Il mestatore D’Alema vuole la testa di Concita De Gregorio perché dall’Unità fa la fronda al salvatore di Berlusconi, al tramestatore con tutte le cricche possibili ed immaginabili. Ecco quindi che una giornalista scomoda come lei deve essere scaricata perché D’Alema possa continuare a tramare, affidandosi a ben altri personaggi vicini ai suoi veri amici berlusconiani. E a proposito di personaggi ambigui e compromessi con cui D’Alema è tutto pappa e ciccia riproponiamo una foto in cui lo si vede in compagnia di un sedicente giornalista, ma soprattutto ad un facente parte – e che parte – della cricca dissestatrice di atenei, in particolar modo di quello di Siena. Ecco D’Alema a braccetto con il sedicente giornalista e dissestatore di atenei Maurizio Boldrini. Ricordiamo anche che una buona parte della crisi della banca MPS può essere ricondotta al medesimo Massimo D’Alema (ricordiamoci di banca 121, oltre che di Antonveneta). Ci chiediamo contestualmente cosa aspetta il PD a prendere le distanze da questi personaggi. Quanto a giornalisti ci sentiamo in grado di affermare che tra i due portati in esempio non c’è gara.
Solidarietà a Concita De Gregorio
Giugno 18th, 2011 — Note redazionali
Avanti! Avanti!
Maggio 28th, 2011 — Note redazionali

Come anticipato da Fratello Illuminato la Magistratura va avanti. Lo racconta la Nazione QN di oggi, sostenendo che per i nomi che qui erano stati già citati (sollevando immaginiamo querele che ora vorremo vedere che seguito avranno) il GIP ha negato gli arresti domiciliari, motivando che ormai è passato troppo tempo e non c’è più bisogno della custodia cautelare. Ora arriva il 415bis … Avanti! Avanti!
P.S. Se i 27 indagati fossero persone serie e degne si autosospenderebbero e, trattandosi di mala gestione di un ente pubblico, renderebbero loro stessi pubblici i propri nomi. Non ci aspettiamo tanto, ovviamente … Rimarranno, a parte qualcuno, attaccati alle proprie sedie finché non verranno a prenderli i Carabinieri per portarli alle udienze. Legittimo impedimento?
Riccaboni e Fabbro: ma che girate a vuoto?
Maggio 25th, 2011 — Note redazionali

In attesa delle risultanze (non facciamo passare altro tempo, cortesemente) delle inchieste sul dissesto e sulle elezioni del rettore, proponiamo la lettura dell’articolo del Prof. Giovanni Grasso:
SIENA. C’è differenza tra il “piano di risanamento” di Focardi e quello di Riccaboni? No! Nessuno dei due rettori dell’Università degli Studi di Siena è stato in grado di predisporre, come obbliga la legge, iniziative idonee al rientro dal disavanzo d’amministrazione. Inoltre, puntando esclusivamente al prepensionamento indiscriminato dei docenti ed alle dismissioni immobiliari, non si riporterà in equilibrio la gestione finanziaria dell’ateneo senese neppure nel 2016. È per questo che il Ragioniere Generale dello Stato ha censurato il piano di risanamento di Focardi e, conseguentemente, quello di Riccaboni.
Allora, che senso ha che il rettore vada in giro ad illustrare alla comunità accademica un piano di risanamento, inefficace, dannoso e, per giunta, bocciato dai Ministeri competenti?
Sta di fatto che nel consiglio della Facoltà di Medicina – presente anche il personale tecnico ed amministrativo – rettore e direttore amministrativo hanno diffuso un ingiustificato ottimismo dichiarando che nel 2012 e 2013 ci potrebbero essere le condizioni per la presa di servizio dei docenti risultati idonei nei concorsi per professore associato ed ordinario. Peccato che tali edulcorate previsioni fossero smentite proprio dai dati che il magnifico faceva scorrere sullo schermo alle sue spalle!
È del tutto evidente che senza un preventivo risanamento strutturale del bilancio e un ridimensionamento dell’ateneo non ci sarà futuro per la nostra università. Inoltre, la fuoriuscita naturale dei docenti, aggravata dalla politica scellerata dei prepensionamenti, pone, come dice il Cun, «un pesante problema di continuità culturale, scientifica, didattica e organizzativa» al nostro ateneo. Al punto che, in alcuni settori scientifico-disciplinari, sarebbe necessario incentivare la permanenza in servizio dei docenti e non il loro pensionamento. Tutto questo è così evidente che un rappresentante del personale tecnico ha chiesto: «ma come pensate di attrarre gli studenti, se mandate in pensione i docenti? Chi farà lezione?». Ebbene, la domanda è rimasta senza risposta mentre sullo schermo appariva il disavanzo di competenza cumulato al 2015: 23 milioni d’euro di deficit; a condizione, però, che il 60% dei docenti che ne ha i requisiti accetti il prepensionamento e che l’ateneo incameri 50 milioni d’euro con le dismissioni immobiliari. Altrimenti il disavanzo di competenza al 2015 sarà di 99,6 milioni d’euro. Che dire? Demagogia? Dilettantismo? Insipienza? Oppure i docenti sono considerati dei creduloni?
Inoltre proponiamo la lettura di due interessanti e molto pertinenti links:
http://ilcittadinoonline.it/news/137844/Caro_Rettore__Le_scrivo_questa_mia___.html
Ecco i nomi dei dissestatori e i loro referenti politici
Maggio 14th, 2011 — Note redazionali
Riccaboni e Fabbro e il PD di Ceccuzzi e Alberto Monaci hanno affossato l’Ateneo
Maggio 4th, 2011 — Note redazionali



Leggete un po’ i risultati disastrosi della gestione dell’Ateneo da parte del partito di Ceccuzzi e di Alberto Monaci (dal Cittadino On Line)
SIENA. Nubi minacciose incombono sull’Università di Siena. Sebbene la situazione non sia affatto florida ormai da tempo, visti i debiti a bilancio che hanno costretto a tagli nelle borse di studio e negli assegni di ricerca, alla cessione del lavoro interinale, al blocco del turnover, c’è stato chi, nel piano di risanamento Unisi2015, aveva sperato di scorgere una qualche “luce fuori dal tunnel”.
Mentre si attende di conoscere dalla Magistratura i nomi dei 27 (pare) rinviati a giudizio per il dissesto (i documenti sarebbero già stati firmati dal Gip) ecco una nuova “tegola” sulla dirigenza dell’Ateneo.
Fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze riferiscono di una lettera giunta, per conoscenza, appena prima di Pasqua all’Università di Siena e rientrante in un carteggio tra dicasteri (quello delle Finanze, appunto, che scrive a quello dell’Istruzione) in cui si riferisce della situazione economica dell’Ateneo senese.
I conti presi in esame sono quelli relativi al Conto consuntivo 2009 ed il Verbale considerato è quello del Collegio dei Revisori del maggio 2010 nel quale si esprimeva parere “non favorevole” all’approvazione del documento contabile in quanto si osservava “la permamente e consolidata situazione di disequilibrio strutturale risalente nel tempo e in relazione alla quale non risultato adottate concrete misure strutturali per il ripristino dell’equilibrio economico finanziario della gestione”.
Le cause dello squilibrio finanziario, secondo quanto riferito dal Presidente del Collegio dei Revisori ai Ministeri competenti, era da attribuire al costo eccessivo del personale. Un disavanzo che “si tenta di fronteggiare” con “alienazioni patrimoniali mentre non si affronta vigorosamente lo squilibrio strutturale del bilancio reiteratamente segnalato dal Collegio”.
Nel Bilancio di previsione 2010 approvato – nonostante il parere sfavorevole del Collegio dei Revisori – si rimarcava che la spesa per il personale era stimata in 157milioni 718mila e 36euro, aumentata rispetto all’anno precedente e decisamente più di quanto “coperto” dal Fondo di finanziamento ordinario, previsto in 109 milioni di euro.
Ed ecco “la tegola”. Il Ministero delle Finanze invita a non proseguire nella politica di alienazione dei beni immobili per risanare i debiti. L’osservazione nasce dal fatto che queste alienazioni consentono delle entrate “considerate dalla Commissione Europea entrate “una tantum” e quindi non migliorative del deficit strutturale” mentre questo genere di entrate “dovrebbero essere utiizzate solo per finanziare spese aventi la medesima natura “una tantum””.
L’invito, dunque, è ad attivare iniziative strutturali di riduzione del disavanzo senza le quali si prevede una “crisi finanziaria non risolvibile attraverso gli ordinari strumenti legislativi, atteso, in particolare, che la quota del fondo di finanziamento ordinario assegnata all’Università senese, per il 2010, risente dell’anticipazione di 35 milioni di euro concessa alla fine dell’anno 2009”.
Da queste osservazioni è deducibile che il Ministero dell’Istruzione non consentirà alla dirigenza dell’Ateneo senese l’alienazione di altri “gioielli di famiglia”. Verrebbe dunque bloccata la vendita dalla Certosa di Pontignano, che è ancora in cerca di un compratore e la cui unica asta è andata deserta facendo temere in una operazione di “svalutazione” del bene.
Al freno posto su questa soluzione, contemplata nel piano Unisi2015, se ne pone anche un altro. Quello dei prestiti. “All’Ateneo – riferisce il Ministero delle Finanze – è preclusa la possiblità di ricorrere alla contrazione di prestiti e altre tipologie di indebitamento, tenuto conto che dette operazioni sono possibili solo per il finanziamento di interventi in conto capitale, così come definiti dall’art.3, comma 18 della legge n. 350/2003”.
Il piano di risanamento dell’Università, dunque, analizzato dal Ministero delle Finanze non appare risolutivo della situazione disastrosa dell’ateneo senese al punto da desumere che “l’Ateneo non riesce a garantire, autonomamente, il riequilibrio della gestione”. Una frase che pare aprire un varco alla possibilità di un commissariamento che, garantendo una “analisi esterna”, possa trovare soluzioni idonee ad una drastica riduzione dei costi strutturali dell’Università senese.
Infine il Ministero delle Finanze avvisa che “la relazione ispettiva è stata trasmessa alla competente Procura regionale della Corte dei Conti” per valutarne i responsi.
L. Berlinguer & Tosi 2.0
Aprile 22nd, 2011 — Note redazionali


Sono mesi che lo diciamo e ora, con l’uscita dei primi cento nomi a sostegno del ceccuzziano Ceccuzzi ne abbiamo e ne avete la conferma: il Ceccuzzi è Berlinguer & Tosi 2.0. Ecco cosa voleva dire con quel 2.0: la seconda release della nomenclatura universitaria dei dissestatori che infatti si ripropone pienamente nella lista e che Ceccuzzi ha sempre e costantemente appoggiato.
And the winner is ….
Aldo Berlinguer
seguito dai seguenti esponenti di punta della nomenclatura berlingueriana – tosiana – riccaboniana:
Omar Calabrese (sul quale torneremo presto con gustosi aneddoti)
Mauro Cresti
Alessandro Rossi
Marcello Flores d’Arcais
Claudio Vigni
Alessandro Starnini (e anche su lui torneremo)
Alessandro Piazzi
Roberto Venuti
Romano Dallai
Alessandro Orlandini
Fabio Semplici (pargolo della Jolanda Cei Semplici)
Stefano Maggi (allievo di Antonio Cardini)
Questi, dopo aver partecipato e/o condiviso il dissesto universitario, ora sostengono Ceccuzzi.
Cari Senesi, vogliamo dissestare tutta la città?
Essere precari stanca
Aprile 15th, 2011 — Note redazionali



O bravo Iantorno! Essere precari stanca? Certo che stanca. Lo sanno benissimo i precari e lo sanno benissimo anche quei lavoratori che subiscono le angherie di certi poteri baronali che tu sostieni da una vita. Lo sai cos’è che stanca? Stanca la tua propaganda fatta di parole vuote tese solo a cavalcare buttando fumo negli occhi un ipotetico consenso che per fortuna stavolta il tuo partito a Siena non otterrà. Hai una bella faccia tosta a presentarti come rinnovamento e discontinuità in questa città. Prima hai scorrazzato politicamente dietro la guida del tuo mentore Boldrini con cui hai condiviso il sostegno della nomenclatura tosiana, avendo anche fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Università. Poi, sempre insieme al tuo mentore Boldrini, avete sostenuto Riccaboni e politicamente hai accettato tutti gli attacchi sindacali contro i lavoratori portati da Riccaboni e Fabbro. Poi ti sei sdraiato a sostegno del vero responsabile del disastro di Siena Franco Ceccuzzi con la speranza di fare l’assessore e per mantenere alta questa speranza ti sei fatto sostenere dal PD ceccuzziano e in perfetto stile bulgaro avete utilizzato i vostri dirigenti nazionali per modificare il voto contro Ceccuzzi espresso dal partito senese. Ma pensi che gli elettori di sinistra non abbiano capito il tuo comportamento? Fanno e faranno bene a sostenere la candidatura di Laura Vigni che rappresenta gente veramente si sinistra e autonoma dai diktat delle correnti ceccuzziane.
Infine al sig. Fiorino vogliamo spiegare una cosa: prima fa la morale contro Pierluigi Piccini, poi contro Silvano Focardi, poi contro l’Associazione Per Siena, poi contro i vertici del MPS, poi contro Laura Vigni e la sua lista. Ma insomma caro Fiorino perché non ti fermi un attimo a riflettere sul fatto di essere al tramonto politico e che questa città non ha bisogno di cercatori di poltrone e di propoagandisti ad orologeria?
Buonanotte.
Ma quando pensa di smetterla Ceccuzzi di prendere in giro i cittadini?
Aprile 10th, 2011 — Note redazionali

Questi uffici leggono inorriditi le dichiarazioni di Ceccuzzi alla “convenscion” (parlate per bene che non si capisce nulla!!! Siamo in Italia!!!), soprattutto quelle inerenti alla crisi dell’Ateneo. Si chiedono perciò quando pensa di smetterla Ceccuzzi di menare per il naso i cittadini presupponendo che siano venuti tutti giù con la piena.
Ceccuzzi parte affermando che il progetto del PD è fatto da senesi per i senesi e già questa, visto che lui è chianino, è una menzogna bella e buona. Poi parla di partecipazione di studenti, docenti e dipendenti. Sui docenti non discutiamo, visto che proprio quelli teleguidati da lui hanno ridotto l’Ateneo in queste condizioni, ma sugli studenti e sui dipendenti abbiamo parecchi dubbi.
Dopodiché comincia a blaterare di patti e protocolli facendo finta di non sapere che sono quasi tre anni che le cosiddette istituzioni, da lui dirette sia pure mediatamente, se ne strafregano dell’Ateneo, dei dipendenti e degli studenti e in particolar modo dei precari.
Proprio lui parla, il sostenitore di Berlinguer e Tosi e di Riccaboni (questo ultimo d’accordo con il suo amico Verdini). Ha difeso in tutti i modi questi dissestatori e ora parla di precariato. Il precariato lo ha creato lui e la macelleria sociale che è seguita al dissesto è tutta colpa sua e dei suoi uomini. Uomini, si fa per dire, tipo Boldrini – iscritto al PD di Ceccuzzi e suo grande sponsor insieme ai nemici dei lavoratori Iantorno, Benocci e Cannamela.
E a proposito di rappresentanti delle istituzioni che “all’interno del consiglio di amministrazione sapranno rappresentare al meglio queste preoccupazioni così diffuse in città sulle condizioni imposte al personale tecnico amministrativo” e che ci immaginiamo dovrebbero essere i ceccuzziani Cucini e Morrocchi, come si fa a sperare che – dopo aver visto come si sono comportati sinora, votando sdraiati davanti ai dissestatori Riccaboni e Fabbro – d’un tratto si ravvedano e comincino a controllare seriamente?
E del ceccuzziano Montibello che quando hanno tagliato gli stipendi ai dipendenti ha asserito che i dipendenti avevano accettato di buon grado?
Ma Ceccuzzi parliamoci chiaro: ma quando la finisci di prendere in giro i Cittadini?
E voi Cittadini: MA COME SI FA A VOTARE CECCUZZI!!! Chiunque, ma non lui o il pasticcere verdiniano. Ci sono candidati seri, che hanno già preso posizioni ben più precise e coerenti di quelle di questo amico dei dissestatori!!!
Firmato
Cesare Mori
Quando Ceccuzzi esprimeva la sua stima a Piero Tosi
Aprile 1st, 2011 — Note redazionali

Dal sito dei DS del 9 settembre 2006:
“Fummo tra i primi a rimproverare ed a spronare al miglioramento l’allora
Rettore Piero Tosi, al quale vogliamo manifestare ancora oggi la nostra
stima.”
Franco Ceccuzzi è il nuovo della politica senese? Ma basta con queste affermazioni ridicole!!!
Marzo 31st, 2011 — Note redazionali

Franco Ceccuzzi è il nuovo della politica senese? Ma basta con queste
affermazioni ridicole!!!Ceccuzzi addirittura nel 2005 inviava la lettera di
sostegno a Piero Tosi e insieme gestivano il potere in città.Leggete con i
vostri occhi.
Dal sito dei DS di Siena del 14 novembre 2005:
“Un sincero e sentito apprezzamento è stato espresso in una lettera, inviata
oggi lunedì 14 novembre da Franco Ceccuzzi, segretario provinciale dei Ds a
Piero Tosi in merito all’intervento con il quale il rettore dell’Università
degli Studi di Siena ha aperto il nuovo anno accedemico. “Condivido pienamente
– afferma il segretario provinciale della Quercia senese – la visione dell’
Università come servizio pubblico, produttore di conoscenza ad accesso aperto e
privo di autoreferenzialità. In questi anni i Democratici di Sinistra si sono
sempre battuti per contrastare il modello “Ateneo – azienda” voluto dal
centrodestra e per portare avanti un’idea di Università intesa come luogo di
compresenza della formazione, del sapere, della ricerca e dell’avvio dei
talenti migliori all’insegnamento. La ricerca e la didattica a tutto campo
rappresentano alcuni dei valori per promuovere una cultura dello sviluppo e per
formare cittadini capaci di leggere e interpretare i cambiamenti della società.
L’Università ha, inoltre, bisogno di innovazione: un sistema di istruzione e
conoscenza senza forza propulsiva non è, infatti, in grado di contribuire allo
sviluppo del Paese”. “Tosi nella sua relazione – continua Ceccuzzi – ha parlato
della responsabilità sociale che ha l’Università nei confronti dei giovani e
della società. Le Università devono essere infatti pilastri e palestre del
sapere e della democrazia. A Siena l’Ateneo ha sempre cercato di assolvere a
questo impegno, cercando la collaborazione di tutte le istituzioni, da quelle
regionali a quelle locali, per creare nuovi motori di sviluppo come il Parco
delle Scienze della Vita e per confrontarsi, anche di fronte a voci
discordanti, su alcuni temi “annosi” come il “caro – casa”, il rapporto tra
studenti e senesi e la vivibilità. Sul fronte degli affitti alcuni passi in
avanti sono stati fatti grazie al Patto dell’Abitare, che nei prossimi cinque
anni porterà alla realizzazione di 800 posti letto come residenze per gli
studenti e di altri 1500 grazie alla formunla del canone concordato”. “Apertura
e internazionalizzazione – afferma Franco Ceccuzzi – sono alcune delle parole
chiave per lo sviluppo futuro della nostra città, già forte di un’identità
importante ma che non deve essere intesa come limite e come incapacità di
valorizzare le identità altrui. In quest’ottica risulta fondamentale il
rafforzamento delle relazioni del sistema senese con l’esterno, intese come
scambio di conoscenze con altri centri di produzione di cultura e di scienza, a
partire dagli altri atenei toscani. In questo senso la costituzione della
Fondazione delle scienze della vita, che vede la partecipazione della Regione e
di tutte e tre le università toscane, dà finalmente avvio al parco scientifico,
perseguendo finalità di ricerca, favorendo l’insediamento sul territorio di
imprese, enti di ricerca pubblici e privati, sino alla creazione di un vero e
proprio polo tecnologico”. “La nostra città – dichiara Ceccuzzi – come ha detto
anche il rettore, è, oggi, chiamata ad aprirsi a una nuova stagione di
cambiamenti e di rinnovamenti, avviando e portando avanti grandi progetti
innovativi come l’elaborazione del Piano strutturale del Comune, la
riqualificazione del turismo di massa, il potenziamento delle infrastrutture e
il Patto per lo sviluppo locale della Provincia di Siena”. “Vorrei inoltre
ringraziare – conclude Ceccuzzi – Piero Tosi e tutta l’Università per l’
attenzione che hanno rivolto alle questioni sollevate dal nostro partito
durante il congresso provinciale dei Democratici di Sinistra e, in particolare,
sul tema del legame importantissimo tra ricerca e sviluppo economico ed
industriale. In quest’ottica ben si inserisce, infatti, l’incontro che si terrà
nel prossimo mese di ottobre, promosso congiuntamente dalla Conferenza dei
Rettori e dalla Fondazione Monte dei Paschi per parlare dei processi che
consentono alla ricerca di tradursi in fattori di innovazione per il nostro
sistema industriale. Un appuntamento importante e particolarmente significativo
che darà ulteriolmente lustro al nostro Ateneo e a tutta la città”.14 Novembre 2005

