Dal fantastico mondo di Amélie al magico mondo di Via Roma 56

Così lontNano, così Vicino! Ecco cosa ci sentiamo di dire. Dal cappello del genio e da altri cappelli provengono una miriade di fantastiche idee per ravvivare Via Roma 56.

C’è da trovare la sede per una SrL? C’è Via Roma 56.

C’è da piazzare un Centro Interdipartimentale? C’è Via Roma 56 e 57

E la casetta dei nani dove la mettiamo? In Via Roma 56

E la biblioteca di Lettere? In Via Roma 56

E il Centro di Calcolo? Ma in Via Roma 56

C’è da fare un’associazione Università Libera? C’è Via Roma 56, of course!

Ma visto che vogliono liberare l’Università perché non cominciano a levarsi loro da tre passi dai coglioni così magari l’Università è libera davvero? Basta con queste buffonate!!! Appena si sente odore di elezioni del rettore spuntano ambigui personaggi che si circondano di stiglianesi e derivati! I genii impazzano per il San Niccolò!

I dissestatori e i dissestaTOSI devono andarsene!!!

Una love story stiglianese

Il mito di Via Roma 56 … infact è così …

Noi non abbiamo né tempo né voglia e nemmeno il diritto di entrare nel merito dei rapporti tra aziende private e i propri clienti. Infact noi da giorni mettiamo in luce altro. Come mai una società srl denominata IN.FACT ha dichiarato, utilizzando i locali e altro, di avere la sede operativa in Via Roma 56-53100 (sede dell’Università di Siena, di cui la stessa paga regolare contratto di affitto ad altro soggetto)? Chi ha autorizzata questo visto che la società IN.FACT non risulta essere uno spin off? E ancora come mai un docente dell’Università, tal Antonio Rizzo, è socio e consigliere di amministrazione della stessa società? Forse perchè ha ricevuto l’autorizzazione del CdA dell’Università? Come mai lo stesso Rizzo e il genio Boldrini hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni al quotidiano la Nazione di Siena in merito alla società IN.FACT? Dichiarazioni di Rizzo:

“I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docente li ho sempre sostenuti …”.

Dichiarazioni del genio Boldrini:

“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.

Girovagando sul web abbiamo ritrovato due siti internet che ci informano sulle prodezze degli Infactiani oltre che del genio (onnipresente). Sul sito Linkedin troviamo “Quando Salvietti & Barabuffi e MPS si sono rivolti ad In.Fact cercavano un prodotto editoriale completamente nuovo, in grado di interpretare le nuove tendenze e di sfruttare appieno le potenzialità dei devices tecnologici ormai largamente diffusi”.

http://www.linkedin.com/company/in.fact/miti-di-citt-110868/product

Sul sito www.jiulienews.it troviamo: “La realizzazione tecnica è stata effidata dalla casa editrice Salvietti & Barabuffi ad In.Fact srl, azienda nata nel contesto dell’Università di Siena ed interamente composta da neolaureati di Scienze della Comunicazione ed Ingegneria”

http://www.julienews.it/notizia/economia-e-finanza/miti-di-citta-il-gruppo-montepaschi-lancia-il-primo-ebook/60629_economia-e-finanza_4_1.html

In conclusione: questa IN.FACT srl non risulta essere un spin off, utilizza via e locali di un ente pubblico per attività privata, due docenti sono a conoscenza, hanno rapporti e sponsorizzano la stessa, etc. etc. .., quindi ci domandiamo come sia possibile tutto questo e nel contempo siamo curiosi di conoscere l’esito delle famose indagini interne all’Università annunciate dal Rettore o se il Magnifico si è rivolto ai carabinieri per denunciare la vicenda IN.FACT o eventuali iniziative promosse in tal senso da membri del CdA o dall’ufficio legale dello stesso Ateneo. Siamo curiosi ma curiosi. Cosi come siamo curiosi sulla famosa questione dei volumi in onore di Berlinguer Luigi.

Lo sbarco dei Mille all’Ateneo

Visto che lo storico Catoni è così appassionato di valori risorgimentali ed è arrivato addirittura a convocare tutti i servitori della ex piccola Oxford berlingueriana-tosiana, grazie anche all’impegno giornalistico del mitico Bisi, a questo punto siamo curiosi di conoscere il giudizio del medesimo storico Catoni su questo aspetto: come si possono conciliare i grandi valori risorgimentali con il gruppo che ha contribuito se non ha fatto addirittura da protagonista nel dissesto finanziario dell’Ateneo? La domanda ci sorge spontanea perché al cospetto del megafono erano presenti alcuni dissestatori e sostenitori di questi ultimi ben noti a quest’ufficio. In prima fila apparivano il genio Boldrini, l’invisibile assessore alla cultura Marcello Flores e il tosiano Fiorino Iantorno. D’ora in poi il megafono sarebbe bene usarlo per mettere in luce le nefandezze che hanno ridotto in ginocchio l’Ateneo così come i valori risorgimentali bisognerebbe ricordarseli 365 giorni l’anno e non per ostentare una condivisione del tutto evanescente e non sostanziale.

Perché certo se il grande Garibaldi fosse stato ancora vivo i Mille li avrebbe mandati dentro all’Ateneo per liberlo dai dissestatori!

Parlino chiaro tutti ché si sta meglio

Al di là della assoluta mancanza di senso dell’opportunità di alcuni psichiatri di invitare alla settimana del cervello Boldrini aka Boldrake (al centro da settimane di polemica sulla gestione allegra dell’Università tosiana e berlingueriana), questi uffici osservano che il titolo del Corrierino dei Piccoli diretto dall’ineffabile Stefano Bisi sull’evento è estendibile e di molto: I dottori parlino chiaro! Bene! Parlino chiaro però anche i dissestatori e i dissestaTOSI, nonché Riccaboni e Fabbro. La frase da dire chiaramente è: “Boldrini ti preghiamo di staccare un assegno per ricoprire il debito fuori bilancio che hai causato con l’accquisto dei libri in onore del Sultano di Stigliano” oppure “Boldrini puoi chiarire per cortesia il ruolo tuo, di Rizzo, di tua figlia e di tuo genero nell’affaire In.Fact?”. Se poi i vertici dell’Ateneo, cioè il rettore pro minor tempo possibile Riccaboni e il direttore amministrativo pro minor tempo possibile Ines Fabbro, nonché il consiglio di amministrazione volessero far chiedere tali chiarimenti da un paio di Carabinieri di stanza in San Francesco sarebbe anche meglio.

Tutto salvo che far pagare al posto dei dissestatori e dei dissestaTOSI i contribuenti.

Firmato: Cesare Mori

Edizione straordinaria: Qualcuno aiuti Maurizio Boldrini.Potrebbe pensarci il Bisi, ma in questi giorni è impegnato

“Sono una vittima del sistema…. ce l’hanno con me … io non c’entro nulla … qualcuno mi aiuti e mi difenda dagli attacchi di Fratello Illuminato etc. etc. …”. Molti di voi nel leggere queste frasi azzarderebbero questo riferimento: Fratello Illuminato ha attaccato Silvio Berlusconi. E invece no. Le frasi teoricamente sono riconducibili alla prassi berlusconiana del “sono la vittima di un sistema che ce l’ha con me”; una musica a cui il Silvio nazionale ci ha abituato da sempre. Ma in questo caso “la povera vittima” non è Silvio, bensì Maurizio Boldrini.

Poverello lui e cattivoni noi. Per colpa nostra il genio di Via Roma 56 è finito sotto la lente d’ingrandimento, come nella famosa “parabola del microscopio” in cui il ricercatore inverte il suo ruolo: da ricercatore si trasforma in ricercato. O meglio , nel nostro caso specifico, da “comunicatore” si trasforma in un “comunicato stampa continuo” (oltre alla trasformazione in razzo missile). Per il Boldrini (ex responsabile tosiano dell’area comunicazione dell’università, ex rettore ombra, ex braccio destro e sinistro della nomenclatura berlingueriana-tosiana) i numerosi interventi apparsi sul Blog Fratello Illuminato rappresentano la fine del suo “impero della comunicazione” fatto di allievi sparsi un po’ ovunque, di giornali amici e di coperture politiche ben note, che vanno da Franco Ceccuzzi, Marzucchi Mauro fino a Lorenzo Rosso. Esatto, avete capito bene:è finito l’impero della comunicazione boldriniana.

Procurategli degli specchi nuovi perché Boldrini in questi giorni a forza di arrampicate ne ha consumati a camionate. I politici non gli rispondono e non lo “proteggono”; sui giornali nessuno scrive più “belle parole” per il grande genio, ma soprattutto non esiste più la “grande università” tosiana dove potersi nascondere e fare il bello e il cattivo tempo. Pero’ il genio non dispera: con qualche insistenza in più potrebbe convincere il suo amico Stefano Bisi a scendere in pista a difesa, con la stessa passione con cui quest ultimo sponsorizzava il rettore Riccaboni. Il Bisi vorrebbe aiutare il genio, in questi però è impegnato , non nella ricerca di “colpo di genio” ma in un “gran colpo da maestro”.

Speriamo che i “colpi” a forza di aumentarli non vadano ad infrangere definitivamente gli specchi a cui tentano di arrampicarsi entrambi.

Non pensi che ci dimentichiamo

Questi uffici vogliono notificare che la Redazione di Fratello Illuminato non si è fatta InFactuare e non è che si è dimenticata di quella faccenduola dei libri in onore di Luigi Berlinguer comprati senza autorizzazione degli organi preposti e lasciati a giacere (probabilmente insieme a dei libri in cirillico acquistati dall’Istituto Gramsci sui cui ritorneremo) in antri polverosi. Non pensino certi dissestatori che siamo tutti presi dai prodigi che avvengono in Via Roma 56 e che quindi ci dimentichiamo di ricordare di questa storia. Anzi, vogliamo ricordare che ci sarebbe un assegnuccio da staccare dell’importo di 26.210 euro. Vogliamo provvedere prima che lo debbano pagare i contribuenti? Il Genio veda di trovare il tempo per passare da Rettorato e staccare l’assegno, fra una presentazione ed un’altra.

Di questi uffici: Cesare Mori

Ma te guarda le coincidenze!

Questi uffici rilevano che in Via Roma 57 è sito il Centro Interdipartimentale presieduto da Bettini. Tutto questo nella villetta del Glicine. Osservano questi uffici che il numero 57 è assai vicino al numero 56, già sede operativa di una poco chiara SrL. Si potevano esimere, considerato che l’affitto del Glicine costa all’Ateneo, cioè ai contribuenti, qualcosa come € 46.500,00 l’anno, dall’osservare che il Bettini è anche il vate che ha cantato le lodi del dissestore Piero Tosi e del genio a lui fedele, sito in via Roma 56, Maurizio Boldrini meglio noto alle cronache marziane come Boldrake? No!!! La risposta è evidente!!! Visto che l’Ateneo ha approvato un piano di razionalizzazione degli spazi e vista la contiguità fra via Roma 56 e 57, non si potrebbe buttare fuori la InFact dall’Ateneo insieme al genio Boldrake e lì schiaffarci il vate dissestatore e il suo Centro? Così risparmierebbe un monte di quadrini. O no?

Firmato: Cesare Mori

Ma dove saranno spariti? Forse il gatto?

Questi uffici si chiedono a che gioco giochi il Marignani che, non solo fa delle candidature per il Ceccuzzi (basta vedere il Nannini), ma appoggia la  nomenklatura berlingueriana-tosiana-ceccuzziana e riceve “in sede il Magnifico Rettore” sostenendo che “la serata è stata davvero importante. Importante perchè abbiamo avuto l’opportunità di conoscere in modo dettagliato la difficilissima situazione finanziaria dell’Università”. Come se non la conoscesse l’universo mondo la difficilissima situazione dell’Università, ancor più difficile visto che ai vertici ci sono due incapaci e incompetenti che solo dal Marignani potrebbero trovare ascolto e che hanno previsto un cosiddetto piano di risanamento che non risana assolutamente niente e che prevede tutta una serie di provvedimenti i quali, da una parte richiedono l’intervento del legislatore e dall’altra sono vietati dal medesimo legislatore. Come fa il Marignani a dire che il piano di risanamento ” salvaguarda l’occupazione e prevede una mobilità esterna volontaria” visto che la mobilità esterna volontaria evidentemente non salvaguardia proprio niente. Inoltre affermare, sempre a proposito del piano di risanamento che “pur nella sua “pesantezza e difficoltà realizzativa” (60% di prepensionamenti per chi matura i diritti con incentivo all’esodo, riduzione dei costi operativi e 50 mln di ricavi da ulteriori vendite immobiliari) è una possibilità di evitare il “fallimento” di questa secolare istituzione vanto della città e ridotta in questo stato da una politica clientelare devastante che si è protratta per lustri” equivale a non saper far i conti neanche con l’ausilio di un pallottoliere e per giunta dare credito ad una manovra pressoché irrealizzabile perché i docenti, pur in presenza dell’incentivo, non hanno la minima intenzione di andarsene, come dimostra la valanga di ricorsi presentata dai prepensionati al Rettore pro minor tempo possibile Riccaboni. Il quale, secondo l’esponente del partito del bunga bunga e di Verdini nonché di Rocco Girlanda, dovrebbe avere “la forza di rendere autonoma l’Università” (quando è evidente che dovrebbero levargliela l’autonomia all’Università visto che ha prodotto, Riccaboni consenziente una voragine da oltre 270.000.000 di euro) “ed il coraggio di proseguire il cammino di risanamento già intrapreso dall’amico Silvano Focardi” quello che evidentemente non sta facendo visto che da una parte il piano di risanamento non prevede niente di nuovo, salvo che il disavanzo cresce esponenzialmente rispetto a quello di Focardi-Barretta. Dire poi che “tutta la città, nessuno escluso, deve remare nella direzione del cambiamento” è grottesco: alla faccia del cambiamento! Cambiamento in peggio!

Comunque sia Marignani dimostra le avere idee un po’ confuse quando afferma che Siena deve tornare ad essere “il gioiello che era un tempo, prima che 65 anni di ininterrotto potere di sinistra portassero questo territorio e le sue più prestigiose istituzioni all’attuale decadenza”. Ma Nannini che appoggiava Piccini e Cenni, Berlinguer, Cei Semplici, Tosi, Riccaboni, Fabbro di dove vengono? Non risulta a questi uffici che provengano dalla Repubblica di Salò o qualcosa del genere.

IN FACT di Geni.Ovvero: ipotesi per Maurizio Boldrini

“Ah, vedere un Genio che si avvicina a Tosi, con le chiome inghirlandate di molli corone! Che scena meravigliosa (per la parte del Genio, avevo pensato a Maurizio Boldrini) Purtroppo però non ho potuto far niente del genere. E non perché Piero non si meritasse un’elegia di Tibullo, o perché Boldrini recalcitrasse all’idea di impersonare la parte del Genio. Figurarsi se recalcitrava! E quando gli ricapita, nella vita, di fare il Genio?” (http://shamael.noblogs.org/post/2011/01/17/lode-al-capo-dei-dissestatori-i-puntata/). Con queste parole e richiami antichi, il prof. Maurizio Bettini inseriva negli scaffali della letteratura moderna il testo augurale “IN LODE DI PIERO TOSI”.

Ed è rispondendo alla domanda che si poneva Bettini che prende forma questo mio umile scritto(da non inserire in scaffali o compilation letterarie). “E quando gli ricapita, nella vita, di fare il Genio?”. Caro prof. Bettini, forse il momento è arrivato e sicuramente,anche se Genio non sarà, siamo in presenza di una genialata. Per noi umili cittadini che paghiamo le tasse e non riceviamo “LODI AUGURALI”, alzarsi dal divano di casa dopo aver visto il remake del Genio della lampada in versione cartoon (http://www.youtube.com/watch?v=1NN_lzExAwo) per poi percorrere le strade che conducono in Via Roma 56, mentre il  passo si somma ad altro passo, diventa suggestiva l’idea di toccare con piede il camminamento di un ipotetico Genio. E poi come si suol dre: tutte le strade conducono a Roma, in questo caso in Via Roma 56. Ma sì, ammettiamolo, Maurizio Boldrini è un Genio, con la Giiiiiiii maiuscola. E’ un Genio della comunicazione! E’ un Genio della politica! E’ un Genio in fatto di editoria! E’ un Genio in materia di avviamento di società Srl! Insomma è un Genio. Punto e basta.

E’ stato un Genio nell’era universitaria Berlingueriana-Tosiana: chi mai sarebbe potuto diventare, se non un Genio, senza laurea e altri titoli accademici, responsabile dell’Area Comunicazione dell’Università di Siena, docente universitario, coordinatore commissione comunicazione CRUI. Chi e sottolineo Chi? La risposta è semplice: solo un Genio, con o senza chiome.

Purtroppo dopo tante “parole e musiche” il Genio è stato colpito nel suo “tesoro”, ovvero quel cattivone di Focardi gli ha soppresso l’Area Comunicazione. Ma pensa un po’, che cattivone questo Focardi: privare di un simile “tesoro” il nostro Genio. Naturalmente, e qui il Genio mi scuserà, spero chi di dovere, proprio per non disperdere “quel tesoro”, controlli e verifichi attentamente l’uso del “tesoro” stesso da parte del nostro non chiomato Genio. Perché in quell’Area Comunicazione oltre alle “parole e musiche” c’erano i soldini pubblici dell’ateneo. E noi contribuenti, ogni tanto pretendiamo di sapere come sono stati spesi i soldi pubblici. Così per caso: senza colpi di genio.

Comunque non disperiamo, il Genio non si è mai arreso e dopo le cattiverie di Focardi, rieccolo apparire trionfante sul carro di un altro genio, il rettore Riccaboni. E quindi la nostra strada che conduce verso Via Roma 56 rivive l’onore di essere calpestata nuovamente dal Genio. Non più responsabile dell’Area Comunicazione, ma solo docente a contratto nel dipartimento di scienze della comunicazione e tessitore di lodi della società Srl IN.FACT.

( http://shamael.noblogs.org/post/2011/03/01/via-roma-56-ora-basta-intervengano/)

Forse non sarà un Genio questo Boldrini, ma “innovazione e fantasia” certo non gli mancano e anche qualche colpo di genio. Chissà se noi umili cittadini, non potendo aspirare al ruolo di Genio, colti da improvvisa illuminazione ci togliamo di dosso i panni “dei soliti coglioni”.

Ad maiora

Maestro James