Scoppia il caso del ministro Profumo. Il Presidente Monti revochi la delega di ministro a Francesco Profumo

I giovani, le eccellenze, l’Europa, il merito, la trasparenza, il rigore contro le cricche: tutti i propositi del governo tecnico (??) presieduto da  Mario Monti. Tutto questo è compatibile con la presenza nel governo di Francesco Profumo? Alla luce di quanto sta venendo fuori ci sentiamo di dire di no, visto e considerato che al Miur dire che c’è stato un cambio della guardia è una presa di giro. Scherziamo? Profumo è stato nominato presidente del CNR dalla celebre fisica Maria Stella Gelmini, la stessa che affida i dipartimenti per l’apprendimento musicale agli stiglianesi i quali, per tutto ringrazio, tramano insieme ad altri funzionari per mettere rettori abusivi qua e là.
Poi:

“Nel mese di novembre 2011 l’allora ministro dell’Università Maria Stella Gelmini aveva comunicato la classifica di merito delle Università italiane: al primo posto il Politecnico di Torino, seguito da Venezia Cà Foscari, Trento, Pavia; Roma Sapienza era al 34mo posto (su 50). La classifica è usata per determinare le quote premiali del Fondo di Finanziamento Ordinario, quello che serve per pagare gli stipendi o la manutenzione edilizia“.

L’attuale ministro dell’Università è il Prof. Francesco Profumo, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (nominato dal ministro Gelmini) ed è stato Rettore del Politecnico di Torino. Entrambe le cariche al CNR e al Politecnico sono incompatibili con quella di ministro e pertanto le sue dimissioni sono prossime. Ciò che sta accadendo al poveruomo è che da ministro si trova costretto, immagino con grande imbarazzo, a premiare per merito l’Università di cui è stato (e fino alle nuove elezioni è ancora formalmente) Rettore. Università fra l’altro che è in condizioni finanziarie letteralmente disastrose.

Sempre al Politecnico di Torino svolgeva attività la famosa condannata dalla Corte dei Conti Ines Fabbro, oggi direttore amministrativo dell’università di Siena, diventata tale dopo i famosi intrallazzi tra Riccaboni e quel Tomasi del ministero; sempre al Politecnico ci trovate il docente di metallurgia Donato Firrao (amico della Fabbro) padre dell’ex sostituto procuratore di Siena Francesca Firrao. A questo proposito riformuliamo la solita domanda: che fine ha fatto il fascicolo sequestrato dai carabinieri sulla selezione del direttore amministrativo dell’università di Siena e come mai durante la permnenza a Siena della dott.ssa Firrao le inchieste guarda caso sull’università sono andate a rilento?

La Gelmini aveva vincolato il decreto di nomina alle conclusioni (evidenziamo: conclusioni) delle indagini e quindi il ministro Profumo è obbligato ad annullare il decreto, pena omissione di atti di ufficio. Per farglielo capire a questo Profumo riteniamo urgente presentare nelle procure di competenza un bell’esposto per omissione di atti di ufficio.

Siamo curisi di capire dopo 4 anni dall’apertura dell’inchiesta sul buco dell’ateeno quando intendono far partire questi benedetti processi.E soprattutto che cosa aspetta chi di dovere a ristabilire la legalità dentro l’università di Siena allontanando con la forza della legge un rettore eletto irregolarmente e che intrallazzava con la società Astrea srl.??

Nel frattempo il dossier Profumo e tutta questa squallida vicenda di dissesto e di illegalità sarà recapitata alla commissione europea e al Presidente della Repubblica.

Tutti quelli che protestavano e scendevano in piazza contro la Gelmini che fine hanno fatto’? Il ministro Profumo non è altro che la copia intelligente, ma altrettanto dissestante del suo predecessore. La linea politica e la tutela della cricca dei baroni universitari è la medesima.

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