
La vicenda vergognosa dei libri in onore di Luigi Berlinguer, da lui voluti e da Maurizio Boldrini autorizzati (a che titolo??) è nota a tutti. E tutti sanno che non devono essere pagati dall’università di Siena. La cricca dei docenti capitanati dall’abusivo Riccaboni e il rappresentante del Comune di Siena Vareno Cucini le tentano tutte per coprire il sedere all’iscritto al PD Maurizio Boldrini. Non ci riusciranno. Prendete la delibera o mandatela a noi e inviamola alla Corte dei Conti. Ci riferiamo alla delibera votata nel cda dell’ateneo del giorno del 1 dicembre 2011 in presenza del “parere negativo” dei revisori dei conti. Basta con i giochini e facciamo pagare in solido coloro che non tutelano gli interessi dell’ente pubblico. Questi libri sono un disonore per le casse dello Stato e per il prestigio dell’università. Pidocchiosi e dissestatori.
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Sulla vicenda dei libri non autorizzati in onore di Luigi Berlinguer intervenga subito la Corte dei Conti. Siamo in presenza di deliberazioni con parere negativo dei revisori dei conti
Dicembre 3rd, 2011 — Note redazionali
Il garante e musicologo perché non convoca la commissione di garanzia per sospendere dal partito il barista di Via Roma 56?
Dicembre 2nd, 2011 — Note redazionali

Il comitato di redazione di Fratello Illuminato, qui rappresentato da Sua Eccellenza Cesare Mori e da Maestro James, considerata la situazione assolutamente ambigua venutasi a creare nelle istituzioni senesi per effetto dei seguenti eventi: emissione da parte della Procura della Repubblica di Siena di n. 18 avvisi di chiusura delle indagini per il dissesto dell’Ateneo e n. 10 avvisi di chiusura delle indagini per le elezioni dell’abusivo rettore Riccaboni; considerato inoltre che questi 28 avvisi (più i 14 per Ampugnano e i 29 per cinghialopoli) vedono coinvolte personalità di spicco del PD senese ed in particolar modo vedono coinvolto anche il consigliere comunale David Chiti per le vicende legate al bar di Via Roma 56, consigliere comunale – ça va sans dire – del PD, si vedono costretti a chiedere al Sultano di Stigliano, al secolo Luigi Berlinguer, di convocare immediatamente – come è stato fatto per Penati – la commissione di garanzia. A lui, che è il garante dei garanti, nonché musicologo di chiara fama (a parere della Gelmini che lo ha voluto al MIUR), è demandato il compito e viene data anche la possibilità di sospendere il Chiti, di sospendere cioè finalmente qualcuno che non si sia già autosospeso. Visto che è il musicologo che è, può farlo anche cantando accompagnato alle nacchere dal suo fido scudiero Boldrini. Alla fine della procedura potrebbero essere anche letti brani escerpiti dai poderosi volumi in suo onore che verranno pagati coi soldi dei contribuenti grazie alla scellerata delibera del consiglio di amministrazione dell’Ateneo, nonché parti della disgustosa ode al suo delfino Piero Tosi composta dal servile e ambiguo (forse l’ha composta allo Squero di Rimini?) inquilino di Via Roma 57 Maurizio Bettini. Pensate che bella rimpatriata!!! E che bel risultato!!! Una sospensione irrogata dal massimo fra i garanti e musicologhi italiani!!!
Pubblichiamo, condividiamo e diamo un suggerimento
Dicembre 2nd, 2011 — Note redazionali
Condividiamo quanto affermato su Facebook da Enrico Rossi:
Guarguaglini viene mandato a casa con una buona uscita da 4 milioni. A un suo dipendente non si sa quante vite occorrerebbero per guadagnare una cifra del genere. Però c’è un miglioramento rispetto a Profumo: venne liquidato con 40 milioni. Al prossimo giro ci aspettiamo di meglio, visto che il Governo discute di tagli alle pensioni …
E già che ci siamo gli notifichiamo che potrebbe contribuire a mandar a casa anche il rettore abusivo dell’Università di Siena a costo zero e al netto della buona uscita. Inoltre farebbe risparmiare anche lo stipendio elefantiaco dell’insulso & inetto direttore amministrativo condannato per danno erariale dalla Corte dei conti Ines Fabbro, tanto più che – Rossi lo sa bene – i SUOI dirigenti hanno firmato per dimezzarsi il premio di produttività. Su dài Enrico, fai ancora uno sforzino! Tanto della cacciata di Riccaboni & Fabbro se ne dorrebbero solo Denis Verdini e Luigi Berlinguer …
Banche e dintorni. I retroscena dell’economista Paco Pachese
Dicembre 2nd, 2011 — Note redazionali
Nei giorni in cui le Ferrovie dello Stato rottamano i vecchi treni, in altri luoghi della politica e della “finanza” provincialotta ritornano di moda personaggi da museo. Alla luce del sole proclamano iniziative per il “bene comune” poi la sera tra un ristorante di Sinalunga e un caffè corretto nel borgo di Stigliano ricominciano i giochi da basso impero: o forse è meglio definirle spartizioni politiche. La banca MPS come tutti sappiamo è il terzo gruppo bancario della penisola italica e si suppone che la discussione e le scelte dentro e fuori la banca siano all’altezza del terzo posto. E non becere quanto inconsistenti come quelle che emergono in questi giorni. Si sa noi economisti di Oxford siamo pignoli e abituati a ragionare con Soros e non come il filosofo Alessandro Piazzi, che probabilmente confonde “la logica trascendentale” di Immanuel Kant con “la preferenza per la liquidità” dell’economista britannico Keynes. Il filosofo senese che siede nel board guidato dall’economo di San Gimignano oltre ad avere diversi incarichi(ma quanto ci costi caro Piazzi?) in una delle famose cene è stato inserito in una rosa come possibile successore dell’economo alla presidenza della Fondazione MPS o in alternativa alla guida del terzo gruppo bancario italiano. Con lo stesso modo di vivere le nomine creando un’alternativa tra la presidenza di una bocciofila e la squadra amatoriale di Pianella. Altra storia invece è quella del direttore generale del Monte dei Paschi. Uomini e donne di fede stiglianese hanno manifestato l’opportunità di rimuovere Antonio Vigni per sostituirlo con il vice direttore tanto amato dal rettore Riccaboni che se non erro si chiama Antonio Marino. Un commensale completamente astemio pero’ ci suggerisce un’altra ipotesi in cantiere: per la presidenza della banca quelli di Stigliano preferirebbero Franco Bassanini e per mantenere gli equilibri tra sacro e profano alla guida della Fondazione la chianina Rosy Bindi. Va a finire che di questo passo il terzo gruppo bancario rischiano di trasformarlo nella BCC (banca di credito chianina).
Oxford, 2 dicembre 2011
Prof. Paco Pachese
Il caso Ateneo senese. Una prestigiosa università mortificata e gestita da una piccola cricca e da un gruppetto di indagati. E le strane coperture politiche
Dicembre 1st, 2011 — Note redazionali
In molti, soprattutto fuori da Siena, si sono chiesti del perché una prestigiosa università sia stata dissestata e come mai nessuno si accorgeva di niente. Altri si sono chiesti come mai il dissesto sia stato scoperto così in ritardo. La risposta a queste due domande è facilmente riscontrabile nei comportamenti e nella gestione attuale. E anche certi silenzi e le strane coperture politiche sono la cifra di un sistema e di una concezione della cosa pubblica che di fatto hanno determinato il disastro passato e recente. L’inchiesta della magistratura ha messo in evidenza le singole responsabilità; ma nel contempo le stesse vanno inserite dentro un meccanismo più ampio e all’interno di un sistema esistente fatto “non solo” di comportamenti criminosi.
Partiamo dall’origine.
Tutta la nomenclatura e i personaggi coinvolti sia dal punto di vista giudiziario sia per una valutazione negativa del modo di gestire l’ateneo, sono nati politicamente e sono “cresciuti” sotto la guida spirituale e non, dell’inventore dell’autonomia universitaria (meglio definita: si fa come cazzo ci pare!!) ovvero l’ex magnifico Luigi Berlinguer, ex ministro, ex membro del Csm e padre di quel famoso Aldo nominato dalla politica senese nel cda della Banca Antonveneta. I pargoli politici del prestigioso ospite stiglianese erano e sono sparsi ovunque, quasi fosse un’inseminazione accademica, tra l’università e l’azienda ospedaliera. Prendono il potere con il sostegno di Luigi da Stigliano i vari Tosi, Boldrini, Jolanda Cei Semplici, Diodato Angelaccio, Carlo Bruni, Carlo Setacci, Loriano Bigi, Maurizio Bettini, Claudio Vigni (premiato con un posto nel cda di una banca): personaggi vecchi e ancora in circolazione che hanno avuto (con ruoli diversi, chi dal sindacato, chi dall’università e ospedale) il disonore, con responsabilità politiche alcuni e giudiziarie altri, di mettere in ginocchio, dissestandola, una prestigiosa università. Luigi da Stigliano tutte le volte che veniva accostato alle vicende del dissesto universitario minacciava querele perché si sentiva offeso nell’onore. E a proposito di onore perché non ci spiega la storia dei libri non autorizzati proprio in “Suo Onore”? Perché non ci spiega il suo anomalo quanto vergognoso reintegro in servizio all’università datato anno 2004? Perché non risponde alla famosa domanda sui costi dei festeggiamenti del 750° anniversario dell’università? Non risponde mai Luigi da Stigliano, minaccia solo querele. La storia è storia e i fatti (anche i documenti) sono testimoni del tempo andato e di quello “presente”. Il successore di Luigi, il patologo Tosi, pochi giorni fa dalle pagine dei giornali ha tuonato una frase interessante: “Tra non molto scriverò anche io su quanto successo”. Caro Tosi, anche se noi abbiamo una pessima opinione di lei, si sbrighi a scrivere e illumini tutti con la sua versione dei fatti.
Ritorniamo ai giorni nostri.
In questo momento l’Ateneo è in mano (si far per dire) a due irresponsabili che non hanno risanato un bel niente e non hanno nessun piano di risanamento definibile tale. Con l’aggravante che l’economista tanto caro allo stiglianese è stato eletto irregolarmente: quindi è un abusivo. Inoltre siamo in presenza di un senato accademico che non ha minimamente a cuore il bene dell’ateneo ed è composto da due indagati proprio per l’elezione irregolare dell’abusivo; oltre ad essere popolato da senatori(più che altro professorini) che sono portatori degli interessi di un piccola cricca di docenti (più o meno 60-70) estimatori di Luigi e del patologo Piero. In più siamo in presenza di un consiglio di amministrazione dell’ateneo sostenuto da una maggioranza di membri capitanati da Vareno Cucini che rappresentano gli interessi di una strana alleanza politica che comprende il partito senese di Verdini, la corrente rifondarola di Fiorino Iantorno,il sellato Cannamela e la componente del PD legata alla CGIL di Claudio Vigni. Senza dimenticarci dei rappresentanti della cricca dei docenti presenti nello stesso cda,come Mariano Bianca. Floriana Rosati, Mirella Strambi. Tutti questi soloni che cosa hanno fatto fino ad oggi? Niente per risanare l’università e per tutelare gli interessi dei soggetti colpiti dal dissesto. Si sono solo preoccupati di difendere le posizioni di privilegio della cricca dei docenti e di coloro che partecipavano attivamente al dissesto. Il sig. Cucini non ha mai detto una sola parola sul dissesto e sulle elezioni di Riccaboni. Ma perché il Comune di Siena non cambia il proprio rappresentate? Poi magari ci tocca leggere sui giornali le morali politiche del Cucini sulla gestione della banca o sulla politica senese. Caro Cucini perché non scrivi un articolo sul dissesto e sui mali dell’università che contribuisci ad affondare?. E’ troppo facile fare gli antiberlusconiani e poi praticare la stessa politica sul piano locale. Arriviamo alle omissioni scandalose del direttore amministrativo Ines Fabbro. La signora che è giunta da Bologna non ha rimosso nessun indagato (come Carlo Bruni) e non ha intrapreso nessuna iniziativa per tutelare l’ente, come nel caso specifico del bar di Via Roma 56. I vertici dell’ateneo non hanno reso ancora pubbliche le verifiche sulle missioni false, come quelle fatte dal cigiellino Angelaccio; non hanno ancora chiuso la struttura del LAU di Buonconvento voluta sempre dallo stesso Angelaccio (quanto è costata e continua a costare questa struttura e soprattutto come venivano gestite le risorse economiche??? E non ci venite a dire della legge 17 e così via: chi le paga le bollette???). In tutto questo non dimenticatevi della posizione e del ruolo del consigliere comunale di Siena David Chiti.
Questa è la situazione e questi sono i fatti non smentibili. La politica senese non è in grado di aiutare l’università e lo sta dimostrando: i vari Ceccuzzi e Bezzini si stanno facendo mettere i piedi in testa da un rettore abusivo. Auspichiamo quindi l’intervento del Ministro Profumo che rischia di assumersi la responsabilità di un’omissione di atti se non annulla il decreto di nomina del Riccaboni. Infine da cittadini dello Stato Italiano confidiamo nella giusta e autonoma iniziativa della magistratura; anche perché in questo momento solo il ripristino della legalità attraverso l’azione giudiziaria sembra possibile vista l’assenza della politica e delle istituzione elettive. A proposito dentro l’ateneo continuate a dormire come del resto stanno facendo professori come Antonio Vicino e company. Questi non erano l’alternativa a questo sistema? Bohhhhh…..con il loro silenzio dimostrano il contrario. Anche le opposizioni quando hanno un pochino di tempo potrebbero ricordarsi che in Via Banchi di Sotto 55 c’è una prestigiosa università in mano a un abusivo e a una cricca di avidi docenti e indagati.
Cosi è se vi pare…..
P.S. Dopo la scoperta del dissesto finanziario tutti si lamentavano del fatto che i membri del cda venivano tratti in inganno dal parere favorevole dei revisori dei conti. Infatti i revisori dei conti di quelle gestioni universitarie sono tutti indagati. Oggi invece con la gestione Riccaboni molti membri del cda votano a favore delle delibera pur ricevendo parere negativo dei revisori dei conti. Non sarà il caso di far controllare dagli organi competenti tutte queste deliberazioni visto che i revisori dei conti hanno espresso parere negativo? Vediamo cosa succede.
News Economiche. Dichiarazioni last minute del Presidente Obama
Dicembre 1st, 2011 — Note redazionali
“Seguo con apprensione e vicinanza la grave situazione economica europea e soprattutto quella italiana. La strada è lunga per il risanamento, ma bisogna guardare al futuro con occhi carichi di speranza”.
“La situazione delle banche italiane è delicatissima; serve più trasparenza nelle scelte e maggiore distacco dal peso delle correnti politiche”.
“Mi hanno colpito molto ma molto le dichiarazioni del presidente Bezzini. Il nostro Dow Jones era in lacrime dall’emozione. Non abbiamo compreso però se il Ceccuzzi è il sindaco o il presidente della Fondazione. Sembrerebbe il sindaco e quindi ci stiamo chiedendo alla Casa Bianca chi è il presidente della Fondazione MPS”.
“Faccio gli auguri al governo Monti e confesso la mia delusione per la mancata nomina dell’economista Riccaboni alla guida del ministero dell’economia. Lui sì che è in grado di risanare e predisporre i bilanci”.
Da Washington D.C. 1 dicembre 2011