Ma che combini Angelo mio?

Questi uffici ricevono notizia di questo articolo:

Un’Università allo sfascio

che invitano tutti a lggere per rendersi conto di che razza di personaggi ambigui per non dire loschi hanno governato gli Atenei e in particolar modo quello di Siena per anni e anni, riducendoli nella condizione in cui sono. In coda all’articolo c’è un passo particolarmente interessante visto che riguarda l’attuale Rettore pro minor tempore possibile Angelo Riccaboni.

Per non dire di Angelo Riccaboni, preside della facoltà di Economia, delegato del Rettore e allo stesso tempo presidente del Centro di valutazione e controllo Cresco. Così, ironizzano i colleghi, può valutare da capo del Cresco l’operato della sua facoltà. E ricoprire, nel senato accademico, un duplice interesse conflittuale: quello del rettore, e quello della sua facoltà …

Rimaniamo attoniti e ci rimane solo una parola: DIMISSIONI!

Di questi uffici

Cesare Mori

Riceviamo e pubblichiamo (e condividiamo)

La dott.ssa Ines Fabbro ed il suo obbediente Rettore procedono intrepidi a praticar cose, che a chiamarle col loro giuste nome, possiamo solo definire‘occulte’! Non è dato infatti sapere come e perché si proceda nei trasferimenti del personale tecnico amministrativo senza mettere a bando i posti disponibili, su quale delibera di consiglio si istituiscano nuove Divisioni  e si proceda all’attribuzione di incarichi.

Nel silenzio semi completo della politica cittadina e nelle improbabili verità pubblicate dai giornali locali, una cosa ormai è chiara: all’Università di Siena nel nome del risanamento si mettono in atto pratiche assai discutibili dove la trasparenza è una “cosa a due o poco più”!

“Fidatevi di me! “Invoca la tatcheriana Ines Fabbro!  E intanto ai tecnici amministrativi si decurtano gli stipendi!
“Fidatevi del  mio lavoro, signori Consiglieri!” E intanto si risponde alle interrogazioni che togliere il benefit per gli asili nido a 30 bambini in corso d’anno scolastico non è fatto di cui discutere in Consiglio!
La Sig.ra Fabbro procede intrepida e armata nella propria corsa senza rispondere né agli organi competenti, né alle parti sindacali. Fare appello agli organi di Governo d’Ateneo è cosa ormai vana; l’assenza di un reale programma politico d’indirizzo del Rettore Riccaboni è fatto certo ed appurato; come certa e appurata nei fatti è la regia di un piano che più che risanare è impegnato a nascondere e restaurare.

Non credo che fare appello alle coscienze di questi personaggi possa sortire un qualche effetto. Non penso e nemmeno pretendo che un appello alla sensibilità della donna Ines Fabbro possa farle scegliere di disdire l’affitto del Glicine del prof. Bettini & c. in favore del benefit alle famiglie dei 30 bambini in età di asilo nido, ma un appello sento comunque di farlo a tutte le persone di buon senso: LEVATE LE VOSTRE VOCI CONTRO QUESTO SISTEMA! Perché
“Le virtù cristiane della pazienza e della rassegnazione sono le massime virtù dell’imbecillità umana.”
Anna Kuliscioff

Cominciamo a vedere chi sono i miracolati dal duo Riccaboni-Fabbro

Questi uffici ricordano ai Sigg. Carlo Bruni e Fabio Semplici (entrambi rigorosamente della CGIL, entrambi rigorosamente EP) che voces populi vogliono già insigniti del titolo (non onorifico ma reale) di Direttore amministrativo vicario il primo, e responsabile della Divisione Stipendi il secondo, che molti dipendenti universitari, e specialmente quelli che lavorano nelle Segreterie amministrative dei Dipartimenti, sono in attesa delle seguenti misure organizzative che faciliterebbero, e non poco, il loro lavoro quotidiano:

  • da circa dieci anni si attendono indicazioni in ordine alle modalità di attuazione della programmazione contrattuale di Ateneo e dei Dipartimenti, come previsto dal Regolamento contabile;
  • da circa due anni si attende l’adozione di dispositivi di firma elettronica compatibili con software open source (verso cui l’Amministrazione si sta da tempo rivolgendo per evidenti ragioni di risparmio) al fine di consentire l’accesso in via autonoma a CONSIP, dove, è noto, ci sono offerte notevolmente vantaggiose;
  • da circa due anni si attende la regolamentazione delle spese per cellulari dell’Ateneo, attualmente selvaggia e lasciata al buon cuore di chi opera;
  • da circa due anni si attende (ma se ne parla da sempre) l’istituzione dell’albo dei fornitori di Ateneo, che solleverebbe, soprattutto i Dipartimenti, da ormai insostenibili pastoie burocratiche;
  • da circa un anno si attende l’avvio dei cosiddetti Contratti di Ateneo che, consentendo l’acquisto concentrato di beni per i Dipartimenti, permetterebbero di lucrare condizioni più vantaggiose dai fornitori;
  • da circa sei mesi si attende l’emanazione di una circolare sulla tracciabilità dei flussi finanziari, che consentirebbe a chi opera una maggiore tranquillità di operare senza incorrere in responsabilità personali etc. etc.

Invitiamo gli interessati a fare il tifo per i nostri due, offrendosi anche per servizi di natura personale per il loro maggior agio. Invitiamo inoltre a presentarsi, sventolando ramoscelli d’ulivo uso Domenica delle Palme, all’atto dell’insediamento nelle rispettive posizioni di potere.

A questi risultati strabilianti porta l’essersi spesi come peripatetiche insieme a Iantorno, Angelaccio, Maffei, Badalamenti ed altri per la campagna elettorale di Riccaboni, facendo lo stradello dal Rettorato a San Francesco sede della  Facoltà di Economia.

Di questi uffici

Cesare Mori

Questione di sguardi

Amor di verità mi costringe a riferire quanto avvenuto durante l’assemblea di ieri (indetta dalla CGIL ma rivolta a tutto il personale – forse vaghi ricordi di un passato glorioso) alla presenza dell’Avvocato del Sindacato e moderata dal Sig. Iacoboni. Tutti i presenti con cui ho avuto occasione di parlare riferiscono di “strani” sguardi, di attimi di silenzio imbarazzato, di risposte non congruenti ogni qual volta veniva associata la parola “dissesto” alla parola “personale docente”.

Due momenti sono stati emblematici. Alla domanda se il personale danneggiato dal dissesto potesse rivalersi su chi il dissesto ha causato, è seguito un balbettio incomprensibile dell’Avvocato … è venuto in soccorso il Sig. Iacoboni che, con tempismo da trapezista, ha precisato che la questione potrebbe risultare attuali nel momento dei processi contro i Dirigenti dell’ Università … i dirigenti dell’Università, Iacoboni ? I Rettori e gli altri docenti li abbiamo già assolti prima ancora di iniziare i processi ?

Una volta può essere caso; due però iniziano ad essere una prova … alla domanda se il dissesto può produrre la nullità degli atti amministrativi con cui sono stati assunti docenti, è seguito un attimo di imbarazzato abbassare gli sguardi, per poi passare con scatto repentino, quasi di biscia, ad altro argomento …

Concludendo: non è mia intenzione sparare sulla Croce Rossa, ma la questione è seria, investe la rappresentanza del personale dell’Università. Le questioni possono essere due: o in nostri compagni hanno un atavico tabù referenziale nei confronti del personale docente, oppure ci giocano interessi ed aspettative che non ho voglia neppure di immaginare … in ogni caso invito i nostri amici a farsi da parte e lasciare campo libero a chi il personale lo difende davvero.

Otto der Kommissar und seine Freunde

Dissestatori di colori pastello

Questi uffici sono a rilevare come i dissestatori (e i dissestaTosi) non si limitano a dissestare Atenei, ma – grazie al partito di Verdini e del bunga bunga – anche le banche e vari altri enti. Si vede che la scuola è buona. Vi propongono perciò la lettura di questo articolo

Grandi appalti, perquisiti avvocati per le consulenze a Verdini

con speciale attenzione al passo sotto riportato

Tra le figure che compaiono nelle indagini c’è il professor Andrea Pisaneschi, uno dei due più illustri collaboratori dello studio Olivetti Rason (l’altro è il professor onorevole Pdl Gaetano Pecorella, uno dei numerosi avvocati del premier Silvio Berlusconi). Pisaneschi è titolare della cattedra di diritto costituzionale alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Siena. All’epoca del contratto di mutuo era consigliere di Mps di nomina Forza Italia. Due mesi più tardi, il 22 dicembre 2008, è stato designato presidente di Banca Antonveneta, dopo la acquisizione dell’istituto da parte di Mps. Anche il fratello Niccolò è docente a Siena.

Lode al capo dei dissestatori – I puntata

Questi uffici aprono stasera una lunga serie di interventi a commento di una rarità reperita, come in romanzo d’antan, in mezzo alle cianfrusaglie di un tempo che si credeva passato e che invece putroppo ritorna prepotente all’Ateneo di Siena. Le parole a commento questi uffici non le trovano e quindi passano a proporre le prime tre pagine di un libercolo che proporremo integralmente dove si parla di nani, di zarine, di buchi, di scavi. Il tutto compilato da un dissestatore anch’egli. Questi uffici consigliano la lettura ad un pubblico adulto. Tutta la redazione di Fratello illuminato è coinvolta nel reperimento e nella propalazione del piccolo tomo.