Maggio 6th, 2012 — Note redazionali
E’ il presidente nazionale dei garanti del PD, ex rettore, ex ministro, ex membro del Csm e padre di Aldo Berlinguer. Stiamo parlando ovviamente del capo politico di Franco Ceccuzzi, quel Luigi Berlinguer che nel novembre 2010 conversando al telefono con Riccaboni e intercettati dall’Autorità giudiziaria, si lasciò andare (riferendosi a Siena) in chiusura di telefonata con questa affermazione “Stai attento a questa città”. Ci viene spontaneo dire che è la città che doveva e deve stare attenta a certa gente. Detto questo proseguiamo. In quel 2010 consumarono un inciucio vegognoso tra il esponenti del PD e l’ex ministro Gelmini e nel contempo hanno alterato con pressioni umilianti per le istituzioni il ruolo del ministro. L’esponente del PD Luigi Berlinguer intervenne direttamente per far firmare il decreto di nomina dell’abusivo Riccaboni. Così come,sempre Berlinguer, è intervenuto con gli amici Fassino e Anna Serafini, sul ministro Profumo per evitare interventi negativi nei confronti della cricca Criccaboni-Fabbro. Su questi inciuci Rosaria Bindi non ha niente da dire? La pasionaria di Sinalunga che cosa pensa di questi inciuci al neutrino tra Luigi Berlinguer e la Gelmini? E visto che la pasionaria interviene sulle vicende senesi ci dica qualcosa sul dissesto universitario e ci dica quanti anni è stata in aspettativa dall’università di Siena?
Sarebbero questi i personaggi con cui il Ceccuzzi pretendeva di spacciare la discontinuità? Il Ceccuzzi non solo non discontinua, ma se non viene sfiduciato la città corre il rischio di ritrovarsi nuovamente i soliti personaggi come quel Berlinguer Luigi che disse al Criccaboni: “Stai attento a questa città”. Che strana questa frase. Proprio lui che con questa città ha fatto carriera. Chissà che cosa voleva significare all’incompetente e dissestatore Criccaboni. Chissà.
Proprio lui si lamenta della città. Il PD senese, soprattutto Ceccuzzi, ha preteso la nomina di Aldo Berlinguer nel cda di banca Antoveneta. “Stai attento a questa città”, ma il figlio gode dei privilegi di questa città. “Stai attento a questa città”, ma Luigi Berlinguer non si è fatto scrupoli quando ha chiesto al Boldrini di fare dei volumi in suo onore a spese dell’università di Siena. E infatti i volumi in onore di Luigi Berlinguer sono stati realizzati a spese dell’università, ma abusivamente, senza autorizzazione. E pensare che l’ex rettore Luigi Berlinguer pretendeva di farsi nominare giudice della Corte Costituzionale. Fortunatamente hanno scelto Paolo Grossi che vanta un curriculum parecchio, ma parecchio migliore di quello del padre di Aldo. Le storie di Luigi e Aldo Berlinguer illustrano al meglio come una certa classe politica veramente familistica ha sfruttato la città di Siena per le proprie carriere personali. Sul come hanno gestito le istituzioni cittadine, sono i fatti a parlare. E oggi cari cittadini il finto discontinuatore Ceccuzzi è gestito politicamente dal quel Luigi Berlinguer che aveva affermato “Stai attento a questa città”. Ecco, la città si svegli e stia attenta a certa gente.
P.S. Nella foto l’abbraccio storico tra Piero Tosi e Luigi Berlinguer. L’abbraccio che avvia il controllo sulla città e sull’università e i risultati pessimi e disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Te la ricordi questa foto caro Bisi?
Maggio 5th, 2012 — Note redazionali
Il direttore della Nazione di Siena Tommaso Strambi, forse folgorato sulla via del Bisi, stamani ci comunica che per le strade di Chiusdino hanno visto passeggiare una volpe. Il Bisi a caccia di Puma e lo Strambi a caccia di volpi. Oggi però lo Strambi ha intrapreso anche la strada della curia sfoggiando sul giornale un ritratto di Buoncristiani. Questi giornalisti prima o poi si perdono tutti dentro il groviglio. Per la prossima puntata potrebbe sfoggiare il ritratto della volpe e comunicarci che Buoncristiani è stato visto passeggiare per le strade di Chiusdino. E a proposito di volpi non possiamo non segnalare la presenza di volpi, a due zampe però, in giro per le strade di Siena. Delle volpi politiche. Si è scatenata la caccia al voto: un disperato pellegrinaggio con la speranza di convincere Laura Vigni a votare il bilancio anche attraverso un pranzo con Antonella Buscalferri. Altre volpi con l’aiuto di qualche estaviana impegnati nel tentativo di convincere De Risi a non partecipare al consiglio comunale. Altre ancora per convincere Corradi a votare sì. Corradi, Vigni e De Risi si faranno abbindolare dai richiami patetici delle volpi? Saldi di fine stagione o la fine di una stagione? E’ preferibile un cambio di stagione. Chi invece è scatenatissima nell’ultimo tentativo di salvare la poltrona del Ceccuzzi è quella santa donna di Rosaria “da Sinalunga” Bindi, grande amica di Sabina Ratti moglie del presidente di MPS Alessandro Profumo. E infatti la santa non ha perso tempo nel mettere il cappello sulla nomina di Profumo. Sarebbe auspicabile, così mi dicono a Berlino, che Profumo evitasse di farsi condizionare dalle correnti politiche e di farsi strumentalizzare nell’estremo tentativo di aiutare Ceccuzzi. Ignazio Visco e Mario Draghi, sempre dalle fonti di Berlino, non gradiscono l’ingerenza delle banche nell’agone politico. Spetta quindi ad Alessandro Profumo decidere se presentarsi ai mercati come “un’acqua di colonia” o un “Cartier”. Ed è più internazionale la piazza di Milano che quella di Stigliano o Sinalunga. Sante parole quelle di Berlino. Si commentava con le mie amiche, stamani dalla parrucchiera, che per il bene di Siena, invece di far agonizzare tutto con questo pessimo “ratti” di voti, meglio andare a votare. E un commissario non solo garantirebbe la tenuta dei servizi sociali e i servizi alla famiglie, ma anche una transizione di chiarezza. Rifletti su questo Rosaria e se proprio vuoi fare la prova muscolare per la scadenza del 2013, perchè non ti candidi a sindaco di Siena? Il messaggio di oggi credo sia chiaro.
Aprile 19th, 2012 — Note redazionali
Facciamo il punto gossipparo delle vicende più o meno note che succedono in questo periodo a Siena. Sfugge a molti il ruolo che Massimo Bianchi sta svolgendo per conto del Ceccuzzi più che per quello del PD. L’ex assessore del bilancio è da tempo impegnato a tessere le fila anti-Monaci. Telefona ripetutamente ai possibili alleati dell’opposizione per convincerli che per aprire una nuova stagione a Siena bisogna sconfiggere i fratelloni e premiare la politica del novello Ceccuzzi, mentre è noto che l’attuale sindaco è il responsabile principale delle ex fortune dei rappresentanti senesi della margherita. Per ottenere il risultato sperato ed ottenuto con il recente voto in consiglio comunale il Bianchi ha un filo diretto con Corradi, Senni e lo stesso Nannini. Svolge il suo compito al servizio del più comunista dei piddini, almeno nel modo di fare, presentandosi da uomo moderato, quasi centrista (il famoso cattocomunismo). Ha però commesso qualche errore perché si è lasciato sfuggire nei suoi pellegrinaggi senesi, fin da dicembre del 2011, che tutto era stato fatto per neutralizzare la componente della margherita in consiglio comunale. Affermazioni di troppo che hanno sicuramente messo in difficoltà gli interlocutori telefonici del tessitore di trame e gli hanno fatto perdere quel comportamento tanto raccomandato da Ignazio di Loyola. Il capo dei gesuiti raccomandava ai membri della propria compagnia di essere discreti e di camminare con lo sguardo obliquo, obtorto collo. Per non essere né arroganti né umili, ma coscienti della missione che era loro stata affidata. Ma affidata da chi? Ma da Franchino, diamine!!! Errore grave che non gli ha permesso, mesi dopo, di convincere la recalcitrante Mugnaini, impresa vana non riuscita del resto neppure a uno dei responsabili della lista Per Siena, tale De Gortes. Non sappiamo se a persuadere il De Risi sia stato lo stesso “gesuita” o qualcun altro. Sappiamo però con certezza che quel voto a favore del Ceccuzzi sia costato molto, in termine di coscienza, al dottore della lista Per Corradi. E se non fosse stato per il pressing di Romolo Semplici e di qualche altra rappresentante dell’UDC, presente il giorno del voto in consiglio comunale, la partita si sarebbe chiusa differentemente. Sappiamo anche che il De Risi è stato oggetto di una animata discussione fra il primo cittadino e Alessandro Manganelli sul futuro politico del rappresentante civico. Sembra che sia permesso solo a Bianchi di zampettare negli altri partiti! La strategia (sic! Ne ha una a quanto pare) del Senni è dettata da Alberto Brandani che non molla la presa, insieme ad altri due “giovanotti”, sempre pronti a condizionare le scelte di potere della città a partire, ovviamente, da quelle del sindaco. Il Brandani é sempre stato contiguo al PD senese non per particolari simpatie, ma solo perché è il partito, che fino ad ora, ha gestito il potere. L’unica cosa che interessa al leninista professore di Colle. E se poi è quello della Banca tanto meglio! Brandani è anche nei desiderata di quelli della birreria che dopo essere stati graziati in fase di nomina dalla coppia Mussari-Ceccuzzi stanno pensando al futuro e a come conservare le poltrone conquistate a prezzo di tanto “sudore”. Gli strateghi birrai, così come Starnini, hanno capito che le elezioni anticipate a Siena, per motivi diversi, sono una possibilità concreta, provvidenziali se associate a quelle politiche. Tutti sono convinti di poterle vincere (vedremo!). Ma per tornare alla birra chissà se piace anche a qualche attuale rappresentante del governo e chissà se a servirla in campagna elettorale sarà un maestro birraio (Brandani). In ogni caso credo che molti facciano il conto senza l’Oste (vino). Intanto le cene a casa di Anna continuano, hai visto mai! Se si dovesse andare a votare è bene tenere in caldo l’elettorato e non solo quello. Uno degli animatori delle serate da Anna si è dovuto giustificare con il sindaco e pare che gli sia andata meglio dell’ex direttore della Nazione. Il dirigente del Monte si è dovuto giustificare dall’infamante accusa di aver tramato con Alfredino, ultimamente divenuta colpa gravissima!
Quindi, nulla di nuovo sotto il sole senese. Il sindaco non riesce a risolvere un problema, cerca solo di controllare, sospettando di tutto e ormai senza mezzi, i destini delle persone per un vantaggio personale. Continua il solito balletto cittadino sapendo che ormai due volpi sono entrate nel pollaio del Monte e che non sono di provenienza nostrana. Che all’orizzonte si vede una Fondazione che si assesterà nel controllo della Banca fra il 15 e il 20%. Dimenticavo! Senza che nessuno ne sia responsabile.
Gennaio 2nd, 2012 — Note redazionali

Il neo-rottamatore della politica senese Franco Ceccuzzi va sostenuto e con forza. Negli ultimi 15 anni veniva preso per i fondelli da tutti: decidevano sulla banca, sull’università, sulla fondazione, sul futuro politico dl Bezzini all’insaputa di Franco Ceccuzzi. All’improvviso, dopo 15 anni, il rottamatore Ceccuzzi si accorge dell’inganno di cui è stato vittima. Quei birboni di Ceccherini, Cenni, Tosi, Mussari, Mancini si riunivano con lui, ma poi decidevano tutto all’insaputa del “verginello” della politica. Ora basta!!
Il nostro Ceccuzzi ha dichiarato guerra alla continuità invocando la discontinuità e reclamando facce nuove. Parafrasando il cantautore Paolo Conte sarebbe più appropriato dire che urge “una faccia in prestito”. Di facce toste e di bronzo in giro quante ne volete, di nuove ancora niente. Ma il concetto di “faccia nuova” nell’immaginario dell’agenzia di comunicazione Robespierre è diverso dal concetto comune di “nuovo”. Qui funziona così. Il Vigni da direttore generale della banca MPS, in futuro, per il concetto della “faccia nuova” così come auspicato da Ceccuzzi, sarà una risorsa per la fondazione MPS: una faccia vecchia per P.zza Salimbeni, ma “nuova” per Via Banchi di Sotto. Il valzer delle poltrone e delle “facce nuove” è solo all’inizio. Una faccia che su tutte trova spazio nel catalogo delle “facce nuove” è sicuramente quella di Alessandro Piazzi. Chi è Alessandro Piazzi? La “faccia nuova” Alessandro Piazzi cresce e apprende la vera scuola politica sotto l’ala protettiva di Luigi Berlinguer e infatti negli anni novanta lo stesso Piazzi insieme a Starnini, Tosi, Carpinelli, Claudio Vigni sono gli uomini di punta del “sistema Siena” voluto dal garante dei garanti Luigi Berlinguer. Il Piazzi è stato docente presso la facoltà di Lettere dell’università di Siena (la famosa facoltà infestata di berlingueriani-tosiani). Udite udite, dal 1992 al 1999 il Piazzi è stato membro del cda dell’università di Siena in parte sotto il rettorato Berlinguer e in parte sotto il rettorato del dissestatore Tosi. E dalla lettura dei verbali di quei consigli di amministrazione si evince con chiarezza il sostegno continuo del Piazzi al rettore Tosi. Nel 1997 viene nominato nel cda di Ticino Vita, Gruppo Monte dei Paschi. Dal 1996 al 2006 è membro del cda di Banca Toscana. Nel 2001 viene nominato vicepresidente del cda di Consumit spa. Nel 2002 è nominato membro del cda di Monte Paschi Banque Parigi. Dal gennaio 2002 riveste l’incarico di amministratore delegato della società Intesa spa e dal gennaio 2008 della società Estra srl. Attualmente il Piazzi è membro della deputazione amministratrice della Fondazione MPS. Insomma, una faccia nuova della politica e un poverello che non ha mai avuto incarichi o poltrone. Come si usa dire in questi giorni: “una faccia nuova” della discontinuità. Di cabine telefoniche ne riparleremo nei prossimi giorni. Oggi soffermiamoci sul rapporto tra Piazzi e la cricca dei docenti e il garante dei garanti. Il Piazzi è stato un sostenitore convinto del rettore abusivo Riccaboni (meglio conosciuto come l’immobiliarista) e per suggellare questo rapporto si era reso disponibile a “forzare la mano” per conto di Riccaboni presso la fondazione MPS. Forzatura non riuscita (per fortuna). Mai negare un aiuto al protetto di Luigi Berlinguer.
Ritorniamo all’attualità delle “facce nuove”. Il Ceccuzzi nei giorni scorsi ha chiesto a membri della Fondazione di fare un passo indietro e lasciare il posto. Come mai il Piazzi non leva le tende dalla fondazione? Su su Piazzi dài un po’ di soddisfazione alla richiesta del rottamatore Ceccuzzi. Niente di tutto questo, anzi, alcuni giornalisti politogi inseriscono addirittura il nome del tosiano-berlingueriano (da non confondere Luigi con il grande Enrico) Alessandro Piazzi tra i papabili alla successione sia di Mussari che di Mancini. Le conclusioni e le riflessioni sulla “faccia nuova” Alessandro Piazzi le lasciamo a chi legge questo nostro intervento.
Premesso che quanto appena scritto è documentabile, siamo a consegnare delle domande alla “faccia nuova” Alessandro Piazzi e alla comunità tutta.
1) Caro Piazzi con riferimento al suo interessamento per conto di Riccaboni, ci potrebbe spiegare con chi intendeva forzare e a che scopo?
2) Ci potrebbe spiegare, il professore Piazzi che tipo di contratto aveva con la facoltà di lettere dell’università di Siena e da chi era stato chiamato a coprire il ruolo di docente?
3) Ci potrebbe spiegare, il professore Piazzi, che giudizio aveva sull’operato del rettore Tosi?
Le domande non sono complicate e sono tutte documentabili.
Ottobre 16th, 2011 — Note redazionali
Quando il giornalista europeo Stefano è sceso in pista, impegnandosi in prima persona come fosse una sua battaglia personale, per lanciare l’idea di competere per la capitale della cultura europea 2019 in molti nicchiavano e altri non capivano. Ceccuzzi in quel frangente non era ancora sindaco di Siena. Il Bisi sempre in quel frangente mobilitò le truppe cammellate per affrontare l’impresa: il Corriere di Siena, Siena News e il professore tosiano e allora assessore alla cultura Marcello Flores. Si narra infatti, che le altre città appena saputa la notizia della mobilitazione bisiana, con lo schieramento di giornali online di peso come Siena News e di professori del calibro di Marcello Flores, si siano letteralmente cagati sotto e abbiano avvertito stati di agitazione e di ansia per il risultato da raggiungere. E in alcune città si sono posti questa domanda: ma il sindaco di Siena nel contempo svolge anche il ruolo di caporedattore del Corriere di Siena? A questa domanda risponderemo nel 2019.
Da quel frangente a oggi, pur volendo essere faziosi e filobisi, non siamo riusciti a trovare un progetto o iniziativa tale da ipotizzare un cenno di competizione per la candidatura a capitale europea 2019 della città di Siena. Le uniche performance riscontrabili del professorone Marcello Flores non riguardano né il suo ruolo di assessore comunale e neanche quello di presidente del comitato per Siena capitale europea 2019. Di lui si trova solo un articolo fazioso pubblicato sul corriere di Siena (dove altrimenti!!??) con il quale sponsorizzava da bravo tosiano la nomina a rettore di Angelo Riccaboni. Tra scienziati bisogna solidarizzare!!!
Arrivati ai giorni nostri il sindaco Ceccuzzi rendendosi conto che le truppe bisiane non avevano fatto praticamente niente, decide di mettere sul piatto la carta vincente. Convoca una conferenza stampa insieme all’esperta di arte contemporanea nonché assessore alla cultura Lucia Cresti e annuncia la svolta che mette nuovamente in agitazione il continente europeo. Naturalmente il Corriere di Siena e Siena News (non abbiamo compreso la differenza tra le due testate!!) in contemporanea alla conferenza stampa del sindaco scrivono sulle rispettive pagine “noi siamo stati tra i primi ad aver creduto alla candidatura di Siena”. Dopo questo atto di fede un premio come migliori credenti lo meritano, indubbiamente.
Molti si aspettavano la nomina di Maurizio Boldrini a direttore di candidatura per la capitale europea 2019, ma l’ipotesi è subito tramontata perché il Boldrini è impegnato con quella storia dei libri non autorizzati in onore di Luigi Berlinguer. Poi Andy Warhol per ovvi motivi di dipartita non era disponibile. Non rimaneva che cercare un mega esperto che le altre città candidate non avevano contattato perché troppo esperto e troppo altisonante per delle piccole cittadine perdenti in partenza. Quindi ecco la svolta: il mega esperto è stato nominato direttore di candidatura dalla giunta comunale di Siena. Dalla conferenza stampa ecco giungere l’annuncio: il direttore di candidatura è (rullo di tamburi ) Pierluigi Sacco. Chi? Come? Pierluigi Sacco!! Boh, chi sarà mai. Nessuno aveva mai sentito parlare di questo mega esperto. E altri ancora si sono chiesti: vogliamo candidarci come capitale della cultura è non riusciamo a trovare in città o zone limitrofe o in Toscana un personaggio adatto al ruolo? E altri ancora: ma più che costituire comitati + comitati+ direttori+ unità speciali, non conveniva mobilitare le nostre diplomazie per creare alleanze e sinergie e quindi fare attività di lobbing (nel senso positivo del termine) per puntare alla candidatura? C’era bisogno di cercare un signor Sacco o un messer Tizio? E di certo il Sacco non è a costo zero: ecco a proposito quanto ci costa il mega esperto Pierluigi Sacco?
Ma chi è questo Sacco? Vogliamo dirlo ai nostri lettori e nel contempo spiegare che anche in questa storia ci sono quei famosi fili rossi e delle strane coincidenze? Diciamolo.
Pierluigi Sacco è “professore ordinario di Economia della Cultura, Università IULM di Milano. Insegna Pensiero Economico all’Università San Raffaele di Milano e Industrie Creative all’Università della Svizzera Italiana di Lugano”. Che cosa sono l’Università IULM e l’Università San Raffaele? L’università IULM (università privata) è ben conosciuta da almeno due persone qui a Siena: Maurizio Boldrini e Lisa Cresti, portavoce di Bezzini e titolare della società Robespierre. Boldrini parla dello IULM in alcuni suoi libri e interventi e inoltre il nostro amato genio aveva partecipato insieme a un professore dello IULM (tal Stefano Rolando) al famoso libro curato dal “genio minore” di Via Roma 56, Alessandro Lovari. Mentre la portavoce del Bezzini è stata una studentessa dello IULM. A volte le coincidenze e i fili rossi sono sempre più di uno e mai meno di due. Inoltre l’università IULM gode di una piena collaborazione con Mediaset (http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/Universita/Partecipazioni-istituzionali/Consorzio-Campus-Multimedia-In-Formazione/, la società di Silvione, quello che il PD vuole mandare a casa). L’università San Raffaele (sempre privata) invece fa parte della galassia del berlusconiano Don Luigi Verzè. Vi ricordate del recente scandalo del San Raffaele di Milano e di Don Verzè? Noi sì ed ecco un link per rinfrescarci la memoria (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/raffaele-procura-chiede-fallimento-183307.shtml?uuid=AasqWe8D).
Insomma questa di Sacco è una svolta vincente e bisogna crederci. Bisogna crederci, perché il messaggio pubblicitario che Silvio fa insegnare ai corsi Mediaset è chiaro e forte: per vincere ci devi credere; anche se sono cazzate ci devi credere. Parola di Silvio e di Don Verzè.
Sul fatto che bisogna pregare di brutto e recitare il “credo” (http://www.youtube.com/watch?v=ikHM5-UzqGU) per vincere la sfida ce l’ha fatto capire lo stesso Iulmiano Pierluigi Sacco. Ecco alcune sue dichiarazioni incoraggianti: “La capitale europea della culturale (CEC) – afferma Sacco – non è un programma di grandi eventi culturali, né la celebrazione della ricchezza del patrimonio storico-artistico di una città o di un territorio. CEC, al contrario, è un laboratorio di sviluppo territoriale a base culturale, per cui una città che intendesse candidarsi per mostrare al mondo quello che già ha, otterrebbe un effetto controproducente, portando i commissari incaricati della selezione a concludere che, visto che la città è già una capitale culturale o pensa di esserlo, non ha alcun bisogno del titolo, finendo così per assegnarlo ad altri candidati. Allo stesso modo, la CEC non può essere vista come una occasione di rilancio o potenziamento dell’attrattività turistico – culturale del territorio: non perché questo elemento in sé non sia importante, ma perché esso viene ormai visto come una componente tradizionale piuttosto che innovativa del modello di sviluppo locale. Un ultimo pregiudizio che va sfatato è quello dei finanziamenti: nella fase attuale, la Commissione Europea contribuisce in modo minimo all’apporto di risorse necessarie all’attuazione del programma CEC. Le risorse vanno quindi essenzialmente trovate sul territorio e dal territorio: la CEC è quindi tutt’altro che una comoda possibilità per ottenere finanziamenti comunitari a fondo perduto o quasi, ma è una vera e propria sfida alle capacità di raccolta fondi del sistema locale e alla sua credibilità nell’attrarre risorse esterne”. Leggetevi attentamente le dichiarazioni del Sacco perché sono incredibilmente assurde. E infatti noi domandiamo a Sacco e a chi lo ha nominato: quali risorse ci sono oggi sul territorio per pagare Sacco e organizzare la candidatura per la capitale europea? Forse quelle che avanzano dall’aumento di capitale della banca o quelle in eccesso del bilancio del comune o forse si pensa di recuperare dalle tasche dei dissestatori di atenei gli oltre 200.000.000 di euro di soldi dissestati? E poi: perché Siena non dovrebbe mostrare quello che ha già per competere? Senza offesa, ma le dichiarazioni di Sacco ci ricordano quelle del Conte Mascetti.
Insomma, questo Sacco ci sembra un professore adatto per Via Roma 56 più che per fare il direttore di candidatura. Questi sono i fatti e la nostra opinione. Qualche ripensamento e un modo di affrontare la questione della capitale europea noi ci sentiamo di suggerirlo. Farete finta di niente e griderete allo scandalo per questo intervento, però non vi lamentate se poi al posto della vittoria europea, nel 2019 vi ritroverete a guardare sconsolati in un cinema di Milano 2 il mitico film “Un sacco bello”, soprattutto questa scena memorabile (http://www.youtube.com/watch?v=bcq57tDfAwM&feature=related). Appunto, un Sacco bello 2019.
Settembre 12th, 2011 — Note redazionali
Alla prima lettura delle dichiarazioni del nostro amatissimo sindaco Ceccuzzi con le quali annunciava che il Comune si era trasformato in un baluardo contro la scalabilità del Monte dei Paschi, la nostra redazione aveva suggerito come prima azione concreta l’abolizione delle scale e il trasferimento della sede del Monte in un capannone alle Badesse. Niente scale niente scalate. Ragionandoci sopra, ci siamo resi conto che la sola abolizione delle scale non basta: si rendono necessarie misure imponenti e coordinate. Gli uffici di Cesare Mori hanno elaborato un piano integrato di misure antiscalata. Eccolo in anteprima.
Piano antiscalata
1) Abolizione delle scale.
2) Collocare a Stigliano, per proteggerci dagli scalatori che arrivano dal versante grossetano, una batteria di lancia scopini.
3) Collocare a Uopini, per proteggerci dagli scalatori del versante fiorentino, i carri armati Infact di fabbricazione genius.
4) Collocare a San Galgano l’osservatorio contro le invasione delle tribu’ degli scalatori barbarici. Affidare il compito al semiologo Omar Calabrese perché conosce bene i barbari che si son portati via il tetto dell’Abbazia di San Galgano.
5) Inviare una lettera di messa in mora a tutti gli scalatori italiani ed europei e di conseguenza chiedere il ritiro dai negozi di tutta l’attrezzatura per effettuare le scalate.
6) Inviare con mandato pieno il responsabile delle relazioni esterne del Comune al consiglio di sicurezza dell’Onu e chiedere un bombardamento preventivo dei possibili scalatori e l’invio di una portaerei americana da ormeggiare nel fiume Brenna.
7) Imporre il coprifuoco dall’apertura fino alla chiusura delle borse.
8) Chiedere in prestito al presidente Obama l’Air Force One per farlo decollare con a bordo Il presidente Mussari, i membri del cda, il presidente Mancini e i membri della deputazione, ad esclusione di Alessandro Piazzi perché dovrà ricoprire il ruolo di comandante delle forze di protezione dalle scalate
9) Nel caso le azioni di difesa non dovessero scongiurare le scalate, provvedere con la misura d’emergenza: privatizzare le quaglie ed utilizzare le risorse della privatizzazione per il prossimo aumento di capitale.
Maggio 14th, 2011 — Note redazionali
Maggio 11th, 2011 — Note redazionali
Maggio 5th, 2011 — Note redazionali
Allora è proprio vero. Alla *federazione del PD* (ossia il partito di Ceccuzzi) *è scattato un allarme rosso mai visto prima d’oggi e la famosa strizza comincia a farsi sentire*. *Ricapitoliamo*. All’inizio fu il tavolo del centro sinistra, un ectoplasma che, di fatto, non è riuscito a partorire nulla (infatti fu valutato come fallimentare anche da Ceccuzzi stesso. Salvo lasciare al proprio posto chi del suo partito ne aveva condotto le danze. Ma, in fin dei conti, questo è *ilmetodo del PD, se hai fallito in un posto ti si promuove subito verso una collocazione migliore*. *Alla faccia della ricerca delle professionalità*). Nelle varie riunioni l’unica cosa che emergeva, leggendone i resoconti sui giornali, era una grande disorganizzazione. *Poi la svolta. Al tavolo entra a far parte Andrea Bellandi (esponente dell’associazione Per Siena*) che va lì nel ruolo di neo vice segretario comunale dei Riformisti. A quel punto passano *dalla disorganizzazione al casino più totale*. Rifondazione Comunista, SEL e l’Italia dei Valori lanciano anatemi e minacce di rottura
continue. *O Bellandi se ne va (e fate bene attenzione, non in quanto vice segretario comunale dei Riformisti, ma in quanto esponente di spicco di Per Siena*) o salta la coalizione. A quel punto, *la trovata geniale*. Una bella carta “etica” con la quale -secondo il pensiero dei fidi ceccuzziani – *impedire direttamente che Bellandi e Per Siena possano anche solo aspirare a mettere voce in capitolo*, il tutto condito da continui comunicati stampa da parte del Sellato Cannamela e del Rifondarolo Iantorno in cui, di fatto, *facevano passare i birrai di Per Siena come fossero la banda della Magliana*. Tira e molla, tira e molla alla fine Iantorno e Cannamela hanno la meglio (complice anche la strizza che ha Ceccuzzi di perdere voti a sinistra in favore di Laura Vigni con la sua lista Sinistra per Siena) e *Bellandi, Degortes & C. vengono fatti fuori, inibendo in particolar modo a questi due la possibilità
di candidarsi nella lista dei Riformisti.* L’anatema del PD e dei Ceccuzziani sui birrai di Per Siena sembrava invincibile. La massima concessione che li viene fatta è – molto democraticamente – che nessuno del gruppo storico dei birrai di Per Siena ci metta la faccia, ma, *generosamente, viene loro permesso di mettere un paio di persone iscritte a Per Siena nella lista dei Riformisti. Ma, dato che nessuno del gruppo vero potrà essere presente, la concessione equivale a non aver ottenuto un bel nulla*. Oggi il *nuovo colpo di scena*. Pare che l’anatema sia andato in stand-by (*mica penserete che i rapporti tra i birrai di Per Siena e Ceccuzzi si siano tranquillizzati davvero?*) e, così,* tutti noi leggiamo che il 10 maggio Per Siena organizza un bell’incontro con Mussari, Giuliano Amato e naturalmente Ceccuzzi*. Che strano: ma non avevano detto che Per Siena doveva stare fuori dai giochi, *dato che la sua presenza era elemento di rottura con Rifondazione, SEL e IDV?* Cosa faranno ora queste tre forze politiche? Ne prenderanno le distanze onde evitare di essere elettoralmente prosciugati del tutto dalla Vigni (*dimostrando così il casino che regna nella coalizione di Ceccuzzi*) o saranno costretti a stare zitti, ingoiare il rospo *e dimostrare al loro elettorato che nella coalizione di Ceccuzzi contano quanto il due di brisccola* e che li hanno fatti berciare bene bene e poi gliel’hanno tirata in tasca?
*La strizza di Ceccuzzi* deve essere *così tanta che*, alla fine, è stato *costretto a fare un passo indietro, abbassare la testa e calarsi le braghe anche
davanti ai birrai di Per Siena*. C’ha provato per mesi a cercare di spacciarsi come l’uomo forte nel panorama senese. Ma ora, alla soglia del voto e *con il cappello in mano dimostra una sola cosa: che politicamente non conta assolutamente nulla*.
Firmato
La Primula Rossa
Maggio 5th, 2011 — Note redazionali

Dal 1996 al 2001 D’Alema ed Amato hanno governato il paese Italia.
Ecco un piccola lista delle simpatiche innovazioni che si debbono ad Amato-Diabolik
– la svendita (leggi regalo) dell’Alfa Romeo alla Fiat …
– l’invenzione dell’Irap, vero massacro per le piccole imprese e panacea per le grandi …
– Giuliano Amato, prelevò direttamente dai conti correnti degli italiani quanto gli necessitava per far quadrare il bilancio e senza che vi sia stato uno sciopero da parte dei sindacati!!!
– Venne introdotto il precariato nel mondo del lavoro con i co.co.co. Altro che difensori dei lavoratori!
– Gli incentivi alla rottamazione, regalo per la grande impresa FIAT, hanno fatto fallire, chiudere, ridimensionare 10000 aziende con migliaia di posti di lavoro persi
– I prepensionamenti: tutti gravanti sull’INPS che è ormai alle corde
Ecco chi è che appoggia Ceccuzzi.