Ma perché non si mettono d’accordo?

Ceccuzzi rilascia un’intervista a l’Unità ripresa dal Cittadinoonline in cui dichiara:

“Mps ricapitalizzata ma torni a creare redditività”. Questo il titolo dell’intervista a Franco Ceccuzzi, candidato sindaco del centrosinistra pubblicata oggi su l’Unità toscana nella quale si è parlato anche del futuro della banca. Il Monte deve ricapitalizzare ? E’ la prima domanda. “Basilea 3 lo impone entro il 2019 – risponde Ceccuzzi -il governatore della Banca d’Italia ha invitato i tre grandi gruppi a farlo rapidamente”.

Fino a una settimana fa Mussari e Mancini sostenevano l’esatto contrario.

Ci sembra che nel PD abbiano poche idee, ma ben confuse. Peccato che la confusione e il disaccordo vertano su un problema non da poco: la Banca.

Si mettessero d’accordo, così magari i Cittadini sanno cosa fare poi, eh!?!

Dal Sole 24 ore:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-26/lubae-banca-italolibica-colonnello-081255.shtml?uuid=AaeESfBD

 

 

 

 

 

http://www.sienafree.it/economia-e-finanza/264-economia-e-finanza/19129-luigi-borri-nominato-nel-cda-di-ubae-bank

Da Il fatto quotidiano, Daniele Martini

Come si fa a valutare un’offerta per la privatizzazione di un bene pubblico, un aeroporto addirittura, stando a decine e decine di chilometri di distanza dal luogo dove si svolge materialmente l’esame degli atti? Impossibile? Con lo scalo senese di Ampugnano è successo. Alle 9 e 30 della mattina del 10 settembre 2007, proprio mentre nella sede centrale del Monte dei Paschi al numero 2 di piazza Salimbeni a Siena, veniva avviata la fase cruciale, ufficiale e formale della privatizzazione, il responsabile della procedura, Lorenzo Biscardi, era da un’altra parte. Dove? Quasi sicuramente si trovava in viaggio sull’autostrada del Sole da Roma verso Nord per poi dirigersi attraverso il raccordo Siena-Bettolle a Sinalunga e a San Gimignano. E neppure il giorno successivo Biscardi si trovava dove sarebbe dovuto essere, cioè dove si stavano vagliando le offerte.

La verità nelle celle telefoniche – I suoi spostamenti e gli orari sono stati desunti dall’esame delle celle telefoniche agganciate di volta in volta dal suo telefonino, esame effettuato con pazienza certosina per conto della magistratura dai carabinieri del nucleo investigativo e dai finanzieri della tributaria di Siena e inserito in un dossier di 700 pagine contenente numerosissime intercettazioni telefoniche. Un voluminoso incartamento che Il Fatto Quotidiano ha potuto consultare.

Stando ai verbali ufficiali della riunione, invece, Biscardi non solo sarebbe stato presente all’apertura della procedura di selezione, ma avrebbe consegnato alla commissione di valutazione una serie diatti: i plichi con le offerte presentate dai due concorrenti in lizza, la copia dell’invito a manifestare interesse pubblicato sia sul sito dell’aeroporto di Ampugnano sia sul Sole 24 Ore del 30 giugno 2007, una copia della lettera di invito inviata a tutti i soggetti che avevano manifestato interesse. Stando così le cose, delle due l’una: o gli inquirenti che hanno indagato sulla faccenda hanno preso un clamoroso abbaglio, oppure è fasullo il verbale di quella riunione importante, anzi, determinante, per quanto riguarda il processo di privatizzazione dell’aeroporto di Siena. E se è fasullo il verbale, tutta l’operazione di privatizzazione rischia di essere viziata.

I magistrati della Procura della Repubblica di Siena nell’estate di un anno fa hanno messo sotto indagine per turbativa d’asta Lorenzo Biscardi e altre 15 persone tra cui spicca il nome di Giuseppe Mussari, il banchiere Pd. Già in ottimi rapporti con Massimo D’Alema, Mussari è uno dei personaggi più influenti e in vista del mondo italiano del credito: presidente dell’associazione dei banchieri (Abi), presidente del Monte dei Paschi e in passato presidente anche della Fondazione del Monte e della commissione di indirizzo della Cassa depositi e prestiti, forziere della liquidità statale, posseduta per il 70 per cento dallo Stato e per il restante 30 da 66 fondazioni bancarie tra cui quella del Monte.

Il soggetto a cui era stato affidato l’aeroporto senese attraverso la procedura di selezione su cui insistono le indagini e gravano i sospetti è proprio un organismo finanziario collegato alla Cassa. Si chiama Galaxy ed è un fondo di private equity di diritto lussemburghese in cui hanno una partecipazione anche la francese Caisse de Dépots et Consignations (Cdc) e la tedesca Kreditanstalt fur Wideraufbau (KfW). Nelle intenzioni dei promotori della privatizzazione, proprio Galaxy sarebbe dovuto diventare il motore del nuovo corso dell’aeroporto di Ampugnano acquisendo il controllo della società di gestione con il 56,38 delle azioni. Il 4 agosto di un anno fa la Procura della Repubblica di Siena ha invece sequestrato la quota di capitale acquisita dal fondo lussemburghese (valore 12 milioni di euro) in attesa che la vicenda giudiziaria si concluda.

La facile vittoria di Galaxy – Il sospetto è che la selezione dei candidati per la privatizzazione sia stata poco più che una messa in scena e che ci fosse già un vincitore designato, Galaxy, appunto. Ci sono elementi che danno corpo a questa ipotesi. Uno dei più significativi è una dichiarazione del presidente degli artigiani senesi (Cna), Massimo Guasconi, apparsa sul periodico Camera di commercio news nel marzo 2007, cioè più di sei mesi prima che per la privatizzazione dell’aeroporto fosse ufficialmente scelto il fondo Galaxy. In quella dichiarazione, Guasconi si complimentava con la banca Monte dei Paschi, con il presidente dell’aeroporto Enzo Viani, che è anche tesoriere del Grande Oriente d’Italia, e con “tutti gli altri soci istituzionali” per “l’accordo siglato con il fondo Galaxy” e si felicitava con tutte quelle “persone che nella sinergia con Galaxy hanno creduto”.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, inoltre, la privatizzazione e il conseguente potenziamento dello scalo senese potrebbero avere “punti di cointeresse” con l’operazione immobiliare di lusso e su larga scala nella località senese di Bagnaia, proprietà dell’Agricola Merse, società della famiglia Monti-Riffeser, quelli della catena di giornali del centronord, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Qn, società in cui anche il Monte dei Paschi era entrato con una quota di capitale di circa 5 milioni di euro, pari a un quinto del totale. In quella zona sono in costruzione decine e decine di ville a ridosso di un nuovo campo di golf, destinate a vip italiani e di mezza Europa. Gli inquirenti non escludono che il potenziamento dell’aeroporto senese sia stato pensato in funzione anche degli spostamenti di questa gente di rango così da fare inevitabilmente schizzare il prezzo degli immobili in fase di realizzazione.

Nel dossier gli inquirenti parlano anche dei metodi usati dai fautori della privatizzazione dello scalo senese per superare le perplessità del ministero dei Trasporti, dell’Enac (Ente dell’aviazione civile) e dell’assessore regionale, Riccardo Conti. Su quest’ultimo, in particolare, convinto che fosse poco sensato puntare sul potenziamento dell’aeroporto senese quando in Toscana ci sono già due grandi scali ben avviati, e cioè Pisa e Firenze, si indirizza l’insistenza di una bella fetta di amministratori locali senesi. Per superare gli ostacoli e le contrarietà del ministero e dell’Enac, invece, l’uomo prescelto è il senatore Franco Mugnai del Pdl, toscano di Castell’Azzara, ex An, grande amico del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Per le sue prestazioni professionali, il minuscolo aeroporto di Siena gli aveva affidato un incarico del valore di 300 mila euro.

Al peggio non c’è mai fine

News economia: Tabacci diventa banchiere

“febbraio 14, 2011 – Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, l’esponente dell’Api sta per prendere la guida di una Bcc nuova di zecca che nascerà nel mantovano dalle ceneri di Mps. L’atto costitutivo tra pochi giorni, le prime filiali nel 2012. Tabacci potrà contare su 5 milioni e qualche amico, come Profumo”

http://www.notizieoggi.com/2011/02/rumors-bruno-tabacci-diventa-banchiere/

Marianne Franceschi

Bau Bau News!!! Basta con la turbo finanza!!!

Ma ce la faranno prima o poi le banche a dire BASTA a questa fanta-turbo finanza che ha distrutto, oltre ai bilanci delle banche, i bilanci delle famiglie?
Che fine ha fatto la doverosa centralità delle Filiali?
Per quanto ancora dovranno comandare le c.d. “Fabbriche Prodotto“?
Siamo sicuri sappiano cosa vogliono i clienti meglio di chi ci sta a diretto contatto dalla mattina alla sera?

Bau Bau News!!! MPS Channel, ma è solo un canale di comunicazione interna?

E’ uscito un comunicato nel quale si dice che il Monte dei Paschi ha una televisione interna, Montepaschi Channel, e nel quale, quantomeno dalla lettura che abbiamo dato, ciò che si capisce è che dovrebbe trattarsi di uno strumento solamente ad uso interno, non a caso si parla di “Corporate TV efficace strumento di comunicazione interna“. Anche scorrendo tutto l’articolo l’unica cosa che viene in evidenza è quella di unapiattaforma messa a disposizione dei 32.000 dipendenti per veicolare più velocemente le informazioni all’interno della banca.
Abbiamo notato, però, una cosa che stando a ciò che emerge dall’articolo, ci è sembrata un pò in contraddizione con questo aspetto di canale tv solo ad uso interno e quindi vorremo fare una domanda: come mai il collegamento Montepaschi Channel compare nella sezione Siena News TV dell’omonimo giornale online? Qualcuno saprebbe rispondere?
Solo per puro spirito di curiosità, dato che navigando in rete non ci sembra di aver trovato la scritta Montepaschi Channel in altri quotidiani online senesi, peraltro molto visitati.
(ci scuserete se utilizziamo una foto che sembra la foto della schermata che pensiamo possa apparire a chi può accedere alla Tv aziendale, ma avendo letto il comunicato su Siena News di foto c’era questa)

PD (S)iena E inchiesta grandi appalti: quando lo spirito legalitario diventa ad intermittenza

Avranno agito di impulso per marcare la propria posizione senza valutare opportunamente le possibili conseguenze a catena o, invece, queste conseguenze sono state ben calcolate?

Questo è uno degli interrogativi che circolano a Siena dopo che in una breve nota l’Unione Comunale del PD senese ha chiesto alla Banca MPS di accertare eventuali incompatibilità su Pisaneschi circa i ruoli dallo stesso ricoperti all’interno del Gruppo Montepaschi.

Innanzitutto una considerazione. Ci pare di ricordare che quando anni fa su tutti i maggiori quotidiani, e non solo, uscì la famosa frase “Allora abbiamo una banca?” pronunciata da alcuni importanti esponenti nazionali dei DS la vicenda non fu proprio delle più felici.

Questo per dire che in alcuni casi, soprattutto per non ingenerare nell’opinione pubblica la convinzione che ci sia una linea eterodiretta dal partito nei confronti della finanza, forse sarebbe il caso di trovare modalità diverse per comunicare la propria attenzione a certe vicende.

Facendo una semplice ed asettica riflessione, sembrerebbe che il PD senese non abbia avuto una bella idea nell’estendere e divulgare quella nota. E ciò per il rischio di aver creato di un delicato precedente locale.

Per la verità un precedente politico c’era già stato con la vicenda delle dimissioni dell’allora sindaco revisore del Monte dei Paschi Leonardo Pizzichi. Dimissioni (che è giusto ricordare vennero consegnate in un momento in cui lo stesso Pizzichi non era ancora coinvolto in nessuna inchiesta, pertanto non era all’epoca destinatario di alcuna informazione di garanzia) che seguirono ad un comunicato del 15.11.2009, sempre del PD senese nel quale si diceva “come sia eticamente inconciliabile che un membro del collegio dei sindaci della Banca Monte dei Paschi possa rimanere alla presidenza di un’azienda la cui proprietà ha commesso atti di violenza squadrista nei confronti dei lavoratori”. Non stiamo qui a entrare nella triste vicenda dei lavoratori di Eutelia, ai quali va sempre tutta la nostra solidarietà.

Ciò su cui vorremmo far riflettere è un’altra cosa.

Ci aiutiamo prendendo a prestito quanto scritto dal giornale economico Finanza e Mercati il quale dice “Il Partito democratico senese vuole che venga fatta pulizia all’interno del cda” chiudendo poi il suo intervento con “…Ma se si guarda all’appartenenza politica, l’accanimento legalitario si spiega subito: il professor Andrea Pisaneschi è consigliere di MPS in quota Pdl (Forza Italia)”. Questa l’interpretazione che ne è stata data.

Il PD(S) senese, quindi, a prescindere dalla forte risonanza che l’inchiesta Grandi Appalti ha conquistato su tutti i media nazionali, non si sofferma a constatare che lo stesso Pisaneschi, quantomeno fino ad oggi, è destinatario solamente di un avviso di garanzia.

La domanda che poniamo, solo per capire e far capire a chi legge è, quale sarebbe, la linea politica del PD senese nei confronti di chi abbia ricevuto un avviso di garanzia?

Quello di chiedere pubblicamente e politicamente la verifica della compatibilità del soggetto destinatario dell’informazione di garanzia rispetto agli incarichi che si trova pro tempore a ricoprire?

Ha idea, il PD senese, che meccanismo ha messo in moto con una richiesta così formulata?

E ha la percezione di cosa sta avvenendo a Siena in questo momento?

Università, Aeroporto, Grandi Appaltitutte vicende che hanno visto iscrivere nel registro degli indagati, a Siena, decine di persone ricoprenti i più svariati incarichi.

Capisce il PD senese, o gli estensori del documento, che una tale presa di posizione, fatta con quelle forme ed in quei termini,potrebbe espandere le sue ripercussioni ben al di là del semplice Pisaneschi? A questo ha pensato?

Ha pensato che con questa iniziativa scattata sulla base di un avviso di garanzia, teoricamente, dovrebbe chiedere la verifica della compatibilità con gli incarichi ricoperti a decine di persone? Non stiamo qui a puntare l’indice contro nessuno forse perché siamo più garantisti di altri, ma ci limitiamo a rilevare quanto scritto nel documento del PD(S) senese.

Partito che, peraltro, non ci sembra che abbia avuto un ruolo di secondo piano a Siena. Anzi.

Ci è venuto, però, anche un lampo di malizia. Ossia che forse a queste possibili conseguenze qualcuno ci abbia pensato e, tutto sommato, abbia colto la palla al volo magari augurandosi che possa servire a ridimensionare qualcuno.

In questo caso, però, verrebbe da dire, troppo comoda

Pensate al candidato del PD(S) senese: da una parte ha le spalle scoperte dal suo partito a Roma, dall’altra, a livello cittadino, avrebbe la quasi certezza di rimanere schiacciato da qualche personalità più spiccata ed introdotta della sua. Che un po’ di pulizia non gli faccia comodo?

Di sicuro non sarà così, anche perché se lo fosse sarebbe una definitiva affermazione di debolezza.

Firmato

La Primula Rossa

Moralità e moralismo

Il PD senese con tardivo moralismo e preso per il collo ora chiede una verifica sulla compatibilità con le cariche bancarie del Pisaneschi a valle della vicenda che lo vede coinvolto con gli affari loschi di Verdini e compagnia pessima. Ma qui subentra un problema di individuazione di responsabilità. Il punto non sono le responsabilità penali e civili, che comunque vanno accertate e l’operazione richiede molto tempo. Il punto sono quelle morali e di opportunità. Così come si ritiene che fare il bunga bunga sia perfettamente lecito, ma che non possa essere compatibile con la carica di Presidente del Consiglio, altrettanto si deve dire che il Pisaneschi, a patto che abbia commesso degli illeciti, l’ha fatto privatamente. Resta il fatto che è consigliere di amministrazione del Monte e Presidente di Antonveneta. Si può mantenere cariche di questo genere ad uno che è sospettato di fatturare consulenze false? Quindi che diavolo di controllo di compatibilità deve fare il PD? Nessuno. E’ evidente che Pisaneschi deve al minimo autosospendersi e per far bene dimettersi. E altrettanto sarebbe opportuno che Giuseppe Mussari gli chiedesse di fare questi passi.

Firmato

Azazel e Cesare Mori

Elezioni Comunali 2011. PDL e il candidato “last minute”

Nel linguaggio delle agenzie di viaggi l’accezione “Last Minute” indica quelle occasioni in cui vengono offerti voli o combinazioni di viaggi a condizioni particolarmente favorevoli, di solito perché devono essere coperti i posti rimasti invenduti a pochi minuti dalla data di partenza.
Riportato nella terra di Siena può darsi che anche in questo caso a breve ci sarà un “Last Minute”, solo che non riguarderà né voli, né viaggi.
Ad essere “Last Minute” sta diventando candidato del PDL.
Un partito che oramai ha assunto toni da soap opera con tanto di colpi di scena, tipo quello in cui Marignani annunciava di aver “sospeso il sondaggio”.
Una domanda: ci potrebbe dire Marignani cosa vorrebbe dire?
Cosa ha di sensato lanciare un sondaggio e, senza attenderne gli esiti in modo da tarare la conseguente azione politica, decidere di sospenderlo?
Il motivo quale sarebbe? Forse il mancato inserimento nella fantasiosa rosa di nomi che secondo Marignani (un pò meno, crediamo, per chi è stato “sondaggiato”) avrebbero fatto a cazzotti per fare il candidato del PDL di qualche altro nominativo? Oppure perché in corso di sondaggio qualcuno degli stessi “sondaggiati” gli ha ribadito il proprio “no, grazie”?
Ci viene veramente da chiedersi con quale professionalità il PDL si stia apprestando alle elezioni comunali: chissà come mai, a Siena, perde consenso di continuo. Un vero mistero.
Il fatto che i sondaggi nazionali non registrino grosse oscillazioni circa le intenzioni di voto verso il PDL ha praticamente nulla a che vedere con le elezioni per il candidato a sindaco, soprattutto in una realtà come Siena.
In questi casi più che una scelta ideologica (ammesso poi che di ideologia abbia senso ancora parlare) a contare è la singola persona, il grado di affidabilità che trasmette, la capacità di sapersi rendere disponibile ad un confronto e al dialogo, l’effettiva conoscenza della realtà (e non imparata all’ultimo momento per esigenze di copione) insomma, in un solo concetto, al fatto di essere o meno conosciuti in città, magari perché vi si è sempre abitato e quindi si conoscono bene le peculiarità e le esigenze.
Ci incuriosirebbe sapere quali siano stati i parziali esiti del sondaggio sospeso da Marignani.
Marignani può attendere quanto vuole a comunicare il nome del candidato a sindaco per il PDL, ma dato che tanto alla fine sarà costretto ad immolarsi alla sconfitta in base alla famosa frase “vai avanti tu che a me scappa da ridere” se vuole evitare di fare il candidato “Last Minute” farebbe bene a farsi coraggio e confermare la sua corsa (o meglio, la sua passeggiata).
p.s. una domanda anche a lui, cosa ne pensa del coinvolgimento di Andrea Pisaneschi nelle vicende della Baldassini Tognozzi così come comparse su tutti i maggiori quotidiani? Su questi stessi quotidiani Pisaneschi viene indicato come “in quota a Forza Italia”, ossia un pezzo del partito di cui Marignani fa parte.
Se così fosse, perché non è uscito con due righe di solidarietà all’indagato?
Firmato
La Primula Rossa