Marzo 19th, 2011 — Note redazionali
Facciamo una premessa. Poiché riteniamo la libertà di espressione e di pensiero principi fondamentali ed intangibili, è naturale che ogni forza politica possa esprimersi indipendentemente dalle idee che porta.
E’ comunque singolare l’improvvisa vivacità che sta avendo SEL del Sellato Cannamela negli ultimi tempi. E, soprattutto, il tipo di argomenti che va ad affrontare. Sempre di più sembra che la federazione Diessina fedele a Ceccuzzi abbia demandato a lui quelle questioni su cui né Ceccuzzi né la federazione dei DS possono aprire bocca, pena il sentir echeggiare immediatamente voci che legittimamente potrebbero avanzare la solita domanda “ma fino ad oggi dove siete stati?”.
Forse il segreto può essere facilmente svelato. Potrebbe trattarsi, infatti, di una vera e propria strategia messa in atto dalla federazione vicina a Ceccuzzi. Far parlare uno sconosciuto Cannamela a cui non poter recriminare collegamenti col passato dato che l’anagrafe gli ha impedito di essere nel mezzo a tutte le scelte portate avanti in tutti questi anni.Peccato, però, che in quegli anni in cui Cannamela politicamente non c’era il suo mentore, Ceccuzzi, c’era eccome. Sentite cosa gli fanno dire sulla vicenda universitaria al Sellato Cannamela “Chi doveva controllare non lo ha fatto, pubblico compreso” intendendo così proseguire nella sua quotidiana opera di presa di distanza e di dileggio verso chi ha amministrato fino ad ora Siena. Sembra, nuovamente,sfuggire a Cannamela il ruolo politico che Ceccuzzi ha avuto in tutti questi anni, un ruolo di primissimo piano e, soprattutto, altamentedecisionale.
Ma vi pare possibile che per poter affrontare le tematiche più spinose quali, ad esempio, l’immenso buco finanziario – che qualche gestione eccessivamente disinvolta (per così dire) ha causato all’Università – Ceccuzzi ed i suoi debbano far scendere in campo Cannamela? Possibile che l’immagine mediatica, in questa campagna elettorale, nel centro sinistra sia prevalentemente affidata alle dichiarazioni del Sellato Cannamela? Noi per la verità ci siamo fatti una nostra idea. Ossia, che Cannamela sia forse l’unico all’interno della coalizione di centro sinistra a prestarsi a fare simili affermazioni, e che inconsapevolmente se la senta di passare agli occhi di tutti quantomeno per ingenuo nel momento in cui continua imperterrito a voler far credere che Ceccuzzi sia il nuovo; che chi ha amministrato fino ad ora sia da gettare via e che, in questo connubio tra le due cose, Ceccuzzi non abbia mai avuto nulla a che fare con la gestione politica di Siena.
Se non fosse per un eccesso di maliziosità ci verrebbe quasi da pensareche Cannamela lo abbiano, davvero, sellato bene bene, facendogli credere mari e monti senza che lui stesso sia mai stato sfiorato neppure per un secondo dall’idea che lo stessero strumentalizzando ben benino.
Sarebbe interessante, per una volta, leggere un comunicato a firma dello stesso Ceccuzzi sulle responsabilità del crack finanziario dell’Ateneo: perché non lo fa e non esce pubblicamente con una sua dichiarazione scritta? Come mai questo argomento una volta lo affida a tal Donato Montibello (già immagino la domanda che si staranno facendo i lettori: ma chi è?) e un’altra a Cannamela?
Perché Ceccuzzi, dato che in quegli anni c’era ed era ben saldo al potere politico, non scriver qualcosa e dice come la pensa e cosa secondo lui può essere accaduto in merito alla genesi del disseto economico all’Università? Non sarà, per caso, che Ceccuzzi su tante, troppe vicende non possa pronunciarsi in quanto come esponente politico di primo piano ha condiviso negli ultimi dieci anni tutte le scelte che politicamente (e quindi anche amministrativamente) sono state fatte?
Chiediamocelo, cos’altro ha fatto Ceccuzzi in tutti questi anni di lavoro se non politica? Siamo sicuri che non si sia mai occupato di nessuna vicenda a Siena? Qualcuno, oltre a Cannamela, tra i suoi alleati se la sentirebbe di fare un’affermazione del genere dicendo anche, magari, che Ceccuzzi rappresenta il nuovo ed il rinnovamento per Siena? Come mai queste affermazioni non arrivano dall’interno del suo stesso partito, il PD?
Cannamela, siamo quasi certi, che si stia sentendo estremamente orgoglioso dell’improvviso palcoscenico che i Diessini (solitamente sempre assai refrattari a far emergere chi non sia dei loro) gli stanno riservando. Ma forse non si è posto una domanda: come mai tutto questo spazio? Con un po’ di umiltà, dovrebbe pensare che forse non lo stanno mandando avanti perché lo giudicano il nuovo astro nascente della politica senese.
Un suggerimento a Cannamela o a chi lo fa “parlare”: prima di continuare in quest’opera mal riuscita – e mal riuscibile – di prendere le distanze da tutti coloro i quali hanno amministrato fino ad ora, vada a rileggersi un po’ di rassegna stampa come minimo degli ultimi dieci anni e vada a verificare quanto Ceccuzzi sia stato dentro a tutte quelle stesse questioni che Cannamela attacca come il vecchio da buttare via.
Potrebbe essergli molto educativo e, con sorpresa, noterà che Ceccuzzi nella politica senese e in tutto ciò che è stato fatto, c’è sempre stato.
Firmato
La Primula Rossa
Marzo 19th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici leggono con sconcerto le dichiarazioni del sellato Cannamela su varie fonti di stampa che fanno a cazzotti con quanto Cannamela ha predicato per gli ultimi due anni del rettorato Focardi. Questi uffici, incidentalmente, si chiedono che fine abbia fatto questo Cannamela qui e i suoi compagni raffigurati nel seguente video:
http://www.youtube.com/watch?v=AEq3P00OjCU
Intanto sostenere:
Certo occorre capire anche quali sono le responsabilità passate ma bisogna anche guardare al futuro. La cattiva gestione delle passate amministrazioni impone una riflessione seria a tutti e occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità.
farebbe sorridere se non ci fosse da piangere, visto che il video testimonia solo una parte dei tumulti anche studenteschi verso … il rettore Focardi, reo di avere scoperchiato la pentola e soprattutto di essersi rivolto al Governo (Gianni Letta). Dove sono finiti oggi quegli studenti? Uno si vede bene è il Cannamela … che alle spalle del paziente Focardi protesta non tanto evidentemente sulla crisi, ma sulle scelte del Focardi o contro il Focardi stesso. In pratica, tutto è solo strumentale.
Ma il massimo Cannamela lo raggiunge quando sostiene che:
il piano di risanamento Unisi 2015 presentato dal rettore Angelo Riccaboni e dal direttore amministrativo Ines Fabbro è estremamente più serio e credibile di quelli che lo hanno preceduto, però mi pare che alcune cifre, derivanti dai prepensionamenti siano augurabili ma difficili da realizzare.
Il piano di suicidio risanamento Unisi 2015 che Fratello Illuminato ha deciso di rendere pubblico perché tutti i cittadini ne abbiano contezza e che potete trovare qui non si vede dove sia più serio e credibile. Forse Cannamela lo ritiene tale perché Ceccuzzini (Ceccuzzi e Verdini) gli hanno detto di dire così. Stupisce che il compagno Cannamela, insieme al compagno Iantorno si siano sdraiati di fronte a Ceccuzzi e Verdini in questo modo. Forse hanno qualcosa da guadagnarci? Comunque un suggerimento ce l’hanno questi uffici: siccome sia Cannamela che Iantorno scrivono parecchio non vorremmo che ci si finissero le mani: Riccaboni potrebbe regalare loro un bel computer portatile se non ce l’hanno già. E anche qualcosa di dissetante perché le lingue devono averle essiccate a forza di leccare.
Firmato: Cesare Mori
Marzo 16th, 2011 — Note redazionali


Certo, questo Riccaboni deve aver provato un senso di smarrimento quando durante il CdA dell’Università si è trovato costretto a comunicare l’avvio di indagini interne sulla società IN.FACT srl. Ma forse più di lui quello smarrito completamente è il genio Maurizio Boldrini.
Oggi è il 16 marzo 2011 e ci stiamo chiedendo: a che punto sono queste indagini interne? La domanda sorge spontanea perché in teoria non sarebbero delle indagini cosi complesse. Poi se il magnifico Riccaboni dovesse incontrare difficoltà, niente paura, può sempre chiedere l’intervento degli agenti speciali di CSI Miami. Noi eravamo e siamo convinti che per la tutela dell’ente pubblico, Riccaboni poteva, ed è sempre in tempo utile per farlo, rivolgersi alla vicina caserma dei Carabinieri di Piazza San Francesco. Ma su questa soluzione potrebbero adoperarsi anche altri soggetti. A noi non rimane altro che attendere fino al 21 marzo, giorno in cui auspichiamo si materializzi oltre alla conclusione dell’inchiesta interna anche l’assegno da parte del sig. Boldrini per pagare il debito per l’acquisto dei volumi in onore a Luigi Berlinguer. Attendiamo fiduciosi. Ci si avvicina alla primavera quindi è difficile occultare le verità nelle famose nebbie del passato.
Comunque, animati da spirito collaborativo verso le indagini del Rettore, proponiamo alla pubblica attenzione dei dati essenziali in merito alla vicenda IN.FACT attraverso uno schema riassuntivo.
LO SCHEMA
1) Prendere visione delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Nazione di Siena in merito alla società IN.FACT dal docente Antonio Rizzo e dal genio Boldrini Maurizio;
2) Come da elenco ( che noi abbiamo salvato con data di riferimento) la società IN.FACT srl non risulta essere uno spin off;
3) Come scritto dalla stessa società IN.FACT (tutto salvato) la loro sede operativa è Via Roma 56-53100 Siena;
4) Via Roma 56-53100 è la sede del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena. L’università risulta pagare l’affitto per l’utilizzo del San Niccolò (contratto di affitto) e quindi tra università e IN.FACT esiste un contratto di sub-affitto?
5) La società IN.FACT srl con sede legale in via Uopini 46 53035 Monteriggioni alla data del 8 marzo 2011 risulta “Impresa Inattiva” e sempre dalla visure consultabili pubblicamente la stessa risulta iscritta al registro delle imprese dalla data del 26 marzo 2010 e il termine della durata della società è stabilita al 31/12/2050 (uno spin off di solito non dura 3 anni???)
6) Sul sito web della società IN.FACT (salvato) risulta che l’amministratore della stessa è un certo Pancrazio Anfuso. Dalla visura risulta che la forma amministrativa di IN.FACT srl è il consiglio di amministrazione: un Presidente, Un vice presidente e un terzo consigliere nella persona del docente Antonio Rizzo (è stato autorizzato dal cda dell’università?). Il sig. Pancrazio Anfuso dalla visura risulta essere socio ma non amministratore, sempre alla data del 8 marzo 2011.
7) Domande: chi ha autorizzato e in che forma giuridica la società IN.FACT ad utilizzare e ad insediarsi nei locali dell’università (ente pubblico)? Che utili in termini economici ha ottenuto l’università dalle attività economiche svolte dalla società IN.FACT (vedi i clienti da loro stessi dichiarati sul sito web). Possibile che nessun organo di Ateneo o del dipartimento di Scienze della Comunicazione si era posto il problema della presenza della società IN.FACT dentro i locali dell’università?
Questo è uno schema che affidiamo alla pubblica lettura, utile per le varie indagini, anche nel caso dovessero intervenire quelli di CSI Miami. Nel contempo poniamo un altro quesito (o auspicio) al Rettore e al cda dell’università: tenuto conto della vicenda della società IN.FACT e tenuto conto altresi della questione del contenzioso sui volumi in onore di Luigi Berlinguer, non sarebbe doveroso e giustificato procedere con la risoluzione del contratto di docenza in essere tra il sig. Boldrini Maurizio e l’università di Siena?
Marzo 14th, 2011 — Note redazionali

Da anni, grazie anche alla mano di coppale che Luigi Berlinguer ha dato con la propria riforma baronale e con visione privatistica (spacciata per autonomia) all’università italiana, il fenomeno triste e desertificante per la cultura e la ricerca italiana , ovvero “la fuga di cervelli”, è aumentato in termini esponenziali. Una fuga di massa: non viaggi di piacere, ma vere e proprie fughe per la vita, perché nei deserti al massimo si sopravvive, che è cosa ben diversa dal vivere. Questa è la situazione della cultura e dell’università italiana che peggiora sempre più: perché ministri come la Gelmini scimmiottano in gran parte la concezione del’ex magnifico Luigi. Berlusconi è arrivato dopo al governo, ma in alcuni ambienti anche della cosidetta sinistra baronale le forme del berlusconismo erano già ben radicate.
Nel ritornare ad affrontare le vicende ben note del dramma finanziario e culturale che vive l’Ateneo senese, non è azzardato affermare che certi comportamenti nefasti nella gestione finanziaria e accademica dello stesso ateneo trovavano terreno fertile in quella sorta di “porto franco” definita autonomia universitaria. Provate a dimostrarmi il contrario. A tutt’oggi alcuni degli esponenti della nomenclatura responsabili del dissesto, favoriti anche dalle chimiche nebbie piemontesi, teorizzano l’impunità e l’intoccabilità come una sorta di salvagente istituito dalla loro idea di automomia. Come dire: noi si fa come cazzo ci pare e la magistratura non ha competenze nella nostra gestione dell’università;una sorta di Stato nello Stato,come se una mattina due o tre individui decidessero di proclamare l’indipendenza di Stigliano (senza averne diritto) dal Comune di Sovicille.
Ed ecco che si materializza il famoso genio Maurizio Boldrini perché chi più di lui rappresenta al meglio la visione autonomista del “si fa come cazzo ci pare”? Conosciamo fin troppo bene le doti immense che gli hanno consentito di essere docente senza laurea, di aver ricoperto incarichi presso la CRUI ai tempi del Tosi e soprattutto di aver organizzato un’area comunicazione dentro l’Ateneo cosi popolata da far invidia alle aree comunicazioni del governo italiano, della Casa Bianca, delle Nazioni Unite. Se la memoria non mi inganna, la famosa area comunicazione boldriniana comprendeva 54 persone; senza considerare le risorse finanziarie gestite dalla stessa area. Su questi aspetti forse,anzi spero, ci sono delle verifiche interne ed esterne in corso.
Ma si poteva limitare a questo la fame di presenzialismo del nostro genio Boldrini? Certo che no. Di lui troverete impronte in numerosi dibattiti politici insieme al suo compagno e amico Franco Ceccuzzi, perché non dimentichiamoci la sua tessera del PD. Le sue impronte dicevamo sono ovunque: presentazioni di libri, iniziative con il Comune di Siena, grazie all’amicizia con Marcello Flores (assessore invisibile, ma docente presente nella nomenclatura berlingueriana-tosiana), partecipazioni ad eventi che vanno dai libri sul vino alle conferenze stampe di aziende private (di questo abbiamo un video) con la presenza dell’assessore provinciale Tiziano Scarpelli. Ah scusate, dimenticavo: il nostro genio Boldrini gode anche del sostegno di Ivano Zeppi e quindi di parte del mondo delle cooperative. Insomma, ovunque ci giriamo, il Boldrini c’è. Cosi come quando percorrendo alcuni tratti autostradali leggiamo quelle scritte sui muri o sotto i cavalcavia “DIO c’è”. Nel nostro caso “Boldrini c’è”. Infact è cosi. Chiedo venia a quel Dio se mi son permesso di citarlo in questo argomento poco edificante delle vicende boldriniane.
Con tutte le sue apparizioni di certo non è di poco conto quella in Via Roma 56. Vi ricordare di Via Roma 56? E’ la sede del dipartimento di scienze della comunicazione della Facoltà di Lettere di Siena, quindi locali dell’Università di Siena non di proprietà visto la stessa paga l’affitto del San Niccolò. In Via Roma 56 nasce e si sviluppa la storia della società srl IN.FACT che tutto ben conoscete. Risulta che il Rettore Riccaboni abbia avviato un’indagine interna su questa società IN.FACT comunicandolo al cda dell’università.A mio avviso oltre all’indagine interna il prof. Riccaboni dovrebbe presentarsi alla caserma dei Carabinieri di P.zza San Francesco suonare il campanello, dire buongiorno e informare il Maresciallo della strana presenza di una certa IN.FACT nel locali dell’università ricordandosi che la stessa è in affitto (ricordate la legge sugli affitti e sui subaffitti?).Dovrebbe far questo il Riccaboni o al massimo altri membri del CDA dell’università come Morrocchi o Cucini anche se questi due hanno la stessa tessera di partito di Boldrini (ma non credo che modifichi la loro imparzialità!!!!!??? Ci rido anche su questa affermazione). Alcuni,come lo stesso Boldrini che da giorni telefona a destra e a sinistra per farsi tutelare politicamente, mi possono replicare “ma cosa c’entra Boldrini con l’IN.FACT? Leggetevi queste dichiarazioni del genio (utili anche al Riccaboni per informare il Maresciallo):
“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.
Questo diceva di IN.FACT il Boldrini e questo affermava anche un altro docente di scienze della comunicazione Antonio Rizzo:
“I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docenti li ho sempre sostenuti …”
E proprio il caso di ribadirlo: CERVELLI IN FUGA E GENI A RESPONSABILITA’ ILLIMITATA.
Marzo 11th, 2011 — Note redazionali
Questi uffici vogliono notificare che la Redazione di Fratello Illuminato non si è fatta InFactuare e non è che si è dimenticata di quella faccenduola dei libri in onore di Luigi Berlinguer comprati senza autorizzazione degli organi preposti e lasciati a giacere (probabilmente insieme a dei libri in cirillico acquistati dall’Istituto Gramsci sui cui ritorneremo) in antri polverosi. Non pensino certi dissestatori che siamo tutti presi dai prodigi che avvengono in Via Roma 56 e che quindi ci dimentichiamo di ricordare di questa storia. Anzi, vogliamo ricordare che ci sarebbe un assegnuccio da staccare dell’importo di 26.210 euro. Vogliamo provvedere prima che lo debbano pagare i contribuenti? Il Genio veda di trovare il tempo per passare da Rettorato e staccare l’assegno, fra una presentazione ed un’altra.
Di questi uffici: Cesare Mori
Marzo 10th, 2011 — Note redazionali

Dopo l’attacco massiccio delle truppe del Re Vega, il principe Duke Fleed fugge via dalla sua Stella per rifugiarsi sulla Terra a bordo del robot Goldrake. Anni dopo anche le truppe di Vega giungono sulla Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos e del feroce generale Gandal, tentano di conquistare il nuovo pianeta. Strano pianeta questa Terra!! … strano strano. E’ l’esclamazione spontanea di Hydargos e Gandal nell’apprendere dell’esistenza sulla Terra della fortezza Dissesto governata dal Re Pierus, successore indiscusso del Magnifico Luigi. Ma ciò che spiazza profondamente i malvagi condottieri delle truppe di Vega è la presenza tra le truppe di Pierus di un robot, il tuttologo Boldrake, non da meno in malvagità, che di fatto è un ottimo alleato per sconfiggere il grande Goldrake. Una manna che si alza dalla terra verso il cielo: Goldrake l’eroe delle due galassie impegnato a sconfiggere il male, grazie all’alleanza tra le truppe di Vega e Boldrake corre il rischio di risultare sconfitto. Naturalmente Re Pierus e Boldrake non disdegnano affatto la proposta di alleanza con le truppe di Vega e di certo l’idea di veder trionfare definitivamente il male sul bene per i governanti della fortezza Dissesto è suggestiva. Noi, attraverso la lettura delle carte segrete, scannerizzate da Julian Assange e inserite nel sito WikiLeaks, siamo venuti a conoscenza dei contenuti dell’accordo tra Il Re Vega e il Re Pierus. Nel cablogramma interspaziale dell’anno terrestre 2002 (rintracciabile sul sito WikiLeaks) si legge:
“Faraonico Re Pierus, io tiranno spaziale Re Vega accetto le Vostre condizioni e per i poteri che mi sono attribuito, invio sulla terra La Vanga e la Trivella spaziale: due armi potentissime utili per il buco finanziario già avviato. Il mio servo e fedele generale Gandal mi ha informato che il Vostro esercito è coordinato dal robot tuttologo Boldrake.Resto fiducioso del fatto che, non appena terminato il mega buco finanziario, impegnerete Boldrake e l’esercito della fortezza Dissesto per sconfiggere il nostro nemico Goldrake.”
Nel cablogramma spazialeinter si legge :
“Altezza Re Vega, io il Faraonico Re Pierus ringrazio per le potentissime armi e sono qui a confermare il nostro impegno per sconfiggere Goldrake. Appena le trivellazioni saranno completate invierò personalmente Boldrake al Vostro cospetto per ricevere le istruzioni necessarie. Mentre i poveri cittadini della terra perdono il loro tempo sperando nel bene comune, grazie alle Vostre armi noi saremo in grado di pensare al male di pochi”.
Fine dei cablogrammi.
Il romantico Goldrake venuto a conoscenza di questa nefasta alleanza con l’aiuto di Venusia riesce a scoprire le armi di cui è dotato il temibile Boldrake. Goldrake non si capacita: mai e poi mai si sarebbe aspettato un arsenale cosi potente e variegato. Boldrake era dotato di: docenza universitaria senza laurea, la responsabilità di un area comunicazione e marketing, innumerevoli compiti di moderazione di dibattiti,la capacità di richiedere 300 copie di libri senza autorizzazione,il cirillico,parole e musica,Via Roma 56. Insomma, un arsenale inimmaginabile. Sul momento sembrava una balla spaziale invece era una bolla finanziaria negativa terrestre.
L’arma che piu’ di tutti impressiona Goldrake e Venusia è l’INFACT spaziale. Una srl lodata da Boldrake che magicamente appare e scompare in Via Roma 56; una società che sul momento veniva immaginata come spin off senza esserlo, con sede legale in una casa privata e la sede operativa negli uffici della dissestata università di Siena nella mitica Via Roma 56. La Via da dove il tuttologo Boldrake controlla e dirige il suo esercito,una sorta di Via dell’oro e di Loro,una fossa delle Marianne dove decenza e legalità spariscono come sono spariti 250.000.000 di euro.
Goldrake preoccupato di dover affrontare uno scontro sanguinoso con Boldrake invia Venusia in stretto e in largo per la Terra alla ricerca di alleati o armi particolari.Venusia al termine della ricerca ritorna dal nostro eroe Goldrake informandolo che sulla Terra esistono due armi efficaci che non solo favoriscono il risultato ma evitano spargimenti di sangue.Dimmi dimmi Venusia..sono curioso di conoscerle queste armi. Ecco a te mi amato Goldrake le due armi: il codice civile e il codice penale.
Ed eccoli in volo il nostro Goldrake e Venusia insieme al coro del movimento per la liberazione dei nani da giardino che cantano emozionati:
“…. va … distruggi il male e va
va … distruggi il male e va
mille armi tu hai, non arrenderti mai
perché il bene tu sei, sei con noi”
Marzo 7th, 2011 — Note redazionali
” Avviata indagine interna sulla natura di un’organizzazione denominata In.Fact srl e sulla coerenza delle sue attività con la normativa in materia di spin off universitario”
Marzo 5th, 2011 — Note redazionali

Maurizio Boldrini, ex responsabile dell’Area Comunicazione e Marketing dell’Ateneo e membro a pieno diritto della nomenklatura berlingueriana-tosiana e dissestatore storico sostiene con forza la candidatura di Franco Ceccuzzi a sindaco di Siena.
Marzo 4th, 2011 — Note redazionali

Udite udite, forse quasi nessuno se ne era accorto, ma abbiamo il personaggio della settimana! Si tratta nientepopodimenoche di tal Pancrazio Anfuso!!
E chi è? Bho…ma se lo scrive il Gazzettino ci si può fidare, quantomeno vorrà dire che loro conoscono. E forse anche bene. Parecchio.
Una cosa va detta, di sicuro, anche se fino ad oggi non sapevamo chi fosse, il Gazzettino con gran tempismo ha avuto ragione, perché in questa settimana abbiamo imparato a conoscerlo.
Infatti (
anzi, In.Fact) questo novello golden boy senese (si vocifera
dalle parti di Sallustio Bandini che abbia, peraltro,
aquisito parentele ben conosciute in Ateneo e soprattutto in
via Roma 56 53100) abbiamo il piacere di leggerlo sia come amministratore di tal ex azienda oggi neo cooperativa (Cooprint) che, soprattutto, come
amministratore della magica In.Fact srl (nel cui
sito web era in bella evidenza la sua sede operativa in via Roma 56 53100 ossia all’interno dei locali dell’Università; poi magicamente, questo indirizzo è stato fatto sparire dal loro sito grazie alle geniali magie di Harry Potter).
http://shamael.noblogs.org/post/2011/03/01/via-roma-56-ora-basta-intervengano/
Vedete che il maghetto Harry Potter, allora, a Siena esiste?
Dopo la sparizione degli indirizzi il geniale maghetto è riuscito a fare un altro gioco di prestigio: la moltiplicazione delle cariche (tutte piuttosto collegate o collegabili tra loro, peraltro).
Attenzione, però: i giochi di prestigio li fa l’illusionista e molto spesso esiste anche un pubblico un pò più attento che scopre il trucco.
Marzo 4th, 2011 — Note redazionali

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, scritto quando correva l’anno 1957, è un giallo ambientato a Roma e il protagonista è il commissario Francesco Ingravallo. Qui invece, mentre corre l’anno 2011, prende forma un altro giallo “Quer pasticciaccio brutto di Via Roma 56” e il protagonista è il cane Paco (laureato a Oxford). Entrambi, Ingravallo e il cane Paco, indagano e svelano misteri, interrogandosi sulle cose degli umani, tra un salto filosofico e un salto della sbarra che conduce verso il numero civico 56 non di “Roma” ma di “Via Roma 56.”
Ma quale “giallo” alberga in Via Roma 56? Alchimisti e improvvisati maghi radio-televisivi, svilupperebbero tesi suggestive sulle apparizioni e sparizioni di numeri civici e addirittura di un intero edificio o di un’intera via. Nel nostro giallo non ci sono alchimisti o maghi: basta e avanza il fiuto canino di Paco (il laureato Oxfordiano).
Rendicontiamo ai lettori gli sviluppi del “giallo” di Via Roma 56 subito dopo un breve riassunto dei capitoli precedenti.
CAPITOLO I – PACO LEGGE LA RASSEGNA STAMPA
Il tenerello Paco impegnato nella ricerca di articoli di giornali della primavera 2010 si imbatte in due ritagli della Nazione di Siena e scopre l’esistenza di una società, la IN.FACT srl. La lettura di questi ritagli disorienta Paco e lo stesso si pone questa domanda: come mai una società srl a tutti gli effetti ha come sede operativa uffici di un’ente pubblico (in questo caso i locali dell’università di Siena)? E da una lettura più approfondita dei ritagli scorge nelle dichiarazioni di due personaggi tal docente Antonio Rizzo e l’onnipresente Maurizio Boldrini l’asse portante del “giallo”. Ecco le dichiarazioni dei due in merito alla societa’ IN.FACT.
Antonio Rizzo dichiarava:” I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docenti li ho sempre sostenuti …”
L’onnipresente Boldrini dichiarava: “Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.
CAPITOLO II-IL SITO INTERNET DELLA SOCIETA’ IN.FACT
Il giorno stesso in cui Paco mette in evidenza il “giallo” della presenza di una società srl dentro la sede universitaria e dopo aver verificato sul sito della stessa università che tal società non rientra nell’elenco degli spin off, come per magia dal sito internet della società IN.FACT scompare dalla sezione contact la dicitura “Via Roma 56”. E da questo punto in poi il giallo si infittisce.Anche se nella mente di Paco la soluzione è ben definita.Considerando che in altri luoghi del web la dicitura “Via Roma 56” risalta adeguatamente nelle schede pubblicitarie di IN.FACT srl.
CAPITOLO III-LA SPUTTANATA GENERALE
La pubblicazione dei primi capitoli del libro genera agitazione,indignazione e pone non pochi interrogativi sull’uso privatistico dell’università da parte di taluni personaggi. Nel totale disprezzo delle regole piu’ elementari e alla faccia degli ignari cittadini. Quale mente geniale si è spinta fino a queste assurde e sfacciate iniziative? Come mai gli organi dell’ateneo, il direttore del dipartimento di scienze della comunicazione e altri soggetti interessati non si sono mai interrogati sulla presenza della società IN.FACT srl nei locali dell’ateneo e come mai non sono mai intervenuti per denunciare simile situazione? Chi ha autorizzato l’uso dei locali e delle attrezzature del dipartimento di scienze della comunicazione da parte di una società privata? Dei ricavi dei lavori eseguiti dalla società IN.FACT l’università ne ha tratto utili in termini economici? Chi ha autorizzato Rizzo e Boldrini ha rilasciare quelle dichiarazioni e soprattutto come mai gli organi dell’ateneo non si sono interrogati dopo averle lette sulle pagine dei giornali? Come mai i cittadini comuni per costituire una srl spendono soldi non solo per la costituzione, ma anche per trovarsi una sede e comprarsi attrezzature e qui invece “i protetti del genio Boldrini” guadagnano lavorando negli uffici dell’università? Via Roma 56 è una “Via” dello Stato Italiano o per caso è un “via” del fantastico mondo della comunicazione boldriniana?
Ora tutti sono a conoscenza degli episodi di questo giallo e quindi sono richieste veloci inizitiative (senza abbuiamenti o magheggi) per verificare la situazione e sanzionare duramente chi eventualmente ha commesso reati o abusi: in barba ai santi e alla decenza civile.
Il tenerello Paco attende fiducioso per completare il capitolo e chiudere in via definitiva questo “brutto pasticciaccio di Via Roma 56”.