Conferenza stampa degli auguri di Maestro James davanti ai giornalisti

Buongiorno a tutti, vi ringrazio di essere intervenuti oggi  per raccogliere queste mie riflessioni e nell’occasione trametto ai presenti e alle loro famiglie tanti auguri di buone feste. Auguri sentiti e di LUCE che estendo ai dipendenti dell’università e alle loro famiglie, oltre che augurare un sereno Natale a coloro che leggono queste mie parole.

UNIVERSITA’

La situazione del nostro Ateneo è estremamente complessa e particolarmente difficile per via della condizione di dissesto creata dalla gestione della nomenclatura berlingueriana-tosiana. Una gestione che l’evidenza di olre 200.000.000 di dissesto finanziario non possiamo che definire crudele e banditesca. Questi hanno rovinato un grande Ateneo, hanno messo in ginocchio un’ intera istituzione attraverso scelte e comportamenti personali di cui si devono occupare solo gli organi giudiziari nel merito dei reati commessi. Non ci sono altre vie per giudicare quanto è stato commesso. E su questo,senza forzare o invadere gli ambiti degli organi giudiziari, le indagini come già dimostrato con la vicenda di Dino Angelaccio e di Walter Gioffré arriveranno ad evidenziare tutte le responsabilità.

Quindi a mio avviso nessuno si dovrebbe sentire immune o protetto da una sorta di “autonomia universitaria dell’intoccabilità”, da sempre teorizzata dagli ex rettori Berlinguer e Tosi e ripresa con coerenza di appartenenza a quella cultura da rettore pro tempore Riccaboni.

Per quanto riguarda le indagini sulle elezioni dello stesso Riccaboni, mi sembra del tutto palese che gli organi competenti hanno riscontrato IRREGOLARITA’ nel voto e la conseguenza di questo riscontro sono la rimozione o dimissioni volontarie del rettore Riccaboni. Siamo in uno stato di diritto o no???

Del resto la presenza di questo Rettore sta creando solo ulteriori tensioni all’interno dell’Ateneo per tre motivi: Riccaboni è in netta minoranza dentro l’università sia tra il personale tecnico-amministrativo, sia tra i ricercatori e corpo docente e ora anche tra gli studenti; Riccaboni invece di portare avanti il piano di risanamento di Antonio Barretta (condiviso da tutte le istituzioni) e di rompere con i personaggi della nomenclatura tosiana (ops, non puo’ farlo visto che ne fa parte anche lui), cerca di trovare soluzioni insensate e negative, ma che tendono al mantenimento delle poltrone dei suoi sostenitori tosiani e che si posizionano su una visione padronale dell’università. Annientando di fatto la dignità del personale e le prospettive di rilancio culturale dell’ateneo (come evidenziato dagli stessi studenti); Riccaboni e la Fabbro rispondono a una logica di potere che trova spazio nel partito di Verdini e nella corrente della CGIL legata ai berlingueriani e ad un’idea del tutto sciocca ma vendicativa di affossare il lavoro svolto dall’ex rettore Focardi, così come sostiene da tempo dentro e fuori l’università un altro personaggio esperta di master come Anna Coluccia.

All’Ateneo serve un nuovo Rettore, un nuovo direttore amministrativo e un rinnovato rapporto sinergico con tutta la comunità senese. Ed è giunto il momento che il mondo universitario senese rifletta su questo e si prepari per individuare una figura autorevole o figure autorevoli per le elezioni del nuovo rettore.


POLITICA LOCALE-MPS-PROSPETTIVE PER LA CITTA’

Siena sta vivendo un momento di confusione politica e di scomposizione degli assetti di potere,conseguenza fisiologica di 12-13 anni di gestione politica e istituzionale fallimentare in molti aspetti e personalistica in altri.La banca MPS per via della fuga in avanti del tremontiano Mussari naviga in acque burrascose e all’orizzonte, salvo lo spazio che si sta ritagliando lo stesso Mussari, non vedo belle cose soprattutto per chi lavora dentro la banca. Da quando il Mussari dialoga e sostiene il centrodestra, la banca è entrata dentro spazi di manovre che nulla hanno a che vedere con gli interessi della comunità senese.

Del resto in questi anni la politica è stata cosi fragile da permettere ad un solo uomo di condizionare tutto e di personalizzare le scelte:dall’aereoprto di Ampugnano, banca Antonveneta e varie nomine come quelle di alcuni membri dell’associazione PER SIENA.

Ed è per questo che credo poco al risveglio del Ceccuzzi: per ora dice belle parole ma niente fatti concreti. Gli unici fatti del Ceccuzzi sono la condivisione delle scelte. Il ravvedimento di questi giorni diventa credibile con il manifestarsi di atti concreti e non con annunci ad effetto.

Vista la confusione credo sia auspicabile la nascita nell’immediato di uno schieramento “per il bene di Siena” che superi le divisioni  personalistiche e che metta una riga di confine con quei gruppi e quegli ambienti di potere che hanno piene responsabilità nei vari ambiti per la situazione di crisi che vive la città. Un rinnovamento che vede esclusi, giustamente, i Mussari, Bisi, Berlinguer-Tosi, il gruppo intorno all’associazione PER SIENA e il partito di Verdini.

Non vedo altre strade per far rinascere questa città.

Grazie e tanti auguri.

L’Onesto Curioso interviene ancora sulla scorta di Azazel

C’è un personaggio politico senese che sta facendo del tutto per diventare trasparente: Franco Ceccuzzi. L’onorevole ha ricoperto tutte le cariche politiche da quella cittadina a quella regionale. fino a pochi mesi fa .Non abbiamo avuto il piacere di sapere qual è il suo pensiero su Eutelia, anzi meglio, cosa pensa del rapporto fra nominati nel gruppo Monte dei Paschi e la società in questione: Pisaneschi e Pizzichi. Tutto tace, anzi no, scrive di Palio ma anche su questo argomento riceve le critiche dei suoi compagni di partito. Eppure è stato al centro di diverse operazioni politico/amministrative e con un palcoscenico di tutto riguardo come la città capoluogo di regione Firenze. I suoi amici a partire da Manciulli al presidente del collegio dei Maestri Venerabili della Toscana, Stefano Bisi e tramite quest’ultimo ad Enzo Viani ex presidente dell’aereoporto di Ampugnano e tramite Viani a Graziano Cioni. Stando a quello che scrive il giornalista Statera sulla Repubblica a Firenze non era poi difficile raggiungere neppure il coordinatore del PDL nazionale Denis Verdini che aveva buoni rapporti con Rocco Girlanda. Con Verdini poi il Ceccuzzi è legato anche dalla visione politica del bipolarismo: tutto deve essere regolato dal binomio PD/PDL con una guerra totale per le articolazioni intermedie se poi queste sono liste civiche autonome è guerra totale.
Ma nascondersi non è possibile ed il futuro minaccia sviluppi non facilmente prevedibili ed il nervosismo traspare anche nell’ultimo documento della direzione del PD: confuso! Che risolve i problemi con la creazione del nemico sempre il solito e sempre con i soliti argomenti. Ma chi ha governato in questi anni Siena, chi ha nominato Viani, chi ha nominato Pisaneschi e Pizzichi, chi ha creato la confusione nell’Università per lotte interne al partito democratico i Monaci contro i cosi detti universitari con la variante Mussari, a chi appartiene il gestore amministrativo del Palio ecc. Forse non vi siete accorti a che livello di difficoltà avete portato la banca e la Fondazione Monte dei Paschi e ci fermiamo per non sparare sulla croce rossa. Ci sono poi delle perle contrassegnate solo da spirito di lobby come quella degli addetti stampa che hanno visto sparire con l’avviso di garanzia al presidente dell’ABI anche le sicurezze tradizionali con grave imbarazzo anche di David Rossi[che pare in imbarazzo anche per la vicenda “strenna”]. Cosi come l’elezione di Riccaboni ha ribadito un lungo sodalizio quello fra Bisi ed il berlingueriano Boldrini. Su tutto questo l’onorevole sembra defilarsi e manda avanti i suoi fedeli anche perché come potrebbe criticare ciò che a fino ad oggi ha gestito?

Ceccuzzi, l’Università e Ampugnano

A questi uffici perviene un articolo di un nuovo contributore, Azazel David. Questi uffici ringraziano e pubblicano. Aiuterà la LUCE.

4 novembre 2010
Università, Ceccuzzi (Pd): “Senso di responsabilità per salvare l’ateneo”. Mugnaioli e Meloni: “Ora il tavolo istituzionale”

“La firma dell’atto di nomina del professor Riccaboni a rettore dell’università di Siena è una buona notizia. Ora serve ricostruire un clima di compattezza interno all’ateneo, condizione fondamentale per dimostrare di avere appreso la lezione, dal momento che una delle cause principali che hanno portato al dissesto è certamente l’irresponsabilità nei confronti del patrimonio pubblico, alimentata da un vorace egoismo corporativo. Ci aspettano tempi e scelte difficili che richiedono un grande senso di responsabilità verso la città e verso le migliaia di persone che lavorano nell’Università”. È il commento di Franco Ceccuzzi, deputato senese del Partito democratico, dopo la notizia della firma del decreto di nomina del rettore dell’Università di Siena da parte del ministro Gelmini
. “Il rettorato del professor Angelo Riccaboni si apre in uno dei momenti più difficili nella storia della nostra Università – prosegue Ceccuzzi – e ciò è testimoniato, oltre che dal dissesto, anche dal fatto che decorre formalmente con tre giorni di ritardo. La prudenza del ministro nell’apporre la firma è legittima, viste le condizioni finanziarie in cui versa l’Ateneo, le inchieste e il ricorso pendente. Questo stesso rigore lo avevamo chiesto anche per conoscere la posizione del governo sul piano di risanamento, che rimane uno snodo cruciale da chiarire per assumere tutte quelle misure che servono per salvare e rilanciare l’Università. Al professor Riccaboni non bastano gli auguri più calorosi di buon lavoro, che gli rivolgo anche io, ma occorre in primo luogo un forte sostegno di tutti, all’interno e all’esterno dell’Ateneo, per remare nella stessa direzione”.
“La nomina del nuovo rettore è un atto dovuto – commentano Alessandro Mugnaioli ed Elisa Meloni, segretari dell’Unione comunale e del coordinamento provinciale del Pd – che restituisce finalmente all’ateneo quella ‘governance’ indispensabile per fronteggiare la crisi. Ora il governo convochi il tavolo istituzionale con università, Regione, comune e provincia di Siena, per andare avanti con l’opera di risanamento, che non può prescindere da un’ulteriore razionalizzazione dell’offerta didattica in un’ottica regionale e da un accordo quadro con i sindacati e i lavoratori, per un’equa ripartizione degli inevitabili sacrifici. Il Partito democratico ha piena fiducia nelle inchieste in corso da parte della magistratura, che nel frattempo vanno avanti e che accerteranno, auspicabilmente in tempi brevi, le responsabilità dello stato di dissesto economico-finanzario dell’università, nonché eventuali irregolarità nelle procedure di elezione del rettore. Auguriamo buon lavoro al professor Riccaboni – concludono Mugnaioli e Meloni – che è chiamato ad un compito cruciale, ovvero risanare e rilanciare l’università di Siena, riportandola a ricoprire quel ruolo di assoluto prestigio nazionale e internazionale che le spetta e che la città si merita”.

Credo che le decisioni di Ceccuzzi su Università e Ampugnano siano dettate dalla preoccupazione di prendere le distanze da 52 avvisi di garanzia e da cio’ che potrebbe arrivare. Lo comprendiamo benissimo in questi anni ha fatto il turista anche quando c’è stata la nomina di Viani a presidente dell’aeroporto di Ampugnano.

Azazel David

Dammi tre parole … Brandani … Luigi Berlinguer … Vittorio Mazzoni della Stella …

Pace in terra agli uomini di buona volontà e tanta ma tanta comprensione per coloro che vivono nel buio della mistificazione del gioco delle parti. Cosi è se vi pare … recita l’adagio del repiclante sistema di intrecci di potere e poteri senesi. Forse per qualcuno è sempre cosi ma da quello che si registra in questo momento, questo adagio e questo sistema mal si coniugano con la richiesta di cambio di passo in politica che matura giorno dopo giorno tra i senesi.

Con i limiti che sicuramente albergano nella mia descrizione della realtà politica senese,propongo una narrazione della geografia dei poteri e dei movimenti politici(con gli attori di riferimento), in modo da dare un contributo di riflessione senza azzardare sbocchi (prematuri) per le prossime elezioni amministrative. Per non dilungarmi sarò alquanto schematico.

Limiterei  la narrazione su tre luoghi di massima concentrazione degli intrecci di potere:

– BANCA MPS: Il presidente Giuseppe Mussari (iscritto al PD senese) presidente della Banca MPS e dell’ABI con l’appoggio del partito di Verdini,del ministro Tremonti,dei centristi vicino a Brandani e di una componente sempre piu’ ristretta del PD senese,gioca una sua partita personale da quello che si evince (naturalmente lo stesso è in grado di smentire), cioè quella di garantirsi il terzo mandato alla presidenza di MPS e di conseguenza la presidenza dell’ABI.E per far questo necessita di un futuro sindaco debole sul piano politico e condizionato da una composizione variegata del consiglio comunale e dell’appoggio del centrodestra romano (e questo non manca nemmeno ora). Infatti in molti sostengono che il vero avversario del candidato Ceccuzzi è il tremontiano Mussari.

– UNIVERSITA’ DI SIENA: Il rettore Riccaboni è l’espressione della nomenclatura legata a Luigi Berlinguer e Piero Tosi, sostenuta dal giornalismo di Stefano Bisi e in piu’ Riccaboni gode del sostegno del Mussari e della componente Verdini del PDL. Di fatto Riccaboni è un rettore di minoranza,resiste nel suo ruolo con la speranza che le inchieste giudiziarie si dissolvano nel tempo e nello spazio (ma no sarà così) e con l’ulteriore auspicio del ritorno politico del braccio politico senese di Luigi Berlinguer, visto che il PD di Ceccuzzi  e dei fratelli Monaci mal sopporta Riccaboni.E su questo ambito qualche novità dovrebbe giungere prima di natale … forse.

ISTITUZIONI E FORZE POLITICHE: In questo ambito regna la confusione totale e in tale confusione si registrano i tentativi del ritorno sulla scena del vecchio asse politico Brandani-Berlinguer-Mazzoni della Stella. Con le varianti a seconda del caso della presenza del Mussari in rapporto con uno dei tre.Perchè non ci dimentichiamo che i tre insieme al Ceccuzzi sono stati i fautori dell’avvento dello stesso Mussari,in funzione anti Pierluigi Piccini e contro la base dei partiti di sinistra.

In questo ritorno di fiamma dei tre e nella totale confusione come si presenta il quadro?

Il Berlinguer e i suoi fedelissimi giocano su tre piani:indebolire Ceccuzzi, restaurare il loro potere dentro l’università e destabilizzare le liste civiche attraverso personaggi minori ma che comunque creano piccoli scompigli.

Brandani è ritornato a Siena con la delega a rappresentare L’UDC in vista delle elezioni e lo stesso si gioca una sola partita: cioè quella delle nomine in fondazione e banca.

Il nome del Mazzoni della Stella riecheggia nel PDL fiorentino come uno dei due nominativi insieme a Monica Faenzi in corsa per il PDL senese alla candidatura di sindaco,dopo la rinuncia di Franco Masoni.

Insomma per farla breve il ritorno di Brandani-Berlinguer-Mazzoni della Stella con l’aggiunta della presenza di Mussari a mio avviso va letta come un asse contro Pierluigi Piccini, contro Franco Ceccuzzi e i fratelli Monaci e contro la richiesta di cambiamento che la città di Siena merita.