Ma che acceleriamo, frena il bove!

Questi uffici leggono con orrore le assurde dichiarazioni del responsabile comunale PD per l’università Donato Montibello. Ricordiamo a tutti che Montibello è stato rappresentante degli studenti nel Senato accademico presieduto dal dissestatore raffigurato sopra e che ha preso la parola tre volte e ha sempre sostenuto la politica dissestatrice di Tosi. Questi uffici osservano inoltre che: 1) non c’è da accelerare proprio niente visto che il piano di rilancio esiste solamente in mente Dei; 2) si mettano d’accordo questi signori del PD, tutti rigorosamente corresponsabili del dissesto, perché mentre Montibello fa queste assurde affermazioni, il suo candidato a sindaco Franco Ceccuzzi va nei circoli PD a dire che la situazione è insostenibile; 3) il medesimo Franco Ceccuzzi ha sempre sostenuto pubblicamente che il piano di risanamento Focardi-Barretta era ancora valido nonostante il cambio al vertice; 4) Elisa Meloni e Alessandro Mugnaioli il 7 di ottobre hanno dichiarato pubblicamente che “ci auspichiamo che la magistratura concluda al più presto le indagini per individuare le responsabilità di un buco storico che ha danneggiato fortemente Siena” e che “i rettori di quel periodo erano Berlinguer e Tosi”; 5) i medesimi hanno dichiarato: “Apprezzamento per l’operato del Rettore Focardi e che occorre spingere sull’attuazione del piano di risanamento”.

Questi uffici invitano perciò Montibello a occuparsi di caccia al puma e nel tempo libero di rileggere le dichiarazioni proprie e del proprio partito. Vediamo se riesce a mettere insieme un po’ di coerenza.

Di questi uffici: Cesare Mori

Indovina indovinello

Cos’è che unisce Simona e Anna? Diamo una mano per sciogliere l’indovinello: entrambe hanno nel cuore Nicola.

Riccaboni intervistato da Gaia Tancredi: l’odissea dell’Ateneo in un inconcludente bla bla bla

Questi uffici sono a rilevare quanto è difficile il mestiere del giornalista fazioso e quello di rettore inconcludente. Sicuramente è più difficile il mestiere di giornalista professionale ed equanime come del resto è difficile quello di rettore che si ponga nella giusta ed equanime posizione del risanatore. D’altro canto non si comprende come mai la Tancredi parli di problemi dell’Ateneo dopo un silenzio di mesi senza aver colloquiato con i diretti interessati, ascoltando in questo modo una campana sola, campana che peraltro ha imposto a lei il silenzio e ha tentato di imporlo anche all’altro giornale, la Nazione.
Del resto non era pensabile un’iniziativa del genere da parte della Tancredi visto che il suo capo Stefano Bisi ha affermato che è giusto che i dipendenti facciano dei sacrifici.
Cara Tancredi l’Ateneo non deve superare “un periodo di oscurità” perché non risulta che l’ENEL abbia staccato la luce, deve superare un dissesto da oltre 250 milioni di euro che è stato causato colpevolmente da una gestione dissennata di cui anche Riccaboni ha fatto e fa parte. Vogliamo parlare del CRESCO? Perché non ha fatto domande sul coinvolgimento di Riccaboni, che ha ricoperto vari ruoli in tutte le porcate che hanno causato il dissesto?

Ma andiamo a vedere di cosa blatera questo incompetente.

Blatera per esempio di piano di risanamento che passa – secondo lui – dal riordino della didattica, dalla riforma della governance, dalla riduzione dei dipartimenti, dal riordinamento dei poli e da un vago progetto di federazione di Atenei. Beh!

Questi uffici ritengono che siano tutte stupidaggini vuote che non portano a niente e che hanno per di più il non irrilevante vizio di ignorare quanto è stato fatto finora e mettono in luce un livore verso Focardi, Barretta e Miccolis nonché verso il suo maestro Giuseppe Catturi e verso il precedente Pro-Rettore (a proposito perché non ha ancora nominato il Pro Rettore?) Giovanni Minnucci che la riorganizzazione degli uffici l’avevano già proposta e il CdA l’aveva anche approvata.

Alla domanda sui Poli decentrati Riccaboni sostiene che non serve, come qualcuno propone ed ha proposto, venderli, ma devono essere riorganizzati e se proprio necessario venduti. Questa è la dimostrazione che Riccaboni è un pupazzo nelle mani della cricca dei dissestatori e dimostra altresì che tutte le sue chiacchiere sulla trasparenza e sulla condivisione sono una bufala detta in malafede, visto che gli organi di governo, che pure sono supini e sdraiati davanti a lui e soprattutto alla dissestatrice Fabbro amica della dissestatrice Jolanda Cei Semplici, di tutto questo non ne sanno niente. Comunque se avesse l’idea di vendere alcuni poli faccia una bella cosa, si rivolga come consulente al Rustici  è uno specialista di gare false come quella per la Galaxy, visto che è avvisato di garanzia proprio per questa ragione. E comunque perché non comincia a vendere o a restituire al Comune di Buonconvento e al suo ambiguo assessore Meconcelli, dipendente universitario, il LAU invece di pensare, come si vocifera a questi uffici, di schiaffarci dentro il nemico dei lavoratori Fiorino Iantorno?

Quanto al personale il Riccaboni, con una faccia di bronzo pazzesca, asserisce che non è danneggiato. Ci vuole veramente una bella faccia a sostenere queste affermazioni! Lui e la Tatcher de noaltri hanno tagliato l’accessorio, procedono a miracolare la banda della CGIL universitaria nelle persone dei dirigenti sindacali, cioè Bruni, Maffei, Badalamenti, Semplici e così via.

La verità, smentita da Riccaboni con l’ausilio della compiacente sedicente giornalista Gaia Tancredi, è che l’incompetenza e l’incapacità sua e della Fabbro, nonché i fraudolenti consigli della cricca di dissestatori e di amici come Jolanda Cei Semplici, nonché l’elevazione dei dissestatori della CGIL universitaria, nonché il silenzio imbarazzato di Ceccuzzi e dei suoi alleati, stanno conducendo rapidamente l’Ateneo alla situazione di default, del fallimento completo. Tutto ciò nel tentativo di coprire le responsabilità che pure sono evidenti.

A questo punto questi uffici ritengono di poter fare la seguente affermazione: siamo di fronte ad un dissesto cataclismico per cui ci sono 27 indagati e 28 mesi di indagine. Siamo di fronte ad una elezione del Rettore per il quale ci sono 7 indagati e 6 mesi di indagini per accertare le irregolarità. ORA BASTA!!! La magistratura deve prendere il coraggio a quattro mani e delle due l’una: non c’è niente, i 270 milioni se li sono portati via i marziani e allora archivino tutto oppure qualcuno ha delle responsabilità e allora FUORI I NOMI E I RINVII A GIUDIZIO! Stessa cosa per l’elezione del Rettore: o non c’è niente e allora si archivia oppure Riccaboni e Fabbro (la cui selezione è sotto indagine anch’essa) prendono, fanno le valiegie e si levano tre passi dai coglioni!!! Basta traccheggiare sulla pelle dei cittadini. L’intervista a Riccaboni dimostra come questa gestione folle stia portando al macero l’Ateneo e migliaia di famiglie. Lo Stato non può permettere questo!

Di questi uffici

Cesare Mori

Il Fabbromesso Tosico universitario

La storia si ripete con le solite forme del passato e i soliti nomi, con l’aggiunta di Ines Fabbro. Forse a molti sfuggono, forse per pigrizia di analisi o forse per l’assenza di un momento di raccordo tra i diversi capitoli della vicenda universitaria senese, quali erano e quali sono gli accordi di potere e i vari gruppi di potere che gestivano nell’era pre-focardiana e che attualmente son ritornati a gestire,  l’Università di Siena.
Un tempo l’avvicinamento e gli accordi politici tra il Partito Comunista di Enrico e la Democrazia Cristiana venne definito “il compromesso storico”. Termine riutilizzato e abusato ogni qualvolta i mass media o la gente comune descriveva gli accordi politici nazionali e locali tra settori della sinistra e ambienti cattolici o vicini ad essi. Naturalmente questa visione di compromesso,non sempre e penso a questo punto quasi mai,soprattutto all’interno di certe istituzioni sia servito al bene delle stesse e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Anzi, nel tempo più che un compromesso politico questo avvicinamento si è tramutato in mera gestione del potere  e degli affari. Non a caso la lezione e la questione morale di Enrico Berlinguer è finita nel dimenticatoio più assoluto. Ma questa è un’altra storia.
Riprendendo la storia dell’Università di Siena ci accorgeremo, che il compromesso di potere dentro e sull’università voluto da un altro Berlinguer (nulla a che vedere con il grande Enrico) ossia Luigi, ben rappresentato da Piero Tosi e Jolanda Cei Semplici, non era altro che il compresso tra la Cgil berlingueriana e componenti cattoliche (chiamatele Comunione e Liberazione o gruppi di preghiera), e infatti leggendo i verbali dei CdA del 1994 con Tosi rettore e Cei Semplici D.A, vi accorgerete della presenza di Loriano Bigi (componente cattolica e in seguito direttore amministrativo) e Carlo Bruni (Cgil)
Questo compromesso è venuto meno con l’elezione del rettore Focardi. Ma attenzione, le due componenti del compromesso non hanno mai smesso di condividere il proprio potere e agguerriti più di prima anche perché irritati dall’apertura dell’inchiesta sul dissesto finanziario (di cui sono corresponsabili), si sono affidati al Riccaboni per ritornare prepotentemente alla ribalta e restaurare il loro “paradiso terrestre”. E per far questo al Riccaboni hanno affiancato l’amica di Jolanda Cei Semplici ovvero la signora Ines Fabbro.
Non a caso oggi e bastano i nomi per capirlo, la Fabbro disconoscendo il piano di risanamento di Antonio Barretta senza proporre niente di alternativo, intende imporre la propria visione gestionale dell’università con il sostegno della Cgil berlingueriana di Bruni, Semplici, Carmignani e della componente da sempre vicina all’ex direttore Loriano Bigi.
Insomma un compromesso di potere che possiamo definire: il Fabbromesso Tosico. Esattamente la condizione opposta di cui necessita un’istituzione importante come l’Ateneo senese,in preda ad un evidente declino e con un personale tecnico-amministrativo sfiduciato e sottoposto ad ingiuste decisioni verticistiche e unilaterali.
A mio avviso, questo gruppo di potere che costituisce il Fabbromesso Tosico, commette un grosso errore di valutazione, si muove e coltiva le proprie aspirazioni, senza tener conto delle inchieste della magistratura e senza considerare che nella società e dentro le varie articolazioni del potere pubblico sono minoritari.
E non bastano gruppi di preghiera o gite fuori porta per far dimenticare le inchieste della magistratura  o pensare di annullarne gli esiti. Siamo in uno Stato di diritto e quando un livello locale funziona male c’è sempre un livello “superiore” che vigila e interviene. Pace e Bene e tanta Luce.

Maestro James

La storia si ripete con le solite forme del passato e i soliti nomi, con l’aggiunta di Ines Fabbro.

Forse ai molti sfuggono, forse per pigrizia di analisi o forse per l’assenza di un momento di raccordo tra i diversi capitoli della vicenda universitaria senese, quali erano e quali sono gli accordi di potere e i vari gruppi di potere che gestivano nell’era pre-focardiana e che attualmente son ritornati a gestire, l’università di Siena.

Un tempo l’avvicinamento e gli accordi politici tra il Partito Comunista di Enrico e la Democrazia Cristiana venne definito “il compromesso storico”. Termine riutilizzato e abusato ogni qualvolta i mass media o la gente comune descriveva gli accordi politici nazionali e locali tra settori della sinistra e ambienti cattolici o vicini ad essi. Naturalmente questa visione di compromesso,non sempre e penso a questo punto quasi mai,soprattutto all’interno di certe istituzioni sia servito al bene delle stesse e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Anzi , nel tempo piu’ che un compresso politico questo avvicinamento si è tramutato in mera gestione del potere e degli affari. Non a caso la lezione e la questione morale di Enrico Berlinguer è finita nel dimenticatoio piu’ assoluto. Ma questa è un’altra storia.

Riprendendo la storia dell’università di Siena ci accorgeremo, che il compromesso di potere dentro e sull’università voluto da un altro Berlinguer (nulla a che vedere con il grande Enrico) ossia Luigi,ben rappresentato da Piero Tosi e Jolanda Cei Semplici,non era altro che il compresso tra la Cgil berlingueriana e componenti cattoliche (chiamatele Comunione e Liberazione o gruppi di preghiera), e infatti leggendo i verbali dei cda del 1994 con Tosi rettore e Cei Semplici D.A, vi accorgerete della presenza di Loriano Bigi(compente cattolica e in seguito direttore amministrativo) e Carlo Bruni(Cgil)

Questo compromesso è venuto meno con l’elezione del rettore Focardi. Ma attenzione, le due componenti del compromesso non hanno mai smesso di condividere il proprio potere e agguerriti piu’ di prima anche perché irritati dall’apertura dell’inchiesta sul dissesto finanziario(di cui sono corresponsabili), si sono affidati al Riccaboni per ritornare prepotentemente alla ribalta e restaurare il loro “paradiso terrestre”.E per far questo al Riccaboni hanno affiancato l’amica di Jolanda Cei Semplici ovvero la signora Ines Fabbro.

Non a caso oggi e bastano i nomi per capirlo, la Fabbro disconoscendo il piano di risanamento di Antonio Barretta,senza proporre niente di alternativo, intende imporre la sua visione gestionale dell’università con il sostegno della Cgil berlingueriana di Bruni,Semplici, Carmignani e della componente da sempre vicina all’ex direttore Loriano Bigi.

Insomma un compromesso di potere che possiamo definire: Il Fabbromesso Tosico. Esattamente la condizione opposta di cui necessità un’istituzione importante come l’ateneo senese,in preda ad un evidente declino e con un personale tecnico-amministrativo sfiduciato e sottoposto ad ingiuste decisioni verticistiche e unilaterali.

A mio avviso,questo gruppo di potere che costituisce il Fabbromesso Tosico, commette un grosso errore di valutazione, si muove e coltiva le proprie aspirazione,senza tener conto ne delle inchieste della magistratura e senza considerare che nella società e dentro le varie articolazioni del potere pubblico sono minoritari.

E non bastano gruppi di preghiera o gite fuori porta per far dimenticare le inchieste della magistratura o pensare di annullarne gli esiti. Siamo in uno Stato di diritto e quando un livello locale funziona male c’è sempre un livello “superiore” che vigila e interviene. Pace e Bene e tanta Luce.

Maestro James

Professori universitari silenziosi.Alcune domande al Preside e membro del senato accademico prof. Guerrini

Ricordiamo al Prof. Guerrini come agli altri professori dell’ Università di Siena, che l’università è un ente pubblico e in quante tale è soggetto all’ordinamento di leggi e regole dello Stato Italiano. E ancora: essendo un ente pubblico le vicende universitarie non sono di esclusivo interesse di chi si rifugia nella famosa autonomia berlingueriana, ma riguardano l’intera comunità e niente deve essere sottaciuto.

Mi domando e ci chiediamo il perchè dei silenzi del corpo docente mentre i vertici dell’Ateneo intraprendono iniziative contro il personale tecnico-amministrativo. E sono silenzi vergognosi e squalificanti.

Iniziamo con il porre alcune domande a quei docenti che hanno ruoli di governo dell’Ateneo. Partiamo dal Professor Guerrini.

1) Professor Guerrini cosa ci dice del dissesto finanziario dell’ateneo e secondo Lei chi sono i responsabili?

2) Professor Guerrini come mai Lei non si esprime per difendere il personale tecnico-amministrativo?

3) Professor Guerrini cosa ne pensa della gestione Riccaboni-Fabbro?

4) Professor Guerrini che idea si è fatta dell’indagine della magistratura relativa al voto per l’elezione del Rettore?

Sono domande semplici alle quali non è difficile rispondere. O sbaglio?

Maestro James

Francesco Andreini: un comunista a favore dei lavoratori

Fritti più o meno misti…

pubblicata da Francesco Andreini il giorno giovedì 20 gennaio 2011 alle ore 9.00

Leggo una lettera, molto diretta, sull’ultimo numero di Zoom, che Eleonora Scricciolo ha indirizzato a Fiorino, ritenendolo, credo a ragione, autore della nota che la Federazione della Sinistra ha pubblicato relativamente all’Università di Siena. Devo dire subito che non ho avuto tempo di leggere nulla di precedente a questi due scritti, dato che sono stato “sequestrato” dal Consiglio Comunale sul Regolamento Urbanistico, ma sull’appellativo di “Fritto Misto” credo di poter dire qualcosa. Quando si usano certe espressioni, secondo me, lo si fa perché ci sentiamo, a torto o a ragione, in diritto di poter parlare a nome di tutti, e si tacciano tutti gli oppositori di un atteggiamento protestatario ritenendo che non abbiano nulla da condividere tra di loro se non il fatto di essere “contro”. Il problema è che spesso lo si fa perché chi si permette di “governare” lo fa senza stare a sentire chi la pensa diversamente. Ricordo ad esempio i tempi degli “opposti estremismi”, di democristiana memoria. Non sarebbe allora meglio entrare nel merito delle discussioni, e lasciare gli appellativi più o meno rispettosi a chi non ha argomenti? Oltretutto una aggregazione politica che si chiama “Federazione” richiama già nel nome la volontà di mettere insieme soggetti non proprio “uguali”, altrimenti non si capisce cosa dovrebbe federare. Chiudo dicendo che la CGIL, sindacato di tutto rispetto al quale sono stato iscritto per anni, ha già commesso in passato l’errore di sottovalutare il dissenso, ha contribuito alla nascita e al rafforzamento dei sindacati di base per il vizietto di sentirsi l’unico sindacato “rappresentativo”, e dovrebbe, sempre secondo me, stare un po’ più attenta a gettare discredito su chi cerca di rappresentare istanze diverse dalle proprie, ma che vengono dai lavoratori.

Francesco Andreini Consigliere comunale di Siena di Rifondazione Comunista

Cominciamo a vedere chi sono i miracolati dal duo Riccaboni-Fabbro

Questi uffici ricordano ai Sigg. Carlo Bruni e Fabio Semplici (entrambi rigorosamente della CGIL, entrambi rigorosamente EP) che voces populi vogliono già insigniti del titolo (non onorifico ma reale) di Direttore amministrativo vicario il primo, e responsabile della Divisione Stipendi il secondo, che molti dipendenti universitari, e specialmente quelli che lavorano nelle Segreterie amministrative dei Dipartimenti, sono in attesa delle seguenti misure organizzative che faciliterebbero, e non poco, il loro lavoro quotidiano:

  • da circa dieci anni si attendono indicazioni in ordine alle modalità di attuazione della programmazione contrattuale di Ateneo e dei Dipartimenti, come previsto dal Regolamento contabile;
  • da circa due anni si attende l’adozione di dispositivi di firma elettronica compatibili con software open source (verso cui l’Amministrazione si sta da tempo rivolgendo per evidenti ragioni di risparmio) al fine di consentire l’accesso in via autonoma a CONSIP, dove, è noto, ci sono offerte notevolmente vantaggiose;
  • da circa due anni si attende la regolamentazione delle spese per cellulari dell’Ateneo, attualmente selvaggia e lasciata al buon cuore di chi opera;
  • da circa due anni si attende (ma se ne parla da sempre) l’istituzione dell’albo dei fornitori di Ateneo, che solleverebbe, soprattutto i Dipartimenti, da ormai insostenibili pastoie burocratiche;
  • da circa un anno si attende l’avvio dei cosiddetti Contratti di Ateneo che, consentendo l’acquisto concentrato di beni per i Dipartimenti, permetterebbero di lucrare condizioni più vantaggiose dai fornitori;
  • da circa sei mesi si attende l’emanazione di una circolare sulla tracciabilità dei flussi finanziari, che consentirebbe a chi opera una maggiore tranquillità di operare senza incorrere in responsabilità personali etc. etc.

Invitiamo gli interessati a fare il tifo per i nostri due, offrendosi anche per servizi di natura personale per il loro maggior agio. Invitiamo inoltre a presentarsi, sventolando ramoscelli d’ulivo uso Domenica delle Palme, all’atto dell’insediamento nelle rispettive posizioni di potere.

A questi risultati strabilianti porta l’essersi spesi come peripatetiche insieme a Iantorno, Angelaccio, Maffei, Badalamenti ed altri per la campagna elettorale di Riccaboni, facendo lo stradello dal Rettorato a San Francesco sede della  Facoltà di Economia.

Di questi uffici

Cesare Mori

Compagni del PD e del consiglio di amministrazione dell’Università di Siena

Anni fa qualcuno cantava “compagni dai campi e dalle officine”. Oggi i campi son quasi abbandonati, le officine sempre tali e i compagni dispersi o politicamente modificati.
Ci sono due ex compagni ora democratici del PD che corrispondono ai nomi di Morrocchi e Cucini, fedeli sostenitori del candidato a sindaco di Siena del PD Franco Ceccuzzi , che siedono nel consiglio di amministrazione dell’università di Siena. Ad oggi risultano tra coloro che sono schierati con il duo Riccaboni-Fabbro e quindi ne condividono le scelte e la linea di restaurazione della vecchia gestione tosiana.
Questo è bene saperlo perchè a questo punto possiamo affermare che sia Morrocchi e Cucini esponenti del PD e fedelissimi di Ceccuzzi condividono il taglio degli stipendi ai dipendenti.Quindi tutti devono sapere che gli esponenti del PD vicino a Ceccuzzi sono contro i dipendenti. Ed è cosi, salvo smentite o prese di posizione chiare e scritte.
Alle assemblee dei circoli il Ceccuzzi propaganda il suo sostegno ai dipendenti ma nei fatti gli esponenti del suo partito appoggiano scelte e modo di operare contrari agli interessi dei lavoratori.

Mi sembra che sia tutto chiaro!!!

Maestro James

Riceviamo e pubblichiamo

Sono riuscito ad uscire dal Dipartimento alle 2 perché non resistevo più dal voltastomaco. Dopo tutto quello che ci hanno fatto anche oggi ci sono novità; da un po’ di giorni ci sono sempre novità, e mai buone.

Oggi la Direttora Ines, corre voce che abbia bloccato ogni spesa per la formazione del personale, quella formazione che da noi si chiama esterna. Certo per raccattare due lire, grattando ancora il fondo del barile e sempre a carico di noi tecnici.

E poi un’altra cosa. Siamo già al 20 e ancora non è arrivata nessuna comunicazione sull’accordo del 30 dicembre sullo straordinario e la scadenza per le domande è il 31 gennaio. Non è che hanno intenzione di ciullarci anche quella miseria.

Sono schifato. Mi sto sentendo male. Domani sono malato.

Ciggiellino pentito e fortemente incazzato

Lo scoop del cane Paco!!!

Ecco chi è il Puma!! E’ la coscienza dei dissestatori che insegue loro stessi……