Marzo 31st, 2011 — Note redazionali

Franco Ceccuzzi è il nuovo della politica senese? Ma basta con queste
affermazioni ridicole!!!Ceccuzzi addirittura nel 2005 inviava la lettera di
sostegno a Piero Tosi e insieme gestivano il potere in città.Leggete con i
vostri occhi.
Dal sito dei DS di Siena del 14 novembre 2005:
“Un sincero e sentito apprezzamento è stato espresso in una lettera, inviata
oggi lunedì 14 novembre da Franco Ceccuzzi, segretario provinciale dei Ds a
Piero Tosi in merito all’intervento con il quale il rettore dell’Università
degli Studi di Siena ha aperto il nuovo anno accedemico. “Condivido pienamente
– afferma il segretario provinciale della Quercia senese – la visione dell’
Università come servizio pubblico, produttore di conoscenza ad accesso aperto e
privo di autoreferenzialità. In questi anni i Democratici di Sinistra si sono
sempre battuti per contrastare il modello “Ateneo – azienda” voluto dal
centrodestra e per portare avanti un’idea di Università intesa come luogo di
compresenza della formazione, del sapere, della ricerca e dell’avvio dei
talenti migliori all’insegnamento. La ricerca e la didattica a tutto campo
rappresentano alcuni dei valori per promuovere una cultura dello sviluppo e per
formare cittadini capaci di leggere e interpretare i cambiamenti della società.
L’Università ha, inoltre, bisogno di innovazione: un sistema di istruzione e
conoscenza senza forza propulsiva non è, infatti, in grado di contribuire allo
sviluppo del Paese”. “Tosi nella sua relazione – continua Ceccuzzi – ha parlato
della responsabilità sociale che ha l’Università nei confronti dei giovani e
della società. Le Università devono essere infatti pilastri e palestre del
sapere e della democrazia. A Siena l’Ateneo ha sempre cercato di assolvere a
questo impegno, cercando la collaborazione di tutte le istituzioni, da quelle
regionali a quelle locali, per creare nuovi motori di sviluppo come il Parco
delle Scienze della Vita e per confrontarsi, anche di fronte a voci
discordanti, su alcuni temi “annosi” come il “caro – casa”, il rapporto tra
studenti e senesi e la vivibilità. Sul fronte degli affitti alcuni passi in
avanti sono stati fatti grazie al Patto dell’Abitare, che nei prossimi cinque
anni porterà alla realizzazione di 800 posti letto come residenze per gli
studenti e di altri 1500 grazie alla formunla del canone concordato”. “Apertura
e internazionalizzazione – afferma Franco Ceccuzzi – sono alcune delle parole
chiave per lo sviluppo futuro della nostra città, già forte di un’identità
importante ma che non deve essere intesa come limite e come incapacità di
valorizzare le identità altrui. In quest’ottica risulta fondamentale il
rafforzamento delle relazioni del sistema senese con l’esterno, intese come
scambio di conoscenze con altri centri di produzione di cultura e di scienza, a
partire dagli altri atenei toscani. In questo senso la costituzione della
Fondazione delle scienze della vita, che vede la partecipazione della Regione e
di tutte e tre le università toscane, dà finalmente avvio al parco scientifico,
perseguendo finalità di ricerca, favorendo l’insediamento sul territorio di
imprese, enti di ricerca pubblici e privati, sino alla creazione di un vero e
proprio polo tecnologico”. “La nostra città – dichiara Ceccuzzi – come ha detto
anche il rettore, è, oggi, chiamata ad aprirsi a una nuova stagione di
cambiamenti e di rinnovamenti, avviando e portando avanti grandi progetti
innovativi come l’elaborazione del Piano strutturale del Comune, la
riqualificazione del turismo di massa, il potenziamento delle infrastrutture e
il Patto per lo sviluppo locale della Provincia di Siena”. “Vorrei inoltre
ringraziare – conclude Ceccuzzi – Piero Tosi e tutta l’Università per l’
attenzione che hanno rivolto alle questioni sollevate dal nostro partito
durante il congresso provinciale dei Democratici di Sinistra e, in particolare,
sul tema del legame importantissimo tra ricerca e sviluppo economico ed
industriale. In quest’ottica ben si inserisce, infatti, l’incontro che si terrà
nel prossimo mese di ottobre, promosso congiuntamente dalla Conferenza dei
Rettori e dalla Fondazione Monte dei Paschi per parlare dei processi che
consentono alla ricerca di tradursi in fattori di innovazione per il nostro
sistema industriale. Un appuntamento importante e particolarmente significativo
che darà ulteriolmente lustro al nostro Ateneo e a tutta la città”.
14 Novembre 2005
Marzo 31st, 2011 — Note redazionali

Prima di entrare nel merito delle varie responsabilità per la distruzione vera e propria dell’Ateneo senese, ricordiamo fin da subito quali sono stati gli effetti nefasti consequenziali alla distruzione stessa:
1) Un dissesto finanziario di oltre 250.000.000 di euro e 30.000.000 l’anno di sbilancio strutturale;
2) La vendita del San Niccolò e delle Scotte;
3) L’asta per la vendita della Certosa di Pontignano;
4) Una macelleria sociali nei confronti di tutti i precari e in seguito del personale contrattualizzato;
5) Perdita di credibilità dell’Ateneo anche presso gli studenti oltre che di fronte alla coumnità;
Sul dissesto e sulle nefaste risultanze vi sono tre tipi di responsabilità:
1) Politiche
2) Gestionali
3) Giudiziarie
Sulla seconda e sulla terza ci pensa la Magistratura penale, civile, amministrativa e contabile (e ci sono 27 ragioni stamani per ritenere che si stiano chiarendo le cose).
Passiamo a quelle politiche. Vogliamo ricordare a tutti e soprattutto a noi cittadini e soprattutto ai dipendenti dell’Ateneo che la nomenclatura universitaria capitanata dal Faraone Piero Tosi e dal genio Maurizio Boldrini è sempre stata sostenuta politicamente da Franco Ceccuzzi, Alberto Monaci, Fiorino Iantorno e dalla componente della CGIL legata a Claudio Vigni. In merito al ruolo del Ceccuzzi ricordiamo che lo stesso non solo partecipava ai convegni insieme a Piero Tosi, ma nelle relazioni politiche lo elogiava e gli esprimeva “stima”. Ricordiamo anche che molti dei convegni di cui parliamo erano moderati dal Genio Boldrini (tuttora iscritto al partito di Ceccuzzi e suo sostenitore). Un altro esponente della CGIL universitaria legato alla gestione tosiana, Diodato Angelaccio (già colpito da provvedimento interdittivo) fino al 2010 partecipava alle riunioni in federazione con Ceccuzzi e Monaci. Non a caso l’allora segretario della CGIL Vigni era un grande sostenitore della nomenclatura universitaria tosiana.
E qui apriamo una parentesi: siccome non siamo venuti giù con la piena sappiamo benissimo che non è tutta la CGIL responsabile di quello che è accaduto. Auspichiamo perciò che la stessa organizzazione provveda a far chiarezza la proprio interno isolando chi ha tenuto comportamenti non solo antisindacali, ma addirittura illegali.
Un altro fenomeno della politica che oggi si presenta come il nuovo e il purista, Fiorino Iantorno, ha sempre sostenuto, sostiene ed elogia, la nomenclatura tosiana di cui Riccaboni è l’attuale punta di diamante.
Vogliamo ricordare che il signor Iantorno era in CdA nell’epoca Tosi insieme all’attuale presidente del Consiglio Comunale e di quello Provinciale (Piccini e Burresi)? Ecco alcune sue dichiarazioni rese in CdA:
8 giugno 2001 (…) d.- Verbale adunanza 24 aprile 2001
Relativamente alla verbalizzazione del punto 17 “Varie ed eventuali”, punto c.- dell’adunanza consiliare del 24 aprile scorso: “Sullo stato delle Università Italiane. La carta dei doveri e dei diritti”, il Consigliere Iantorno ha fatto presente che il proprio intervento risulta ivi riferito non del tutto esaurientemente, nel senso che:
– le congratulazioni per la rielezione del Rettore sono state da egli espresse anche a nome dell’As-sociazione che egli rappresenta in Consiglio, la Unione degli Studenti universitari;
– l’apprezzamento riportato come espresso per “il sistematico successo che l’Università di Siena coglie primeggiando frequentemente, su molti fronti” era stato da lui più propriamente espresso in specifica relazione all’impegno dell’Ateneo sul tema della riforma degli ordinamenti didattici.
Infine vogliamo ricordare le responsabilità politiche odierne di Ceccuzzi, Iantorno, di Cannamela e Mauro Marzucchi che hanno permesso, senza dire una parola (e poi si dichiarano democratici, comunisti, socialisti e discontinui), comportamenti da parte di Riccaboni e della Fabbro gravemente lesivi di una gran parte dei cittadini, colpiti nel reddito e nella dignità. E l’evangelico Evangelista si permette anche di parlare agli altri di etica e di valori!
Ma vergognatevi per almeno vent’anni!!! Le responsabilità politiche sono chiare. Perciò non vi nascondete dietro ad un dito: ci sono i fatti, i documenti e l’evidenza.
Chi ha sostenuto la nomenclatura universitaria NON PUO’ GOVERNARE LA CITTA’!!!
Marzo 29th, 2011 — Note redazionali

Le poltrone in politica fanno sempre gola e quando la gola è da saziare si rinuncia anche ai valori e ai principi.
L’IDV senese non è da meno e ieri ne ha dato piena dimostrazione.Nei giorni scorsi i dipietristi senesi tuonavano contro il sistema di potere senese e attacavano Ceccuzzi:Oggi non è piu’ cosi: per l’IDV il ceccuzziano Ceccuzzi rappresenta il nuovo.Una bella giravolta questa dei dipietristi.Erano partiti incendiari e si ritrovano portatori di acqua alla causa del responsabile del sistema di potere degli ultimi 11 anni, ovvero il ceccuzziano Ceccuzzi.
Non avendo il coraggio di intervenire, i dirigenti locali dell’IDV, hanno chiesto allo stesso Di PIetro di venire a Siena per fare lo spottone politico a sostegno del Ceccuzzi.
Che bravi questi dipietristi!!!!Si sono rilvelati peggio della partitocrazia che loro stessi contestano.
Visto che sono cosi bravi perchè non ci rispondono a queste due domande:
1) Di Pietro e company che ci dicono del dissesto finanziario dell’ateneo senese e del ruolo politico di Ceccuzzi a sostegno di Piero Tosi, Maurizio Boldrini e Diodato Angelaccio?
2) Come mai i dipietristi non dicono una mezza parola sui 29 indagati nell’inchiesta che coinvolge l’amministrazione provinciale di Siena? Forse stanno zitti perchè l’IDV è nella giunta Bezzini con un proprio assessore?
Bel partito di valori questo IDV senese. Complimenti per tutto e soprattutto complimentoni per come prendono i giro i cittadini!!!
Marzo 25th, 2011 — Note redazionali
Quello che c’è scritto qui e che ha dichiarato il Riccaboni pubblicato dal Cittadinoonline ci richiama alla memoria questa memorabile scena
http://www.youtube.com/watch?v=8K_jkB9lnAA
Marzo 25th, 2011 — Note redazionali


Anche se non siamo dei semiologi come il tosiano Omar Calabrese,grande amico del genio Boldrini, riusciamo ugualmente ad interpretare i “segni” e i “segnali”; cosi come non occorre essere dei fini giuristi come i componenti dell’ufficio legale dell’università per ravvisare ipotesi di reato nei comportamenti e nelle dichiarazioni pubbliche riscontrati nella vicenda della società IN.FACT srl (meglio classificata Via Roma 56).E a tal proposito ci stiamo ponendo questa domanda: ma l’ufficio legale dell’università quali atti di competenza ha compiuto per tutelare l’ente pubblico? Anche su questo attendiamo.
Del resto la vicenda IN.FACT volenti o nolenti è ascrivibile in una delle pagine piu’ vergognose della decadenza dell’ateneo senese. E casulamente, o forse no, il personaggio chiave di questa triste storia è sempre il solito Boldrini Maurizio: di lui troverete impronte nella gestione berlingueriana-tosiana dell’università come oggi in quella riccaboniana.Una sorta di genio per tutte le stagioni.
Boldrini Maurizio ( ll genio dei geni) è uno dei massimi sostenitori di Riccaboni e quindi ( nella logica della famiglia allargata universitara) è impensabile pretendere dal Magnifico Angelo atti che vadano a ledere “l’intoccabilità sancita con il sigillo di stigliano” del comunicatore di Via Roma 56.
Il magnifico Angelo, stavolta potrebbe commettere un errore, anche perchè non è in grado ne di “abbuiare” o “omettere di denunciare l’evidente abuso da parte di due docenti e di una società estranea all’università”. E gli spieghiamo i motivi, non solo a lui, ma anche ai membri del cda dell’università che di seguito citiamo
- Prof. Angelo Riccaboni
Rettore
- Dott.ssa Ines Fabbro
Direttore Amministrativo
SCHEMA N.1 (Vie e depistaggi)
1) Dopo varie segnalazioni il rettore Angelo ha avviato un’indagine interna sulla vicenda IN.FACT comunicandolo al cda dell’università(quindi tutti sono informati).E su questo avanziamo il nostro rilievo: il rettore invece di avviare un’improbabile indagine interna doveva recarsi dalle autorità competenti e presentare formale denuncia.
2) Il rettore Angelo(pensando di fare una ganzata) per tutelare il suo amico Boldrini, probabilmente ritornerà nel cda e informerà tutti che la vicenda IN.FACT è regolare.E se tale ipotesi dovesse concretizzarsi possiamo affermare che lo stesso rettore assumerà una posizione di favoreggiamento nei confronti dei protagonisti della vicenda IN.FACT.A tal proposito è opportuno conoscere le posizioni ufficiali di due membri del cda dell’università Morrocchi e Cucini entrambi compagni di partito di Maurizio Boldrini.
3) Ma tutto regolare cosa? Forse per il fatto che nella visura camerale della società IN.FACT non c’è scritto che la sede operativa è in Via Roma 56? Vi sbagliate di grosso.Non è mai stato questo il problema.
NOI INVITIAMO IL RETTORE E I MEMBRI DEL CDA AD AVVISARE LA MAGISTRATURA. E quindi vedremo chi si assumerà la responsabilità di “abbuiare”.Seguite lo schema n.2.
SCHEMA N. 2 (USI E ABUSI)
1) DICHIARAZIONI SULLA SOCIETA’ IN.FACT DEL DOCENTE ANTONIO RIZZO: “I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docente li ho sempre sostenuti …”.
DICHIARAZIONI DEL DOCENTE MAURIZIO BOLDRINI :”Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.
Queste due dichiarazioni dimostrano l’uso e il concetto privatistico che hanno dell’università.
2) DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CDA DI IN.FACT SIMONE TIBERI: “Gentile dott. Tesi,
mi chiamo Simone Tiberi, responsabile commerciale di In.Fact srl, l’azienda che si è occupata di realizzare per conto di MPS l’ebook e l’applicazione del libro “MIti di Città”. Ho letto con piacere l’articolo sul suo blog e mi piacerebbe invitarla a vedere personalmente il lavoro effettuato e a conoscere la nostra realtà. Siamo un’azienda di 6 ragazzi neolaureati di scienze della comunicazione ed ingegneria dell’Università di Siena. Abbiamo come sede operativa il dipartimento di scienze della comunicazione di Siena e come referenti scientifici il prof. Antonio Rizzo ed il prof. Maurizio Boldrini.
Nel ringraziarla in anticipo per la risposta le porgo cordiali saluti e le faccio tanti auguri di Buon Natale e felice anno nuovo.”

3) Nel sito linkedin la società IN.FACT dichiara di avere la sede operativa in Via Roma 56-53100 Siena
4 ) Nel sito di IN.FACT c’era scritto Via Roma 56 (che i fenomeni hanno cancellato)


5) Alleghiamo articolo del quotidiano la Nazione di Siena (questo)
6) Il prof. Antonio Rizzo è stato autorizzato dal cda per poter far parte di una srl? Non si trova in conflitto d’interessi in questa vicenda?
Marzo 22nd, 2011 — Note redazionali
Così lontNano, così Vicino! Ecco cosa ci sentiamo di dire. Dal cappello del genio e da altri cappelli provengono una miriade di fantastiche idee per ravvivare Via Roma 56.
C’è da trovare la sede per una SrL? C’è Via Roma 56.
C’è da piazzare un Centro Interdipartimentale? C’è Via Roma 56 e 57
E la casetta dei nani dove la mettiamo? In Via Roma 56
E la biblioteca di Lettere? In Via Roma 56
E il Centro di Calcolo? Ma in Via Roma 56
C’è da fare un’associazione Università Libera? C’è Via Roma 56, of course!
Ma visto che vogliono liberare l’Università perché non cominciano a levarsi loro da tre passi dai coglioni così magari l’Università è libera davvero? Basta con queste buffonate!!! Appena si sente odore di elezioni del rettore spuntano ambigui personaggi che si circondano di stiglianesi e derivati! I genii impazzano per il San Niccolò!
I dissestatori e i dissestaTOSI devono andarsene!!!
Marzo 21st, 2011 — Note redazionali

Noi non abbiamo né tempo né voglia e nemmeno il diritto di entrare nel merito dei rapporti tra aziende private e i propri clienti. Infact noi da giorni mettiamo in luce altro. Come mai una società srl denominata IN.FACT ha dichiarato, utilizzando i locali e altro, di avere la sede operativa in Via Roma 56-53100 (sede dell’Università di Siena, di cui la stessa paga regolare contratto di affitto ad altro soggetto)? Chi ha autorizzata questo visto che la società IN.FACT non risulta essere uno spin off? E ancora come mai un docente dell’Università, tal Antonio Rizzo, è socio e consigliere di amministrazione della stessa società? Forse perchè ha ricevuto l’autorizzazione del CdA dell’Università? Come mai lo stesso Rizzo e il genio Boldrini hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni al quotidiano la Nazione di Siena in merito alla società IN.FACT? Dichiarazioni di Rizzo:
“I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docente li ho sempre sostenuti …”.
Dichiarazioni del genio Boldrini:
“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.
Girovagando sul web abbiamo ritrovato due siti internet che ci informano sulle prodezze degli Infactiani oltre che del genio (onnipresente). Sul sito Linkedin troviamo “Quando Salvietti & Barabuffi e MPS si sono rivolti ad In.Fact cercavano un prodotto editoriale completamente nuovo, in grado di interpretare le nuove tendenze e di sfruttare appieno le potenzialità dei devices tecnologici ormai largamente diffusi”.
http://www.linkedin.com/company/in.fact/miti-di-citt-110868/product
Sul sito www.jiulienews.it troviamo: “La realizzazione tecnica è stata effidata dalla casa editrice Salvietti & Barabuffi ad In.Fact srl, azienda nata nel contesto dell’Università di Siena ed interamente composta da neolaureati di Scienze della Comunicazione ed Ingegneria”
http://www.julienews.it/notizia/economia-e-finanza/miti-di-citta-il-gruppo-montepaschi-lancia-il-primo-ebook/60629_economia-e-finanza_4_1.html
In conclusione: questa IN.FACT srl non risulta essere un spin off, utilizza via e locali di un ente pubblico per attività privata, due docenti sono a conoscenza, hanno rapporti e sponsorizzano la stessa, etc. etc. .., quindi ci domandiamo come sia possibile tutto questo e nel contempo siamo curiosi di conoscere l’esito delle famose indagini interne all’Università annunciate dal Rettore o se il Magnifico si è rivolto ai carabinieri per denunciare la vicenda IN.FACT o eventuali iniziative promosse in tal senso da membri del CdA o dall’ufficio legale dello stesso Ateneo. Siamo curiosi ma curiosi. Cosi come siamo curiosi sulla famosa questione dei volumi in onore di Berlinguer Luigi.
Marzo 21st, 2011 — Note redazionali
Visto che lo storico Catoni è così appassionato di valori risorgimentali ed è arrivato addirittura a convocare tutti i servitori della ex piccola Oxford berlingueriana-tosiana, grazie anche all’impegno giornalistico del mitico Bisi, a questo punto siamo curiosi di conoscere il giudizio del medesimo storico Catoni su questo aspetto: come si possono conciliare i grandi valori risorgimentali con il gruppo che ha contribuito se non ha fatto addirittura da protagonista nel dissesto finanziario dell’Ateneo? La domanda ci sorge spontanea perché al cospetto del megafono erano presenti alcuni dissestatori e sostenitori di questi ultimi ben noti a quest’ufficio. In prima fila apparivano il genio Boldrini, l’invisibile assessore alla cultura Marcello Flores e il tosiano Fiorino Iantorno. D’ora in poi il megafono sarebbe bene usarlo per mettere in luce le nefandezze che hanno ridotto in ginocchio l’Ateneo così come i valori risorgimentali bisognerebbe ricordarseli 365 giorni l’anno e non per ostentare una condivisione del tutto evanescente e non sostanziale.
Perché certo se il grande Garibaldi fosse stato ancora vivo i Mille li avrebbe mandati dentro all’Ateneo per liberlo dai dissestatori!
Marzo 19th, 2011 — Note redazionali
Facciamo una premessa. Poiché riteniamo la libertà di espressione e di pensiero principi fondamentali ed intangibili, è naturale che ogni forza politica possa esprimersi indipendentemente dalle idee che porta.
E’ comunque singolare l’improvvisa vivacità che sta avendo SEL del Sellato Cannamela negli ultimi tempi. E, soprattutto, il tipo di argomenti che va ad affrontare. Sempre di più sembra che la federazione Diessina fedele a Ceccuzzi abbia demandato a lui quelle questioni su cui né Ceccuzzi né la federazione dei DS possono aprire bocca, pena il sentir echeggiare immediatamente voci che legittimamente potrebbero avanzare la solita domanda “ma fino ad oggi dove siete stati?”.
Forse il segreto può essere facilmente svelato. Potrebbe trattarsi, infatti, di una vera e propria strategia messa in atto dalla federazione vicina a Ceccuzzi. Far parlare uno sconosciuto Cannamela a cui non poter recriminare collegamenti col passato dato che l’anagrafe gli ha impedito di essere nel mezzo a tutte le scelte portate avanti in tutti questi anni.Peccato, però, che in quegli anni in cui Cannamela politicamente non c’era il suo mentore, Ceccuzzi, c’era eccome. Sentite cosa gli fanno dire sulla vicenda universitaria al Sellato Cannamela “Chi doveva controllare non lo ha fatto, pubblico compreso” intendendo così proseguire nella sua quotidiana opera di presa di distanza e di dileggio verso chi ha amministrato fino ad ora Siena. Sembra, nuovamente,sfuggire a Cannamela il ruolo politico che Ceccuzzi ha avuto in tutti questi anni, un ruolo di primissimo piano e, soprattutto, altamentedecisionale.
Ma vi pare possibile che per poter affrontare le tematiche più spinose quali, ad esempio, l’immenso buco finanziario – che qualche gestione eccessivamente disinvolta (per così dire) ha causato all’Università – Ceccuzzi ed i suoi debbano far scendere in campo Cannamela? Possibile che l’immagine mediatica, in questa campagna elettorale, nel centro sinistra sia prevalentemente affidata alle dichiarazioni del Sellato Cannamela? Noi per la verità ci siamo fatti una nostra idea. Ossia, che Cannamela sia forse l’unico all’interno della coalizione di centro sinistra a prestarsi a fare simili affermazioni, e che inconsapevolmente se la senta di passare agli occhi di tutti quantomeno per ingenuo nel momento in cui continua imperterrito a voler far credere che Ceccuzzi sia il nuovo; che chi ha amministrato fino ad ora sia da gettare via e che, in questo connubio tra le due cose, Ceccuzzi non abbia mai avuto nulla a che fare con la gestione politica di Siena.
Se non fosse per un eccesso di maliziosità ci verrebbe quasi da pensareche Cannamela lo abbiano, davvero, sellato bene bene, facendogli credere mari e monti senza che lui stesso sia mai stato sfiorato neppure per un secondo dall’idea che lo stessero strumentalizzando ben benino.
Sarebbe interessante, per una volta, leggere un comunicato a firma dello stesso Ceccuzzi sulle responsabilità del crack finanziario dell’Ateneo: perché non lo fa e non esce pubblicamente con una sua dichiarazione scritta? Come mai questo argomento una volta lo affida a tal Donato Montibello (già immagino la domanda che si staranno facendo i lettori: ma chi è?) e un’altra a Cannamela?
Perché Ceccuzzi, dato che in quegli anni c’era ed era ben saldo al potere politico, non scriver qualcosa e dice come la pensa e cosa secondo lui può essere accaduto in merito alla genesi del disseto economico all’Università? Non sarà, per caso, che Ceccuzzi su tante, troppe vicende non possa pronunciarsi in quanto come esponente politico di primo piano ha condiviso negli ultimi dieci anni tutte le scelte che politicamente (e quindi anche amministrativamente) sono state fatte?
Chiediamocelo, cos’altro ha fatto Ceccuzzi in tutti questi anni di lavoro se non politica? Siamo sicuri che non si sia mai occupato di nessuna vicenda a Siena? Qualcuno, oltre a Cannamela, tra i suoi alleati se la sentirebbe di fare un’affermazione del genere dicendo anche, magari, che Ceccuzzi rappresenta il nuovo ed il rinnovamento per Siena? Come mai queste affermazioni non arrivano dall’interno del suo stesso partito, il PD?
Cannamela, siamo quasi certi, che si stia sentendo estremamente orgoglioso dell’improvviso palcoscenico che i Diessini (solitamente sempre assai refrattari a far emergere chi non sia dei loro) gli stanno riservando. Ma forse non si è posto una domanda: come mai tutto questo spazio? Con un po’ di umiltà, dovrebbe pensare che forse non lo stanno mandando avanti perché lo giudicano il nuovo astro nascente della politica senese.
Un suggerimento a Cannamela o a chi lo fa “parlare”: prima di continuare in quest’opera mal riuscita – e mal riuscibile – di prendere le distanze da tutti coloro i quali hanno amministrato fino ad ora, vada a rileggersi un po’ di rassegna stampa come minimo degli ultimi dieci anni e vada a verificare quanto Ceccuzzi sia stato dentro a tutte quelle stesse questioni che Cannamela attacca come il vecchio da buttare via.
Potrebbe essergli molto educativo e, con sorpresa, noterà che Ceccuzzi nella politica senese e in tutto ciò che è stato fatto, c’è sempre stato.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 19th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici leggono con sconcerto le dichiarazioni del sellato Cannamela su varie fonti di stampa che fanno a cazzotti con quanto Cannamela ha predicato per gli ultimi due anni del rettorato Focardi. Questi uffici, incidentalmente, si chiedono che fine abbia fatto questo Cannamela qui e i suoi compagni raffigurati nel seguente video:
http://www.youtube.com/watch?v=AEq3P00OjCU
Intanto sostenere:
Certo occorre capire anche quali sono le responsabilità passate ma bisogna anche guardare al futuro. La cattiva gestione delle passate amministrazioni impone una riflessione seria a tutti e occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità.
farebbe sorridere se non ci fosse da piangere, visto che il video testimonia solo una parte dei tumulti anche studenteschi verso … il rettore Focardi, reo di avere scoperchiato la pentola e soprattutto di essersi rivolto al Governo (Gianni Letta). Dove sono finiti oggi quegli studenti? Uno si vede bene è il Cannamela … che alle spalle del paziente Focardi protesta non tanto evidentemente sulla crisi, ma sulle scelte del Focardi o contro il Focardi stesso. In pratica, tutto è solo strumentale.
Ma il massimo Cannamela lo raggiunge quando sostiene che:
il piano di risanamento Unisi 2015 presentato dal rettore Angelo Riccaboni e dal direttore amministrativo Ines Fabbro è estremamente più serio e credibile di quelli che lo hanno preceduto, però mi pare che alcune cifre, derivanti dai prepensionamenti siano augurabili ma difficili da realizzare.
Il piano di suicidio risanamento Unisi 2015 che Fratello Illuminato ha deciso di rendere pubblico perché tutti i cittadini ne abbiano contezza e che potete trovare qui non si vede dove sia più serio e credibile. Forse Cannamela lo ritiene tale perché Ceccuzzini (Ceccuzzi e Verdini) gli hanno detto di dire così. Stupisce che il compagno Cannamela, insieme al compagno Iantorno si siano sdraiati di fronte a Ceccuzzi e Verdini in questo modo. Forse hanno qualcosa da guadagnarci? Comunque un suggerimento ce l’hanno questi uffici: siccome sia Cannamela che Iantorno scrivono parecchio non vorremmo che ci si finissero le mani: Riccaboni potrebbe regalare loro un bel computer portatile se non ce l’hanno già. E anche qualcosa di dissetante perché le lingue devono averle essiccate a forza di leccare.
Firmato: Cesare Mori