Ottobre 6th, 2011 — Note redazionali

Quando si tratta di crisi aziendali e problemi legati al mondo del lavoro e agli stipendi dei lavoratori, non possiamo che esprimere piena solidarietà agli stessi lavoratori, pur non condividendo le scelte aziendali e nel caso specifico le linee editoriali di qualche redazione come quella del Corriere di Siena diretta dal giornalista Stefano Bisi.
Risulta che ieri il Gruppo Corriere di Perugia che edita anche il Corriere di Siena abbia firmato lo “stato di crisi”. Naturalmente sono questioni interne al gruppo, ma che non ci possono lasciare indifferenti visto si tratta di organi d’informazione e di lavoratori degli stessi. Sembrerebbe che “lo stato di crisi dichiarato” preveda che ai dipendenti venga decurtata una parte dello stipendio e che non si possano effettuare assunzioni o contratti.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai dipendenti del gruppo: perché noi a differenza di altri faziosi siamo dalla parte dei lavoratori e non con chi arrogantemente pratica gestioni di enti pubblici macellando lavoratrici e lavoratori. Pur non condividendo la linea editoriale di Stefano Bisi, auguriamo rapide soluzioni per la salvaguardia dei dipendenti coinvolti dallo stato di crisi.
Vista la situazione, anche se ognuno è libero di fare quello che vuole, il parlamentare del PDL Rocco Girlanda nonché amministratore del gruppo Corriere, invece di pavoneggiarsi con il gesto regalare ad Amanda Knox un iPhone 4, un gesto (forse più apprezzato) poteva farlo nei confronti dei dipendenti coinvolti dallo stato di crisi. E vediamo se qualcuno a Siena la smette di celebrare premi con questi parlamentari.
D’altro canto l’esempio di comprarsi gli iPhone con soldi pubblici mentre una massa di poveracci stenta ad arrivare alla fine del mese viene anche dal magnifico Criccaboni, cioè il rettore tanto celebrato dal Bisi e dal suo giornale, quindi …
Buon lavoro e tanti auguri ai dipendenti del gruppo Corriere.
Il Cdr di Fratello Illuminato
Settembre 30th, 2011 — Note redazionali


Cara Gaia Tancredi, senza polemizzare oltremodo, ti invitiamo in primo luogo a leggerti per intero il decreto sul dissesto (inclusa la relazione tecnica allegata), poi la famosa lettera sulla liquidità che i due genii del non far niente Riccaboni e Fabbro avevano scritto pochi giorni fa (e che voi vi siete guardati bene dal pubblicare), invitando tutti a non spendere perché mancano le risorse. Infine ti invitiamo a pubblicare sul tuo giornale questo famoso piano di risanamento del Criccaboni.
Oggi avete riportato le bugie del Prorettore. Domani perché non pubblicate i dati reali e i documenti in cui si dimostra da parte dei vertici dell’Ateneo che la liquidità c’è?
In questo modo ottemperate al vero dovere del giornalista: informazione reale e non faziosa.
P.S. I dati valli a chiedere alla tua amica, che hai sponsorizzato in tutti modi facendole anche le interviste in ginocchio, Ines Fabbro (condannata dalla Corte dei conti) e, già che ci sei, anche all’altra amica della Fabbro, Jolanda Cei Semplici che ci risulta in contenzioso con l’AOUS di cui è stata Direttore.
P.P.S. Visto che siete tutte donne: SE NON ORA QUANDO (DIRE LA VERITA’)?
Settembre 16th, 2011 — Note redazionali
Notiamo con piacere che Stefano Bisi ci dà retta e segue le nostre indicazioni. Ha difatti corretto quella faccenduola dei quindici anni dalla morte della Fallaci. Beh … Caro Bisi ci sarebbe anche da correggere l’italiano dell’articolo in immagine. Capiamo che in effetti il congiuntivo non lo usa più nessuno, ma non esageriamo a metterlo anche dove non ci vuole. La dizione corretta non è “Vogliano fare …”, ma “Vogliono fare …”.
Settembre 15th, 2011 — Note redazionali
Il povero Stefano Bisi, distratto forse dal premio per il cane (a cui non è stato nominato il nostro cane Paco) nell’area sguinzagliamento col quale finalmente hanno trovato qualcosa da fare a Cannamela, che altrimenti non esisterebbe nelle cronache o forse distratto dall’evento degli studi geologici condotti sotto terra dall’Ateneo, con la paura di trovare il fondo della voragine universitaria causata dai suoi amici, scrive oggi che quindici anni fa moriva la Fallaci. Quindici anni fa la Fallaci stava proprio bene e si fumava i suoi tre pacchetti di sigarette al giorno e via. Forse il Bisi si è confuso con il primo anno di regno del Faraone Piero Tosi, da lui sempre e comunque appoggiato e che ha dissestato un ateneo insieme ad altri in modo tale che se la Fallaci fosse stata ancora viva avrebbe commentato anche peggio di come ha commentato l’11 settembre.
Settembre 8th, 2011 — Note redazionali

Mentre la Nazione di oggi dedica un’intera pagina alle vicende dell’ateneo più dissestato del mondo occidentale (prima nella classifica di Kinshasha degli atenei dissestati da torme di stiglianesi e soci), mettendo bene l’accento sull’inettitudine l’incapacità dell’attuale amministrazione e sottolineando come qualsiasi cosa portino in CdA viene sistematicamente buttata a fondo, nonché come l’ateneo sia stato colpito da un’altra “multina” da oltre un milione e mezzo, cosa fa l’ineffabile giornalista europeo Stefano Bisi? Scrive dieci righe dicendo che una vecchia multa TOSIANA (2004) è stata diminuita drasticamente a 100.000 euro. Stop. Dei revisori che bocciano tutto, del fallimento continuo delle operazioni di risanamento e delle varie visite dei Carabinieri in ateneo (l’ultima martedì) se ne guarda bene dal parlarne.
In compenso dedica altrettanto spazio di quello dedicato all’ateneo ad un piccolo biacco avvistato ieri in piazza del campo, la cui rimozione ha richiesto l’intervento dei Marines, dei ROS, dell’esercito e della protezione civile.
Bisi, ma perché invece di insidiare il Focardi per il premio National Geographic, non dici – per fare un esempio – al tuo amico genio inghirlandato di riportare i soldi dei libri in onore del sultano di Stigliano?
Settembre 6th, 2011 — Note redazionali

Lo schema è semplice (anzi Semplici): il giornalista europeo Stefano Bisi in largo anticipo aveva divulgato il nome di Ines Fabbro come futuro direttore amministrativo dell’università di Siena; appena nominata su base fiduciaria dall’ex responsabile del Cresco e attuale rettore pro tempore (la sua elezione è al vaglio della magistratura) la signora pensionata e condannata dalla Corte dei conti ricordava alla giornalista l’amicizia di lunga data con Jolanda Cei Semplici (ex direttore amministrativo e madre di un dipendente dell’università di Siena che sotto la guida della pensionata condannata ha avuto un incarico che altrimenti non avrebbe mai avuto). E non dimentichiamoci che a suo tempo lo stesso Bisi tifava sia per Jolanda Cei Semplici che per l’ex magnifico Piero Tosi.
Riformuliamo tre domande che non hanno ottenuto ancora risposte:
1) Come faceva il giornalista europeo Bisi a sapere del nominativo della pensionata Ines Fabbro?
2) Come mai il rettore ha nominato la pensionata solo su base fiduciaria e non in base alla selezione che era stata attivata?
3) E’ vero o no che la signora Fabbro è stata a cena insieme a Jolanda Cei Semplici(madre del dipendente incaricato a danno di gente sicuramente più competente di lui) e a Marcello Rustici (altro nome noto all’università)?
Si afferma da più parti che la pensionata sia molto vicina alla CGIL e infatti gode del sostegno massimo di questo sindacato. Quello che appare strano è questo: come mai un sindacato come la CGIL che ha organizzato uno sciopero a difesa dei lavoratori e contro i privilegi, qui a Siena, invece, sostiene un direttore amministrativo che da quando è arrivato non solo non risana nulla ma addirittura applica provvedimenti e iniziative lesive dei diritti dei lavoratori? Come mai? Come mai?
E ancora: come mai la pensionata condannata dalla corte dei conti percepisce uno stipendio di euro 177.027,62? Siete sicuri che il compenso sia conforme alla legge? E come mai non gli è stato assegnato uno stipendio di minore entità vista la situazione drammatica dell’ateneo?
Ma poi vi sembra una scelta coerente ed eticamente sostenibile affidare a una condannata per danno erariale il compito di risanare un ateneo dissestato anche per numerosi danni erariali commessi dai dissestatori famosi?
La pensionata, da quello che riusciamo a sapere dall’ateneo, si atteggia a baronessa unta da chissà quale entità e dai risultati che sono sotto gli occhi di tutti è evidente che lo stipendio che prende sia largamente immeritato. E l’aspetto ancora più indigesto del modus operandi della pensionata è la difesa ad oltranza della vecchia nomenclatura e di soggetti palesemente indagati per il dissesto, e mai rimossi dai loro incarichi, come risulta dalle notizie di stampa.
Ne parlavo di recente e in modo fraterno con dei conoscenti di Bologna e gli stessi mi dicevano: da quando la Fabbro non è più all’università di Bologna la stessa è svettata in cima alle classifiche come ottima università; e sempre gli stessi si chiedevano come mai a Siena abbiano optato per dare l’incarico a una pensionata.
Il doppiopesismo e la doppia morale praticati della politica senese non partoriranno mai una posizione netta contro i dissestatori e non chiederanno mai alla pensionata di levar le tende dall’ateneo: attendiamo solo il giusto peso della magistratura senese. Meglio tardi che mai!!!
Nel frattempo mentre rileggerò la nobile storia di Luigi Zamboni e G.B. De Rolandis, tanto cara a un bolognese famoso e nostra fonte di ispirazione di questioni universitarie, spero che la pensionata Fabbro decida autonomamente di mollare la presa. Ritorni a fare la pensionata: per il bene dell’ateneo.
P.S. Domanda a latere per il giornalista europeo Stefano Bisi: come mai caro Bisi, visto che ti sei scandalizzato per la nomina di quel mantovano Ezio Zani (fermato nel 2004 in stato di ebbrezza) nel cda della banca Antonveneta, non ti sei scandalizzato fortemente (anzi hai tifato per lei) quando il tuo caro rettore Riccaboni ha nominato direttore di un ente dissestato Ines Fabbro, già condannata dalla corte dei conti? Come mai?
Settembre 1st, 2011 — Note redazionali

Caro sindaco Ceccuzzi, era proprio il caso di rivolgersi con le querele nei confronti del Corriere di Siena? Probabilmente il giornale ha sbagliato, ma non è con le querele che si gestiscono i rapporti con la stampa da parte di un ente pubblico. Noi non abbiamo ottimi rapporti con Il Bisi e con il Corriere di Siena, ma una querela, in merito all’argomento trattato, ci sembra eccessiva e apre un precedente che lede la libertà di stampa. Con parsimonia, Maestro James
Agosto 31st, 2011 — Note redazionali
L’immancabile giornale d’inchiesta del solerte ed europeo giornalista Bisi rimette al centro della discussione e dell’agenda istituzionale di questa città un problema che sta sconvolgendo le notti e le tasche dei senesi: una flanellata da una finestra. Urge convocare i consigli comunali e provinciali per costituirsi parte civile contro la blasfema, la femme fatale, la peccatrice estiva. Quelle tette al vento e quelle effusioni mettono a serio rischio la stabilità sociale ed economica della città. Non possiamo tollerare simili sconcezze: siamo nel 2011 e non sono consentite manifestazioni lascive ed eccitanti. Poi la gente non dorme e rischia di dedicarsi a gesti manuali rischiosi per gli occhi e la vista. Convocare urgentemente il soviet degli oculisti e il soviet della censura sessuale. Ma fatela finita … fatela finita!!!! All’ateneo si sono trombati 270.000.000 di euro, le aziende sono in crisi e le famiglie e i giovani stentano a sbarcare il fine mese. Ammettiamo pure che la ragazza è stata imprudente e poco educata verso la piazza durante il palio: ma chiudiamola li, non ci ritornate sopra.Poi puo’ darsi che questi scoop e queste inchieste del Bisi servono per rafforzare il carattere europeista e quindi con questa mossa salire la classifica delle città europee. O forse queste notizie e queste inchieste dal sapore bacchettone e ipocrita servono per spostare l’attenzione su problemi frivoli per nascondere quelli reali e che interessano i cittadini. Volete processare la peccatrice? Vogliamo bruciarla come facevano con le streghe? Vogliamo linciarla mediaticamente? Fate pure e scandalizzatevi: per gli ipocriti lo spazio non manca mai e quando avete finito cercate di trovare il tempo di mettere nell’agenda politica problemi seri. Denunciate anche noi: meglio due tette al vento che una banda di dissestatori e di menefreghisti della politica.
Viva L’Italia laica e democratica!!!
ps. Noi non abbiamo mai scritto e non scriveremo mai nulla sul Palio: ma secondo voi tutta questa enfasi su un episodio di cui non si era accorto quasi nessuno, come del resto le cazzate scritte dalla Brambilla, serve al Palio? A volte evitare di parlare e scrivere( con il risalto alle polemiche contro il Palio) aiuta a preservarsi da polemiche piu’ grosse e mediaticamente piu’ rumorose.
http://www.youtube.com/watch?v=MJ_QT4ymABU
Giugno 27th, 2011 — Note redazionali
Murdoch, Berlusconi, De Benedetti, Monti-Riffser, sono dei dilettanti del sistema dell’informazione!!!
Noi, voi e buona parte degli abitanti della Terra, di Marte e di Giove lo sapete cosa siamo? Degli emeriti ingenui e delle persone distratte e poco attente. Noi che magari la mattina leggiamo il quotidiano La Repubblica, il Corriere della Sera, la Nazione, Il Fatto Quotidiano, oppure guardiamo Rai 1 o Rai 3, o il Tg5 o i canali Sky, lo sapete cosa siamo? Degli alieni, punto e basta. E non replichiamo, altrimenti rischiamo di venir tacciati di “popolo ignorante”.
E poi: noi, voi e altri poveri ingenui, pensavamo che i problemi di Siena erano l’università dissestata, la crisi occupazionale, la crisi della Fondazione e banca MPS, i tagli alle scuole???!!! Naaaaaaaaaaaa … siamo solo dei poveri ingenui e iettatori.
Il problema dei problemi meritevole di dichiarazioni in grande stile da parte delle istituzioni senesi era la veste grafica di un giornale online. Infatti il Bezzini, il Ceccuzzi e non ultimo il rettore Riccaboni si sono precipitati con la forma riservata alle grandi questioni della terra per esaltare il cambio della grafica del giornalino online Siena News avente come direttore responsabile il mitico giornalista libero e non di parte Stefano Bisi.
Avvertite il governatore della Toscana Enrico Rossi, il Presidente del parlamento europeo, la regina Elisabetta e il presidente Obama che devono diramare una nota congiunta tesa ad esaltare la nuova veste grafica del giornalino online del direttore responsabile Stefano Bisi.
Prendete ad esempio il Riccaboni. Non trova mai il tempo per rendere note le sue decisioni e quelle del magnifico direttore amministrativo Ines Fabbro, però lo trova per esaltare il giornalino che riscuote le simpatie del comunicatore Boldrini. A proposito: Riccaboni afferma che il giornalino in questione “costituisce un riferimento tempestivo e affidabile per chiunque voglia essere aggiornato su quanto avviene in città “. Wuao! Che tempestività il Riccaboni nell’affermare questa surreale tempesta di incoerenze con la realtà dell’informazione locale.
Certo i membri del groviglio tanto caro al Bisi non possono non dichiararsi fedeli al giornalino online tanto caro all’ideatore del groviglio stesso. Chissà chi sono gli sponsor economici del suddetto giornalino??!!! Forse gli stessi del giornalino cartaceo del caporedattore Bisi???!!!
Noi siamo all’antica e ci rinfreschiamo la materia grigia con il mentore del sistema dell’informazione. Ecco a voi: http://www.youtube.com/watch?v=3i1yAZS2TB8
Aprile 27th, 2011 — Note redazionali


Seguramente il Bisi sta affrontando una traversata nell’oceano in piena solitudine, confondendo “l’oriente” con l’occidente, e nel vano tentativo di resettare la bussola sbanda da una riva all’altra. In questo suo andare disperso prova a dare un colpo al cerchio e uno alla botte e non si rende conto che quei colpi dati a casaccio si stanno rivelando un boomerang: colpisci colpisci e rimani colpito. Ma si renderà conto il Bisi che la politica senese( quella reale) è stanca del suo non-giornalismo e del suo voler inquinare a tutti i costi la campagna elettorale? Probabilmente il Bisi se ne sta rendendo conto ma è talmente orgoglioso da non ammettere l’errore e quindi per dimostrare ai suoi collaboratori e apprendisti che ancora conta qualcosa alza il livello dello scontro e si riposiziona ufficialmente nello schieramento ceccuzziano. A questo punto pero’ due riflessioni sono d’obbligo.La prima,palesemente scontata, è la seguente: Bisi ha deciso di schierare il suo giornale con il Ceccuzzi e alleati dimenticandosi che il chianino aveva dichiarato che “la massoneria è moralmente ed eticamente incompatibile con l’iscrizione al partito”.In tutto questo valzer di ipocrisia il Bisi dimentica di ricoprire il ruolo di Presidente del collegio dei Maestri Venerabili della Toscana del Grande Oriente d’Italia.Visto che il presidente Bisi fa campagna elettorale per lo schieramento ostile alla massoneria che cosa aspetta a dimettersi dall’incarico nel GOI o forse aspetta che qualcuno ne chieda ufficialmente le dimissioni?
Altra riflessione. Dal suo giornale il Bisi garantisce ampio spazio alla coalizione del Ceccuzzi che attacca i vertici della Banca MPS e addirittura il partito del Ceccuzzi si è scagliato contro Caltagirone(socio privato di MPS).Siccome MPS ha una partecipazione nella società che edita il corriere di Siena, perché il consiglio di amministrazione della stessa banca non prende la decisione di interrompere questa partecipazione visto che il corriere di Siena fa campagna elettorale per coloro che attaccano la governante della banca?
E oggi per non smentire il suo ritardo nel comprendere l’evoluzione della politica sia locale che nazionale che cosa scrive il Bisi sul suo giornale? Dei 27 rinviati a giudizio per il dissesto dell’ateneo senese? No di certo. Di questo il Bisi non ne parla e non trova nemmeno il tempo di chiedere un giudizio in tal senso al professore emerito Mauro Barni tanto sponsorizzato nell’album fotografico del corriere di Siena. Di cosa si occupa oggi il Bisi con fare da giornalismo d’inchiesta mondiale? Di una vicenda che non ha nessuna aderenza con la campagna elettorale e con le vicende della vita civile e politica senese. Il Bisi pensando di fare uno scoop ci racconta di una inchiesta della polizia civile di Porto Seguro(Brasile) e della poliziotta brasiliana Eliana Teles Barbosa.
Seguramente il Bisi pensava di fare uno scoop strepitoso ma di questa storia sono seguro che non interessa de seguro a nessuno.
Maestro James