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Elezione del Rettore: “Siena, il ministro Gelmini per tre ore in procura”

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/02/24/news/siena_il_ministro_gelmini_pi_di_tre_ore_in_procura-12853059/

Azienda Unica dei Trasporti: la Nuova Camelot. Al grido di “Tengo famiglia!” basta sprechi con troppi Cda, ce ne vuole uno solo. Magari con 360 consiglieri, però.

Una sola azienda di trasporto pubblico locale per tutta la Regione Toscana invece delle 36 aziende attuali, e magari integrando nell’equazione gomma e ferro, armonizzando i collegamenti degli autobus con quelli dei treni.

Uno scenario suggestivo, che porterebbe una maggiore efficienza e riduzione dei costi, tagliando sprechi ed evitando sovrapposizioni inutili su alcune tratte, potendo ridistribuire in maniera intelligente il servizio, a coprire opportunamente i diversi percorsi in base alle reali esigenze, rimodulando la frequenza dei collegamenti e aumentando la frequenza degli stessi laddove necessario.
E’ questa una prospettiva che sarebbe gradita ad Ataf, Tiemme, Sita, Lazzi, Cap etc… ?
Che cosa ne pensa di una simile proposta l’assessore regionale ai Trasporti Luca Ceccobao?
Piace la proposta? Sì? Come sarebbe mai possibile non condividerla?
Ah, naturalmente una sola azienda significa anche avere un solo, unico, Consiglio di Amministrazione, non è ammesso barare, non è prevista una holding con 36 aziende indipendenti sottostanti, o meglio ancora una holding con sotto altre sei sub-holding che a loro volta tengono insieme 6 aziende ciascuna, così che i CdA da 36 diventerebbero magicamente 43 o anche di più proseguendo in questo simpatico schema piramidale.
Che dite questa bislacca idea che per un’azienda unica di trasporto pubblico locale sia sufficiente un unico Consiglio di Amministrazione continuerebbe a piacere alle attuali aziende? E a Ceccobao?
Uhm, uhm… vediamo, forse si può trovare una perfetta quadratura, una soluzione che metta tutti d’accordo, che riporti la pace e la serenità, che faccia dormire le pecore coi lupi, lasci piena la botte e ubriaca fradicia la moglie… ecco, trovato!
Un unico, singolo,  indivisibile Consiglio di Amministrazione… ma con 360 membri!!!
Ecco la trovata geniale, il numero perfetto, come i gradi di un angolo giro!
Dunque è deciso, più semplice e cristallina di così l’idea risolutiva non poteva davvero esserlo.
Rimane qualche piccolo problema logistico da risolvere, ma ci sono tavoli di lavoro aperti su tutte le questioni operative rimanenti, un paneldi esperti appositamente convocato, un think-tank istituito per l’occasione e naturalmente una lunga serie di workshop (ma forse al plurale si dice uorscioppi… chi lo sa chiediamolo agli esperti di comunicazione del PD) per dirimere ogni questione.
Già si sa che il tavolo per le sedute del CdA sarà rotondo, la tavola rotonda come nella leggendaria Camelot, decisamente appropriata per ispirare le decisioni dei membri del Consiglio, chiamati a sforzare il cervellino nell’interesse superiore del cittadino-utente.
Un tavolo rotondo un marmo di Carrara del diametro di 240 metri scolpito in un unico blocco di marmo, estratto dal fianco della montagna a mani nude direttamente dai dipendenti dell’azienda, che saranno sicuramente felicissimi di offrire nel proprio tempo libero un così piccolo servigio ai Buoni Padri di Famiglia, sommi custodi degli interessi dei lavoratori ogni volta che siederanno così riuniti.
Per ospitare un CdA appena appena un pelino numeroso occorrerà effettuare qualche opera di muratura per attrezzare una apposita sede, che sia consona all’azienda unica e che possa dare immediatamente una corretta immagine di sobrietà, serietà, morigeratezza e risparmio.
Il progetto della sede che ospiterà il Consiglio dei 360 Buoni Padri di Famiglia sarà ispirato dunque alla Ziggurat di Babilonia, chiamata anche “la Casa del fondamento del Cielo e della Terra”, alta di più di 90 metri distribuiti su 7 livelli, e, come nell’originale era previsto sulla cima un piccolo tempio dove dimorava permanentemente il dio Marduk, così anche la Ziggurat della azienda unica potrà ospitare il tempio dedicato al proprio presidente, il primo tra 360 pari.
La sede-ziggurat dell’azienda unica sarà così una presenza discreta visibile nel raggio di 300 chilometri (250 in presenza di una leggera foschia), così da guidare correttamente a destinazione tutti gli autisti impegnati nel quotidiano servizio.
Ancora una volta una grande intuizione ha permesso, all’insegna dell’italico genio, di salvaguardare i livelli occupazionali dei Buoni Padri di Famiglia che rischiavano seriamente di rimanere senza un posto in qualche CdA e di doversene andare (e non sia mai) a lavorare davvero.

di FitzChevalier Lungavista

Centro sinistra e il tavolino da pic nic. Le riserve non sciolte da parte di Rifondazione Comunista: ma il consigliere Fiorino Iantorno a nome di chi parla

Forse ci era sfuggito qualche passaggio. Eppure la propaganda disessina aveva disperatamente tentato di fare vedere che nel centro sinistra regnava finalmente la pax (che, precisiamo, non si tratta di uno di quei termini inglesi che tanto stanno piacendo ad una parte del centro sinistra locale con la sua nuova svolta yeah!!!).

E invece, nuovo colpo di scena. Perché, cari lettori, le vicende del tavolino da pic nic del centro sinistra senese sembrano ogni giorno di più copiate dalle sceneggiature delle serie TV; avete presente quelle interminabili fiction televisive, che durano mille puntate, tengono incollato lo spettatore per un tempo infinito e poi, pur essendo arrivati alla millesima puntata, siamo ancora al punto di partenza e non è successo assolutamente nulla?
Ecco, sembra tanto che chi sta portando avanti la sottile strategia del ceccuzziano centro sinistra si sia immedesimato un pò troppo in queste serie tv.
Ci eravamo insospettiti che qualche cosa non andasse già il giorno della conferenza stampa in cui la coalizione (quale? fatta da chi?) del centro sinistra lanciava Ceccuzzi come proprio candidato, dati i volti mesti e depressi che sono stati pubblicati dai quotidiani locali.
Oggi la conferma. La nuova notizia, (e non di poca importanza) che scappa fuori dall’interno della Federazione della Sinistra è che non tutti sembrerebbero essere d’accordo a fare i fedeli scudieri di Ceccuzzi.
Ma che strano, a seguire le dure battaglie condotte dal consigliere Fiorino Iantorno, non l’avremo mai detto. Pensate a come possa averla presa costui che forse, nei suoi sogni notturni, già si vedeva seduto sull’ambitissimo scranno di assessore nel caso i senesi decidessero di votare Ceccuzzi a sindaco di Siena.
E, invece, nuovo scoop. Una parte della sinistra (ad occhio e croce penseremo a quella con la schiena diritta) ancora non ci sta. Chissà perché, anche in questo caso qualche sospetto ci era venuto. Ma forse non solo a noi più maliziosi.
L’unica anima candida che sembra non essersi accorta che qualche scricchiolio interno ce lo aveva, sembra essere proprio lo stesso Fiorino Iantorno.
Vi ricordate quando giusto qualche giorno fa, durante la mesta presentazione di Ceccuzzi – se non ricordiamo male – Iantorno si era auto eletto a novello pontiere verso quella parte della sinistra che non si era voluta allineare? Ma se prima di eleggersi a mediatore verso forze politiche terze si fosse preoccupato di guardare come stavano le cose in casa sua? Perché se non si ha il polso e la capacità di tenere sotto controllo ciò che accade all’interno, figuriamoci qual è il peso politico che ci viene riconosciuto dall’esterno.
Siccome sembrerebbe che a tutt’oggi all’interno del partito di Fiorino Iantorno le palle non siano ferme (e forse per emulare quelle dei dipendenti dell’Università, o dei familiari degli ospiti del Campansi oppure degli utenti della Tiemme ai quali girano parecchio) ci viene da chiederci, se fosse vera la voce che darebbe Iantorno nella rosa di assessori che Ceccuzzi vorrebbe in caso di sua elezione, con chi questa possibilità sarebbe stata concordata. All’interno del suo partito non sembrerebbe proprio.
Firmato
La Primula Rossa

Riccaboni si reca dal suo partito di riferimento

Siamo a conoscenza del fatto (e nessuno può smentire) che mercoledì 2 marzo alle ore 18.00 Riccaboni si recherà ad illustrare il piano di rilancio dell’Università di Siena presso la sede del partito di Marig[nani] e Verdini.

Come mai il Rettore, vista la situazione, invece di convocare la comunità accademica ed illustrare il piano di rilancio, si reca in una sede di partito? Che strategia politica c’è dietro?
Che si ricomincia con il giochino dell’era Tosi e i tavoli riservati?

Una questione davvero istituzionale

Questi uffici sono a chiedersi ed a chiedere come sia possibile che in presenza di un numero esorbitante di indagati presso l’Amministrazione Provinciale di Siena, con il Capo e il vice della polizia provinciale intenti a macellare povere bestie e a venderle, il direttore generale della Provincia intento a sbirillare macchine in Pian dei Mantellini e così via, ecco in presenza di tutto questo ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il Presidente della Provincia medesima, Simone Bezzini. E già che ci siamo anche il Segretario Provinciale del PD nonché consigliere provinciale Elisa Melini ci sa dire qualcosa? Possiamo conoscere il pensiero, magari durante una bella conferenza stampa aperta al pubblico di questi due signori che evidentemente ricoproni ruoli interessati dalla vicenda?

Questi uffici ritengono che in qualsiasi altro paese civile il Presidente della Provincia avrebbe dato spiegazioni, senza incorrere nella solita tiritera della fiducia nella magistratura e avrebbe chiesto la testa almeno dei vertici. Come mai nel prolifico (di indagati) Sistema Siena questo non accade?

Firmato

Cesare Mori

Non ancora appianati i contrasti tra la dirigenza comunale e quella provinciale di Rifondazione Comunista

Riportiamo l’articolo a firma di Augusto Mattioli

La situazione interna di Rifondazione comunista può condizionare i tempi dell’accordo definitivo nel centro sinistra per il comune di Siena. Le due anime del partito, quella che fa capo alla direzione provinciale e quella della dirigenza comunale non sembrano avere lo stesso giudizio sul documento programmatico uscito dal tavolo del centro sinistra dopo mesi di incontri. La prima non sembra propensa ad una accettazione del documento a meno che non ci siano cambiamenti su alcuni punti.
Lunedì sera (21 febbraio) c’è stato un incontro delle due anime del partito per discutere della situazione che non sembra di facile soluzione. Bisognerà vedere se i punti sui quali i provinciali del partito non sono d’accordo – l’acqua bene pubblico, urbanistica, il futuro dell’aeroporto di Ampugnano, lotta alle esternalizzazioni e alla precarietà, sostegno ai disoccupati ed ai giovani, meritocrazia e coinvolgimento del consiglio comunale nella scelta dei membri della deputazione del Monte dei Paschi – potranno essere accettati prima dagli alleati della Federazione della Sinistra con i quali ci saranno incontri e poi dai partiti della coalizione, a partire dal Partito Democratico. Se non avverrà i contrari all’accordo potrebbero andare alle elezioni per conto proprio “guardandosi anche intorno” sottolinea un esponente di questo gruppo.

La redazione in merito a questa diatriba non può che schierarsi a favore della direzione provinciale composta da persone trasparenti ed equilibrate e soprattutto non prone alle sirene delle poltrone come invece appare essere il gruppo residuo e autoreferenziale di Fiorino Iantorno e Alberto Benocci.

La redazione

Bau Bau News!!! Ipotesi toto giunta che vorrebbe Ceccuzzi



Ecco i volti dei nomi che circolano e che Ceccuzzi potrebbe aver inserito nella rosa di assessori a lui graditi se i senesi lo votassero per fare il sindaco:

1) Anna Gioia (PD) sanità

2) Alessandro Piccini (PD) urbanistica

3) Alessandro MugnaioliAndrea Milani alla cultura (PD)

4) Carolina PersiCaterina Barbetti, cooperativa Gioco le Nuvole (PD) pari opportunità

5) Fiorino Iantorno (Federazione della Sinistra)

6) SIlvia Lazzeroni (Riformisti)

7) Mauro Marzucchi (Siena Futura) bilancio

8) Alessandro Cannamela (SEL) politiche giovanili

Per il ruolo di portavoce dell’eventuale sindaco circola il nome del giornalista Daniele Magrini.

In alcuni commenti sul cittadinoonline.it si fa anche il nome di Giacomo Zanibelli, ma sempre negli stessi commenti, poiché questo giovane viene definito in gamba e slegato a certi nuovi gruppetti giovanili, si dà quasi per scontato che starà fuori e non riuscirà a mettere piede in comune.

Scoop sull’Ateneo: risolto il problema delle sedi decentrate

Dopo attenti studi, travagliate contrattazioni, sedute spiritiche, accese discussioni e l’uso di varie tecniche divinatorie (inclusa la lettura delle viscere di cinghiale gentilmente fornito dall’Ufficio Caccia della Provincia) finalmente si intravede uno spiraglio di luce sulla questione delle sedi decentrate dell’Ateneo!

Il Buon Rettore aveva annunciato tutto e il contrario di tutto, contribuendo al clima di solidità e certezze che caratterizza da tempo la vita di quanti lavorano nella nostra Università, ipotizzando in un primo momento la chiusura delle strutture decentrate (tra cui ricordiamo oltre ad Arezzo e Grosseto, anche Follonica, Colle Val d’Elsa etc…), facendo poi retro marsh, e finendo poi per optare per un draconiano “piano di futuro, possibile, forse sì, ma anche no, da valutare accentramenti”.
Ma adesso l’incertezza è finita, l’uovo di Colombo è stato trovato, la sagace mente del Buon Rettore ha partorito una soluzione definitva alla questione, in grado di trovare una perfetta quadratura tra le diverse esigenze e di ottenere pregevoli risultati in termini di efficienza ed efficacia.
Eppure la risposta era semplice, davanti agli occhi di tutti, ma non per questo meno geniale, tutte le strutture decentrate verrano spostate in una nuova prestigiosa sede per la nostra Università, localizzata… su Marte!!!
Il Pianeta Rosso, che ha affascinato astronomi e astrofili, che ha ispirato film e libri, un luogo ricco di storia e tradizione, la location perfetta per il rilancio dell’Ateneo!
Pensate che meraviglia, una delle Università più antiche della Terra diventa una delle più prestigiose dell’intero Sistema Solare, aprendo nuovi orizzonti culturali e possibilità di sviluppo.
Anche il merchandising dell’Ateneo verrà appositamente adattato, con la produzione di tute spaziali col logo dell’Università davanti e la scritta “I Love Mars” dietro, un perfetto abbinamento con i portachiavi del piccolo marzianino Jimmy, in pole position per diventare nuovo testimonial dell’istituzione senese nell’Universo.
La figurina di Jimmy servirà anche per attingere all’enorme bacino di utenza di studenti fuori sede che altrimenti sarebbero stati irraggiungibili dai servizi dell’Università, ovvero gli omini verdi!!!
Con una brillante intuizione verrà lanciata un’azione di marketing mirata sui giovani studenti marziani che potranno finalmente iscriversi al nostro Ateneo, entrabndo così a far parte di una tradizione secolare.
Ma non ci si è certo scordati dei terrestri, infatti Tiemme ha già previsto una comodissima linea di autobus da e per Marte che, in soli due anni di viaggio permette di raggiungere il Pianeta Rosso, oltre ad una linea rapida che, senza effettuare fermate sulla Luna arriva a destinazione in soli 18 mesi, appositamente studiata per le esigenze di pendolarismo degli studenti fuori-sede che vogliano fare la settimana corta.
Naturalmente è previsto che, all’insegna della razionalità, alcuni dei docenti nominati per insegnare nella nuova sede verranno ripocollocati sulla sede Terrestre e continuando a tenere i corsi su Marte, riceveranno apposita indennità di trasferta in busta paga, commisurata al chilometraggio percorso (espresso però in anni luce).
Ma le buone notizie non sono finite, a quanto pare gli affitti su Marte costano pochissimo, c’è una quantità impressionante di terreno non lottizzato solo in attesa di essere edificato a prezzi assolutamente concorrenziali.
La perfetta unione tra taglio dei costi e qualità del risultato ottenibile!
Insomma, grazie alla guida del Buon Rettore, che verrà rinominato Buon Rettore Galattico, l’Ateneo si proietta verso l’infinito ed oltre, con sprezzo del pericolo e sopratutto dei Buchi Neri, allargando i propri confini.
Vieni anche tu a studiare su Marte!
di FitzChevalier Lungavista

Fiorino, no grazie. Il nuovo centro sinistra Circolo Città Domani – Sinistra per Siena rimane con la schiena diritta e va per la propria strada

Il nuovo centro sinistra senese respinge al mittente l’invito. Il mittente è Fiorino Iantorno, il consigliere comunale della Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista per il lettore medio che non riesce a stare dietro alle mille e continue scissioni, fusioni, etc.) in predicato, dopo tutto il suo attivismo per restare vicino al candidato Ceccuzzi, di essere nella rosa di nomi dei papabili assessori che lo stesso Ceccuzzi vorrebbese i senesi lo votassero.
Iantorno (ma con lui anche tutta la coalizione del vecchio centro sinistra) non si è forse reso conto che era ilsoggetto meno adatto a fare una tale proposta che prevedesse il ritorno tra le braccia del vecchio centro sinistra di quella sinistra che da quella parte ha preso le distanze, perché negli ambienti più a sinistra ciò che davvero non è piaciuto è stato questa dichiarazione di fedeltà assoluta (intervallata solo da qualche distinguo solo momentaneo e di maniera) praticamente fin da subito verso Ceccuzzi e la sua parte più fedele di diessini.
Il nuovo Circolo Città Domani – Sinistra per Siena, nel suo comunicato, dichiara di essere “aperto ad altre componenti e disposto ad allearsi con formazioni politiche della sinistra che non accettano il degrado che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni della vita politica cittadina, con il potere concentrato nelle mani di pochi, con decisioni fondamentali sottratte alla partecipazione popolare, con l’affermarsi di figure politiche mediocri, subalterne e senza personalità“.
Perché qui non si tratta di tradire gli ideali, questo nuovo centro sinistra non dice di voler abbandonare certi principi cari al popolo della sinistra.
Tutt’altro. Ciò che chiede è di dire basta, non votandoli, a coloro che usano la parola “sinistra” solo come una facciata, che adoperano ogni tanto qualche parola di quel lessico tanto per ricordare, forse prima a se stessi che agli altri, dove si trovano collocati politicamente. Questo vecchio centro sinistra è riuscito ad avvelenare i pozzi anche delle nuove leve, quelle leve così inscindibilmente legate alle modalità e alla mentalità diessina; cresciute con il facile miraggio che nella vita si possa vivere solo di politica; che imetodi di “assistenzialismo” creati in città (e non ci riferiamo allo stato sociale, ma a tutti quei carrozzoni più o meno grandi verso i quali tutti si chiedono a cosa servono) dovranno di sicuro continuare ad esserci per sempre, perché, se no, loro poi, di che campano? Andare a lavorare come tutti i comuni mortali non è cosa per loro. Quei metodi che invece di instradare i propri giovani “prescelti” verso posti di lavoro veri e propri facendoli, così, vedere com’è davvero il mondo, li mandano avanti di contratto in contratto in federazione fintanto che non arriverà un assessorato o un posto nel cda di una partecipata che li farà prendere qualche soldo in più.
E così, per queste nuove leve, si innesca un circuito perverso in cui già a 25/26 anni (e in certi casi addirittura prima) ragioni su cosa ti possa toccare quando un “ruzzino” sarà finito; dove potranno essere nominati, cooptati e così via perché il loro modo di ragionare va nella direzione che il loro datore di lavoro è la comunità tutta.
Quella che con le tasse che paga, contribuisce forzatamente a far NON lavorare i “prescelti”.
Chiedetevi un pò, ma se molti di questi un domani non venissero più collocati da certa politica da nessuna parte, a quale lavoro tornerebbero? Rimane solo da dire che la rottamazione di certi politici non deve guardare il dato anagrafico; qui l’età non c’entra.
Anche a Siena c’è già una nuova e giovanissima generazione che si è abbeverata alla fonte del “io vivo di politica” e che sarebbe già da rottamare.
Firmato
La Primula Rossa

Ma che c’è lo scivolo?

Prima il tosiano Riccaboni chiama un direttore amministrativo già condannato dalla Corte dei Conti. Ora il riccaboniano preside di Arezzo Bernardi viene condannato dalla Corte dei Conti. Siamo in un ente pubblico, fate un po’ voi …