Entries from Aprile 2011 ↓

Forte sì, come l’aceto

Ceccuzzini e Marignuzzi (PD e PD+L) sembra a questi uffici che perdano pezzi uno dietro l’altro e che per campare debbano fare una notevole campagna reclutamenti (dice che hanno contattato anche i colonnini di Piazza).

L’onorevole chianino inciampa in continuazione in bischerate sesquipedali. Prima perde tutta la sinistra, quella vera, che vuole fare politica vera e non il gioco delle seggiole. Poi dà il via ad una carta dei (dis)valori (dieci rotoli di morbidezza) dove si prevede che non possa candidarsi, in successione: Bokassa, Jeffrey Dahmer il mostro di Milwakee, Leonarda Cianciulli la saponificatrice di Correggio nonché Adolf Hitler, Martin Bormann, Mengele ed un’altra decina di gerarchi nazisti, ma non chi ha un doppio incarico come presumibilmente vorrebbe avere lui. Cosa ha da dire al proposito l’evangelico Evangelista? Perché se non sbagliano questi uffici non è proprio corretto che si dimetta, il Ceccuzzini (Ceccuzzi + Verdini) da parlamentare solo DOPO aver saputo com’è andata. Metta per iscritto, se ha il coraggio, che va a fare il consigliere comunque vada, anche se perde e si dimette da parlamentare. Così è troppo comodo!

Poi è di stamani la notizia che persone evidentemente più serie di certi presunti “compagni” che si accompagnano al potere e alle seggiole e che in tale serietà erano stati preceduti dall’ottimo Francesco Andreini, hanno lasciato a piedi il Ceccuzzini nonchè Iantorno e Benocci. Che fa ora Ceccuzzini con questi due? Li candida nel PD? Perché Rifondazione è andata. Amen.

E anche riguardo all’Associazione Per Siena l’ha dovuta fare sporca il Ceccuzzini. Mandare Iantorno a fare il killer contro la Banca accusandola di spaccare la città! Grande mossa! Col risultato che anche mezza Per Siena è andata. Meno male ha fatto il politico tutta la vita, sennò chissà che risultatoni riusciva ad ottenere.

E’ forte il Ceccuzzini. Forte come l’aceto. E il Marignuzzi (Marignani + Ceccuzzi)? Peggio che andar di notte. Verdini ha dovuto smuovere mezzo mondo per costringere la Lega di Siena a scaricare la povera Battistini e a farla convergere su Nannini. Bravi anche loro sì! Corretti! E anche la Lega: complimentoni. Dopo mesi che ci stracciano i maroni (è il caso di dirlo) con la Loretana si svendono malamente. E Nannini non è neanche candidato col PD+L, ma di una lista civica con l’appoggio del PD+L. e

Questi uffici ritengono che questi personaggi siano da evitare in tutti i modi. Tutto ma non questi due.

P.S. Ci siamo permessi di prendere in prestito la freccia del borsino tanto cara agli strambi comunicatori del Ceccuzzini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le faide interne al PD all’ombra del Monte. Votate chi volete, ma mandiamo a casa chi tratta i senesi da sudditi

Non è qui nostro interesse fare speculazione su quello che a breve potrebbe essere il futuro della Banca. Per una ragione molto semplice, perché noi a babbo Monte ci teniamo. E parecchio. Ed è per questo che ci ha fatto trasalire leggere su tutti i quotidiani una parola che era nell’aria da tempo, ma che nessuno aveva il coraggio di confermare: ricapitalizzazione.
Seguite il ragionamento che sto per farvi, perché per ascrivere le giuste responsabilità è bene non mischiare le cose anche se, ovviamente, una relazione c’è.
Che dipenda dall’acquisto di Antonveneta; che dipenda dalla congiuntura economica che non aiuta la ripresa; che sia il combinato di questi due fattori o chissà cos’altro, la domanda è sempre la solita: ma la politica e, soprattutto, il PD ossia il partito del signor Ceccuzzi, ma dove cavolo è stato in tutti questi anni? Perché  – nel caso in cui sulla vicenda ricapitalizzazione incidesse anche l’acquisto della banca padovana – qualcuno ricorda le dichiarazioni trionfalistiche che Ceccuzzi fece all’indomani dell’acquisto di Antonveneta? Sapeva di cosa stava parlando e aveva valutato i possibili scenari futuri? Vedete, amici, è come per la vicenda dell’università; è davvero singolare ma pare che il PD e Ceccuzzi in primis pur avendo condiviso in tutti questi anni politicamente qualsiasi scelta (sulla Banca; sulla Fondazione, dato che le nomine dei membri le fanno il Comune e la Provincia; sull’amministrazione comunale anche se oggi la rinnegano) non sappiano mai niente di tutto ciò che è successo e succede a Siena. Ma che strano: quanti di voi pensano che Ceccuzzi sia stato fuori dai giochi politici senesi negli ultimi dieci anni? Come si dice in questi casi, il Re è nudo e il Re, in questo caso (metaforicamente parlando e, supponiamo, non per le blasonate origini) è proprio lo stesso Ceccuzzi.
Ora il teatrino del PD e della coalizione che sostiene Ceccuzzi (e che pare perdere pezzi ogni giorno) ha veramente stufatoLa smettano con queste farse dei Forum, della partecipazione condivisa e menate similiQuesto finto interesse a che tutto nasca dal basso altro non è che la foglia di fico che tenta miseramente di coprire ciò che sta realmente avvenendo all’interno del PD senese: una vera e propria faida, finalizzata solo a personali equilibri politici, ovviamente per i soliti noti e, ovviamente, che non ha nulla a che vedere con l’interesse generale e con Siena. Una pura partita di Risiko, in cui si gioca a collocare i propri fedelissimi nei vari posti in modo da ripartire i pesi interni. Ma al cittadino senese (ossia quel 99,5% della popolazione reisidente, dato che i benefits vengono ripartiti tra un gruppetto di persone assai limitato) che gliene frega e che beneficio ne trae? Ci sono, poi, vari cortigiani o aspiranti tali che pur nauseati da anni e anni di una simile arroganza, continuano a scodinzolare intorno pensando che qualche briciola cada dal tavolo e tocchi anche a loro. Avviso ai naviganti: dormite tranquilli, tanto non vi caga nessuno, capito? Vi tengono lì sull’albero a cantare sventolandovi la fotocopia della carota e basta. Magna oggi magna domani, qui sono finite anche le briciole e, comunque, in puro stile da fine impero, vige la logica del “tutto mio”, quindi, ci sarà una bella dieta perché non verranno ridistribuite più neppure quelle. Questi signori non pensano che il Monte dei Paschi rappresenta il terzo gruppo bancario italiano. No, mai. Per questi signori il Monte è roba loro, atteggiamento che oltre ad esprimere un egoismo ed una miopia incredibili, manifesta anche tutto l’irresponsabile provincialismo che scorre loro nelle vene.
Ed è arrivata l’ora che chi da dieci anni e oltre ha partecipato condividendo tutto e oggi prova a fare il verginello si assuma le sue precise responsabilità politiche e ne cominci a rispondere.
Firmato
La Primula Rossa

E vai col doppiopesismo e con un pretenzioso e vacuo moralismo

Questi uffici osservano con disgusto la pantomima che l’Italia dei (dis)Valori ha messo in scena per riuscire a sedersi a quel tavolo del centro-sinistra capitanato da Ceccuzzi dal quale ritengono poter ottenere un po’ di seggiole su cui sedersi. Complimenti per davvero! Dopo che l’IdV locale aveva resistito, è arrivato l’evangelico Evangelista e questo è il risultato: una stomachevole conferenza stampa dove si sono sbaciucchiati dandosi del nuovo vicendevolmente (e anche di 2.0 che vuol dire evidentemente secondo).  Nel frattempo escono queste belle lettere qui: http://www.iltribuno.com/articoli/201101/litalia-dei-veri-valori-chiede-scusa-agli-eletto.php.

La stessa infame tarantella che ha fatto Ceccuzzi con l’IdV, alla fine facendola commissariare de facto, l’ha fatta il suo amico, di Ceccuzzi, Verdini con la Lega, dimostrando ancora una volta la comunità di intenti e mezzi ai limiti e oltre i limiti della decenza e della legalità.

Altrove, sulla bacheca Facebook del ceccuzziano Simone Bezzini, del quale stiamo ancora aspettando le dichiarazioni in merito agli sbirillamenti di macchine in Pian dei Mantellini compiuti dal suo direttore generale Tommy Stufano nonché in merito agli innumerevoli cadaveri di cinghiali dell’affaire Cinghialopoli, si sta svolgendo una simpatica discussione sulla Massoneria cui partecipa anche la ceccuzziana Lucia Coccheri e alla quale questi uffici hanno aggiunto un commento:

Come si può ben vedere non è stato neanche considerato, anzi hanno continuato a chiacchierare come niente fosse.

Questi uffici, nonostante abbiano tre dita di pelo sullo stomaco, rimangono esterrefatti dall’incredibile prepotenza, arroganza e infamia dell’atteggiamento di certi politic(ant)i locali e invitano per ciò i Cittadini a votare qualsiasi altra cosa che non sia il PD e il PD+L.

Di questi domenicali uffici

Cesare Mori

Il ceccuzziano Alessandro Piccini in Via Roma

Comoda la vita per i politici del PD senese. Troppo comoda. Mentre i cittadini lavoratori sudano e si dimenano per sbarcare il lunario e garantire il benessere alle proprie famiglie certi politici, stranamente, sono sempre sulle corsie preferenziali.
Il ceccuzziano Alessandro Piccini ex democristiano, ex vicepresidente della giunta provinciale di Siena e  presidente del consiglio comunale di Siena, attualmente è un esponente del PD senese dell’area politica di Alfredo Monaci e inoltre da poco tempo lo stesso Piccini Alessandro è anche un ex dipendente dell’Università di Siena.
E’ un ex dipendente dell’università perchè all’improvviso ha ottenuto la mobilità là dove nessuno dei molti che vorrebbero andarsene dalla nave che affonda e che hanno sicuramente più meriti, competenze e titoli riesce a spostarsi. Singolarmente questa mobilità l’hanno ottenuta solo in due: lui e il figlio di Marcello Rustici (sempre ceccuzziano, consigliere di amministrazione di Ampugnano e indagato proprio per questo).
Mentre i dipendenti universitari pagano sulla loro pelle il dissesto universitario, con il silenzio assordante del PD del ceccuzziano Alessandro Piccini, quest’ultimo ottiene la mobilità e verso l’ASL per giunta. Mobilità senza lavorare, ci mancherebbe altro, visto che è in aspettativa politica. Ma che strano …

La famiglia M

Il candidato Ceccuzzi e i suoi alleati (compreso L’IDV o meglio i senza
valori) professano la discontinuità, il rinnovamento, la carta dei valori,
più spazio ai giovani, trasparenza. Queste sono solo parole buttate nel vuoto e usate come slogan. Ceccuzzi il nuovo e discontinuo? Ma non diciamo bischerate!!! Sono più di 15 anni che gestisce e mette bocca su tutto.Il rinnovamento? Altra bischerata: chi sono i rinnovati, il Mauro Marzucchi e i
fratelli Monaci? Di rinnovati conosciamo solo il teatro.
Oggi concentriamoci sulla famiglia Monaci (grandi e piccini).
Alberto Monaci in questi anni ha costruito un patto di ferro con Ceccuzzi che gli ha consentito stranamente la deroga per ritornare in consiglio regionale. Ha inoltre, Monaci Alberto, appoggiato Tosi fino a che gli ha fatto comodo e poi l’ha scaricato. Altrettanto ha fatto con Focardi. Quindi è anche largamente responsabile del dissesto finanziario dell’Ateneo. La moglie di Alberto Monaci è nel consiglio comunale di Siena. Il figlio della moglie di Alberto Monaci è vicepresidente della giunta provinciale. Il fratello di Alberto Monaci (Alfredo) è stato nominato banchiere (tra Siena e il Piemonte). Chi manca da sistemare in questa famiglia?Pensateci; non ci sembra giusto creare problemi nella famiglia Monaci: sistemateli bene tutti.Un posto per tutti e la riconferma per quelli esistenti. Ma non si vergognano un po’ nel PD senese? Cercano i voti per garantire il futuro al funzionario Ceccuzzi e alla famiglia Monaci. Pensateci Cari cittadini senesi!!!
Comunque volendo potete chiedere anche qualche consiglio immobiliare alla
famiglia Monaci (http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/21/Quel_palazzo_gioiello_della_senese_co_9_040221044.shtml).

Si può prendere in giro una persona per sempre, oppure una massa di persone per un po’ di tempo, ma non si possono prendere in giro tutti per sempre. Il PD a casa (parte prima)

Rompere gli schemi, andare al di là di logiche stantie che non sono più rispondenti alla realtà, buttare il cuore al di là dell’ostacolo, non pensare che le cose non possano mai cambiare: prendete pure la frase in cui vi riconoscete meglio, ma per favore, se volete che Siena cambi passo, non votate Ceccuzzi. E, soprattutto non sottovalutate mai una cosa; il cambiamento, sarà retorico da dirsi, ma passa davvero per ognuno di noi; passa attraverso l’espressione di un voto che vada contro a certe logiche e a certi atteggiamenti. Rifletteteci amici, ma se i veri protagonisti della coalizione di Ceccuzzi che inneggia al nuovismo sono quelle stesse figure che spadroneggiano a Siena da decenni, ma quale cambiamento e rilancio pensate che siano in grado di garantirvi? Su, non prendiamoci in giro, rivedano completamente la loro campagna di comunicazione e la smettano con questa farsa della discontinuità da un qualcosa di cui sono stati gli unici artefici.Capiamo che si tratta di ragionamenti già fatti, ma pensiamo sia opportuno rendersene conto per bene. Qualcuno di voi sta vedendo sulla scena politica qualche politico di area ex Margherita che esprime un proprio pensiero? No? Infatti, neanche noi. Perché, viene da chiedersi? Ad essere maliziosi verrebbe quasi da pensare, che abbiano stretto il solito patto di ferro con Ceccuzzi e, quindi, per quanto li riguarda sia già tutto sistemato e le loro personalissime esistenze siano bell’e garantite. Quindi pazienza se il loro elettorato di riferimento non li sente, non li vede e non condividendo lo schiacciamento a sinistra imposto da Ceccuzzivorrebbe sentire una loro voce fuori dal coro. I loro posti sono già stati contrattati e se questo vuol dire rinnegare se stessi e la loro storia politica, beh, un CdA può valere qualche sacrificio. C’è un però ed è il loro elettorato. E’ probabile cheabbiano perso un po’ il polso della realtà e che, per questo, si siano convinti che i vecchi democristiani (storico elettorato di riferimento specie di qualche anziano esponente ex Popolare ed ex Margherita) votino a prescindere, trascurando il fatto che, per l’appunto, quei vecchi democristiani se c’è una cosa che non hanno mai potuto vedere sono “i comunisti” (appellativo con cui ancora oggi gli esponenti della ex Margherita chiamano i compagni Diessini, Ceccuzzi in testa). Quindi, vedersi rappresentare da un Fiorino Iantorno di Rifondazione Comunista non ci sta proprio (anche se va detto che più che appartenere a Rifondazione Comunista, appartiene al partito di se stesso). Mi spiegate per quale assurda ragione un elettore moderato dovrebbe scegliere di votare qualcuno che si professa moderato ma pur di garantire un posto a se stesso accetta di appiattirsi su posizioni e su linee politiche ed amministrative di estremismi non controllabili?

Vediamo un po’, ma secondo voi, un senese di area moderata e di centro, in chi si identifica di più, nel chianino Ceccuzzi o in Corradi?

Firmato

La Primula Rossa

Quando Ceccuzzi esprimeva la sua stima a Piero Tosi

Dal sito dei DS del 9 settembre 2006:

“Fummo tra i primi a rimproverare ed a spronare al miglioramento l’allora
Rettore Piero Tosi, al quale vogliamo manifestare ancora oggi la nostra
stima.”

Torniamo a bomba

Riportiamo ancora una volta, visto che non c’è stata risposta, l’art. 35 (comma 3, let. e) del D.L. 165/2001) che così recita: «composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.»?

Secondo questi uffici il concorso per EP del ceccuzziano Benocci è viziato dall’inosservanza del suesposto articolo di legge, visto che in commissione il presidente era il ceccuzziano Franco Belli, dirigente sindacale della FLC-CGIL esattamente come il candidato poi risultato vincitore. Questi uffici invitano il rettore Riccaboni, il direttore Fabbro (soprattutto lei visto che Benocci è designato a capo della divisione del Personale Tecnico Amministrativo) e l’ufficio legale dell’Ateneo ad accertare questa palese violazione di legge.

La legge è uguale per tutti o no?