Febbraio 27th, 2011 — Note redazionali

“Il pozzo di San Patrizio”. Così è stata giustamente – e purtroppo – definita l’Università senese in un bell’articolo a firma di Stefano Cecchi su La Nazione di sabato.
Debiti che scappano fuori da ogni anfratto rappresentando ogni giorno di più la cifra che ha contraddistinto una certa gestione. L’ultima matassa da dover districare riguarda la vicenda di un debito extra bilancio di circa 26.000 euro riguardante una pubblicazione (anche senza la quale, ci viene da pensare, il mondo della ricerca accademica poteva ugualmente andare avanti) intitolata “Studi in onore di Luigi Berlinguer”, edito dalla casa editrice Rubbettino e il cui costo a copia, da come riportato anche sulla stampa, ammontava a ben 87,3 euro, non proprio economico direi. Ma, davanti a cotanta novità scientifica non si poteva certo badare a spese.
Ma ciò che è veramente degno di essere reso noto a tutti (perché qui, caro Ceccuzzi, non si tratta di fare speculazione come detto dallo stesso, ma si tratta di far sapere a tutti come è stata gestita una parte non insignificante di Siena in alcuni anni, anni in cui lo stesso Ceccuzzi, peraltro, ricopriva incarichi politici di primissimo piano in questa stessa realtà) non è tanto il disquisire o meno sull’utilità di tale pubblicazione, quanto le modalità con cui la stessa venne fatta.
Perché, cari lettori, per tale pubblicazione non fu mai stato assunto nessun impegno di spesa nel bilancio dell’Ateno senese.
Così oggi l’Università di Siena si trova sul groppone a dover pagare anche roba che non aveva previsto a bilancio, e anche se l’importo, all’interno della razzia generale delle casse dell’Ateneo, può sembrare una cifra contenuta rimane la non legittimità del modo con cui è stata fatta.
Sempre dalla stampa si apprende (anche se qualche voce di corridoio era da un bel po’ che era trapelata in giro) che la spesa che impegnò l’Università venne fatta per il tramite dell’allora suo centro comunicazione e marketing, il quale provvide all’acquisto nel gennaio del 2006, sotto il Rettore Piero Tosi.
Sempre da ciò che viene scritto nei quotidiani si apprende anche un’altra cosa totalmente non condivisibile. Ossia che il Cda dell’Università sta pensando di provvedere a ratificare il pagamento del debito fuori bilancio. Saremo curiosi di sapere se e laddove portasse avanti questa decisione, il Cda non pensi anche che sia il caso di rivalersi verso chi impegnò l’Università con una spesa che non era prevista a bilancio?
Perché è l’ora di farla finita di mettere sempre pezze sugli errori di certa gente. Sarà populistico dirlo, ma è arrivato il momento che chi ha sbagliato paghi. Dato che, ad oggi, per colpa di comportamenti irresponsabili e disinvolti ci sono dipendenti che stanno subendo sui propri salari i frutti del libertinaggio economico.
Si legge, ancora, che il Cda dell’Università dovrà per forza prendere una decisione entro il 15 marzo, data che rappresenta la scadenza del termine concordato con il legale della Rubbettino per il pagamento.
Sarà il caso di cominciare a dare segnali di buon esempio? Sarà forse il caso di dimostrare con i fatti che non si agisce in regime di due pesi e due misure e quindi, se tagli ci sono stati agli stipendi del personale del tutto innocente verso tale buco, tagli ci dovranno essere anche nei confronti di chi a parte del buco ha contribuito? Perché qui non si tratta solo di pagare o meno un debito extra bilancio. Qui si tratta anche di assumersi una responsabilità morale, nel caso il buco di quella spesa venisse tappato senza rivalersi verso chi lo ha fatto. E L’Università, culla del sapere e dell’insegnamento, è tenuta ad insegnare anche la disciplina dell’assunzione delle proprie responsabilità, quella disciplina che impone, appunto, l’applicazione del vecchio motto che dice “chi sbaglia, paga”.
Firmato
La Primula Rossa
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali


SIENA. Era il lontano 12 novembre 2008. Con un secco comunicato stampa l’Università di Siena annunciava le dimissioni del direttore Amministrativo, Loriano Bigi. Era stato lo stesso Bigi a dare notizia delle sue dimissioni dopo che l’allora rettore, Silvano Focardi, gli aveva chiesto di fare un passo indietro per dare un chiaro segnale di discontinuità.
Il pauroso buco dell’ateneo era già venuto fuori e, ogni giorno, si aggiungevano tasselli ad un quadro decisamente scoraggiante. Loriano Bigi, assiema a Silvano Focardi a Piero Tosi e ad altri funzionari dell’ateneo aveva ricevuto un avviso di garanzia per falso in atto pubblico. L’atmosfera era pesante e non era certo facile tenere la posizione di fronte a responsabilità sempre più eclatanti. L’uscita di scena di Bigi, però, non era definitiva.
Di qualche giorno fa la notizia di un Decreto Ingiuntivo datato 3 febbraio 2011 presentato dall’ex direttore amministrativo al Tribunale del Lavoro di Siena. Bigi chiede, in sostanza, 102.131,37 euro quale indennità di mancato preavviso (pari a 9 mensilità) a cui aggiunge 1.400, 00 euro per rivalutazione monetaria e spese di procedura. Tutto questo Iva e Cap escluse. Il procedimento ha la caratteristica di “provvisoria esecutività” e questo ha obbligato l’Ateneo ad agire rapidamente per presentare una opposizione.
Incaricati di difendere l’Università in questa causa sono gli avvocati Ilaria d’Amelio e Alessandra Bassiato. La decisione verrà ratificata nella prossima seduta del Consiglio di Amministrazione.
Cda che sarà chiamato anche ad autorizzare una variazione al Bilancio di previsione.
La spesa fuori bilancio risale al 2006 e riguarda l’acquisto di 300 copie del volume “Tra diritto e stroria. Studi in onore di Luigi Berlinguer”, scaturito da uno studio realizzato in collaborazione tra l’Università di Siena e quella di Sassari. Una spesa “esigua” se si considera il buco dell’ateneo, ma indicativa della gestione “pomposa” che ha portato al dissesto finanziario.
I volumi erano stati ordinati alla casa editrice Rubettino dal professor Maurizio Boldrini, responsabile del centro Comunicazione e Marketing. Un acquisto che, all’epoca, non aveva allegato alcun impegno di spesa da parte dell’Università ma una lettera del professor Boldrini che assicurava il consenso da parte dell’allora rettore Piero Tosi. La consegna dei libri è avvenuta nel 2009 ed ora la casa editrice chiede che gli venga saldata la fattura.
Anche qui avvocati e minacce di causa che, all’Università di Siena, proprio non fanno bene. Al punto che, in questo caso, si è deciso di superare l’impasse e di pagare subito la fattura, chiedendo al cda di approvare una variazione al Bilancio.
Febbraio 18th, 2011 — Note redazionali
Ma quale emerito!!! Ma stiamo scherzando? Che venga subito istituita una commissione di inchiesta a Medicina visto che oltre ai concorsi truccati ci sono illegalità diffuse fra cui quella di un chirurgo con un occhio solo. E bsta con questa tarantella della “fiducia nella magistratura” e dell'”attesa della conclusione delle indagini”. Gli enti pubblici devono agire in autotutela e sospendere tutti coloro i quali siano inquisiti per illiceità. Altro che fiducia! Ne abbiamo avuta anche troppa e nelle persone sbagliate, evidentemente, come dimostrano i 77 indagati del sistema Siena.
Febbraio 18th, 2011 — Note redazionali

Disquisendo all’interno della nostra redazione sull’elezione del rettore, che ricordiamo sono ancora oggetto di indagini (ipotizziamo concluse) da parte della Magistratura, abbiamo confiviso tra tutti importanti riflessioni, anche in merito alla nomina del direttore amministrativo Ines Fabbro (ricordiamo che la stessa è stata condannata dalla Corte dei Conti e che la sua selezione è, ancora una volta, al vaglio della Magistratura). Inoltre ci preme sottolineare che l’università è un’istituzione pubblica e quindi soggetta a tutti gli effetti alle leggi del nostro ordinamento giuridico.
Sulle elezioni del rettore andiamo indietro con la memoria al luglio scorso quando sul Corriere di Siena appariva un’invito da parte di Cotta e Isernia, sponsor di Riccaboni, a Vicino, altro candidato, a farsi da parte. Già questo non può essere considerata una pressione indebita ed un indizio di irregolarità delle elezioni? E siamo sicuri che non ci siano stati altri interventi, magari da parte di consiglieri comunali, rappresentanti quindi della cittadinanza, scritti o orali per fare le medesime pressioni? Sarebbe assai grave, non credete cari Cittadini?
E sulla scelta del direttore amministrativo? Non trovate strano che il Corriere di Siena facesse il nome di Ines Fabbro quasi un mese prima dell’emissione del bando di selezione? E non è altrettanto strano che nel settembre, quando ancora mancavano due mesi alla nomina di Riccaboni, INes Fabbro si fregiasse già su siti istituzionali della carica che non le era stata ancora assegnata e sulla quale gravano ancora oggi fortissimi dubbi di legittimità, visto fra l’altro che in commissione c’era Riccaboni stesso? Ci potrebbero esibire per cortesia questi signori gli atti della selezione? O non possono?
Cesare Mori
Febbraio 16th, 2011 — Note redazionali

Apprendiamo che Fiorino Iantorno, consigliere comunale di Siena uscente per RC, pur avendo contro gran parte del suo partito, si è schierato a sostegno della candidatura di Franco Ceccuzzi. Uno schieramento naturale per Iantorno, visto che prima di approdare a Rifondazione prima era iscritto al vecchio PDS e visto che era ed è un sostenitore della nomenklatura tosiana-riccaboniana. Siccome il sig. Iantorno si presenta come futuro amministratore di questa città sarebbe opportuno che lo stesso spiegasse alla cittadinanza il suo ruolo di ex membro del CdA presieduto dal dissestatore Tosi. Ricordiamo che Fiorino Iantorno è stato membro del CdA dal 1999 al 2002 e quindi sarebbe opportuno che desse pubblicamente la sua valutazione sull’operato del Rettore Tosi e visto che ci siamo, in considerazione del fatot che lui si dichiara “comunista”, perché non esprime una posizione politica sul taglio agli stipendi dei dipendenti e sul dissesto dell’università in generale?
Febbraio 16th, 2011 — Note redazionali
Alla lettura della rassegna stampa di oggi questi uffici hanno sobbalzato sulla sedia quando hanno visto ciò che riportava la Nazione:
IL GIUDICE del lavoro impone all’Ateneo di pagare circa 100 mila euro all’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. L’Università non ci sta. E si «oppone», affidando agli atti già depositati in tribunale le proprie ragioni. E’ l’ennesimo colpo di scena di una telenovela che pare senza fine. Si è arricchita di un’altra puntata quando i primi giorni di febbraio è arrivato negli uffici del rettorato il decreto ingiuntivo del giudice, peraltro immediatamente esecutivo. Tradotto: imponeva di pagare subito la cifra in esso contenuta, come detto circa 100mila euro. Il motivo dell’atto? La riscossione dei mesi di mancato preavviso che dovevano precedere, a giudizio dell’ex dirigente, il passo indietro dall’alto incarico amministrativo ricoperto fino a novembre 2008. L’Università – che si dibatte ogni giorno fra mille difficoltà economiche – si è opposta chiedendo al contempo la revoca della provvisoria esecutività. Ossia di non essere costretta ad erogare immediatamente la cifra, preferendo attendere la causa vera e propria che seguirà. La novità giunge in una fase delicatissima per gli equilibri interni all’Ateneo stante l’elevato grado di contenzioso in essere.
Sorvoliamo sulla palese faccia di bronzo dell’individuo in oggetto e passiamo alla domanda che ci sorge spontanea: ma com’è possibile che tutte le istituzioni a partire dall’Amministrazione universitaria, passando per Comune, Provincia, Regione (rappresentate in CdA) per giungere alla Procura della Repubblica con la propria inoperosità e con le lungaggini che sono sotto gli occhi di tutti, siano stati in grado di mettere un inquisito per il dissesto finanziario dell’Ateneo, in altre parole uno dei principali dissestatori, nella condizione di comportarsi in modo così sfacciato? Sarà mica il caso di metterci una pezza?
E sempre a questo proposito: ma il Ceccuzzi e tutto il suo partito più i cagnolini scodinzolanti Iantorno e Cannamela che ne pensano di tutto questo? Visto che hanno in mano il potere cittadino e che ce l’hanno da più di dieci anni a questa parte ed a loro sono ascrivibili abbondanti responsabilità (politiche per carità) nel disastro dell’Ateneo, non possono dire qualcosa? Lasciano macellare allegramente studenti e personale così? Senza muovere un dito? Lasciano che rimangano impuniti ed anzi avanzino pretese personaggi come quello attenzionato?
Una sola parola: vergogna!
Cesare Mori
Febbraio 8th, 2011 — Note redazionali
E’ notizia di questi giorni che il 10 febbraio i docenti della Facoltà di medicina dell’università di Siena saranno chiamati a votare sulla proposta di conferimento del titolo di professore emerito a Piero Tosi insieme ad altri 4 colleghi dello stesso. Noi eravamo già intervenuti http://shamael.noblogs.org/post/2011/01/02/non-sara-mica-vero/ per sollevare l’inopportunità di simile proposta.
E oggi a maggior ragione, ritengo che sia doveroso e necessario per quel minimo rispetto verso l’istituzione pubblica e nei confronti della comunità università e piu’ in generale per la collettività senese che la proposta di conferimento del titolo di professore emerito sia RITIRATA.
Conferire a Piero Tosi tale titolo ,già a suo tempo sospeso dal GIP dalla carica di rettore http://it-istruzione.confusenet.com/showthread.php?t=28574 , poi condannato http://www.0577news.it/index.asp?idn=10518 e successivamente indagato per il dissesto dell’ateneohttp://iltirreno.gelocal.it/montecatini/cronaca/2010/10/29/news/dissesto-finanziario-all-universita-di-siena-indagato-piero-tosi-2628866, è uno schiaffo pesante alla richiesta di rinnovamento e risanamento dell’ateneo e il segno tangibile del disprezzo da parte di chi ha avanzato simile proposta nei confronti delle inchieste della magistratura e nei confronti dell’etica pubblica.
Ma con quale coraggio taluni hanno pensato di avanzare simile proposta? Con quale senso dell’istituzioni il 10 la Facoltà di Medicina procederà alla votazione di tale conferimento di titolo? E poi. Non sarebbe l’ora di finirla con questa logica baronale della gestione universitaria?
Mentre tanti giovani , madri e padri di famiglia, dipendenti dell’università si trovano con i salari ingiustamente tagliati perché Riccaboni e la Fabbro hanno deciso di far pesare su loro i danni del dissesto, i baroni e gli amici del Tosi con spensieratezza si sentono nel diritto di dare un riconoscimento all’indagato per il dissesto dell’università Piero Tosi.
In città le forze politiche e le istituzioni non dicono niente? Maurizio Cenni o altri sindaci si sarebbero mai permessi di conferire la cittadinanza onoraria a cittadini indagati per il dissesto del Comune?
Ascoltate un consiglio ragionevole: RITIRATE QUESTA PROPOSTA ASSURDA!!!!
Maestro James
Febbraio 8th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici e questi Spazi di Luce sentono il dovere di innalzare una lode, una di più, al Professor Giovanni Grasso che in questo articolo prende una durissima posizione e apporta dei dati inconfutabili a proposito della querelle scatenata dalla CGIL universitaria non più tardi di tre giorni fa a proposito di certi concorsi cui hanno preso parte dirigenti sindacali di quella sigla e di quanto avevamo da dire su quei concorsi. Articolo di Grasso tosto ripreso dal Cittadinoonline in questo articolo.
A voi la lettura e le conseguenti riflessioni.
Maestro James e Cesare Mori
Gennaio 31st, 2011 — Note redazionali

Questi uffici avevano già segnalato la presenza al 2008 di una serie di spese fatte negli anni precedenti fuori bilancio per un totale di 11 milioni e passa. Fra questi debiti contratti fuori bilancio c’erano anche 26.000 euro impegnati per gli Studi in onore di Luigi Berlinguer.
Una domanda che ci sorge spontanea è: considerato che prima o poi questi 26.000 euro andranno pagati a chi ha eseguito il lavoro, chi li paga? I contribuenti o chi ha firmato contratti di edizione senza passare dai controlli contabili e dagli organi preposti?
La domanda è ovviamente rivolta al duo di testa dell’Ateneo, cioè al Rettore pro tempore Angelo Riccaboni e al direttore amministrativo pro tempore Ines Fabbro.
Altra domanda consequenziale: ma il CdA ne sa niente? E se sì, che ne pensa?
Di questi uffici
Cesare Mori
Gennaio 27th, 2011 — Note redazionali


A questi uffici viene riferito che oggi sono arrivate le buste paga dei dipendenti universitari decurtate del salario accessorio, dal che discendono due cose:
1) Il Riccaboni nell’intervista rilasciata alla sedicente giornalista Gaia Tancredi ha sparato un mare di cazzate in mala fede, come peraltro questi uffici avevano già rilevato;
2) lo Iacoboni che esce stamane con quelle dichiarazioni scritte in parte sotto dettatura di esponenti politici che a questi uffici risulta “lavorino” nello stesso suo ufficio (Iantorno), dovrebbe dimettersi dal sindacato visto che danneggia tutti i colleghi e anche i propri iscritti.
Una sola parola: vergogna!
Firmato: Cesare Mori