Entries Tagged 'Note redazionali' ↓

La Banca d’Italia commissaria la banca libica UBAE Bank

Vi ricordate i toni trionfalistici per la nomina del ceccuzziano Luigi Borri per conto di MPS al CdA della banca libica UBAE Bank? Ecco: vi ricorderete il nostro disappunto sia per i toni trionfalistici sia per la partecipazione a questa banca (http://shamael.noblogs.org/?p=933).

Come avevamo bene intuito la Banca d’Italia, vista la situazione libica, ha provveduto oggi a commissariare la UBAE (http://www.edizionioggi.it/cronaca/2011/3/14/news-13547/banca-italia-commissariamento-per-la-ubae-bank-roma.html).

Visto che la sede della UBAE è a Roma possiamo asserire che “il ceccuzziano Borri è durato nell’Ubae Bank meno d’un gatto sull’Aurelia”.

Cervelli in fuga e genii a responsabilità illimitata

Da anni, grazie anche alla mano di coppale che Luigi Berlinguer ha dato con la propria riforma baronale e con visione privatistica (spacciata per autonomia) all’università italiana, il fenomeno triste e desertificante per la cultura e la ricerca italiana , ovvero “la fuga di cervelli”, è aumentato in termini esponenziali. Una fuga di massa: non viaggi di piacere, ma vere e proprie fughe per la vita, perché nei deserti al massimo si sopravvive, che è cosa ben diversa dal vivere. Questa è la situazione della cultura e dell’università italiana che peggiora sempre più: perché ministri come la Gelmini scimmiottano in gran parte la concezione del’ex magnifico Luigi. Berlusconi è arrivato dopo al governo, ma in alcuni ambienti anche della cosidetta sinistra baronale le forme del berlusconismo erano già ben radicate.

Nel ritornare ad affrontare le vicende ben note del dramma finanziario e culturale che vive l’Ateneo senese, non è azzardato affermare che certi comportamenti nefasti nella gestione finanziaria e accademica dello stesso ateneo trovavano terreno fertile in quella sorta di “porto franco” definita autonomia universitaria. Provate a dimostrarmi il contrario. A tutt’oggi alcuni degli esponenti della nomenclatura responsabili del dissesto, favoriti anche dalle chimiche nebbie piemontesi, teorizzano l’impunità e l’intoccabilità come una sorta di salvagente istituito dalla loro idea di automomia. Come dire: noi si fa come cazzo ci pare e la magistratura non ha competenze nella nostra gestione dell’università;una sorta di Stato nello Stato,come se una mattina due o tre individui decidessero di proclamare l’indipendenza di Stigliano (senza averne diritto) dal Comune di Sovicille.

Ed ecco che si materializza il famoso genio Maurizio Boldrini perché chi più di lui rappresenta al meglio la visione autonomista del “si fa come cazzo ci pare”? Conosciamo fin troppo bene le doti immense che gli hanno consentito di essere docente senza laurea, di aver ricoperto incarichi presso la CRUI ai tempi del Tosi e soprattutto di aver organizzato un’area comunicazione dentro l’Ateneo cosi popolata da far invidia alle aree comunicazioni del governo italiano, della Casa Bianca, delle Nazioni Unite. Se la memoria non mi inganna, la famosa area comunicazione boldriniana comprendeva 54 persone; senza considerare le risorse finanziarie gestite dalla stessa area. Su questi aspetti forse,anzi spero, ci sono delle verifiche interne ed esterne in corso.

Ma si poteva limitare a questo la fame di presenzialismo del nostro genio Boldrini? Certo che no. Di lui troverete impronte in numerosi dibattiti politici insieme al suo compagno e amico Franco Ceccuzzi, perché non dimentichiamoci la sua tessera del PD. Le sue impronte dicevamo sono ovunque: presentazioni di libri, iniziative con il Comune di Siena, grazie all’amicizia con Marcello Flores (assessore invisibile, ma docente presente nella nomenclatura berlingueriana-tosiana), partecipazioni ad eventi che vanno dai libri sul vino alle conferenze stampe di aziende private (di questo abbiamo un video) con la presenza dell’assessore provinciale Tiziano Scarpelli. Ah scusate, dimenticavo: il nostro genio Boldrini gode anche del sostegno di Ivano Zeppi e quindi di parte del mondo delle cooperative. Insomma, ovunque ci giriamo, il Boldrini c’è. Cosi come quando percorrendo alcuni tratti autostradali leggiamo quelle scritte sui muri o sotto i cavalcavia “DIO c’è”. Nel nostro caso “Boldrini c’è”. Infact è cosi. Chiedo venia a quel Dio se mi son permesso di citarlo in questo argomento poco edificante delle vicende boldriniane.

Con tutte le sue apparizioni di certo non è di poco conto quella in Via Roma 56. Vi ricordare di Via Roma 56? E’ la sede del dipartimento di scienze della comunicazione della Facoltà di Lettere di Siena, quindi locali dell’Università di Siena non di proprietà visto la stessa paga l’affitto del San Niccolò. In Via Roma 56 nasce e si sviluppa la storia della società srl IN.FACT che tutto ben conoscete. Risulta che il Rettore Riccaboni abbia avviato un’indagine interna su questa società IN.FACT comunicandolo al cda dell’università.A mio avviso oltre all’indagine interna il prof. Riccaboni dovrebbe presentarsi alla caserma dei Carabinieri di P.zza San Francesco suonare il campanello, dire buongiorno e informare il Maresciallo della strana presenza di una certa IN.FACT nel locali dell’università ricordandosi che la stessa è in affitto (ricordate la legge sugli affitti e sui subaffitti?).Dovrebbe far questo il Riccaboni o al massimo altri membri del CDA dell’università come Morrocchi o Cucini anche se questi due hanno la stessa tessera di partito di Boldrini (ma non credo che modifichi la loro imparzialità!!!!!??? Ci rido anche su questa affermazione). Alcuni,come lo stesso Boldrini che da giorni telefona a destra e a sinistra per farsi tutelare politicamente, mi possono replicare “ma cosa c’entra Boldrini con l’IN.FACT? Leggetevi queste dichiarazioni del genio (utili anche al Riccaboni per informare il Maresciallo):

“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.

Questo diceva di IN.FACT il Boldrini  e questo affermava anche un altro docente di scienze della comunicazione Antonio Rizzo:

“I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docenti li ho sempre sostenuti …”

E proprio il caso di ribadirlo: CERVELLI IN FUGA E GENI A RESPONSABILITA’ ILLIMITATA.

Ma perché non si mettono d’accordo?

Ceccuzzi rilascia un’intervista a l’Unità ripresa dal Cittadinoonline in cui dichiara:

“Mps ricapitalizzata ma torni a creare redditività”. Questo il titolo dell’intervista a Franco Ceccuzzi, candidato sindaco del centrosinistra pubblicata oggi su l’Unità toscana nella quale si è parlato anche del futuro della banca. Il Monte deve ricapitalizzare ? E’ la prima domanda. “Basilea 3 lo impone entro il 2019 – risponde Ceccuzzi -il governatore della Banca d’Italia ha invitato i tre grandi gruppi a farlo rapidamente”.

Fino a una settimana fa Mussari e Mancini sostenevano l’esatto contrario.

Ci sembra che nel PD abbiano poche idee, ma ben confuse. Peccato che la confusione e il disaccordo vertano su un problema non da poco: la Banca.

Si mettessero d’accordo, così magari i Cittadini sanno cosa fare poi, eh!?!

Avviso agli iscritti del PD: se non avete ancora rinnovato la tessera, mi raccomando non lo fate o rischierete di non poter essere nominati! Parola della “Carta dei valori” (parte terza – segue)

La febbre da “spottite” acuta ha oramai inondato i cervelli degli spin doctorDiessini. I comunicatori yes men non sanno davvero cos’altro copiare alla propaganda berlusconiana. Cominciarono con la celebre frase vi darò 1000 posti di lavoro, riducendo di qualche zero quel milione promesso da Berlusconi e mai arrivato. E oggi un’altra bella copiatura, una carta dei valori (quali?) che sa tanto di quel patto con gli italiani che, sempre Berlusconi, siglò nel salotto di Bruno Vespa. Navigando nella rete c’è anche chi dice che alcuni punti siano copiati dalla carta del movimento a 5 stelle di Beppe Grillo. Sia come sia, ancora una volta hanno dimostrato una cosa sola: che oltre a riciclare spot di altri e fare un pò di copia/incolla non riescono ad andare. Come dicevamo, gli slogan si sprecano e uno di quelli più immaginifici recita “Rendere trasparente ogni percorso di nomina” ispirato al rinnovamento della classe dirigente. Ma quante belle parole, forse stanno tentando (senza riuscirci) di usare quelle tecniche che la psicologia adotta nei meccanismi di persuasione per cui a forza di esprimere un concetto come vero confidi nel fatto che la gente se ne convinca.In questo caso, però, l’effetto prodotto è totalmente opposto. Come abbiamo visto la nuova ed impprovvisa paura del PD senese è il non essere considerati ‘eticamente compatibili’. Il loro nuovo terrore avete capito qual è? Fate bene attenzione: laddove qualcuno dovesse appartenere ad organismi al cui interno,tra gli associati, fosse previsto un mutuo sostegno, questo sarebbe “tale da rappresentare un rischio per i principi di uguaglianza tra i cittadini e di imparzialità delle pubbliche istituzioni“. Ci chiediamo se, in questo spirito di corporativismo così improvvisamente bandito da Ceccuzzi e dai i nuovi puri del terzo millennio, sia ricompresa anche l’appartenenza al suo partito.
Perché, cari amici, dato che nel nuovo moto etico Diessino c’è la paura che qualcuno in virtù della propria appartenenza a qualsivoglia associazione,possa avvantaggiare singoli appartenenti alla medesimanon credete che la stessa cosa, allora, debba avvenire anche per i partiti politici, stando alle logiche dei comunicatori Ceccuzziani? Diversamente, ognuno di noi (sempre stando a quanto da loro scritto) sarebbe legittimato a pensare che dato che molte nomine le fa il sindaco, nel caso per sbaglio i senesi decidessero di avere Ceccuzzi su quella poltrona e poiché Ceccuzzi ha ben salda la tessera del PD in tascaper coerenza con quanto scritto nella sua carta non dovrebbe mai nominare nessuno che abbia quella stessa tessera politica, pena il mettere a repentaglio quei principi di uguaglianza tra i cittidini. Forse, infatti, non hanno pensato che – seguendo alla lettera quanto hanno scritto – se uno con la tessera del PD ne nominasse un altro con la stessa tessera di partito, vorrebbe dire che quel nominato è più uguale degli altri e, quindi, verrebbe facilmente in mente che il fatto di aver ricevuto un incarico potrebbe essere stato dettato dall’avere la stessa appartenenza di partito di chi fa le nomine. Non sia mai che a Siena avvengano certe cose! Strano che Ceccuzzi si scandalizzi solo oggi di ciò. Se Ceccuzzi è in grado di dimostrare che questo non avverrà mai e, soprattutto, non è mai avvenuto (essendo stato il plenipotenziario politico a Siena negli ultimi dieci anni, è facilmente immaginabile che qualche nomina anche al suo partito sotto il naso sia passata. Oppure vuol far credere a tutti i senesi che i Diesse prima e il PD poi non hanno mai espresso nessun nominato da nessuna parte e che nessuno di coloro che siedono nei consigli di amministrazione – di qualunque genere – ha avuto la tessera dei DS e oggi quella del PD custodita nel proprio portafoglio? Ne è proprio sicuro Ceccuzzi?).

Concludo facendovi una metafora. Avete mai conosciuto qualcuno che pertutta la vita ha fumato due pacchetti di sigarette al giorno e che ogni volta che lo invitavi a cena a casa, dopo dovevi tenere le finestre aperte tre giorni per tornare a respirare? Poi, un bel giorno, decide di smettere di fumare. A quel punto vi capita di essere nuovamente a cena insieme e a te che provi ad accendere la prima ed unica sigaretta della giornata dopo aver mangiato, ti si avventa con gli occhi iniettati di sangue dicendoti “Ma che fai? Ma non lo sai che fumare fa male!”.

E, a quel punto, lo guardi e ti verrebbe davvero voglia di dirgli “Ma proprio tu mi vieni a rompere i coglioni dopo che mi hai appestato con le tue sigarette per una vita!“. Ecco, direi che questo stupore di Ceccuzzi su come vengono fatte le nomine e che oggi ha prodotto tutti questi divieti in materia, fa venire alla mente un pò la stessa immagine.

Firmato
La Primula Rossa

Attenti a quei tre: Fabio l’Evangelista, il Santo per sempre e Vincenzo Pinto

Questi uffici sono ad osservare la mancanza di compostezza e di coerenza dei personaggi attenzionati: il commissario in pectore dell’Italia a questo punto dei Disvalori che ha fatto una tiritera vergognosa per accompagnarsi al centro sinistra e che poi, per un posto di assessore, è pronto a vendersi a Ceccuzzi e compagnia; il Santo per sempre che, rinnegando tutto ciò per cui ha lottato in questi anni, butta fango sui suoi ex amici nel tentativo evidente di favorire il Ceccuzzi e Vincenzo Pinto (= M. A.) che non ha ancora finito gli schieramenti per candidarsi a sindaco dopo le LCS, l’IdV, RC e ora 5 Stelle. Complimenti a tutti, veramente!!!

Firmato: Cesare Mori

Il moralismo ad orologeria del PD. No alla Massoneria e a qualsiasi organizzazione che abbia finalità di mutuo sostegno, come le contrade. Ricordatevi, il PD non vi vuole – parte seconda (continua. Nella prossima affronteremo un altro aspetto della carta: le nomine)

Farò un parallelo che, ammetto, è un po’ azzardato, ma ci provo comunque.

In un passato mai troppo passato, in cui la mente umana aveva manifestato al mondo di quali atrocità era capace, c’era chi, pensando che nelle proprie vene scorresse un sangue più puro di quello di altri, si era lanciato in quella folle cosa che fu la selezione della razza. Una selezione che (senza parlare in questa sede delle terribili immagini che ognuno di noi ha rivisto davanti agli occhi nei vari filmati trasmessi nella Giornata della Memoria) marchiava nel corpo e nello spirito chi non era giudicato degno di essere uguale alla razza pura. E per segnare visivamente questa differenza veniva messa una fascia gialla al braccio. Così tutti potevano vedere e sapere che quella persona non era uguale; anzi, per chi li costringeva a portare tale simbolo, era inferiore. Ai puri mettere in piazza questo simbolo piaceva tanto, e più l’umiliazione era grande e manifesta, più ciò serviva ai ‘puri’ per misurare il loro grado di potere.

I tempi sono passati, ma certe abitudini – anche se modificate e, per carità, non certo assimilabili a quelle poc’anzi ricordate – ogni tanto ricompaiono. Laghettizzazione del diverso e, soprattutto, la “marchiatura” in modo che all’esterno ‘tutti sappiano’, pare comporre un certo dna politico. Il diversoancora una volta, è colui che compie l’immenso errore di non pensarla come i puri del terzo millennio, gli unici detentori del verbo. Credo sia opportuno ritornare sulla questione dei veti posti (o per meglio dire impostidai Diessini del PD senese nella populistica “Carta dei Valori”.

Torniamo al caso del dover dichiarare la non appartenenza alla Massoneria ma anche a qualsiasi altra organizzazione che, al suo interno, preveda il concetto di mutuo sostegno.

Provo a fare un esempio. Sono sempre stato un animalista convinto. Proprio per questo, non solo non ho mai condiviso la vivisezione, ma mai mi sarebbe venuto in mente di prendere parte a convegni organizzati da gruppi di persone aderenti a tali pratiche in qualità di ospite o relatore.  Perché, per coerenza, poiché non condivido neanche vado. Perché allora Ceccuzzi che oggi pone il veto a massoni e a chi è associato a gruppi al cui interno sia previsto un mutuo sostegno, a suo tempo pur da non massone partecipò a convegni ed eventi massonici sia come ospite che come relatore? Se ha fatto mettere il veto a queste categorie nella sua carta vuol dire che non le condivide, e se non le condivide, perché allora partecipò ai quei consessi?

Come abbiamo già evidenziato nella prima parte del nostro ragionamento su tale carta “etica”, una delle cose che emerge è che i compagni Diessini hanno scaricato ed archiviato la figura di Stefano Bisi. L’unico neo che forse, però, ancora Bisi non ha compreso è che a tale archiviazione si sono molto probabilmente uniti anche coloro in cui Bisi credeva di poter contare per un aiuto in difesa di tali libertà associative. Infatti, cari amici da “Radio Lastra” , senza girarci intono, pare che sia Siena Futura di Mauro Marzucchi che I Riformisti di Riccardo Martinelli e Leonardo Tafani (socialisti evidentemente solo a parole) siano stati più sensibili al richiamo delle sirene diessine che a quelle bisiane e, quindi, anche se con qualche mal di pancia abbiano già aderito alla carta all’interno della quale vi è il veto contro i massoni. Così il Bisi ha dimostrato di non riuscire più ad incidere e a tutelare chi aderisce alla sua organizzazione. Questo forse anche perché lo stesso Bisi in questi anni, è rimasto nel suo piccolo mondo antico senza prendere atto che la società intorno stava cambiando e le logiche con cui si era confrontato fino ad allora non erano più quelle.

La carta del PD con i suoi veti ha messo un altro tassello importante nei confronti del Bisiha decretato e reso pubblico che la stagione del Bisi sta inesorabilmente volgendo al termine e di questo Bisi non può che dare la colpa a sé stesso. Non è una critica, ma una constatazione. Anni e anni a contribuire all’immagine dei potenti Diessini di turno (per la verità sempre gli stessi, e tra questi l’onnipresente Ceccuzziper ricevere in cambio la messa alla berlina davanti agli occhi di tutta la città e, soprattutto, dei suoi “fratelli” che già dicono ‘con questo colpo Bisi non ci garantisce più’. Forse sarà anche per questo che il suo giornale ultimamente non dà tutto questo spazio ai compagni Diessini: l’aria è cambiata e il Bisi cerca di riposizionarsi.

Ma l’arroganza di chi crede di essere più puro degli altri non finisce qui e, convinti di questa purezza, al segretario Mugnaioli provano a far sferrare un attacco a Claudio Martelli (che però si è tramutato neanche in un pizzicotto) arrivando addirittura a dire che non rientrerebbe nella loro carta dei valori. Forse i puri Diessini dimenticano quello che sta accadendo nel loro partito, quel PD così puro da avere il senatore PD Alberto Tedesco, ex assessore regionale pugliese coinvolto in un’inchiesta relativa agli appalti sulla sanità in Puglia, oppure il consigliere regionale siciliano PD Gaspare Vitrano arrestato in flagranza di reato per concussione. Questo solo per ricordare ai “puri” i fatti degli ultimi giorni. Qualcuno di loro ha saputo che la loro assessore provinciale Anna Betti, sempre del PD, è stata raggiunta da un avviso di garanzia (che un quotidiano locale già darebbe essersi convertito in rinvio a giudizio) sulla cui vicenda e opportunità che continui a sedere sulla seggiola di assessore ad oggi nessuno dei vertici del PD senese – Ceccuzzi compreso, dato che si erige a paladino dell’eticità – ha aperto bocca?

Cari Diessini, invece di fare gli esami del sangue sempre e solo agli altri, rispondete un po’ alla cittadinanza senese, visto che lo stipendio le viene pagato dai contribuenti: Anna Betti, rientra o non rientra nella vostra carta etica?

Ci chiediamo come gli elettori socialisti possano accettare simili atteggiamenti e come i senesi  in generale potrebbero votare chi usa tali pericolosi sistemi di doppia morale. Una doppia morale che, evidentemente, tutela solo la casta Diessina.

Firmato

La Primula Rossa

Ma lo sapranno che vuol dire?

Questi uffici sono a rilevare che nel PD ceccuzziano non si fa che parlare da mesi di 2.0 senza, ritengono questi uffici, sapere di cosa si sta parlando. Abbiamo deciso quindi di cominciare una serie di lezioncine sul 2.0 almeno nell’accezione ceccuzziana, mugnaioliana, taccioliana, bezziniana. Nel ricordare intanto che non abbiamo ricevuto una dichiarazione, neanche 1.0, dal ceccuzziano Bezzini a proposito dei 29 rinviati a giudizio per Cinghialopoli e Autoscontropoli, passiamo ad analizzare il seguente argomento: Sperperopoli 2.0 e Danno Erariale 2.0.

Ma lo sa il Ceccuzzi che dopo aver approvato il progetto e averlo anche pagato (e caro e contro la maggior parte dei tifosi cui solo l’idea di uno stadio senza una curva fa venire l’orticaria), non dandogli seguito va incontro ad un’ipotesi di un danno erariale enorme?

Va bene che il PD senese, come si evince dalla vicenda Università, pare abituato – soprattutto tramite i ceccuzziani Tosi, Boldrini, Detti, Bettini, Flores e compagnia pessima – ad utilizzare o far utilizzare i soldi pubblici per fini che di pubblico hanno ben poco, ma qui si esagera!

Le penali che inevitabilmente andranno pagate chi le paga? I cittadini come al solito? Come i libri del Boldrake in onore del Sultano di Stigliano? Avanti col Dissesto 2.0!

Di questi uffici

Cesare Mori

 

Istruzioni per l’uso

Siccome continuiamo a ricevere lamentele sul problema del certificato che viene richiesto dal sito Fratello Illuminato, ecco le istruzioni per l’uso: nel caso di Internet Explorer vi appare questa finestra. Dite ok e vi verrà chiesto di installare il certificato. Fatelo e potrete godervi la lettura.

Nel caso utilizziate Mozilla Firefox vi appare un’altra finestra:

dichiarate di essere consapevoli dei rischi visto che l’unico rischio che correte è quello di essere informati più correttamente che altrove e poi a richiesta di certificato, installatelo e godetevi la lettura.

Repetita iuvant: la ragione è che il certificato della connessione sicura rilasciato da Autistici, non pagando il pizzo alle multinazionali, non viene riconosciuto come valido dalla maggior parte dei browser. D’altro canto la riservatezza sia di chi scrive che di chi legge sta a cuore a noi e a loro.

Se poi volete evitare il problema in futuro e siete un po’ smanettoni seguite la procedura che trovate descritta qui:

http://ca.autistici.org/

La redazione

Non pensi che ci dimentichiamo

Questi uffici vogliono notificare che la Redazione di Fratello Illuminato non si è fatta InFactuare e non è che si è dimenticata di quella faccenduola dei libri in onore di Luigi Berlinguer comprati senza autorizzazione degli organi preposti e lasciati a giacere (probabilmente insieme a dei libri in cirillico acquistati dall’Istituto Gramsci sui cui ritorneremo) in antri polverosi. Non pensino certi dissestatori che siamo tutti presi dai prodigi che avvengono in Via Roma 56 e che quindi ci dimentichiamo di ricordare di questa storia. Anzi, vogliamo ricordare che ci sarebbe un assegnuccio da staccare dell’importo di 26.210 euro. Vogliamo provvedere prima che lo debbano pagare i contribuenti? Il Genio veda di trovare il tempo per passare da Rettorato e staccare l’assegno, fra una presentazione ed un’altra.

Di questi uffici: Cesare Mori

Fuori Contrade e Massoneria. Il PD senese non i loro voti. Prosegue la solita logica del doppiopesismo Diessino (prima parte)

Quando abbiamo letto il resoconto della mitica “Carta dei Valori” realizzata dal PD(S) senese ci è venuta subito in mente una persona: Stefano Bisi. Nel leggere quel passaggio in cui c’è scritto “…la non appartenenza ad associazioni che comportino vincoli di segretezza o carattere riservato; o che prevedano, altresì, un mutuo sostegno tra gli associati, tale da rappresentare un rischio per i principi di uguaglianza tra i cittadini e di imparzialità delle pubbliche istituzioni” ci siamo chiesti se tale astio e disprezzo valga anche verso i voti di chi appartiene a certe organizzazioni.
Se certe forme associative non sono degne di partecipazione alla vita pubblica (stando ai dettami dei soliti censori Diessiniper coerenza dovrebbero anche dire apertamente senza tanti giri di parole “Cari cittadini senesi vi rendiamo noto che nel caso foste iscritti alla Massoneria, ma anche semplicemente al Rotary, ai Lions, al Kivanis, al Round Table, o a qualsiasi altro circolo/associazione/organizzazione che preveda la possibilità di essere associati non vogliamo i vostri voti. Capito!!!“.
Quanto tempo sprecato, caro BisiAnni e anni di spottoni ai compagni diessinianni e anni di paginate in favore di Ceccuzzi & C. per poi sentirsi sbattere in faccia pubblicamente un bel non vogliamo né te né i tuoi. Perché, senza tanti giri di parole, a chi sarebbe stato rivolto quel passaggio che riportavamo sopra?
Chi ci segue saprà che non abbiamo mai mancato di far notare le cose che non condividevamo del Bisi. Ma, nel cercare di essere sempre obiettivi, stavolta spezziamo una lancia in suo favore.Ceccuzzi se n’è accorto solo oggi che Bisi è massone? In tutto il periodo che gli ha fatto comodo, forse, non lo sapeva? E quando Ceccuzzi ha partecipato come ospite ad iniziative organizzate dalla stessa Massoneria http://www.grandeoriente.it/img/riviste/erasmo/2007/27-2122.pdf (rivista ufficiale del Grande Oriente d’Italia) dove a pagina 14 in fondo potete trovare i seguenti partecipanti alla massonica Festa della Luce 2007 celebrata il 1° dicembre a Firenze “Alla cerimonia fiorentina erano presenti i Gran Maestri Aggiunti, Massimo Bianchi e Giuseppe Anania, il Gran Maestro Onorario, Francesco Pacini, il presidente del Collegio toscano Stefano Bisi, consiglieri dell’Ordine e garanti di amicizia di varie circoscrizioni. Per quanto riguarda le presenze ‘non massoniche’, consentite in questo tipo di rituale, si segnala la presenza del parlamentare Franco Ceccuzzi“. Dove pensava di trovarsi? E quando ha presenziato come relatore alla presentazione del libro “Mitra e compasso” http://www.montesion.it/_Documenti/_goi/_Multimedia_Comunicazione/_Erasmo/_Erasmopdf/_Erasmo_2006/n21-22_2006.pdf (scorrete a pagina 12) dove credeva di essere stato invitato?
Facciamo una premessa. Noi non siamo né a favore né contro la Massoneria o al Rotary o a qualsiasi altra organizzazione che preveda l’affiliazione o associazione ad una qualsiasi struttura. E non lo siamo perché nei pieni principi di libertà dell’individuo crediamo fermamente che ognuno possa associarsi dove vuole e, soprattutto, che il buono e il cattivo esistano ovunque; quindi bandire a priori certe organizzazioni è di una miopia e di una grettezzaculturale incredibile.
Ceccuzzi si è lasciato mettere nell’angolo ancora una volta dai comunicatori che gli circolano intorno e ha dimostrato di nuovo di non sapere assolutamente nulla di Siena. Come si può avere lapresunzione di candidarsi in una realtà di cui non si conosce la genesi delle tradizioni? Come si può pensare di candidarsi nella città del Palio facendo certe affermazioni senza sapere che a Siena, le prime società di Mutuo Soccorsoquelle stesse aggregazioni che prevedano un “Mutuo Sostegno” messe alla gogna da Ceccuzzi nella sua “Carta” sono proprio le 17 Contrade?
A nessuno dei ragazzetti e ragazzette, nelle cui mani Ceccuzzi pare essersi affidato integralmente, è venuta in mente questa cosa? Ma si può fare politica con un tale tasso di improvvisazione? Quali garanzie offre un candidato che sembra essere succube di una schiera di giovanotti e giovanotte chepensano di essere dei grandi politici e ottusamente non si rendono conto che a Siena li stanno prendendo tutti in giro? E’ bene ricordare che concluso il Risorgimento le Contrade si dettero come primaria finalità quella di creare società di Mutuo Soccorso (quindi con scopi di Mutuo Sostegno”) svolgendo attività di aiuto vero verso tutti coloro che ne facevano parte.
Lasciamo il commento finale direttamente ai lettori.

Firmato
La Primula Rossa