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Elezioni comunali 2011: centro sinistra indebolito dai suoi stessi alleati e da una campagna tesseramenti che non decolla

Non ricordiamo più a quale puntata sia arrivata la soap operaIl tavolo del centro sinistra“, ma una cosa è certa, o viene tirato fuori qualche colpo di scena o la trama, più passano i giorni e più diventa debolina.Un protagonista, Ceccuzzi, che non si vede in giro se non rigorosamente in ambiente protetto, ossia in mezzo ai suoi iscritti (sempre meno per la verità, dato che i rumors danno una campagna tesseramenti che non sta avendo quell’esploit di cui avrebbe bisogno) e soprattutto al ristretto gruppetto dei suoi fedelissimi (che nulla hanno a che vedere con il nucleo storico della tifoseria della Robur, perché forse loro, Ceccuzzi, non sanno chi sia). Ma oltre al capitolo del protagonista assente, esiste anche il problema dei comprimari, quelle figure che la trama stessa impone come minori e che, poi, fanno di tutto per esserlo ancora di più. Parliamo ad esempio del raggruppamento politico locale Siena Futura, capitanato dal vice sindaco Mauro Marzucchi, che sta avendo come unico tratto comune con il candidato del PD(S) Ceccuzzi una scarsa rete di rapporti politici ad alto ed importante livello.Sfugge quale sia la sottile strategia che sta portando avanti Marzucchi. Questa immediata ed improvvisa disponibilità verso il PD(S) non sappiamo quanto sia condivisa dall’elettorato vicino allo stesso. Quale nostra opinione, sconsigliamo di testare la propria forza politica cimentandosi nelle primarie (per inciso, può darsi che non verranno fatte, ma non come scrive Bisi perché alla fine si accorderanno, ma più semplicemente perché c’è una notevole disorganizzazione sia circa i tempi che circa le forze da mettere all’opera per farle) perché un pò la naturale consistenza numerica, un pò i franchi tiratori sempre in agguato, rischierebbero solo di acclamare una debolezza politica per Marzucchi all’interno dell’alleanza ancora prima di andare al voto, con tutto ciò che questo potrebbe voler significare. Ma passiamo ad altro ed analizziamo insieme sia l’attendibilità di certe notizie che la capacità organizzativa del PDL.Da quanto abbiamo letto e commentato nei giorni scorsi, nel sondaggio commissionato e “sospeso” (cosa, poi, vorrà dire non si sa) dallo stesso PDL attraverso il quale veniva “sondaggiato” il gradimento di alcuni nomi per fare il candidato a sindaco, ci pare di ricordare che il cognome Stelo non fosse presente. Oggi, Bisi, scrive che potrebbe essere lui un possibile candidato del PDL.Dunque, o Bisi ha informazioni non propriamente attinenti alla realtà, il che per un giornalista non sarebbe il massimo, oppure il PDL è andato totalmente in cortocircuitoProvate a seguire il ragionamento anche se un pò contorto.Ma scusate, prima indicono un sondaggio su alcuni nominativi; poi lo sospendono e, benché sospeso, saremo portati a pensare che tra i risultati, ancorché incompiuti, la preferenza sul nome di Stelo non sia potuta uscire fuori (dato che, da quanto letto, non era tra le papabili scelte) e ora, pur non avendo ritenuto opportuno farlo testare attraverso il sondaggio, stando a quanto scritto da Bisi, lo tirerebbero fuori come candidato? Cioè, sempre seguendo l’ipotesi di Bisi, il PDL sceglierebbe l’unica persona non inserita nella lista dei nomi da fa sondaggiare? Guardate che è una vera e propria stravaganza.In questo modo, la politica più che essere fatta attraverso alte strategie e mediazioni, sembra fatta lanciando i dadiPensate che possa essere un metodo che dà rassicurazioni e garanzie di saper governare? A voi la riflessione.P.s tralasciamo lo “scoop” del Bisi il quale annuncia che si voterà a maggio. Sono tre mesi che circola quel periodo per andare alle urne per le elezioni amministrative.

Firmato

La Primula Rossa

Una riflessione

Questi uffici vengono a sapere che oggi c’è stato un incontro tra questi due signori ed osservano che si intensificano i rapporti tra Riccaboni e la tatcheriana Fabbro e il partito di Verdini. Ora questi uffici si sentono di chiedere ai cittadini e alla politica senese se è il caso di lasciare il dissestato Ateneo nelle mani del partito di Verdini con l’appoggio di Rifondazione di Iantorno e Benocci, di SEL di Cannamela e della CGIL di Iacoboni, Angelaccio e Semplici. Diteci voi se è il caso. Secondo questi uffici assolutamente no!

Firmato: Cesare Mori

Grande evento!!! Non mancate!!!

Riceviamo e pubblichiamo

Sono un elettore delle LCS e leggo con sconcerto quanto riportato dalla stampa locale a proposito dell’iniziativa di sabato scorso alla Sala delle Lupe. Avevo capito dalle dichiarazioni di Ascheri e Stelo che uno voleva ritirarsi dalla vita politica attiva e che l’altro voleva tornare a fare il nonno. E invece che succede? Che li ritrovo tutti e due a fare le primedonne cercando spazi ovunque si possa lasciare qualcosa di scritto e presso associazioni e formazioni politiche che vanno dal qualunquismo più bieco al bunga bunga e al Pisaneschi, uomo marignano quanti altri mai. E allora? Resto veramente stupefatto dalla chiamata all’unità di Ascheri e dalle folli dichiarazioni del medesimo. Ma che significa che non ci sono nell’opposizione  divergenze programmatiche? E allora perché se ne
sono andati dalle LCS? L’impressione che se ne ricava è che la loro voglia di primeggiare abbia avuto la meglio sul buon senso e sulla voglia di darsi alla gioia della pensione e dei nipotini. E non sarebbe niente! Ma come??? Stelo, il difensore della legalità a tutti
i costi, si adagia sul partito del Bunga Bunga, di Verdini, di Fusi, di Girlanda e del Pisaneschi? E Ascheri? Lui che tuonava contro il Bisi e la “disinformazia” di regime ora se la fa con i softy boys legati mani e piedi a Mussari?
Che delusione!!! Speriamo di vederli presto davvero impegnati nelle attività come in foto.

Un elettore delle LCS inorridito

Il ritorno dei barbari e il porto delle nebbie

I barbari, lo sappiamo benissimo, approfittarono della crisi in cui già versava l’Impero Romano e ne accelerarono la decadenza fino alla dissoluzione attraverso guerre, saccheggi ed altre distruzioni.

Questa immagine della storia è calzante per descrivere il ritorno di altri saccheggiatori: i barbari moderni, responsabili di un dissesto distruttivo dell’ateneo senese di oltre 250.000.000 di euro,con il conseguente declino culturale e gestionale dello stesso.

Ma non preoccupatevi, non  sono siamo di fronte a una nuova invasione barbarica; registriamo invece il tentativo anche goffo di un ritorno di coloro, che, non curanti delle proprie responsabilità pretendono di ripristinare un nuovo assedio culturale e gestionale dentro un ateneo moribondo e coperto dalle nebbie.

Civilmente e con spirito costruttivo, un’alleanza volontaria e consapevole da mesi sta frenando il ritono di questi barbari. Ora è il momento di spazzar via le nebbie e togliere gli ormeggi alle navi della VERITA’.

Anno Domini MMXI
Maestro James

Una curiosità

Questi uffici avevano già segnalato la presenza al 2008 di una serie di spese fatte negli anni precedenti fuori bilancio per un totale di 11 milioni e passa. Fra questi debiti contratti fuori bilancio c’erano anche 26.000 euro impegnati per gli Studi in onore di Luigi Berlinguer.

Una domanda che ci sorge spontanea è: considerato che prima o poi questi 26.000 euro andranno pagati a chi ha eseguito il lavoro, chi li paga? I contribuenti o chi ha firmato contratti di edizione senza passare dai controlli contabili e dagli organi preposti?

La domanda è ovviamente rivolta al duo di testa dell’Ateneo, cioè al Rettore pro tempore Angelo Riccaboni e al direttore amministrativo pro tempore Ines Fabbro.

Altra domanda consequenziale: ma il CdA ne sa niente? E se sì, che ne pensa?

Di questi uffici

Cesare Mori

PD (S)iena E inchiesta grandi appalti: quando lo spirito legalitario diventa ad intermittenza

Avranno agito di impulso per marcare la propria posizione senza valutare opportunamente le possibili conseguenze a catena o, invece, queste conseguenze sono state ben calcolate?

Questo è uno degli interrogativi che circolano a Siena dopo che in una breve nota l’Unione Comunale del PD senese ha chiesto alla Banca MPS di accertare eventuali incompatibilità su Pisaneschi circa i ruoli dallo stesso ricoperti all’interno del Gruppo Montepaschi.

Innanzitutto una considerazione. Ci pare di ricordare che quando anni fa su tutti i maggiori quotidiani, e non solo, uscì la famosa frase “Allora abbiamo una banca?” pronunciata da alcuni importanti esponenti nazionali dei DS la vicenda non fu proprio delle più felici.

Questo per dire che in alcuni casi, soprattutto per non ingenerare nell’opinione pubblica la convinzione che ci sia una linea eterodiretta dal partito nei confronti della finanza, forse sarebbe il caso di trovare modalità diverse per comunicare la propria attenzione a certe vicende.

Facendo una semplice ed asettica riflessione, sembrerebbe che il PD senese non abbia avuto una bella idea nell’estendere e divulgare quella nota. E ciò per il rischio di aver creato di un delicato precedente locale.

Per la verità un precedente politico c’era già stato con la vicenda delle dimissioni dell’allora sindaco revisore del Monte dei Paschi Leonardo Pizzichi. Dimissioni (che è giusto ricordare vennero consegnate in un momento in cui lo stesso Pizzichi non era ancora coinvolto in nessuna inchiesta, pertanto non era all’epoca destinatario di alcuna informazione di garanzia) che seguirono ad un comunicato del 15.11.2009, sempre del PD senese nel quale si diceva “come sia eticamente inconciliabile che un membro del collegio dei sindaci della Banca Monte dei Paschi possa rimanere alla presidenza di un’azienda la cui proprietà ha commesso atti di violenza squadrista nei confronti dei lavoratori”. Non stiamo qui a entrare nella triste vicenda dei lavoratori di Eutelia, ai quali va sempre tutta la nostra solidarietà.

Ciò su cui vorremmo far riflettere è un’altra cosa.

Ci aiutiamo prendendo a prestito quanto scritto dal giornale economico Finanza e Mercati il quale dice “Il Partito democratico senese vuole che venga fatta pulizia all’interno del cda” chiudendo poi il suo intervento con “…Ma se si guarda all’appartenenza politica, l’accanimento legalitario si spiega subito: il professor Andrea Pisaneschi è consigliere di MPS in quota Pdl (Forza Italia)”. Questa l’interpretazione che ne è stata data.

Il PD(S) senese, quindi, a prescindere dalla forte risonanza che l’inchiesta Grandi Appalti ha conquistato su tutti i media nazionali, non si sofferma a constatare che lo stesso Pisaneschi, quantomeno fino ad oggi, è destinatario solamente di un avviso di garanzia.

La domanda che poniamo, solo per capire e far capire a chi legge è, quale sarebbe, la linea politica del PD senese nei confronti di chi abbia ricevuto un avviso di garanzia?

Quello di chiedere pubblicamente e politicamente la verifica della compatibilità del soggetto destinatario dell’informazione di garanzia rispetto agli incarichi che si trova pro tempore a ricoprire?

Ha idea, il PD senese, che meccanismo ha messo in moto con una richiesta così formulata?

E ha la percezione di cosa sta avvenendo a Siena in questo momento?

Università, Aeroporto, Grandi Appaltitutte vicende che hanno visto iscrivere nel registro degli indagati, a Siena, decine di persone ricoprenti i più svariati incarichi.

Capisce il PD senese, o gli estensori del documento, che una tale presa di posizione, fatta con quelle forme ed in quei termini,potrebbe espandere le sue ripercussioni ben al di là del semplice Pisaneschi? A questo ha pensato?

Ha pensato che con questa iniziativa scattata sulla base di un avviso di garanzia, teoricamente, dovrebbe chiedere la verifica della compatibilità con gli incarichi ricoperti a decine di persone? Non stiamo qui a puntare l’indice contro nessuno forse perché siamo più garantisti di altri, ma ci limitiamo a rilevare quanto scritto nel documento del PD(S) senese.

Partito che, peraltro, non ci sembra che abbia avuto un ruolo di secondo piano a Siena. Anzi.

Ci è venuto, però, anche un lampo di malizia. Ossia che forse a queste possibili conseguenze qualcuno ci abbia pensato e, tutto sommato, abbia colto la palla al volo magari augurandosi che possa servire a ridimensionare qualcuno.

In questo caso, però, verrebbe da dire, troppo comoda

Pensate al candidato del PD(S) senese: da una parte ha le spalle scoperte dal suo partito a Roma, dall’altra, a livello cittadino, avrebbe la quasi certezza di rimanere schiacciato da qualche personalità più spiccata ed introdotta della sua. Che un po’ di pulizia non gli faccia comodo?

Di sicuro non sarà così, anche perché se lo fosse sarebbe una definitiva affermazione di debolezza.

Firmato

La Primula Rossa

Questioni di civiltà e stupidaggini a ruota libera

Prima di entrare nel merito del nostro intervento odierno ricordiamo due figure importanti della lotta alla mafia e al malaffare come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Riteniamo doveroso ricordare queste due figure perché la lotta al malaffare e alla criminalità organizzata deve proseguire per una questione di civiltà, di democrazia e di cultura del diritto.

In considerazione dell’adesione a questi valori democratici e di civiltà riteniamo VERGOGNOSO il linguaggio e le espressioni utilizzate stamane da Iacoboni (FLC CGIL)

Ci sono intromissioni dall’esterno verso l’interno dell’università con atteggiamenti al pari della delinquenza mafiosa che tendono a delegittimare e sopratutto a destabilizzare l’ateneo, lo si vuole usare come strumento per la nuova campagna elettorale. Si diffama soprattutto utilizzando social network e siti, con la tecnica del reiterare la menzogna, finchè diventa una verità, proprio come fa la mafia, nel mirino ci sono cittadini, amministratori e organizzazioni sindacali”.

Così come è vergognoso che il giornale del Bisi pubblichi questi messaggi infami e squallidi riferiti a social network e blog, che altro non sono che uno strumento di democrazia e civiltà riconosciuti dalla nostra Costituzione.

E qui teniamo a precisare: non prendiamo lezioni dal giornale che viene pubblicato dal gruppo cui fa riferimento l’On. Rocco Girlanda amico di Denis Verdini. Né prendiamo lezioni di democrazia da un sostenitore dei dissestatori, così come tutti i dirigenti della CGIL universitaria, incapaci di scendere in campo a favore dei propri iscritti e di tutti i lavoratori, mentre prendono le parti di una formazione politica che poi è quella che ha condotto l’Ateneo alla bancarotta.

Concludiamo ponendo tre domande a Iacoboni, Bisi e a tutti i sostenitori della nomenclatura universitaria:

1) E’ da mafiosi denunciare il malaffare, le ruberie e i danni alla Pubblica Amministrazione?

2) E’ da mafiosi denunciare i responsabili del dissesto universitario e i componenti di cricche o di gruppi che danneggiano il benessere pubblico?

3) E’ da mafiosi difendere i lavoratori, gli studenti e la dignità dell’istruzione pubblica?

Prima di affermare certe stupidaggini bisognerebbe collegare il cervello alla bocca. Noi siamo per la democrazia e la civiltà ed esprimiamo piena solidarietà ai Magistrati che stanno indagando sul dissesto di oltre 250 milioni e sulle varie irrregolarità riscontrate nell’Università di Siena.

Maestro Uriel, Maestro James e Cesare Mori

Moralità e moralismo

Il PD senese con tardivo moralismo e preso per il collo ora chiede una verifica sulla compatibilità con le cariche bancarie del Pisaneschi a valle della vicenda che lo vede coinvolto con gli affari loschi di Verdini e compagnia pessima. Ma qui subentra un problema di individuazione di responsabilità. Il punto non sono le responsabilità penali e civili, che comunque vanno accertate e l’operazione richiede molto tempo. Il punto sono quelle morali e di opportunità. Così come si ritiene che fare il bunga bunga sia perfettamente lecito, ma che non possa essere compatibile con la carica di Presidente del Consiglio, altrettanto si deve dire che il Pisaneschi, a patto che abbia commesso degli illeciti, l’ha fatto privatamente. Resta il fatto che è consigliere di amministrazione del Monte e Presidente di Antonveneta. Si può mantenere cariche di questo genere ad uno che è sospettato di fatturare consulenze false? Quindi che diavolo di controllo di compatibilità deve fare il PD? Nessuno. E’ evidente che Pisaneschi deve al minimo autosospendersi e per far bene dimettersi. E altrettanto sarebbe opportuno che Giuseppe Mussari gli chiedesse di fare questi passi.

Firmato

Azazel e Cesare Mori

Della stolida stoltezza che governa i politici, gli amministratori comunali e i vertici dell’Ateneo senese

Uggiato e infastidito dalle inutili, vacue, sterili ciance quotidiane che tutta la comunità è costretta a subire, trascorsi ormai i pazienti vincoli della temperanza, ed indotto da un obbligo civile che non è soltanto immanente, mi impongo oggi una desolante constatazione della realtà fattuale corrente. Una riflessione in temporalibus dunque che poco mi appartiene e a cui mi costringo per ossequiare, sino al limite delle mia tolleranza, il Sacro Voto.

L’ASSENZA è l’attributo qualificante dell’inaccettabile, indegno e squilibrato coacervo dei deliri o vaneggiamenti politici ed economici (il termine forze è omesso volutamente) che unicamente e sconsolatamente distinguo.

L’ASSENZA delle Istituzioni che hanno tranquillamente ed allegramente (direi) ripudiato la “seccante” ed “imbarazzante” (per loro) questione del dissesto finanziario dell’ateneo, rifiutando testardamente e con poca lungimiranza di soccorrere e sostenere in questo tragico frangente i dipendenti universitari, intenzionalmente trascurando le violazioni dello spirito di uguaglianza cui vincola la Costituzione. Mossa politicamente STUPIDA

Dell’ASSENZA o delle scempiaggini partoriti dai partiti di maggioranza o da UN sindacato universitario non est disputandum per PUDORE. MOSSA politicamente SUICIDA.

Dell’ASSENZA o della fuorviante informazione dei media, di alcuni non di tutti, potremmo non curarci, tanto è il ridicolo che il Corriere di Siena (badate bene è un quotidiano per chi non lo sapesse.. non è Novella 2000 in versione provinciale… tanto per informare visto che si potrebbero facilmente confondere ) si è attratto con le immaginifiche versioni di felini e di timide e virtuose fanciulline ambiziose. Malauguratamente dovremo dedicare al fogliaccio qualche attenzione. Ma non qui e non ora. Illico et Immediate preme solo rammentare al maestro (il minuscolo è intenzionale) che NON SI VIOLA IMPUNEMENTE il Giuramento prestato. CONDOTTA IGNOBILE e GRAVEMENTE DANNOSA.

Il biasimevole ed arbitrario contegno dei vertici dell’ateneo e dei deleteri esiti cui conducono le misure adottate da coloro che intenderebbero occultare ciò che non è più occultabile potrebbe configurare il reato di abuso di potere. Siano esautorati i conniventi, i favoreggiatori, gli incompetenti, i corresponsabili che si ripropongono con veste immacolata.

Maestro Uriel