L’ultimo sondaggio in circolazione sulle primarie del centrosinistra sarebbe questo: Renzi al 43,1%-Bersani al 34,9%. Vedremo come finirà questa competizione. Noi comunque simpatizziamo per Laura Puppato.
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Nuovi sondaggi con Renzi avanti 8 punti percentuali. Noi comunque simpatizziamo per Laura Puppato
Novembre 8th, 2012 — Note redazionali
Pubblichiamo volentieri una lettera di un cittadino senese che abbiamo letto sulla pagina facebook. Luca Virgili scrive a Barack Obama
Novembre 7th, 2012 — Note redazionali
Lettera aperta al Presidente Barack Obama
Compiacendomi della Sua rielezione a Presidente degli Stati Uniti d’America, vengo, con questa mia a sollecitare la Sua attenzione nei confronti della mia città che versa in cattive acque. Non so se conosce Siena, un’antica città della Toscana, una volta Repubblica indipendente, poi passata nel Granducato di Toscana, poi incorporata nel Regno d’Italia. Vanto della città era l’Ateneo, forse il secondo del mondo dopo l’Alma Mater di Bologna, un centro di studi da quale sono usciti fior di giuristi, letterati, medici e scienziati, oggi fortemente indebitato (ma che vuoi che sia!). Il palazzo comunale, esempio di gotico laico, oggi abitato dal Commissario prefettizio a causa di una situazione debitoria che ha fatto salire vertiginosamente l’imposizione fiscale locale per il pareggio di bilancio (ma che vuoi che sia) c’era una banca,la più antica del mondo, che fino al 2006 aveva una delle più floride capitalizzazioni d’Europa ma oggi ha il titolo azionario pari a 0,23 euro( ma che vuoi che sia). Un ospedale che aveva delle eccellenze, per esempio in oculistica, che oggi ha perduto qualità (ma c’è). Ecco in mezzo alle opere d’arte a cielo aperto vi sono esempi d’arte contemporanea che hanno alimentato il prestigio cittadino: il quartiere di S. Miniato, l’edifico lineare, il nuovo edificio di viale Sardegna, il circling della Colonna di S. Marco, il quartiere ecologico di Malizia, etc. tutte opere segno della lungimiranza dei governi locali che si sono succeduti. La città è un esempio di democrazia: da circa 70 anni vi è la stessa maggioranza al governo, segno di stabilità e di convergenza d’interessi per l’interesse collettivo. Una volta c’erano anche le industrie, farmaceutiche, dolciarie ed elettroniche, ma oggi non ci sono più. Ecco Presidente saremmo tutti felici se venisse a festeggiare la Sua rielezione qui da noi, nella nostra ridente cittadina. Veda il viaggio come una luna di miele in una città da sogno. Del resto lo è! Chissà che non ci aiuti con le situazioni debitorie in cui ci troviamo e, magari chissà che la Sua presenza non faccia da traino per il turismo.
Luca Virgili (detto il Fresco)
Open Letter to President Barack Obama
Delighting in his re-election as President of the United States of America, I should appreciate your attention towards my city which is between Scylla and Caribdes. I do not know if you know Siena, an ancient city in Tuscany, once an independent republic, then moved in the Grand Duchy of Tuscany, later incorporated into the Kingdom of Italy. Pride of the city was the University, perhaps the world’s second after the Alma Mater of Bologna, a center for studies where some fine lawyers, writers, doctors and scientists, now heavily in debt (but it does not matter!) . The town hall, an example of secular Gothic, now occupied by the Prefectural Commissioner because of a debt situation that did soar local taxation to balance the budget (but it does not matter), there was a bank, the more oldest in the world, which until 2006 had one of the most prosperous capitalization of Europe, but today the share of 0.23 euro (but it does not matter). A hospital that had of excellence, for example in ophthalmology, which today has lost quality (but there is). Here in the midst of the works of art in the open, there are examples of contemporary art that have fueled the national prestige: the neighborhood of S. Miniato, the linear building, the new building of Viale Sardegna, the circling of the Column of St. Marco, the district ecological Malizia, etc.. all works sign of foresight of local governments that have followed. The city is an example of democracy for about 70 years there is the same majority government, a sign of stability and convergence of interests to the collective interest. Once there were also the industries, pharmaceutical, confectionery and electronic equipment, but today there are no more. Here President we would all be happy if he came to celebrate his re-election here, in our small town. See the trip as a honeymoon in a dream city. After all it is! Perhaps they help us with debt situations in which we find ourselves, and maybe who knows that his presence does not make a driving force for tourism.
Luca Virgili (aka The Fresh)
Sul riordino delle province serve chiarezza e non propaganda elettorale per illudere i cittadini. Ecco l’iter dell’abolizione della provincia di Siena e le responsabilità politiche (in allegato all’articolo il Testo del decreto legge)
Novembre 7th, 2012 — Note redazionali
Urlare quando i buoi sono scappati, e chi urla era davanti al recinto mentre scappavano, è poco serio nei confronti dei cittadini. All’improvviso, solo dopo essere stati chiamati in causa, i parlamentari e i dirigenti del PD senese tuonano contro il riordino delle province. Su questo argomento riconosciamo solo al Bezzini il merito di aver lanciato in tempo l’allarme e siccome non siamo faziosi,riconosciamo anche al Bisi che dal suo giornale da diverso tempo aveva lanciato il medesimo allarme. Tutto il resto del gruppo dirigente del PD e i parlamentari Bindi e Cenni dormivano su due guanciali fiduciosi del famoso proclama del Montesquieu di Pontedera che aveva annunciato “Siena capoluogo della futura area vasta”. Questa è storia e questi sono i fatti. Non è successo niene di tutto ciò:la provincia di Siena è stata accorpata con Grosseto e il nuovo capoluogo spetta ai maremmani. Il Testo del Decreto Legge dice questo. Come sono arrivati al riordino delle province?
In data 6 luglio 2012 il governo emana il decreto n. 95 concernente anche il riordino delle province; in data 7 luglio 2012 il parlamento(PD favorevole) converte nella legge n. 135 il decreto con questa dicitura “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario”; in data 20 luglio 2012 il governo emana una deliberazione “Determinazione dei criteri per il riordino delle province a norma dell’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95″.
Dal 20 luglio fino alla fine di ottobre le Regioni hanno avuto tutto il tempo per avanzare proposte in merito alla riorganizzazione delle proprie province. E infatti nel testo del decreto scrivono “Viste le proposte delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, trasmesse al Governo ai sensi del citato articolo 17, comma 3”.
Il 31 ottobre il consiglio dei ministri delibera il Testo del Decreto Legge promulgato dal Presidente della Repubblica il giorno 5 novembre 2012.
Che cosa è successo in Toscana e a Siena dal 20 luglio fino al 31 ottobre 2012? Di tutto e di più. Nel silenzio politico di Siena e con tutte le altre province in agitazione,in particolar modo Arezzo e Livorno, il PD toscano riunito nel cordinamento politico regionale convocato da Manciulli anche alla presenza del membro del coordinamento Franco Ceccuzzi, ha smentito la proposta di Rossi per creare delle aree vaste e di proporre Siena Capoluogo. Lo stesso PD regionale supportato dal PD senese ha sconfessato la proposta di Siena capoluogo. Se qualcuno ha dei dubbi fatevi rendicontare la riunione del coordinamento regionale del PD. E nessun parlamentare si è mosso nei confronti del governo per perorare la causa di Siena. Se qualcuno ha dei dubbi chiedete ai parlamentari di tirare fuori lettere o altro materiale cartaceo agli atti del parlamento o del governo a difesa di Siena capoluogo o di Siena provincia da sola.
Oggi in data 7 novembre le parlamentari del PD Rosy Bindi e Susanna Cenni diffondono un comunicato con il quale promettono battaglia per difendere Siena. Le due parlamentari del comunicato scrivono questo “Al di là delle forti perplessità sul profilo costituzionale del provvedimento sul quale attendiamo il pronunciamento degli organismi competenti, soprattutto alla luce di alcuni ‘recuperi’ dell’ultimo momento”. Ma la Bindi e la Cenni ieri non hanno letto che la Corte Costituzionale ha rinviato il dibattimento del ricorso sul riordino delle province solo alla conclusione dell’iter parlamentare? Erano distratte? E nemmeno oggi hanno letto la notizia? Evidentemente no. Merita comunque ricordare che tra le otto regioni che hanno presentato ricorso alla Consulta nemmeno una è governata dal PD. Se la Bindi e il PD avevano tanto a cuore le sorti di Siena perchè non hanno movimentato fin da subito il parlamento e perchè non hanno chiesto ai presidenti di regione del PD di presentare ricorso, compreso il Montesquieu di Pontedera?
Oggi anche il Ceccuzzi scende in pista proponendo un comitato a difesa di Siena capoluogo.
Le chiacchere non portano risultati. Per modificare l’abolizione della provincia occorre un voto del parlamento e per far diventare Siena capoluogo occorre il parere favorevole di Grosseto. Tutto il resto è propaganda e fumo negli occhi in vista delle elezioni amministrative.
Ecco il Decreto Legge
Ma dove si è cacciata? Non ne sappiamo più niente? No davvero, siamo preoccupati …
Novembre 7th, 2012 — Note redazionali
Ci stiamo chiedendo da qualche mese dove sia andata a finire la campionessa di discontinuità e di caccia alla peppola e al fringuello Tania Groppi. Qui sta venendo di sotto il mondo e le professionalità messe al servizio della città, come Tania Groppi farebbero comodissimo, non credete? E invece da mesi e mesi non abbiamo notizie. Ma dove è???? In Canada forse? A studiare la costituzione canadese? Oppure, visto che la caccia è aperta è circondata di peppole e fringuelli? Occhio Groppi!!! I fringuelli sono specie protetta, non puoi sparare loro.
O forse i suoi padroni di Astrid (Amato, Bassanini e compagnia pessima) le hanno ordinato di non disturbare il manovratore Arrogance Profumo?
Una cosa è certa: è totalmente sparita dalla circolazione e non sta svolgendo alcun ruolo nel CdA della Banca. Ma una domanda: quanto prende l’anno un consigliere di amministrazione MPS? Ci saremo più o meno sui 200.000 euro? Traetene voi, cari lettori, le dovute considerazioni.
E complimenti ancora una volta al Ceccuzzi diskontinuator!!! Mi raccomando ricandidatelo, vi preghiamo. Come faremmo senza di lui e il suo poderoso contributo ad una Siena Bella Meravigliosa 2.0 (quindi senza Banca, Fondazione, Comune, Provincia, Ospedale, ASL, SMS, Aeroporto e Università)? Attendiamo con ansia la Siena Bella e Meravigliosa 3.0! Chissà che ghiottonerie ha in serbo il Chianino Versione Beta (inc….a completa)!
Scoop!! Ma Obama ha origini pisane come il Montesquieu di Pontedera?
Novembre 7th, 2012 — Note redazionali
Dal discorso del presidente Obama viene fuori uno scoop senza precedenti: Obam ha origini pisane come il nostro Montesquieu di Pontedera?
Dopo la visione del video tutte le sale stampe del mondo sono in fermento. Attendiamo una nota anche dal Montesquieu di Pontedera.
Ecco il discorso di Barack Obama:
La vittoria di Obama, nuovi problemi per il movimento di Montezemolo e il sorpasso di Renzi nei sondaggi
Novembre 7th, 2012 — Note redazionali
Per capire l’America di oggi e per comprendere fino in fondo le ragioni della nuova vittoria di Barack Obama occorre analizzare la svolta del Presidente in materia di diritti civili e di banche. Obama vince e il movimento antiabortisti americano non riesce ad eleggere i propri candidati. Ma il segnale forte lanciato da Obama al popolo americano era arrivato a settembre quando lo stesso Presidente ha chiesto al Procuratore Generale dello Stato di New York, Eric Schneiderman di muoversi contro la banca J.P. Morgan e infatti il Procuratore ha avviato una causa risarcitoria nei confronti del colosso bancario americano. Un precedente giudiziario che ha scosso il potere finanziario americano; e nel contempo ha aumentato la fiducia dei cittadini nei confronti della Casa Bianca. La svolta di Obama consiste in questo: lo Stato americano ha il dovere di garantire il libero mercato e l’autonomia delle banche ma nel contempo lo Stato ha il dovere superiore di tutelare il popolo americano, la legalità e la repuazione del sistema. Un messaggio forte all’elettorato e un messaggio chiaro alla grande finanza. E la vittoria elettorale è il primo risultato della svolta di Obama in materia di diritti e di banche.
Dalle prime luci dell’alba un fiume di commenti entusiastici e di congratulazioni hanno riempito le pagine web dei politici italiani, da destra a sinistra. La maggioranza dei politici italiani si dichiarano contenti della vittoria di Obama. Purtroppo in Italia i banchieri rinviati a giudizio o indagati vengono premiati ed elogiati dalla politica. E ritornando sul tema caldo dell’acquisto di Antonveneta sarebbe auspicabile una svolta in stile Obama da parte della politica e della magistratura. Un segnale chiaro non dovrebbe tardare nemmeno dai vertici di MPS rimuovendo dagli attuali ruoli coloro che hanno fatto parte della gestione Mussari, come quel Valentino Fanti e il capo della comunicazione David Rossi.
Un’altra notizia che sta facendo il giro in queste ore arriva dal tribunale di Grosseto con il rinvio a giudizio con l’accusa di truffa del cordinatore nazionale di Italia Futura(movimento di Montezemolo) Federico Vecchioni. Un nome conosciuto a Siena durante la presentazione del movimento senese di Italia Futura fondato da esponenti politici alleati dell’ex sindaco Ceccuzzi.
Chi invece, in Italia, ha annusato in tempo la svolta di Obama sulle banche è stato Matteo Renzi e infatti da diversi giorni uno dei suoi cavalli di battaglia è la critica alle pessime gestioni delle banche, soprattutto la pessima gestione di MPS da parte di Mussari con il sostegno politico di Ceccuzzi. E non è da meravigliarsi se i sondaggi ci dicono che Renzi è in pieno sorpasso e potrebbe vincere le primarie con un distacco da Bersani di 3-4 punti percentuali.
L’america vota per Obama; e l’affaire Antonveneta è un caso tutto italiano e non di competenza del Procuratore Generale dello Stato di New York.
Albus Silente
La Corte Costituzionale sul riordino delle province, il ritorno del Montesquieu di Pontedera e quella strana fretta del dimissionario Ceccuzzi
Novembre 6th, 2012 — Note redazionali
La notizia l’avevamo annunciata attraverso una nostra previsione qualche giorno fa: la Corte Costituzionale ha rinviato l’udienza per decidere sul ricorso presentato dalle 8 regioni contro il decreto sul riordino delle province a data da fissare solo dopo l’iter parlamentare e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Quindi il riordino delle province è nelle mani del parlamento e dalle fonti romane a noi vicine risulta che le forze politiche daranno parere favorevole alla conversione in legge del decreto e nel caso ci fossero problemi il governo è pronto a porre la fiducia. Abbiamo la netta impressione che il riordino delle province non troverà ostacoli e non ci saranno modifiche. E infatti inizia a prender corpo l’ipotesi organizzativa della futura provincia tra Siena e Grosseto con capoluogo Grosseto e si discute anche di una sorta di compensazione tra le due città per l’ubicazione delle sedi degli uffici governativi. Una delle ipotesi in campo è la seguente: Prefettura a Grosseto e Questura a Siena; comando provinciale della Guardia di Finanza a Grosseto e quello dei Carabinieri a Siena. Queste alcune ipotesi.
In giornata abbiamo appreso che giorno 8 novembre il Montesquieu di Pontedera ritornerà a Siena e non a parlare di “Siena capoluogo”, bensì di diritti, di Bersani e di quanto è bravo lo stesso Montesquieu. Chissà se i compagni che si ritroveranno al cospetto del Montesquieu chiederanno lumi sul perchè “Siena non è capoluogo della futura provincia”?
Ma il Montesquieu forse ritorna a Siena per capire lo stato di salute politica del dimissionario Ceccuzzi, per poi ritornare dal Manciulli e decidere il futuro politico del dimissionario. Ci sta che il giorno 8 con la solita faccia tosta di chi non fa autocritica il Montesquieu annunci il suo desiderio di un Ceccuzzi candidato a sindaco. A quel punto per il Montesquieu pubblicheremo delle domandine interessanti. Vedremo.
Ci dicono che il dimissionario e responsabile politico dei disastri di Siena, l’amico di Paolo Del Mese, ovvero Franco Ceccuzzi dopo aver consultato i massimi esperti di economia e politica del suo staff (da Giulio Guido Carli a Donato Montibello passando per Elio Fanali) è intenzionato a ricandidarsi per la corsa a sindaco. Per carità di patria non fermatelo; si deve ricandidare.
P.S. Perchè quei dirigenti del PD senese che a scoppio ritardato si son messi a scrivere comunicati contro l’abolizione della provincia, giorno 8 novembre , non vanno dal Montesquieu a porre questa domanda: come mai presidente Rossi non hai presentato ricorso alla Corte Costituzinale sul riordino delle province?
Laura Puppato for president
Novembre 6th, 2012 — Note redazionali
La redazione di Fratello Illuminato ha deciso di accogliere l’invito di alcune nostre lettrici per dare visibilità alla candidatura alle primarie del centrosinistra nazionale di Laura Puppato.
Laura Puppato si presenta:
Una scelta maturata ormai da alcuni mesi e condivisa con numerose persone che durante l’estate mi hanno chiesto un impegno concreto che non fosse un semplice sostegno a una o a un’altra candidatura. La decisione finale l’ho presa quando mi sono accorta che la competizione si stava fossilizzando su due soli candidati in una maniera che non fa bene al Partito Democratico e al centrosinistra. Non posso vedere il mio partito dilaniarsi in una battaglia fratricida per le primarie. Io non mi candido contro qualcuno o per facilitare la vittoria di uno o dell’altro, ma perché ho una visione diversa del nostro futuro, perché voglio favorire uno scatto in avanti alla nostra idea di Italia e per portare un valore aggiunto sulla base della mia esperienza sul territorio”.
Viola chiede alla politica di restare fuori dalla banca e D’Alema si schiera con i sindacati. E poi la partita tra Unicredit e Intesa San Paolo
Novembre 6th, 2012 — Note redazionali
Mentre i due vecchietti arzilli del potere bancario italiano, Guzzetti e Bazoli, muovono le carte di una nuova e piu’ complessa partita del risiko bancario, dalla parti di banca MPS accadono delle cose, per certi versi naturali per altri alquanto strani. Che cosa combinano i due vecchietti arzilli? Gira voce che Guzzetti ha affidato al banchiere Claudio Costamagna,in via informale, la valutazione della pratica per un eventuale matrimonio tra Unicredit- Intesa San Paolo. E con un Bazoli dominus di Intesa, l’anello al dito non è una chimera. Guzzetti iperattivo come sempre sta già sondando il mondo delle fondazioni e della politica e in certi ambienti l’idea di una super banca non dispiace; e per superare le ritrosie dell’Antitrust ,sempre in base ai rumors, la soluzione è cedere il ramo italiano di Unicredit. Con un conseguente rafforzamento patrimoniale dei futuri sposi,forti della posizione di Intesa nel mercato italiano e della presenza estera di Unicredit.Potrebbe essere il matrimonio del secolo. E i due vecchietti arzilli,che nel passato hanno affidato le pratiche del risiko piu’ rognose(vedi Antonveneta) a MPS,con un matrimonio di questa portata portebbero a compimento il progetto di dominio delle piazze di Milano e Torino su tutto il sistema bancario italiano.
Dalle parti di MPS cosa succede? Dopo i protagonismi dei primi giorni e dopo le scivolate nell’agone politico locale, mister Profumo ha optato per il profilo basso.Poche apparizioni e ancor meno dichiarazioni e soprattutto rottura dei ponti con le correnti di partito. Chi invece fin da subito ha tenuto un profilo basso e manageriale è l’amministratore delegato di MPS Fabrizio Viola. Con la drammaticità dei numeri a disposizione e con una banca da rigenerare Viola ha evitato in partenza le trappole del provincialismo politico e con le ultime dichiarazioni ha ribadito un concetto normale per un’azienda,affidando al solo rapporto con i sindacati l’evolversi delle dinamiche interne e l’attuzione del piano industriale. Forse Viola, consapevole delle gravi responsabilità della politica nella gestione precedente e soprattutto per la consapevolezza che con i numeri a disposizione gli spazi di manovre ambigue e politicizzate arrecherebbero ulteriori danni alla banca, ha costruito, mantendendo distinti i ruoli, un nuovo modello di interlocuzione tra azienda e sindacato fondato sulla certezza delle soluzioni ricercando vie d’uscita per accogliere il piu’ possibile le rivendicazioni sindacali. Ci riuscirà? Anzi, ci riusciranno? Vedremo. Di certo, è paradossale il ruolo della sinistra senese, in particolare del PD, che stranamente non ha mai preso una posizione chiara a difesa dei lavoratori di MPS e magari forti del rapporto diretto tra Ceccuzzi e Profumo avranno ipotizzato il solito giochino di lotta e di governo per controllare banca e consenso elettorale. Un giochino del passato che oggi è stato smontato dagli stessi sindacati e dal ruolo professionale e svincolato dell’amministratore delegato Viola.
Ma, e qui il ma è di quelli storici, un inedito Massimo D’Alema da Lecce si schiera senza fronzoli direttamente al fianco delle rivendicazioni sindacali: “Il presidente D’Alema, condividendo le ragioni di un impegno per la garanzia del lavoro e la salvaguardia della presenza territoriale, ha assunto l’impegno di acquisire ulteriori elementi sul piano industriale, investendo della questione il responsabile economico e finanziario del Pd ed espletando tutti i necessari passaggi per garantire un ruolo del partito che sia di sostegno alle posizioni espresse dalla organizzazione sindacali sulla vertenza e, più in generale, sulla tutela dell’occupazione territoriale”.
E’ lapalissiano che la vertenza sindacale di MPS ha trovato cittadinanza del PD nazionale, mentre nel PD senese una classe dirigente miope e incapace continua a inseguire i soliti sogni di gloria fatti di poltrone da occupare di consenso da gestire con i centri di potere. Stavolta è il potere che ha buttato fuori la classe dirigente locale fuori dai centri e se Siena per ambire a un nuovo ruolo autorevole e costruttivo per la comunità si deve obbligatoriamente liberare dal peso della classe dirigente che ha prodotto l’affossamento patrimoniale delle istituzioni locali. Tutti si muovono, chi con credibilità chi costretto dagli eventi, fuori dalle logiche del passato e a Siena il capo del PD Franco Ceccuzzi è sempre ancorato alla difesa del suo sodalizio con Mussari. E l’affaire Antonveneta è sempre li a testimoniarlo.
Albus Silente
Il riordino delle province è una decisione tutta politica affidata all’impopolarità di una scelta tecnica di un governo di presunti tecnici. Chi oggi dal PD senese grida “al lupo al lupo” dimentica di aver creato le condizioni di debolezza per la città
Novembre 6th, 2012 — Note redazionali
La rabbia dei senesi per l’abolizione della provincia è comprensibile; il grido “al lupo al lupo” di alcuni dirigenti del PD senese come Orlandini è la dimostrazione dell’inutilità della classe dirigente locale. Quella classe dirigente che ha messo in ginocchio Siena, creando quelle condizioni di debolezza verso l’esterno e nei rapporti con il potere romano. In questi anni hanno pensato alle carriere personali dissanguando la città e bloccando qualsiasi progetto o idea di rilancio; hanno affidato la banca a Mussari e l’avvocato attraverso la banca si è costruito la carriera verso Roma e a Siena cosa è rimasto? Una banca da salvare e l’avvocato alla presidenza dell’ABI. Tutto questo,ovviamente, con il sostegno del Ceccuzzi e del PD. Da mesi tutti sono a conoscenza della situazione di degrado dell’ateneo e fanno finta di niente e a Roma ci sono stati; per fare cosa? Non per aiutare l’ateneo nel rilancio ma solo per tutelare la poltrona al rettore abusivo Criccaboni.
Poi a Roma ci sono stati per chiedere aiuto allo Stato per salvare la banca. A dimostrazione che la banca l’hanno messa in ginocchio.
E i dirigenti del PD senese? Mentre in tutta Italia e in Toscana(vedi Arezzo e Livorno) si mobilitavano per contrastare il riordino delle province qui a Siena si baloccavano con quella promessa fatta durante la festa del PD : “Siena capoluogo della futura area vasta”. Il nemico di Siena non è fuori ma dentro,nella classe dirigente locale capitanata dai vari Ceccuzzi, Orlandini, Cannamela, etc. etc.
E ora? Orlandini afferma che la debolezza di Siena nella battaglia sul riordino delle province è dovuta alla presenza del Commissario in Comune. A parte il fatto che hanno abolito la provincia e non il Comune di Siena, il genio della storia Orlandini dovrebbe ricordarsi che il suo partito ha votato e sostenuto il riordino delle province e se oggi i dirigenti del PD senese vogliono protestare con sincerità, allora, non gli rimane che consegnare le chiavi del partito e le tessere a Bersani in segno di protesta con il gruppo parlamentare del PD che ha votato la legge di riferimento del decreto che riordina le province. Tutte le altre uscite politiche sono solo pagliativi per nascondere ai cittadini le proprie responsabilità politiche e la propria inadeguatezza storica. Altro aspetto della protesta. In molti dal PD senese invocano la decisione della Corte Costituzionale in relazione al ricorso presentato da 8 regioni contro il decreto del governo.Le regioni che hanno presentato ricorso sono governate dal PD? Assolutamente no! Le regioni governate del PD non hanno presentato nessun ricorso. Quindi la palla sul riordino delle province era ed è tutta del parlamento. E le forze politiche che sostengono Monti hanno votato la legge e a breve voteranno anche la conversione in legge del decreto. E l’indicazione del gruppo parlamentare del PD è favorevole al decreto del governo Monti.(Ecco le regioni che hanno presentato ricorso:Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise e Sardegna; e non sono governate dal partito di Orlandini). Il PD di Siena invece di mandare l’economista Giulio “Guido” Carli a Roma per presentare quella fantomatica petizione popolare per votare in autunno(cadono le foglie ma non si vota) doveva mobilitare parlamentari e istituzioni per chiedere una valutazione sul ruolo della provincia di Siena. Hanno ragione quei tifosi: “dopo banca, università,etc…anche sotto Grosseto”. Mentre Siena veniva indebolita e dissanguata da una classe dirigente miope, megalomane e incapace, i vari Orlandini, Mussari, Boldrini, costruivano le loro carriere sulle spalle dei cittadini.
Che fare per il futuro? Se il governo non modifica questo decreto e se il parlamento non blocca il riordino, proprio per non fare la figura degli ultimi forse conviene aprire un tavolo di contatti e di approfondimenti con le istituzioni grossetane. Ma non con l’attuale classe dirigente di megalomani e incapaci che ha portato Siena verso il baratro.