Per contrastare la vela pubblicitaria di Gabriele Corradi il PD ceccuzziano schiera la barca a vela di Massimo D’Alema

Dopo la conferenza stampa del PD ceccuzziano   convocata a seguito delmonitoraggio degli spazi elettorali eseguito dai Ceccuzzi boys guidati dall’esperto di infrastrutture Giulio Carli http://www.youtube.com/watch?v=PPBW_I03TWc gli stessi hanno gridato allo scandalo per la presenza della vela pubblicitaria del candidato sindaco GABRIELE CORRADI in zona Pescaia e quindi per contrastare il vento in poppa dei velieri del CORRADI, gli stessi ceccuzziani hanno deciso di schierare la barca a vela di Massimo D’Alema. http://www.deluxeblog.it/post/478/ikarus-lo-yacht-di-dalema

Ma pensate un po’ chi sono andati a rispolverare … il mitico sconfitto da sempre della politica italiana: Massimo D’Alema. Probabilmente il Ceccuzzi avendo intuito che gli toccherà il ruolo di consigliere comunale di opposizione, per coerenza dei ruoli, ha deciso di farsi sponsorizzare dal perdente eccellente del PD nazionale.

E non solo. D’Alema è mal visto dall’elettorato di rifondazione comunista e vi ricorderete anche la famosa manifestazione contro lo stesso D’Alema organizzata da Iantorno e dintorni con il seguente slogan: “”Contro la finanziaria, contro le politiche neoliberiste del governo D’Alema, per una carta dei diritti fondamentali” org. dal Partito della Rifondazione Comunista in piazza del Popolo”. http://www.radioradicale.it/scheda/121909?format=32

E ancora. Tutti ricordete l’ostilità di D’Alema nei confronti di Niki Vendola il leader nazionale del sellato Cannamela

http://www.polisblog.it/post/6668/elezioni-regionali-2010-massimo-dalema-contro-nichi-vendola

E ancora. Vi siete dimenticati dello scontro della federazione dei DS capitanata da Franco Ceccuzzi contro Massimo D’Alema sulla vicenda Unipol? Noi no.

Insomma la presenza di D’Alema a sostegno della candidatura di Ceccuzzi e della coalizione che lo sostiene è il peggio dell’ipocrisia politica e il massimo del distacco dalla base del centrosinistra. Ma chi pensa di incantare D’Alema? Al massimo qualche barone universitario e qualche nominato di area berlingueriana (Luigi) nelle varie partecipate del Monte dei Paschi.

A nostro avviso il vero motivo della presenza di D’Alema a Siena è il seguente: concordare con Ceccuzzi la defenestrazione di Mussari dalla banca e nel contempo saldare l’alleanza tra la componente ceccuzziana e quella di Starnini e Carpinelli (rappresentanti di Luigi Berlinguer).

Buona navigazione in alto mare!!!!

p.s (nella foto il manifesto contro D’Alema fatto da Rifondazione Comunista e D’Alema insieme a Berlusconi)

Marianne Franceschi

 

Ceccuzziani attaccati alle poltrone 2.0

Alessandro Starnini(PD) e Fabio Evangelisti (IDV) entrambi supporter di Franco Ceccuzzi possiamo iscriverli nell’albo degli ipocriti e politici attaccati alle poltrone.Cortesemente leggetevi questo articolo …

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/02/12/multiplex-attacco-dellidv.html

Il PD contro la Banca e i poteri che contano (mi pare giusto, dato che a Siena si campa con le risaie, che ci frega di babbo Monte?). L’esercito dei gggggiovani yeah!!! a sostegno di Ceccuzzi

Come in ogni classe politica che si rispetti è giusto che venga allevato un vivaio di forze fresche che, formatesi nell’arco di un pò di anni, garantiscano la continuità di una classe dirigente.
Ovviamente, e per non rischiare di farsi travolgere dalla rischiosissima deriva del peggior populistico giovanilismoqueste giovani leve dovrebbero formarsi accanto a chi ha fatto dei capelli bianchi la cifra della sua esperienza e saggezza.
Ma questo presuppone che alla base ci sia una dote difficilmente acquisibile senza i giusti strumenti intellettivi: e questa dote si chiama umiltà. E cosa potrebbe accadere, invece, se un gruppetto di giovanotti senza alcun tipo di reale esperienza né professionale né politica una bella mattina venisse investito del comando assoluto del partito con una tale enfasi da far loro credere che tutto d’un botto sanno cosa vuol dire fare politica (che non è scrivere quattro puttanate in un manifestino con cui fare volantinaggio)?
Semplice, accadrebbe il caos. Ed è quello che infatti sta accadendo nel PD senese. Seguite il ragionamento perché capiamo che può sembrare paradossale. Improvvisamente al segretario comunale del PD, il mite Mugnaioli, fanno firmare un comunicato con cui viene attaccato il solito Piccini (e che palle, su, almeno per una volta cercate di essere un pò più originali..). Ma fino a qui niente di nuovo. No, i comunicatori Ceccuzziani hanno voluto strafare e, già che c’erano, hanno attaccato anche il vice presidente della Banca Monte dei Paschi, l’Ing. Gaetano Caltagirone.
E, non ancora paghi, cosa hanno fatto? Hanno fatto scendere a sostegno delle loro tesi l’artiglieria pesante. E chi sarà mai, penserete voi. Quale alto professionista avranno assoldato per contrastare il vice presidente del Monte dei Paschi nonché vice presidente di Generali (che come hanno scritto peraltro anche loro, rappresenta uno degli uomini più potenti che ci sono in Italia e che nel Monte c’ha investito diversi soldini)?
Quale “potente” avranno smosso per dare il segnale che il PD senese conta ancora qualcosa e non è fuori da tutti i tavoli che contano davveroIl Sellato Cannamela. E’ chiaro? A quando il PD sgancerà anche l’altra arma segreta, ossia Fiorino Iantorno? E poi i comunicatori ceccuzziani si stupiscono che anche sulle colonne dei maggiori quotidiani nazionali si cominci insistentemente a parlare di ballottaggio a Siena tra Gabriele Corradi (sostenuto da Piccini e da Martelli) e Ceccuzzi (sostenuto da Cannamela e da Iantorno).
ragazzotti di Ceccuzzi (l’unica classe dirigente che gli è rimasta e anche gli unici che gli stanno facendo campagna elettorale, dato che non se lo sta filando più nessuno neppure tra i suoi compagni di partito) non capiscono perché sulla scena politica nazionale nessuno veda Ceccuzzi come in grado di prendere le redini di Siena in questo delicato momento.
Ma che strano … con un “delfinario” così nutrito (Perugini, Persi, Cannamela, Iantorno, Carli, Montibello) da cui Ceccuzzi può attingere per gestire le sorti della Banca, della Fondazione, dell’Università, dell’Ospedale, chissà come mai la gente in giro per Siena sta dicendo che
non lo vota … eh si, davvero un bel mistero

p.s. a proposito, il PD ha già chiesto ai suoi consiglieri di amministrazione presenti nel Monte di dimettersi?

Firmato
La Primula Rossa

 

Per gli appuntamenti primaverili è stata rispolverata una vecchia fragranza “Malizia profumo d’Intesa”. Al via la “Nannuzzi”, ossia la ditta Nannini & Ceccuzz

Malizia Profumo d’Intesa“. Vi ricordate la musichina del vecchio spot televisivo? Pare proprio che la sua fragranza, con l’avvicinarsi di ogni tornata elettorale, riprenda a circolare in alcune stanze tra Siena e Firenze.
E’ davvero singolare, infatti, che sia nelle colonne de L’Unità
Toscana che su quelle del berlusconiano Il Giornale della Toscana (il cui editore è Denis Verdini) si trovi lo stesso identico taglio politico. A corredo di generici articoli in cui viene fatto l’elenco dei candidati che corrono alla carica di sindaco a Siena, in entrambi i quotidiani vengono messe due belle foto, una di Ceccuzzi e una di Nannini promuovendo la logica oramai stantìa che o voti da una parte o da un’altra come se l’offerta politica a Siena finisse lì.
Ai ragazzotti del PD senese che in un estremo tentativo tra l’arrogante ed il disperato hanno cercato di assimilare gli altri due candidati che corrono invece separatamente, può tranquillamente rispondersi che la vera ditta a Siena è un’altra, quella che porta l’insegna Ceccuzzi & Nannini.
Casualmente questi ultimi giapponesi del bipolarismo ad orologeria (PD e PD+L) si trovano “stranamente” concordi a intralciare la strada ad altri soggetti, inquinando in tal modo la campagna elettorale. Ma che strano. Come mai, dato che dicono che o c’è la destra o c’è la sinistra, Ceccuzzi e i suoi prodi non attaccano Nannini e si concentrano solo su Corradi e su Laura Vigni?
Non sono nemmeno originali, ogni volta viene ripreso dal cassetto il vecchio copione e fatto recitare agli attori di turno. Qualcuno di voi si ricorda negli ultimi anni che il partito di Verdini a Siena abbia fatto una strenua opposizione contro i DS prima e il PD poi? No? Neanche noi.
Nei resoconti sulla stampa che descrivevavno la conferenza di presentazione del candidato pasticcere abbiamo avuto modo di leggere che questo, forse colto da un eccesso di verve politica mai avuta fino ad oggi, ha voluto strafare facendo un accenno alle drammatiche vicende di politica internazionale che vedono scenari di guerra alle porte dell’Italia.
Peccato, però, che il pasticcere nell’occasione confuse  – sotto lo sguardo spaesato di chi lo ascoltava – la Libia con il Libano e, forse rendendosi conto dagli occhi di chi lo guardava che forse aveva detto una cazzata atomica, si riprese con un tecnicissimo “Si, insomma, dove c’è Gheddafi”. Sulla vicenda, qualche giornale riportando la macroscopica cavolata, ironicamente scrisse che il pasticcere tanto non si candidava a fare il Ministro degli Esteri.
Ora, anche se è vero che Nannini non corre per ricoprire il prestigioso incarico alla Farnesina è pur vero che in quell’affermazione ha dimostrato che il mondo della politica e della macchina amministrativa (ossia come si amministra e si manda avanti una città) gli è del tutto oscuro. Pensateci bene cari amici, e secondo voi un partito (quello di Verdini) che dovrebbe mirare a vincere fa scendere in pista una persona che forse a tutt’oggi ancora non ha la benché minima idea in cosa consista il ruolo per cui si è candidato? Via via, non prendiamoci in giro. E’ la riedizione del solito giochino, i Diessini vogliono un candidato debole per il Pdl che però nobilitano cercando di usarlo in funzione di contenimento di coloro che, invece, si pongono come alternativa vera, ossia la Laura Vigni per il popolo della sinistra di base e il Corradi per tutta l’area di centro e per quella moderata, non a caso è sostenuto oltre che dalla società civile tramite le Liste Civiche anche da partiti quali API-UDC-FLI.
Cari Diessini, prima di andare a lanciare chissà quali alchimie, guardate in casa vostra che la ditta Ceccuzzi & Nannini (o per meglio dire Verdini) èda quel dì che a Siena ha la sua sede legale.

Firmato
La Primula Rossa

Domanda ai puristi Diessini e al PD: la deroga alla ricandidatura per la moglie di Alberto Monaci (da dieci anni seduta in Comune) è una sottoderoga alla carta dei valori? Al via l’ennesima edizione della doppia morale del PD

O bravi Diessini. Qui non basta più avere in tasca la tessera giusta. No. Anzi, la massa la può anche tranquillamente buttare o non prendere affatto, tanto non le servirà a niente.

Il cerchio si è ristretto ancora di più, cari amici. L’unica cosa che serve ora è appartenere alla famiglia giusta. Tutti gli altri, alle prode.
Con trepidazione abbiamo appreso che lunedì sarà la giornatona in cui verranno presentati i candidati in consiglio comunale del PD così vedremo quali fantasmagorici nomi in grado di cambiare le sorti della città avranno messo in lista. Per adesso, però il primo dato che è emerso sulla stampa è stato un allegro fregarsene delle loro stesse regole. Infatti, in barba al loro tanto sbandierato “chi ha già fatto due mandati in Comune a casa” leggiamo di “deroghe ad hoc” per Luciano Cortonesi e Anna Gioia (moglie di Alberto Monaci) entrambi sulla seggiola del Comune da ben dieci anni. Alla faccia della coerenza e dei famosi principi della carta etica. Immaginiamo che, trattandosi di deroghe, ci saranno state delle alte e nobili motivazioni che hanno portato a prendere tale decisione onde evitare che Siena rischi di perdere il loro prezioso contributo: sarebbe interessante che il PD, data la sua sbandierata trasparenza, dicesse ai senesi cosa lo ha portato a violare i propri decantati principi.
Pare, comunque, che serpeggi un fortissimo malumore soprattutto verso la deroga da concedere alla moglie di Alberto Monaci, alla luce di una semplice considerazione: siccome le deroghe dovrebbero essere delle rarissime eccezionidettate da motivi di carattere assai alti e siccome i Diesse avevano già dovuto accettare la deroga concessa ad Alberto Monaci per la Regione (Alberto Monaci ha seduto per ben dieci anni su una seggiola regionale che garantisce un ricco stipendio di circa 10.000 euro al mese http://www.gruppopdtoscana.it/site/d_News.asp?CategoriaNews=9&TD02_ID=3 , e, grazie alla deroga di cui ha beneficiato, il partito gli ha garantito quello stipendio per altri cinque anni. Possiamo anche dire che di deroga, in casa Monaci, questa fa e avanza) i vecchi militanti Diessini e anche una parte della sua dirigenza avrebbe detto che ora è troppo e che il rischio e il risultato – dopo tanti purismi e anatemi lanciati a destra e a manca che hanno escluso persone e gruppi dalla coalizione di Ceccuzzi – di questa ennesima forzatura sarebbe uno solo: una bella figura di merda.
Con che faccia vanno a urlare in giro “te non ti ci si vòle perché non rispetti la carta etica” quando i primi a non rispettarla sono proprio loro?
Se hanno le palle, siano coerenti per una volta, niente deroga alla moglie del Monaci.
Anche perché, questa morale ad orologeria del PD ha veramente saturato l’aria.
Firmato
La Primula Rossa

Forte sì, come l’aceto

Ceccuzzini e Marignuzzi (PD e PD+L) sembra a questi uffici che perdano pezzi uno dietro l’altro e che per campare debbano fare una notevole campagna reclutamenti (dice che hanno contattato anche i colonnini di Piazza).

L’onorevole chianino inciampa in continuazione in bischerate sesquipedali. Prima perde tutta la sinistra, quella vera, che vuole fare politica vera e non il gioco delle seggiole. Poi dà il via ad una carta dei (dis)valori (dieci rotoli di morbidezza) dove si prevede che non possa candidarsi, in successione: Bokassa, Jeffrey Dahmer il mostro di Milwakee, Leonarda Cianciulli la saponificatrice di Correggio nonché Adolf Hitler, Martin Bormann, Mengele ed un’altra decina di gerarchi nazisti, ma non chi ha un doppio incarico come presumibilmente vorrebbe avere lui. Cosa ha da dire al proposito l’evangelico Evangelista? Perché se non sbagliano questi uffici non è proprio corretto che si dimetta, il Ceccuzzini (Ceccuzzi + Verdini) da parlamentare solo DOPO aver saputo com’è andata. Metta per iscritto, se ha il coraggio, che va a fare il consigliere comunque vada, anche se perde e si dimette da parlamentare. Così è troppo comodo!

Poi è di stamani la notizia che persone evidentemente più serie di certi presunti “compagni” che si accompagnano al potere e alle seggiole e che in tale serietà erano stati preceduti dall’ottimo Francesco Andreini, hanno lasciato a piedi il Ceccuzzini nonchè Iantorno e Benocci. Che fa ora Ceccuzzini con questi due? Li candida nel PD? Perché Rifondazione è andata. Amen.

E anche riguardo all’Associazione Per Siena l’ha dovuta fare sporca il Ceccuzzini. Mandare Iantorno a fare il killer contro la Banca accusandola di spaccare la città! Grande mossa! Col risultato che anche mezza Per Siena è andata. Meno male ha fatto il politico tutta la vita, sennò chissà che risultatoni riusciva ad ottenere.

E’ forte il Ceccuzzini. Forte come l’aceto. E il Marignuzzi (Marignani + Ceccuzzi)? Peggio che andar di notte. Verdini ha dovuto smuovere mezzo mondo per costringere la Lega di Siena a scaricare la povera Battistini e a farla convergere su Nannini. Bravi anche loro sì! Corretti! E anche la Lega: complimentoni. Dopo mesi che ci stracciano i maroni (è il caso di dirlo) con la Loretana si svendono malamente. E Nannini non è neanche candidato col PD+L, ma di una lista civica con l’appoggio del PD+L. e

Questi uffici ritengono che questi personaggi siano da evitare in tutti i modi. Tutto ma non questi due.

P.S. Ci siamo permessi di prendere in prestito la freccia del borsino tanto cara agli strambi comunicatori del Ceccuzzini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’intervento di Franco Ceccuzzi alla presentazione del libro “Mitra e compasso” di Stefano Bisi

Ve le ricordate le prese di distanze di questi ultimi giorni dalla Massoneria di Franco Ceccuzzi? L’avete presente la famosa carta dei valori con la quale prendono le distanze dalla Massoneria?

Noi questa polemica ancora non l’abbiamo capita anche perché la Massoneria non è un’associazione illegale. Riteniamo anche alla luce di quanto veniamo a pubblicare che quella di Ceccuzzi e della sua coalizione sia solo un’ipocrita campagna propagandistica, visto che lo stesso Ceccuzzi partecipava (naturalmente non da massone) alle iniziative organizzate dal presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del GOI della Toscana Stefano Bisi.

Qualche passo significativo e poi vi lasciamo il link in fondo per leggerlo tutto:

Conosco Stefano da quasi vent’anni, da quando era uno dei più promettenti cronisti locali, conosco il suo carattere e le sue capacità. Credo di non fare torti a nessuno affermando che rappresenti una felice anomalia nel panorama mediatico e culturale cittadino: pronto alla battuta ma anche alla riflessione, sempre caratterizzati da una verve polemica inconfondibile. Una firma indelebile che ci fa spesso riconoscere i suoi articoli anche senza il supporto di firme, nomi o sigle. Dalle sue intuizioni sono venute fuori alcune delle rubriche giornalistiche più apprezzate e riuscite: basti pensare al celeberrimo “Angolo dell’unto”, la velina politico-culturale ed istituzionale più letta in città, o le divertenti ed appassionanti rubriche dove personaggi, noti e meno noti sotto ispirati pseudonimi, si confrontano con l’attualità e le sue innumerevoli sfaccettature. Uno dei suoi più grandi meriti è stato quello di aver capito le necessità del lettore e di aver costruito, assieme ai suoi preziosi collaboratori, un giornale pronto ad interpretarne al meglio le differenti esigenze alternando leggerezza e gravità. Sempre con profonda professionalità e rigorosa credibilità. L’edizione serale del Corriere di Siena, ad esempio, che viene distribuita nei giorni del Palio è una ulteriore conferma di questa sensibilità maturata nei confronti della comunità e dei suoi avvenimenti più sentiti. Scelte spesso coraggiose che mettono in evidenza, innanzitutto, un gusto vivace per la sfida, ed una capacità innata di rimettersi sempre in discussione.

E ancora:

Una figura universale capace di unire, di far comunicare, comprendere: “Accade quasi sempre che un Papa – dichiarò in ricordo di Giovanni XXIII° Giordano Gamberini che ha rivestito la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – lasci un profondo rimpianto nell’ambito della sua Chiesa, ma certamente è la prima volta che un Papa muore circondato dalla simpatia e dall’affetto di tutta l’umanità. Scompare, come tutti sentono, un uomo buono, un uomo che si prometteva di colmare, in virtù di un autentico sentimento cristiano, l’abisso scavato dalla Chiesa, prima di lui, fra sé medesima e la civiltà moderna. E per la prima volta nella storia i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa, senza ambiguità né contraddizioni”. Con queste parole risulta evidente ancora una volta come l’obiettivo della tesi discussa sia prima di tutto quello di evidenziare un tentativo di dialogo e non una contrapposizione ideologica e spirituale dettata esclusivamente da presupposti antitetici.

Non va poi dimenticato un altro merito del saggio: quello di aver affrontato, senza speculazioni o prevenzioni, il delicato tema della laicità dello stato. Una tematica sempre attuale e che coinvolge da sempre la vita sociale e politica dei cittadini. Una diversità di posizioni che come spiega il testo comportò addirittura una frattura nella stessa massoneria quando si aprì il confronto dell’insegnamento religioso nella scuola ed i deputati massoni optarono per due diversi schieramenti. Il concetto di laicità dello stato ed i rapporti con la Chiesa non sono certamente una problematica prettamente massonica ma riguardano ogni cittadino e definiscono un confronto di ampio respiro con cui non solo la politica, ma anche la morale deve continuamente confrontarsi. Anche lo storico incontro avvenuto nei giorni scorsi fra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ed il pontefice Benedetto XVI° può essere idealmente ricollegato a questa tematica.

Ecco il link al testo completo: http://www.francoceccuzzi.it/wordpress/?p=199

L’evangelo dell’Evangelista e le sue contraddizioni. Faccia inserire un altro punto nella carta dei valori: chi ha fatto due mandati in comune a casa. E senza deroghe!!! (parte seconda)

E ora, cari amici, il cerchio può dirsi davvero chiuso. Ricapitoliamo. Prima fu la volta del Sellato Cannamela; poi venne il tempo del coordinatore Stumpo; poi ecco correre in soccorso di Ceccuzzi l’altro Rifondatore Comunista, Fiorino IantornoOggi, finalmente (anche se già nei giorni passati aveva già dato primi ma significativi segnali di amore ‘incondizionato’) la nuova dichiarazioni di amore – e soprattutto di sostegno politico – è arrivata dall’IDV, che entra a pieno titolo tra gli azionisti di maggioranza Ceccuzziani insieme agli esponenti di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sel. Bene.

Ora la parte moderata può anche fare le valigie e levarsi da tre passi, come si dice. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio  che la coalizione non fosse a trazione estremista, oggi finalmente ha avuto la sua conferma. All’interno della coalizione che sostiene Ceccuzzi l’area moderata è definitivamente stata asfaltata. L’Italia dei Valori si inserisce di diritto nell’empireo dei puristi Diessini, nei giustizialisti ad oltranza (ovviamente quando la cosa non li riguarda) pretendendo di far credere all’universo mondo che gli unici ad essere puri e senza macchia sono loro. Tutto il resto è noia, come diceva Califano. E brava Italia dei Valori. Però, già che ci siete, perché non fate rispettare anche qualche altro punto non marginale ai vostri compagni Diessini e limitrofi? Non avete detto che serve discontonuità? Non avete detto che bisogna dare un taglio al passato? Bene (a parte che viene spontaneo chiedervi, ma allora perché votate Ceccuzzi?). Perché, allora non vi fate garanti anche di un’altra non trascurabile faccenda? Niente deroghe per chi ha già fatto due mandati, ossia per chi siede da ben dieci anni sulle poltrone del Comune, chiaro? Cosa fate, accettate che non venga rispettato il vincolo dell’impossibilità del secondo mandato e che dentro la vostra coalizione ci siano figli e figliastri? Eh no! Chi è da dieci anni sta in Comune è bene che si schiodi da quelle seggiole, senza se e senza ma e, soprattutto, senza deroghe cucite ad personam.
Ogni volta di più mi chiedo quale peso abbia quella parte che all’interno della coalizione che sta con Ceccuzzi si definisce ‘moderata’. Ma davvero pensano che quella parte di Siena moderata sia costretta per chissà quali motivi a votare qualche candidato consigliere che non sarà in grado di dire ‘pio’ all’interno del partito di cui fa parte, a causa del fatto che Ceccuzzi ha preferito spostare l’asse della sua politica sui più ingestibili estremismi?
La Siena moderata è pienamente libera di scegliere chi meglio le dà garanzie di solidità potendo in tal modo rappresentarne le idee.
E quella Siena non ha nessuna voglia di restare succube e prona solo per garantire posti ben remunerati ai soliti noti e ai loro figliocci.
I dirigenti del PD sedicenti moderati vicini a Ceccuzzi, vadano a farsi trovare i voti da Iantorno di Rifondazione Comunista che l’elettore moderato vero ci pensa da solo a votare Corradi.
Firmato
La Primula Rossa

 

Ho scritto t’amo sulla sabbia

Nell’estate del 1968 irrompeva nella scena musicale italiana un tormentone cantato da Franco V e Franco I , ossia la mitica canzone “Ho scritto t’amo sulla sabbia”http://www.youtube.com/watch?v=uDTibYS2aI0)

In questi giorni di primavera del 2011 un tormentone di ben altra natura si insinua nelle menti dei senesi, un ritornello stridente ma continuo divulgato da Franco (Ceccuzzi) che piu’ o meno fa cosi “Discontinuo discontinuo mentre insabbio” e per non essere da meno rispetto al V e la I, il Franco di oggi incoraggia un altro ritornello “Io amo” canticchiato da Alessandro Nannini. Praticamente Franco e Alessandro cantori neo-melodici di loro stessi, praticano le new discontinuità(una sorta di new age della politicahttp://www.youtube.com/watch?v=XTBzebE8wFI ) e sotto la sabbia gli stessi non cercano l’amore ma tentano di nascondersi dalle verità storiche.

Entrambi erano nel comitato elettorale a sostegno di Maurizio Cenni e  oggi, come se niente fosse, i due neo-melodici si presentano ai cittadini con un fare da verginelli della politica e da cultori della rivoluzione antimperialista. Il Franco ha ricoperto tutti i ruoli possibili nella politica senese decidendo e sostenendo tutto in questi ultimi 11 anni: dalle candidature dei sindaci alle nomine varie, dal sostegno a Piero Tosi e Maurizio Boldrini all’ampliamento dell’aereoporto di Ampugnano. Oggi, nella logica della new discontinuità grazie all’ausilio dei due menestrelli Cannamela e Iantorno, pretenderebbe di smarcarsi da questi 11 anni e con la faccia tosta del politicante “fa finta” di non sapere nulla del sistema di potere senese. Ma che strano!! Alla presidenza della camera di commercio troviamo il ceccuzziano Guasconi, nella deputazione della Fondazione MPS troviamo il ceccuzziano filosofo Alessandro Piazzi, alla presidenza della provincia il ceccuzziano Bezzini, nel cda dell’università i ceccuzziani Cucini e Morrocchi, alla presidenza della Tiemme il neo-ceccuzziano Roncucci,alla carica di vicesindaco il neo-ceccuzziano Marzucchi e per ora fermiamoci qui(questi rendono bene l’idea). E lui fa finta di niente e scrive “discontinuità” nei proclami? Non siamo ridicoli e patetici.Il giochino era ben studiato(dai comunicatori) ma “ccà nisciuno è fesso”.

Alessandro invece, investito del ruolo di candidato a sindaco dai Verdiniani, seguendo la linea imprenditoriale berlusconiana (Io sono io) si smarca addirittura dagli ultimi 20 anni di politica senese. Forse nel comitato elettorale del Cenni c’era finito per un errore di battitura, magari volevano scrivere Verdini e hanno finito per scriverci Nannini. Anche qui, oggi è un’altra storia. “Io non c’ero”..”io amo”, “sostenevo Cenni ma sono di destra”, “ispettore tombale con fuochi fatui”..”scappellamento a destra” : queste piu’ o meno le dichiarazioni politiche del neo-verdiniano Nannini. Lui è un po’ piu’ sfigato del Franco: con l’inizio della primavera senese Verdini è il primo sconfitto in questa caduta di un sistema locale fallito. (http://www.youtube.com/watch?v=3CP8C5OT4WE&feature=related)

La primavera del 2011 è differente da quella del 2006 e non per via di 5 anni trascorsi: la consapevolezza del fallimento del sistema “politico bilanciato” di Ceccuzzi e Verdini non è pura suggestione ma una realtà nei giudizi dei cittadini.E oggi ci sono anche le alternative reali e di governo libere da scontri personalistici. E’ bello poter continuare a cantare “t’amo sulla sabbia” ma soprattutto ricordiamoci di scrivere nomi diversi dal Franco e Alessandro nella scheda elettorale per la carica di sindaco di Siena.