Crac pastificio Amato: Labonia inguaia Franco Ceccuzzi esponente del PD alleato di Bruno Valentini – La procura di Salerno procede spedita e a Siena le inchieste vengono rallentate dagli stessi magistrati – La notizia del Cittadino getta delle ombre pesanti sul PD senese – Non votate Valentini e non votate il PD

Di seguito l’articolo del Cittadino

http://www.ilcittadinoonline.it/news/159608/Crac_Amato__Labonia_inguaia_Ceccuzzi.html

Il quotidiano campano Metropolis (metropolisweb.it nell’edizione on line)  nelle pagine relative a Salerno e provincia spara oggi un titolo ad effetto: “Amato, Labonia parla di MPS” in cui “l’avvocato coinvolto nel crac del pastificio Amato fa il nome dell’onorevole Ceccuzzi” agli inquirenti.  ”L’avvocato Simone Labonia racconta gli intrecci politici tra gli ex-onorevoli Paolo Del Mese e Franco Ceccuzzi per far ottenere alla famiglia dei pastai il mega finanziamento dalle banche e in particolare dal Monte Paschi di Siena” scrive Rosaria Federico dalla città campana “e conferma le ‘raccomandazioni’ di Del Mese per l’operazione di ‘spin off’ nella quale fu coinvolto anche l’ex presidente Giuseppe Mussari”. Nell’interrogatorio del 18 febbraio scorso dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame Labonia avrebbe ribadito le dichiarazioni che coinvolgono i due senesi Mussari e Ceccuzzi, oltre l’ex vicedirettore generale Marco Morelli. Labonia, superconsulente degli Amato, ha recentemente  definito la sua vicenda giudiziaria con un patteggiamento a due anni e 10 mesi e con la scarcerazione, ha spiegato ai giudici: “La particolarità del ruolo delle banche nel finanziamento in pool è evincibile dalle sensibilizzazioni e dalle sollecitazioni che venivano fatte da Paolo Del Mese per i rapporti che lui aveva con questa banca (Mps, ndr). Io ho già precisato, in sede di interrogatorio, anche quali erano per quanto di mia conoscenza le motivazioni per le quali Paolo Del Mese riusciva ad ottenere delle forme di disponibilità da questa banca. In breve ho chiarito e ho prodotto anche dei documenti in quell’interrogatorio, dove ho detto che tramite l’onorevole Ceccuzzi che era persona di conoscenza di Del Mese, si era prodigato per agevolare, accelerare, se così vogliamo dire, due forme di provvedimento legislativo”.
Secondo Labonia, il ‘patto’ Del Mese – Ceccuzzi avrebbe portato l’abolizione del limite per i diritto di voto delle fondazioni all’interno delle banche. “Con un decreto legislativo che io ho prodotto – spiega Labonia – del 2007 è stata abrogata dal Governo Prodi con un provvedimento della Commissione Finanza di cui l’onorevole Del Mese era presidente. E poi c’è l’altro provvedimento, il cosiddetto decreto ‘salva-contrade’, in breve è una defiscalizzazione che si otteneva per le contrade a Siena”. Secondo l’avvocato, il rapporto tra Del Mese e Mps – alla luce di tutto questo – era un rapporto ‘assolutamente agevolato, dettagliato, sensibilizzato e condizionato’. “Anche quando l’incarico di presidente della commissione finanze è cessato – spiega Labonia ai giudici del Riesame – l’onorevole Del Mese ha continuato ad avere rapporti particolari con Mps”. E in un’occasione, quando gli Amato, non riuscivano ad ottenere riscontri – attraverso proprio l’intermediazione dell’avvocato salernitano – a delle richieste finanziarie con la banca senese, l’onorevole Del Mese promosse un incontro con Mussari a Siena. “Questo avvenne nell’aprile del 2009 – dice Labonia – è stata l’unica volta che ho visto in vita mia il presidente Mussari, a quell’incontro furono esposte quelle esigenze”. Dunque si intuisce che Il decreto salva contrade sia stato oggetto di trattative politico-finanziarie volte alla manifestazione del proprio potere personale in danno della banca.
Nell’interrogatorio di Labonia ‘rispunta’ la cena in Costiera Amalfitana nella quale sarebbe stata ‘sensibilizzata’ l’operazione di ‘spin off’ per l’avvio dell’affare immobiliare di Amato Re. Lo ‘spin off’ al centro dell’indagine che coinvolge Mussari, Ceccuzzi, Morelli e Del Mese. “L’onorevole Del Mese aveva sensibilizzato – dice Labonia -, presso i vertici del Monte Paschi di Siena, la conclusione di questa operazione, la cosiddetta ‘spin off’ per capirci”. Poi, su domanda dei giudici del Riesame l’avvocato, consulente degli Amato, spiega che le somme elargite dai pastai all’onorevole Paolo Del Mese – i famosi prestiti, come sostiene l’ex sottosegretario – erano state date per “ringraziarlo della sua forma di sensibilizzazione, di coinvolgimento, di partecipazione alle operazioni con il Monte Paschi di Siena, soprattutto l’operazione del 2006”.

3 comments ↓

#1 francesco on 05.04.13 at 15:07

cosa c’entra non votate Valentini? E’ un’affermazione gratuita politica non degna di un Blog come il vostro. Così non si fà informazione ma campagna elettorale se devo scendere sul vostro piano vi domando ma a voi chi vi paga per scrivere queste cose: Neri, Falorni o chi altro?

#2 Shamael on 05.05.13 at 12:04

C’entra eccome! Il Valentini, dopo aver alzato una canizza micidiale per la sua (ingiusta) esclusione dalle primarie e per la guerra che è stata condotta nei suoi riguardi (in modo indegno) dall’ala ceccuzziana (che peraltro continua e continuerà a fargliela), si è lestamente riallineato ai canoni del suo partito, dal quale si è guardato bene di uscire nonostante gliene combinasse di tutti i colori, e ora ricomincia con la solita solfa della discontinuità sebbene non la pratichi affatto. E infatti fa le visite elettorali all’ospedale (come il Ceccuzzi), ha chiesto all’economista Giulio “Guido” Carli di ripensare alle proprie dimissioni, rilascia dichiarazioni farneticanti sull’Università, ha le liste strapiene di ceccuzziani e insomma risiamo da capo a dodici. Si può ragionevolmente dedurre da tutto questo che la discontinuità sia da burletta e che il partitone sia sempre il solito, anche nei personaggi che ritengono che basti lavare le mutande, nettandole da tutte le sgommate che ci hanno fatto finora, per passare per nuovi. Ma noi non ci caschiamo: chi ha fatto le sgommate nelle mutande fino all’altro ieri può lavarle quanto vuole e rimettersele pulite, pronte ad un’altra abbondante serie di sgommate nuove di zecca. Quindi invitiamo a non votare il Valentini e il PD perché sono le stesse identiche cose. Non basta che cambi Siena, deve cambiare anche il PD e non lo sta facendo perché il Valentini è uno che ha sgommato nelle mutande insieme a tutti gli altri suoi correligionari e siamo certi che continuerà a farlo da ora in poi. Quanto all’essere pagati è un’accusa ridicola e lei lo sa così come quella di fare campagna elettorale, per Falorni e Neri poi! Abbiamo le nostre preferenze e si sa bene quali siano. Questo non toglie nulla al contenuto dell’articolo, che fra l’altro non è nostro, è nostro solo il titolo, quanto mai azzeccato fra l’altro. Chiunque faccia parte del PD da anni (come il Valentini e i suoi scherani) non poteva non sapere tutti questi troiai di Mussari, Ceccuzzi, Mancini e Monaci (Alberto). Se invece non avesse saputo nulla, a parte l’evidente inadeguatezza a ricoprire ruoli pubblici, avrebbe – veutolo a sapere – come minimo dovuto lasciare il partito. L’ha fatto? No. Neanche quando gli hanno fatto la guerra. E ora è di nuovo con questi personaggi. Quindi NON VOTATE VALENTINI E NON VOTATE IL PD. Per chi vi pare ma non il PD.

#3 francesco on 05.06.13 at 16:02

Non penso certo che vi pagano è una battuta però il Valentini è l’unica speranza di novità a sinistra poteva andare da solo ma i sondaggi lo davano al 10/12% per cui ha scelto di lottare dall’interno. Ha ceccuzziani nelle liste? certo che si, non votiamoli che ci vole non votiamo nemmeno i cavalli di ritorno delle altre liste. Ci sono molte facce nuove partiamo da loro poi vedremo. Complimenti, comunque, siete grandi