Entries from Marzo 2011 ↓

L’Esercito dei gggiovani

Vi eravate rassegnati ad una vita politica noiosa, placida, priva di slanci ed entusiasmi?

Pensavate di essere ormai condannati a rivedere le stesse facce, poggiate sugli stessi corpi, seduti sulle stesse sedie (al massimo un po’ rinforzate per far fronte all’inevitabile ingrassamento dovuto al trascorrere del tempo)?
Cominciavate a nutrire il sospetto che la politica locale fosse come la televisione d’estate… una serie infinita di repliche?
Giammai! Il nuovo motto del PD per questa tornata elettorale sembra essere “cambiamento, rinnovamento, una ventata di freschezza, o almeno una mano di coppale“.
Poteva forse il Partito rimanere insensibile di fronte alla noia incipiente, che rischiava di rendere tristi e grigie le vite di migliaia di cittadini elettori?
Ed ecco allora che, dalle sagaci menti degli Esperti Comunicatori, appositamente schierati in campo, tra uno “yeah!”, un “cool!” e un “trendy!” sparsi qua e là, sono uscite fuori mirabolanti promesse di una nuova rinascita del Partito.
Come un’Araba Fenice che si rinvigorisce risorgendo a nuova vita dalle proprie ceneri, ci avevano promesso volti completamente nuovi, idee innovative, evocative immagini di un futuro molto cool e molto trendy.
Ecco allora che gli Esperti Comunicatori avevano infuso tutte le loro forze e spremuto le brillanti meningi per scolpire a chiare lettere un messaggio chiaro di rottura con il passato, e per assicurarsi che rimanesse impresso nella mente del cittadino elettore lo avevano bombardato di workshop (plurale uorscioppi), forum, brainstorming, discount, ricchi premi e cotillons!
Il cittadino elettore aveva potuto intravedere i volti delle speranze per il futuro, intuire quali sarebbero stati gli uomini e le donne di domani, che avrebbero potuto rappresentarlo… insomma era stato svelato e mostrato: l’Esercito dei gggiovani!!!
Bellissimo! Meraviglioso! Assolutamente 2.0!
L’Esercito dei gggiovani (opzionalmente si può anche aggiungere qualche altra “g” che suona più cool e trendy) è stato annunciato con fanfara e grancassa dagli Esperti Comunicatori del Partito!
L’Esercito dei gggiovani, ovvero la grande speranza per il futuro della città!
Certo a guardare da vicino la composizione di questo manipolo di valorosi qualche facinoroso potrebbe avere l’impressione che il Partito sia andato a pescare un po’ di ragazzi e ragazze (alcuni neppure più tanto gggiovani) tra le file dei braccianti impiegati da anni presso la Federazione e altre simili strutture, che sono stati fino ad oggi foraggiati con contratti e contrattini per servire il sistema (magari in veste proprio di Esperti Comunicatori) e che a quanto pare non sembrerebbero aver dedicato neppure un minuto della propria esistenza allo studio o… al lavoro (eresia!!! questa brutta parola diciamola piano che gli Esperti Comunicatori non la vogliono proprio sentire).
Certo, a sentire quanto proclamato nei vari uorscioppi, il cittadino elettore avrebbe potuto aspettarsi di veder schierati tra le file dell’Esercito dei gggiovani, alcuni dei più brillanti ragazzi e ragazze che la società civile ha da offrire, impegnati nel lavoro, nello studio, nel sociale, nel volontariato, nella ricerca, nell’innovazione.
Si potrebbe pensare che il reclutamento nell’Esercito dei gggiovani avrebbe seguito strade assai lontane dalla cooptazione, che sarebbe stato caratterizzato dalla ricerca del merito, di volti e idee fresche.
Invece potrebbe sembrare che questi sedicenti gggiovani siano nati già vecchi, ammorbati dalle logiche del Partito, unicamente alla ricerca di ogni mezzo per essere mantenuti a spese della collettività, preferibilmente evitando di sporcarsi le candide manine o di farsi venire… orrore… calli e verruche!!!
Ma insomma adesso non stiamo troppo a guardare il pelo nell’uovo, che l’importante è l’intenzione, lo spirito, che importanza ha se l’Esercito dei gggiovani non sembra proprio tanto cool e yeah!, una mano di vernice, due fiocchini, qualche workshop, un paio di forum e il gioco è fatto.
Anche il cittadino elettore dovrà pure accontentarsi e gioire, dopo tutto così il partito avrà anche creato qualche posto di lavoro… anzi di riposo… per i gggiovani!
Dunque ogni cittadino elettore dovrebbe gioire di poter dare la propria preferenza ad un Partito così illuminato, disposto a schierare l’Esercito dei gggiovani, assegnando a così brillanti candidati, ruoli chiave nella nuova amministrazione, come ad esempio: l'”Assessorato per l’Organizzazione di Feste Minori e Sagre”, il “Comitato per il Corretto Abbinamento dei Colori”, la “Commissione per la Diffusione e Promozione del Tofu” e l'”Alto Segretariato alla Custodia dei Rifugi dello Gnu Selvatico”.
Opssss…. un attimo… ci arriva un aggiornamento dell’ultimo minuto.
A quanto pare c’è in atto una congiura globale, cosmica, planetaria, galattica, per cui una ostile forza oscura sta minando i progetti del Partito, mettendo in serio pericolo l’Esercito dei gggiovani!
Questa presenza di pura malvagità è stata finalmente individuata e risponde al nome di: Matematica!!!
Terrore, tremore, spavento!
A quanto pare non sono disponibili 500 posti in giunta per altrettanti assessori, il consiglio comunale non sarà composto da 2,741 membri e non è stato possibile istituire una circoscrizione per ogni strada cittadina!
Orrore! Tutta colpa della Matematica!
Con sgomento il Partito ha appreso che la malvagia Matematica non permette neppure di avere un assessore per ogni forza politica coinvolta nella coalizione!
E allora? Che fine farà l’Esercito dei gggiovani?
La voce si è diffusa incontrollata per le strade, scene di panico tra i gggiovani, in particolare gliEsperti Comunicatori, che hanno tentato di tutto pur di allontanare una così grave minaccia, incluso il sacrificio rituale di 30 madri single dipendenti di Tiemme, l’acquisto di un migliaio di copie dei volumi in onore di Berlinguer, il rapimento del cinghiale Oreste (mascotte del parco di divertimenti Cinghialand promosso dall’Amministrazione Provincialee una danza propiziatoria inscenata da Maurizio Boldrini vestito da Grande Puffo al suono delle nacchere portoghesi.
Tutto inutile!
Eh sì… come al solito ci rimettono i gggiovani, che saranno così condannati al più imprevedibile, crudele e oscuro destino… dover andare a lavorare per mantenersi!!!
di FitzChevalier Lungavista

Dal fantastico mondo di Amélie al magico mondo di Via Roma 56

Così lontNano, così Vicino! Ecco cosa ci sentiamo di dire. Dal cappello del genio e da altri cappelli provengono una miriade di fantastiche idee per ravvivare Via Roma 56.

C’è da trovare la sede per una SrL? C’è Via Roma 56.

C’è da piazzare un Centro Interdipartimentale? C’è Via Roma 56 e 57

E la casetta dei nani dove la mettiamo? In Via Roma 56

E la biblioteca di Lettere? In Via Roma 56

E il Centro di Calcolo? Ma in Via Roma 56

C’è da fare un’associazione Università Libera? C’è Via Roma 56, of course!

Ma visto che vogliono liberare l’Università perché non cominciano a levarsi loro da tre passi dai coglioni così magari l’Università è libera davvero? Basta con queste buffonate!!! Appena si sente odore di elezioni del rettore spuntano ambigui personaggi che si circondano di stiglianesi e derivati! I genii impazzano per il San Niccolò!

I dissestatori e i dissestaTOSI devono andarsene!!!

Una love story stiglianese

Il mito di Via Roma 56 … infact è così …

Noi non abbiamo né tempo né voglia e nemmeno il diritto di entrare nel merito dei rapporti tra aziende private e i propri clienti. Infact noi da giorni mettiamo in luce altro. Come mai una società srl denominata IN.FACT ha dichiarato, utilizzando i locali e altro, di avere la sede operativa in Via Roma 56-53100 (sede dell’Università di Siena, di cui la stessa paga regolare contratto di affitto ad altro soggetto)? Chi ha autorizzata questo visto che la società IN.FACT non risulta essere uno spin off? E ancora come mai un docente dell’Università, tal Antonio Rizzo, è socio e consigliere di amministrazione della stessa società? Forse perchè ha ricevuto l’autorizzazione del CdA dell’Università? Come mai lo stesso Rizzo e il genio Boldrini hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni al quotidiano la Nazione di Siena in merito alla società IN.FACT? Dichiarazioni di Rizzo:

“I ragazzi da parte loro hanno contribuito alla crescita del dipartimento realizzando il sito e sperimentando i nuovi servizi. Sono state avviate le procedure di spin off anche se credo che le condizioni attuali, poste dall’università non siano accettabili. Al di là di questi aspetti, che in un modo o nell’altro si risolveranno, come docente li ho sempre sostenuti …”.

Dichiarazioni del genio Boldrini:

“Esiste già uno spin off all’interno dell’Ateneo ma il loro è un modello diverso trattandosi di un’azienda vera e propria. Lo spin off richiede tempi lunghi per affrontare il mercato mentre oggi è importante fare impresa nel più breve tempo possibile. Importante, poi, che inizino a produrre mantenendo un profondo legame con l’Università: le aziende devono rivolgersi a consulenze esterne mentre loro hanno a disposizione attrezzature e professionalità in un luogo dove già si produce ricerca”.

Girovagando sul web abbiamo ritrovato due siti internet che ci informano sulle prodezze degli Infactiani oltre che del genio (onnipresente). Sul sito Linkedin troviamo “Quando Salvietti & Barabuffi e MPS si sono rivolti ad In.Fact cercavano un prodotto editoriale completamente nuovo, in grado di interpretare le nuove tendenze e di sfruttare appieno le potenzialità dei devices tecnologici ormai largamente diffusi”.

http://www.linkedin.com/company/in.fact/miti-di-citt-110868/product

Sul sito www.jiulienews.it troviamo: “La realizzazione tecnica è stata effidata dalla casa editrice Salvietti & Barabuffi ad In.Fact srl, azienda nata nel contesto dell’Università di Siena ed interamente composta da neolaureati di Scienze della Comunicazione ed Ingegneria”

http://www.julienews.it/notizia/economia-e-finanza/miti-di-citta-il-gruppo-montepaschi-lancia-il-primo-ebook/60629_economia-e-finanza_4_1.html

In conclusione: questa IN.FACT srl non risulta essere un spin off, utilizza via e locali di un ente pubblico per attività privata, due docenti sono a conoscenza, hanno rapporti e sponsorizzano la stessa, etc. etc. .., quindi ci domandiamo come sia possibile tutto questo e nel contempo siamo curiosi di conoscere l’esito delle famose indagini interne all’Università annunciate dal Rettore o se il Magnifico si è rivolto ai carabinieri per denunciare la vicenda IN.FACT o eventuali iniziative promosse in tal senso da membri del CdA o dall’ufficio legale dello stesso Ateneo. Siamo curiosi ma curiosi. Cosi come siamo curiosi sulla famosa questione dei volumi in onore di Berlinguer Luigi.

PD vicino alla deriva finale. Fallita la fusione tra ex Margherita ed ex DS. Prosegue la fuga verso API e UDC della parte moderata

I nuovi abbandoni di esponenti e amministratori che lasciano il Partito democratico sono un fatto serio che non e’ possibile sottovalutare“. A dichiararlo e’Marco Minniti, uomo autorevole e di spicco del Partito Democratico. E’ da un bel pò di tempo che abbiamo lanciato l’allarme PD. Un allarme dettato da ciò che quotidianamente si legge su tutti i maggiori quotidiani nazionali. Il PD sta morendo. O forse sarebbe più corretto dire che non è mai nato. Avevamo già detto che la sua odierna sopravvivenza, non più dettata dalla paura del voto politico anticiato, era oramailegata solo alle imminenti elezioni amministrative di maggio passate le quali, come si dice ‘ognun per sé e Dio per tutti’. Il PD non ha mai goduto di un’unità interna e questo perché le anime degli ex popolari e poi ex margherita non si sono mai fuse con quella degli ex DSInsieme ma divisi, su tutto. Due esperienze politiche e due modi di interpretare la società diametralmente opposte, sui cui temi fondamentali non è stata mai possibile né trovare una sintesi né una mediazione. E oggi, nuovamente, altri segnali al preludio finale. Il PD non ha saputo essere inclusivo ma anzi, ha sempre visto le aperture verso l’esterno come una minacciaanche a Siena questo dato è ben visibile; devi essere di stretta osservanza Diessina se no sei fuori. Non ha saputo rappresentare nessuna vocazione riformista, perché troppo preso a tenere a bada le mille faide interne frutto di quell’amalgama mai avvenuta. Oramai è tardi. Troppo. Anche lo storico collante del potere che ha sempre fatto da malta interna non ce la fa più a reggere le fuoriuscite e lo scontento che, internamente al PD, è diventato un fiume in pienaIscritti scontenti. Elettori disorientati da una linea politica che non rimane uguale a se stessa per più di cinque minuti. Non esiste un domani, il PD arranca nell’ennesimo tentativo della sopravvivenza all’oggiSolo una visione miope e non lungimirante non può accorgersi di questa deriva imminente. Ed è sempre la solita miopia politica che,anche a Siena, non guarda al di là del proprio naso e si rifiuta di prendere atto che l’implosione (o esplosione) del PD nazionale produrrà lo sgretolamento anche di quello seneseconsegnando agli ex margherita la scusa per lasciare una casa che non hanno mai sentito come loro. E a quel punto i Diessini rimasti soli, cosa potranno fare? Pressoché niente. L’improvvisazione politica di certi nuovi, pseudo nuovi e, soprattutto, vecchi dirigenti del centro sinistra senese li sta continuando a far vedere i fatti attraverso lenti deformate.

Penso proprio che avremo modo di riaffrontare questo costante malessere dell’area moderata del PD molto presto e molto spesso.

La fuga in massa verso gli approdi moderati di API e UDC, forse, è solo agli inizi.
A prescindere da quello che possono pensare Ceccuzzi e i suoi fedelissimi, Siena non è fuori dal mondo né dalle vicende e dalle geometrie della politica nazionale. Se il PD salta a Roma, l’eco arriverà presto anche a Siena e Ceccuzzi si ritroverà da solo e senza un partito alle spalle.

 

Firmato

La Primula Rossa

Lo sbarco dei Mille all’Ateneo

Visto che lo storico Catoni è così appassionato di valori risorgimentali ed è arrivato addirittura a convocare tutti i servitori della ex piccola Oxford berlingueriana-tosiana, grazie anche all’impegno giornalistico del mitico Bisi, a questo punto siamo curiosi di conoscere il giudizio del medesimo storico Catoni su questo aspetto: come si possono conciliare i grandi valori risorgimentali con il gruppo che ha contribuito se non ha fatto addirittura da protagonista nel dissesto finanziario dell’Ateneo? La domanda ci sorge spontanea perché al cospetto del megafono erano presenti alcuni dissestatori e sostenitori di questi ultimi ben noti a quest’ufficio. In prima fila apparivano il genio Boldrini, l’invisibile assessore alla cultura Marcello Flores e il tosiano Fiorino Iantorno. D’ora in poi il megafono sarebbe bene usarlo per mettere in luce le nefandezze che hanno ridotto in ginocchio l’Ateneo così come i valori risorgimentali bisognerebbe ricordarseli 365 giorni l’anno e non per ostentare una condivisione del tutto evanescente e non sostanziale.

Perché certo se il grande Garibaldi fosse stato ancora vivo i Mille li avrebbe mandati dentro all’Ateneo per liberlo dai dissestatori!

A che gioco giochiamo?

La redazione di Fratello Illuminato, che in passato aveva insignito del titolo di giornalista dell’anno Tommaso Strambi, ora glielo ritira con ignominia visto che si è messo su una pessima strada con l’avvicinarsi della campagna elettorale. In particolar modo la redazione ha gradito pochissimo in generale il borsino (delle minchiate) ed in particolar modo l’aver tirato in ballo in modo offensivo e di cattivo gusto Eleonora Scricciolo e, soprattutto, quel galantuomo del padre l’On. Loris Scricciolo.

L’amico Strambi si rivela in queste temperie peggio del Bisi, perché almeno il Bisi ha avuto sempre il coraggio di schierarsi nettamente e fare campagne elettorali per qualcuno di ben definito.

Si preoccupasse Strambi di compiere verifiche sulla vicenda In.Fact e sul suo amico Boldrini (aka Boldrake) visto che sul suo giornale ha fatto anche un paio di paginate su quanto erano bravi quelli di In.Fact a sfruttare un ente pubblico per interessi privati.

E già che c’è ci dicesse a che gioco gioca.

 

Va in scena l’ennesimo tentativo del Sellato Cannamela di far passare per “nuova” la figura politica di Ceccuzzi. Quanti di voi identificano Franco Ceccuzzi con il “nuovo”?

Facciamo una premessa. Poiché riteniamo la libertà di espressione e di pensiero principi fondamentali ed intangibili, è naturale che ogni forza politica possa esprimersi indipendentemente dalle idee che porta.

E’ comunque singolare l’improvvisa vivacità che sta avendo SEL del Sellato Cannamela negli ultimi tempi. E, soprattutto, il tipo di argomenti che va ad affrontare. Sempre di più sembra che la federazione Diessina fedele a Ceccuzzi abbia demandato a lui quelle questioni  su cui né Ceccuzzi né la federazione dei DS possono aprire bocca, pena il sentir echeggiare immediatamente voci che legittimamente potrebbero avanzare la solita domanda “ma fino ad oggi dove siete stati?”.

Forse il segreto può essere facilmente svelato. Potrebbe trattarsi, infatti, di una vera e propria strategia messa in atto dalla federazione vicina a Ceccuzzi. Far parlare uno sconosciuto Cannamela a cui non poter recriminare collegamenti col passato dato che l’anagrafe gli ha impedito di essere nel mezzo a tutte le scelte portate avanti in tutti questi anni.Peccato, però, che in quegli anni in cui Cannamela politicamente non c’era il suo mentore, Ceccuzzi, c’era eccome. Sentite cosa gli fanno dire sulla vicenda universitaria al Sellato Cannamela “Chi doveva controllare non lo ha fatto, pubblico compreso” intendendo così proseguire nella sua quotidiana opera di presa di distanza e di dileggio verso chi ha amministrato fino ad ora Siena. Sembra, nuovamente,sfuggire a Cannamela il ruolo politico che Ceccuzzi ha avuto in tutti questi anni, un ruolo di primissimo piano e, soprattutto, altamentedecisionale.

Ma vi pare possibile che per poter affrontare le tematiche più spinose quali, ad esempio, l’immenso buco finanziario – che qualche gestione eccessivamente disinvolta (per così dire) ha causato all’Università – Ceccuzzi ed i suoi debbano far scendere in campo Cannamela? Possibile che l’immagine mediatica, in questa campagna elettorale, nel centro sinistra sia prevalentemente affidata alle dichiarazioni del Sellato Cannamela? Noi per la verità ci siamo fatti una nostra idea. Ossia, che Cannamela sia forse l’unico all’interno della coalizione di centro sinistra a prestarsi a fare simili affermazioni, e che inconsapevolmente se la senta di passare agli occhi di tutti quantomeno per ingenuo nel momento in cui continua imperterrito a voler far credere che Ceccuzzi sia il nuovo; che chi ha amministrato fino ad ora sia da gettare via e che, in questo connubio tra le due cose, Ceccuzzi non abbia mai avuto nulla a che fare con la gestione politica di Siena.

Se non fosse per un eccesso di maliziosità ci verrebbe quasi da pensareche Cannamela lo abbiano, davvero, sellato bene bene, facendogli credere mari e monti senza che lui stesso sia mai stato sfiorato neppure per un secondo dall’idea che lo stessero strumentalizzando ben benino.

Sarebbe interessante, per una volta, leggere un comunicato a firma dello stesso Ceccuzzi sulle responsabilità del crack finanziario dell’Ateneo: perché non lo fa e non esce pubblicamente con una sua dichiarazione scritta? Come mai questo argomento una volta lo affida a tal Donato Montibello (già immagino la domanda che si staranno facendo i lettori: ma chi è?) e un’altra a Cannamela?

Perché Ceccuzzi, dato che in quegli anni c’era ed era ben saldo al potere politico, non scriver qualcosa e dice come la pensa e cosa secondo lui può essere accaduto in merito alla genesi del disseto economico all’Università? Non sarà, per caso, che Ceccuzzi su tante, troppe vicende non possa pronunciarsi in quanto come esponente politico di primo piano ha condiviso negli ultimi dieci anni tutte le scelte che politicamente (e quindi anche amministrativamente) sono state fatte?

Chiediamocelo, cos’altro ha fatto Ceccuzzi in tutti questi anni di lavoro se non politicaSiamo sicuri che non si sia mai occupato di nessuna vicenda a Siena? Qualcuno, oltre a Cannamela, tra i suoi alleati se la sentirebbe di fare un’affermazione del genere dicendo anche, magari, che Ceccuzzi rappresenta il nuovo ed il rinnovamento per Siena? Come mai queste affermazioni non arrivano dall’interno del suo stesso partito, il PD?

Cannamela, siamo quasi certi, che si stia sentendo estremamente orgoglioso dell’improvviso palcoscenico che i Diessini (solitamente sempre assai refrattari a far emergere chi non sia dei loro) gli stanno riservando. Ma forse non si è posto una domanda: come mai tutto questo spazio? Con un po’ di umiltà, dovrebbe pensare che forse non lo stanno mandando avanti perché lo giudicano il nuovo astro nascente della politica senese.

Un suggerimento a Cannamela o a chi lo fa “parlare”: prima di continuare in quest’opera mal riuscita – e mal riuscibile – di prendere le distanze da tutti coloro i quali hanno amministrato fino ad ora, vada a rileggersi un po’ di rassegna stampa come minimo degli ultimi dieci anni e vada a verificare quanto Ceccuzzi sia stato dentro a tutte quelle stesse questioni che Cannamela attacca come il vecchio da buttare via.

Potrebbe essergli molto educativo e, con sorpresa, noterà che Ceccuzzi nella politica senese e in tutto ciò che è stato fatto, c’è sempre stato.

Firmato
La Primula Rossa

Ci mancava solo il Cannamela

Questi uffici leggono con sconcerto le dichiarazioni del sellato Cannamela su varie fonti di stampa che fanno a cazzotti con quanto Cannamela ha predicato per gli ultimi due anni del rettorato Focardi. Questi uffici, incidentalmente, si chiedono che fine abbia fatto questo Cannamela qui e i suoi compagni raffigurati nel seguente video:

http://www.youtube.com/watch?v=AEq3P00OjCU

Intanto sostenere:

Certo occorre capire anche quali sono le responsabilità passate ma bisogna anche guardare al futuro. La cattiva gestione delle passate amministrazioni impone una riflessione seria a tutti e occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

farebbe sorridere se non ci fosse da piangere, visto che il video testimonia solo una parte dei tumulti anche studenteschi verso … il rettore Focardi, reo di avere scoperchiato la pentola e soprattutto di essersi rivolto al Governo (Gianni Letta). Dove sono finiti oggi quegli studenti? Uno si vede bene è il Cannamela … che alle spalle del paziente Focardi protesta non tanto evidentemente sulla crisi, ma sulle scelte del Focardi o contro il Focardi stesso. In pratica, tutto è solo strumentale.

Ma il massimo Cannamela lo raggiunge quando sostiene che:

il piano di risanamento Unisi 2015 presentato dal rettore Angelo Riccaboni e dal direttore amministrativo Ines Fabbro è estremamente più serio e credibile di quelli che lo hanno preceduto, però mi pare che alcune cifre, derivanti dai prepensionamenti siano augurabili ma difficili da realizzare.

Il piano di suicidio risanamento Unisi 2015 che Fratello Illuminato ha deciso di rendere pubblico perché tutti i cittadini ne abbiano contezza e che potete trovare qui non si vede dove sia più serio e credibile. Forse Cannamela lo ritiene tale perché Ceccuzzini (Ceccuzzi e Verdini) gli hanno detto di dire così. Stupisce che il compagno Cannamela, insieme al compagno Iantorno si siano sdraiati di fronte a Ceccuzzi e Verdini in questo modo. Forse hanno qualcosa da guadagnarci? Comunque un suggerimento ce l’hanno questi uffici: siccome sia Cannamela che Iantorno scrivono parecchio non vorremmo che ci si finissero le mani: Riccaboni potrebbe regalare loro un bel computer portatile se non ce l’hanno già. E anche qualcosa di dissetante perché le lingue devono averle essiccate a forza di leccare.

Firmato: Cesare Mori

Parlino chiaro tutti ché si sta meglio

Al di là della assoluta mancanza di senso dell’opportunità di alcuni psichiatri di invitare alla settimana del cervello Boldrini aka Boldrake (al centro da settimane di polemica sulla gestione allegra dell’Università tosiana e berlingueriana), questi uffici osservano che il titolo del Corrierino dei Piccoli diretto dall’ineffabile Stefano Bisi sull’evento è estendibile e di molto: I dottori parlino chiaro! Bene! Parlino chiaro però anche i dissestatori e i dissestaTOSI, nonché Riccaboni e Fabbro. La frase da dire chiaramente è: “Boldrini ti preghiamo di staccare un assegno per ricoprire il debito fuori bilancio che hai causato con l’accquisto dei libri in onore del Sultano di Stigliano” oppure “Boldrini puoi chiarire per cortesia il ruolo tuo, di Rizzo, di tua figlia e di tuo genero nell’affaire In.Fact?”. Se poi i vertici dell’Ateneo, cioè il rettore pro minor tempo possibile Riccaboni e il direttore amministrativo pro minor tempo possibile Ines Fabbro, nonché il consiglio di amministrazione volessero far chiedere tali chiarimenti da un paio di Carabinieri di stanza in San Francesco sarebbe anche meglio.

Tutto salvo che far pagare al posto dei dissestatori e dei dissestaTOSI i contribuenti.

Firmato: Cesare Mori