Marzo 18th, 2011 — Note redazionali
Visto che Ceccuzzi e i suoi alleati vengono fuori con improbabili carte etiche che non servono a niente è bene che i cittadini si leggano anche queste belle carte che sottoponiamo loro e poi facciano la domanda sull’eticità di procedure del genere.
Allora nel 2005, Tosi imperante, si fa un bel concorso per posizione di EP i cui atti si trovano qui:
http://www.unisi.it/v0/minisito.html?fld=1133
Viene fatta una bella commissione la cui composizione potete leggere qui:
Ecco la commissione
Ora c’è un piccolo problema: nella commissione campeggia il nome di Franco Belli. Ma sia il Prof. Franco Belli che il candidato poi risultato vincitore, il ceccuzziano rifondarolo Benocci del duo ceccuzziano rifondarolo Benocci-Iantorno, facevano parte del “Comitato Direttivo Provinciale Flc-Cgil” insieme ad altri colleghi universitari quali: Angelaccio Diodato, Iacoboni Marco, Maffei Lucia, Masti Monica, Torricelli Giancarlo come poteva vedere chiunque sul sito della FLC-CGIL.
Come la mettiamo con l’art. 35 (comma 3, let. e) del D.L. 165/2001) che così recita: «composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.»?
Allora cari cittadini nonché cari amici Falcone, Checcucci e Andreini, nonché cari Riccaboni e Fabbro sarà mica il caso di verificare la regolarità del concorso? E di verificarne anche altri di quel periodo che potrebbero essere stati viziati nello stesso modo? E poi ancora una domanda: ma corrisponde tutto ciò alle prescrizioni dei dieci rotoli di morbidezza della carta etica? Chi ha paura della carta etica, dice Iantorno. Noi poniamo la domanda a lui e ai suoi amici: ma non sarete mica voi? E se no, non sarebbe il caso di averla?
Marzo 16th, 2011 — Note redazionali


Certo, questo Riccaboni deve aver provato un senso di smarrimento quando durante il CdA dell’Università si è trovato costretto a comunicare l’avvio di indagini interne sulla società IN.FACT srl. Ma forse più di lui quello smarrito completamente è il genio Maurizio Boldrini.
Oggi è il 16 marzo 2011 e ci stiamo chiedendo: a che punto sono queste indagini interne? La domanda sorge spontanea perché in teoria non sarebbero delle indagini cosi complesse. Poi se il magnifico Riccaboni dovesse incontrare difficoltà, niente paura, può sempre chiedere l’intervento degli agenti speciali di CSI Miami. Noi eravamo e siamo convinti che per la tutela dell’ente pubblico, Riccaboni poteva, ed è sempre in tempo utile per farlo, rivolgersi alla vicina caserma dei Carabinieri di Piazza San Francesco. Ma su questa soluzione potrebbero adoperarsi anche altri soggetti. A noi non rimane altro che attendere fino al 21 marzo, giorno in cui auspichiamo si materializzi oltre alla conclusione dell’inchiesta interna anche l’assegno da parte del sig. Boldrini per pagare il debito per l’acquisto dei volumi in onore a Luigi Berlinguer. Attendiamo fiduciosi. Ci si avvicina alla primavera quindi è difficile occultare le verità nelle famose nebbie del passato.
Comunque, animati da spirito collaborativo verso le indagini del Rettore, proponiamo alla pubblica attenzione dei dati essenziali in merito alla vicenda IN.FACT attraverso uno schema riassuntivo.
LO SCHEMA
1) Prendere visione delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Nazione di Siena in merito alla società IN.FACT dal docente Antonio Rizzo e dal genio Boldrini Maurizio;
2) Come da elenco ( che noi abbiamo salvato con data di riferimento) la società IN.FACT srl non risulta essere uno spin off;
3) Come scritto dalla stessa società IN.FACT (tutto salvato) la loro sede operativa è Via Roma 56-53100 Siena;
4) Via Roma 56-53100 è la sede del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena. L’università risulta pagare l’affitto per l’utilizzo del San Niccolò (contratto di affitto) e quindi tra università e IN.FACT esiste un contratto di sub-affitto?
5) La società IN.FACT srl con sede legale in via Uopini 46 53035 Monteriggioni alla data del 8 marzo 2011 risulta “Impresa Inattiva” e sempre dalla visure consultabili pubblicamente la stessa risulta iscritta al registro delle imprese dalla data del 26 marzo 2010 e il termine della durata della società è stabilita al 31/12/2050 (uno spin off di solito non dura 3 anni???)
6) Sul sito web della società IN.FACT (salvato) risulta che l’amministratore della stessa è un certo Pancrazio Anfuso. Dalla visura risulta che la forma amministrativa di IN.FACT srl è il consiglio di amministrazione: un Presidente, Un vice presidente e un terzo consigliere nella persona del docente Antonio Rizzo (è stato autorizzato dal cda dell’università?). Il sig. Pancrazio Anfuso dalla visura risulta essere socio ma non amministratore, sempre alla data del 8 marzo 2011.
7) Domande: chi ha autorizzato e in che forma giuridica la società IN.FACT ad utilizzare e ad insediarsi nei locali dell’università (ente pubblico)? Che utili in termini economici ha ottenuto l’università dalle attività economiche svolte dalla società IN.FACT (vedi i clienti da loro stessi dichiarati sul sito web). Possibile che nessun organo di Ateneo o del dipartimento di Scienze della Comunicazione si era posto il problema della presenza della società IN.FACT dentro i locali dell’università?
Questo è uno schema che affidiamo alla pubblica lettura, utile per le varie indagini, anche nel caso dovessero intervenire quelli di CSI Miami. Nel contempo poniamo un altro quesito (o auspicio) al Rettore e al cda dell’università: tenuto conto della vicenda della società IN.FACT e tenuto conto altresi della questione del contenzioso sui volumi in onore di Luigi Berlinguer, non sarebbe doveroso e giustificato procedere con la risoluzione del contratto di docenza in essere tra il sig. Boldrini Maurizio e l’università di Siena?
Marzo 14th, 2011 — Note redazionali

Da anni, grazie anche alla mano di coppale che Luigi Berlinguer ha dato con la propria riforma baronale e con visione privatistica (spacciata per autonomia) all’università italiana, il fenomeno triste e desertificante per la cultura e la ricerca italiana , ovvero “la fuga di cervelli”, è aumentato in termini esponenziali. Una fuga di massa: non viaggi di piacere, ma vere e proprie fughe per la vita, perché nei deserti al massimo si sopravvive, che è cosa ben diversa dal vivere. Questa è la situazione della cultura e dell’università italiana che peggiora sempre più: perché ministri come la Gelmini scimmiottano in gran parte la concezione del’ex magnifico Luigi. Berlusconi è arrivato dopo al governo, ma in alcuni ambienti anche della cosidetta sinistra baronale le forme del berlusconismo erano già ben radicate.
Nel ritornare ad affrontare le vicende ben note del dramma finanziario e culturale che vive l’Ateneo senese, non è azzardato affermare che certi comportamenti nefasti nella gestione finanziaria e accademica dello stesso ateneo trovavano terreno fertile in quella sorta di “porto franco” definita autonomia universitaria. Provate a dimostrarmi il contrario. A tutt’oggi alcuni degli esponenti della nomenclatura responsabili del dissesto, favoriti anche dalle chimiche nebbie piemontesi, teorizzano l’impunità e l’intoccabilità come una sorta di salvagente istituito dalla loro idea di automomia. Come dire: noi si fa come cazzo ci pare e la magistratura non ha competenze nella nostra gestione dell’università;una sorta di Stato nello Stato,come se una mattina due o tre individui decidessero di proclamare l’indipendenza di Stigliano (senza averne diritto) dal Comune di Sovicille.
Ed ecco che si materializza il famoso genio Maurizio Boldrini perché chi più di lui rappresenta al meglio la visione autonomista del “si fa come cazzo ci pare”? Conosciamo fin troppo bene le doti immense che gli hanno consentito di essere docente senza laurea, di aver ricoperto incarichi presso la CRUI ai tempi del Tosi e soprattutto di aver organizzato un’area comunicazione dentro l’Ateneo cosi popolata da far invidia alle aree comunicazioni del governo italiano, della Casa Bianca, delle Nazioni Unite. Se la memoria non mi inganna, la famosa area comunicazione boldriniana comprendeva 54 persone; senza considerare le risorse finanziarie gestite dalla stessa area. Su questi aspetti forse,anzi spero, ci sono delle verifiche interne ed esterne in corso.
Ma si poteva limitare a questo la fame di presenzialismo del nostro genio Boldrini? Certo che no. Di lui troverete impronte in numerosi dibattiti politici insieme al suo compagno e amico Franco Ceccuzzi, perché non dimentichiamoci la sua tessera del PD. Le sue impronte dicevamo sono ovunque: presentazioni di libri, iniziative con il Comune di Siena, grazie all’amicizia con Marcello Flores (assessore invisibile, ma docente presente nella nomenclatura berlingueriana-tosiana), partecipazioni ad eventi che vanno dai libri sul vino alle conferenze stampe di aziende private (di questo abbiamo un video) con la presenza dell’assessore provinciale Tiziano Scarpelli. Ah scusate, dimenticavo: il nostro genio Boldrini gode anche del sostegno di Ivano Zeppi e quindi di parte del mondo delle cooperative. Insomma, ovunque ci giriamo, il Boldrini c’è. Cosi come quando percorrendo alcuni tratti autostradali leggiamo quelle scritte sui muri o sotto i cavalcavia “DIO c’è”. Nel nostro caso “Boldrini c’è”. Infact è cosi. Chiedo venia a quel Dio se mi son permesso di citarlo in questo argomento poco edificante delle vicende boldriniane.
Con tutte le sue apparizioni di certo non è di poco conto quella in Via Roma 56. Vi ricordare di Via Roma 56? E’ la sede del dipartimento di scienze della comunicazione della Facoltà di Lettere di Siena, quindi locali dell’Università di Siena non di proprietà visto la stessa paga l’affitto del San Niccolò. In Via Roma 56 nasce e si sviluppa la storia della società srl IN.FACT che tutto ben conoscete. Risulta che il Rettore Riccaboni abbia avviato un’indagine interna su questa società IN.FACT comunicandolo al cda dell’università.A mio avviso oltre all’indagine interna il prof. Riccaboni dovrebbe presentarsi alla caserma dei Carabinieri di P.zza San Francesco suonare il campanello, dire buongiorno e informare il Maresciallo della strana presenza di una certa IN.FACT nel locali dell’università ricordandosi che la stessa è in affitto (ricordate la legge sugli affitti e sui subaffitti?).Dovrebbe far questo il Riccaboni o al massimo altri membri del CDA dell’università come Morrocchi o Cucini anche se questi due hanno la stessa tessera di partito di Boldrini (ma non credo che modifichi la loro imparzialità!!!!!??? Ci rido anche su questa affermazione). Alcuni,come lo stesso Boldrini che da giorni telefona a destra e a sinistra per farsi tutelare politicamente, mi possono replicare “ma cosa c’entra Boldrini con l’IN.FACT? Leggetevi queste dichiarazioni del genio (utili anche al Riccaboni per informare il Maresciallo):
“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.
Questo diceva di IN.FACT il Boldrini e questo affermava anche un altro docente di scienze della comunicazione Antonio Rizzo:
“I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docenti li ho sempre sostenuti …”
E proprio il caso di ribadirlo: CERVELLI IN FUGA E GENI A RESPONSABILITA’ ILLIMITATA.
Marzo 11th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici vogliono notificare che la Redazione di Fratello Illuminato non si è fatta InFactuare e non è che si è dimenticata di quella faccenduola dei libri in onore di Luigi Berlinguer comprati senza autorizzazione degli organi preposti e lasciati a giacere (probabilmente insieme a dei libri in cirillico acquistati dall’Istituto Gramsci sui cui ritorneremo) in antri polverosi. Non pensino certi dissestatori che siamo tutti presi dai prodigi che avvengono in Via Roma 56 e che quindi ci dimentichiamo di ricordare di questa storia. Anzi, vogliamo ricordare che ci sarebbe un assegnuccio da staccare dell’importo di 26.210 euro. Vogliamo provvedere prima che lo debbano pagare i contribuenti? Il Genio veda di trovare il tempo per passare da Rettorato e staccare l’assegno, fra una presentazione ed un’altra.
Di questi uffici: Cesare Mori
Marzo 10th, 2011 — Note redazionali

Questi uffici rilevano che in Via Roma 57 è sito il Centro Interdipartimentale presieduto da Bettini. Tutto questo nella villetta del Glicine. Osservano questi uffici che il numero 57 è assai vicino al numero 56, già sede operativa di una poco chiara SrL. Si potevano esimere, considerato che l’affitto del Glicine costa all’Ateneo, cioè ai contribuenti, qualcosa come € 46.500,00 l’anno, dall’osservare che il Bettini è anche il vate che ha cantato le lodi del dissestore Piero Tosi e del genio a lui fedele, sito in via Roma 56, Maurizio Boldrini meglio noto alle cronache marziane come Boldrake? No!!! La risposta è evidente!!! Visto che l’Ateneo ha approvato un piano di razionalizzazione degli spazi e vista la contiguità fra via Roma 56 e 57, non si potrebbe buttare fuori la InFact dall’Ateneo insieme al genio Boldrake e lì schiaffarci il vate dissestatore e il suo Centro? Così risparmierebbe un monte di quadrini. O no?
Firmato: Cesare Mori
Marzo 10th, 2011 — Note redazionali

Dopo l’attacco massiccio delle truppe del Re Vega, il principe Duke Fleed fugge via dalla sua Stella per rifugiarsi sulla Terra a bordo del robot Goldrake. Anni dopo anche le truppe di Vega giungono sulla Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos e del feroce generale Gandal, tentano di conquistare il nuovo pianeta. Strano pianeta questa Terra!! … strano strano. E’ l’esclamazione spontanea di Hydargos e Gandal nell’apprendere dell’esistenza sulla Terra della fortezza Dissesto governata dal Re Pierus, successore indiscusso del Magnifico Luigi. Ma ciò che spiazza profondamente i malvagi condottieri delle truppe di Vega è la presenza tra le truppe di Pierus di un robot, il tuttologo Boldrake, non da meno in malvagità, che di fatto è un ottimo alleato per sconfiggere il grande Goldrake. Una manna che si alza dalla terra verso il cielo: Goldrake l’eroe delle due galassie impegnato a sconfiggere il male, grazie all’alleanza tra le truppe di Vega e Boldrake corre il rischio di risultare sconfitto. Naturalmente Re Pierus e Boldrake non disdegnano affatto la proposta di alleanza con le truppe di Vega e di certo l’idea di veder trionfare definitivamente il male sul bene per i governanti della fortezza Dissesto è suggestiva. Noi, attraverso la lettura delle carte segrete, scannerizzate da Julian Assange e inserite nel sito WikiLeaks, siamo venuti a conoscenza dei contenuti dell’accordo tra Il Re Vega e il Re Pierus. Nel cablogramma interspaziale dell’anno terrestre 2002 (rintracciabile sul sito WikiLeaks) si legge:
“Faraonico Re Pierus, io tiranno spaziale Re Vega accetto le Vostre condizioni e per i poteri che mi sono attribuito, invio sulla terra La Vanga e la Trivella spaziale: due armi potentissime utili per il buco finanziario già avviato. Il mio servo e fedele generale Gandal mi ha informato che il Vostro esercito è coordinato dal robot tuttologo Boldrake.Resto fiducioso del fatto che, non appena terminato il mega buco finanziario, impegnerete Boldrake e l’esercito della fortezza Dissesto per sconfiggere il nostro nemico Goldrake.”
Nel cablogramma spazialeinter si legge :
“Altezza Re Vega, io il Faraonico Re Pierus ringrazio per le potentissime armi e sono qui a confermare il nostro impegno per sconfiggere Goldrake. Appena le trivellazioni saranno completate invierò personalmente Boldrake al Vostro cospetto per ricevere le istruzioni necessarie. Mentre i poveri cittadini della terra perdono il loro tempo sperando nel bene comune, grazie alle Vostre armi noi saremo in grado di pensare al male di pochi”.
Fine dei cablogrammi.
Il romantico Goldrake venuto a conoscenza di questa nefasta alleanza con l’aiuto di Venusia riesce a scoprire le armi di cui è dotato il temibile Boldrake. Goldrake non si capacita: mai e poi mai si sarebbe aspettato un arsenale cosi potente e variegato. Boldrake era dotato di: docenza universitaria senza laurea, la responsabilità di un area comunicazione e marketing, innumerevoli compiti di moderazione di dibattiti,la capacità di richiedere 300 copie di libri senza autorizzazione,il cirillico,parole e musica,Via Roma 56. Insomma, un arsenale inimmaginabile. Sul momento sembrava una balla spaziale invece era una bolla finanziaria negativa terrestre.
L’arma che piu’ di tutti impressiona Goldrake e Venusia è l’INFACT spaziale. Una srl lodata da Boldrake che magicamente appare e scompare in Via Roma 56; una società che sul momento veniva immaginata come spin off senza esserlo, con sede legale in una casa privata e la sede operativa negli uffici della dissestata università di Siena nella mitica Via Roma 56. La Via da dove il tuttologo Boldrake controlla e dirige il suo esercito,una sorta di Via dell’oro e di Loro,una fossa delle Marianne dove decenza e legalità spariscono come sono spariti 250.000.000 di euro.
Goldrake preoccupato di dover affrontare uno scontro sanguinoso con Boldrake invia Venusia in stretto e in largo per la Terra alla ricerca di alleati o armi particolari.Venusia al termine della ricerca ritorna dal nostro eroe Goldrake informandolo che sulla Terra esistono due armi efficaci che non solo favoriscono il risultato ma evitano spargimenti di sangue.Dimmi dimmi Venusia..sono curioso di conoscerle queste armi. Ecco a te mi amato Goldrake le due armi: il codice civile e il codice penale.
Ed eccoli in volo il nostro Goldrake e Venusia insieme al coro del movimento per la liberazione dei nani da giardino che cantano emozionati:
“…. va … distruggi il male e va
va … distruggi il male e va
mille armi tu hai, non arrenderti mai
perché il bene tu sei, sei con noi”
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali
” Avviata indagine interna sulla natura di un’organizzazione denominata In.Fact srl e sulla coerenza delle sue attività con la normativa in materia di spin off universitario”
Marzo 5th, 2011 — Note redazionali


Questi uffici si chiedono a che gioco giochi il Marignani che, non solo fa delle candidature per il Ceccuzzi (basta vedere il Nannini), ma appoggia la nomenklatura berlingueriana-tosiana-ceccuzziana e riceve “in sede il Magnifico Rettore” sostenendo che “la serata è stata davvero importante. Importante perchè abbiamo avuto l’opportunità di conoscere in modo dettagliato la difficilissima situazione finanziaria dell’Università”. Come se non la conoscesse l’universo mondo la difficilissima situazione dell’Università, ancor più difficile visto che ai vertici ci sono due incapaci e incompetenti che solo dal Marignani potrebbero trovare ascolto e che hanno previsto un cosiddetto piano di risanamento che non risana assolutamente niente e che prevede tutta una serie di provvedimenti i quali, da una parte richiedono l’intervento del legislatore e dall’altra sono vietati dal medesimo legislatore. Come fa il Marignani a dire che il piano di risanamento ” salvaguarda l’occupazione e prevede una mobilità esterna volontaria” visto che la mobilità esterna volontaria evidentemente non salvaguardia proprio niente. Inoltre affermare, sempre a proposito del piano di risanamento che “pur nella sua “pesantezza e difficoltà realizzativa” (60% di prepensionamenti per chi matura i diritti con incentivo all’esodo, riduzione dei costi operativi e 50 mln di ricavi da ulteriori vendite immobiliari) è una possibilità di evitare il “fallimento” di questa secolare istituzione vanto della città e ridotta in questo stato da una politica clientelare devastante che si è protratta per lustri” equivale a non saper far i conti neanche con l’ausilio di un pallottoliere e per giunta dare credito ad una manovra pressoché irrealizzabile perché i docenti, pur in presenza dell’incentivo, non hanno la minima intenzione di andarsene, come dimostra la valanga di ricorsi presentata dai prepensionati al Rettore pro minor tempo possibile Riccaboni. Il quale, secondo l’esponente del partito del bunga bunga e di Verdini nonché di Rocco Girlanda, dovrebbe avere “la forza di rendere autonoma l’Università” (quando è evidente che dovrebbero levargliela l’autonomia all’Università visto che ha prodotto, Riccaboni consenziente una voragine da oltre 270.000.000 di euro) “ed il coraggio di proseguire il cammino di risanamento già intrapreso dall’amico Silvano Focardi” quello che evidentemente non sta facendo visto che da una parte il piano di risanamento non prevede niente di nuovo, salvo che il disavanzo cresce esponenzialmente rispetto a quello di Focardi-Barretta. Dire poi che “tutta la città, nessuno escluso, deve remare nella direzione del cambiamento” è grottesco: alla faccia del cambiamento! Cambiamento in peggio!
Comunque sia Marignani dimostra le avere idee un po’ confuse quando afferma che Siena deve tornare ad essere “il gioiello che era un tempo, prima che 65 anni di ininterrotto potere di sinistra portassero questo territorio e le sue più prestigiose istituzioni all’attuale decadenza”. Ma Nannini che appoggiava Piccini e Cenni, Berlinguer, Cei Semplici, Tosi, Riccaboni, Fabbro di dove vengono? Non risulta a questi uffici che provengano dalla Repubblica di Salò o qualcosa del genere.
Marzo 5th, 2011 — Note redazionali

Maurizio Boldrini, ex responsabile dell’Area Comunicazione e Marketing dell’Ateneo e membro a pieno diritto della nomenklatura berlingueriana-tosiana e dissestatore storico sostiene con forza la candidatura di Franco Ceccuzzi a sindaco di Siena.
Marzo 4th, 2011 — Note redazionali

Udite udite, forse quasi nessuno se ne era accorto, ma abbiamo il personaggio della settimana! Si tratta nientepopodimenoche di tal Pancrazio Anfuso!!
E chi è? Bho…ma se lo scrive il Gazzettino ci si può fidare, quantomeno vorrà dire che loro conoscono. E forse anche bene. Parecchio.
Una cosa va detta, di sicuro, anche se fino ad oggi non sapevamo chi fosse, il Gazzettino con gran tempismo ha avuto ragione, perché in questa settimana abbiamo imparato a conoscerlo.
Infatti (
anzi, In.Fact) questo novello golden boy senese (si vocifera
dalle parti di Sallustio Bandini che abbia, peraltro,
aquisito parentele ben conosciute in Ateneo e soprattutto in
via Roma 56 53100) abbiamo il piacere di leggerlo sia come amministratore di tal ex azienda oggi neo cooperativa (Cooprint) che, soprattutto, come
amministratore della magica In.Fact srl (nel cui
sito web era in bella evidenza la sua sede operativa in via Roma 56 53100 ossia all’interno dei locali dell’Università; poi magicamente, questo indirizzo è stato fatto sparire dal loro sito grazie alle geniali magie di Harry Potter).
http://shamael.noblogs.org/post/2011/03/01/via-roma-56-ora-basta-intervengano/
Vedete che il maghetto Harry Potter, allora, a Siena esiste?
Dopo la sparizione degli indirizzi il geniale maghetto è riuscito a fare un altro gioco di prestigio: la moltiplicazione delle cariche (tutte piuttosto collegate o collegabili tra loro, peraltro).
Attenzione, però: i giochi di prestigio li fa l’illusionista e molto spesso esiste anche un pubblico un pò più attento che scopre il trucco.