Entries from Giugno 2012 ↓

Ecco uno dei responsabili (non istituzionali) della crisi di Siena: Stefano Bisi

Perchè è in crisi Siena? La responsabilità è da ricercare nel “groviglio armonioso” e tra coloro che hanno supportato il sistema groviglio. Dal 2001 a oggi Siena è scivolata verso il basso: dalla decadenza politica alla crisi economica delle maggiori istituzioni cittadine. L’inizio dell’era Mussari alla banca coincide con l’inizio del groviglio armonioso capeggiato da Stefano Bisi. Sono supposizioni? No, sono i fatti che parlano senza commentarli nemmeno tanto. Ovvio, che gli amministratori comunali e provinciali hanno le loro responsabilità, ma detto questo, bisogna evidenziare che il peso della gestione Mussari supportato dai due comunicatori David Rossi e Stefano Bisi ha condizionato i partiti,le giunte comunali e l’informazione cittadina. Sono stati anni di trionfalismo, megalomania, spendi e spandi, emarginazione di tutti coloro che non rientravano nei canoni del groviglio armonioso. Dal 2006 al 2011 la banca MPS ha speso 355 milioni di euro in pubblicità attraverso l’area comunicazione gestita da David Rossi. Quanti organi d’informazione hanno beneficiato della pubblicità? Forse è solo una coincidenza, ma verso la fine della presidenza Mussari sono stati assunti all’area comunicazione di MPS la fidanzata del Bisi e un altro collaboratore del corriere di Siena. E stranamente il responsabile dell’area comunicazione di MPS non ha perso tempo nel rilasciare attraverso un video pubblicato da Siena News parole di elogio al medesimo giornale online (con direttore responsabile Stefano Bisi). Vogliamo parlare dei legami stretti del Bisi con gli ex vertici dell’aereoporto di Ampugnano o del cda dell’università? Vogliamo ricordare gli articoli di elogio scritti dal Bisi sull’acquisto di banca Antonveneta? Il groviglio armonioso ha messo in ginocchio la città. E oggi che strategia si sono inventati i due comunicatori David Rossi e Stefano Bisi? Minimizzare e tentare di salvare le sorti del Ceccuzzi, non perchè amano il Ceccuzzi, ma solo con la speranza di custodire il loro ruolo. Ci sembra che sia l’ora di smetterla con il groviglio e guarda caso anche lo stesso Ceccuzzi al Santa Maria della Scala ha preso le distanze dal groviglio; anche Alberto Monaci nell’intervista al Tirreno ha preso le distanze dal groviglio armonioso. Solo i due giapponesi della comunicazioe non demordono. Da quando è scoppiata la crisi dentro la maggioranza il Bisi non ha perso tempo (anche se fuori tempo) con i soliti articoli tesi alla ricerca di un accordo dentro il PD e non, ultimo l’articolo surreale di sabato 2 giugno. Ma il Bisi quando interviene parla in qualità di giornalista, di rappresentante della massoneria o da simpatizzante del PD? Un giornalista serio si limita alla cronaca dei fatti, esprime giudizi, prende posizioni, ma non propone articoli militanti; da quanto ci risulta in nessun ambito della massoneria hanno deciso di scendere in campo per ricucire lo strappo dentro il PD (è solo una posizione del Bisi). Anzi, tutto questo protagonismo del Bisi crea soltanto imbarazzi dentro la massoneria. A testimonianza di questo citiamo alcune dichiarazioni di un esponente storico del Grande Oriente d’Italia, Delfo Del Bino, che ha ricoperto il ruolo di Gran I Sorvegliante con l’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Armando Corona. Per la cronaca ricordiamo che Armando Corona è colui che decretò l’espulsione di Licio Gelli dal Grande Oriente d’Italia. Ecco cosa ha dichiarato Delfo Del Bino :

Il Grande Oriente d’Italia in tutte le sedi, anche e soprattutto in contesto europeo ove ormai da due anni partecipa al Meeting delle Organizzazioni Filosofiche non Confessionali, a Bruxelles, presso la Commissione Europea presieduta da Manuel Barroso, ha sempre insistito sulla centralità dei princìpi fondativi dell’unione tra i popoli europei, sulla cultura e sulla difesa dei diritti umani prima che sulle ragioni prettamente economiche. Amiamo l’Europa dei popoli e dei saperi, non quella delle banche”.

Ad eccezione di quella del Monte dei Paschi, aggiungo io, visto il“Groviglio armonioso”enunciato da Bisi e l’amara vicenda conclusasi col fallimento della iniziativa dell’Aeroporto di Ampugnano la cui presidenza era stata affidata a Enzo Viani tuttora, a quanto pare, indagato per quella vicenda – e indicato da Report quale tesoriere del G.O.I., affermazione non smentita da nessuno, compreso lo stesso Bisi…

Sarà il caso di smetterla, soprattutto qui a Siena, con il groviglio armonioso e praticare una vera e profonda rottura con l’era Mussari e aprire una fase di discontinuità non solo nella politica, ma anche nel mondo dell’informazione locale. Non sono bastati i disastri che sono sotto gli occhi di tutti?

P.S. Domani leggetevi l’intervento preparato da un noto economista che mette nero su bianco il protagonismo politico del capo della comunicazione di banca MPS nella crisi della maggioranza senese. Qualcuno avverta Profumo e Viola in modo che leggano l’intervento visto che una copia verrà indirizzata alla Banca d’Italia.

Ennesima figura vergognosa di un docente dell’Ateneo senese mentre l’abusivo Criccaboni seguita con inopportuni ed ingiustificati trionfalismi

Un lettore molto attento e puntiglioso ci segnala un fatto gravissimo che ha per protagonista un docente senese, Simone Neri Serneri (http://www.linkiesta.it/concorso-truccato). La storia, vergognosa che è finita anche in Parlamento con un’interrogazione di un deputato PD (!) al ministro Profumo, ve la potete leggere al link. Ma noi abbiamo indagato su chi cacchio sia questo Simone Neri Serneri. Intanto è uno dei VENTIDUE (ora solo venti) professori di Storia Contemporanea, una situazione che fa rivoltare lo stomaco come si può leggere anche qui: http://ilsensodellamisura.com/2011/08/09/universita-di-siena-i-berlinguer-boys-alla-ricerca-di-una-diversita-mai-posseduta/. In secondo luogo è, udite udite, il presidente dell’Istituto Storico per la Resistenza in Toscana (http://www.sienafree.it/universita/203-universita/1949-simone-neri-serneri-nominato-direttore-dellistituto-storico-della-resistenza-in-toscana). Nonché neo direttore di un dipartimento dell’Ateneo (http://www.gips.unisi.it/direttore/). Dopo aver letto tutta questa vergognosa storia, alcune riflessioni:

1) Come è possibile che l’autonomia universitaria si spinga fino a fare carta straccia di un’ordinanza del TAR?

2) Ricordiamo che al TAR della Toscana giace anche un ricorso sulle elezioni del rettore abusivo Criccaboni e che su queste elezioni è stato richiesto dalla Magistratura il rinvio a giudizio di tutta la commissione e di parte del seggio elettorale;

3) Della suddetta commissione faceva parte (e ne è stato richiesto il rinvio a giudizio) anche il senatore accademico Bettalli, protagonista di una storia abbastanza simile (http://shamael.noblogs.org/?p=3872);

4) Ci si chiede come si concilia l’atteggiamento dell’abusivissimo Criccaboni che sproloquia di qualità, rilancio, risanamento, classifiche di Shangai e Borgo a Monculi con la presenza nel corpo docente di personaggi di questo genere. Avevamo capito che i criteri per essere di eccellenza erano dettati dalla presenza di Nobel Price o di Field Medals e non da quella di Gasparone e Musolino;

5) Ci si chiede altresì cosa ne pensino i familiari dei morti nelle stragi di Niccioleta, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e così via della presidenza del suddetto Istituto affidata a personaggi che si comportano in questo modo vergognoso;

6) E anche l’ANPI ci chiediamo se abbia qualcosa da dire;

7) E anche qualcuno, non tutti, ma qualcuno dei docenti di questo Ateneo sprofondato nella vergogna, perché non leva gli scudi contro questo stato di cose assolutamente indecoroso?

Domani è la Festa della Repubblica, ma siamo sicuri che avere una classe dirigente di questo genere sia congruo con una Repubblica che affonda le proprie radici anche nella Resistenza? E poi: ma che figura facciamo di fronte agli altri Paesi nei quali certo, non si verificano vergogne di questo genere? Andatelo a chiedere a Oxford o a Cambridge cosa ne pensano di queste infamie.

Ma vergognatevi tutta la vita, davvero …

Aldo, Jolanda e Criccaboni

Nel riguardare le foto del Ceccuzzi day al Santa Maria della Scala di giovedi scorso, provoca un certo effetto (vi risparmiamo l’aggettivo) vedere in prima fila il figlio di Luigi Berlinguer, Aldo il promotore del Campo delle idee (quali?), ex membro del cda di Ampugnano e membro attuale del cda della banca Antonveneta. Ma il giovane Aldo ha anche la pretesa di passare come il rinnovamento, come l’uomo del futuro? Sul piano professionale forse è un genio e gli facciamo tanti auguri per l’attività lavorativa, ma sul piano politico il suo giochino era fin troppo chiaro così come oggi. Per rinnovare la città sono proprio i personaggi come Aldo Berlinguer che dovrebbero essere superati e non importa l’età anagrafica. Perchè il giovane Aldo non ci racconta la sua posizione sull’ampliamento di Ampugnano, sull’acquisto di Antonveneta e sul dissesto universitario? Fuori il “campo delle idee” su questi argomenti. Sul piano professionale potrebbe fornirci una consulenza rispetto a una domanda di un nostro lettore alla quale non sappiamo rispondere: “posso vendere una casa che ha il tetto abusivo e non più sanabile?”.

Della Jolanda Cei Semplici abbiamo un’altra chicca che conferma il modus operandi durante il faraonaggio tosiano. Correva sempre il periodo 2002-2003 e in quel periodo, sempre con il lenzuolo di carta in mano, la comandante e il faraone non si sono risparmiati per contrastare “gli altri” e coloro che non erano allineati al groviglio universitario. Vi ricordere che in quegli anni l’avvocato Giuseppe Mussari ricopriva il ruolo di presidente della fondazione MPS e come ben sapete il fratello dell’avvocato, il docente universitario (persona seria e competente) Riccardo Mussari era ed è in servizio presso l’ateneo senese nella facoltà di economia. La comandante per ingraziarsi l’allora presidente della fondazione e per contrastare “gli altri” pensò bene di inserire nella lista dei “non allineati al groviglio tosiano” il docente Riccardo Mussari. E sapete perchè? Perchè, sempre secondo la tesi della comandante, Riccardo Mussari non era in buoni rapporti con Giuseppe e quindi per ingraziarsi il potere dovevano ostacolarlo. E così hanno fatto con tanti docenti seri e tante brave persone. Ricordatevi che la storia non si cancella e nemmeno la memoria degli uomini vigili.

Le storie di Aldo e di Jolanda si intrecciano con l’avvento dell’abusivo Criccaboni. Sempre il solito gruppo e il solito metodo. Con l’aggravante, anche se racconta le novelle, che Criccaboni sta dando la mano di coppale all’ateneo e all’infuori della magistratura, nessun docente e nessuna istituzione cittadina si sta ponendo il problema dell’abusivismo del Criccaboni e della sua cattiva gestione. Fermatevi per il bene dell’ateneo altrimenti poi sarà troppo tardi per recuperare i danni.

 

Parla il Governatore della Banca d’Italia

Il nostro esperto economico, il professore Paco Pachese, ieri era presente all’assemblea annuale della Banca d’Italia. E rispetto ai ritardi della politica, ieri, il professore Pachese ha colto nell’intervento del Governatore Ignazio Visco un messaggio istituzionale chiaro e senza fraintendimenti.

Ecco la dichiarazione del Governatore Ignazio Visco:

“La gestione delle banche deve essere corretta, ci adoperiamo per opportuni cambi dei vertici, la collaborazione con l’autorità giudiziaria è intensa”.

– Nella foto Ignazio Visco durante l’assemblea di Banca D’Italia.

 

Il “lenzuolo di carta” di Jolanda Cei Semplici

La storia che oggi vi raccontiamo ci serve per fare un collegamento con il ruolo del professore Enrico Pinto all’interno della facoltà di medicina dell’università di Siena. Pinto, docente universitario che si è sempre legato al gruppo di potere di turno, prima con Tosi poi quando il faraone è caduto in disgrazia si è avvicinato a Focardi e poi nell’ultima tornata elettorale ha fatto finta di appoggiare Focardi e invece ha votato e fatto votare per Criccaboni. Prendete nota che sul Pinto ci ritorneremo prossimamente. Oggi vi vogliamo parlare del lenzuolo di carta di Jolanda Cei Semplici. Si tratta di un foglio lungo e largo come un lenzuolo, di carta però. Correva l’anno 2002 e Jolanda Cei Semplici per diversi mesi si riuniva a casa del Faraone di Pescia, al secolo Piero Tosi, allora rettore e insieme scrivevano sul lenzuolo i nomi di coloro che poi hanno sostituito all’azienda ospedaliera. Correva l’anno 2003 e Jolanda Cei Semplici fu nominata Direttore Generale dell’azienda ospedaliera senese. E nel prendere servizio portò con sè il lenzuolo di carta con i nomi da sostituire perchè non rispondevano alle logiche del Faraone e del gruppo trasversale che condizionava l’azienda e l’università. E nel ricordare la storia del lenzuolo non sarebbe male ricostruire contabilmente i costi sotenuti dall’azienda gestita dalla Sempliciin merito ai lavori edili dell’accettazione sanitaria, dell’accettazione amministrativa, del pronto soccorso d’urgenza e di quello ordinario.Una controllatina ai bilanci 2003-2005 dell’azienda ospedaliera ci starebbe bene. Forse siamo documentati?

A breve ritorneremo sul ruolo di Enrico Pinto (altro discontinuatore) dentro la facoltà di medicina e nello specifico in merito alla riorganizzazione dei dipartimenti. Rinnoviamo a Criccaboni il consiglio di dimettersi dalla carica di rettore abusivo.