Tommaso Occami. Il non alibi

COMUNICATO STAMPA

La Fondazione Monte dei Paschi di Siena comunica che la Deputazione Amministratrice, nella seduta odierna, ha deliberato all’unanimità di votare favorevolmente a tutte le proposte all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria di Banca Mps convocata per il prossimo 9 ottobre. In quel contesto verranno esplicitate le motivazioni che hanno portato ad assumere tali decisioni.

Dopo questo comunicato, qualche tempo fa, qualcuno, avrebbe detto che il re è nudo. A Ceccuzzi sono caduti tutti gli alibi che aveva accampato per il passato. Ora non ci sono più dubbi, ammesso che qualcuno li potesse ancora nutrire. Il candidato a sindaco del Pd si è comportato come sempre: ha diretto dietro le quinti facendo prendere posizioni diversificate ai suoi fedelissimi. Dalla nota salomonica del voletevi bene indirizzata alla direzione del Monte e al sindacato per rimettersi a tavolino e trovare un’accordo. Al pronunciamento della Provincia che invitava la Fondazione a mantenere il controllo della Banca (boh!) e a votare contro le richieste di modifica allo statuto del Monte volute da Profumo. Una parte del Pd doveva fare da sponda al dissenso per cercare, in qualche modo, di governarlo. È toccato al fido Bezzini sacrificarsi. Scordandosi, Ceccuzzi, di aver già espresso parere positivo sul piano industriale presentato dalla coppia Profumo, Viola. Piano che prevede 4.700 licenziamenti e meno erogazioni di denaro. Esprimere solidarietà ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese dopo aver approvato le linee fondamentali della gestione della banca per il prossimo futuro è quanto meno amorale.

Ma la sostanza sta nel voto della Fondazione che chiarisce la verità dei fatti: il Partito democratico senese risponde a un disegno preordinato che va contro gli interessi di Siena. Interessi che si chiariranno, purtroppo, solo a operazioni concluse. È ormai chiaro che (l’ex) azionista di maggioranza dopo il nove ottobre non avrà più possibilità di discutere nulla nello specifico delle scelte della partecipata. La Fondazione neppure in punto di morte, è stata capace di un gesto di autonomia dalla Banca che la portata, in tutti questi anni, alla lenta e inesorabile agonia. Da chi avrà preso questa volta gli ordini Mancini? Visto che, per sua stessa ammissione, fa sempre quello che altri gli dicono. Non può essere stata la Provincia perchè contraria alla decisione assunta e non può essere stato Laudanna, chi allora? Profumo procederà, fra breve, all’aumento di capitale già deciso e condiviso dalla Fondazione che si muove, quest’ultima, come un pugile suonato al tappeto. Dopodichè, il presidente del Monte, sarà libero di decidere a chi vendere la banca. Oggi qualcuno ha scritto commentando le decisioni dell’EBA che, questa, non ha bocciato solo la vecchia dirigenza ma anche la nuova. Perchè in nove mesi non ha prodotto nessun risultato positivo. Ma siamo sicuri che lo voglia produrre? Più dura questo stato di difficoltà e di incertezza e meno vale la Banca. Signor Ceccuzzi, dopo oggi, lei è l’unico responsabile per due motivi sostanziali: per aver condiviso, acriticamente, le scelte di Profumo e per la conseguente debolezza che ha dimostrato nella difesa degli interessi della città e dei lavoratori del Monte.


T.O.