzia, anzi, all’arroganza di potere. Intanto cominciamo a richiederli a chi ha ridotto così l’Ateneo, caro Bisi.
Dato che Bisi vorrebbe che i dipendenti facessero sacrifici per il bene dell’istituzione (leggasi Università) perché Bisi non suggerisce anche un altro gesto di magnanimità?
Il Campansi ha bisogno di aumentare le rette ai familiari? Bene, proponga al presidente Corsi, per il bene dell’istituzione (leggasi Campansi) un gettone annuo simbolico di 1 euro a tutto il consiglio di amministrazione.
Ma il PD senese (cari diessini, ma un tempo non eravate quelli di sinistra vicini ai lavoratori?), non dice niente della proposta di Bisi di trovare giusto che siano i dipendenti dell’Università a dover fare i sacrifici per il disastro economico in cui altri hanno portato l’Ateneo?
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Bau Bau News!!! Il cacciatore di puma Stefano Bisi,l’università di Siena e i silenzi del PD
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Basta giocare con la pelle della gente!
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Ci riferiscono che Marco Iacoboni segretario della CGIL Universitaria di fonte all’assemblea del personale per consigli legali sulla sospensione dell’accessorio ai dipendenti abbia affermato che 350 dipendenti siano a rischio mobilità coattiva.
Ma stiamo scherzando? Riccaboni, Fabbro e tutta quella cricca devono andare a casa! Basta andate a casa!!!
Maestro James
Bau Bau News!!! Che fine hanno fatto i forum del PD?
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Daniele Magrini nella sua veste di coordinatore del Forum della Buona Politica del PD ha lanciato la questione dell’anagrafe patrimoniale; forse in un moto di eccessivo entusiasmo, ha dichiarato di non volerla lasciare relegata ai soli eletti, ma bensì – e da come viene evidenziato nello stesso intervento di Magrini verrebbe da ipotizzare un bel “soprattutto” – anche ai nominati.
Non è stata però chiarita la forma; verrebbe da rilanciare con un “e perché no, nell’ottica di una piena trasparenza, anche a tutti i candidati sia PD che di tutte le liste che sosterranno Ceccuzzi”?
Tutti d’accordo con questa proposta all’interno soprattutto dei DS?
Oramai l’anagrafe patrimoniale il PD per voce di Magrini l’ha lanciata (e ci auguriamo per loro che abbiano attentamente valutato le ripercussioni) ora dovrebbe anche dare un segnale per far capire che la fa, quando e, soprattutto, come.
A proposito, ma gli altri Forum che il PD-Ds aveva sbandierato ai quattro venti, che fine hanno fatto?
Quando hanno intenzione di farli partire? Tra tre mesi e mezzo circa si voterebbe.
Non nobis
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
“Nave sanza no
cchiere in gran tempesta” (Purgatorio, VI, 77)
L’oscura e aspra temperie che trascorre sull’incognito nostro tempo restituisce l’ottenebramento ancora più segreto ed imperscrutabile. Tal la metafora del vascelletto al giungere dell’ignota burrasca qual la tenebra che avvolge, come il traditore nell’ombra, lo πνεύμα lo spirito incorporeo ed inconsciamente dolente. La μεταμόρφωσις non si compie senza un bruciante travaglio, assoggettata alle eterne leggi dell’universo. Non è dato lenimento alcuno. L’equilibrio della transmutatio non può essere adulterato dalla soluzione lenitiva, pena la frattura insanabile con le armonie naturali, con l’ordine del cosmo, con l’euritmia del πνοή dell’Artefice. Il flusso κολπώδης del corso epocale serba a riparo e a sostegno dell‘individuum, dell’uno, dell’indivisibile e dell’irripetibile la συνήθεια, la familiaritas, la necessitudo, la fratellanza. L’intrinsichezza, la con-divisione autentica, la κοινωνία di intenti e di affetti, l’eufonia del pensiero e dell’anima sono racchiusi entro i termini latini di familiaritas, familia e necessitudo che non va significando inevitabilmente solo necessità in senso ontologico, ma bisogno, inteso come l’interdipendenza imprescindibile che congiunge tutti gli esseri viventi in un unico afflato esistenziale: Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum (Salmo 132,1). La sýnthesis dell’esistenza umana e civile si sostanzia in un atto unificante della coscienza, nel pensiero comune dell’individuo, nella cognizione volta al superiore sacramento del bene comune. Il ἱερεῖον il sacrificium di sé, dal latino composto sacer e facere, rendere sacro, il cui voto non tollera infrangimenti, voca a sé l’ideale della fratellanza universale, del pensiero e della preghiera comune per la trasfigurazione della sfera esistenziale dall’unico all’unità. Ergo, Non Nobis.
Uriel David
Dissestatori 2
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici sono a interrogarsi sulla nuova divisione contenuta nel bando di cui avremo modo di riparlare per la sua palese illeggittimità del 13/01/2011 di avvicendamento degli Ep dell’Università di Siena, nuova divisione titolata Divisione di supporto ai corsi di specializzazione e dottorati di arre mediche. La domanda che si pongono questi uffici è: non sarà mica per dare una responsabilità di vertice alla sig.ra Chiara Roscino? No così per saperlo.
Firmato: Cesare Mori
Avviso ai naviganti dell’Università
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Ci risulta che i due in effigie stiano prendendo una serie di decisioni che dovrebbero coinvolgere il Consiglio di Amministrazione. Contrariamente a quanto dichiarato in più occasioni da entrambi sulla trasparenza e sull’equità, considerato fra l’altro che l’Ateneo è un ente pubblico e quindi sottostà alla normativa sulla trasparenza degli atti amministrativi tutto ciò è altamente irregolare.
Si capisce fra l’altro perché in un recente CdA abbiano voluto far passare una limitazione degli accessi agli atti con tracciamento degli utenti. Perché non sono trasparenti e non seguono le corrette procedure. Ricordiamo a tutti che autonomia non significa essere svincolati dall’ordinamento della Repubblica Italiana.
Di questi uffici: Cesare Mori
Il PD sta evaporando, si salvi chi può
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Il PD sta evaporando, si salvi chi può. “Niente tavolo senza Ceccuzzi”: perché scriverlo, vuol dire che sta tornando in discussione la sua candidatura?Proposta
Gennaio 17th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici fanno una proposta al sedicente giornalista Stefano Bisi: sono disposti a mettersi alla ricerca del puma sguinzagliando anche il cane Paco a patto che Bisi si metta a scrivere nella sede distaccata del quotidiano animalogico delle isole Figji. Almeno si fa una vacanza e smette di fare giornalismo d’accatto.
Di questi uffici: Cesare Mori
Dissestatori
Gennaio 16th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici, spigolando sul il Senso della Misura vengono a scoprire che fra i vari affitti che ancora sono in essere presso l’Ateneo senese e che contribuiscono ad aumentare il debito strutturale (affitti passivi) c’è il seguente
Il Glicine via Roma,57 | Centro Inter. St. Antropologici e della Cultura Antica | € 46.500,00 | 30/11/2014
Il direttore del Centro è Maurizio Bettini, berlingueriano di ferro e già in odore di rettorato alla fine dell’epoca Berlinguer. Alcune osservazioni: 1) il Senato accademico nell’ultima seduta ha tagliato in toto il XXVIII ciclo di dottorato. Basterebbe lasciare quell’affitto e si potrebbero attivare due borse di dottorato. 2) sempre a proposito di dottorati e di altre irregolarità commesse o autorizzate dagli organi di governo a favore di Maurizio Bettini e di Omar Calabrese è bene guardare ancora uno volta a quanto hanno da dire sul Senso della Misura
1) Nel biennio 2004/2005 alcuni docenti sono stati esonerati dall’insegnamento nei corsi ufficiali presso l’università d’appartenenza per creare corsi di dottorato per il Consorzio interuniversitario ISIT (poi divenuto SUM). Tale esonero era espressamente limitato al biennio 2004/2005. Par di capire che i Proff. Omar Calabrese e Maurizio Bettini abbiano usufruito di tale esonero.
2) Con D.M. (ministro Letizia Moratti) del 18/11/2005 fu istituita l’università SUM di Firenze.
3) La legge 311/58 (art. 11) vieta il comando dei professori di ruolo da una ad altra istituzione universitaria.
4) Negli A.A. 2006/2007 e 2007/2008, nonostante il divieto, due docenti dell’ateneo senese sono stati comandati presso l’università SUM di Firenze: Omar Calabrese (a tempo pieno) e Maurizio Bettini (a tempo parziale).
5) In sostanza, Calabrese e Bettini sono stati retribuiti dall’ateneo senese per svolgere attività didattica a Firenze, contravvenendo al disposto sull’obbligo di svolgere prioritariamente i propri impegni didattici e scientifici presso la sede dove risultano in organico. Gli studenti senesi sarebbero stati privati delle lezioni del prof. Calabrese, semiologo di fama internazionale.
Intanto questi uffici ritengono che sia sufficiente riflettere su questo. Poi provederanno ad altre informazioni sul caro Bettini …
Di questi uffici: Cesare Mori
Riceviamo la segnalazione …
Gennaio 16th, 2011 — Note redazionali
… di questo articolo di Penati che fa luce su tutta una serie di aspetti della gestione della banca MPS su cui, nella propria presentazione al Santa Maria della Scala, Ceccuzzi si è guardato bene dal pronunciarsi. Aggiungiamo l’osservazione che sull’Università e il suo dissesto Ceccuzzi ha detto tre parole tre, sul MPS neanche quelle tre e comunque non ha parlato di tutto quanto segue. Ci sorge spontanea la domanda: ma di che cacchio ha parlato Ceccuzzi? Del nulla più assoluto, supponiamo.
LE SCELTE DI MPS PESANO SUI CLIENTI
15 gennaio 2011 — pagina 28 sezione: ECONOMIA
DAL 2007, il Monte Paschi di Siena (Mps) ha perso quasi l’ 80% del proprio valore: quasi il doppio del settore in Europa. Eppure Mps dovrebbe essere il prototipo di banca radicata sul territorio: poco rischiosa, virtuosa e redditizia. Ma, purtroppo, legare la propria attività a un’ economia destinata alla stagnazione significa sofferenze in aumento e clienti sempre meno redditizi. Per Mps si aggiungono la lentezza nel tagliare i costi operativi; il peso di acquisizioni a prezzi inflazionati proprio alla vigilia della crisi, e una patrimonializzazione tra le più basse in Europa. La crescita esigua degli utili non basta a ricostruire rapidamente il patrimonio, senza tener conto dei quasi 2 miliardi di Tremonti bond da ripagare, e dei dividendi che il socio Fondazione esige. La via dell’ aumento di capitale sembrerebbe obbligata. E qui cominciano i problemi. La Fondazione che controlla la banca col 55% del capitale sociale (e il 46% dei diritti di voto) non vuole farsi diluire, ma non ha risorse per la ricapitalizzazione: la partecipazione nella banca (80% del suo patrimonio) è immobilizzata per evitare una minusvalenza da 1,6 miliardi; c’ è poi un altro miliardo di investimenti immobilizzati (private equity e similari). Rimangono meno di 500 milioni di attività liquide; troppo poco. Così, scatta la caccia alla plusvalenza (contabile) per rimpolpare gli utili (contabili) di Mps. Nel 2009, 220 milioni di utili netti ne scontano 292 di plusvalenza dalla cessione dell’ asset management; altri 200 da cessioni nei primi 9 mesi del 2010 (utile netto di 357). Ma per chiudere l’ anno in bellezza (contabile) servivano i 430 milioni di plusvalenza, ottenuti cedendo i propri sportelli, con affitto garantito per 24 anni, a un Consorzio appositamente costituito (da Mps, Mediobanca, e alcune società di servizi). Il Consorzio, con 55 milioni di capitale, compra gli immobili di Mps per 1,674 miliardi, grazie a un mutuo di 1,673 miliardi erogato da Mps. Un’ esagerazione, anche per gli standard delle banche italiane: come si possono considerare veritieri prezzo e transazione, visto che l’ acquirente è interamente finanziato dal venditore? Quindi, per non apparire creditore del Consorzio, Mps finanzia una Stichting olandese (forma di fondazione poco trasparente, senza patrimonio e quindi soci espliciti) che utilizza il prestito per costituire Casaforte, una srl italiana da 100 mila euro di capitale; che acquista da Mps il credito nei confronti del Consorzio.A sua volta il Consorzio riversa gli affitti degli sportelli a Casaforte per sostenere l’ onere del debito. Qualche giorno prima di Natale, giusto in tempo per la chiusura del bilancio, il cerchio si chiude con il collocamento di 1,536 miliardi di obbligazioni Casaforte presso il pubblico (e 133 milioni presso istituzionali). Si tratta di obbligazioni a lungo termine (scadenza 2040; stimata effettiva 2030) prive di garanzia esplicita da parte di Mps, che pagano il 3% e, dal 2012, l’ Euribor +1,05% (maè 1,755% lo spread che l’ emittente, in una nota del prospetto da 332 pagine, definisce congruo col proprio rischio), con possibilità di rimborso anticipato dal 2020, non quotate, illiquide e quindi cedibili prima della scadenza solo a Mps (che si impegna a riacquistarle, valutandole però sulla base di uno spread fisso aumentato a 1,46%) e gravate da quasi 6% di commissioni e costi vari. È lo stesso emittente a stimare che il bond, illiquido e rischioso, nell’ 89% dei casi renderà, alla scadenza, quanto un titolo liquido e privo di rischio; e addirittura meno, nell’ 8% dei casi. Chi mai vorrebbe comperarlo? I risparmiatori clienti di Mps, naturalmente. Chissà se hanno capito che l’ emittente nonè la banca.O che la banca sta scaricando su di loro il rischio di una transazione immobiliare fatta solo per riportare una plusvalenza contabile a fine anno? Ma non è finita. Dal 2020 Mps ha il diritto di riscattare tutte le azioni degli altri soci del Consorzio; e nella stessa data Casaforte può rimborsare anticipatamente tutto il debito. Insomma, fra 10 anni Mps può smontare tutto, riprendersi gli immobili a prezzo di perizia, e lasciare gli investitori con un pugno di mosche. Ma la contabilizzazione dell’ agognata plusvalenza è assicurata. Ai risparmiatori clienti di Mps, un sentito grazie. –ALESSANDRO PENATI



