Ma che c’è lo scivolo?

Prima il tosiano Riccaboni chiama un direttore amministrativo già condannato dalla Corte dei Conti. Ora il riccaboniano preside di Arezzo Bernardi viene condannato dalla Corte dei Conti. Siamo in un ente pubblico, fate un po’ voi …

Elezioni del Rettore

Disquisendo all’interno della nostra redazione sull’elezione del rettore, che ricordiamo sono ancora oggetto di indagini (ipotizziamo concluse) da parte della Magistratura, abbiamo confiviso tra tutti importanti riflessioni, anche in merito alla nomina del direttore amministrativo Ines Fabbro (ricordiamo che la stessa è stata condannata dalla Corte dei Conti e che la sua selezione è, ancora una volta, al vaglio della Magistratura). Inoltre ci preme sottolineare che l’università è un’istituzione pubblica e quindi soggetta a tutti gli effetti alle leggi del nostro ordinamento giuridico.

Sulle elezioni del rettore andiamo indietro con la memoria al luglio scorso quando sul Corriere di Siena appariva un’invito da parte di Cotta e Isernia, sponsor di Riccaboni, a Vicino, altro candidato, a farsi da parte. Già questo non può essere considerata una pressione indebita ed un indizio di irregolarità delle elezioni? E siamo sicuri che non ci siano stati altri interventi, magari da parte di consiglieri comunali, rappresentanti quindi della cittadinanza, scritti o orali per fare le medesime pressioni? Sarebbe assai grave, non credete cari Cittadini?

E sulla scelta del direttore amministrativo? Non trovate strano che il Corriere di Siena facesse il nome di Ines Fabbro quasi un mese prima dell’emissione del bando di selezione? E non è altrettanto strano che nel settembre, quando ancora mancavano due mesi alla nomina di Riccaboni, INes Fabbro si fregiasse già su siti istituzionali della carica che non le era stata ancora assegnata e sulla quale gravano ancora oggi fortissimi dubbi di legittimità, visto fra l’altro che in commissione c’era Riccaboni stesso? Ci potrebbero esibire per cortesia questi signori gli atti della selezione? O non possono?

Cesare Mori

La notte in cui tutti i gatti sono BIGI

Alla lettura della rassegna stampa di oggi questi uffici hanno sobbalzato sulla sedia quando hanno visto ciò che riportava la Nazione:

IL GIUDICE del lavoro impone all’Ateneo di pagare circa 100 mila euro all’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. L’Università non ci sta. E si «oppone», affidando agli atti già depositati in tribunale le proprie ragioni. E’ l’ennesimo colpo di scena di una telenovela che pare senza fine. Si è arricchita di un’altra puntata quando i primi giorni di febbraio è arrivato negli uffici del rettorato il decreto ingiuntivo del giudice, peraltro immediatamente esecutivo. Tradotto: imponeva di pagare subito la cifra in esso contenuta, come detto circa 100mila euro. Il motivo dell’atto? La riscossione dei mesi di mancato preavviso che dovevano precedere, a giudizio dell’ex dirigente, il passo indietro dall’alto incarico amministrativo ricoperto fino a novembre 2008. L’Università – che si dibatte ogni giorno fra mille difficoltà economiche – si è opposta chiedendo al contempo la revoca della provvisoria esecutività. Ossia di non essere costretta ad erogare immediatamente la cifra, preferendo attendere la causa vera e propria che seguirà. La novità giunge in una fase delicatissima per gli equilibri interni all’Ateneo stante l’elevato grado di contenzioso in essere.

Sorvoliamo sulla palese faccia di bronzo dell’individuo in oggetto e passiamo alla domanda che ci sorge spontanea: ma com’è possibile che tutte le istituzioni a partire dall’Amministrazione universitaria, passando per Comune, Provincia, Regione (rappresentate in CdA) per giungere alla Procura della Repubblica con la propria inoperosità e con le lungaggini che sono sotto gli occhi di tutti, siano stati in grado di mettere un inquisito per il dissesto finanziario dell’Ateneo, in altre parole uno dei principali dissestatori, nella condizione di comportarsi in modo così sfacciato? Sarà mica il caso di metterci una pezza?

E sempre a questo proposito: ma il Ceccuzzi e tutto il suo partito più i cagnolini scodinzolanti Iantorno e Cannamela che ne pensano di tutto questo? Visto che hanno in mano il potere cittadino e che ce l’hanno da più di dieci anni a questa parte ed a loro sono ascrivibili abbondanti responsabilità (politiche per carità) nel disastro dell’Ateneo, non possono dire qualcosa? Lasciano macellare allegramente studenti e personale così? Senza muovere un dito? Lasciano che rimangano impuniti ed anzi avanzino pretese personaggi come quello attenzionato?

Una sola parola: vergogna!

Cesare Mori

Ateneo: intervento in Parlamento dell’On. Tabacci

Interrogazione a risposta orale

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Per sapere, premesso che

appare sempre più preoccupante la situazione dell’Università degli Studi di Siena, la quale da oltre ventotto mesi deve affrontare un grave dissesto finanziario;

l’Università di Siena, così come qualunque altra Università del nostro Paese, non può e non deve essere considerata come una cittadella fortificata, isolata dall’esterno ed avulsa dalla realtà sociale e politica nella quale cresce e si sviluppa;

vi sono certamente responsabilità di rilievo penale in questo dissesto, che dovranno essere stabilite dalle opportune attività della magistratura; ma a queste non possono non aggiungersi responsabilità più generali e politiche;

si aggiunga che l’elezione del nuovo Rettore dell’Università di Siena, avvenuta il 21 luglio 2010, è ancora sub judice per le presunte irregolarità avvenute al momento del voto;

questo ed altri episodi indicano quale sia la situazione istituzionale di un Ateneo prestigioso come quello senese, e che versa oggi in gravi difficoltà, evidenziando un quadro desolante che non può lasciare indifferenti;

la situazione qui sopra esposta non deve essere del tutto sconosciuta al Ministero dato che è stata più volte prorogata la data di naturale scadenza del mandato del Rettore uscente;

se al ministro interrogato conti quanto qui sopra esposto e se sì, cosa intenda fare, nell’ambito delle sue competenze, per contribuire all’uscita dell’Università degli Studi di Siena da questa situazione di crisi che appare francamente inaccettabile.

Roma, 8 febbraio 2011

On. Bruno TABACCI

Dissesto finanziario dell’Università: da Piero Tosi a Loriano Bigi

Sottoponiamo all’attenzione questo articolo datato 14 febbraio 2009 e che potete trovare integralmente qui e a cui dovete porre attenzione in particolare a questo passo:

[…] Nella lista degli indagati per falso in atto pubblico c’ è così anche il nome dell’ ex rettore Piero Tosi, che è assistito dall’ avvocato Enrico De Martino, e poi quelli di Loriano Bigi, ex direttore amministrativo […]

Marianne Franceschi

Tutti contro Riccaboni e Fabbro. La dimostrazione di un fallimento

Ecco il Senatore PDL anti Verdini Paolo Amato che, con quello che proponiamo, ha fatto cinque dicansi cinque interventi sulla vergognosa situazione venutasi a creare all’Università di Siena, in modo particolare dopo la sospetta elezione di Riccaboni e l’altrettanto sospetta assunzione di Ines Fabbro:

http://ilcittadinoonline.it/news/134048/Amato__Pdl__attacca_il_Rettore_Riccaboni.html

Mentre gli studenti universitari di sinistra scaricano Iantorno, Cannamela, Riccaboni, Fabbro e tutta la baronia arroccata sui propri privilegi con il seguente articolo.

http://ilcittadinoonline.it/news/134050/Das___E__in_gioco_la_sopravvivenza_dell_ateneo_senese_.html

Clamoroso sul Centrale del Piano di risanamento …

Facciamo un po’ il punto della situazione: il piano di risanamento (predisposto dall’ottimo Direttore Barretta, adottato dal buon Rettore Focardi ed approvato dagli organi di governo) è da tempo pubblico ( http://www.unisi.it/v0/minisito.html?fld=2772). La relazione del MEF no, ma in via informale ce l’hanno ormai cani, porci e tedeschi di Baviera.

Leggendo qua e la nel Piano di Risanamento 2010-2014 vediamo che sono previste le seguenti misure:

  • è previsto l’impegno ad agire per la costituzione di un tavolo finalizzato alla realizzazione, in tempi brevi, di un Sistema Universitario Regionale;
  • piano strutturale per la riorganizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare e la sua destinazione d’uso, al fine di ridurre, tra l’altro, i fitti passivi;
  • l’impegno per la riduzione delle spese relative ad utenze, manutenzioni ordinarie e straordinarie, rimborso spese personale esterno, spese per i servizi di sorveglianza e custodia;
  • studio di fattibilità circa la chiusura delle strutture universitarie nei giorni di sabato e per un periodo centrale nel mese di agosto;
  • limitazione dell’attività didattica e di ricerca alle 9 Facoltà dell’Ateneo e presso le sedi distaccate di Arezzo e Grosseto. Per queste ultime dovranno essere riviste le convenzioni relative ai rapporti con le Istituzioni Locali per rendere certi, adeguati ed esigibili i loro impegni finanziari in modo da consentire la sostenibilità della presenza dell’Ateneo in quelle sedi. Le altre sedi distaccate potranno svolgere attività di ricerca alla condizione di autosufficienza finanziaria, affinché non derivi alcun onere economico-finanziario per l’Ateneo.

E potremmo continuare … c’è qualcuno che ha visto qualcosa di tutto questo ?

Tutte queste misure sono poi riportate (e commentate) nella relazione del MEF …

In conclusione, al “Doppio” Riccaboni – Fabbro un consiglio ce la sentiamo di poterlo dare. Prima di iniziare a giocare altre partite, pensino a terminare quella che stanno giocando (ovvero, fuor di metafora tennistica, prima di pensare a modificare il piano di risanamento, pensi ad attuare quello che già c’è : qualche malizioso potrebbe pensare che si voglia solo perdere tempo !!!).

Otto der Kommissar und seine Freunde

Ritirate la proposta di conferimento di professore emerito

E’ notizia di questi giorni che il 10 febbraio i docenti della Facoltà di medicina dell’università di Siena saranno  chiamati a votare sulla proposta di conferimento del titolo di professore emerito a Piero Tosi insieme ad altri 4 colleghi dello stesso. Noi eravamo già intervenuti http://shamael.noblogs.org/post/2011/01/02/non-sara-mica-vero/ per sollevare l’inopportunità di simile proposta.

E oggi a maggior ragione, ritengo che sia doveroso e necessario per quel minimo rispetto verso l’istituzione pubblica e nei confronti della comunità università e piu’ in generale per la collettività senese che la proposta di conferimento del titolo di professore emerito sia RITIRATA.

Conferire a Piero Tosi tale titolo ,già a suo tempo sospeso dal GIP dalla carica di rettore  http://it-istruzione.confusenet.com/showthread.php?t=28574 , poi condannato http://www.0577news.it/index.asp?idn=10518 e successivamente indagato per il dissesto dell’ateneohttp://iltirreno.gelocal.it/montecatini/cronaca/2010/10/29/news/dissesto-finanziario-all-universita-di-siena-indagato-piero-tosi-2628866, è uno schiaffo pesante alla richiesta di rinnovamento e risanamento dell’ateneo e il segno tangibile del disprezzo da parte di chi ha avanzato simile proposta nei confronti delle inchieste della magistratura e nei confronti dell’etica pubblica.

Ma con quale coraggio taluni hanno pensato di avanzare simile proposta? Con quale senso dell’istituzioni il 10 la Facoltà di Medicina procederà alla votazione di tale conferimento di titolo? E poi. Non sarebbe l’ora di finirla con questa logica baronale della gestione universitaria?

Mentre tanti giovani , madri e padri di famiglia, dipendenti dell’università si trovano con i salari ingiustamente tagliati perché Riccaboni e la Fabbro hanno  deciso di far pesare su loro i danni del dissesto, i baroni e gli amici del Tosi con spensieratezza si sentono nel diritto di dare un riconoscimento all’indagato per il dissesto dell’università Piero Tosi.

In città le forze politiche e le istituzioni non dicono niente? Maurizio Cenni o altri sindaci si sarebbero mai permessi di conferire la cittadinanza onoraria a cittadini indagati per il dissesto del Comune?

Ascoltate un consiglio ragionevole: RITIRATE QUESTA PROPOSTA ASSURDA!!!!

Maestro James

A proposito di concorsi e di attacchi al nostro blog

Questi uffici e questi Spazi di Luce sentono il dovere di innalzare una lode, una di più, al Professor Giovanni Grasso che in questo articolo prende una durissima posizione e apporta dei dati inconfutabili a proposito della querelle scatenata dalla CGIL universitaria non più tardi di tre giorni fa a proposito di certi concorsi cui hanno preso parte dirigenti sindacali di quella sigla e di quanto avevamo da dire su quei concorsi. Articolo di Grasso tosto ripreso dal Cittadinoonline in questo articolo.

A voi la lettura e le conseguenti riflessioni.

Maestro James e Cesare Mori

Per chi, come noi, è abituato (ancora) a leggere la legislazione italiana …

Si ricorda ai signori della CGIL universitaria senese, che è tutt’ora in vigore l’articolo 368 del codice penale, che testualmente prevede (reato di calunnia) “Chiunque, con denunzia, querela , richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’autorità giudiziaria o ad un’altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni.”.

Si prega pertanto di volersi astenere per il futuro dal minacciare qualsivoglia azione legale … che siamo innocenti lo abbiamo spiegato chiaramente e a tutti …

Resta in ogni caso applicabile, a prescindere dal ricorso all’attività giudiziaria, l’ipotesi di cui all’articolo 595 del codice penale (reato di diffamazione) “Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065. Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.

Uomini (e donne) avvisati mezzi salvati …

Otto der Kommissar und seine Freunde